HuffPost

HuffPost (noto fino al 2016 come The Huffington Post) è un blog e aggregatore statunitense fondato nel 2005 ed in breve tempo diventato uno dei siti più seguiti del mondo. L'edizione italiana di The Huffington Post ha debuttato il 25 settembre 2012, realizzata in collaborazione tra l'Huffington Post Mediagroup e il Gruppo Editoriale L'Espresso. Dal maggio 2017 anche l'edizione italiana ha modificato la testata in HuffPost, la stessa dell'edizione statunitense.
SEGUI
La democrazia e il No al referendum sono una disposizione d'animo
Oggi 19-09-20, 20:35

La democrazia e il No al referendum sono una disposizione d'animo

A differenza di Nicola Zingaretti e Goffredo Bettini, che hanno giudicato pericolosa una riforma costituzionale a cui dicono sì, io non la considero pericolosa e voto no. La riduzione dei parlamentari da 945 a 600 non risolverà nessuno degli antichi e montanti problemi istituzionali: il bicameralismo paritario è anacronistico e rallenta l’approvazione delle leggi, le camere sono sempre più disarmate, il potere si è concentrato sul governo senza che si abbia il coraggio di certificarlo per legge (per non passare da ricostitutori del fascismo), il dominio delle segreterie di partito si è fatto assoluto nelle stagioni dei piccoli zar. Al massimo potrà aggravarne qualcuno, e aggiungerne di nuovi, per esempio sull’indebolimento della rappresentanza, di cui si è parlato parecchio in queste settimane, e sui cui vorrei aggiungere un paio di considerazioni non abbastanza approfondite.Prima. Se si procederà con un’ulteriore riforma, ben avviata in Parlamento, che estenderà il diritto di voto per il Senato ai diciottenni, saremmo di fronte al paradosso che 400+200 non fa 600. Il Senato, infatti, diventerebbe identico alla Camera, soltanto in scala 1:2. È evidente che una sola assemblea di 600 eletti sarebbe molto più rappresentativa di due camere fotocopia, da 400 e da 200.Seconda. Si insiste in un parallelo scorretto, spesso furbino, talvolta truffaldino, fra il numero dei parlamentari italiano e quello di altre democrazie, come gli Stati Uniti o la Germania o la Francia. L’Italia però è una democrazia parlamentare (che cosa vorrà dire quell’aggettivo, parlamentare?), gli Stati Uniti sono una repubblica presidenziale federale, la Germania è una repubblica parlamentare federale, la Francia è una repubblica semipresidenziale. Raffrontare il numero dei parlamentari di una repubblica parlamentare con quello di una repubblica presidenziale o semipresidenziale, dove gli elettori scelgono direttamente il capo del governo, non ha molto senso. Ancora di meno ne ha raffrontarlo con quello di una repubblica federale. Perché è vero, gli Stati Uniti hanno 535 parlamentari (435+100), ma hanno anche cinquantadue Stati, ognuno con Camera e Senato. Il Colorado ha 65 membri della camera bassa e 35 della camera alta, il Texas ne ha 150+31, la Florida 120+40. Stiamo parlando di migliaia di parlamentari con poteri imparagonabili a quelli dei nostri consiglieri regionali, perché decidono sulla pena di morte, sulla legalizzazione delle droghe, sui matrimoni omosessuali. Non è tanto diverso in Germania dove ognuno dei sedici Länder ha una Costituzione, un governo e un parlamento con poteri sul fisco, sulla giustizia, sull’istruzione.Dunque, per tornare all’inizio, Zingaretti e Bettini dicono sì sebbene ritengano la riforma pericolosa per la democrazia, in assenza di un’adeguata legge elettorale. Legge che ancora non c’è, quindi dovremmo votare una riforma pericolosa in cambio di una promessa. E con l’aggravante che alla prossima maggioranza magari vien voglia di ricambiarla (le nuove maggioranze hanno spesso di queste fregole) e oplà, Costituzione di nuovo pericolosa. Un’assurdità mai chiarita dalla coppia, per dire com’è nata la riforma. Tuttavia non penso che la nostra democrazia tracollerà, sarà solo un po’ più controllabile, e non è un bene. Sarebbe servita, lo sappiamo, lo abbiamo detto e ridetto, una riforma complessiva, sui poteri del governo, sulla quota di federalismo, sul bicameralismo, e non una cosetta di cui fra poco ripeteremo le origini.Il punto, lo ha spiegato bene qua Gianni Riotta, è che non conta soltanto il testo ma anche il contesto, poiché la democrazia non è un semplice insieme di regole ma soprattutto una disposizione d’animo (non è mia, è di Robert Conquest). E oggi noi abbiamo una disposizione d’animo poco democratica, tendenzialmente autoritaria, sprezzante delle regole, demagogica, sbrigativa, vendicativa, fomentata da sovranisti e populisti con la frequente collaborazione dei loro alleati, e il cui culmine consiste nel confondere le istituzioni col cattivo uso che se ne fa: se il Parlamento non funziona anziché ripararlo lo si mutila. E lo si fa in coda a una lunga e disastrosa campagna sull’inutilità, o meglio la dannosità e la disonestà dei parlamentari. Il Parlamento non è più la sede in cui, attraverso i suoi rappresentanti, il popolo esercita il potere, confermandoli o sostituendoli, ma una somma di poltrone, privilegi, ruberie, odiose guarentigie, e dunque va assediato, conquistato, aperto come una scatola di tonno, incatenato.Vista la disposizione d’animo, io voto no, sebbene non abbia molte possibilità di prevalere. Ma voto no perché mi basterebbe perdere bene, basterebbe che il no avesse una buona percentuale e dimostrasse alla unanimità dei parlamentari (97 per cento di favorevoli al voto finale in aula) che gli italiani sono meno antiparlamentaristi di loro, meno populisti di loro, e sono in tanti, tutti desiderosi di una politica che non sia preda del vento e della paura.Ps. Sono felice che HuffPost abbia ospitato un lungo e serrato dibattito, senza che mai i toni svilissero nell’insinuazione o nell’insulto. Sono profondamente grato agli ormai 600 costituzionalisti per il No che hanno scelto il nostro giornale per opporsi a una riforma fin lì incontrastata (tranne che da pochi parlamentari, a cominciare dell’eroico Simone Baldelli e da Andrea Cangini, che qui, per un mese, ha illustrato una ragione per il No al giorno). Sono riconoscente soprattutto ai sostenitori del Sì che su HuffPost hanno detto la loro con serietà e scienza, penso in particolare a Marco Minniti, a Stefano Ceccanti, a Carlo Fusaro, ad altri ancora, portatori di una disposizione d’animo per cui nessuna riforma sarebbe pericolosa.
Stadi aperti per mille persone fino al 7 ottobre, il governo ha deciso
Oggi 19-09-20, 19:39

Stadi aperti per mille persone fino al 7 ottobre, il governo ha deciso

Dopo aver sfiorato l’ennesimo scontro Stato-Regioni, arriva la decisione: da domani stadi aperti in tutta Italia per le partite di serie A, per un massimo di 1000 spettatori.È quanto si apprende al termine della videoconferenza convocata dal ministro Francesco Boccia, con i colleghi di governo Vincenzo Spadafora e Roberto Speranza, e il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini. Presenti anche i governatori Fedriga, Marsilio, Toma, Bardi, Cirio, Fontana.Si lavora - secondo quanto riferito - da qui al 7 ottobre per dare un contributo condiviso tra governo e regioni in vista del prossimo Dpcm, anche in base alle valutazioni della curva epidemiologica del ministero della Salute e del Cts, dopo l’apertura delle scuole. L’obiettivo è definire una percentuale di ingresso che tenga conto della capienza degli impianti per ogni disciplina sportiva.
Locatelli: "Per gli stadi è auspicabile un atteggiamento di prudenza"
Oggi 19-09-20, 19:39

Locatelli: "Per gli stadi è auspicabile un atteggiamento di prudenza"

