Giornali: notizie dell'ultima ora

Omicron, "fuga immunitaria". Ba 2.75, la supervariante che sta per devastarci
Oggi 06-07-22, 03:39

Omicron, "fuga immunitaria". Ba 2.75, la supervariante che sta per devastarci

"Probabile variante di seconda generazione, apparente rapida crescita e ampia diffusione geografica". Sono alcune delle caratteristiche che secondo Tom Peacock, virologo del Dipartimento di malattie infettive dell'Imperial College London, dovrebbero spingere chi si occupa di sorveglianza sul coronavirus Sars-CoV-2 a tenere d'occhio la new entry nel panorama internazionale delle sottovarianti di Omicron: BA.2.75. Rispetto alla 'sorella maggiore' Omicron 2 (BA.2), la nuova sottovariante "ha 8 mutazioni aggiuntive" sulla proteina Spike, illustra Ulrich Elling, biologo molecolare dell'Institute of Molecular Biotechnology (Imba) di Vienna. Un numero ritenuto significativo dagli esperti rispetto a quanto osservato in altre sottovarianti (per esempio in BA.5 sono 3). In tutto, invece, secondo i dati che vengono diffusi in queste ore via Twitter, sarebbero 11 le mutazioni che la distinguono da Omicron 5, l'attuale variante più diffusiva. E a riassumere il timore principale che spinge gli 'addetti ai lavori' ad alzare il livello d'attenzione su questo mutante segnalato principalmente dall'India, dove appare "in crescita rapida", ma intercettato anche in altri Paesi come la Nuova Zelanda e il Regno Unito, è Eric Topol, scienziato americano direttore dello Scripps Research Translational Institute di La Jolla, California: le mutazioni osservate su BA.2.75 "potrebbero rendere la fuga immunitaria peggiore di quella che stiamo vedendo ora", riflette. Questa nuova sottovariante, aggiunge l'esperto via Twitter, in India appare in competizione con Omicron 5.   La preoccupazione è che il vantaggio su BA.5 sia significativo al punto da rendere questa versione di Sars-CoV-2 sempre più contagiosa, a livelli che potrebbero essere superiori a un campione di trasmissibilità come il morbillo. Tanto che Giorgio Gilestro, neurobiologo e docente all'Imperial College di Londra, afferma: "Se i dati su questa nuova variante BA.2.75 venissero confermati, allora potremmo anche trovarci di fronte a un Covid-22". Elling si chiede se sia "un nuovo lignaggio di cui preoccuparsi". Il motivo? "Non mi piacciono le mutazioni osservate - scrive - Prima di aver finito con l'ondata di BA.5", Omicron 5, "potremmo già doverci preparare per la prossima". Gli occhi sono puntati in particolare sull'India, il Paese da cui arriva al momento il maggior numero di sequenziamenti di BA.2.75. Anche se i casi legati a questa sottovariante sono ancora pochi, "la distribuzione internazionale" delle sequenze virali comunicate alle banche dati "esclude errori di sequenziamento e rende altamente probabile che i numeri reali siano molto più alti", rimarca ancora Elling. "Le mutazioni" osservate in BA.2.75 "stanno anche" riguardando "il dominio N-terminale" e il "dominio di legame del recettore". Ma, tiene a puntualizzare Elling, "è davvero troppo presto" per sapere se BA.2.75 avrà la capacità di rubare la scena a Omicron 2 e Omicron 5. Alcune mutazioni (3 per Elling) possono fare un'enorme differenza. E "il totale delle 11 mutazioni distinte fra Omicron 5 e BA.2.75 potrebbe consentire ancora un'altra ondata, poiché l'immunità di BA.5 potrebbe non" bastare a fare un adeguato muro. Dal canto suo il virologo Peacock non si sbilancia e lascia aperto anche un altro scenario: "Vale la pena dire che è del tutto possibile anche che" questa nuova sottovariante "stia solo crescendo sullo sfondo di BA.2 e che colpisca la barriera di BA.5 e si blocchi. Vedremo".
L'Italia e il futuro visti dai ragazzi di Rep@Scuola
Cronaca
Oggi 06-07-22, 03:33

