HuffPost

HuffPost (noto fino al 2016 come The Huffington Post) è un blog e aggregatore statunitense fondato nel 2005 ed in breve tempo diventato uno dei siti più seguiti del mondo. L'edizione italiana di The Huffington Post ha debuttato il 25 settembre 2012, realizzata in collaborazione tra l'Huffington Post Mediagroup e il Gruppo Editoriale L'Espresso. Dal maggio 2017 anche l'edizione italiana ha modificato la testata in HuffPost, la stessa dell'edizione statunitense.
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Con Greta in piazza a Madrid. "La Cop siamo noi"
Oggi 07-12-19, 10:03

Con Greta in piazza a Madrid. "La Cop siamo noi"

“La Cop siamo noi, siete voi in piazza”.Sono state queste le parole che Greta ha pronunciato alle 20:40 di fronte ad una piazza gremita di gente. 5,8 Km di corteo. Bambini che disegnavano a terra con i gessi, adolescenti mascherati, adulti che indossavano i costumi tipici dei loro paesi di origine. Un gruppo di manifestanti provenienti dal Chile che ricordavano la loro terra. Albanesi, Giapponesi e Filippini, gruppi di persone provenienti da ogni angolo del mondo hanno marciato da Atocha fino a Nuestros Ministerios al ritmo del loro cuore, che batte per la causa climatica.Quello di oggi è stato uno strike particolare, nato dall’esigenza di voler far pressione sui leader riuniti di nuovo al capezzale della Terra, che come ha detto in serata la nostra paladina, “stanno negoziando il nostro futuro” al Cop 25.Dopo la conferenza stampa di questo pomeriggio, l’attivista climatica si è unita al grande fiume di gente. In poco tempo però è stata costretta a salire su un’auto elettrica per questioni che potevano mettere a repentaglio la sua sicurezza.Durante il cammino l’atmosfera calda e serena, gli abiti colorati e il suono della musica tipica dei paesi di origine, rendevano il messaggio ancora più dirompente in un clima festoso. Quasi a voler esorcizzare il dolore.Davvero da ogni parte del mondo ci si sta mobilitando.Poi, a metà strada, il coro: “Qhat do we want? Climate justice” e i cartelli #Fridaysforfuture. Sembrava di essere a casa, in Italia.Le migliaia di persone si sono poi riversate nella piazza di Nuevo Ministerios che sembrava davvero piccola. Il palco allestito e l’intervento di un ragazzo di dieci anni hanno aperto le danze, poi la sfilata di “tutte le bandiere del mondo” o almeno di gran parte, l’intervento di una donna che in portoghese ha urlato: “dobbiamo decarbonizzare la mente dei leader e riforestare il cuore della gente”. Hanno seguito le parole di un grande attore che ha definito senza troppi giri Mr. Trump “uno stupido” e quindi di Greta.Lunghissimi applauso e urla l’hanno accolta sul palco. Lei con il suo cartello bianco con la scritta nera: “Sciopero dalla scuola per il clima” ha iniziato:“Hola Madrid! Como estais? Estoy muy contenta de estar aquì y gracias …”. Greta ricorda che i discorsi non bastano più e che il cambiamento ci sarà, che lo vorremo o no. Ha aggiunto: “La Cop siamo noi in piazza” facendo esplodere un fragoroso applauso.Cambiano i termini ma ad un anno e mezzo dal suo primo strike, l’appello è sempre lo stesso ed è sempre più accorato perché troppo poco è cambiato.Stiamo continuando a prendere a calci una povera moribonda, nostra Madre Terra, che ci ha dato tutto compreso il bene più prezioso. La Vita!
Chiede uso tassametro a Fiumicino, tassista gli frantuma il naso con un pugno
Oggi 07-12-19, 09:50

