HuffPost

HuffPost (noto fino al 2016 come The Huffington Post) è un blog e aggregatore statunitense fondato nel 2005 ed in breve tempo diventato uno dei siti più seguiti del mondo. L'edizione italiana di The Huffington Post ha debuttato il 25 settembre 2012, realizzata in collaborazione tra l'Huffington Post Mediagroup e il Gruppo Editoriale L'Espresso. Dal maggio 2017 anche l'edizione italiana ha modificato la testata in HuffPost, la stessa dell'edizione statunitense.
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È morto Bo, il cane di Obama, "vero amico e compagno fedele"
Estero
Ieri 08-05-21, 23:31

È morto Bo, il cane di Obama, "vero amico e compagno fedele"

Barack Obama ha annunciato su Twitter la morte del cane Bo, uno dei suoi due portoghesi d’acqua, scrivendo che la famiglia “ha perso un vero amico e un compagno fedele”.“Per oltre un decennio Bo è stata una presenza costante e gentile nelle nostre vite, felice di vederci nei nostri giorni buoni, nei nostri giorni cattivi e in tutti gli altri giorni”, afferma postando una foto di sé mentre corre alla Casa Bianca con il quadrupede accanto. “Ha sopportato tutto il trambusto che comporta stare alla Casa Bianca, aveva un gran latrato ma non mordeva, amava saltare in piscina d’estate, era imperturbabile con i bambini, viveva per gli avanzi intorno al tavolo da pranzo e aveva un pelo fantastico”, ricorda. “Era esattamente quello di cui avevamo bisogno ed è stato più di quello che ci aspettavamo, ci mancherà moltissimo”, conclude.Bo era entrato nella famiglia Obama alla Casa Bianca nell’aprile del 2009, poco dopo l’inizio del primo mandato. Durante la campagna elettorale, il candidato dem aveva promesso alle figlie Sasha e Maila che avrebbero preso un cane dopo il voto, a prescindere dall’esito. Nel 2013 gli Obama accolsero un altro portoghese d’acqua, Sunny.Poi i Trump interruppero la lunga tradizione del first dog alla Casa Bianca. Ora il testimone di Bo e Sunny è stato preso da Major e Champ, i due pastori tedeschi dei Biden, che hanno annunciato anche l’arrivo di un gatto a breve.Today our family lost a true friend and loyal companion. For more than a decade, Bo was a constant, gentle presence in our lives—happy to see us on our good days, our bad days, and everyday in between. pic.twitter.com/qKMNojiu9V— Barack Obama (@BarackObama) May 8, 2021
Bbc: Khan sindaco Londra ma solo a ballottaggio
Estero
Ieri 08-05-21, 23:25

Bbc: Khan sindaco Londra ma solo a ballottaggio

Rielezione confermata, secondo le attese, per il sindaco laburista di Londra, Sadiq Khan, secondo le proiezioni della Bbc basate su uno scrutinio ormai quasi completato. Il primo cittadino, figlio d’immigrati pachistani, non è tuttavia passato al primo turno come alcuni sondaggi prevedevano, con un arretramento dei consensi rispetto al 2015 esteso anche al suo partito che nell’assemblea della capitale ha perso un seggio mentre Conservatori, Verdi e Liberaldemocratici ne hanno guadagnato uno. Il Labour resta nella bufera, con il leader Keir Starmer sotto tiro dopo aver scaricato la sua vice Angela Rayner.Per farcela Sadiq Khan ha avuto bisogno del ballottaggio immediato contro il Tory di origine caraibica Shaun Bailey, andato meglio delle previsioni, dopo il testa a testa sulle prime preferenze, riuscendo alla fine a prevalere con buon margine solo con il sistema britannico dello spoglio delle seconde preferenze degli elettori dei candidati eliminati al primo conteggio.La sua rielezione a sindaco della capitale non cancella comunque il risultato complessivamente disastroso del Labour nella tornata a vasto raggio del voto di giovedì, in particolare in Inghilterra, di fronte ai Tories del premier Boris Johnson;né le polemiche riesplose fra le correnti interne al maggior partito d’opposizione, rinfocolate stasera dalla decisione del leader moderato Keir Starmer di silurare dalla carica di presidente del comitato organizzatore e coordinatrice delle campagne elettorali la vice leader Angela Rayner.Una scelta contestata dalla sinistra interna come “un vile” tentativo di fare di Rayner - che peraltro resta vice leader in quanto eletta a questa carica dalla base e membro del gabinetto ombra - “il capro espiatorio” di una disfatta di cui alla viglia aveva promesso di essere pronto ad assumere invece in prima persona “la piena responsabilità”.
Razzo cinese in caduta: probabile rientro tra le 2 e le 4 su Nord Atlantico
Ieri 08-05-21, 23:17

Razzo cinese in caduta: probabile rientro tra le 2 e le 4 su Nord Atlantico

E’ previsto al momento sul Nord Atlantico il rientro del secondo stadio del razzo cinese Lunga Marcia 5B. Lo indica il sito Space-Track, sulla base dei dati del Comando di Difesa Aerospaziale del Nord-America (Norad).L’incertezza è ridotta attualmente a un’ora e di conseguenza la finestra temporale entro la quale potrebbe venire il rientro si è ridotta attualmente di due ore, dalle 3,04 alle 5,04 italiane; l’area su cui potrebbe avvenire il rientro è compresa fra 41,6 gradi di latitudine e 350,7 gradi di longitudine e corrisponde al Nord Atlantico.
Vince la secessione in Scozia, "ora il referendum"
Estero
Ieri 08-05-21, 20:58

Vince la secessione in Scozia, "ora il referendum"

Vittoria netta in Inghilterra, arrocco riuscito in Scozia e Galles. Boris Johnson porta a casa il migliore dei risultati possibili o quasi per il suo Partito Conservatore nella più vasta tornata elettorale locale mai convocata in Gran Bretagna, la prima dopo la definitiva entrata in vigore della Brexit e dopo il tragico terremoto della pandemia da Covid. Ma lo scontro su un secondo referendum scozzese non è affatto chiuso.Archiviati i primi risultati più che positivi di ieri per la parrocchia Tory, la giornata di oggi ha suggellato l’esito della partita sul cruciale responso scozzese: con il sonante quarto trionfo consecutivo incamerato dai veri avversari del momento, gli indipendentisti dello Scottish National Party (Snp) di Nicola Sturgeon, ma senza la simbolica bandiera di quell’inafferrabile maggioranza assoluta al Parlamento di Edimburgo cui la lady di ferro del nord anelava per dare maggior forza alla pretesa d’un referendum bis sulla secessione finora respinta categoricamente dal governo centrale di Londra. Non che il braccio di ferro sia da considerare concluso, vista l’avanzata comunque impressionante dell’Snp al di là del Vallo di Adriano destinata a lasciare saldamente in mano a Sturgeon le redini del governo locale della nazione con i colori della Croce di Sant’Andrea: se non altro grazie all’alleanza con i Verdi scozzesi, pure da tempo favorevoli a una rivincita referendaria.Ma certo per Johnson c’è da tirare ben più che un sospiro di sollievo a dispetto di mesi di polemiche e di sospetti scandali alimentati dagli avversari esterni e interni. In un quadro nel quale il suo partito si rafforza ulteriormente nell’Inghilterra profonda, territorio 10 volte più popoloso di qualunque altra terra del Regno, e non arretra da nessuna parte; mentre il Labour di Keir Starmer porta a casa nel complesso un bottino desolante, peggiore di quello raccolto 5 anni fa dal deprecato socialista “radicale” Jeremy Corbyn.In Scozia - dove come in Galles hanno votato pure i 16enni - l’esito delle urne, arrivato a rilento a 48 ore dalla chiusura delle urne a causa delle precauzioni Covid e anticipato dalle proiezioni della Bbc, vede l’Snp aggiudicarsi 63 seggi come nel 2016: due in meno dell’agognato 50% più uno. Anche per colpa di un sistema elettorale corretto dal recupero del voto di lista dopo che nei collegi elettorali i secessionisti avevano fatto quasi filotto. E se Sturgeon esulta nella convinzione di disporre “senza alcun dubbio di una maggioranza pro indipendenza” a Edimburgo (vista l’impennata degli alleati Verdi locali a 9 seggi), invocando a questo punto il via libera al referendum come un obbligo democratico, il suo trionfo non è totale. Tanto più che i Conservatori scozzesi si confermano secondo partito con 31 deputati, difendendo lo storico sorpasso di 5 anni fa su un Labour che cala ancora da 24 a 22 seggi.Ad incoraggiare BoJo a tenere il punto sul no a un secondo referendum, dopo quello perduto dagli indipendentisti nel 2014, pesa del resto non solo la consapevolezza della leva costituzionale a sua disposizione - a dispetto dei richiami dell’Snp ad un ipotetico ricorso da ultima spiaggia alle corti di giustizia -, ma anche lo scenario politico complessivo del Regno. Dove il partito di governo incassa 250 seggi in più nei consigli locali inglesi, strappando diverse amministrazioni al Labour dopo aver espugnato per la prima volta da mezzo secolo l’unico collegio elettorale nazionale vacante della Camera dei Comuni, quello di Hartlepool. Mentre i laburisti di Starmer ne perdono 300 e iLiberaldemocratici europeisti indietreggiano ancor di più ai margini.Al Labour, intanto, più che rilanciare la sfida a Boris non resta che leccarsi di nuovo le ferite in un clima nel quale le faide interne fra correnti, fra sinistra militante e moderati di establishment, stanno già riesplodendo. Un clima alleggerito solo dal successo in Galles con i 30 seggi su 60 conquistati nel Parlamento di Cardiff (Senedd) che consentono al 66enne Mark Drakeford, uomo della sinistra interna più vicino a Corbyn che a Starmer, di restare first minister locale; o dalla scontata conferma al primo turno alla guida delle grandi aree urbane ‘rosse’ - Liverpool e Manchester in testa - di figure popolari come Steve Rotheram o Andy Burnham. Ma che persino a Londra non permette di festeggiare la prevista rielezione di Sadiq Khan, costretto a sorpresa al ballottaggio delle ‘seconde preferenze’ di fronte al bottino superiore a qualunque sondaggio della vigilia raccolto da Shaun Bailey: l’outsider messo in campo da BoJo, primo candidato nero Tory al timone della capitale.
Stop alla quarantena per i turisti Ue, parenti nelle Rsa. Il governo continua sulla strada delle riaperture
Politica
Ieri 08-05-21, 20:49

