Quotidiani nazionali

Migranti, Melania dai bambini al confine: «Voglio un'America che governi col cuore»
ALTRO
Oggi 22-06-18, 08:54

Migranti, Melania dai bambini al confine: «Voglio un'America che governi col cuore»

New York Il volto umano della Casa Bianca è quello della first lady. Melania Trump si è recata a sorpresa in Texas, al confine fra Usa e Messico, per visitare una struttura di accoglienza per i bambini migranti separati dalle famiglie, mentre nelle stesse ore sul web è diventata virale la copertina di Time Magazine con l'immagine della bimba che si dispera in lacrime e Trump che la guarda. Nei giorni scorsi è stata proprio Melania a fare pressione sul presidente americano perché cambiasse la sua posizione sulla divisione dei minori dalle famiglie entrate clandestinamente dal confine con il Messico, dopo aver detto tramite la sua portavoce di volere "un Paese che rispetta tutte le leggi ma anche che governa con il cuore".Per qualcuno si è trattato dell'ennesima divergenza in famiglia, per molti soprattutto della conferma del ruolo sempre più di primo piano della first lady. Missione compiuta, comunque, visto che mercoledì Trump ha annunciato una marcia indietro con la firma dell'ordine esecutivo per porre fine alla controversa pratica che ha scatenato le critiche e lo sdegno del mondo intero. L'obiettivo della visita all'Upbring New Hope Children's Center è "ringraziare le forze dell'ordine e servizi sociali per il loro duro lavoro, portare sostegno e ascoltare pareri su come l'amministrazione può potenziare gli sforzi già in corso per ricongiungere bambini e genitori", fa sapere la Casa Bianca. "Sappiamo tutti che questi minori sono qui senza le loro famiglie e voglio ringraziarvi per il vostro duro lavoro, per la compassione e gentilezza che state dando loro in questi momenti difficili", ha affermato la first lady. Mentre la portavoce Stephanie Grisham ha precisato che l'idea di recarsi nel centro di accoglienza "è stata sua al 100 per cento". E, ha aggiunto, è stata una sua idea prima che il presidente firmasse l'ordine esecutivo. La first lady è al confine perché "molto preoccupata da tutto questo, come lo siamo tutti", ha commentato Trump. A Washington continuano i botta e risposta tra il tycoon e la sinistra. "La gente sta soffrendo a causa dei democratici", ha tuonato Trump, puntando il dito in particolare contro il leader della minoranza al Senato Chuck Schumer e la leader della minoranza alla Camera Nancy Pelosi, che ha definito "estremisti delle frontiere aperte". "Ho firmato un ordine esecutivo molto buono ma è limitato - ha aggiunto -. I democratici stanno provocando un grande caos". Il provvedimento siglato da Trump ha creato il caos perché non è chiaro quale sia il destino dei 2300 bambini già separati dalle famiglie, e in tutto il Paese continuano le proteste. Intanto la Camera ha bocciato una legge sull'immigrazione che non comprende il percorso verso la cittadinanza per i dreamer, e rimandato a oggi il voto sulla misura di compromesso che include la separazione delle famiglie e finanziamenti per il muro, tentando sino all'ultimo di raggiungere i sì necessari.
La premier ora è mamma Due mesi di congedo (che non fanno scandalo)
ALTRO
Oggi 22-06-18, 08:53

La premier ora è mamma Due mesi di congedo (che non fanno scandalo)

