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Cronaca
I "bimbi del bosco" immaturi, ma tornino dai genitori
Oggi 09-06-26, 15:03
AGI - Per il consulente della procura, i bimbi della famiglia del bosco sono "immaturi e poco educati", ma serve che "ritornino dai genitori". Entro un mese la decisione dei giudici. L'esperta del Tribunale dei minori dell'Aquila, in una relazione di una cinquantina di pagine, sottolinea le criticità dello stile educativo dei genitori ma bolla come "inopportuna" la permanenza in istituto. "Si auspica che possano realizzarsi quanto prima le condizioni necessarie per il rientro a casa, compatibile con il loro benessere", è uno dei passaggi conclusivi della consulenza tecnica d'ufficio firmata dalla psichiatra Simona Ceccoli. "Non si intende in alcun modo sostenere l'opportunità di una permanenza in Istituto", precisa. La relazione evidenzia criticità nello sviluppo dei tre minori figli di Nathan e Catherine, ospiti nella casa famiglia di Vasto (Chieti) da sei mesi. Le criticità nello sviluppo dei minori Secondo la consulenza, lo stile educativo dei genitori avrebbe inciso su "salute, istruzione e socializzazione", con effetti sullo sviluppo "psico-emotivo e cognitivo" dei bambini. La professionista descrive "carenze nell'attenzione, nelle funzioni esecutive, nelle abilità visuo-spaziali e prassiche e nell'apprendimento", fino a "un quadro importante di immaturità neuropsicologica", con "rigidità del pensiero e ridotta capacità di contatto e percezione della realtà". Tali difficoltà non sarebbero legate a eventi recenti, ma a "carenze o discontinuità di stimoli adeguati sul piano relazionale, sociale e scolastico". Il ruolo della comunicazione familiare Quanto al ruolo comunicativo della madre, emergono "tratti confusionali" associati a modalità espressive che "producono nell'interlocutore una condizione di confusione interiore", elementi "confermati dall'analisi dell'espressione verbale dei genitori". In pratica, una comunicazione materna percepita come poco chiara e disorganizzata può aver contribuito a generare nei figli difficoltà nella comprensione della realtà, con possibili ricadute sul piano cognitivo ed emotivo. Le condizioni iniziali e i miglioramenti La Ctu ricostruisce poi le condizioni iniziali dei minori al momento dell'ingresso in struttura, caratterizzate da "trascuratezza sotto il profilo igienico-sanitario ed educativo-scolastico, significative carenze nella capacità di lettura e scrittura e "isolamento socio-relazionale". Durante la permanenza in comunità, invece, sarebbero emersi miglioramenti significativi: "Una volta iniziato un percorso scolastico i bambini hanno sviluppato nuove conoscenze e competenze, migliorando nella letto-scrittura e nelle prime operazioni aritmetiche, risultando ben inseriti nella comunità". Restano attivi fattori protettivi come continuità affettiva e relazionale con la madre, rapporti con il padre e la presenza di un caregiver personale stabile. Valutazioni finali e decisione attesa Il giudizio è netto: lo stile educativo dei genitori "ha leso i diritti dei minori garantiti dalla Costituzione" incidendo su "salute, istruzione e socializzazione e sullo sviluppo psico-emotivo e cognitivo dei tre figli". Sul metodo, la consulenza precisa che le valutazioni non riguardano la scelta di vita della coppia anglo australiana, ma "l'eventuale incidenza che il loro stile educativo può avere sul crescere psicologico, educativo, affettivo e relazionale dei minori". La Ctu respinge le critiche dei consulenti di parte, lo psichiatra Tonino Cantelmi e la psicologa Martina Aiello, che avevano presentato un dossier, definendo "le obiezioni formulate nulle". Ora il Tribunale per i minorenni avrà un mese di tempo per prendere eventuali decisioni in merito all'ordinanza con cui, il 20 novembre 2025, venne sospesa la responsabilità genitoriale e disposto l'allontanamento dei tre minori collocati in una struttura protetta a spese del Comune di Palmoli (Chieti).
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