Chiede uso tassametro a Fiumicino, tassista gli frantuma il naso con un pugno

La Polizia di Stato di Fiumicino ha individuato un tassista colpevole di lesioni per futili motivi nei confronti di un passeggero italiano appena sbarcato a Roma da Madrid.Il passeggero, rivoltosi a un tassista in regolare servizio presso l’aeroporto, al fine di ottenere l’applicazione del tassametro per la corsa dallo scalo romano alla Capitale, è stato aggredito dallo stesso tassista e colpito con un violento pugno in pieno volto, che ha causato al malcapitato la frattura del setto nasale.La violenta scena, ripresa dalle telecamere posizionate nell’area esterna arrivi del terminal 3, è avvenuta di fronte alla totale indifferenza sia degli altri tassisti e degli addetti volontari del “taxi service” che si occupano di assistere i passeggeri che richiedono il servizio di trasporto, sia da parte delle altre persone in transito.Dalle immagini l’uomo si rivolge al tassista, che appare fin da subito visibilmente irritato, al punto tale da rifiutare il carico dei bagagli a bordo del taxi e in più di una occasione respinge uno dei bagagli. Nel frangente, mentre è in corso la discussione fra i due, un assistente del servizio taxi con indosso un fratino giallo fa salire a bordo della stessa vettura un altro cliente, mentre il tassista risale a bordo dell’auto.Il primo viaggiatore, probabilmente infastidito, bussa più volte sul vetro posteriore del taxi per chiedere spiegazioni all’autista. Nella scena seguente il tassista infuriato, scende e a passo spedito va incontro al viaggiatore e lo colpisce con un pugno in pieno volto. L’aggredito a quel punto cade all’indietro, mentre il tassista riparte alla guida dell’auto con l’altro cliente a bordo. L’uomo colpito riesce faticosamente a rimettersi in piedi.Pochi minuti dopo l’uomo aggredito viene assistito e medicato nel vicino pronto soccorso aeroportuale di Adr e poi trasferito all’ospedale Cto di Roma, dove gli è stata diagnosticata la frattura del setto nasale giudicata guaribile in 30 giorni.
In India è morta la donna bruciata dai suoi stupratori
Oggi 07-12-19, 09:42

In India è morta la donna bruciata dai suoi stupratori

È morta la notte scorsa in un ospedale di Delhil a donna che due giorni fa era stata bruciata viva mentre era diretta in tribunale per testimoniare contro i suoi stupratori. La donna era stata trasferita in ospedale nel tentativo di salvarla, ma le sue condizioni erano apparse subito disperate.Residente a Unnao, un villaggio, nello stato dell’Uttar Pradesh, la 25enne era stata vittima lo scorso marzo di uno stupro di gruppo. Invece di tacere, aveva denunciato i violentatori che da allora hanno tentato di tutto per metterla a tacere, minacciando anche i suoi familiari. L’hanno aggredita mentre andava in tribunale per partecipare alla prima udienza del processo; dopo averla picchiata, gli assalitori hanno dato fuoco al suo sari.Prima di venire ricoverata in gravissime condizioni, con ustioni sul 70% del corpo, la donna è riuscita a denunciare nuovamente alla polizia gli aggressori, che sono stati arrestati il giorno stesso. Trasferita ieri in aereo da Lucknow a Delhi per l’aggravarsi delle sue condizioni, è morta poche ore dopo, per arresto cardiaco.Stupri, aggressioni, violenze di ogni genere ai danni di bambine, ragazze e donne sono all’ordine del giorno in India e nonostante crescenti manifestazioni la piaga sociale non accenna a diminuire. Secondo i dati diffusi dal governo, nel 2017 la polizia ha registrato 33.658 casi di donne stuprate, una media di 92 al giorno.
Fabrizio Corona esce dal carcere, entra in un istituto "per cure psichiatriche"
Oggi 07-12-19, 09:22

Fabrizio Corona esce dal carcere, entra in un istituto "per cure psichiatriche"

L’ex re dei paparazzi Fabrizio Corona esce dal carcere per scontare la pena in istituto di cura vicino a Monza. Lo ha stabilito il giudice di Sorveglianza di Milano con una decisione “umanitaria”, come scrive Il Corriere della Sera.Si tratta, infatti, di una “differimento della pena da eseguire in detenzione domiciliare umanitaria” in un istituto dal quale non potrà allontanarsi in quanto è il luogo nel quale proseguirà a scontare la sua pena durante le cure.Corona è stato in carcere 5 anni e 5 mesi (su 9 anni e 8 mesi totali) ed era stato ammesso a misure alternative finché nel marzo 2019 il beneficio gli era stato revocato a causa di una serie di violazioni, alcune delle quali durante le sue presenze tv.Ora le relazioni psichiatriche dell’équipe di San Vittore hanno segnalato il patologico progredire di disturbi della personalità borderline, associati a tendenze narcisistiche e a episodi depressivi, con l’indicazione che Corona non reggerebbe più il carcere e inizierebbe già ad essere resistente alle terapie farmacologiche.
Voglia dell'uomo forte
Ieri 06-12-19, 21:55