"Benvenuta nel nostro mondo, piccolina". Con la nuova arrivata fra le braccia, al fianco il marito e noto conduttore tv Clarke Gayford, la premier della Nuova Zelanda Jacinda Ardern annuncia al mondo, postando una foto via Facebook, la nascita alle 16.45 ora locale (le 8.45 in Italia) della sua primogenita che - ci racconta - pesa 3 chili e 300 grammi ed è in salute. Non succedeva da circa trent'anni, dai tempi della leader pakistana Benazir Bhutto, che una donna a capo di un governo partorisse durante il suo mandato. Ma Jacinda Ardern, laburista, non è nuova ai record essendo già oggi, a 37 anni, anche la leader donna più giovane al mondo, arrivata al potere appena otto mesi fa.Eppure l'evento, parentesi felice di una coppia sotto i riflettori, è diventato immediatamente un fatto pubblico capace di trasformarsi in bandiera per la parità di genere, nell'epoca in cui il movimento contro le molestie sessuali #metoo ha scatenato una nuova ondata femminista. Proprio nel 1990, quando Bhutto partorì la sua secondogenita, alla premier pakistana fu chiesto di lasciare il proprio incarico. Ora no. Jacinda Ardern arriva all'appuntamento con il sostegno del Paese che l'ha voluta al comando e persino - sembra incredibile - senza insulti e odio ad accompagnare la notizia sul suo profilo Facebook sommerso di "congratulazioni". Prenderà sei settimane di congedo (nel Paese che ne prevede 12 e fino al 2011 era l'unico, con gli Stati Uniti, a non contemplare maternità obbligatoria) e sarà sostituita nel frattempo dal vicepremier Winston Peters, leader del partito populista New Zealand First con cui guida il governo di coalizione. Ma - lo ha già detto - "sarà pienamente reperibile".Lei stessa, d'altra parte, è stata sempre chiara sull'argomento: "Nella mia visione delle cose, se credi nell'equità, allora sei femminista". Al punto da essersi guadagnata parecchia visibilità, oltre che per il suo ruolo di premier donna, anche per aver definito "inaccettabile", a poche ore dalla sua elezione alla guida del Partito laburista, le domande su eventuali progetti di famiglia e figli da parte di qualsiasi datore di lavoro. A gennaio, quando aveva dato l'annuncio della gravidanza e raccontato di aver saputo di essere incinta mentre erano in corso le trattative per la formazione dell'esecutivo, usò l'occasione per lanciare un messaggio di solidarietà e normalità, rispondendo a chi le chiedeva come avrebbe fatto a conciliare lavoro e famiglia: "Non sono malata. Non sono la prima donna multitasking, non sono la prima a lavorare e avere un bambino. So che sono circostanze eccezionali ma molte altre lo hanno fatto prima di me".In realtà, le due donne più in vista oggi alla guida di un governo, Angela Merkel e Theresa May, non hanno figli. Ma l'aver sollevato la questione, sostenendo di essere una mamma e quindi una candidata migliore della May per la leadership del Partito conservatore quando le due erano sfidanti, costò alla sua avversaria Andrea Leadsom, una (giustificata) levata di sdegno generale, pubbliche scuse e la rinuncia alla corsa finale che poi aprì a Lady May le porte di Downing Street. Grandi polemiche sollevò anche la copertina del New Statesman, settimanale conservatore inglese, che sotto il titolo "La trappola della maternità" - era il 2015 - e l'immagine di May, Nicola Sturgeon (premier di Scozia), Liz Kendall (allora in lizza per la guida del Labour) e Angela Merkel si chiedeva: "Perché così tante donne di successo non hanno figli?". Jacinda Ardern, a modo suo, risponde a questo domanda e ai pregiudizi che nasconde. Yes, you can. Come hanno dimostrato la defunta ministra della Difesa spagnola Carme Chacón, le ex ministre italiane Stefania Prestigiacomo e Giovanna Melandri, l'eurodeputata del Pdl Licia Ronzulli e ultima anche Giorgia Meloni, in campagna elettorale col pancione per Fratelli d'Italia. Intanto a Canberra, fra sei settimane, si torna al lavoro. A casa resta papà.
Incriminata Lady Netanyahu Soldi pubblici per cene private
ALTRO
Oggi 22-06-18, 08:49

Incriminata Lady Netanyahu Soldi pubblici per cene private

I media israeliani l'hanno già ribattezzato il residence affair. Trecentocinquantamila shekel (circa 85mila euro) attinti dai fondi pubblici spesi per ordinare a domicilio cibi gourmet. È questo il motivo per cui Sara Netanyahu, moglie del premier isrealiano Benjamin, ieri è stata incriminata per truffa e abuso di fiducia, in un'inchiesta aperta nel 2015. Incriminato con lei c'è Ezra Saidoff, ex vice direttore dell'ufficio del primo ministro.I fatti contestati alla first lady risalgono agli anni tra il 2010 e il 2013. Nonostante il regolamento proibisca di ordinare cibo dall'esterno quando c'è un cuoco pagato dallo Stato nello staff della residenza, Sara Netanyahu avrebbe fatto arrivare diversi pasti da ristoranti stellati mettendoli in conto ai contribuenti. Secondo i magistrati era consapevole della violazione e avrebbe tentato di nasconderla falsificando alcuni documenti. Il quotidiano israeliano Haaretz riporta che, con la complicità del sovrintendente della residenza, Meni Naftali, la donna avrebbe tentato di far risultare il cuoco come impiegato nella manutenzione della casa, in modo da aggirare il divieto.Anche il marito, il primo ministro Benjamin Netanyahu, è sotto indagine, ma per due diverse vicende di presunta corruzione. Da un lato è sospettato di aver ricevuto regali per un milione di shekel (240mila euro) da persone abbienti in cambio di favori finanziari e personali. Dall'altro è accusato di aver provato a raggiungere un accordo con il giornale israeliano Yediot Aharonot per avere una copertura più favorevole nei suoi confronti.
M5s, Di Maio frena le proteste: “Subalterno a Lega? Nessuno me lo ha detto”. E a Salvini: “Saviano? Obiettivo è contratto”
Politica
Oggi 22-06-18, 08:45

M5s, Di Maio frena le proteste: “Subalterno a Lega? Nessuno me lo ha detto”. E a Salvini: “Saviano? Obiettivo è contratto”

Basta “piagnistei”. Una volta arrivati al governo, serve cambiare “il Paese, non il Movimento 5 Stelle”. Pochi avvertimenti, da parte di Luigi Di Maio, di fronte ai gruppi pentastellati riuniti alla Camera dei deputati per l’assemblea congiunta. Ma quanto basta per sedare subito l’insofferenza da parte dell’ala ortodossa nei confronti del leader. Per stroncare le accuse di
Forza Italia fa "scouting" tra i talenti del partito
ALTRO
Oggi 22-06-18, 08:45