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Studenti a confronto sull’Ucraina, il clima, la pandemia. In otto mesi migliaia di contributi. Ecco i sei vincitori
Il killer di Chicago un fan di Trump con un piano premeditato da tempo, accusato di 7 omicidi
Oggi 06-07-22, 03:17

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Nel 2019 un tentato suicidio e la minaccia di 'uccidere tutti' . Il bilancio è di 6 morti e 31 feriti
"La Cina vuole la Luna". Allarme Nasa: conseguenze drammatiche
Oggi 06-07-22, 03:14

"La Cina vuole la Luna". Allarme Nasa: conseguenze drammatiche

La Cina vuole mettere le mani sulla Luna. Parola di Bill Nelson, capo dell'Agenzia spaziale Usa, la Nasa. E questo sta inquietando non poco le autorità americane, perché il controllo del satellite terrestre potrebbe avere ripercussioni clamorose sul piano delle telecomunicazioni, con risvolti strategici e militari inimmaginabili. Negli ultimi dieci anni, fanno notare dalla Nasa, la Cina ha incrementato notevolmente il suo programma spaziale, concentrandosi sul satellite e già nel 2013 Pechino aveva spedito una navetta senza equipaggio. Entro la fine del decennio, il regime comunista conta di far sbarcare finalmente i suoi astronauti sul suolo lunare. "Siamo molto preoccupati per il fatto che la Cina voglia atterrare sulla Luna", sono le parole usate da Nelson, che a Pechino hanno scatenato un putiferio.     "Non è la prima volta che il capo della National Aeronautics and Space Administration statunitense ignora i fatti e parla in modo irresponsabile della Cina - ha risposto Zhao Lijian, portavoce del ministero degli Esteri cinese -. La Cina ha sempre promosso la costruzione di un futuro condiviso per l'umanità nello spazio e si è opposta a qualsiasi corsa agli armamenti spaziali".       La polemica è esplosa parallelamente a quella tra ucraini e russi. Kiev ha chiesto di escludere Mosca dalle missioni spaziali internazionali, dopo che sono state diffuse foto dei tre cosmonauti russi a bordo della Stazione spaziale internazionale (Iss) con le bandiere delle repubbliche separatiste di Donetsk e Luhansk. "I cosmonauti russi hanno mostrato sull'Iss una bandiera sotto la quale truppe russe uccidono donne e bambini in Donbass e riducono intere città ucraine in cenere. La Russia esporta la sua barbarie anche nello spazio, una zona di pace. Deve essere esclusa da tutti i programmi spaziali internazionali", ha twittato oggi Oleg Nikolenko, portavoce del ministero degli Esteri ucraino. Nikolenko ha allegato una delle due foto diffuse ieri su Telegram dal canale ufficiale di Roscomos, l'agenzia spaziale russa. Vi si vedono i tre cosmonauti che esibiscono le bandiere separatiste, con in allegato il messaggio: "Giorno della liberazione della Repubblica di Luhansk. Celebriamo sia sulla Terra che nello spazio". In realtà, scrive il britannico Guardian, molti si sono interrogati sull'autenticità delle foto, chiedendosi se i cosmonauti abbiano veramente esposto le bandiere separatiste a bordo dell'Iss o se si tratti di un fotomontaggio. 
Usa: ucciso con 60 colpi da polizia, corpo era ammanettato
Estero
Oggi 06-07-22, 03:10

Usa: ucciso con 60 colpi da polizia, corpo era ammanettato

L'afroamericano Jayland Walker arrivato così dal coroner
Usa, il killer di Higland Park aveva minacciato di sterminare la famiglia. Kamala Harris a sorpresa in Illinois
Estero
Oggi 06-07-22, 03:03

Usa, il killer di Higland Park aveva minacciato di sterminare la famiglia. Kamala Harris a sorpresa in Illinois

Malgrado fosse stato preso in carico dai servizi psichiatrici Robert E. Crimo aveva acquistato legalmente ben cinque tra fucili e pistole. Morta una delle 39 persone rimaste ferite: sale a sette il numero delle vittime. La vicepresidente a sopresa sul luogo della strage
Usa, afroamericano ucciso dalla polizia con 60 colpi: il cadavere ammanettato
Estero
Oggi 06-07-22, 03:03

