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Adesso non si può cantare più neanche Jingle Bells, lo strano caso di Magliano
Oggi 29-11-25, 13:25
Essere cattolici è diventato complicato. Non solo in alcune nazioni dell'Africa, dove sono partiti autentici rastrellamenti, ma persino nella civile Toscana. Come riporta il quotidiano di informazione Maremma Oggi, a Magliano, piccolo centro in provincia di Grosseto, le insegnanti di una scuola primaria hanno presentato una versione modificata di Jingle Bells, da far cantare ai bambini durante lo spettacolo natalizio, previsto nella recita del 17 dicembre. Un testo privato di qualsiasi riferimento religioso, che inizia così: "la renna al polo nord, scampanellando va, le strenne porterà a tutti i buoni e dalla Alpi al mar, i bimbi di quaggiù aspettando quei doni che regala il buon Natal". I genitori hanno (giustamente) protestato per la delirante decisione. Ma dirigenti e insegnanti dell'istituto comprensivo Civinini di Albinia, che riunisce le scuole di Magliano, Fonteblanda e Albinia stessa, hanno tirato dritto. E hanno chiarito, nel tipico stile bolscevico, che "la scelta non è aperta a modifiche e che la canzone resta quella proposta, senza il nome di Gesù". Una vicenda sulla quale è intervenuto anche l'europarlamentare della Lega, Susanna Ceccardi. "Quanto accaduto alla scuola primaria di Magliano in Toscana è grave e purtroppo rappresenta un copione che vediamo ripetersi ogni anno: sotto la maschera della cosiddetta “laicità”, si tenta di espellere Gesù dal Natale, trasformando una festa che appartiene alla nostra storia in un generico cartone animato con renne e pupazzi. È una forzatura ideologica che offende il buon senso, la cultura italiana e la sensibilità della maggioranza silenziosa delle famiglie". Una presa di posizione netta, quella del già sindaco di Cascina. "La laicità non significa censurare le tradizioni. Laicità significa libertà, non imposizione da parte di qualche dirigente scolastico che decide di rimuovere la storia pur di non pronunciare la parola “Gesù”. È una deriva che colpisce l'identità italiana, ed è paradossale che avvenga proprio nelle scuole, dove dovremmo trasmettere cultura e radici, non eliminarle per paura di disturbare qualcuno". Susanna Ceccardi ha poi concluso spiegando l'importanza delle nostre tradizioni, costantemente sotto attacco. "Chi cancella il Natale cristiano non costruisce integrazione: crea solo smarrimento. La nostra identità è fondata su duemila anni di storia europea, e rinunciarvi non è segno di rispetto, ma di debolezza. Ringrazio le famiglie che hanno avuto il coraggio di protestare e il sindaco di Magliano Gabriele Fusini per aver difeso la tradizione realizzando un presepe pubblico. Questo è il modo giusto di reagire: senza timori e senza complessi. Le nostre tradizioni non si toccano".
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