Forza Italia fa "scouting" tra i talenti del partito

Roma Scouting nel "patrimonio di talenti" di Forza Italia e argomenti forti su cui puntare. Silvio Berlusconi ha messo al lavoro il gruppo ristretto dei dirigenti azzurri e aspetta da loro proposte, idee e volti nuovi per il rilancio del partito.Il confronto tra il leader azzurro e il comitato ristretto che lo affianca dovrebbe tenersi nella capitale la prossima settimana, dopo i ballottaggi amministrativi di domenica, che daranno gli ultimi segnali sullo stato di salute di FI e del centrodestra. Il Cavaliere da Arcore studia le mosse del governo, ne valuta le fibrillazioni interne, mantiene sempre aperto il canale di comunicazione con il vicepremier Matteo Salvini.Ma a Roma Antonio Tajani, vicepresidente in pectore di Fi, partecipa ad una riunione con i parlamentari di Fi a Montecitorio e mette in guardia dal rischio di appiattirsi sulle posizioni dell'alleato, di diventare "pappagalli della Lega". Sottolinea che non può essere il ministro dell'Interno a fare la politica estera. Per il presidente dell'Europarlamento, che guida l'ala moderata ed europeista, bisogna rimarcare identità e autonomia del partito, per evitare il rischio di "salvinizzazione". Come Gianni Letta, Tajani è convinto che per difendere l'elettorato azzurro non si può diventare brutta copia della Lega. Ai parlamentari spiega che serve anche il coraggio di distinguersi da alcune posizioni del Carroccio. Che in agricoltura, ad esempio, non vuole ratificare il Ceta, accordo commerciale Ue con il Canada. Sui flussi migratori e in particolare gli hotspot Tajani, preoccupato dal ruolo del premier Giuseppe Conte, stretto tra Salvini e Di Maio, fa notare che un atteggiamento troppo aggressivo indebolisce il potere contrattuale del nostro Paese. Quando c'era Berlusconi al governo, dice, i rapporti con gli altri leader dei Paesi Ue erano da pari a pari, ora non è così. Tajani partecipa alla presentazione del Rapporto annuale sull'avvocatura del Censis e oggi sarà al convegno sugli Stati generali dei Trasporti, poi con il candidato-presidente al III Municipio, Francesco Maria Bova. I suoi toni sono moderati, ma decisi. Dice che l'Ue deve decidere sulla difesa delle frontiere esterne, o sarà "un danno enorme per la sua sopravvivenza". Sui rom, che "appartenere a una comunità non può essere né una aggravante né una attenuante. Chi delinque deve essere punito".Negli ultimi giorni di campagna elettorale i big azzurri battono il territorio al fianco dei candidati di centrodestra. Ma in parlamento, dopo le nomine nelle commissioni, chiamano governo e maggioranza alla "prova dei fatti".Dice la capogruppo alla Camera, Mariastella Gelmini: "Il tempo della propaganda e degli slogan è finito. Si lavori per il Paese, su fisco, lavoro, pensioni, famiglie".Fi farà, assicura la presidente dei senatori Anna Maria Bernini, opposizione "attenta, ferma ma non preconcetta".
Ballottaggi vecchio stile: centrodestra contro Pd
ALTRO
Oggi 22-06-18, 08:44

Ballottaggi vecchio stile: centrodestra contro Pd

"Ma cos'è la destra cos'è la sinistra". Una canzone bellissima, profetica, senza tempo, irriverentemente vera. È Destra-Sinistra di Giorgio Gaber. Una fotografia dello stato culturale e politico del nostro Paese, ancora oggi. Un testo attualissimo anche se scritto nel 1994: allora il neo populismo non era ancora nato ma già Gaber aveva previsto la perdita di identità di questi due schieramenti e la grande confusione politica conseguente. Il suo interrogativo ci rivela che oggi che la destra e la sinistra non esistono più da un pezzo. Forse.Se il bipolarismo è quasi scomparso a livello nazionale, a livello locale pare che nulla sia cambiato. Almeno questo è ciò che ci rappresenta l'Istituto Carlo Cattaneo. Dopodomani si terrà il turno di ballottaggio in 76 comuni superiori ai 15mila abitanti (compreso il Municipio 3 di Roma). L'Istituto Cattaneo ha stimato il grado di incertezza elettorale.Nella maggior parte dei casi, per la precisione in 43 su 76, il ballottaggio prevede una sfida "tradizionale" tra il centrodestra e il centrosinistra. Il bipolarismo, dunque, esiste, e resiste. Mentre a Roma questi due schieramenti sono praticamente inesistenti, o per meglio dire ininfluenti, avendo preso il sopravvento i movimenti populisti di Lega nord e Movimento Cinque stelle, a livello locale sembra essere tutto come fossilizzato agli anni Novanta.In altri 17 casi, una delle due coalizioni principali (centrodestra e centrosinistra) si troverà a competere con una lista civica. Se a questi si aggiungono i ballottaggi in cui il M5s competerà contro un candidato di centrosinistra o centrodestra, è evidente che le due coalizioni sono presenti, in un formato o nell'altro, in oltre il 90% delle consultazioni. E sono queste competizioni a rappresentare il vero ago della bilancia, a stabilire i vincitori e gli sconfitti di questa tornata elettorale.Tuttavia, osservando la dinamica della competizione politica che ha caratterizzato tutti i ballottaggi italiani dal 2010 al 2018, si può notare la progressiva riduzione dei confronti bipolari tra centrodestra e centrosinistra nel corso degli anni.Fino al 2012, questo tipo di competizione caratterizzava mediamente il 75% dei ballottaggi, mentre a partire dal 2013 anche come conseguenza della crescita dei consensi per il M5s e dell'incremento delle liste civiche i confronti diretti tra le due coalizioni "tradizionali" di centrodestra e centrosinistra si sono ridotti in media al 50%, vale a dire a un ballottaggio su due. In 14 comuni su 76 il M5s non ha neppure presentato un candidato.In soli tre casi (Pomezia, Ragusa, Assemini), il candidato sindaco del M5s è risultato il più votato e si presenterà al ballottaggio con un vantaggio rispetto agli avversari. In 4 casi, invece, il M5s è stato ammesso al ballottaggio e si troverà a sfidare un candidato di centrodestra o di centrosinistra. Ma in ben 19 casi di ballottaggio, il Movimento 5 stelle si trova ad essere il terzo classificato.Esistono casi, inoltre, in cui una rimonta elettorale appare poco probabile, considerate la forza del "primo" classificato e la distanza che lo separa dal suo sfidante. I ballottaggi di Ancona, Terni e, in misura minore, anche Sondrio rientrano in questa categoria di ballottaggi. Dall'altro lato, ci sono situazioni (come a Ragusa, Siena, Messina, Pisa e Massa) nelle quali il risultato dei ballottaggi è più incerto. Ma sempre centrodestra contro Pd. Come vent'anni fa."Tutti noi ce la prendiamo con la storia... ma io dico che la colpa è nostra... è evidente che la gente è poco seria... quando parla di sinistra o destra", cantava Gaber.
ALTRO
Oggi 22-06-18, 08:43