Stop alla quarantena per i turisti Ue, parenti nelle Rsa. Il governo continua sulla strada delle riaperture

Chi arriverà in Italia dagli altri Paesi Ue, dalla Gran Bretagna e da Israele non dovrà osservare i cinque giorni di quarantena. Da sabato prossimo, per entrare in Italia basterà infatti seguire le stesse regole che valgono per spostarsi verso regioni in zona arancione o rossa: ovvero il referto negativo del tampone o il certificato di vaccinazione al Covid. Reduce dal G7 di Londra e da diverse interlocuzioni con l’amministrazione Usa, Luigi Di Maio ha incontrato il ministro della Salute Roberto Speranza per imprimere una svolta significativa a favore del mondo del turismo che spera di poter tornare ad attirare i viaggiatori stranieri in estate.Da più parti al ministro degli Esteri sono arrivate richieste perché ci sarebbe un forte interesse per le mete italiane. Comunque dei paletti ci saranno. L’orientamento del governo italiano, come emerso dalla riunione fra i due ministri, è di riaprire a tutti i Paesi che abbiano raggiunto un livello alto di vaccinazione e si lavora alla definizione di un parametro.Ma il punto per l’esponente M5s, come per altri membri del governo, è allentare le misure restrittive. L’abolizione della quarantena è un primo importante passo in avanti, ora bisogna ragionare concretamente sul coprifuoco: “Entro metà giugno, meglio ancora i primi giugno, va abolito”. È il ragionamento che viene fatto nella compagine di governo mentre Matteo Salvini continua a spingere sull’acceleratore.Inoltre l’industria turistica attende novità sul fronte del certificato europeo, sollecitate anche dal premier Mario Draghi, essenziale per avere clienti anche dagli altri continenti. Dopo il discorso con cui martedì Draghi preannunciava per la seconda metà di maggio l’apertura ai turisti europei, è arrivata una prima ondata di prenotazioni da Paesi come Olanda, Portogallo e Germania, come testimoniano ad esempio alcuni tour operator romani. Ma sono russi, americani e cinesi i turisti che in genere spendono di più in Italia, e quindi genera ottimismo anche la dichiarazione di Speranza e Di Maio sul potenziamento dei voli Covid free da Oltreoceano, nonché l’intenzione di eliminare la quarantena anche per chi proviene dagli Usa, applicando sempre lo stesso criterio (tampone, vaccino o Covid), entro la metà di giugno. In pratica si ha un mese di tempo, nella speranza che i contagi continuino a diminuire e che i vaccinati siano sempre di più, per far ripartire il turismo, e quindi l’economia, in Italia.Ma per il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca “è un passo indietro e un segnale di grossa confusione. Ci sembra assurdo che Speranza e Di Maio pochi giorni dopo l’annuncio di Draghi e Garavaglia che il pass nazionale dal 15 maggio avrebbe anticipato quello Ue e sarebbe stato valido per tutti gli stranieri dicano una cosa diversa...”.Per ora insomma ogni Paese si muove in autonomia, in attesa del certificato digitale Ue per i viaggi, ma questo sistema dovrebbe essere operativo a giugno, come ha detto la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen, prima serve l’accordo fra Consiglio e Parlamento Ue.L’altra novità riguarda le Rsa. I familiari degli ospiti potranno entrare se saranno rispettate le indicazioni delle Regioni che tra l’altro prevedono il green pass per i visitatori e cioè la vaccinazione, un tampone nelle 48 ore precedenti o la presenza degli anticorpi da malattia.
A Porto l'Ue respinge coi fatti l'idea di Biden: nuovo contratto con Pfizer
Politica
Ieri 08-05-21, 20:07

A Porto l'Ue respinge coi fatti l'idea di Biden: nuovo contratto con Pfizer

Dopo un’altalena di posizionamenti durata tre giorni, l’Ue impacchetta l’idea di Joe Biden di liberalizzare temporaneamente i brevetti sui vaccini anti-covid e la rispedisce a Washington. E per tutta risposta annuncia la firma del nuovo contratto con Pfizer/Biontech per la fornitura di un totale di un miliardo e 800 milioni di dosi. Come dire: i rapporti con le Big Pharma, colpite ma non affondate dal presidente Usa, vanno a gonfie vele. Pur partecipando ai lavori del summit in videoconferenza da Berlino, la cancelliera Angela Merkel riesce riacciuffare tutti i leader che erano accorsi alla corte del capo della Casa Bianca dichiarandosi favorevoli alla revoca della proprietà intellettuale. Persino Emmanuel Macron, costretto a fare le giravolte. Mario Draghi si ritrova a mediare tra il muro tedesco e l’iniziale sì senza condizioni del francese.Di fatto, la due giorni di Porto, primo summit in presenza da sette mesi tranne che per Merkel, riunione convocata su pandemia e questioni sociali ma sconvolta dalla bomba sganciata da Biden, lascia tramontare la proposta Usa. Per lo meno, in attesa di ulteriori chiarimenti da parte americana. “La posizione di Biden deve ancora essere capita - dice Draghi in conferenza stampa - ma viene da una constatazione: ci sono milioni di persone che non hanno accesso ai vaccini o per mancanza di vaccini o per mancanza di denaro per acquistarli, persone che stanno morendo. E ci sono case farmaceutiche che hanno avuto sovvenzioni governative imponenti. Quindi ci si aspetta qualcosa in cambio da queste aziende. Peraltro - continua il premier - la liberalizzazione temporanea e circoscritta dei brevetti non dovrebbe costituire un disincentivo alla ricerca di altri vaccini…”.Fin qui la parte pro-Biden. Ma, avverte Draghi, “la questione è più complessa. Perché la liberalizzazione dei brevetti non garantisce la produzione dei vaccini, che richiede tecnologia, organizzazione, specializzazione e poi deve essere sicura: la liberalizzazione dei brevetti non garantisce la sicurezza”. Dunque, “prima di arrivarci bisognerebbe fare cose più semplici, come rimuovere il blocco alle esportazioni che gli Stati Uniti e la Gran Bretagna continuano a mantenere. Oggi il 50 per cento della produzione europea di vaccini va a mercati di paesi che bloccano le esportazioni”.È su queste considerazioni che si ritrova l’unità europea, dopo il ping pong dei giorni scorsi, tra il muro alzato da Merkel insieme a Big Pharma e le aperture di Macron. Il presidente francese finisce quasi deriso in conferenza stampa, quando risponde “sei divertente” a un giornalista che gli chiede conto del suo repentino cambio di posizione e peggio quando gli ribatte: “Non posso occuparmi dei tuoi complessi”. Segnali di difficoltà, di un presidente in ansia per i sondaggi in vista delle presidenziali dell’anno prossimo. Ad ogni modo, ora per Macron la liberalizzazione dei brevetti è questione secondaria rispetto alla priorità: “Gli Usa tolgano le restrizioni alle esportazioni dei vaccini e delle componenti”.“Non credo che la liberalizzazione dei brevetti sia la soluzione per mettere i vaccini a disposizione di più persone”, ribadisce e conclude la cancelliera. Chiuso per ora il dibattito, resta la geopolitica. Anche se Draghi precisa che per lui quella di Biden “non è una mossa tattica per battere la politica dei vaccini di Russia e Cina”, in quanto finora “la Russia ha annunciato la produzione di 750 milioni di dosi, ma ne ha consegnate solo 6 milioni, mentre la Cina ha parlato di 700 milioni, ma ne ha consegnate 40 milioni”. Per cui, continua Draghi, “Mosca e Pechino non sono avversari tali da impensierire gli Usa su questo piano”.Sarà, ma lo sono per altri versi. Intanto oggi a Porto l’Ue compie un passo verso la ripresa delle trattative commerciali con l’India, ospitando il vertice in videoconferenza con il premier Modi e rispondendo dunque alla chiamata di Biden per sfilare Nuova Delhi dall’influenza cinese. Merkel avrà pure vinto un round sui brevetti, ma il suo ciclo politico durato 16 anni è finito. E può darsi che - stando a sondaggi attuali - le elezioni di settembre in Germania non lascino la cancelleria nelle mani dell’alleanza Cdu-Csu. “Modi ha detto che le relazioni di pace ai confini con la Cina sono essenziali per l’India”, smorza Draghi.Con l’avvento di Biden, tutto sta mutando in maniera soft. O lenta, come spesso dettano i tempi delle scelte europee. Magari anche per questo l’irruenza americana sui brevetti non ha funzionato. E invece però ora gli Stati hanno una certa urgenza di trovare un accordo con Commissione e Parlamento sul certificato verde per viaggiare: a Porto scatta un certo allarme sui tempi stretti per la trattativa.“Entro maggio ci sarà l’accordo politico”, confida Ursula von der Leyen. Ma i problemi sul tavolo sono tanti, a cominciare dal fatto che l’Austria sta tentando accordi bilaterali con la Slovacchia, cosa che innervosisce gli altri partner europei. E poi l’Europarlamento vorrebbe che non venissero introdotte misure aggiuntive come quarantene o test d’ingresso per i turisti, che i tamponi siano gratuiti. “Chiediamo che la Commissione e il Parlamento procedano con la massima rapidità per avere un modello europeo di certificato - esorta Draghi - se ciascun paese attua misure diverse per il turismo, ci sarà confusione”. Il pericolo c’è, l’intenzione è di mettere a punto il certificato entro giugno.I rapporti con oltreoceano, i riposizionamenti geopolitici possono seguire un ritmo lento. La stagione turistica, dopo un anno di crisi da covid, non aspetta. Il verso stridulo e continuo di un pavone, appollaiato sul tetto della sala della conferenza stampa di Draghi, magari è un avvertimento.
Baudo: "Se avessi condotto io Concertone, avrei spento telecamere su discorso Fedez"
Ieri 08-05-21, 20:04