Voglia dell'uomo forte

Non c’è da scomodare la Repubblica di Weimar, per spiegare il rapporto del Censis, con “l’attesa messianica dell’uomo forte”, che sgorga dalle viscere della società italiana. Dall’incertezza. In fondo basta la fotografia di fine giornata, col presidente del Consiglio che, a un certo punto, lascia palazzo Chigi per salire al Quirinale per parlare di manovra. Il solito incontro che doveva rimanere riservato, ma viene fatto trapelare, secondo un consumato copione per cui, quando è il difficoltà, Conte ha bisogno di farsi scudo di Mattarella, per placare gli effervescenti partner della maggioranza. E che, secondo un consumato copione, alimenta una ridda di voci sulla crisi, come se fosse imminente, dopo una giornata in cui, più volte, è rimbalzata la parola “voto”.Non è dato sapere se come la pensi il capo dello Stato della situazione sia stato l’oggetto del colloquio, ma chi frequenta il Colle assicura che il suo pensiero ruota attorno ad un punto fisso. Che non è la stabilità a prescindere del governo, a dispetto dei santi e di ciò che le forze politiche vorranno fare, anzi su tutto ciò il sentimento prevalente è il disincanto. Il punto fisso è che la manovra dovrà essere approvata, perché va messo in sicurezza il paese, poi ognuno potrà assecondare questo o quell’istinto belligerante. La parola che domina il rapporto annuale del Censis è “incertezza” (l’anno scorso era “cattiveria”, l’anno prima “rancore”), determinata dalle mutate condizioni sociali, dall’ansia di dovercela fare soli, indeboliti i canali tradizionali di protezione, dalla sfiducia verso partiti e politica. Incertezza è la parola chiave per raccontare la politica italiana in questa fase. La giornata di oggi è paradigmatica, con una lite su quattro spicci fino al punto di evocare il voto, la drammatizzazione di una salita al Colle, uno dei protagonisti, stavolta Renzi, come ieri poteva essere Di Maio che annuncia il proseguo del ballo per il prossimo anno “ne vedremo delle belle”, dopo aver una giornata in cui ha portato al parossismo la strumentalità della sua azione, perché non si è mai visto che, per piantare una bandierina, si minaccia la crisi sulla plastic tax.Tutto questo è la cronaca di una palude, di governo fermo, in un paese fermo o se preferite di un paese senza governo. Il governo è incapace di decidere dalla prescrizione al Mes, dall’autonomia all’Ilva ad Alitalia, in una dinamica litigiosa in cui nessuno ha la forza, la leadership in coraggio di assumere una iniziativa e, ognuno, nella sua debolezza riesce solo a minacciare. Anche il voto, come se fosse uno sparo a salve, proprio sapendo che nessuno a convenienza ad andarci. Questo accade in un paese la cui drammatica crisi è attestata dai quotidiani dati sull’economia reale, l’ultimo di ieri di Federmeccanica che attesta il 3,12 in meno di produzione industriale.Ecco, nascono da qui, da questo intreccio sistemico, le pulsioni di cui parla il Censis, senza scomodare Weimar o il ’29. È la crisi di sistema che produce il desiderio di uomo, non l’uomo forte che produce la crisi di sistema. Non è l’iniziativa politica di Salvini che sta terremotando il quadro, anche perché a ben vedere questa iniziativa non c’è. Al netto del tasso di propaganda quotidiana siamo di fronte a un’opposizione che non alimenta il conflitto sociale, mostrando in definitiva di non avere fretta di tornare al governo, in una situazione così delicata: enormi grane sul tavolo, come Ilva e Alitalia, casse vuote, soprattutto in relazione alle promesse del “meno tasse per tutti”, un rapporto difficile con l’Europa. In fondo a Salvini va bene così e sceglierà, senza fretta, il momento propizio per andare al voto: gli bastano 15 senatori dei cinque stelle che già ha e il gioco è fatto.E allora, Salvini o non Salvini, il punto è altro. Magari il governo andrà avanti nell’incastro perfetto di debolezze e minacce e non ci sarà la “crisi di governo”, ma sta saltando il paese. È in atto una crisi più profonda anche perché non è governato. La democrazia entra in crisi proprio se non è capace di decidere, a maggior ragione in una società così frenetica e presentista. Ecco il pericoloso desiderio di semplificazione dei processi di decisione, per cui, se si va avanti così, il paese si affiderà a chi chiederà pieni poteri, sia esso Salvini o un altro, in un’Italia, come il resto del mondo, dominato dalla precarietà e dalla paura. E chi ha paura non è avvezzo ad affidarsi alla processualità e alla delega, figuriamoci a chi, dopo novanta giorni, non ha ancora affidato le deleghe ai sottosegretari, ovvero non è nel pieno della sua operatività, neanche formale.
Trasferiti 120mila euro da "Italia 5 stelle" all'Associazione Rousseau. Malumore tra i parlamentari M5s
Ieri 06-12-19, 20:57