Usa, afroamericano ucciso dalla polizia con 60 colpi: il cadavere ammanettato

Lo rivela la Cnn: sul corpo del 25enne Jayland Walker anche lacci emostatici e bende
Col bonus il filtro al rubinetto taglia la plastica e costa fino alla metà
Oggi 06-07-22, 03:00

Col bonus il filtro al rubinetto taglia la plastica e costa fino alla metà

L'agevolazione può essere richiesta sia dalle persone fisiche che da commercianti, imprese e professionisti per i locali dove si svolge l'attività
"Guardate dove sono!". Marmolada-choc, cosa svela l'ultima foto di Filippo
Oggi 06-07-22, 03:00

"Guardate dove sono!". Marmolada-choc, cosa svela l'ultima foto di Filippo

Ieri tutti i giornali hanno pubblicato l'ultimo selfie di Filippo Bari, 27 anni, in cui esulta dalla cima della Marmolada: «Guardate dove sono!» ha scritto al fratello e ai genitori. Filippo è uno dei sette morti identificati (tredici i dispersi) travolti dal crollo di un grande seracco. Il suo sorriso a bocca spalancata, con gli occhiali da sole e il casco, in un'espressione trionfale di felicità, accompagna come un dissonante contrappunto tutti gli articoli sulla tragedia. Oltre ai genitori e al fratello, Filippo lascia una compagna e un figlio di quattro anni. Perché questa foto ci ha così profondamente impressionato? Certo, il fatto che di lì a poco Filippo abbia incontrato una morte straziante, l'ultima traccia di un'impresa di cui è andato orgoglioso, l'ultima manifestazione del suo grande amore per la montagna, colpisce e commuove. Ma c'è qualcosa di più. L'ultimo selfie di Filippo Bari ha anche qualcosa che ci parla di noi, del nostro tempo, del nostro modo di affrontare la vita, la natura, la bellezza del mondo. Un modo che è sempre sottilmente tragico, minaccioso, terribile, anche se questa terribilità si nasconde sotto una lastra di fragile ghiaccio.   Quante volte, da quando esiste la tecnologia che lo consenti, abbiamo visto l'ultimo selfie o l'ultimo video del prode tuffatore dalla scogliera vertiginosa, odi quello che plana spericolato in para pendio avvitandosi tra le rocce, o dello scalatore sulla parete impervia? Abbiamo visto donne e uomini coraggiosi, sicuri di sé, fieri delle loro gesta e, soprattutto, impazienti di condividerle. Ci si butta dalla scogliera per essere filmati. Il parapendio si libra per finire su YouTube. Si immortala l'ascesa su Instagram. Filippo Bari, senza pretendere di essere una star seguita da legioni di followers, ha fatto qualcosa di più umile, che tuttavia rientra in questa impazienza della condivisione, in questo impulso irresistibile a far sapere agli altri - la famiglia, i nostri parenti, gli amici - che cosa abbiamo appena fatto e quanto siamo felici. Ha mandato un ultimo esplosivo sorriso al fratello e ai genitori, chiedendo loro, con semplicità, di ammirarlo, di volergli bene, di partecipare della sua gioia. Noi ci apriamo al mondo, alla montagna, alla natura, alla bellezza, condividiamo la nostra esultanza con le persone che ci vogliono bene, e subito dopo avviene una sciagura inimmaginabile, che per la vicinanza sembra quasi un castigo, o un crudele schiaffone del fato, imperturbabile alla felicità umana.     Abbiamo visto anche le immagini di alcuni degli altri scalatori morti sulla Marmolada: la guida alpina Davide Miotti, la cui ultima foto, postata sul suo profilo Facebook, risale a cinque giorni fa; sua moglie Erica Campagnaro (il cui corpo al momento non è ancora stato identificato); la guida Paolo Dani e Tommaso Carollo. Anche questi, con sullo sfondo l'amata montagna, sorridono, fanno il segno della vittoria con le dita, ma nessuno eguaglia quella specie di sfrenato grido muto che ci arriva dall'ultimo selfie di Filippo Bari. È questo il perturbante, in ogni cosa e tanto più in un'immagine che è l'ultima che abbiamo di una persona: quel dettaglio, quell'atmosfera che può essere capovolta di segno alla luce di un evento posteriore. Quel grido espressione muto di Filippo e quella sua sfrenata felicità possono purtroppo valere anche come del più inesorabile orrore. La terribile ruota della fortuna (intesa, alla latina, come sorte, fato) gira: una volta siamo sopra, a un passo dal cielo, e, un istante dopo, per un imperscrutabile catena di cause nascoste, ci troviamo schiacciati dal ghiaccio e dalle rocce. Filippo Bari è come tutti noi: costantemente in balia di eventi più grandi di noi, che ci sballottano di giorno in giorno, di ora in ora tra felicità e disperazione; noi che pro con i nostri fidati smartphone di far credere siamo in salvo, che abbiamo agli altri che siamo invidiabile (benignamente invidiabile), noi che come bambini invochiamo attenzione e quasi vorremmo che gli altri venissero con noi lassù, dove si respira quell'aria pura e si gode un panorama meraviglioso. Un attimo prima dello schianto.    
Supermercato, la stangata della carne di pollo: ecco le cifre dei rincari
Oggi 06-07-22, 03:00