M5s, da Carelli a Paragone: "Silurati dai fedelissimi"

Rabbia per metodo e motivazioni che hanno visto gli indipendenti eletti con i Cinquestelle fuori dal governo e dalle presidenze delle commissioni
Lifeline: 'La nostra nave ha bandiera olandese'
Cronaca
Oggi 22-06-18, 08:42

Lifeline: 'La nostra nave ha bandiera olandese'

E nella notte fornisce assistenza ad altro gommone. Ieri scontro con il governo italiano: 'Se attracca qui, la sequestriamo'
Silvio Berlusconi rilancia il partito: lo scouting tra le nuove leve azzurre
ALTRO
Oggi 22-06-18, 08:40

Silvio Berlusconi rilancia il partito: lo scouting tra le nuove leve azzurre

Silvio Berlusconi vuole pescare nel "patrimonio di talenti" di Forza Italia per trovare nuovi volti e proposte per il rilancio del suo partito. Il Cavaliere e i suoi fedelissimi dopo i ballottaggi di domenica che daranno un ultimo quadro dello stato di salute del centrodestra avranno un confronto su
Pensioni, verso l'addio alla Fornero "La smonteremo entro l'anno"
ALTRO
Oggi 22-06-18, 08:40

Pensioni, verso l'addio alla Fornero "La smonteremo entro l'anno"

Roma L'ultima arma delle opposizioni contro il governo gialloverde è pensare che tutti proclami e gli annunci di questi giorni (con Salvini a fare la parte del leone) siano soltanto fumo. E che di arrosto non ci sia traccia. Per il neo ministro degli Interni è un po' come colpirlo nell'onore e nell'orgoglio. Ed ecco che il suo ultimo annuncio ha già una road map ben dettagliata, tanto da lasciare senza parole non soltanto gli oppositori. Intervenendo alla trasmissione di Rai3 Agorà, Matteo Salvini più in qualità di vicepremier che di ministro degli Interni ha annunciato che entro la fine dell'anno "la riforma Fornero sarà smontata". Molto probabilmente ripartendo dalla cosiddetta quota 100."Il ministro dell'Economia fa il suo mestiere - ha aggiunto Salvini -. Noi vedremo, rispettando le regole, di cercare di ottenere più spazio in Europa per fare quello che abbiamo promesso in campagna elettorale". Con ogni probabilità non sarà necessaria una vera riforma del sistema pensionistico. Basterà, spiega lo stesso Salvini, inserire lo smantellamento della Fornero nella legge di Bilancio. E così dal prossimo anno potremmo trovarci con un sistema pensionistico dove varrà principalmente il principio matematico della quota cento con un minimo di 42 anni di contributi versati.E che su questo punto ci sia piena sintonia con l'altro vicepremier lo dimostra anche il fatto che Luigi Di Maio va ripetendo che entro l'anno saranno ridimensionate le pensioni d'oro, viste dai pentastellati come un indebito privilegio. Nei giorni scorsi Di Maio ha incontrato anche il presidente dell'Inps per discutere il progetto di istituire un fondo nel quale far confluire i tagli dei vitalizi degli ex parlamentari e i tagli delle pensioni d'oro. Un fondo che servirebbe proprio per poter aumentare le pensioni minime come gesto di equità sociale. "Smontare la Fornero" come dice Salvini è un auspicio comune. Dai Cinque Stelle alla Lega, passando per i sindacati. Questi ultimi, però con necessari distinguo."La legge Fornero - avverte il segretario generale della Ui, Carmelo Barbagallo - è come un muro che pezzo dopo pezzo intendiamo smontare". Senza però "soluzioni generalizzate". La Uil si mostra perplessa circa l'efficacia della cosiddetta "quota 100". "Può funzionare per i lavoratori che hanno un numero rilevante di anni di contributi - osserva Barbagallo -. Rischia invece di essere una beffa per i giovani che, entrando tardi nel mondo del lavoro a tempo pieno e costante, vedrebbero paradossalmente aumentare la loro soglia per l'età pensionabile".
Così M5s e Lega si spartiscono la guida dei "parlamentini"
ALTRO
Oggi 22-06-18, 08:39

