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Licenziamento Beatrice Venezi: "Mi sono fatta da sola, non piaccio alla Casta"
27-04-2026, 20:00
La dichiarazione rilasciata il 23 aprile 2026 al quotidiano argentino La Nación, nella quale Beatrice Venezi ha affermato che alla Fenice esisterebbero “posti tramandati di padre in figlio”, si è rivelata il punto di svolta decisivo di una crisi già in pieno sviluppo e ha innescato la rottura definitiva con il teatro veneziano. È questo passaggio, insieme al progressivo accumulo di tensioni interne, a portare all’annuncio del 27 aprile 2026 con cui la Fondazione Teatro La Fenice comunica l’annullamento di tutte le collaborazioni future con la direttrice d’orchestra. La vicenda si chiude così dopo sette mesi e quattro giorni, nel pieno di una fase già segnata da scioperi, contestazioni e frizioni tra maestranze e direzione, mentre il teatro era ancora impegnato nella rappresentazione del Lohengrin. "Prendo atto della dichiarazione del sovrintendente Nicola Colabianchi e della decisione della Fondazione Teatro La Fenice, che andrà comunque chiarita nelle motivazioni e a cui si dovrà rispondere in modo opportuno", commenta Beatrice Venezi. "In Italia essere giovane è un handicap, e poi donna un aggravante. Il mio è il successo di una ragazza di provincia che si è fatta da sola. E questo non piace alla Casta", si legge nella nota stampa attraverso la quale prende la parola. Ripercorriamo tutto ciò che è successo fin dall’inizio
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