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Cronaca
Femminicidio di Erba, la finta disgrazia in piscina: soffocata e gettata in acqua con la carrozzina
Oggi 02-11-26, 11:37
AGI - Dopo avere ucciso la moglie facendo credere che fosse morta in un incidente in piscina Carmine Civitillo "potrebbe ripetere altri delitti, persino anche con altri familiari, in particolare contro la figlia Eleonora, da lui esplicitamente accusata di averlo rovinato per le dichiarazioni da lei rese e verso la quale già in passato aveva manifestato intenzioni violente, poi non attuate per l'intervento del compagno". Lo scrive la pm di Como Alessandra Bellù nel provvedimento di arresto nei confronti dell'uomo di 76 anni ritenuto autore dell'omicidio della 64enne moglie disabile Patrizia Monteleone, trovata annegata l'ultima domenica di settembre a Buccinigo di Erba, in Brianza. Nell'argomentare il pericolo di reiterazione del reato, la pm evidenzia "la fredda determinazione dimostrata dall'indagato nel porre in essere il gravissimo fatto in contestazione e l'indifferenza più volte rivendicata rispetto alla sorte della sua vittima". La pm spiega, nella misura cautelare, che "appare inoltre allarmante la totale e spregiudicata sottovalutazione del fatto da lui commesso (laddove l'indagato commentava con risate e commenti sprezzanti la morte della ex moglie, sintomo di una totale disumanità), tanto che la stessa figlia Giada, richiedendo al medico del padre una visita psichiatrica di fatto implicitamente ipotizzava un genitore ormai squilibrato e quindi privo di freni inibitori". La messa in scena Era stato l'ex marito a chiamare uno dei figli spiegando di aver trovato la donna morta in piscina. Invece, secondo le indagini condotte da pm e carabinieri, l'avrebbe prima soffocata e poi avrebbe spinto la carrozzina in acqua, finendoci dentro pure lui. Eleonora Civitillo, una delle tre figlie della coppia, ha raccontato agli inquirenti che "i rapporti tra i genitori erano tuttora conflittuali; infatti, più volte lui diceva che voleva trovare un modo di sbarazzarsi di lei perché era solo un peso e non rappresentava più niente per lui. Più volte ha pronunciato frasi del tipo 'dategli delle pastiglie in più per farla morire', 'l'affogo nell'acqua della piscina'. Da quando poi la mamma era qui a Erba ha iniziato a dirle frasi quali 'ti avveleno!!!' continuando a ripetere che l'avrebbe voluta affogare e che voleva farla morire con delle pastiglie in più". Il movente Quanto al movente, secondo la pm, "l'unica persona che poteva essere soddisfatta della morte di Patrizia, una soddisfazione peraltro manifestata sin dall'immediatezza, era proprio l'ex marito e ciò per due ordini di motivi. Da un lato quello economico, visto il mantenimento che doveva versare alla ex moglie, per diminuire il quale egli aveva accettato fosse provvisoriamente collocata nella sua casa di Erba. Dall'altro lato, e soprattutto, la circostanza che lui non sopportava più la presenza della moglie in casa propria, perché la coabitazione forzata si stava rivelando intollerabile con la condivisione della zona soggiorno in cui lei dormiva, e della cucina, per cui vi erano conflitti relativi alla spesa e ai cibi che Civitillo preparava o metteva a disposizione della donna, da questa criticati, tanto che l'uomo aveva spostato il frigorifero in veranda per evitare alla ex moglie di attingervi direttamente". Un "malessere crescente che è stato riferito da tutti i soggetti che frequentavano l'abitazione — rimarca la pm —. Ripetutamente l'indagato, sia pure in modo più o meno scherzoso, nei mesi pregressi aveva annunciato la volontà di eliminare la ex moglie, che per lui era un peso, e ciò o tramite i farmaci o, appunto, buttandola in piscina. In un caso Civitillo aveva anche fatto il gesto di buttare la moglie in piscina".
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