Supermercato, la stangata della carne di pollo: ecco le cifre dei rincari

L'inflazione a livelli record è una diretta conseguenza della guerra scatenata dalla Russia in Ucraina e dalle sanzioni che l'Europa e l'Occidente in generale hanno adottato nei confronti di Mosca. Per famiglie e risparmiatori ciò si traduce in un'impennata mostruosa per quanto concerne il costo della vita: a giugno l'inflazione ha infatti raggiunto l'8% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso; si tratta del tasso più alto negli ultimi 36 anni.     Ad aumentare sono stati soprattutto i prezzi dell'energia (+48,7% rispetto a un anno fa), ma sono tutti i settori a essere fortemente penalizzati: l'incremento dei prezzi non sta risparmiando i beni alimentari e della cura di casa e persona, così come i voli aerei, le bollette e tutto ciò che è connesso al tempo libero. Pure acquistare verdura e frutta fresche è diventato un problema: una famiglia di quattro persone spende in media 68 euro in più dell'anno scorso per la frutta e addirittura 115 per la verdura.     È anche stata stilata da Assoutenti la classifica degli alimenti che hanno subito i rincari maggiori: olio di semi (+68,6%), burro (+27,7%), farina (+20,5%), pasta (+18,3%), carne di pollo (+15,1%), riso (+13,7%), gelati (+13,4%), succhi di frutta (+9,4%), acqua minerale (+8,3%). Situazione complessa anche per chi va in vacanza, con i biglietti aerei aumentati quasi del doppio (+90,4%), mentre alberghi e strutture ricettive presentano ricorsi mediamente del 18,1%.    
"Soldi a utili idioti": come Putin vince la battaglia interna (e cosa c'entra Di Battista)
Oggi 06-07-22, 02:59

"Soldi a utili idioti": come Putin vince la battaglia interna (e cosa c'entra Di Battista)

