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Volti oscurati di Gesù e Maria. Così Bruxelles omaggia l'Islam e Silvia Salis cancella il presepe
Oggi 29-11-25, 07:53
È ufficiale: essere cristiano, in questa Europa supina all'Islam e multietnica, è dannatamente complicato. Persino i festeggiamenti per la nostra festa più bella ed importante, il Natale, diventano ogni anno fonte di discussioni, di censura e di odiose ed inaccettabili storpiature. L'ultimo esempio, di un'interminabile serie, è quello occorso a Bruxelles. In pieno centro storico, nella Grand Place, sono stati raffigurati Maria, Giuseppe, Gesù bambino e i re Magi senza volto. Al posto delle loro facce solo un maxi disegno formato da pezzi di tessuto multicolore. Un patchwork di pessimo gusto realizzato in nome di una grottesca visione dell'inclusione. Come dire, per non offendere gli islamici, noi cristiani dobbiamo sottometterci e festeggiare le nostre tradizioni in silenzio. Secondo quanto reso noto dal quotidiano belga La Libre, il team della stilista Victoria-Maria ha optato per lo strambo assemblaggio di tessuti grigi, rossi, beige, neri e marroni (sia chiaro: parliamo di tessuti di fine serie e materiali riciclati, mica stracci) per «riflettere tutte le tonalità della pelle, in modo che tutti possano vedersi rappresentati». Inoltre, l'opera è stata persino approvata dalla diocesi. Una follia che non è certo passata inosservata. «È l'ennesima, vergognosa e inaccettabile, manifestazione della follia ideologica del politicamente corretto che, ancora una volta, colpisce a Bruxelles e finisce per sfregiare i simboli delle nostre radici cristiane – ha ricordato l'europarlamentare della Lega, Anna Maria Cisint - Una resa culturale totale: sottomessi al pensiero woke , piegati alla paura di offendere qualcuno, si arriva perfino a svuotare i nostri simboli più identitari. La sinistra europea, nel tentativo di inseguire i consensi di quelli che sperano possano diventare loro nuovi elettori, cede terreno, valori e tradizioni. Ma così facendo prepara la strada prima al nostro annullamento e poi alla nostra sostituzione. Oggi stesso provvederò a far installare al Parlamento europeo, a Bruxelles, un Presepe, senza alcun dubbio e ambiguità, tradizionale». Perentoria anche la presa di posizione dell'europarlamentare di FdI, Carlo Fidanza: «Raffigurare la Sacra Famiglia con il volto sfregiato nel pieno centro storico di Bruxelles, forse per compiacere qualche islamico, non è un gesto di inclusione, ma l'ennesimo schifoso tentativo di cancellare le nostre radici e la nostra identità». Sulla stessa linea il senatore della Lega, Gianluca Cantalamessa: «È l'ennesima provocazione che l'Europa subisce per colpa di uno pseudo buonismo che non è inclusione. È sottomissione. Questo presepe musulmanao è un'offesa che non può essere accettata». Ma la guerra contro le tradizioni cattoliche (purtroppo) vengono combattute anche dentro i confini dello Stivale. La nuova paladina della sinistra italiana, il sindaco di Genova Silvia Salis, per non dispiacere a immigrati, clandestini e nordafricani, ha deciso di non realizzare il tradizionale presepe all'interno di Palazzo Tursi, sede dell'amministrazione comunale. «Dopo avere introdotto l'educazione sessuologa-affettiva nelle scuole dell'infanzia, adesso la giunta Salis cancella dal Comune anche il presepe, essenza del Natale e della nostra tradizione cristiana – hanno affermato i consiglieri comunale di Fdi Alessandra Bianchi, Nicholas Gandolfo, Francesco Maresca e Valeriano Vacalebre - La solita posizione ideologica di un'amministrazione sempre più spostata a sinistra e che mette in luce tutte le sue contraddizioni. Ricordiamo – continuano gli esponenti di FdI – che recentemente Silvia Salis, in una sua intervista, si è autodefinita madre, cattolica, moglie. Frasi che, alla luce di questa nuova scellerata decisione, si possono tranquillamente archiviare sotto la voce slogan». Kafkiana la risposta dell'assessore alle Tradizioni del comune di Genova, la grillina Tiziana Beghin: «L'amministrazione comunale non cancella, se mai valorizzala tradizione culturale del Natale. Non è di certo ostentando l'allestimento di presepi nel colonnato del palazzo civico che si è valorizzata la tradizione presepiale della nostra città in questi anni, come certi esponenti della minoranza vorrebbero far credere alle genovesi e ai genovesi».
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