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Indagine corruzione, l'ex capo di gabinetto di Zelensky: "Lascio tutto e vado al fronte"
Oggi 29-11-25, 20:01
"Vado al fronte e sono pronto a qualsiasi rappresaglia. Sono una persona onesta e perbene". Si è congedato così Andriy Yermak, l'ex capo del gabinetto del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, dopo aver rassegnato venerdì le proprie dimissioni. Dimissioni ritenute necessarie dallo stesso Zelenskyj dopo una perquisizione della residenza di Yermak nell'ambito dello scandalo corruzione che ha coinvolto ministri e alti funzionari del governo ucraino. Yermak non ha lasciato il suo ruolo senza deludere. "Sono disgustato dalla sporcizia che mi viene rivolta, e ancora di più dalla mancanza di sostegno da parte di coloro che conoscono la verità", ha detto in un'intervista al New York Times. Yermak non è ufficialmente indagato nel caso 'Midas' che ha svelato un sistema di tangenti ad alti funzionari che si sarebbero intascati soldi destinati invece alla difesa del settore energetico, bersaglio quotidiano dell'esercito russo. Tra le prove a carico degli indagati ci sarebbero anche documenti in cui si nomina un 'Ali Baba', pseudonimo dietro cui in molti credevano si celasse Yermak. Diversi parlamentari avevano già chiesto la sua rimozione per tutelare la credibilità del governo. L'ex capo di gabinetto è stato in questi anni di guerra l'ombra di Zelensky, accompagnandolo in ogni viaggio all'estero e la fiducia del presidente in lui lo ha reso quasi intoccabile. A livello interno, i funzionari descrivono Yermak come il "guardiano" di Zelensky ed è ampiamente ritenuto come colui che ha scelto tutti i principali funzionari governativi, inclusi primi ministri e ministeri. Al suo posto è stato nominato Rustem Umerov, Segretario del Consiglio per la Sicurezza Nazionale e la Difesa dell'Ucraina ed ex ministro della Difesa. Sarà lui a guidare la delegazione già in volo verso gli Stati Uniti dove domenica è atteso un incontro con la controparte statunitense. Il compito di Umerov per Zelensky "è chiaro: preparare in modo rapido e concreto le misure necessarie per porre fine alla guerra". Per lo stesso motivo, il leader ucraino è atteso lunedì a Parigi dove sarà dal presidente francese Emmanuel Macron. Intanto non si sono fermati i pesanti attacchi russi che hanno preso di mira ancora una volta la capitale ucraina Kiev e le zone circostanti. Almeno tre i morti accertati e oltre 600 mila persone rimaste senza elettricità. Il Servizio segreto ucraino ha rivendicato l'attacco con droni navali a due petroliere parte della cosiddetta 'flotta ombra' russa al largo della Turchia nel Mar Nero, la Kairo e la Virat. Le due navi, colpite hanno preso fuoco ma nessun membro degli equipaggi è rimasto ferito.
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