La Russia tiene botta? Se dessimo ascolto a quanto ci racconta Di Battista da Mosca non solo gli effetti catastrofici delle sanzioni preconizzati dall'Occidente non si stanno palesando, ma addirittura la Russia starebbe quasi meglio di noi che siamo rimasti vittima delle stesse misure varate per annichilirla. Se l'inviato Di Battista non si attenesse alla propaganda del Cremlino sarebbe probabilmente cacciato a calci dal Paese ma il suo reportage rimane comunque un documento per capire quale sia la nuova narrativa di Putin da qualche settimana uscito dalla modalità crisi, in cui appariva aggressivo e minaccioso, e rientrato in quella della "normalità" del leader paternalistico, rilassato e sicuro di sé, la sua dimensione di sempre insomma. Putin ha smesso di minacciare con le armi nucleari quella metà di mondo definito «feccia» ed è tornato a paragonarsi a Pietro il Grande, a raccontare, proprio come Di Battista, che le sanzioni gli stanno facendo un baffo presentandosi al vertice dei Brics nella veste del vincitore, di quello che la Divina Provvidenza ortodossa gli ha consegnato le chiavi per creare un mondo alternativo a quello comandato dal dollaro.     QUESTIONE DI IMMAGINE «Lo shock iniziale è passato e le cose si sono rivelate non poi così male», ha detto Abbas Gallyamov, ex ghost writer di Vladimir, ora riparato in Israele. «Capisce che la sua legittimità si basa sull'essere forte e attivo, sulla recitazione e sull'immagine vincente», ha continuato Gallyamov, e fondamentale per lui è che nel suo Paese tutto sia come sempre, che si torni all'apparente normalità, che l'«operazione speciale» in Ucraina appaia come qualcosa sotto controllo e comunque lontana. Anche nel campo dell'informazione è finita l'emergenza e a parte qualche caso più o meno isolato, come quello di Maria Ponomarenko rinchiusa in un manicomio e di altri che si sono dimessi (lasciando spesso il Paese), per la gran parte dei giornalisti è bastato un aumento di stipendio del 20% e lo stretto controllo delle informazioni date per il ritorno alla normalità. «Va bene protestare, ma chi paga i nostri mutui se per orgoglio lasciamo il posto di lavoro?» ha detto un giornalista della rete pubblica Rossija 1 al Moscow Times. Ma non solo, c'è una sorta di ostracismo generalizzato in stile sovietico contro i "dissidenti" con il quale poi non è facile convivere. «Stavo pensando di smettere» ha detto un altro giornalista di Rossija 1, «ma i soldi sono importanti. Speravo che i colloqui di pace avrebbero ottenuto dei risultati. Inoltre, il nostro management ci ha parlato, ci ha calmato e ha detto che avremmo dovuto pensare a noi stessi». La normalizzazione passa dunque anche per Di Battista che in Russia, non a caso, fa il giornalista: «Gli effetti delle sanzioni si sentono relativamente», dice l'ex deputato dei 5 Stelle, «i prezzi sono aumentati, ma meno di quanto non siano aumentati in Europa». I dati ufficiali ci dicono l'esatto contrario con un inflazione in Europa che è di poco oltre l'8% e quella in Russia del 14%. Ma l'importante è l'effetto normalità di cui anche Di Battista parla esplicitamente: «Il rublo è forte e, seppur con maggiori difficoltà, le persone vivono normalmente invadendo i ristoranti, i parchi pubblici e i centri commerciali, dove i negozi di abbigliamento occidentale vengono sostituiti da marchi russi».     Stanno perfino tornando gli oligarchi e alcuni di quelli che avevano lasciato la Russia per paura di un tracollo economico. Sono pochi per la verità, e sono soprattutto quelli che sono riparati in Paesi dove non è facile ottenere un visto di rifugiato, ma sono funzionali. Tra il bastone e la carota anche in questo caso Putin ha preferito usare quest'ultima non ascoltando le sirene di quelli che invocavano vendetta. Tra questi c'era ad esempio il leader di "Russia Sobria" Sultan Khamzaev che chiedeva che agli espatriati venissero requisiti tutti i beni così come dispone la legge sulle "fake news" relative alla guerra in Ucraina, ma Putin ha preferito non dargli retta lasciando che le pecore smarrite tornassero all'ovile. E dimostrare al resto del mondo che l'Occidente ha fallito. La Russia tiene botta? È quello che Putin vuole farci credere. 
Due peacekeeper Onu uccisi da mina in Mali, 5 feriti
Estero
Oggi 06-07-22, 02:37

Due peacekeeper Onu uccisi da mina in Mali, 5 feriti

La Missione integrata multidimensionale di stabilizzazione delle Nazioni Unite in Mali - è una delle più grandi operazioni di mantenimento della pace dell'Onu, nonché una delle più pericolose
Shakira e Piqué, "c'è l'altro uomo": avvistamento clamoroso, corna e torbido sospetto
Oggi 06-07-22, 02:37

Shakira e Piqué, "c'è l'altro uomo": avvistamento clamoroso, corna e torbido sospetto