Baudo: "Se avessi condotto io Concertone, avrei spento telecamere su discorso Fedez"

“Se avessi condotto io il Concertone del Primo Maggio avrei spento le telecamere a Fedez durante il suo discorso. Per querelarlo è troppo tardi, equivarrebbe solo fargli il doppio della pubblicità”. CosìPippo Baudo che all’Adnkronos ha spiegato: “Fedez ha esagerato. Poteva fare spettacolo, mentre fa ogni cosa per essere protagonista. E ha sbagliato a fare quel discorso in una sede che non era sua. L’errore che ha commesso la Rai è stato quello di non dire semplicemente che quel palcoscenico era il suo e a lei competeva l’autorizzazione. Chiedere il testo dell’intervento di Fedez è stato senza dubbio corretto. Se tu vieni a casa mia e io ti ricevo nel mio salotto, io voglio sapere cosa ci vieni a fare. E poi gli argomenti che Fedez ha toccato sono complicati e non si può utilizzare il mezzo pubblico in maniera così indiscriminata. Bisogna stare attenti perché si ripercuote sulla società in modo divisivo”.
Protezione Civile: razzo cinese cadrà tra l'1 e le 7, Italia "remota ipotesi"
Cronaca
Ieri 08-05-21, 19:58

Protezione Civile: razzo cinese cadrà tra l'1 e le 7, Italia "remota ipotesi"

Si è ridotta - indica la Protezione civile - la finestra di incertezza relativa al rientro incontrollato in atmosfera del lanciatore spaziale cinese “Lunga marcia 5B” previsto per questa notte. Al momento, le tre traiettorie che potrebbero interessare alcuni settori di nove regioni centro-meridionali italiane si collocano tra l′1:00 di notte e le 7:30 del mattino. “Resta remota”, spiega il Dipartimento, la probabilità che uno o più frammenti possano cadere sul nostro territorio. Tuttavia il tavolo tecnico continuerà a seguire l’evolversi della situazione attraverso i dati disponibili fino all’avvenuto impatto al suolo.Il punto è stato fatto sulla base degli ultimi dati forniti dalla Agenzia Spaziale Italiana (Asi) durante il nuovo incontro del tavolo tecnico che si è aggiornato nel pomeriggio di oggi presso la sede del Dipartimento della Protezione Civile. Al tavolo hanno partecipato anche rappresentanti delle Regioni potenzialmente interessate, per la condivisione di analisi e aggiornamenti sull’evoluzione delle operazioni con i territori e con le strutture operative del Servizio nazionale della protezione civile.
Ddl Zan, oltre 8mila in piazza a Milano: "Votatelo, il tempo è scaduto"
Cronaca
Ieri 08-05-21, 19:07

Ddl Zan, oltre 8mila in piazza a Milano: "Votatelo, il tempo è scaduto"

“Votate la legge Zan, il tempo è scaduto”. Una piazza con oltre 8 mila persone, secondo la stima degli organizzatori, ha chiesto a Milano l’approvazione del ddl contro l’omotransfobia. All’appuntamento all’All’Arco della Pace – organizzato dai Sentinelli di Milano – hanno aderito in tanti: persone comuni, gente dello spettacolo, transgender e politici, tra cui la cinque stelle Alessandra Maiorino e il forzista Elio Vito, che si è dissociato dalle scelte del suo partito. E ancora, i Pd Emanuele Fiano, Simona Malpezzi e Pierfrancesco Majorino. Hanno portato la loro testimonianza anche Paola Turci, Lella Costa e Malika, la ragazza cacciata da casa perché lesbica.Dalle 15 alle 18, sul palco è stato un ricco accavallarsi di voci. “Siamo qui perché non c’è più tempo, i numeri al Senato ci sono. Si voti”, hanno dichiarato Luca Paladini, portavoce dei Sentinelli, e il ‘padre’ della legge, il deputato del Pd Alessandro Zan.Per Zan, la grande adesione alla piazza milanese ”è un successo per la democrazia e dimostra che l’Italia è un paese civile e la stragrande maggioranza delle persone vuole una legge che tuteli le persone più vulnerabili”.Anche il sindaco Giuseppe Sala, che non ha partecipato per la concomitanza con la festa dell’Inter da tenere sotto osservazione, ha parlato di una “battaglia di civiltà e progresso” nel messaggio inviato alla piazza.Tutti gli interventi sono concordi nel criticare la controproposta della legge del centrodestra. Tra questi, anche lo stesso deputato di Forza Italia Elio Vito, che invita il suo partito a votare per il ddl Zan. “Dividersi su questa legge mi pare francamente stupido - ha detto Vito - La mia presenza qui ha fatto scandalo e mi sorprende, ho votato a favore alla Camera e credo che Forza Italia debba votare a favore. Non capisco perché il Centrodestra voglia fare una polemica su questa legge”. “Sono sorpreso soprattutto - ha sottolineato - che il Parlamento stia perdendo tanto tempo per approvare una legge giusta, scontata che dovrebbe essere votata all’unanimità”. Per Vito “la bandiera di Forza Italia si intona bene con i colori della bandiera arcobaleno”.La pensa così anche Francesca Pascale, l’ex compagna di Silvio Berlusconi che non si spiega il comportamento degli azzurri. “Sono delusa - dice - da alcuni esponenti di Forza Italia che tendono ad abbracciare un’area sovranista più che essere fermi nell’area liberale in cui forza Italia è nata”. “Non posso più votare per Forza Italia - ha aggiunto - finché continua a strizzare l’occhio a Salvini piuttosto che guardare al faro della libertà”. “Non mi sento più di appartenere a un partito che è più sovranista che liberale”. Quanto a Silvio Berlusconi, “posso solo confermare che non è un omofobo, non è un razzista, per questo sono sorpresa, capisco il dibattito politico ma non votare una legge che non fa male a nessuno non ci vedo nessuna logica”.
"Referendum con Salvini perché di lui ci si può fidare"
Politica
Ieri 08-05-21, 18:57

"Referendum con Salvini perché di lui ci si può fidare"