Rispetto alla riapertura degli stadi al pubblico ”è auspicabile un atteggiamento prudenziale e una omogeneità di approccio su tutto il territorio nazionale”. Lo ha affermato al Tg3 il presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli.Le parole di Locatelli sono arrivate a pochi minuti dalla decisione del governo di aprire da domani fino al 7 ottobre gli stadi a mille persone dopo una serie di decisioni prese in autonomia da regioni come il Veneto e la Lombardia.
Le città d'arte piangono per il Covid, precipita il prezzo degli hotel
Oggi 19-09-20, 19:13

Le città d'arte piangono per il Covid, precipita il prezzo degli hotel

Da un lato le città d’arte che registrano un vuoto irreale, dall’altra le località marine premiate anche dagli italiani che di solito passano le vacanze all’estero. La strana estate del Covid è stata segnata da forti contrasti, e anche dal fatto di essere più lunga visto che a settembre c’è una quantità di italiani in vacanza più alta del solito, anche se l’assenza di stranieri continua a pesare in modo “soffocante” sul settore.Ma partiamo dalle principali località turistiche che - ad agosto secondo l’elaborazione dell’Unione Nazionale Consumatori sui dati Istat - sono in deflazione per quanto riguarda i prezzi degli alberghi e registrano cali sostenuti nei prezzi degli alloggi: dal sorprendente -22,2% di Venezia al -7,5% di Firenze, dal robusto -7,3% di Bologna al -4,5% di Roma.La città lagunare si colloca al secondo posto della graduatoria nazionale delle città e delle regioni che hanno registrato i minori rincari annui che vede al primo posto Trapani, con un calo annuo del 29,8%, ossia quasi un terzo. Al terzo posto Grosseto, -14,8%, poi Lucca, -13,9% e al quinto posto Rimini, -10,3%. In media i prezzi scendono su base tendenziale del 2,1%.“E’ evidente che questa deflazione record è il segno della crisi e del minor afflusso turistico di italiani e di stranieri registrato questa estate per via dell’emergenza Covid. Al crollo della domanda gli albergatori hanno reagito come potevano e dovevano, ossia abbassando i prezzi, così da cercare di contenere le perdite” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. Dall’altra parte della classifica, i rialzi annui più alti per Parma (+11,4%), Cosenza (11,1%) e Cuneo (+8,4%).“Tra la città più in deflazione e quella con i maggiori rincari, ossia tra Trapani e Parma - spiega Dona - ci sono oltre 40 punti percentuali di differenza (41,2), segno di come la reazione degli albergatori sia stata molto differente a seconda della città e, soprattutto, dei flussi turistici, evidentemente molto diversificati. Alcune località hanno maggiormente risentito della riduzione dei turisti stranieri. Non per niente, le regioni più in deflazione sono la Toscana, al primo posto con una flessione dei prezzi degli alberghi del 6,7%, poi il Veneto (-6,5%) e al terzo posto la Liguria (-6,3%). Alzano i prezzi, invece, nel Trentino Alto Adige, con il rialzo record del 5,3% e in Campania, +4,1%”.Ma l’altra faccia della medaglia la denuncia il Codacons: forti rincari dei listini nelle località balneari, prese d’assalto questa estate dagli italiani. L’estate 2020 - secondo l’associazione - è costata agli italiani fino al 35% in più rispetto allo scorso anno a causa dei rincari che hanno investito parcheggi, lettini, ombrelloni, consumazioni e altri servizi resi presso le località balneari della penisola.Affittare un ombrellone e due lettini durante il weekend in uno stabilimento di medio livello - dice il Codacons - è costato quest’anno mediamente tra i 25 e i 30 euro al giorno, importo che sale a 100 euro nelle strutture di più elevato livello e raggiunge il record di 453 euro al giorno per una capanna presso la spiaggia dell’Hotel Excelsior al Lido di Venezia. A guidare la classifica dei rincari è la Liguria (+35%), al secondo posto si piazza la Costiera Amalfitana (+30%) e poi Toscana e Lazio (+10%). Al contrario le regioni del sud si sono dimostrate le più virtuose sul fronte delle tariffe: Puglia, Calabria e Sicilia hanno fatto registrare listini in linea con quelli dello scorso anno.Infine il caldo (è l’estate più bollente in Europa degli ultimi 112 anni) e la partenza in ritardo della stagione ha allungato il periodo delle vacanze: salgono a quasi 9 milioni, calcola Coldiretti/Ixè, gli italiani particolarmente fortunati che hanno scelto di trascorrere almeno qualche giorno di vacanza a settembre. Pesa comunque l’assenza quasi totale dei circa 7 milioni di viaggiatori stranieri che lo scorso anno avevano pernottato in Italia in questo mese.
Silenzio elettorale, impresentabili e par condicio. Il balletto dell'ipocrisia
Oggi 19-09-20, 18:52

