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Cultura e Spettacolo
Il primo arcivescovo di Canterbury era romano "de Roma"
Oggi 24-05-26, 18:48
AGI - Era romano “de Roma” il primo arcivescovo di Canterbury, una delle città più antiche e cuore spirituale della Gran Bretagna. Festa del santo il 27 maggio. Nella Storia, la cattedrale è stata anche più di questo. Per esempio, primo modello architettonico del gotico inglese, scena di famigerati crimini (nel 1170 l’arcivescovo Thomas Becket) raccontati anche in teatro (“Assassinio in cattedrale”, di Thomas Stearns Eliot). Canterbury protagonista nella letteratura E ancora, protagonista in letteratura (“I racconti di Canterbury”, raccolta di novelle scritte da Geoffrey Chaucer) e dal 1988 dichiarata dall’Unesco patrimonio dell’umanità. Di recente la cattedrale è stata di nuovo al centro di un altro evento memorabile. Il 25 marzo scorso ha visto insediarsi la prima donna arcivescovo della Chiesa anglicana, l’ex ostetrica Sarah Mullay, 63 anni, il mese dopo ricevuta in Vaticano da papa Leone XIV. Canterbury la prima cattedrale d'Inghilterra Canterbury, insomma, la bella del Regno è simbolo imponente di molte cose. E la pietra angolare della “prima cattedrale d’Inghilterra”, com’è nominata sul sito web di questa sorta di Santa Sede britannica, è stata messa da un romano nell’anno 597 d.C. Si chiamava Agostino, a quei tempi nome reso celebre dall’omonimo vescovo d’Ippona, famoso tra gli uomini e poi tra i santi: canonizzato nel 1298, quindi proclamato Dottore della Chiesa. Agostino nato all'ombra del Colosseo Secondo varie fonti storiche, Agostino era nato all’ombra del Colosseo il 13 novembre 534 ed era cresciuto avendo come unica ambizione la sua fede. Desiderava una vita di devozione, calma e silenzio, improntata al semplice motto “ora et labora”, prega e lavora. Infatti volle, fortissimamente volle indossare il lungo abito benedettino. E dalla carriera che fece pare fosse pure apprezzato. Divenne priore della chiesa di Sant’Andrea al Celio, costruita sulla dimora che era stata di papa Gregorio Magno, oggi evidenziata nelle guide turistiche della Città Eterna come gioiello dell’età barocca. Padre Gregorio Anche il santo padre Gregorio era un benedettino, praticamente biografo ufficiale del suo Ordine e primo a firmarsi “servo di Dio”. E come tale chiamò Agostino per affidargli un importante servizio in nome del Cielo: andare in Inghilterra – la Britannia, come l’avevano battezzata i Romani - ed evangelizzarla, “salvarla” dal paganesimo di Sassoni, Angli e Juti, popoli germanici senza Dio che avevano iniziato a piantare le tende Oltremanica. Stando alla tradizione, sembra che sul momento Agostino non fosse tanto entusiasta del compito assegnatogli. Anzi, lo spaventava un po’, sentito quasi al di sopra delle proprie capacità. Provò a dirlo al papa, ma senza successo. Gregorio rassicurò il priore, gli affidò la compagnia di una quarantina di monaci che sarebbero salpati con lui e benedisse la missione. La partenza e l'avventura Nel 596 la partenza. L’operazione non sembrò improvvisata. Fonti vaticane riferiscono il contesto di quell’avventura. Agostino & company sarebbero sbarcati sul tratto di costa di fronte alla Francia. Cioè, nel regno del Kent, con Canterbury città da conquistare nell’anima situata a metà strada tra Londra a nord e il mare a sud. Dal V secolo quella era terra degli Juti, stessa etnia del re del Kent, Etelberto. Lui era un pagano, evidentemente tollerante. Sua moglie, Berta, era figlia del sovrano di Parigi e convinta cristiana. Per cui, non apparivano buie le premesse. Al contrario, era lecito pensare che al suo arrivo il benedettino sarebbe stato ben accolto. La Buona Novella E così fu. Non solo il re donò ad Agostino il terreno dove avviare il cantiere per tirare su l’abbazia (primo nucleo della cattedrale), ma il monaco riuscì a fare bene il suo lavoro. Evangelizzò i pagani annunciando la Buona Novella, dicendo loro che se avessero seguito Cristo avrebbero potuto sperare nel perdono e nella vita eterna. E migliaia – riportano i testi - abbracciarono la fede cattolica. Lo fece anche Etelberto, “primo sovrano inglese – riferiscono i ritratti storici - a convertirsi al cristianesimo”. "Vescovo di Canterbury in Inghilterra" Il Martirologio Romano (promulgato da Giovanni Paolo II e adottato nel 2006) omaggia così Agostino: “Vescovo di Canterbury in Inghilterra, che fu mandato dal papa san Gregorio Magno insieme ad altri monaci a predicare la parola di Dio agli Angli. Istituì in questa terra numerose sedi episcopali”. Il dizionario “Santi e patroni” della De Agostini aggiunge altro: “Costituì le due importanti sedi vescovili di Londra e di Rochester – è scritto - e fu consacrato arcivescovo della nazione inglese, fissando la sua sede a Canterbury. Alla sua morte – conclude - fu sepolto nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo di Canterbury (oggi intitolata a sant’Agostino)”.
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