(di Maurizio Turco, segretario del Partito Radicale)È dal congresso del novembre 2019 che avevamo posto l’accento sulla necessità e l’urgenza di mettere al centro dell’iniziativa del Partito la questione giustizia rilevando come, ancora una volta, il Parlamento non avrebbe voluto, saputo affrontarla. Nel frattempo era emersa una nuova emergenza: il taglio del numero dei parlamentari, che ci ha visto impegnati fino alla fine del settembre del 2020. Ad ottobre scoppia il caso Palamara che svela con ancor più dovizia di particolari la degenerazione della giustizia. A quel punto diventa impellente escogitare come convocare i referendum.Il 1° febbraio Irene Testa, la tesoriera del partito, riesce a procurarsi il numero di Matteo Salvini e gli chiede un incontro. Lo vediamo il giorno dopo. Ci sediamo e ci dice ‘ditemi’, gli rispondiamo ‘ordine del giorno: referendum giustizia’, ci risponde immediatamente ‘d’accordissimo’.A chi ancora oggi dice che abbiamo lavorato in segreto, vorrei ricordare che da diverse domeniche, da Radio Radicale, dove la domenica ho una conversazione fissa con Enrico Salvatori, annuncio che c’è una interlocuzione con Salvini e la Lega finalizzata alla convocazione dei referendum. Non solo, il 20 e 21 marzo si tiene una assemblea degli iscritti al partito trasmessa in diretta da Radio Radicale e l’unico che coglie la notizia è Silvio Buzzanca che pubblica un articolo sul sito di Repubblica “Giustizia, Partito Radicale e Lega studiano una campagna referendaria.“E finisce lì, come tutte le notizie, le attività, le comunicazioni che riguardano il Partito Radicale dal 2016 sono censurate. Solo quando Matteo Salvini dà la notizia ci si accorge che il Partito Radicale, che pensavano di aver sepolto per sempre… è ancora vivo.Appena preso atto che ci sarà una campagna referendaria sui temi della giustizia si è passati alla seconda fase, quella di rappresentare la campagna come una mina lanciata contro il governo Draghi e soprattutto contro la ministra Cartabia. C’è da dire che il giorno prima che Matteo Salvini annunciasse il comune impegno referendario, con Irene Testa abbiamo incontrato la ministra alla quale abbiamo manifestato tutta la nostra stima e fiducia. Che abbiamo continuato a ripetere anche nei giorni successivi. Va sottolineato che questa nostra posizione è stata espressa anche da Salvini, senza che avessimo bisogno di concordare alcunché.Adesso siamo passati alla terza fase. Proprio coloro che in questi anni ci hanno ignorato oggi si mostrano preoccupati da un eventuale voltafaccia che potrebbe “distruggerci”. Per il momento se c’è qualcuno che ci ha riconosciuti politicamente e trattati da pari è stato proprio Matteo Salvini. Noi crediamo nella parola data, e posso aggiungere che oggi io credo nella parola data da Salvini. Anch’io fino al 2 febbraio conoscevo di Matteo Salvini la rappresentazione denigratoria della persona che ne veniva fatta. Oggi dico che di Matteo Salvini e della sua parola mi fido.Da oggi si parla che la riforma della giustizia la potrebbe fare la ministra Cartabia. Se dipendesse solo da lei sono certo della qualità del lavoro che farebbe, purtroppo una eventuale riforma dipende dal Parlamento, dove sopravvive e serra i ranghi un intergruppo informale che vede nella commistione con la magistratura una scorciatoia per battere gli avversari politici.Questi referendum vogliono restituire dignità alle istituzioni Parlamento e magistratura, rafforzare il governo Draghi, sostenere la ministra Cartabia.
Renzi presenta denuncia su caso Report, possibile grave violazione riservatezza
Politica
Ieri 08-05-21, 18:55

Renzi presenta denuncia su caso Report, possibile grave violazione riservatezza

Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, e il suo avvocato Lorenzo Pellegrini, hanno consegnato oggi, a mezzogiorno, alla Digos di Firenze l’esposto-denuncia, annunciato due giorni fa dall’ufficio stampa di Renzi, sul colloquio da lui avuto con il dirigente del Dis Marco Mancini nell’autogrill di Fiano Romano il 23 dicembre 2020, episodio di cui ha dato conto la trasmissione Report.Nell’esposto - di cinque pagine - si ipotizza che lo stesso Renzi sia stato seguito e intercettato. La circostanza che la ripresa video sia stata girata fortuitamente da una professoressa di passaggio, in sosta nella stazione di servizio, la quale poi l’abbia inviata alla redazione di Report, è un racconto che per Renzi e il suo legale appare “alquanto contradditorio”, invece ”è possibile che Matteo Renzi sia stato seguito e/o che qualcuno abbia violato la Costituzione e la Legge intercettando e riprendendo in modo illegittimo un parlamentare”. Più che una ripresa fortuita, si legge, “una vicenda accuratamente orchestrata”.Nella denuncia Renzi si dice non convinto che sia stato possibile captare parole sue e di Mancini a distanza solo con un finestrino dell’auto, della professoressa, tenuto abbassato, anche perché il personale delle scorte di entrambi non avrebbero notato “alcun mezzo privato fermo per 40 minuti” nei pressi del colloquio. “Con quale mezzo”, riporta la denuncia, sarebbe stata ascoltata la conversazione? Per il leader di Iv le “circostanze potrebbero essere verificate agevolmente dall’autorità giudiziaria attraverso acquisizione ed analisi delle video riprese del 23 dicembre 2020 nell’autogrill” e pure “del video e delle foto girato dalla donna per capire se vi siano state manipolazioni o alterazioni che risultano possibili da una prima analisi superficiale”.“I mezzi con cui la captazione è avvenuta - ancora l’esposto - destano preoccupazione non solo per il senatore Matteo Renzi ma per un’attività illecita condotta ai danni di un membro del Parlamento e dunque in violazione della Costituzione”.
Draghi e il siparietto col pavone: "Sentiamo se dice qualcosa"
Estero
Ieri 08-05-21, 18:42

Draghi e il siparietto col pavone: "Sentiamo se dice qualcosa"

Il canto, sgraziato, dei pavoni costella i lavori del Consiglio europeo. Nel giardino del Crystal Palace, gli uccelli sono appollaiati sulle travi della struttura o vagano tra cespugli e prati. Un pennuto ha scelto di riposare all’ombra della struttura che ospita la conferenza stampa italiana.“Questo pavone ci accompagna da stamane”, commenta il premier Mario Draghi quando l’uccello interrompe le risposte ai giornalisti col suo urlo.Altro ‘canto’ a fine conferenza. Draghi sta per alzarsi e di nuovo l’urlo: “Sentiamo se il pavone dice qualcosa...”, commenta il premier.Eccolopic.twitter.com/ArMp4nNKXy— Marco Bresolin (@marcobreso) May 8, 2021
Assicura la compagna ma non sé stesso, precipita dal deltaplano e muore
Cronaca
Ieri 08-05-21, 18:41

Assicura la compagna ma non sé stesso, precipita dal deltaplano e muore

Dopo aver assicurato la compagna di volo, non ha provveduto a legare se stesso e, subito dopo il decollo, è rimasto appeso alla sbarra, cadendo nel vuoto dopo un’impennata del deltaplano biposto. E’ morto così - secondo una prima ricostruzione data dal Soccorso alpino -, precipitando per oltre 300 metri nel vuoto, un pilota di deltaplano. Non appena è avvenuto il decollo dalla pedana delta di Col del Puppolo a 850 metri di quota sul Monte Grappa (Vicenza), l’uomo slegato è rimasto agganciato alla forza delle bracci, finché non ce l’ha più fatta e ha mollato la presa sparendo nel bosco sottostante.Il deltaplano ha proseguito ancora senza comandi, per poi cadere tra gli alberi, lasciando sospesa nel vuoto, tra i rami di una pianta, la donna, fortunatamente senza conseguenze per lei.Scattato l’allarme l’elicottero di Treviso emergenza ha individuato la vela e ha sbarcato con un verricello di 30 metri medico, infermiere e tecnico di elisoccorso, per poi volare a imbarcare una squadra del Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa per avviare la ricerca del pilota. Il tecnico di elisoccorso è salito sull’albero e, dopo averla assicurata e liberata dai vincoli, ha calato a terra la donna, per affidarla ad un infermiere. I soccorritori, ai quali si sono poi unite altre squadre, sono partiti con la perlustrazione trovando il corpo senza vita dell’uomo, ai piedi di alcuni alberi.
Sfida al Vaticano, preti benediranno le coppie gay
Estero
Ieri 08-05-21, 18:26