Trasferiti 120mila euro da "Italia 5 stelle" all'Associazione Rousseau. Malumore tra i parlamentari M5s

Giornata di malumore tra i parlamentari del Movumento 5 stelle. A creare scompiglio è la notizia del trasferimento del fondo cassa (circa 120mila euro) dal “Comitato eventi nazionali”, che organizzò la festa di “Italia 5 Stelle” a Rimini nel 2017, all’Associazione Rousseau. “Se le cose stanno così, è una ragione in più per rivedere le regole che caratterizzano i rapporti tra Rousseau e Movimento 5 Stelle”, commenta il deputato Giorgio Trizzino, che da tempo invoca la convocazione di un’assise congressuale “che integri la piattaforma” della democrazia diretta grillina. Sulla stessa linea c’è Luigi Iovino, segretario della Presidenza della Camera: “Piena fiducia in Rousseau, ma bisogna fare chiarezza sulla vicenda”.Nelle chat dei parlamentari non manca chi vuole vederci chiaro. E se un eletto sollecita la convocazione di un’assemblea con il capo politico Luigi Di Maio per parlare della vicenda, un altro parlamentare, più drastico, minaccia di non versare più i soldi all’Associazione, in barba al regolamento interno. Sul tema interviene anche il deputato di Italia Viva Michele Anzaldi: “Quanto rivelato dall’Adnkronos a proposito di fondi che passano in maniera oscura da un soggetto all’altro della galassia M5s e finiscono poi sempre a Rousseau merita dei chiarimenti”, afferma il renziano in una nota.
Giuseppe Leogrande è il nuovo super commissario di Alitalia
Ieri 06-12-19, 20:44