Silenzio elettorale, impresentabili e par condicio. Il balletto dell'ipocrisia

Alla mezzanotte di ieri è entrato in vigore il fatidico silenzio elettorale, che vieta nelle 24 ore precedenti l’apertura dei seggi comizi, manifesti e propaganda elettorale, imponendo il silenzio a candidati e leader politici. Pochi minuti dopo sui social ci si è si è chiesto: “Chi sarà il primo a violarlo?”. Domanda posta in modo corretto, perché – anche grazie alle pieghe di una legge che risale al 1956 - il primo non è mai l’ultimo.Ma di domande, l’attuale architettura che disciplina le campagne elettorali ne legittima diverse. Ha ancora senso una disciplina giuridica che vieta “la nuova affissione di stampati, giornali murali od altri o manifesti di propaganda o l’applicazione di striscioni, drappi o impianti luminosi”nonché “la propaganda elettorale il giorno del voto anche su emittenti radiotelevisive private” senza fare cenno a Facebook, Twitter, e da un po’ Instagram e Whatsapp? E in quest’ultimo caso: le sterminate chat di messaggistica sui cui la politica riversa i propri comunicati sono conversazioni “private” o ormai canali pubblici a tutti gli effetti?E prevedere una sanzione amministrativa intorno ai mille euro che forza di deterrente possiede?Più in generale, sul piano quasi filosofico, è realistico ipotizzare che nel mondo interconnesso e frenetico di oggi l’elettore si prenda una pausa di relax per meditare sulla scelta che sta per compiere?Analoghi interrogativi valgono per la legge sulla par condicio che spartisce tra i partiti gli spazi televisivi, che quest’anno compie vent’anni e per motivi anagrafici neppure lei regolamenta il mondo della Rete. Inoltre, ieri l’Agcom,dopo aver monitorato i dati della settimana 6-13 settembre, ha emanato una raffica di delibere per “l’immediato riequilibrio” delle posizioni referendarie sui notiziari e programmi informativi di Rai, Sky e La 7. Insomma, un richiamo all’equilibrio“in considerazione in particolare dell’imminente chiusura della campagna elettorale”.Ma che efficacia può avere una tirata d’orecchie che arriva a ridosso, appunto, del silenzio elettorale?Altrettanto puntuale il tormentone degli“impresentabili” -stavolta sono 13: 9 in Campania, 3 in Puglia, uno in Val d’Aosta – che “sporcano” le liste per colpa di condanne o imputazioni varie o avvisi di garanzia(reati di stampo mafioso,corruzione, concussione, riciclaggio, associazione mafiosa). Con buona pace dei severi codici di autoregolamentazione che i vari partiti si sono dati. Lo stigma della commissione parlamentare Antimafia arriva, al solito, a campagna elettorale conclusa, quando l’appeal acchiappa-voti dei vari piccoli e grandi ras è già stato speso.Con un richiamo “etico” e privo di sanzioni, distinto dalle cause di incandidabilità e decadenza cogenti previste dalla legge Severino.Insomma,un marchingegno poco efficace e un po’ ipocrita: del resto, cinque anni fa fu epica la lite tra Rosy Bindi, allora presidente della commissione, e il candidato governatore Vincenzo De Luca. Che serafico, oggi è al vertice della hit parade delle liste farcite con “impresentabili”.Tornando agli insofferenti del silenzio elettorale, sono tanti, trasversali, spesso recidivi, talvolta creativi. Silvio Berlusconi, negli anni d’oro ha collezionato esposti per la disinvoltura con cui al seggio rispondeva alle (provvide) domande di elettori e soprattutto elettrici,se non teneva addirittura conferenze stampa. Nel 2004 l’Ulivo riuscì – senza violare norme formali di legge – a tenere un concertone pre-elettorale in piazza Dante a Napoli di venerdì sera, nonostante si votasse anche di sabato. Ebbero l’accortezza di spegnere gli altoparlanti a mezzanotte in punto, più veloci di Cenerentola e senza perdersi niente per strada.Dieci anni fa,Vittorio Sbarbi titolò esplicitamente il furibondo editoriale di protesta contro l’esclusione della sua lista per ritardo nella presentazione: “Ecco perché ho deciso di violare il silenzio elettorale”. Sottotitolo: “Regole, regole, regole”.Nel 2015, un comizio di Matteo Renzi a Trento fece infuriare Forza Italia: “Sono nauseato, viola le più ovvie regole democratiche” si indignò Renato Brunetta.Un anno dopo, sempre Trento divenne il casus belli tra Pd e M5S, con Virginia Raggi candidato sindaco di Roma e casualmente ospite al Festival dell’Economia: “Non è una furbata, parlerò di periferie” si difese lei. Nel 2013 Mario Monti accolse il rientro dei marò a Fiumicino nel giorno del silenzio elettorale: dovere istituzionale o propaganda?Poi c’è la questione dei quotidiani. Oggi (come in passato), sono in pagina interviste ai leader: Berlusconi e Antonio Tajani sul “Giornale”, Giorgia Meloni sulla “Gazzetta del Mezzogiorno”, Matteo Renzi sul “Secolo XIX”,e poi i candidati Eugenio Giani e Giovanni Toti: colloqui intercorsi ieri pomeriggio ma pubblicati necessariamente a bavaglio in vigore.Quale orario fa fede?E su Twitter Franco Bechis,si diverte a provocare: “Prima che esplodano come ogni anno polemiche e accuse vicendevoli, ricordo che non esiste alcuna legge della Repubblica italiana che imponga il silenzio elettorale néai giornali, néai siti Internet, néai social network. Propagandate pure in libertà!…I politici possono pubblicare sui loro social senza che si alzi il solito gné gné”. Tecnicamente, sui social network ha ragione. E non che i politici non lo sappiano. Salvini a raffica su Twitter: “Domenica e lunedì fai una croce sul simbolo Lega”, “E alla fine vince il popolo”, “Stanchino ma felice! Sempre col sorriso nonostante odio, bugie, attacchi e persino aggressioni fisiche”, “Forza Susanna”. Il Pd replica con “Domani tutte e tutti al voto. Per la Toscana, per l’Italia!”. Almeno, il Capitano non è più al Viminale da dove – attraverso la Direzione Centrale dei Servizi Elettorali – aveva il compito di “vigilanza sulla propaganda elettorale”. In sostanza, il ministro Salvini avrebbe dovuto imbavagliare il leader leghista Matteo che, con l’aiuto della Bestia, postava a manetta.Insomma, c’è’ un bug di sistema. Che si estende alle regole sulla par condicio. Vincenzo Vita, ex sottosegretario Ds alle Comunicazioni del governo D’Alema, e Giorgio Lainati, ex vicepresidente forzista della Commissione di Vigilanza Rai, sono stati in prima linea –da avversari -durante la rapida gestazione della legge sugli spazi televisivi voluta dal centrosinistra per arginare Mediaset, con la “non belligeranza” di Fini, Bossi e Casini che speravano di guadagnarci una fetta di torta (e così è stato).Lo raccontano oggi in un libro “La disfida della par condicio 20 anni dopo”, edizioni The Skill Press, in cui difendono la legge pur bisognosa di “tagliando” e raccontano che l’idea di estenderla alla Rete fu presa in considerazione ma esclusa nella “navetta” tra Camera e Senato: “Il testo prevedeva la regolazione dei servizi in Rete – ricorda Vita – Fummo costretti a toglierlo perché si affermava che la Rete non poteva essere controllata, lasciando scoperta quest’area. Oggi sui social network in Italia non c’è neppure il divieto di divulgazione dei sondaggi”.E quanto all’Agcom: “Dovrebbe vigilare severamente, ogni tanto vara disposizioni che non sono sanzioni o arrivano in ritardo a fine campagna elettorale”. Sulla stessa posizione Lainati, ex giornalista tv: “Oggi ci sono canali social che hanno rilevanza uguale se non maggiore della televisione generalista. Basta pensare ai ventenni”.Già: che effetto possono avere silenzio elettorale e par condicio sulle generazioni che non leggono giornali e non accendono la tv? E’ l’ennesima ipocrisia della rappresentazione politica.A San Marino dal 2012 il silenzio è stato esteso a social network, blog e forum. In Italia dovrà prima prendere piede la linea del “popolo dei cybernauti”: “E’ l’unico giorno in cui i partiti possono sperare di guadagnare consensi: stando zitti”.
Covid-19, nuovo record di contagi nel Regno Unito: oltre 4.400 in 24 ore
Oggi 19-09-20, 18:41

Covid-19, nuovo record di contagi nel Regno Unito: oltre 4.400 in 24 ore

Nuovo record di casi di coronavirus nel Regno Unito. Sono stati registrati 4.422 contagi nelle ultime 24 ore, la cifra più alta dall′8 maggio. Si tratta di 100 infezioni in più rispetto a quelle registrate ieri. In totale sono 390.358 i casi di Covid-19 in tutto il Paese. Il governo ha fatto sapere che sono morte altre 27 persone facendo salire il totale a 41.759. Lo riporta il Guardian.Picco di nuovi contagi anche in Germania, dove si è registrato il più alto numero giornaliero di nuovi casi di coronavirus dal 24 aprile, con 2.297 nuove infezioni, secondo l’istituto di sorveglianza epidemiologica Robert Koch. Il Paese, tuttavia, esegue circa il doppio dei test a settimana rispetto ad aprile, un milione rispetto ai 500.000 di cinque mesi fa. In totale, circa 270.070 persone sono risultate positive in Germania dall’inizio dell’epidemia. 9.384 i morti, di cui sei nelle ultime 24 ore. Il Nord Reno-Westfalia e la Baviera sono i due Laender più colpiti.
Pregliasco: "Più morti per l'aumento dell'età dei contagiati. Andate a votare in tranquillità"
Oggi 19-09-20, 18:39

Pregliasco: "Più morti per l'aumento dell'età dei contagiati. Andate a votare in tranquillità"

“L’aumento dei numero dei decessi collegato all’aumento dell’età dei contagiati. Andate a votare con tranquillità”. Il virologo dell’università degli Studi Fabrizio Pregliasco commenta così all’Adnkronos Salute un bollettino che, a fronte di un aumento dei tamponi, indica un calo dei positivi, ma una crescita dei decessi.Gli ultimi dati sull’epidemia di Covid-19 in Italia descrivono “un andamento ondulante, purtroppo atteso, della malattia. Si continua a evidenziare una buona capacità di individuare i focolai. Sicuramente, però, l’aumento dell’età media” dei nuovi positivi al coronavirus Sars-CoV-2 si traduce in “un numero maggiore di persone colpite che presentano un rischio più alto di andare incontro a complicanze gravi o potenzialmente mortali”.La situazione in cui ci troviamo è per l’esperto “un momento di stress-test e di attesa di quello che sarà l’autunno e poi l’inverno”.Infine un invito alla vigilia degli appuntamenti elettorali. “Andate a votare in tranquillità”, è l’invito del virologo che rassicura: “Ormai sappiamo come organizzare al meglio una situazione come questa. E’ nella responsabilità di tutti - osserva Pregliasco - fare le cose al meglio per poter garantire un impegno democratico fondamentale”.
“IoVotoSicuro", la campagna Radicale per il voto a casa o per posta
Oggi 19-09-20, 18:31