Sfida al Vaticano, preti benediranno le coppie gay

Si preannuncia come uno dei più imponenti gesti di ‘disobbedienza’ da parte del clero contro il Vaticano. Lunedì 10 maggio in centinaia di parrocchie tedesche verranno benedette le coppie gay. Una manifestazione per protestare contro il recente provvedimento della Congregazione per la Dottrina della Fede, emanato con l’assenso esplicito di Papa Francesco, che vieta ai sacerdoti di benedire le coppie omosessuali. A sollevare dubbi e contrarietà al ‘responsum’ del Vaticano sono stati soprattutto prelati in Germania e in Belgio. Ma anche in Italia qualche parroco ha preso le distanze. E ora si attende l’evento di lunedì per ‘contare’ il dissenso interno alla stessa Chiesa su questo delicato tema.Il presidente della Conferenza episcopale tedesca, monsignor Georg Batzing, aveva avviato nella sua diocesi di Limburgo, ben prima della decisione del Vaticano di metà marzo, un processo per esplorare questa possibilità, quella appunto di benedire le coppie dello stesso sesso e lo aveva annunciato all’inizio del 2021 alla stampa tedesca.Ora, con la protesta che monta nella Chiesa del suo Paese, ha cercato di prendere le distanze: “Non considero iniziative pubbliche come quelle programmate per il 10 maggio un segno utile e una strada che porti lontano. Le celebrazioni di benedizione hanno la loro dignità teologica e il loro significato pastorale e non possono diventare strumenti di manifestazioni o azioni di protesta”, ha detto attraverso una nota ufficiale di qualche giorno fa. Ma nel merito il Presidente dei vescovi tedeschi resta dalla parte dei parroci dissidenti e qualcuno evoca già la parola ‘scisma’.La contrarietà alla indicazione del Vaticano spazia dagli ambienti pastorali delle parrocchie a quelli degli studiosi di teologia: sempre in Germania è infatti partita nelle scorse settimane una raccolta di firme ad un documento contrario al ‘responsum’ vaticano. L’iniziativa è dell’Università di Muenster e ha raccolto già centinaia di firme tra teologi e studiosi.Dal Vaticano è intervenuto il cardinale Kevin Farrell, Prefetto del Dicastero per i laici, la famiglia e la Vita, cercando di spiegare che il provvedimento non vuole essere una discriminazione nei confronti dei gay: “La Chiesa ha le braccia aperte per tutti, in qualunque situazione si trovino ma la benedizione - ha spiegato, ribadendo quanto aveva già sottolineato il card. Lusi Ladaria, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede - è un sacramentale ed è legato al sacramento del matrimonio”. Che per la Chiesa resta possibile solo tra un uomo e una donna. “Come Chiesa noi siamo aperti ad accompagnare tutte le coppie, anche quelle dello stesso sesso, i divorziati risposati. Nessuno è escluso dall’amore della Chiesa”, diceva Farrell introducendo nei giorni scorsi l’anno della Chiesa dedicato proprio alla “famiglia”. Parole ben lontane dal sentimento di alcuni. Il più duro è stato il vescovo di Anversa, in Belgio, mons. Johan Bonny.Parlando del ‘responsum’ sullo stop alla benedizione delle coppie gay è stato lapidario: “Provo vergogna per la mia Chiesa”.
Afghanistan, strage di studentesse a Kabul. Attacco contro una scuola femminile
Estero
Ieri 08-05-21, 18:09

Afghanistan, strage di studentesse a Kabul. Attacco contro una scuola femminile

Più esplosioni hanno preso di mira una scuola nella capitale afghana Kabul, in un attentato che è stato definito “un attacco al futuro dell’Afghanistan”, mirato a colpire quante più studentesse possibile. Almeno 30 le vittime accertate - 40 secondo la Reuters - a cui si aggiungono decine di feriti. La maggior parte sono giovani ragazze tra gli 11 e i 15 anni perché nell’istituto colpito – nella zona di Dasht-i Barchi – si studia in tre turni, il secondo dei quali è dedicato alle studentesse. Lo ha confermato a Reuters Najiba Arian, portavoce del ministero dell’Istruzione.Finora nessun gruppo ha rivendicato la responsabilità dell’attacco. Il portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid, ha negato il coinvolgimento del gruppo e ha condannato l’attacco. Le esplosioni sono avvenute nella parte occidentale di Kabul, un quartiere a forte maggioranza sciita che negli anni è stato spesso attaccato dai militanti dello Stato Islamico. Lo scorso anno l’Isis aveva rivendicato attacchi contro minoranze sciite nella stessa area, compresi due brutali attacchi a strutture educative in cui persero la vita circa 50 persone, la maggior parte studenti. Per quanto la presenza dell’Isis si sia ridotta nel Paese, negli ultimi tempi i jihadisti hanno intensificato i loro attacchi in particolare contro i musulmani sciiti e le lavoratrici. In precedenza il gruppo si era assunto la responsabilità dell’uccisione mirata di tre donne addette ai media nell’Afghanistan orientale.Le riprese del canale televisivo ToloNews hanno mostrato scene caotiche fuori dalla scuola, con libri e zaini sparsi sulle strade sporche di sangue e residenti che si affrettavano ad aiutare le vittime. Secondo i testimoni dell’emittente, un’autobomba sarebbe esplosa mentre le ragazze stavano lasciando la scuola. La detonazione è stata seguita da altre due esplosioni che potrebbero essere state causate da razzi.Sul luogo dell’attentato, scene di disperazione e rabbia hanno accompagnato l’arrivo delle ambulanze. In un vicino ospedale, i giornalisti dell’Associated Press hanno visto almeno 20 cadaveri allineati nei corridoi e nelle stanze, con dozzine di feriti e famiglie di vittime che premevano attraverso la struttura. Fuori dal Muhammad Ali Jinnah Hospital, decine di persone si sono messe in fila per donare il sangue, mentre i familiari controllavano le liste delle vittime affisse sui muri.Kabul è in massima allerta da quando Washington ha annunciato lo scorso mese i piani per ritirare tutte le truppe statunitensi entro l′11 settembre, con i funzionari afgani che affermano che i talebani hanno intensificato gli attacchi in tutto il Paese. Allo stesso tempo, crescono i timori per il rinvigorirsi di altri gruppi terroristici, a cominciare dallo Stato Islamico. L’attacco odierno arriva pochi giorni dopo che i restanti 2.500-3.500 soldati americani hanno ufficialmente iniziato a lasciare il Paese.“L’orrendo attacco nella zona di Dasht-i Barchi a Kabul è un atto terroristico spregevole. Mirare principalmente agli studenti di una scuola femminile lo rende un attacco al futuro dell’Afghanistan. Contro le nuove generazioni decise a migliorare il proprio Paese”, ha dichiarato su Twitter la missione dell’Unione europea in Afghanistan.Tra talebani e Isis, il futuro delle ragazze afghane rischia ora di tornare indietro nel tempo. Tra gli elementi positivi della missione americana e straniera, gli avanzamenti nell’accesso delle donne a istruzione e lavoro hanno rappresentato l’aspetto forse più tangibile. Nel corso degli ultimi anni, le donne sono passate dall’essere praticamente invisibili nella vita pubblica al rientro nelle scuole e nelle università, diventando membri del Parlamento e tornando in ufficio. Quasi 20 anni dopo, le donne istruite si stanno ora preparando per difendere le conquiste che hanno ottenuto, incluso il diritto di suonare, attività che gli austeri talebani avevano bandito.I miliziani attualmente controllano o contestano più della metà del Paese e molte donne temono che tenteranno di ripristinare il loro governo draconiano se torneranno al potere a livello nazionale.Oggi, circa 3,5 milioni dei circa 9 milioni di studenti iscritti a scuola sono ragazze, secondo un rapporto di febbraio dell’Ispettore generale speciale per la ricostruzione dell’Afghanistan. E un recente sondaggio tra gli afgani ha rilevato che più di 8 intervistati su 10 hanno affermato che è molto importante proteggere i diritti delle donne in un accordo di pace.Sotto il regime dei talebani, alle ragazze era vietato frequentare la scuola e alle donne non era permesso lavorare fuori casa o apparire in pubblico senza una copertura intagrale per il corpo e una scorta maschile. I trasgressori di queste regole o editti venivano fustigati in pubblico o giustiziati.Nonostante il triste record del gruppo militante sui diritti delle donne e delle ragazze, il portavoce dei talebani ha recentemente assicurato che scriverà leggi per garantire la partecipazione delle donne alla vita pubblica. “Lo scopo sarebbe consentire alle donne di contribuire al Paese in un ambiente pacifico e protetto”. L’attacco di oggi, non ancora rivendicato, fa temere nuove lotte di potere sul corpo e col sangue delle donne.Leggi anche...Afghanistan addio. La guerra più lunga degli Usa, il ventennio inutile (di G. Belardelli)
Festa Inter: cori e fumogeni accolgono pullman a San Siro
Cronaca
Ieri 08-05-21, 17:51

Festa Inter: cori e fumogeni accolgono pullman a San Siro

Due ali di tifosi hanno accolto il pullman dell’Inter all’arrivo a San Siro. Cori, fumogeni tricolori e anche qualche manata all’autobus, così la tifoseria nerazzurra ha voluto festeggiare la squadra per la vittoria dello scudetto. In prima fila sull’autobus, a salutare i tifosi, tra i giocatori c’erano Ranocchia, Lautaro e Hakimi. Le forze dell’ordine sono intervenute solo per evitare che tutta la folla continuasse a seguire il pullman fino dentro lo stadio. Dopo il passaggio della squadra, ora i tifosi stanno lentamente defluendo e lasciando la zona di San Siro.La festa dei tifosi nerazzurri è proseguita con lunghi caroselli delle auto lungo via Dessiè, con alcune centinaia di supporter vicini alla strada per festeggiare. Nella zona del “Baretto”, dove inizialmente i tifosi si erano radunati, sono rimasti (oltre a tante bottiglie di vetro e resti dei fumogeni) solo pochi tifosi, con la maggior parte che ha lasciato San Siro subito dopo il passaggio del pullman della squadra.
"Le varianti Covid si somigliano sempre di più: forse il virus sta rallentando la sua evoluzione"
Cronaca
Ieri 08-05-21, 17:47