Così M5s e Lega si spartiscono la guida dei "parlamentini"

L'alleanza di governo Movimento 5 stelle-Lega fa il pieno di Commissioni parlamentari. Un'elezione - quella di presidenti, vicepresidenti e segretari - che fa sì che il motore di Camera e Senato ora possa girare a pieni giri, con le istituzioni nella loro piena operatività.Sono i Cinquestelle a incassare il dividendo maggiore con 17 presidenze mentre la Lega ne ottiene 11 (e dei 28 presidenti ben 10 sono alla prima esperienza parlamentare). M5s ora presiede 9 commissioni alla Camera e 5 al Senato; la Lega ne ha 5 alla Camera e 6 a palazzo Madama. Le opposizioni dovranno dividersi la guida del Copasir, della Vigilanza Rai e dell'Antimafia. Si tratta delle commissioni di garanzia sulle quali non è ancora stato raggiunto un accordo. Nuova fumata nera del Parlamento, invece, per l'elezione di un giudice della Corte costituzionale. Anche il terzo scrutinio è andato a vuoto. Si dovrà quindi procedere a una successiva votazione, la quarta, ma questa volta il quorum sarà più basso.I nomi dei neo-presidenti di commissione che colpiscono maggiormente sono quelli dei leghisti Claudio Borghi (Bilancio della Camera) e Alberto Bagnai (Finanze del Senato), due economisti vicini a Salvini dalla posizione fortemente critica sull'euro. Una scelta che da alcuni osservatori è stata interpretata come una sorta di miccia per l'aumento dello spread, arrivato a toccare quota 243 per chiudere a 240. Secondo altre interpretazioni avrebbero, invece, inciso le dichiarazioni di Matteo Salvini che ha paventato il taglio del contributo dell'Italia al bilancio Ue senza un accordo sull'immigrazione e ha indicato lo smantellamento della riforma Fornero entro fine anno. Dichiarazioni controbilanciate dalle parole del ministro dell'Economia Giovanni Tria che a Lussemburgo ha detto che "l'euro non è in discussione".Per quanto riguarda le commissioni Affari costituzionali e Giustizia si è scelto di affidare nello stesso ramo del Parlamento presidenze dello stesso colore politico. Ai grillini sono andate la Affari Costituzionali della Camera con Giuseppe Brescia e la Giustizia con Giulia Sarti, mentre ai leghisti quelle del Senato con Stefano Borghesi e Andrea Ostellari, quest'ultimo alla sua prima esperienza in Parlamento. Non è decollata, quindi, l'indiscrezione sulla volontà di M5s di mettere le mani sulle due Commissioni Giustizia. La nomina di Brescia, molto vicino a Roberto Fico, secondo alcuni potrebbe essere propedeutica alla creazione di un contraltare parlamentare alle iniziative di Salvini sull'immigrazione visto che la commissione Affari Costituzionali dovrà vagliarne alcune misure. Su questo fronte i grillini potranno giocarsi un'altra carta avendo ottenuto la commissione Esteri in entrambi i rami del Parlamento con Marta Grande e Vito Petrocelli, rispettivamente alla Camera e al Senato e le Politiche Ue con Sergio Battelli ed Ettore Antonio Licheri.I Cinquestelle hanno premiato alcuni grandi esclusi del totonomine governativo come il senatore Mauro Coltorti, fino a pochi minuti dall'annuncio della squadra dato in pole position per l'incarico di ministro delle Infrastrutture. Coltorti è diventato presidente della commissione Trasporti. Pierpaolo Sileri in predicato di diventare ministro della Salute, è il nuovo presidente della commissione Sanità.Poltrone utili anche ad alleggerire la tensione interna ai Cinquestelle nelle cui file cova malumore per lo strapotere leghista di queste prime settimane di governo.
Scioperi, cambia l'aria: "Sanzioni più dure per difendere gli utenti"
ALTRO
Oggi 22-06-18, 08:39

Scioperi, cambia l'aria: "Sanzioni più dure per difendere gli utenti"