“IoVotoSicuro", la campagna Radicale per il voto a casa o per posta

“La nostra campagna “IoVotoSicuro” si pone come obiettivo la conquista di questo diritto per le prossime tornate elettorali. In particolare si tratta di aprire al voto postale come negli Usa e all’estensione del voto a domicilio per gli elettori cosiddetti “fragili”. Marco Staderini, ex segretario dei Radicali Italiani, ha fondato un centro di iniziativa politico-legale, Democrazia radicale, che ha ingaggiato un singolare e interessante confronto con il Viminale in vista del referendum. E soprattutto guardando al dopo: ha messo su un team di legali che gratuitamente faranno ricorso, nei tribunali italiani e alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, per tutti gli elettori che non andranno a votare per paura di prendersi il Covid.Tutto comincia qualche settimana fa, grazie alla duplice considerazione che molti elettori soprattutto anziani potrebbero non uscire di casa per timore di ammalarsi e che le misure precauzionali non appaiono in grado di debellare questo timore. Parte una lettera per chiedere al governo di consentire il voto per posta o domiciliare agli elettori “fragili”: anziani, immunodepressi, cardiopatici, malati oncologici, con problemi respiratori, cioè le categorie a cui era stato consigliato di stare a casa evitando luoghi affollati durante l’epidemia. Oggi il voto domiciliare è previsto solo per i malati intrasportabili (e, da pochi giorni, per i quarantenati) mentre quello per posta per chi risiede all’estero. “Democrazia radicale” denuncia, in sostanza, che le misure di sicurezza prese in Italia “sono al di sotto degli standard internazionali”, allegando un confronto con la Corea del Sud – unico Paese insieme alla Francia in cui si sia votato in costanza di coronavirus – che ha avuto record di affluenza ma zero nuovi contagi. Motivi: percorsi separati per i votanti, guanti gratuiti e obbligatori per votanti e scrutatori, controllo del lavaggio mani, seggi all’aperto o in spazi enormi, manuale di regole inviato a tutti gli elettori.Così, il 15 settembre, una decina di elettori assistiti dall’ente di Staderini scrivono alla ministra Luciana Lamorgese chiedendo di poter votare da casa perché appunto “fragili” o fuori sede, o semplicemente “elettori normali che ritengono insicuro il voto non reputando idonee le misure precauzionali” italiane. Motivi: non si misura la temperatura all’ingresso dei seggi; entrata e uscita sono separati, ma molte aule o stanze hanno una porta sola; guanti non obbligatori; matite riutilizzate (in realtà il protocollo prevede che siano sanificate, come cabine e tavoli); tamponi non obbligatori per presidenti e scrutatori.A stretto giro il Viminale emana una circolare che invita i sindaci “ad adottare iniziative a tutela, come percorsi agevolati e mette a disposizione volontari della Protezione Civile”. Nello specifico, alle Pec dei dieci elettori, il ministero replica con la richiesta di certificato medico che attesti la condizione di intrasportabilità, perché questo richiede la legge.A sua volta, Staderini chiedeva di rimanere a casa pur essendo sano proprio “per evitare un grave pregiudizio alla propria salute, sia per quanto riguarda la morbilità che la mortalità in caso d’infezione da coronavirus, nonché l’eventuale contagio dei propri familiari”. Altrimenti “sarà costretto ad astenersi – scrive nella missiva - contro la propria volontà, dall’esercitare il proprio diritto di voto costituzionalmente garantito, riservandosi ogni azione a tutela dei propri diritti”. Richiesta non accolta. E l’ex segretario dei Radicali, che di recente ha ottenuto la condanna dell’Italia dal Comitato diritti umani dell’Onu per violazione del diritto degli italiani a promuovere referendum (per un caso sollevato dai Radicali nel 2015), affila le armi: “Dal Viminale risposta burocratica, senza mai dire che il voto è sicuro e le misure idonee”. Appuntamento in giudizio, con la speranza di vedere in futuro milioni di elettori italiani votare per posta come succederà il 3 novembre negli Usa. Dove però lo Us Postal Service - considerato “patrimonio della nazione” e celebre per efficienza e puntualità – ha lanciato l’allarme. A causa del coronavirus che ha aumentato il bacino di utenza “alcune scadenze potrebbero essere incompatibili con i nostri servizi di consegna”.
Alexei Navalny, nuova foto su Instagram in cui cammina da solo
Oggi 19-09-20, 18:02

Alexei Navalny, nuova foto su Instagram in cui cammina da solo

Il dissidente russo Alexei Navalny, ricoverato all’ospedale Charite di Berlino dopo essere stato avvelenato con il Novichok, ha pubblicato su Instagram una foto che lo ritrae scendere le scale da solo e senza flebo. Il 44enne riferisce le sue condizioni di salute in un post a corredo dell’immagine. “Sono un ragazzo a cui tremano le gambe tremano quando sale le scale, ma pensa: ‘Oh, questa è una scala. E la percorre e magari dovrei cercare un ascensore’. Prima, sarei rimasto lì a fissarla”, scrive l’oppositore del Cremlino ricordando come nei giorni scorsi non “riconoscesse le persone” e avesse avuto difficoltà a “trovare le parole” e “a capire come parlare”. Visualizza questo post su InstagramUn post condiviso da Алексей Навальный (@navalny) in data: 19 Set 2020 alle ore 2:09 PDT“Ci sono ancora molti problemi da risolvere - continua Navalny nel suo post - ma i fantastici medici dell’ospedale universitario Charite di Berlino hanno risolto il problema principale. Mi hanno trasformato da una ‘persona tecnicamente viva’ in qualcuno che ha tutte le possibilità di diventare di nuovo la forma più alta di essere nella società moderna - una persona che può scorrere rapidamente Instagram e senza esitazione capisce dove mettere i like”.
Covid-19. I morti tornano ai livelli di inizio luglio
Oggi 19-09-20, 17:22

Covid-19. I morti tornano ai livelli di inizio luglio

Impennata dei decessi per Coronavirus: sono stati 24 nelle ultime 24 ore; ieri erano stati 10. Un dato così alto non si registrava dal 7 luglio, quando le vittime erano state 30. In calo invece i nuovi contagiati: 1.638, contro i 1.907 di ieri. In lieve aumento i tamponi: ne sono stati processati 103.223. Così i dati del ministero della Salute. Il totale delle vittime ha così raggiunto quota 35.692, quello dei casi positivi 296.569. In Lombarda il maggior aumento dei decessi (+9).Sul fronte ricoveri, dopo giorni si registra una diminuzione di quelli ordinari, 7 in meno, 2.380 in tutto, mentre le terapie intensive tornano a salire dopo il calo di ieri e sono 7 in più, 215 totali. Le persone in isolamento domiciliare sono 40.566, 704 più di ieri.
Perché mi scandalizza ma amo il fascismo poetico di Ezra Pound
Oggi 19-09-20, 17:20

Perché mi scandalizza ma amo il fascismo poetico di Ezra Pound

Non esistono poesie di destra o di sinistra, la poesia è il canto dello spirito. Esistono le idee personali sulle quali il poeta modula il proprio canto.Il novecento è stato un secolo di grandi poeti: chi massimamente mi ossessiona e mi interroga è l’americano Ezra Pound. Il mio credo politico è di sinistra, il mio poeta preferito è un fascista antisemita: la cosa vi scandalizza? Scandalizza anche me. Tra le funzioni della poesia c’è di scandalizzare il pensiero.Facendo sì che il più bel poema del novecento - ‘I Cantos’ - sia modulato anche sulla mitizzazione del fascismo, lo spirito della poesia ha forse voluto lanciarci un messaggio. Minimizzare i tratti fascisti della poetica di Pound per salvarne i versi, sarebbe fare torto allo spirito della poesia che così ha voluto. Il fascismo è un errore dell’uomo Pound e un pilastro portante dell’architettura dei “Cantos”, opera disarticolata ma segretamente coerente.Discutibile sarebbe anche ridurre il fascismo del poeta a documento degli errori di un’epoca: lo scandalo è che i versi fascisti di Pound sono belli. Del resto, basta aprire una pagina a caso del poema per venire travolti da schegge di enigmatico splendore: “E la molla della bambola che parla s’è rotta”, “Ho portato la grande sfera di cristallo; / chi la può sollevare? / Puoi tu penetrare nella ghianda di luce?”, “Ciò che sai amare rimane / il resto è scoria / Ciò che tu sai amare non sarà strappato da te / Ciò che tu sai amare è il tuo vero retaggio”.Dentro ‘I Cantos’ c’è di tutto: miti di diverse civiltà, l’epopea dei grandi presidenti americani e degli imperatori cinesi, il culto della tradizione, lo spaesamento novecentesco, la critica al capitalismo usuraio. Ci sono ricordi, deliri, visioni. C’è Mussolini e c’è l’abominevole antisemitismo.Le vicissitudini postbelliche dell’uomo Pound, accusato di tradimento dal governo del suo paese per le trasmissioni alla radio fascista, rinchiuso in una gabbia a Pisa e infine internato in un manicomio criminale statunitense, testimoniano quanto sia pericoloso essere veri artisti, percorrere fino al fondo il proprio sentiero.Al dilagante furore censorio che piega la storia delle arti alla morale odierna, oppongo un risoluto no. Il novecento, secolo luminoso e terribile, me lo tengo. La poesia di Ezra Pound che nonostante tutto ho saputo amare, nessuno me la strapperà.
Questi vasetti della Nutella sono un abbraccio all'Italia ferita (e contengono una sorpresa)
Oggi 19-09-20, 17:19