"Le varianti Covid si somigliano sempre di più: forse il virus sta rallentando la sua evoluzione"

Indiana, sudafricana, brasiliana, inglese. Le varianti del Covid si moltiplicano, ma si somigliano sempre di più: segno che forse il virus sta rallentando la sua evoluzione. A dirlo all’HuffPost è il professor Fausto Baldanti, responsabile del laboratorio di Virologia Molecolare del Policlinico “San Matteo” di Pavia che con la sua équipe sta monitorando le mutazioni di Sars-Cov-2, fin dalla prima ondata.“Il problema delle varianti Covid esiste fin dal primo giorno. La nostra mappatura del virus, fatta in collaborazione col Niguarda, era in corso già nei primi mesi dell’epidemia: la ricerca, poi pubblicata su Nature Communications, ha permesso il sequenziamento completo di 346 genomi collezionati in tutto il territorio lombardo tra febbraio e aprile 2020. Avevamo già allora intercettato 7 varianti virali, documentando una loro diversa composizione nei tristemente famosi focolai di Bergamo e Lodi”, dice Baldanti.Il virologo sottolinea che “in una fase successiva, col ritorno alla mobilità estiva nel 2020, ne abbiamo sequenziate ulteriori, ‘importate’ anche dall’estero. Abbiamo individuato i primi casi di variante inglese attorno a Natale: essa è effettivamente più contagiosa perché la mutazione in posizione 501 della proteina Spike la rende in grado di legarsi con maggiore facilità alle cellule”.E poi sono arrivate le altre: sudafricana, brasiliana, indiana. Come si presenta lo scenario attuale?Tra le varianti attualmente circolanti ci sono delle somiglianze. La proteina Spike è fatta di amminoacidi, ‘mattoncini’ che vengono indicati con dei numeri. Nella variante indiana, troviamo una mutazione in posizione 484, proprio come nella brasiliana e nella sudafricana. L’indiana, oltre alla mutazione 484, ha un’altra mutazione in posizione 452. Anche la variante sudafricana presenta doppia mutazione (484 e 417).Cosa indicano queste somiglianze?Il fatto che tali modificazioni continuino a verificarsi negli stessi punti ci fa ipotizzare che il virus non sia in grado di mutare all’infinito e che forse potrebbe rallentare la sua evoluzione, esaurendo le possibilità di mutazione nella zona di aggancio della proteina. Le posizioni della Spike, infatti, sono in numero limitato. Questo, in prospettiva, ci fa ben sperare. Il Covid potrebbe in futuro diventare un virus a bassa intensità, con cui potremmo convivere come facciamo attualmente con altri quattro coronavirus.Le varianti circolanti sono più contagiose? Non è detto che le nuove varianti si rivelino più contagiose. Le faccio un esempio: la mutazione 501, appartenente alla inglese, ha effettivamente comportato una maggiore contagiosità. Mentre quella in posizione 484 non sembra avere la stessa caratteristica. D’altronde, oggi in Lombardia 9 sequenziamenti su 10 ci portano ad individuare la variante inglese. Diverso è il discorso per la brasiliana, incontrata sporadicamente, e per la sudafricana di cui individuiamo un paio di unità alla settimana.E la variante indiana?La stiamo monitorando: sono stati individuati casi in Veneto, mentre in Lombardia non ne abbiamo riscontrato ancora nessuno. Sappiamo che in India questa variante costituisce circa il 10% dei casi analizzati. Tuttavia, l’impennata dei contagi nel Paese asiatico non sembra riconducibile alla maggiore contagiosità della variante indiana, bensì ad altri fattori: per esempio, nelle scorse settimane, il pellegrinaggio sul Gange ha coinvolto milioni di pellegrini in condizioni che non favorivano certamente il distanziamento sociale. A questo va aggiunto che, come ben sappiamo, la situazione socio-sanitaria indiana è completamente diversa dalla nostra.I vaccini attualmente disponibili contrastano le varianti?Non ci sono motivi per pensare che i vaccini disponibili perdano efficacia nei confronti delle varianti. I dati, anche quelli in nostro possesso, dimostrano una parziale riduzione di risposta immunologica solo nei confronti della sudafricana. Anche se si tratta solo di una perdita parziale, va però monitorata. Il vaccino fornisce una risposta policlonale, producendo tanti anticorpi nei confronti dell’intera proteina Spike. Inoltre va sottolineato che, nella recondita ipotesi ce ne fosse bisogno, la tecnologia attuale consentirebbe di aggiornare i vaccini contro le varianti in maniera facile e in tempi rapidi. Il costante monitoraggio serve proprio a verificare quante siano le ‘possibilità di fuga’ del virus che al momento, come accennavo, paiono limitate poiché continuano a coinvolgere sempre le stesse posizioni della proteina.In queste settimane si parla di terza dose per contrastare le varianti. Che ne pensa?Come accennavo, al momento i vaccini sembrano funzionare. Il richiamo si renderebbe necessario nel momento in cui una delle varianti 484 dovesse diventare preponderante.Leggi anche..."L'immunità di gregge è impossibile, ma potrebbe non essere un problema" (di L. Varlese)
Covid-19 in Italia: ancora in calo la curva, tasso di positività giù al 3%
Cronaca
Ieri 08-05-21, 17:30

Covid-19 in Italia: ancora in calo la curva, tasso di positività giù al 3%

Ancora in calo la curva epidemica in Italia. I nuovi casi nelle 24 ore sono 10.176 contro i 10.554 di ieri, con 10mila tamponi in più, 338.436. Tanto che il tasso di positività scende leggermente dal 3,2 al 3%.I decessi sono 224 (ieri 207), per un totale di 122.694 vittime da inizio epidemia.In discesa i ricoveri: le terapie intensive sono 42 in meno (ieri -55) con 110 ingressi del giorno (ieri 109) e sono ora 2.211 in tutto, mentre i ricoveri ordinari calano di 532 unità (ieri -536), 15.799 in tutto. È quanto emerge dal bollettino quotidiano del ministero della Salute.
No olandese a Draghi, Rutte: per noi Sure è 'una tantum'
Estero
Ieri 08-05-21, 17:21

No olandese a Draghi, Rutte: per noi Sure è 'una tantum'

“Non ne abbiamo discusso al vertice. Forse Draghi ne ha parlato e magari me lo sono perso io. Però la nostra posizione è che il programma Sure per l’occupazione è ‘una tantum’”. Così Mark Rutte alla domanda posta da Huffpost al termine del vertice europeo di Porto, dove il premier Mario Draghi ha chiesto che il programma di 100 miliardi messo in piedi l’anno scorso dalla Commissione Europea come sostegno alle spese per la disoccupazione diventi strutturale. Il leader olandese, che ha partecipato ai lavori del summit in videoconferenza da L’Aja in quanto ancora impegnato nelle trattative per la formazione del nuovo governo dopo le elezioni di marzo, non cambia idea. Per lui il programma resta un caso eccezionale da pandemia, non può diventare strutturale.Del resto, Rutte applica a Sure lo stesso ragionamento che gli olandesi e i paesi ‘frugali’ del nord Europa portano avanti da sempre anche su tutto il resto degli aiuti europei decisi l’anno scorso per affrontare la crisi economica scatenata dal covid. Per L’Aja anche il Next Generation Eu è una misura da intendersi come temporanea. Il motivo è semplice. Sia Sure che il recovery fund si basano su bond europei, emessi dalla Commissione per raccogliere risorse sul mercato: 750 miliardi di euro nel caso del Next Generation Eu. È un abbozzo di debito comune europeo, che gli olandesi hanno fatto fatica a digerire l’anno scorso e che alla fine hanno accettato solo perché ‘una tantum’.Ora non cambiano idea. Del resto, lo stesso Draghi si aspetta una discussione vivace su questi temi a partire dal “Consiglio europeo di giugno”, dice il premier in conferenza stampa da Porto. Il summit sociale organizzato dalla presidenza portoghese dell’Ue, in carica fino a fine giugno, non era l’occasione per una discussione approfondita su questi temi, men che meno per prendere decisioni. Draghi ha accennato a Sure nel suo intervento di ieri al panel su ‘disoccupazione e lavoro’, dove ha anche chiesto che gli obiettivi di uguaglianza sociale, stabiliti nella dichiarazione comune firmata da tutti i leader sulla base del piano d’azione della Commissione da qui al 2030, vengano trasformati in parametri vincolanti per i paesi membri.Nessuna sorpresa che le posizioni tra Italia e Olanda siano distanti. L’anno scorso Rutte è stato il capofila dei paesi contrari al Next Generation Eu. E rappresenta ancora adesso il punto di riferimento degli Stati europei più ansiosi di riattivare le regole su deficit e debito del Patto di stabilità e crescita sospese per la pandemia. Tra Draghi e Rutte insomma c’è un oceano di distanza, ma si tratta del posizionamento ai blocchi di partenza di un dibattito che, a partire dal Consiglio Europeo di giugno, si dipanerà per tutto l’anno prossimo, come prevede lo stesso presidente del Consiglio italiano. Una discussione che può già dirsi epocale e che deciderà l’Europa del futuro. Di fronte ad un evento eccezionale come la pandemia e alla crisi economica più grave degli ultimi 70 anni, non è detto che la posizione di Rutte resti invariata. Ma molto dipenderà dalla capacità dell’Italia e degli Stati più in difficoltà di rispettare i termini e le scadenze del recovery plan.
Lui non sa la tabellina del 2, lei lo lascia sull'altare: "Ha mentito sui titoli di studio"
Cronaca
Ieri 08-05-21, 16:45