Il momento deve essergli sembrato quello giusto. Una maggioranza nuova di zecca, attenta agli umori degli italiani e affamata di annunci, non può lasciarsi sfuggire l'occasione di assecondare la rabbia degli utenti dei trasporti. Pendolari funestati dagli appuntamenti quasi fissi con gli scioperi primaverili dei trasporti, di quelli casualmente indetti in mezzo a un ponte. Oppure, ancora peggio, ingannati dalle proteste annunciate e poi revocate all'ultimo momento. Un popolo ancora senza voce.Per questo il presidente dell'Autorità per gli scioperi Giuseppe Santoro Passarelli ha dedicato la parte centrale della tradizionale relazione al Parlamento ad avanzare al governo alcune proposte per contrastare l'abuso di astensioni dal lavoro.Sarebbe opportuno, ha spiegato, pensare a un "intervento normativo rivolto alla verifica della rappresentatività sindacale". Poi dare alla stessa Commissione un potere di "differimento motivato dello sciopero". Un modo per tutelare i cittadini e sottrarre alle mini organizzazioni il potere di provocare un danno non proporzionato alle loro dimensioni.I dati danno bene l'idea di quale sia la situazione. Il numero di scioperi nel settore dei servizi pubblici essenziali nel 2017 (anno che non è stato caratterizzato da vertenze sindacali particolarmente importanti) è risultato "in lieve aumento rispetto al precedente anno: 2.448, rispetto alle 2.352 del 2016".A seguito delle "revoche spontanee" il numero di astensioni effettive dal lavoro si dimezza. È il risultato del fenomeno tipico del trasporto locale: scioperi annullati all'ultimo momento. Scioperi inutili, dai quali "nessuno appare trarre benefici". Solo danni per gli utenti.Altra situazione tipo del trasporto pubblico locale: scioperi proclamati con "generiche motivazioni politico-sociali" da piccole sigle, portano le aziende a chiudere gli impianti. I manager non si prendono la responsabilità di fare scelte, i sindacati ottengono quello che vogliono (visibilità e piccoli poteri). A rimetterci sono ancora una volta i cittadini. A Milano, ha ricordato l'autorità, "in occasione di uno sciopero proclamato da un sindacato che in tale azienda conta un solo iscritto, il cui annuncio ha" mandato in tilt la città.Per questo Santoro Passarelli chiede una norma per misurare il peso dei sindacati. All'Autorità potrebbe essere dato il potere di "raggruppare in un'unica data azioni di sciopero" diverse.Quindi alzare le sanzioni per i sindacati che abusano del diritto di sciopero, ma anche per le aziende che non tutelano gli utenti. E per queste ultime si potrebbe pensare a mettere in discussione la concessione del servizio pubblico. Negative le reazioni dei sindacati alla relazione.Ma neppure la maggioranza ha mostrato troppo interesse per il tema. Nessuna reazione alla relazione. Nemmeno il ministro del lavoro Luigi Di Maio, esponente del M5s. Movimento che in alcune realtà, come Roma, ha tra i dipendenti del trasporto locale una bella fetta di elettorato. Forse un tema troppo populista anche per questa maggioranza.
Borsa Asia deboli, corre il petrolio
Economia
Oggi 22-06-18, 08:36

Borsa Asia deboli, corre il petrolio

Oggi intesa Opec su produzione, future in rialzo su Europa e Usa
Un «colonscopia party» con Tom Hanks: quando l’unione fa... la salute
Sport
Oggi 22-06-18, 08:33

Un «colonscopia party» con Tom Hanks: quando l’unione fa... la salute

I due comici americani Martin Short e Steve Martin hanno raccontato in tv che invitano Tom Hanks per divertirsi la sera prima delle loro colonscopie
Cambi:euro in aumento a 1,1632 dollari
Economia
Oggi 22-06-18, 08:30

Cambi:euro in aumento a 1,1632 dollari

Passa di mano a 127,94 yen
I censimenti dei nomadi? Ce li chiedeva l'Europa
ALTRO
Oggi 22-06-18, 08:29

I censimenti dei nomadi? Ce li chiedeva l'Europa

Roma - No, il censimento no! Di censimenti, ricognizioni, indagini sui campi nomadi (rom, sinti e camminanti) si sono occupati negli ultimi vent'anni ministeri, regioni, comuni, prefetture e associazioni. Gli obiettivi vanno dal semplice monitoraggio dei flussi all'ordine pubblico, dall'istruzione alla verifica dei protocolli sanitari. É logico e necessario per ragioni facilmente intuibili capire quanti sono i nomadi, dove si trovano, come si spostano, quali mezzi di sostentamento hanno, come avviene per tutti i cittadini. E questa esigenza è stata sentita anche dalle Nazioni Unite e dall'Unione Europea che negli scorsi anni hanno bacchettato l'Italia a questo proposito.L'assenza di dati certi sulla "composizione etnica e razziale" della popolazione rom in Italia è stata segnalata dal Comitato per l'eliminazione della discriminazione razziale - organismo dell'Onu - nelle sue "osservazioni conclusive" del diciannovesimo e ventesimo rapporto periodico sulla situazione italiana, datate 9 dicembre 2016, riporta l'agenzia Agi. Questo documento è stato trasmesso dal Comitato all'Ue, che lo ha a sua volta consegnato all'Italia in forma di "raccomandazione". "Mentre vanno notati i recenti sforzi da parte dello Stato per migliorare la raccolta di dati sui reati commessi con movente razziale - si legge - il Comitato ribadisce le sue preoccupazioni riguardo alla mancanza di dati particolareggiati sulla composizione razziale e etnica della nazione. Tali dati sono un punto di partenza essenziale per una successiva disaggregazione di più dettagliati indicatori socio-economici per singolo gruppo sociale, che può rivelare fino a che punto sia differenziato il godimento dei diritti previsti dalla Convenzione per quegli individui protetti ai sensi dell'articolo 1 della stessa Convenzione".Il Comitato Onu sottolinea poi che "tale disaggregazione dei dati statistici è indispensabile per definire una base empirica su cui individuare particolari gruppi soggetti a discriminazione per razza, colore, provenienza o origine etnica o nazionale, per adottare le opportune misure - anche speciali - per correggere situazioni diseguaglianza, e per valutare l'impatto delle misure adottate". L'Associazione 21 Luglio, che tutela i nomadi, nel suo rapporto ha richiamato espressamente le conclusioni del Comitato Onu. "Già nel dicembre 2016 - si legge - il Comitato sull'Eliminazione della Discriminazione Razziale dell'Onu aveva espresso la sua preoccupazione riguardo all'assenza di un sistema per la raccolta di questa tipologia di informazioni" sulla popolazione rom in Italia. "Nell'agosto 2017 la Commissione Ue ha sottolineato la persistente mancanza di dati, indicatori e meccanismi di monitoraggio efficaci nell'indagare l'impatto sulle azioni a contrasto della discriminazione". Insomma, al netto delle tempeste mediatiche, il concetto è chiaro: il censimento e la conoscenza delle condizioni di vita dei nomadi sono fondamentali per aiutarne l'integrazione.I rom e i sinti che vivono nel nostro Paese sono circa 180mila. Peraltro soltanto il 3% è effettivamente nomade. Circa 26mila vivono in emergenza abitativa in baraccopoli formali (insediamenti gestiti dalle amministrazioni locali) e informali (campi abusivi). Circa il 43% ha la cittadinanza italiana. Nelle baraccopoli informali e nei micro insediamenti vivono nell'86% dei casi cittadini di origine romena.
Mondiali 2018: Argentina choc, Sampaoli ammette: «È colpa mia»
Sport
Oggi 22-06-18, 08:29