Questi vasetti della Nutella sono un abbraccio all'Italia ferita (e contengono una sorpresa)

L’Italia con Enit griffa la Nutella con un’edizione speciale a sostegno dell’amore per la Penisola. Trenta vasetti, in vendita dal 12 ottobre in edizione limitata e da collezione, che celebrano il Paese, toccando tutte le regioni. Dai borghi alle montagne, dalle isole alle città, dalle acque cristalline ai paesi colorati, ognuno è uno scorcio d’Italia. Un viaggio che porterà i consumatori a visitare in modo virtualme trenta località d’Italia.Inquadrando il QR code su ogni vasetto sarà possibile vivere un’esperienza di virtual reality. I contenuti saranno fruibili all’interno di una piattaforma digitale, dove sarà possibile mettere alla prova le proprie conoscenze legate al territorio, alla storia, alla cultura e godere di video-ricette legate alla tradizione culinaria del paese rivisitate in chiave Nutella.“Questo progetto contribuirà ad affermare l’Italianità e le eccellenze del Made in Italy con un brand immediatamente riconoscibile”, spiega il presidente Enit, Giorgio Palmucci.“Nutella firma il suo amore per l’Italia su ogni vasetto - aggiunge Alessandro d’Este, ad di Ferrero Commerciale Italia - . In questo momento difficile per un settore strategico della nostra economia come il turismo, Nutella si stringe accanto all’Enit per valorizzare la bellezza dell’Italia fatta di natura ed arte, città e borghi, mari e montagne, quella che il mondo intero ci invidia”.
Treviso, bimbo dimenticato sul bus: rompe il vetro da solo e si libera
Oggi 19-09-20, 16:28

Treviso, bimbo dimenticato sul bus: rompe il vetro da solo e si libera

È stato dimenticato sul bus che lo riportava a casa da scuola ma, nonostante i suoi 6 anni, non si è scoraggiato. Ha preso il martelletto di sicurezza, ha sfondato un vetro ed è uscito. Per lui - come racconta la Tribuna di Treviso - solo un taglietto e qualche minuto di attesa su una panchina dove, notato da alcune donne, ha raccontato l’accaduto ed è stato così consegnato alla madre.Il piccolo era a bordo di un mezzo pubblico che fa anche servizio per una serie di istituti scolastici a cavallo tra le province di Venezia e Treviso con a bordo, oltre all’autista, anche un’inserviente che segue i bimbi.Il protagonista della vicenda, durante il viaggio si è addormentato e quando è stato il momento di scendere non se n’è accorto. Di lui si sono dimenticati anche gli altri che erano a bordo così, quando si è svegliato si è trovato da solo nel deposito dei bus con le porte chiuse. Per nulla impaurito ha agito da sé mettendosi in salvo. Le scuse sono già state fatte alla famiglia dai responsabili del servizio di controllo.
"Mi sono alzato 3 volte e 3 volte mi hanno buttato a terra colpendomi"
Oggi 19-09-20, 16:23

"Mi sono alzato 3 volte e 3 volte mi hanno buttato a terra colpendomi"

Filippo la sera di Ferragosto è stato massacrato dai bulli: “Per i ragazzi picchiare è una moda. Ho rischiato la vita: ora fermiamoci”. La sua storia la racconta il Corriere della Sera:Quando lo hanno massacrato di botte Filippo credeva di morire. «Una sensazione terribile, la stessa che ho provato quando ho lettola tragedia di Willy— racconta —. Certo, senza quei dolori fisici che mi annebbiavano la mente, ma con la stessa angoscia, con la medesima sensazione lugubre e oscura. Così mi sono detto che dovevo fare qualcosa di buono per fermare questa violenza. Ho deciso di metterci il mio volto ferito e deturpato dalle botte e dico ai miei coetanei: vi prego fermatevi fino a che siete in tempo. Perché se vi sporcate l’anima siete perduti per sempre».Il racconto è terribile:«Mi sono alzato per tre volte — ricorda Filippo — e per tre volte mi hanno gettato a terra colpendomi con pugni e calci. Sembravano impazziti, colpivano e ridevano. Stavo per svenire quando ho sentito il medico dell’ambulanza gridare che dovevo stare sveglio a tutti i costi e allora ho capito che ce la dovevo mettere tutta per restare vivo».
Berlusconi voterà da casa
Oggi 19-09-20, 16:21

Berlusconi voterà da casa

Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi ha fatto richiesta per votare da casa secondo la procedura per i pazienti Covid. La richiesta è stata accolta e domani gli operatori raccoglieranno il voto a domicilio.
Alba Parietti si schiera: "No alla minigonna a scuola, è questione di buon gusto"
Oggi 19-09-20, 16:18

Alba Parietti si schiera: "No alla minigonna a scuola, è questione di buon gusto"

“La scuola è un luogo dove si va per studiare così come l’ufficio è un luogo dove si va per lavorare. L’abbigliamento deve essere dettato dal buongusto e non è il caso di indossare abiti succinti, cosa che si può fare invece in altre occasioni”. Parola di Alba Parietti che con l’Adnkronos interviene sulla protesta al Liceo Socrate di Roma dopo il presunto divieto della vicepreside di indossare abiti succinti perché i prof potrebbero ’gettare l’occhio’.“Forse la vicepreside conosce bene il lato bestiale degli uomini, ma detto questo, io non ne farei una questione di sessismo - dice la showgirl - ma di buongusto. Questo vale anche per gli studenti maschi che non devono andare a scuola in canottiera, pantaloni corti e infradito. Tutto dovrebbe essere nell’ordine del buongusto e bisogna vestirsi in maniera adeguata rispetto al luogo in cui si va.Certamente ognuno è libero di vestirsi come vuole, una trans ad esempio è libera di indossare abiti femminili, ma non è necessario mancare di buongusto rispetto al luogo”.Quanto ai professori che possono ’gettare l’occhiò, Alba Parietti è netta: “Un professore proprio per il ruolo che riveste dovrebbe tenere a bada l’istinto animale, se no non è più un educatore”.
Elezioni 2020. Referendum, regionali, amministrative. Guida al voto del 20 e 21 settembre
Oggi 19-09-20, 16:08

Elezioni 2020. Referendum, regionali, amministrative. Guida al voto del 20 e 21 settembre

