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Politica
Angelo Bonelli, che imbarazzo: trema davanti alla mappa
Oggi 12-03-26, 11:04
La cifra di Angelo Bonelli è la sproporzione, l’iperbole frustrata, il fossato mai colmato tra i desideri dell’Io e il riscontro della realtà. Angelo Bonelli ha un cognome che rimanda alla saga di Tex Willer, ma non comanda nemmeno in casa sua, è co-leader di Avs, co-portavoce di Europa Verde, protagonista sempre e solo quando è spalla, un caso cronico di vorrei ma non posso. Per questo quando ieri ha avuto uno scatto d’orgoglio televisivo, spiazzando David Parenzo con quel «posso venire a prendere la bacchetta?», ha generato un irresistibile moto d’empatia, specie presso coloro che sapevano da subito dove sarebbe finito (come al solito, a sbattere contro se stesso). La bacchetta in questione era quella con cui il conduttore de L’Aria che Tira stava illustrando la mappa del Medio Oriente: «Tutti questi Paesi stanno combattendo contro l’Iran». È a quel punto che a Bonelli è scattato il lampo di genio (al “progressista” odierno, si sa, non gli devi toccare gli ayatollah). Da lì, é stato un piano inclinato inesorabile, dritti verso l’harakiri in diretta nazionale (quel volpone di Parenzo aveva già capito tutto, tanto da caricarlo: «Può fare quello che vuole!»). Per una volta, Bonelli sente che non è la spalla di nessuno: rotea la bacchetta come un inverosimile guerriero della Ztl, dà perfino un buffetto paternalistico al conduttore, e comincia la lezione. Dapprima a colpo sicuro: «Siria, al-Shara’, sa chi é? Era di Al-Qaeda, tagliava le gole...», col tono di chi è costretto a spiegare ovvietà. «Dopodiché, Arabia Saudita...», e qui è facile sia la localizzazione (è al centro della cartina proiettata) sia l’intemerata (“pena di morte per apostasia...”). Parenzo si inserisce per dovere di firma: «Nessuno dice che è una democrazia liberale...». Ma Bonelli ormai è in trance agonistica, sente che sta sovra-performando, sta miscelando intrattenimento e geopolitica e per una volta oscurando davvero quel piacione antagonista di Fratoianni. Tutto questo nell’Ego, ovviamente. Nella realtà, è sull’orlo del precipizio, sta per transitare senza soluzione di continuità dal sarcastico ostentato al comico involontario. «Egitto! Dov’é l’Egitto, sta su...», conciona come fosse un dato geografico acquisito, agitando la bacchetta drammaticamente verso Nord, prima arrancando un po’ casualmente tra Siria e Giordania, poi puntando con nonchalance verso un punto imprecisato del Mediterraneo, vagheggiando una terra sconosciuta collocata approssimativamente tra Cipro e Creta. Al che Parenzo non può proprio esimersi: «No, l’Egitto sta lì», indicando quel lembo di terra non esattamente microscopico che si affaccia sul Mar Rosso di fronte all’Arabia Saudita, dove già il co-leader stazionava con la bacchetta, bastava spostarla un filo a sinistra. Gennaro Sangiuliano, ospite in studio, infierisce: «Vada a fare un corso di geografia». Ma a quel punto Bonelli è ammirevole: laddove ciascuno di noi avrebbe scavato una botola per scomparire nell’emisfero australe, lui sfoggia una capacità d’incassare che non si vedeva dai tempi del Mohammed Alì alle corde con George Foreman. Abbassa fulmineo la bacchetta, si autoconvince che Parenzo e Sangiuliano non abbiano emesso suono, e prosegue imperterrito: «Qui in Sinai, e quant’altro...» (espressione perfetta per dare l’idea di saperla lunga in assenza di qualunque nozione). Finale pirotecnico: «Tenga!», in un disperato tentativo di autorevolezza simulata, mentre restituisce la bacchetta a Parenzo e si autocongratula per la performance. Là fuori, il mondo continua a non capirlo, come d’altronde capitò ad altri geni prima di lui. Bonelli non sa dov'è l'Egitto: guarda qui il video di L'aria che tira su La7
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