Mondiali 2018: Argentina choc, Sampaoli ammette: «È colpa mia»

Il c.t. dell’Albiceleste: «Non è da uomini prendersela con Caballero. Chiedo scusa a tutti». Qualificazione appesa a un filo: fondamentale il risultato di Nigeria-Islanda
Migranti nei lager. Sgominata la banda dell'accoglienza
ALTRO
Oggi 22-06-18, 08:28

Migranti nei lager. Sgominata la banda dell'accoglienza

Ci sono i migranti, vittime due volte, e chi lucrava su di loro incassando fiumi di denaro per occuparsene e che invece gli riservava un trattamento disumano, costringendoli a vivere ammassati in veri e propri tuguri senza riscaldamento, talvolta senza acqua ed elettricità, senza materassi e coperte, senza vestiti di ricambio né pocket money.Era un sistema criminale che lucrava sull'accoglienza quello scoperchiato dalla Procura di Benevento e che ha portato all'arresto di cinque persone, tra cui un funzionario pubblico, un impiegato del ministero della Giustizia e un appartenente alle forze dell'ordine, accusati a vario titolo di truffa ai danni dello Stato per il conseguimento di erogazioni pubbliche, frode in pubbliche forniture, corruzione e rivelazione di segreto d'ufficio. Ci sono anche 36 indagati. Tutto ruotava intorno a Paolo Di Donato, il "re dei rifugiati", che intercettato ammette di guadagnare anche 50mila euro al giorno sulla testa dei migranti. Amministrando il consorzio Maleventum che gestisce tredici centri di accoglienza arrivando ad ospitare anche mille immigrati ha costruito un impero. Quando ha cominciato a sentire il fiato degli investigatori sul collo, visto che c'era un carabiniere infedele che gli spifferava le notizie coperte da segreto, per evitare conseguenze giudiziarie ha rinunciato alle cariche operative rimanendo un semplice consulente, ma nonostante questo la Procura è riuscita ad ottenere dal gip la misura cautelare e adesso è ai domiciliari. Stessa misura per Giuseppe Pavone, dipendente del ministero della Giustizia, per il funzionario della prefettura Felice Panzone, poi trasferito, per il carabiniere Salvatore Ruta e per uno dei gestori dei centri, Angelo Collarile.L'indagine va avanti dal novembre 2015, quando un esposto aveva denunciato una serie di irregolarità. È emerso un vero e proprio business sulle assegnazioni pilotate dei migranti, sul sovraffollamento dei centri, sulla falsa attestazione di presenze degli ospiti. Tutto grazie alla compiacenza del funzionario della prefettura che consentiva a Di Donato di ottenere l'assegnazione di un numero di immigrati ben oltre le capacità dei suoi centri. I fondi lievitavano ulteriormente grazie a qualche trucchetto, come quello di non denunciare l'allontanamento degli ospiti, che continuavano ad essere censiti attraverso firme false apposte palesemente con la stessa grafia o gonfiando il registro delle presenze. Errori talmente evidenti da convincere gli investigatori che dovesse esserci un nesso tra controllore e controllato. Grazie alla dritta di Panzone, che dalla prefettura avverte i gestori ("Passate la cera"), nel gennaio 2016 i centri-lager riescono a passare indenni anche un'ispezione Onu dell'alto commissariato per i rifugiati. I tuguri vengono sistemati, vengono preparati pasti decenti, forniti abiti puliti ai migranti, ai quali viene consentito di lavarsi e di non farsi trovare ammassati. Ma qualcuno è meno scaltro e lascia tracce che si riveleranno utili all'inchiesta.La Procura aveva chiesto il sequestro delle strutture, il gip ha detto no. Le indagini hanno portato alla luce situazioni ai limiti della decenza. I migranti venivano ammassati anche in dieci in stanze che potevano ospitarne al massimo quattro, con servizi igienici assolutamente insufficienti e condizioni sanitarie ben al di sotto degli standard richiesti. Ma ottenere l'autorizzazione della prefettura di Benevento non era un problema, sempre grazie alla compiacenza di Panzone.
Le gemelle in strada per l’esperimento sociale, una è nuda e l’altra no. Indovinate quale
ALTRO
Oggi 22-06-18, 08:26