Vendetta, tremenda vendetta. Shakira, dopo anni di presunti tradimenti e "coppia aperta", avrebbe voltato pagina definitivamente e sostituito l'ormai ex compagno Gerard Piqué con un altro uomo. Secondo i media spagnoli, la popstar colombiana sarebbe stata beccata con un nuovo fidanzato, a poche settimane dall'addio al difensore del Barcellona e della Nazionale spagnola.        Quella formata da Shakira e Piqué era senza dubbio una delle coppie più famose e ammirate del calcio mondiale, almeno fino a quando è esploso il gossip (subito confermato) della loro separazione. Dolorosa, perché in ballo ci sono anche i due figli avuti dalla coppia e che rischiano di soffrire più di tutti per l'esplosione della famiglia. Vuoi per le voci, molto velenose, che hanno accompagnato la rottura, con le rivelazioni sulla passione per la vita notturna del padre, decisamente scatenato e sensibile alla bellezza femminile. Dall'altro per la decisione della madre di tornare in America, la sua base professionale, con Piqué che vorrebbe tenere invece i figli in Spagna, dove sono sempre vissuti.        La voce su una nuova fiamma di Shakira, a tempo di record, potrebbe avvalorare la tesi della "coppia aperta" con i due coniugi che, forse come estremo tentativo di superare una crisi che andava avanti da tempo, avevano cercato rifugio in avventure esterne pur di non far saltare in aria il matrimonio. Secondo i tabloid iberici, la splendida cantante 45enne di Barranquilla sarebbe stata avvistata con "un fascinoso ragazzo non popolare, nel mezzo di una vacanza trascorsa insieme ai figli Milan e Sasha".
Omicidio Andrea Covelli, autopsia e decisione sui funerali: ma a Pianura si torna a sparare in via Torricelli
Cronaca
Oggi 06-07-22, 02:35

Omicidio Andrea Covelli, autopsia e decisione sui funerali: ma a Pianura si torna a sparare in via Torricelli

Sarebbe durata solo pochi giorni la tregua dopo l’orribile omicidio di Andrea Covelli, il 27enne torturato, ucciso e ritrovato cadavere... L'articolo Omicidio Andrea Covelli, autopsia e decisione sui funerali: ma a Pianura si torna a sparare in via Torricelli proviene da Il Riformista.
Borsa: Tokyo, apertura in calo (-0,80%)
Primo Piano
Oggi 06-07-22, 02:28

Borsa: Tokyo, apertura in calo (-0,80%)

Cambi: yen arresta fase svalutazione su dollaro ed euro
Mali, due peacekeeper delle Nazioni Unite morti nell'esplosione di una mina, 5 feriti gravi
Estero
Oggi 06-07-22, 02:27

Mali, due peacekeeper delle Nazioni Unite morti nell'esplosione di una mina, 5 feriti gravi

Il convoglio viaggiava nel nord del Paese, le vittime sono egiziane
Storia, biodiversità e geoparco, la 'Giornata della Maiella'
Oggi 06-07-22, 02:22

Storia, biodiversità e geoparco, la 'Giornata della Maiella'

(ANSA) - PESCARA, 05 LUG - Un'intera giornata dedicata alla Maiella e alle sue caratteristiche, per conoscerne la storia e l'ambiente e soprattutto …
"Rientrate subito". Veterani Usa in Ucraina, l'ordine di Biden: mondo sull'orlo del caos
Oggi 06-07-22, 02:19

"Rientrate subito". Veterani Usa in Ucraina, l'ordine di Biden: mondo sull'orlo del caos

Dagli Stati Uniti non sono arrivate solo armi e soldi in Ucraina. Sono infatti centinaia di uomini, spesso ex veterani, partiti per addestrare le forze ucraine e coordinare gli aiuti ai civili. Ancora sconosciuto il numero esatto, ma il New York Times parla di diversi cittadini americani prigionieri, almeno una ventina feriti. Alcuni sarebbero reduci da missioni in Afghanistan e Iraq, ma per l'amministrazione si tratta solo di civili che partono a loro rischio e pericolo.      Non a caso alcuni funzionari della Difesa spiegano al Fatto Quotidiano che "secondo le linee guida del Dipartimento di Stato Usa, i cittadini, inclusi i veterani, non devono viaggiare in Ucraina e, se già nel paese, devono lasciare alla prima occasione sicura per farlo". La stessa minaccia del portavoce di Vladimir Putin, Dmitry Peskov (la Convenzione di Ginevra che protegge i prigionieri di guerra non si applica a "soldati di ventura" e non ha escluso il ricorso alla pena di morte ndr), ha destato alla Casa Bianca parecchie preoccupazioni.     Da qui l'appello Usa affinché tutti gli americani lascino il Paese. Il timore, oltre alle loro vite, è che si arrivi in fretta e furia a un'escalation. Già il Cremlino punta il dito contro quei Paesi che inviano aiuti militari, figuriamoci poi se dagli stessi Paesi arrivano combattenti pro-Zelensky. Al momento Biden ha stanziato 6,8 miliardi di dollari in aiuti e addestrano le truppe ucraine in Polonia e Germania. Nulla, crede la Casa Bianca, che ha a che vedere con l'invio di soldati sul fronte. Un gesto che costerebbe caro all'Occidente.  
Nato: Trudeau, "Il Canada è il primo paese ad aver ratificato la richiesta di Svezia e Finlandia"
Estero
Oggi 06-07-22, 02:17