Giuseppe Leogrande è il nuovo super commissario di Alitalia

L’avvocato Giuseppe Leogrande è il nuovo super commissario unico di Alitalia. Lo rende noto il Mise dopo il passo indietro dei tre commissari straordinari della ex compagnia di bandiera, Enrico Laghi, Stefano Paleari e Daniele Discepolo, che incontrano nel pomeriggio proprio al Ministero dello Sviluppo economico il titolare Stefano Patuanelli. “Voglio ringraziare i tre commissari per il lavoro svolto in una situazione di criticità e per la sensibilità istituzionale dimostrata in questi mesi nella gestione di un dossier complesso, che purtroppo non ha portato ad una soluzione di mercato definitiva per la compagnia”, commenta Patuanelli, che con Leogrande spera di risolvere il dossier. “Assieme a lui lo Stato dovrà agire per permettere il rilancio definitivo di Alitalia”, ha precisato il ministro.Intanto l’azienda chiede al governo di poter beneficiare di nuova cassa integrazione straordinaria per 1.180 dipendenti con una nuova scadenza fissata al 23 marzo 2020. La richiesta di prolungamento della Cigs, che prima interessava 1.075 addetti, riguarderà 80 comandanti, 350 assistenti di volo e 750 addetti del personale di terra. La scadenza per la precedente cassa è prevista per il 31 dicembre 2019.Ieri la ministra dei Trasporti, Paola De Micheli, aveva detto di aver concordato con Patuanelli la nomina di un super commissario per traghettare la compagnia fino a maggio, con il sostegno di un nuovo prestito ponte da 400 milioni per gestire la ristrutturazione e una successiva possibile alleanza con i tedeschi di Lufthansa.Intanto Atlantia, che si è ritirata dopo aver tentato di formare una cordata con Fs, Tesoro e gli statunitensi di Delta, potrebbe essere rimasta alla finestra. “Siamo ancora disponibili ma serve un vero piano di rilancio”, ha detto il presidente della holding del gruppo Benetton, Fabio Cerchiai, intervistato da Il Messaggero. Tuttavia la tensione attorno al dossier resta alta.I dipendenti di Alitalia hanno proclamato uno sciopero per il 13 dicembre contro i possibili tagli al personale. “Non siamo disponibili a sacrifici sul lavoro e sul costo del lavoro perché i lavoratori hanno già dato”, ha dichiarato la Filt Cgil.
Italia Viva si intesta la battaglia sulle tasse per uscire dal cono d'ombra dell'inchiesta su Open
Ieri 06-12-19, 20:37

Italia Viva si intesta la battaglia sulle tasse per uscire dal cono d'ombra dell'inchiesta su Open

I sondaggi li hanno inchiodati al 5% e l’asticella non sembra smuoversi in nessun modo. Perfino il partito di Carlo Calenda, visto come fumo negli occhi da Matteo Renzi, sta mostrando margini di crescita. Italia Viva no. C’è questo dietro la strategia messa in atto dall’ex premier. Strategia che prevede distinzione sempre e comunque, movimentismo, protagonismo fino ad attaccare su tutto, comprese le microtasse previste nelle manovra. Questo iperattivismo nei confronti del governo è anche un modo per sovrastare mediaticamente tutti i rimbalzi dell’inchiesta sulla fondazione Open, che stanno squassando il mondo renziano.E così, alla ricerca di centralità, nelle tensioni tra M5s e Pd si è inserita Italia Viva. In che modo? I senatori renziani hanno abbandonato i lavori della commissione e presentato dei subemendamenti al maxiemendamento sulla manovra con l’obiettivo di azzerare le nuove tasse (plastic tax, sugar tax e stretta sulle auto aziendali). A questo punto ieri sera si è riunito un vertice di maggioranza presieduto dal premier prima del quale il leader di Italia Viva ha parlato del 50% di possibilità di tornare al voto.L’escalation dei toni è appena iniziata. La riunione è ricominciata questa mattina e i presupposti con i quali Italia Viva si è presentata al tavolo sono i seguenti. Entrando a Palazzo Chigi, il vicecapogruppo Luigi Marattin esordisce: “Il Pd ha una visione sovietica dell’economia”. Toni non certo distensivi. Anzi, sono sempre più perché vorrebbero distogliere l’attenzione dall’inchiesta sulla fondazione Open e da un altro caso giudiziario che si è aperto nel tardo pomeriggio.Giusy Occhionero, deputata di Italia Viva, ha ricevuto un avviso di garanzia e un invito a comparire dai pm che l’accusano di falso in concorso. Avrebbe presentato il Radicale, Antonello Nicosia, fino ad allora conosciuto solo telefonicamente, per suo assistente parlamentare, consentendogli di entrare con lei nelle carceri senza autorizzazione. Solo in un secondo momento, dopo tre ispezioni in istituti di pena siciliani, i due avrebbero formalizzato il rapporto di collaborazione.Una grana per il partito di Matteo Renzi, alle prese con un problema molto più grande. Dunque il leader di Italia Viva, in questo contesto, attacca “chi ha marciato fin troppo sulla vicenda Open” per non essere attaccato. Nella sua enews scrive: “Qualcuno ha marciato fin troppo su questa vicenda, arrivando a fare strane ipotesi sul mio ruolo. Chi mette in discussione la mia onestà - si sappia – finisce denunciato. Li cito in giudizio”. E poi annuncia che parlerà “in Aula il 12 dicembre, al Senato. Ho molto da dire su questo tema. E non le manderemo a dire: male non fare, paura non avere”.Infine torna sulla vicenda delle tasse in questa fase buia per Italia Viva. “Tasse e di giustizia, sono due argomenti dove il populismo è forte. Ma Italia Viva è nata per combattere il populismo, ogni forma di populismo”. E non c’è tema migliore di quello sulle tasse pe uscire dal cono d’ombra in cui è finita Italia Viva.
Conte al Quirinale per la Manovra
Ieri 06-12-19, 20:26