Silenzio elettorale, oggi, in attesa dell’election day di domani e lunedì. I cittadini sono chiamati a votare per le suppletive del Senato, il referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari, il rinnovo di sette Consigli regionali e circa mille Comuni.Si vota in due giorni: domenica 20 settembre e lunedì 21. I seggi sono aperti dalle 7 alle 23 di domenica e dalle 7 alle 15 di lunedì. Sono 46.641.856 gli elettori chiamati ad esprimersi per il referendum costituzionale e 18.473.922 quelli per le elezioni regionali, che interessano 6 Regioni a statuto ordinario (Campania, Liguria, Marche, Puglia, Toscana e Veneto) e 1 a statuto speciale (Valle d’Aosta). Per le elezioni suppletive del Senato della Repubblica, gli aventi diritto al voto sono 467.122 per la Sardegna (Collegio plurinominale 01 - Collegio uninominale 03 Sassari) e 352.696 per il Veneto (Collegio plurinominale 02 - Collegio uninominale 09 Villafranca di Verona).Le elezioni amministrative interessano, invece, 962 comuni e coinvolgono 5.725.734 elettori. Tra i Comuni figurano diversi capoluoghi di provincia, tra cui Aosta, Arezzo, Bolzano, Chieti, Crotone, Fermo, Lecco, Macerata, Mantova, Matera, Nuoro, Reggio Calabria, Trani, Trento e Venezia, di cui tre sono anche capoluoghi di regione. Per cinque nuovi Comuni si voterà per la prima volta. Si tratta di Borgo d’Anaunia, Novella, San Michele all’Adige e Ville di Fiemme nella provincia autonoma di Trento e del nuovo comune di Presicce-Acquarica in provincia di Lecce. Il comune di Marcetelli, in provincia di Rieti, è quello con il minor numero di elettori, solo 74, mentre Venezia, con i suoi 200.700 elettori è il più grande.Gli scrutini saranno ‘scaglionati’: le prime schede che saranno scrutinate sono quelle delle elezioni suppletive, il cui spoglio inizierà lunedì subito dopo la chiusura dei seggi. Si prosegue con lo scrutinio del referendum costituzionale e successivamente, senza interruzione, si terrà lo scrutinio delle Regionali. Lo scrutinio delle comunali, invece, viene rinviato dalle ore 9 del martedì.Il quesito stampato sulla scheda referendaria è: “Approvate il testo della legge costituzionale concernente ‘Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari’, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n.240 del 12 ottobre 2019?”. L’elettore dovrà barrare la casella del Sì se vuole confermare la riforma costituzionale che riduce i parlamentari dagli attuali 945 a 600 complessivi (400 deputati e 200 senatori), mentre dovrà mettere un segno sul No se non vuole che la riforma entri in vigore. Per la validità del referendum costituzionale non è richiesto alcun quorum: l’esito referendario è comunque valido indipendentemente dalla percentuale di partecipazione degli elettori.
Assemblea Anm: "Sì all'espulsione di Palamara"
Oggi 19-09-20, 15:48

Assemblea Anm: "Sì all'espulsione di Palamara"

Sì all’espulsione di Luca Palamara. L’assemblea dell’Associazione nazionale magistrati ha respinto il ricorso presentato dall’ex presidente contro la decisione di espellerlo, confermando quindi quanto deliberato dal Comitato direttivo centrale il 20 giugno scorso. Il voto dell’assemblea è stato preceduto dall’intervento dello stesso Palamara, che ha spiegato le ragioni del suo ricorso.
Uno dei vaccini più promettenti è efficace al 60%. Il protocollo è pubblico. E per Burioni sono due ottime notizie
Oggi 19-09-20, 15:41

Uno dei vaccini più promettenti è efficace al 60%. Il protocollo è pubblico. E per Burioni sono due ottime notizie

Con una mossa senza precedenti, l’azienda Moderna che sta sperimentando uno dei vaccini anti Covid, considerato fra i più promettenti, ha reso pubblico il suo protocollo sperimentale. Roberto Burioni commenta la notizia della casa farmaceutica, che ha deciso di condividere lo studio sulla sperimentazione del vaccino anti COVID-19.Si legge su Medical Fact:Lo studio Moderna è “progettato” per riuscire a “vedere” un’efficacia del 60% della vaccinazione nel proteggere daCOVID-19,immaginando che sui 30.000 pazienti arruolati (15.000 hanno ricevuto il vaccino e 15.000 una finta vaccinazione, il placebo) in 6 mesi s’infetti lo 0,75% degli arruolati. Nel caso che il vaccino funzioni, nel gruppo placebo si infetterà lo 0,75%, mentre nel gruppo dei vaccinati gli infettati saranno lo 0,30%. Immaginando che questo accada lo studio potrà essere interpretato quando si raggiungeranno 151 casi di contagio complessivi, che speriamo siano principalmente nel gruppo dei non vaccinati.Questo dovrebbe richiedere circa 10 mesi dal momento in cui si è vaccinato il primo partecipante allo studio (non tutti vengono vaccinati contemporaneamente). Ovviamente se il virus circola più intensamente si fa prima, se il virus circola poco ci vuole più tempo. Una critica – minore – che si può muovere a questo protocollo è il calcolare anche i casi molto lievi: l’escluderli avrebbe dato un’idea migliore della efficacia del vaccino, ma non lamentiamoci, sono dettagli non fondamentali.Lo studio si svolge ovviamente in cieco: nessuno – neanche i medici o i capi dell’azienda – sa chi è stato vaccinato (due somministrazioni a distanza di quattro settimane) per davvero e chi è stato vaccinato per finta con una soluzione salina. Questi dati sono disponibili solo a un comitato ristretto che ha il potere di fermare lo studio in ogni momento. Perché uno studio può essere fermato? Esclusivamente per motivi etici.Lo studio Moderna è “progettato” per riuscire a “vedere” un’efficacia del 60% della vaccinazione nel proteggere da COVID-19. Alla domanda se un vaccino con un’efficacia del 60% possa essere utile risponde: “sappiate che io in questo momento firmerei con il sangue per avere un vaccino sicuro ed efficace al 60%. Se così fosse, però, ci sarebbero importanti implicazioni sociali e la presenza dei negazionisti sarebbe un problema per tutta la nostra comunità e non solo per la loro salute”.
Il Sì è un pericoloso via libera a una democrazia oligarchica: meno parlamentari e più lobbisti
Oggi 19-09-20, 15:30

Il Sì è un pericoloso via libera a una democrazia oligarchica: meno parlamentari e più lobbisti