Le gemelle in strada per l’esperimento sociale, una è nuda e l’altra no. Indovinate quale

La bodypainter di Baltimora Jen Seidel insieme alla figlia ha ideato un curioso esperimento sociale con la complicità delle sorelle gemelle Hannah e Leah Stacey. Ad Hannah viene dipinto lo stesso completo della sorella gemella: jeans scoloriti e strappati e maglietta in pizzo. Passeggiando per le strade di Hollywood le due ragazze lasceranno a bocca aperta
Alessandro Di Battista prepara il golpe nel M5s: "Luigi Di Maio un leone. Eppure..."
ALTRO
Oggi 22-06-18, 08:25

Alessandro Di Battista prepara il golpe nel M5s: "Luigi Di Maio un leone. Eppure..."

Dagli Stati Uniti, ahinoi e ahi per Luigi Di Maio, continua a tromboneggiare Alessandro Di Battista. Già, l'aspirazione alla leadership del M5s è fortissima. Dunque, ogni giorno è buono per cannoneggiare. Anche contro il capo politico grillino, Di Maio appunto, finito sul banco degli imputati poiché
Grecia, finita l'era della Troika: c'è l'accordo sui debiti
ALTRO
Oggi 22-06-18, 08:20

Grecia, finita l'era della Troika: c'è l'accordo sui debiti

Dopo otto anni, finisce l'era della Troika che ha commissariato la Grecia. È stato trovato nella notte infatti l'accordo all'Eurogruppo dopo ore di discussione.Tra le misure chiave anche l'estensione delle scadenze dei rimborsi di dieci anni su 97 miliardi di prestiti relativi al secondo intervento di salvataggio. Inoltre Atene ha ottenuto un nuovo prestito di 15 miliardi per fronteggiare eventuali problemi di liquidità sui mercati. Infine i creditori verseranno 600 milioni ogni sei mesi fino al 2022: si tratta di un incentivo per mantenere l'attuale percorso di riforme economiche."Il problema del debito ellenico adesso è alle spalle", ha dichiarato il ministro francese Bruno Le Maire. E il commissario agli affari economici Pierre Moscovici ha aggiunto: "Momento storico, la crisi finisce questa notte". Ma la supervisione dei creditori non finisce qui, anche se la Grecia potrà dal 20 agosto prossimo tornare a finanziarsi sui mercati.Nel dettaglio le misure definite dall'Eurogruppo sono tre. La prima è l'abolizione del margine del tasso di interesse relativo alla restituzione della tranche del secondo programma di salvataggio fino al 2018 (per l'esattezza si tratta di 96,9 miliardi di euro). La seconda misura è l'uso dei profitti del 2014 realizzati dall'Esm e dei trasferimenti di quelli derivanti dai titoli detenuti dalle banche centrali nazionali e dalla Bce: saranno trasferiti alla Grecia ogni sei mesi a dicembre e giugno fino al 2022 per essere usati per ridurre le necessità finanziarie lorde o finanziare altri investimenti concordati. Queste due misure, ha indicato l'Eurogruppo, "sono condizionate al rispetto degli impegni di policy e al monitoraggio". Infine l'ulteriore dilazione degli interessi dovuti all'Efsf, l'ammortamento di dieci anni e un'estensione della scadenza media ponderata massima di 10 anni.L'analisi della sostenibilità del debito da parte delle istituzioni europee sarà rifatta nel 2022, quando verranno valutate eventuali altre misure per assicurare il rispetto dei target del debito (attualmente al 178% del pil). I bisogni finanziari della Grecia devono restare soto il 15% del pil nel medio termine e sotto il 20% del pil successivamente assicurando che il debito resti in un percorso di riduzione "sostenuta". In ogni caso, resta sempre possibile un intervento di emergenza, come concordato un anno fa.
Airbus minaccia: "Via dalla Gran Bretagna senza accordo su Brexit"
primo piano
Oggi 22-06-18, 08:20

Airbus minaccia: "Via dalla Gran Bretagna senza accordo su Brexit"

La Airbus minaccia di abbandonare il Regno Unito, con la perdita di migliaia di posti di lavoro, se il Paese uscirà dall'Ue senza un accordo. Il colosso aerospaziale europeo, che dà lavoro a 14mila britannici, ha pubblicato una "valutazione del rischio" sul suo sito in cui scrive che è pronto a "riesaminare i propri investimenti nel Regno, e la sua presenza di lungo periodo nel Paese".
Spread Btp-Bund apre a 236,8 punti
Economia
Oggi 22-06-18, 08:17

Spread Btp-Bund apre a 236,8 punti

Rendimento decennale a 2,69%