Nato: Trudeau, "Il Canada è il primo paese ad aver ratificato la richiesta di Svezia e Finlandia"

Il premier canadese ha invitato "tutti i membri a muoversi rapidamente per completare i loro processi di ratifica in modo da limitare possibili interferenze da parte degli avversari"
"Gli amori finiscono". Sonia Bruganelli, addio Bonolis? La frase: tam-tam impazzito
Oggi 06-07-22, 02:15

"Gli amori finiscono". Sonia Bruganelli, addio Bonolis? La frase: tam-tam impazzito

Ma quale crisi? Tra Paolo Bonolis e Sonia Bruganelli tutto va a gonfie vele. Nei giorni scorsi però non si faceva altro che parlare del post pubblicato su Twitter dall'opinionista del Grande Fratello Vip. La moglie del conduttore aveva scritto: "Gli amori finiscono. Le persone che si sono amate non finiscono mai". Inutile dire che i suoi fan hanno subito pensato al peggio, tanto che alcuni convinti dicevano: "Paolo Bonolis e Sonia Bruganelli sono in crisi, anzi si sono già lasciati".      A preoccupare ancora di più una frase pronunciata dalla Bruganelli tempo addietro e tornata a far discutere: "Ognuno fa la propria vita. Ci si incontra ogni tanto dentro l'appartamento, nemmeno il caffè prendiamo insieme". Ma nulla di tutto ciò è accaduto. A smentire i rumors, la stessa imprenditrice che ha diffuso su Instagram un video che la ritrae scatenata assieme al marito.     I due in vacanza a Formentera, ballano sulle note di "Can't stop the feeling". Sotto il commento: "Life in Formentera 2.0. That's life". Intanto, oltre che in amore, le conferme arrivano anche dalla tv. Entrambi saranno protagonisti dei palinsesti di Mediaset. Lui con l'edizione 2022/2023 di Ciao Darwin e lei a fianco, per la seconda volta, di Alfonso Signorini.     
Iniziato a aeroporto militare di Decimomannu l’IFTS
Cronaca
Oggi 06-07-22, 01:52

Iniziato a aeroporto militare di Decimomannu l’IFTS

Aeronautica militare e Leonardo insieme per formare i piloti
Mercedes-Benz Classe T: primo contatto con la monovolume premium
Motori
Oggi 06-07-22, 01:41

Mercedes-Benz Classe T: primo contatto con la monovolume premium

Si rivolge alle famiglie e agli amanti del tempo libero, Mercedes-Benz Classe T sarà inizialmente disponibile in configurazione cinque posti, nel corso del 2023 arriverà la variante sette posti.
Juve: date e ore delle amichevoli di luglio negli Stati Uniti
Oggi 06-07-22, 01:38

Juve: date e ore delle amichevoli di luglio negli Stati Uniti

Tre date, da sabato 23 a domenica 31, in cui i bianconeri di Massimiliano Allegri affronteranno Chivas, Barcellona e Real Madrid
Juventus Summer Tour 2022, date e orari delle amichevoli: il programma completo
serie-a
Oggi 06-07-22, 01:37

Juventus Summer Tour 2022, date e orari delle amichevoli: il programma completo

Il club bianconero rende note le sfide del pre-season negli Stati Uniti: tutti i dettagli