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Raid con 600 droni e 90 missili su Kiev. La vendetta di Putin dopo l'attacco a Lugansk
Oggi 24-05-26, 20:11
AGI - Un attacco combinato su larga scala con 90 missili e 600 droni: obiettivo Kiev. Le forze russe nella notte hanno sferrato uno dei più massicci raid contro l'Ucraina dall'inizio della guerra e Mosca ha utilizzato per la terza volta nel conflitto anche il suo potente missile balistico ipersonico Oreshnik, in grado di trasportare testate nucleari o convenzionali. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky parla di almeno quattro morti e quasi cento feriti. Secondo Kiev l'attacco è durato diverse ore: testimoni sul posto hanno riportato una serie di forti esplosioni che hanno fatto tremare le mura degli edifici della capitale ucraina a partire dall'una della scorsa notte, e poi di nuovo più volte tra le 3 e le 5 del mattino. Danni in tutta la capitale ucraina Il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, ha riferito di danni "in ogni quartiere della città". Anche la sede del governo ucraino è stata danneggiata, con le finestre distrutte, ma nessuno è rimasto ferito, ha dichiarato la prima ministra Yulia Svyrydenko. Danni sono stati registrati anche al Museo Nazionale d'Arte, uno dei musei più antichi e importanti dell'Ucraina, ha fatto sapere il ministero della Cultura di Kiev, anche se la collezione di dipinti non ha subito danni. Mosca conferma l’uso dei missili Oreshnik Citato dalle agenzie di stampa locali, il ministero della Difesa russo ha confermato di aver condotto con successo attacchi contro strutture di comando militare ucraine, basi aeree e altre infrastrutture militari, utilizzando missili Oreshnik, Iskander, Kinzhal e Zircon: l'attacco sarebbe stato una rappresaglia per gli attacchi ucraini contro "strutture civili in territorio russo". La vendetta di Putin dopo l’attacco a Lugansk L'intenso bombardamento su Kiev è avvenuto dopo che Vladimir Putin aveva promesso vendetta contro l'Ucraina dopo l'attacco con droni contro un dormitorio studentesco a Lugansk, regione dell'Ucraina orientale controllata dalla Russia. Kiev ha respinto le accuse russe e ha affermato di aver colpito un'unità d'élite di comando dei droni nella zona. Ma secondo Mosca l'attacco a Starobilsk aveva causato 21 morti e 42 feriti. Le condanne dei leader occidentali I raid di Mosca sono stati condannati dai leader occidentali: "Esprimo ferma condanna per il pesante attacco russo che ha colpito nuovamente le infrastrutture civili in Ucraina, con il progressivo innalzamento del livello degli armamenti utilizzati", ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. "La nostra solidarietà va alla popolazione ucraina, che da oltre quattro anni subisce le drammatiche conseguenze di questa guerra di aggressione. Continueremo a lavorare con determinazione insieme ai partner europei e internazionali per favorire il percorso verso una pace giusta e duratura", ha aggiunto. Anche il presidente francese Emmanuel Macron ha condannato gli attacchi russi, compreso l'uso del missile Oreshnik, che a suo dire segna "il punto morto della guerra di aggressione della Russia", mentre il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha definito l'uso del missile balistico russo una "sconsiderata escalation". Kaja Kallas, alto rappresentante dell'UE per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, parla di "atti terroristici aberranti, volti a uccidere il maggior numero possibile di civili". Per la ministra degli Esteri britannica, Yvette Cooper, "l'escalation degli attacchi di Mosca contro i civili ucraini ne rivela la debolezza".
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