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Estero
Papa Leone XIV e Bartolomeo firmano la dichiarazione congiunta: "Basta guerre in nome di Dio"
Oggi 29-11-25, 20:01
AGI - Mai guerre in nome di Dio. Papa Leone XIV e il Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I firmano una Dichiarazione congiunta nella quale rifiutano "qualsiasi uso della religione e del Nome di Dio per giustificare la violenza", lanciano un appello a coloro che hanno responsabilità civili e politiche affinché "facciano tutto il possibile per garantire che la tragedia della guerra cessi immediatamente" e ribadiscono l'impegno per l'unità dei cristiani per "giungere a una celebrazione comune" della Pasqua. La piena comunione tra tutti i cristiani è quindi l'obiettivo e la commemorazione del 1.700° anniversario del Primo Concilio ecumenico di Nicea può "ispirare nuovi e coraggiosi passi", perché, nonostante gli ostacoli che ne impediscono il ripristino, bisogna riconoscere ciò che unisce: "la fede espressa nel Credo di Nicea". E Leone, nell'incontro privato nella chiesa ortodossa siriaca di Mor Ephrem, con i capi delle Chiese e delle comunità cristiane, auspicando che si "generino nuovi incontri" anche con quelle Chiese che non sono potute essere presenti (per esempio il Patriarcato di Mosca e di tutte le Russie, ndr), ha invitato a "percorrere insieme" un "viaggio spirituale" verso il Giubileo della Redenzione del 2033 "nella prospettiva di un ritorno a Gerusalemme", nel cenacolo, luogo dell'Ultima Cena di Gesù con i suoi discepoli e luogo della Pentecoste. Pace e unità: il monito contro l'uso della religione per la guerra Pace e unità sono le parole che più volte ha ripetuto oggi il Pontefice e anche il monito, rimarcato durante l'omelia presieduta alla Volkswagen Arena di Istanbul, a non usare la religione per "giustificare guerre e atrocità". La visita di papa Leone XIV alla Moschea Blu Stamani, la prima visita di Leone è stata alla Moschea Blu, la Moschea Sultan Ahmed, una delle più importanti di Istanbul. Ma contrariamente ai suoi predecessori Benedetto XVI e Francesco che ebbero un momento di preghiera silenziosa, Leone, scalzo (come vuole la regola) e "in spirito di raccoglimento e in ascolto, con profondo rispetto del luogo e della fede di quanti si raccolgono lì in preghiera" - come precisa la sala stampa vaticana -, ha voluto solo ammirare uno dei luoghi più simbolici, con le sue oltre 21 mila piastrelle di ceramica turchese. Una visita di circa 15 minuti nella quale, come ha riferito il muezzin Askn Musa Tunca che lo accompagnava, Prevost ha sottolineato di voler "sentire l'atmosfera della Moschea". Partenza per il Libano e piccoli contrattempi Domani il Papa lascerà la Turchia per volare in Libano. E dopo il tentativo di Ali Agca, l'ex terrorista turco di estrema destra che nel 1981 cercò di assassinare Giovanni Paolo II, di voler incontrare ieri a Nicea (Iznik) Leone ma prontamente allontanato dalla sicurezza, un piccolo contrattempo ha caratterizzato l'ultima giornata a Istanbul di Prevost: il suo aereo, l'Airbus A320 di Ita Airways, ha subito la sostituzione di un componente, un monitor, a causa di un avviso del produttore europeo di aeromobili in merito a un problema al software.
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