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Politica
In 900 a Montepulciano per rafforzare Elly Schlein
Oggi 29-11-25, 13:40
AGI - "Da Montepulciano vogliamo rafforzare la leadership della nostra segretaria Elly Schlein e del suo gruppo dirigente, perché siamo quelli che dal primo momento, prima di molti altri, hanno creduto in quel progetto politico non per convenienza ma per convinzione. Siamo anche quelli che a differenza di qualche amico del Pd sanno anche leggere lo statuto del partito che prevede che sia il segretario nazionale a guidarci nella sfida delle politiche". Lo ha detto il deputato e membro della segreteria nazionale Pd, Marco Sarracino, aprendo i lavori della tre giorni di lavori delle aree della maggioranza dem che sostiene la segretaria Schlein. Assieme agli esponenti di Area Dem di Dario Franceschini e Michela Di Biase, a quelli di Dems di Andrea Orlando e Marco Sarracino e di Articolo 1 di Roberto Speranza e Nico Stumpo, sono presenti parlamentari ed europarlamentari che non hanno sostenuto la mozione della segretaria all'ultimo congresso come Anna Ascani e Marco Meloni insieme ad altri neoulivisti di CREA, tra i quali Antonioo Nicita, Matteo Mauri, Irene Manzi Beatrice Lorenzin, Andrea Casu, Toni Ricciardi, Marco Simiani e Lorenzo Basso. Presenti, inoltre, l'europarlamentare Dario Nardella e il deputato Gianni Cuperlo. L'iniziativa, a cui risultano registrate 900 persone circa, ha avuto avvio nella giornata di ieri e vede tra gli ospiti di oggi Nathalie Tocci (direttrice dell'Istituto Affari Internazionali), l'Ambasciatore Enzo De Luca, l'Ambasciatore Pasquale Ferrara. Nel panel dal titolo "Lo Stato di diritto, verso il referendum costituzionale" intervengono Guido Raimondi (magistrato della Corte di Cassazione ed ex Presidente della Corte europea dei diritti dell'uomo), Edmondo Bruti Liberati (ex Procuratore della Repubblica di Milano). Nel pomeriggio alla sessione "Crescere, insieme. Contrastare il declino dell'Italia e le diseguaglianze" interverranno Maurizio Landini, segretario generale CGIL, Pierpaolo Bombardieri, segretario generale UIL, Andrea Cuccello, segretario confederale Cisl, Maurizio Marchesini, vicepresidente di Confindustria, Simone Gamberini, presidente Legacoop, Nico Gronchi, presidente Confesercenti, Luca Bianchi, direttore generale Svimez, Walter Massa, presidente Arci, Emiliano Manfredonia, presidente Acli, Filippo Anelli, presidente Ordine dei Medici, Emanuele Felice, economista. Atteso anche l'intervento del Presidente Anci e sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. "Montepulciano nasce per tenere alta l'attenzione su quello che accade nel mondo, su quanto accade a Gaza e in Ucraina, nasce per indicare finalmente il posizionamento giusto del Pd sulle questioni internazionali. Nasce per continuare a criticare un modello di sviluppo", ha aggiunto Sarracino, "che sta producendo ingiustizie, divari, diseguaglianze che non sono più accettabili. Oggi viviamo in un Paese in cui l'1% della popolazione detiene il 25% della ricchezza o dove un operaio di Amazon dovrebbe lavorare 2mila anni per guadagnare quello che ha guadagnato Bezos in un solo anno. Non è soltanto un tema di giustizia sociale, ma anche di competitività che non regge. A Montepulciano siamo venuti per parlare di questo, di come affronteremo il referendum sulla riforma della giustizia, di come occorrano politiche industriali solide dopo il lavoro fatto in questi mesi, di come riconnetterci con il mondo della scuola, fatto ormai di un esercito di precari. A Montepulciano ci siamo riuniti per preparare l'alternativa che passa dalla costruzione di un progetto che sappia parlare al Paese, da nord a sud, alle sofferenze di un'Italia in cui il lavoro povero aumenta, cui Giorgia Meloni nega il salario minimo, a quei quattro milioni di italiani che rinunciano alle cure perché non hanno la possibilità di potervi accedere. Un progetto che affronti il dramma delle centinaia di migliaia di ragazzi che vanno via dall'Italia alla ricerca di un futuro altrove perché sono costretti a farlo e non per scelta". Il parlamentare dem ribadisce "che non arretreremo sui grandi passi in avanti fatti sulla linea politica dal Partito democratico e dal suo gruppo dirigente in questi due anni. Che ci hanno portato ad avere una percezione differente tra le persone e portato a essere la prima forza di opposizione ma anche il primo partito nel Mezzogiorno. Un grande progetto per il Paese passa anche per una grande organizzazione: il Pd o lo cambiamo ora o non lo cambiamo più. Dobbiamo dircelo con chiarezza, o cogliamo l'occasione di un reale rinnovamento nel partito democratico, in particolare nei territori, oppure non avremo altre occasioni perché quando torneremo al governo del Paese non riusciremo a farlo. Un rinnovamento che non è rottamazione ma costruzione e valorizzazione di un gruppo dirigente che si formi soltanto sulla qualità della battaglia politica, non perche' amico di qualcuno ma perche' costruisce un consenso nel territorio in cui abita". Clicca qui e iscriviti al nostro canale Whatsapp! Le notizie, in tempo reale, dell'Agenzia Italia ora anche sul tuo smartphone
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