Questo Referendum non è tanto una questione di numeri e di qualche flebile risparmio delle spese pubbliche. Più allarmante è invece “il messaggio criptico” che sottintende: la riduzione dell’agibilità democratica dei cittadini, il poter scegliere i propri rappresentanti, anche in seguito all’ormai decaduto ruolo di concertazione dei “Corpi intermedi”, sindacati, partiti, associazioni categoriali. Una cancellazione dei diritti e delle responsabilità civili, che dal Dopoguerra ad oggi, avevano invece fatto progredire le democrazie europee.La motivazione ideologica che accompagna la drastica riduzione si basa su di un mero taglio aritmetico, con risparmi effimeri, sconfessati da molti autorevoli osservatori. Siamo di fronte purtroppo ad un pericoloso “via libera” verso un sistema oligarchico della democrazia liberale, che da tempo sta sclerotizzando e mettendo in crisi persino gli Stati Uniti d’America, esempio principe del minor numero di Parlamentari, di scarsa rappresentanza popolare e maggior numero di Lobbisti.Sarebbe stato molto più efficace abbassare drasticamente gli appannaggi e i vitalizi, i più esosi dell’Unione Europea, e del numero delle Commissioni. Così pure per i consiglieri regionali. Un forte risparmio per le casse statali sarebbe anche rendere impossibile di percepire il cumulo di più pensioni adeguate con i contributi figurativi, a spese dell’INPS o di altri istituti previdenziali.Sarebbe stato più utile, per ridurre realmente il Deficit pubblico annuale ed efficientare la macchina statale, trasformare le Regioni a Statuto speciale in ordinarie, riducendo così drasticamente i trasferimenti finanziari dallo Stato centrale, abolendo antistorici privilegi.Votare NO è ritornare ad una politica non demagogica e più vicina ai bisogni reali della gente. Se passasse il SI, avremo una rappresentanza più elitaria, con minor numero di cittadini rappresentati per regione, e soprattutto scelti direttamente dai leader di ciascun partiti.Una motivazione istituzionale usata dai leader dei 5Stelle è legata alla forma dei Parlamenti in altri stati democratici, ritenuti più efficienti e meno dispendiosi dei nostri, senza però menzionare le loro forme elettorali e governative. Differenze istituzionali sostanziali, invece, che obiettivamente finora non dimostrano che il Parlamento italiano sia così inefficiente, pletorico, dispendioso come si vorrebbe far credere.La Germania, con il suo Bundestag, detiene il primato per il numero di deputati, 709 su 82 milioni di abitanti. Il sistema legislativo comprende inoltre la Camera dei Lander, il Bundesrat, con 69 rappresentanti eletti dai vari consigli regionali. Le elezioni sono a sistema proporzionale con lo sbarramento del 5% nei Lander. In Gran Bretagna c’è la Camera dei Comuni inglese, che si compone di 650 deputati, in rappresentanza di 66 milioni di sudditi di Sua Maestà. Anche in questo caso, la Monarchia federale britannica (4 stati con rispettivi parlamenti dall’ampia autonomia legislativa, Inghilterra, Galles, Nord Irlanda e Scozia) si basa sul bicameralismo con la Camera dei Lord, 772 membri non elettivi, di cui 87 a vita. Qui vige un sistema elettorale maggioritario a turno unico secco: vince chi ha un voto in più degli altri concorrenti e non il 51%.L’Assemblea Nazionale francese si compone di 577 membri eletti in rappresentanza di 67 milioni di abitanti. Il Senato ha 346 eletti a “suffragio indiretto” eletti da 150 mila amministratori locali e regionali e deputati. Il sistema elettorale è a doppio turno, dove nel secondo si possono anche scontrare tre contendenti. Il Presidente della Repubblica è anche il capo del governo.In quanto alle retribuzioni a livello mondiale, secondo l’Independent parliamentary standards authority (Ipsa), questa è la classifica in Sterline: gli italiani guidano la classifica con un appannaggio di 120.546 sterline, seguiti da Australia (117.805), Stati Uniti (114.660), Canada (100.166) e Norvegia (87.964). Nella seconda parte della classifica ci sono invece Irlanda (79.556), Germania (78.979), Nuova Zelanda (74.154), Svezia (69.017). Infine gli ultimi tre sono Regno Unito (66.396), Francia (56.815) e Spagna (28.969).Ma l’esempio più caro agli “eredi” di GianRoberto Casaleggio viene dagli Stati Uniti, dove esiste un sistema elettorale maggioritario secco: il Presidente è capo del governo e viene eletto dai “Grandi elettori”, anche se il numero dei voti popolari è minore del suo sfidante (ultimo caso i 3 milioni in più per la Clinton rispetto a Trump). La Camera è composta da 441 membri, di cui 435 con diritto di voto, e durano in carica solo 2 anni. Ogni Stato federato ha diritto ad almeno un rappresentante. Il Senato è invece formato da 100 membri, due per ogni Stato federato, e durano in carica per sei anni. Il Senato si rinnova di un terzo ogni due anni.A fronte di questi numeri minimi di rappresentanti per 330 milioni di abitanti (ogni Stato federale ha un suo parlamentino e un governatore con ampi poteri), vi sono almeno 30 mila Lobbisti registrati, all’opera nella capitale, con illimitate possibilità di incidere sulla formazione delle leggi (che vengono sottoposte al loro vaglio per le modifiche), di determinare le scelte di ministri, sottosegretari e parlamentari. La maggior parte sono avvocati e hanno stipendi da Top Manager, che fanno impallidire gli emolumenti dei Deputati, Senatori e dello stesso Presidente. Inoltre, è proprio tra loro che sempre più spesso i due partiti storici scelgono i nuovi rappresentanti. Nella storia contemporanea, ad esempio i coniugi Clinton, avvocati, facevano parte di uno studio lobbistico, così come Bush Senior era un influente esponente dei petrolieri. Il democratico Clinton è l’esempio più calzante di come vengono scelti i rappresentanti nelle istituzioni americane: avvocato, eletto giovanissimo Attorney general dell’Arkansas e dopo 2 anni governatore dello stato, quindi agli inizi dei Novanta presidente degli Stati Uniti. Bush Senior, seguì l’altra carriera abituale: petroliere, rappresentante diplomatico, capo della CIA, infine vicepresidente e presidente prima di Clinton. A lui si deve la proliferazione delle società private di difesa delle forze militari, dalla prima guerra contro l’Iraq in poi (come la Halliburton, multinazionale di impiantistica petrolifera e logistica militare).Eredi di una lunga tradizione di due secoli, regolamentata dalla The Federal Regulation of Lobbying Act (1946), i lobbisti, (80% con laurea in legge, ingegneria, medicina, chimica) e retribuzioni molto elevate, sono i veri concorrenti dei rappresentanti politici repubblicani e democratici, per far stabilire con leggi appropriate gli interessi di industrie, società finanziarie e assicurative, i “giganti” del WEB e dei “Big Pharma”, le aziende delle TLC e degli armamenti. Ma anche di imprese estere, associazioni professionali, università, chiese. Situazione analoga sta esplodendo a Bruxelles, dove tra l’Europarlamento e la Commissione Europea operano oltre 15 mila lobbisti a fronte di 736 deputati (appannaggio mensile sui 12/14 mila euro lordi), in rappresentanza di 446 milioni di abitanti di 27 paesi. 15 mila lobbisti che curano gli interessi delle grandi aziende industriali, finanziarie e assicurative, le associazioni di categoria, i gruppi ambientalisti, gli agricoltori, le industrie farmaceutiche, il settore delle Telecomunicazioni, del WEB e della Difesa. Spesso gli studi di lobbying sono proprietari di prestigiosi edifici nel quartiere comunitario e organizzano iniziative culturali, artistiche e conviviali da far impallidire i regnanti del Belgio. Sono quasi tutti laureati e guadagnano cifre da Top Manager. Registrati in uno speciale Albo unico comunitario, i lobbisti hanno libero accesso nelle riservate stanze dei deputati, dei commissari e dei funzionari. Possono anche partecipare come osservatori ai lavori delle commissioni parlamentari e hanno a disposizione i Draft, le bozze quasi definitive, delle leggi, sulle quali possono inserire le loro modifiche interessate sugli articoli, esponendo i loro criteri giuridici e risultati di ricerche di mercato.Un potere di condizionamento enorme quello dei lobbisti, che trova terreno di coltura proprio nell’esiguità del numero dei nostri rappresentanti, nella scomparsa dei “corpi intermedi” e nell’impossibilità dei cittadini di trovare spazi di democrazia di base, come avveniva una volta.Una democrazia oligarchica, azzoppata, dove i “poteri forti” attraverso il lobbismo sempre più esteso hanno solo bisogno di “sepolcri imbiancati” nei quali custodire pochi esponenti politici, per far credere che si vive ancora liberi e nell’autoderminazione. Alla popolazione rimarrà la “piazza virtuale” quella dei Social Network, ultimo sfogatoio, ma senza poteri concreti di incidere sulle scelte collettive.
Anche Zaia riapre gli stadi, fino a mille spettatori
Oggi 19-09-20, 15:28

Anche Zaia riapre gli stadi, fino a mille spettatori

Dopo l’Emilia Romagna anche il Veneto riapre gli eventi sportivi al pubblico. In Veneto al massimo 1.000 spettatori negli impianti all’aperto e 700 al chiuso. Lo prevede l’ordinanza del presidente della Regione, Luca Zaia.“Il calcio merita rispetto - va intanto all’attacco il presidente della serie A Dal Pino - bisogna pianificare le cose dialogando”. E riferisce che a luglio era stato redatto uno studio su come riaprire gli stadi in sicurezza: ‘nessuno ci ha mai chiamato nemmeno per affrontare questo discorso’. Il protocollo della serie A per la riapertura degli stadi “non è affatto stato ignorato”, è la replica del ministro che rivendica che senza la norma per i corridoi per gli stranieri i campionati non sarebbero ripartiti.
Bonafede e i 5 stelle siano coerenti e intervengano sull'arresto in carcere della portavoce no tav Lauriola
Oggi 19-09-20, 15:20

Bonafede e i 5 stelle siano coerenti e intervengano sull'arresto in carcere della portavoce no tav Lauriola