Lui non sa la tabellina del 2, lei lo lascia sull'altare: "Ha mentito sui titoli di studio"

Lui non conosce la tabellina del 2, lei lo lascia sull’altare: “Mi ha ingannato sui suoi titoli di studio”. È quanto accaduto in India lo scorso sabato,in un villaggio del distretto di Mahoba, nello Stato dell’Uttar Pradesh. Secondo quanto riferito dalla stampa indiana e dalla polizia locale, si trattava di nozze combinate.Le famiglie degli sposi si erano già riunite nella sala della cerimonia e la coppia era sul punto di essere unita in matrimonio, quando la sposa ha improvvisamente abbandonato il Mandap (il tradizionale baldacchino sotto cui si svolgono i matrimoni).A quanto risulta, appena giunti nella sala che avrebbe dovuto vederli convolare a nozze, lei avrebbe chiesto all’uomo di recitare la tabellina del due. Di fronte all’impreparazione riscontrata, la sposa se ne è andata indignata decretando l’annullamento del matrimonio. Da tempo, affermano le testate locali, la giovane nutriva dubbi sui titoli di studio del futuro marito.A nulla sono valsi i tentativi di far tornare indietro la ragazza da parte di amici e parenti. Come riporta The Tribune, un cugino della sposa ha fatto sapere: “La famiglia dello sposo ci aveva tenuti all’oscuro della sua formazione.Potrebbe non essere nemmeno andato a scuola. Siamo stati imbrogliati. Ma la mia coraggiosa cugina se n’è andata senza temere tabù sociali”.La polizia non ha aperto alcun fascicolo sulla vicenda, dato che le famiglie degli sposi hanno già raggiunto un accordo che prevede la restituzione dei regali dei gioielli scambiati fino a questo momento dalla coppia.
Visite nelle Rsa, Speranza firma l'ordinanza: green pass per entrare
Cronaca
Ieri 08-05-21, 16:23

Visite nelle Rsa, Speranza firma l'ordinanza: green pass per entrare

Via libera alle visite in tutte le Rsa, sospese da oltre un anno a causa dell’emergenza Covid. Lo annuncia il ministro della Salute Roberto Speranza. “Ho appena firmato l’ordinanza - scrive su Facebook - che consentirà le visite in piena sicurezza in tutte le Rsa. Ringrazio le Regioni e il Comitato Tecnico Scientifico che hanno lavorato in sintonia con il Ministero della Salute per conseguire questo importante risultato. È ancora necessario mantenere la massima attenzione e rispettare le regole e i protocolli previsti, ma condividiamo la gioia di chi potrà finalmente rivedere i propri cari dopo la distanza indispensabile per proteggerli”.L’ordinanza, con effetto immediato e valida fino al 30 luglio, subordina la possibilità di visita nelle Rsa al rispetto del documento adottato dalla Conferenza delle Regioni e integrato dal Cts che prescrive una serie di precauzioni e di limitazioni. A partire dal fatto che solo chi è in possesso di certificato verde può accedere: occorre quindi l’avvenuta vaccinazione, o la guarigione, o un tampone molecolare recente.La struttura deve garantire una programmazione degli accessi dei familiari lungo l’arco della giornata, con modalità atte a evitare assembramenti. Di norma non più di due visitatori per ospite, eccetto casi particolari come care giver, fine vita ecc.All’ingresso i visitatori dovranno esibire la certificazione verde, compilare un questionario sulla buona salute e passare al termoscanner. La struttura deve conservare il registro degli accessi per almeno 14 giorni. Massimo rigore sui dispositivi di protezione, dalle mascherine (almeno Ffp2) ai dispenser per l’igienizzazione delle mani. Il contatto fisico con l’ospite può avvenire, “in particolari condizioni di esigenze relazionali/affettive”, solo se questo è vaccinato o con infezione negli ultimi 6 mesi.Prevista la possibilità del rientro in famiglia, che richiede “una specifica regolamentazione da parte delle direzioni sanitarie/responsabili medici/referente Covid, o del medico curante in accordo con la direzione.Quanto ai nuovi ingressi, il documento stabilisce che se la persona non è vaccinata o ha già avuto la prima dose ma da meno di 14 giorni deve osservare un periodo di quarantena di dieci gfiorni, oltre che un test all’ingresso e a dieci giorni.
Roma affollata: tanti al mare di Ostia, interventi anti-assembramento nel centro
Cronaca
Ieri 08-05-21, 16:23

Roma affollata: tanti al mare di Ostia, interventi anti-assembramento nel centro

Un litorale romano affollato. Complice la giornata di sole in molti hanno scelto di trascorrere la giornata di sabato 8 maggio al mare. Registrato in giornata traffico sostenuto sulle strade verso il mare e a Ostia. Scattato anche questo fine settimana il piano anti-assembramenti predisposto dalla questura di Roma con controlli da parte di forze dell’ordine e polizia locale. In tanti anche nei principali parchi della Capitale e nel centro storico.Nella zona del Tridente, il salotto di Roma compreso tra via di Ripetta, via del Babuino e via del Corso, la polizia locale ha effettuato diversi interventi per sciogliere assembramenti. I vigili stanno eseguendo monitoraggi con pattuglie fisse e in movimento. Tra i luoghi più affollati anche la zona di Fontana di Trevi.
Il Paese che condanna all'ergastolo un diciottenne
Politica
Ieri 08-05-21, 16:13

