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Fabio Desideri (Pensiero Popolare Italiano): "Non abbiamo lacci. Ora un movimento a tutela degli ultimi. Così vinceremo"
Oggi 29-11-25, 12:42
«Pensiero Popolare Italiano evolve in un nuovo movimento politico che unisca cittadini, comunità e rappresentanti civici attorno a valori di responsabilità, partecipazione e impegno condiviso». A dirlo il leader della neonata forza Fabio Desideri. Quale il vostro obiettivo per il futuro? «Dobbiamo diventare un'alleanza di cittadini responsabili, ancorata alla tradizione dei moderati, cattolici, popolari, repubblicani, liberali, socialisti e civici italiani, ma con lo sguardo rivolto al rinnovamento e alla modernità, per costruire un'Italia forte, inclusiva e capace di affrontare le sfide globali». Qualcuno, intanto, vi accusa di essere la nuova Dc? «Non rinneghiamo il passato e una pagina di storia che ha dato tanto al nostro Paese, ma allo stesso tempo, però, riteniamo che sia venuto il momento di un progetto nuovo, capace di coinvolgere dal basso verso l'alto e non viceversa». Cosa recuperare di quell'esperienza? «Una priorità, a mio parere, è recuperare l'attenzione verso gli ultimi, verso coloro che non hanno voce. Bisognerebbe, da subito, attivarsi per una sanità a misura di tutti, per un welfare che davvero possa essere risolutivo per quelle fasce ritenute deboli. Ecco perché bisogna costruire insieme l'Italia di domani». Cosa intende con quest'espressione? «Un nuovo progetto che valorizzerà le differenze e costruirà ponti tra esperienze e generazioni, offrendo a ciascuno la possibilità di sentirsi parte di un qualcosa. Solo così potrà rinascere il Paese». Su quali punti programmatici intendete concentrarvi? «Per noi la famiglia è il cuore della società, la donna ha un ruolo centrale e la formazione e la cultura sono strumenti fondamentali per lo sviluppo dei cittadini, permettendo loro di partecipare attivamente alla vita civile e alla ripresa di uno stivale, che ha bisogno di ripartire presto. Solo così potremmo recuperare quell'Italia che si astiene e ora avrà la possibilità di scegliere e soprattutto cambiare». In tanti, negli ultimi mesi, si sono fatti portavoce di questa bella parola, ma i fatti non sempre sono susseguiti alle belle parole. Perché? «Troppo spesso in politica ci sono lacci che non è semplice sciogliere. La differenza tra noi e i soggetti, definiti tradizionali, è che noi non li abbiamo avuti. Abbiamo un solo legame ed è quello con la gente, che ci chiede di scendere in campo per fare un solo interesse: quello dei cittadini».
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