Pochi giorni fa a Torino è stata arrestata e reclusa in carcere la portavoce No Tav Dana Lauriola, dovrà scontare una condanna definitiva a 2 anni per una protesta del marzo 2012. Il reato: avere occupato il casello autostradale di Avigliana (To) facendo passare gli automobilisti senza pagare il pedaggio.Indipendentemente dalle idee che Lauriola esprime, e che non condivido, e dai modi utilizzati da molti di loro che hanno visto, troppo spesso, primeggiare la violenza contro le forze dell’Ordine e addirittura anche solamente contro chi la pensava diversamente da loro, nel caso specifico mi chiedo e chiedo: è accettabile che le venga riservato un trattamento diverso da qualunque altro accusato e condannato?Davvero per una condanna a 2 anni per un reato come quello commesso da Lauriola, aver bloccato le sbarre di un casello facendo passare gli automobilisti senza pagare, è legittimo rigettare qualsiasi misura alternativa al carcere?Richiesta di misure alternative per cui, peraltro, avevano dato parere favorevole anche gli assistenti sociali ministeriali e che sono state respinte.Davvero una donna di 38 anni non può scontare la pena per un reato del genere ai domiciliari o comunque in forma diversa dal carcere? Ho presentato un’interrogazione al ministro Bonafede ma mi auguro che intervenga subito, senza attendere i tempi della risposta in Parlamento.La storia di questa donna condannata a due anni di carcere per una manifestazione di protesta fatta quando aveva 32 anni mi ha portato a ricordare un evento differente ma simile in cui mi imbattei appena eletto nel 2013.La storia di Artic Sunrise, la nave di Greenpeace che fu sequestrata militarmente dall’esercito russo perché tentò un abbordaggio a una piattaforma petrolifera nel Mar Artico.Una delle famose manifestazioni pacifiche di Greenpeace di grande effetto comunicativo per protestare contro le estrazioni indiscriminate di petrolio in quello che è l’ultimo santuario ambientale come il Mare artico.Ma ieri, come oggi, la reazione fu esagerata: i 30 ragazzi di Greenpeace di 18 nazionalità furono abbordati dei militari con elicotteri, a mano armata, rinchiusi in carcere con l’accusa di pirateria e il rischio concreto di una condanna a 15 anni.In tanti si mobilitarono e tra questi Paul McCartney che scrisse una bella e toccante lettera che vi invito a cercare e leggere.Io stesso appena eletto deputato rimasi molto colpito e grazie alle informazioni dirette del direttore di Greenpeace Pippo Onufrio scrissi diversi articoli e appelli a personalità pubblicati da questo stesso giornale.Mi sembrava incredibile, ingiustificato, sproporzionato che delle persone che manifestavano pacificamente rischiassero 15 anni di carcere durissimo e pensavo che tutti quelli che potevano dovevano manifestare il loro disaccordo.Scrissi numerose lettere, molte pubblicate su Huffington post, per chiedere aiuto, un semplice interessamento o di esprimere la loro opinione. Tra questi ricordo quella al presidente confindustria Squinzi, all’Ad dell’Eni Scaroni, al premio Nobel Dario Fo.So bene che il paragone tra la storia di Arctic 30 e quella del movimento no notav è diversa e azzardata.Le azioni di Greenpeace si sono sempre caratterizzate nel mondo per la loro spettacolarità e per la loro pacificità, mentre quelle del movimento no TAV sono purtroppo note per la loro eccessiva violenza, molte persone hanno subito danni fisici e materiali e minacce, non sarebbe dovuto accadere.Ma nel fatto specifico negare le pene alternative, proposte anche dagli assistenti sociali del ministero, ed infliggere una detenzione di due anni a una donna di 38 anni è un procedimento inspiegabile a tanti ma soprattutto ai nostri giovani.Mi piace ricordare una delle lettere per chiedere aiuto per i giovani di Artic ed in particolare quella all’allora Amministratore Eni Scaroni, si citava un passaggio di una lettera che Don Milani del febbraio 1965 inviò ai cappellani militari.Allora gli attivisti erano gli obiettori di coscienza: “Aspettate ad insultarli: domani forse scoprirete che sono profeti. Certo il luogo dei profeti è la prigione ma non è bello star dalla parte di chi c’è li tiene”.Due anni dopo nel 2015 il Tribunale dell’Aja sentenziò che il sequestro dell’Artic Sunrise era illegale. Mosca violoò il diritto internazionale e doveva risarcire il Governo Olandese (la nave batteva bandiera olandese).Oggi come ieri, Il rischio concreto è quello che il provvedimento non riesca a correggere degli atteggiamenti sbagliati e non ottenga che non accadono mai più ma quello di rialzare la tensione sul territorio.Il ministro Bonafede e il suo movimento M5S, che tanto hanno promesso ai giovani del NO Tav, non possono e non devono girarsi dall’altra parte dinnanzi alla negazione delle pene alternative. Dovrebbero farlo per coerenza con le promesse fatte in campagna elettorale, dovrebbero farlo perché è giusto e se non lo fanno deve intervenire il presidente Conte. Quella scritta “la legge è uguale per tutti” non deve essere mai dimenticata o peggio sparire e ricomparire a secondo dei casi.
Oliviero Toscani sulle minigonne a scuola: "Se un professore guarda non vuol dire che in automatico molesti o violenti'
Oggi 19-09-20, 15:09

Oliviero Toscani sulle minigonne a scuola: "Se un professore guarda non vuol dire che in automatico molesti o violenti'

“Non è che allungando le gonne si toglie ai professori e agli alunni maschi il vizio di guardare. Che poi va anche detto che ciò che è bello può e deve essere ammirato. Se anche un professore guardasse una ragazza, non vorrebbe dire che automaticamente poi la violenti o la molesti. Purtroppo questa mentalità fa parte di un retaggio secolare, che difficilmente verrà superato in breve tempo.Alla base c’è una cultura religiosa, cattolica e ipocrita che ha generato un maschilismo che, senza distinzioni, appartiene anche alle donne stesse, come nel caso di questa vicepreside. E’ una cosa stupida, da imbecilli, ma difficilmente superabile”. Lo dice all’AdnKronos il fotografo Oliviero Toscani, commentando la protesta scoppiata al Liceo Socrate di Roma all’indomani della presunta richiesta da parte della vicepreside di non indossare in classe abiti troppo succinti.
Scriveva di Willy: "Avete tolto di mezzo lo scimpanzè. Siete eroi”. Denunciato dalla Postale
Oggi 19-09-20, 15:00

Scriveva di Willy: "Avete tolto di mezzo lo scimpanzè. Siete eroi”. Denunciato dalla Postale

Pensava di farla franca nascondendosi dietro un profilo fake, un ragazzo di 23 anni, residente a Treviso che, subito dopo la morte del giovane Willy Monteiro Duarte, deceduto a Colleferro a seguito di una violenta aggressione, aveva esultato sui social con frasi che avevano sconcertato l’opinione pubblica tanto da provocare molteplici segnalazioni di protesta da parte di cittadini indignati. Studente universitario, esperto di informatica, aveva “postato” il suo odio e la sua intolleranza razziale arrivando a definire “eroi” gli assassini per aver ucciso un giovane di colore, definendolo “scimpanzè”.Il giovane è stato identificato e denunciato dalla Polizia.Lo studente, che aveva postato la frase “Come godo che avete tolto di mezzo quello scimpanzè. Siete degli eroi”, oltre ad aver creato un personaggio virtuale, cui aveva dato il nome di Manlio Germano, il sottosegretario interpretato da Claudio Amendola nel film “Caterina va in città”, si connetteva ai social network attraverso provider esteri, utilizzando tecniche di anonimizzazione in grado di mascherare le tracce informatiche della navigazione, convinto che sarebbe stato impossibile rintracciarlo.“All’esito di un’attenta e meticolosa indagine, espletata attraverso le più moderne tecniche di analisi informatica e di ricostruzione del traffico telematico, resa ulteriormente complessa dalle connessioni sui provider esteri - fa sapere la Polizia - gli uomini della Polizia Postale di Roma e Latina con la collaborazione dei colleghi specialisti di Firenze e Venezia, è riuscita comunque a risalire all’autore dello spregevole post, a rintracciarlo presso un albergo del capoluogo toscano ed a deferirlo alla Procura della Repubblica di Latina che ha coordinato le complesse indagini informatiche”.