Il Paese che condanna all'ergastolo un diciottenne

Ammaliata dai giochi di prestigio di Piercamillo Davigo, indignata dalla delatoria spudoratezza di Luca Palamara, divisa dallo show di Beppe Grillo, l’informazione è rimasta distratta, o indifferente, a quello che potrebbe essere un nuovo primato della giustizia: la condanna all’ergastolo dell’imputato, non mafioso, più giovane della storia repubblicana. Il condizionale è d’obbligo, perché la data di nascita dei colpevoli non rientra nel novero dei dati censiti dalle agenzie di statistica. Però la notte del 25 luglio di due anni fa, quando il brigadiere Mario Cerciello Rega è stato accoltellato e ucciso a Trastevere, Gabriel Natale Hjort aveva 18 anni. La sentenza con cui la Corte d’Assise di Roma gli ha inflitto il carcere a vita, con isolamento diurno per due mesi, insieme con l’autore materiale dell’omicidio, Lee Elder, un anno più grande di lui, non ha suscitato alcuno stupore. Le cronache dei grandi giornali e i servizi dei tg l’hanno raccontata con l’asetticità adeguata alla conclusione plausibile, e prevedibile, di un processo molto popolare. A questo mascheramento ha concorso l’inversione lessicale adoperata dal pm, Maria Sabina Calabretta, specializzata in reati societari, fallimentari e bancari - secondo quanto riporta il sito della Procura della Repubblica capitolina -, che per tutte le udienze ha definito i due imputati “giovani uomini”.Bisogna provare a pronunciare questa locuzione per sentire già sulle labbra quanto suoni diversa da quella con cui siamo soliti chiamare i nostri figli diciottenni, i loro compagni di scuola, e i ragazzi che tornano in questi giorni a sciamare per le città riaperte alla vita: “adolescenti”. Così del resto li chiamerebbe qualunque vocabolario che si rispetti. Io mi chiedo e vi chiedo che cos’è, o che cosa diventa, un Paese dove si punisce con l’ergastolo un delitto commesso da due adolescenti di diciotto e diciannove anni. Quanto rischia di somigliare a quelle fanatiche autocrazie securitarie e dispotiche, le cui violazioni dei diritti più elementari pure suscitano la nostra indignazione.Non si tratta di cadere in sociologismi che dispensano indulgenza a buon mercato, né di voler negare la responsabilità individuale in nome di un perdonismo che pesca nella pietas cristiana. Restiamo pure su un piano squisitamente razionale: chi oserebbe negare che un diciottenne sia condizionato da percorsi di vita e traumi che forse non ha avuto il tempo di elaborare e di sfidare? Possiamo trasformare la sua prima sconfitta, ancorché gravissima, in una conseguenza irreversibile o ultimativa? Perché nessun cane da guardia abbaia contro questa barbarie?In Italia l’ergastolo è ancora l’ergastolo. Lo scontano in millesettecentonovanta. Milleduecentocinquanta dei quali, cioè i due terzi, sono morti viventi, seppelliti dall’aggravante ostativa che impedisce qualunque premialità. I restanti cinquecentoquaranta dovranno attendere 26 anni prima di poter sperare nella liberazione condizionale, a differenza di quanto accade nella maggior parte delle democrazie avanzate d’Europa, dove dopo 12 o 15 anni può iniziare un percorso di risocializzazione.L’ergastolo dei due ragazzi, adolescenti, sbandati, tossici, ma tutto tranne che “giovani uomini”, è la prova di quanto il diritto penale sia andato via via slabbrandosi. La sua risposta non persegue la gravità intrinseca della condotta rilevata, ma l’ingiustizia generica percepita dalla società. Il cui perimetro è gonfiato dalla rabbia sociale. Con l’effetto di dilatare l’ampiezza delle fattispecie e degli istituti del processo, come quello del concorso. Gabriel Natale Hjort è stato condannato alla pena massima dell’ordinamento non per aver ucciso il brigadiere, ma per essersi accompagnato all’assassino. Quando l’amico Lee Elder reagiva con undici coltellate all’arresto, lui affrontava a mani nude un altro carabiniere, e poi sfuggiva a questo, allontanandosi senza assistere al delitto. La sua condotta è stata definita a turno, dal pm e dalle parti civili, concorso e dolo ora morale, ora materiale, ora diretto, ora eventuale. Come effetto di una ricostruzione a posteriori. Fondata su presunzioni: Gabriel sapeva che Lee Elder aveva il coltello in tasca. O su gesti depistatori: l’aver aiutato il compagno a nascondere la stessa arma dopo il delitto. Così la responsabilità penale ha finito per risultare una condizione oggettiva cucitagli addosso da circostanze a cui il giovane non è riuscito a sottrarsi. Si può comminare l’ergastolo senza che si possa attribuire con prova la volontà di una piena e premeditata partecipazione al supplizio del carabiniere?Si può. Si può in un processo che – come ha detto l’avvocato del diciottenne, Francesco Petrelli – è capace di sconfessare qualunque prevedibilità degli esiti, archiviando tanto la legalità sostanziale quanto quella processuale. In nome di esigenze e urgenze figlie di questo tempo: un’attrattiva mediatica, dettata dalla popolarità del luogo, dalla singolarità degli autori, due giovani turisti americani, e della vittima, un tutore della sicurezza pubblica; una spendibilità politica, in quanto occasione di una propaganda securitaria e forcaiola; una delicatezza istituzionale, che coinvolge i Carabinieri.Nelle settimane in cui si chiude il processo, un’altra indagine, quella sulle coperture e i depistaggi nella morte di Stefano Cucchi, sta mettendo alle corde i vertici dell’Arma. Lì si procede senza sconti né timori reverenziali. Qui, a Trastevere, s’indulge su errori marchiani e bugie dei militari coinvolti. Che intercettano i due americani senza divisa e senza pistola, nonostante fossero regolarmente in servizio, e con regole d’ingaggio più simili a quelle di due ambigui contractor.L’intera contestualizzazione del delitto si fonda sul racconto del carabiniere Andrea Varriale, che accompagnava il brigadiere ucciso, e che per le sue bugie è sotto processo di fronte al tribunale militare. Era in T-shirt e jeans, quando ha fermato i ragazzi, ha mentito sostenendo che aveva la pistola e ha così indotto il comandante della stazione di Trastevere a confermare la sua falsità. Ha aggiunto alla Corte d’Assise di aver subito dichiarato ai due americani la propria qualifica, esibendo il tesserino dell’Arma. Gli imputati hanno sempre giurato il contrario, raccontando di aver reagito a quella che sembrava un’aggressione di sconosciuti. Vale più la parola di due sbandati con una gravissima accusa sulle spalle o quella di un carabiniere presunto bugiardo, e con molti buoni motivi per mentire, imputato in un procedimento connesso e tuttavia unico testimone del fatto? I giudici d’Assise non hanno avuto dubbi: la deposizione di Varriale è diventato il racconto ufficiale di un martirio. E la condanna dei due suona ora per l’Arma come una compensazione del destino al disdoro del processo Cucchi.Un avvocato americano ha raccontato in tv di aver spiegato ai due ragazzi che in Italia la giustizia di primo grado è inattendibile. E che già dall’Appello si può puntare su una maggiore ponderatezza e competenza dei giudici. Gabriel e Lee non devono cedere alla disperazione. Vent’anni fa un loro coetaneo, Mirko Eros Turco, è finito all’ergastolo per un duplice omicidio. Lo accusavano sette pentiti di mafia. Ma dopo dieci anni di ingiusta detenzione è stato scagionato dalla Cassazione, liberato e risarcito. Qui il processo non si prescrive mai, ma neanche la speranza.
Giorgia Meloni si commuove a Verissimo: "Mi hanno augurato di abortire: ho sofferto molto"
Politica
Ieri 08-05-21, 15:40

Giorgia Meloni si commuove a Verissimo: "Mi hanno augurato di abortire: ho sofferto molto"

“Ho sofferto molto quando gli haters mi hanno augurato di abortire. Da adolescente ho subito bullismo: mi chiamavano ‘cicciona’”. Giorgia Meloni si commuove nello studio di Verissimo, raccontandosi in maniera inedita a Silvia Toffanin.Nell’intervista concessa al programma del sabato pomeriggio di Canale 5, la leader di Fratelli d’Italia ripercorre l’infanzia, parlando dell’amore per la sorella e del rapporto coi genitori. “Mia mamma ha incontrato molte difficoltà nella vita, ha cresciuto due figlie da sola. A lei devo tutto. Il suo giudizio è uno dei pochi che temo di più. Mia sorella, invece, è stata la mia guida. Ancora oggi è l’unica persona con la quale ho fisicamente bisogno di parlare al telefono per chiacchierare, per sfogarmi, non c’è nulla di me che lei non conosca”, ha detto la Meloni.E sul rapporto col padre: “Lui non c’è mai stato. È andato via di casa quando avevo un anno. Viveva alle Canarie e noi andavamo da lui una, due settimane all’anno e basta. Ma quando avevo undici anni, lui fece un discorso che non si dovrebbe fare ad una ragazzina e io gli dissi ‘Non ti voglio vedere mai più’. Quando è morto non sono riuscita davvero a provare un’emozione, è come se fosse stato uno sconosciuto”.“Io sono Giorgia” è il titolo del libro scritto dalla Meloni in uscita in questi giorni. Parlando della sua adolescenza, la politica ha raccontato di essere stata vittima di bullismo a causa del sovrappeso: “Mi chiamavano cicciona. I nemici hanno sempre un’utilità perché ti fanno crescere e mettere in discussione”.E sul percorso affrontato in politica, la leader di Fratelli d’Italia rivela di non essersi “mai sentita discriminata per il fatto di essere una donna, ma magari a qualcuno non piaceva l’idea di avermi come condottiera. Ho reagito con la determinazione e il buon esempio”.Alle accuse di omofobia, Meloni replica: ”È falso e verificabile perché io faccio politica da trent’anni e in tutto il mio percorso non si trovano parole omofobe. Certe etichette si affibbiano alle persone per non doversi mettere a confronto”.Nel suo libro, Giorgia Meloni tocca anche il tema della maternità: “Per il legame che ho con mia sorella, è dura accettare che Ginevra sia figlia unica. Quando diventi madre e come se smettessi di vivere avendo come baricentro te stesso. I figli ti fanno sperimentare tutte le tue emozioni più grandi”.La politica ha ricordato gli insulti ricevuti ai tempi dell’annuncio della gravidanza. “Le critiche sono la cosa più naturale per chi fa il mio lavoro. Gli insulti non li leggo e non mi fanno quasi più male. Però, ho sofferto quando annunciai di aspettare mia figlia Ginevra al Family Day. Ci sono stati molti haters che mi hanno augurato di abortire. Questa cosa l’ho patita perché mi sono sentita in colpa, come se, alla prima prova di maternità, non l’avessi protetta”.La leader di Fratelli d’Italia si dice innamoratissima del compagno Andrea con il quale non è ancora convolata a nozze: “Lui non soffre per il ruolo politico che ricopro. L’amore ha senso se riesci a fare squadra non parliamo di matrimonio, anche se credo nei suoi principi. È come se le cose fossero già in equilibrio”.Leggi anche...“Non riesco a odiare mio padre, mi è indifferente. Non provai emozioni, neanche quando morì"