Conte al Quirinale per la Manovra

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è al Quirinale per un colloquio con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Al centro dell’incontro la Manovra economica.Il premier ha lasciato palazzo Chigi nel pomeriggio mentre era in corso il vertice di maggioranza sulla manovra economica, che ancora non si è concluso.
Di Maio: "A Bruxelles impegno per togliere sanzioni alla Russia"
Ieri 06-12-19, 20:20

Di Maio: "A Bruxelles impegno per togliere sanzioni alla Russia"

Di Maio asseconda Bruxelles, ma invita a riflettere sulle ripercussioni che le sanzioni europee a Mosca potrebbero verificarsi anche in Italia. A margine del bilaterale col suo omologo russo Sergej Lavrov, il ministro degli Esteri italiano ha spiegato che “Sul tema delle sanzioni alla Russia da parte dell’Unione europea, l’Italia si muove nel solco di Bruxelles ma intende promuovere anche una riflessione politica in seno all’Unione sugli effetti che le sanzioni, e le contro-sanzioni russe, stanno avendo sulle nostre aziende”. Di Maio ha affermato di voler evidenziare anche “i passi in avanti compiuti nell’accordo di Minsk nello scongelare la situazione”.Di Maio ha comunicato a Lavrov di aver fatto presente anche il problema delle sanzioni poste da Mosca sul parmigiano reggiano. ”È una sanzione che va rimossa - ha detto il capo della Farnesina - perché non rientra nei parametri stabiliti per le altre misure economiche imposte ai prodotti europei. È un prodotto d’eccellenza del nostro made in Italy”.
Il centrodestra non trova un accordo sulla Calabria
Ieri 06-12-19, 19:47

Il centrodestra non trova un accordo sulla Calabria

Fumata ancora nera ad Arcore. Il vertice del centrodestra che avrebbe dovuto sciogliere il nodo sulla Calabria finisce in un nulla di fatto. Una nube nera si addensa sulla regione del Mezzogiorno che tornerà al voto lo stesso giorno dell’Emilia Romagna, vale a dire il 26 gennaio. Non c’è il nome del candidato del centrodestra che dovrebbe spettare a Forza Italia. Ecco, dopo l’ennesimo vertice di oltre tre ore le posizioni restano immutate. Con Matteo Salvini e Giorgia Meloni che dicono senza se e senza ma “no” a Mario Occhiuto, ovvero l’azzurro sindaco di Cosenza e finito sotto inchiesta per bancarotta fraudolenta e per corruzione. “Non esiste, fateci un altro nome. Punto”, taglia corto il Capitano leghista mentre assapora un branzino che segue a un flan di tartufo. “Non esiste”, gli fa eco la pasionaria di Fratelli d’Italia che spalleggia il compagno di sovranismo.Quando attorno alle 14 e 15 i tre, Berlusconi, Salvini e Meloni, si siedono nella tavola di villa San Martino per discutere di candidati e regionali, i presupposti ci sono per un accordo. Il clima appare positivo, Berlusconi scherza con il leader di via Bellerio, un accenno al Milan e al Monza, e poi ancora un passaggio sul futuro dell’esecutivo giallorosso. Dureranno? Salvini confida al Cavaliere: “Ho segnali veri che i cinquestelle non tengono...”. L’ex premier si esalta ogni qualvolta sente odore di campagna elettorale e sotto sotto sogna di tornare al governo da padre nobile del centrodestra. Sia come sia a questo punto della conversazione, mentre i camerieri servono gli ospiti, i tre convergono che la spallata verrà inferta dopo le regionali di gennaio quando “vinceremo in Emilia Romagna”. Ecco, e in Calabria? La Calabria è il tema tabù. Il leader azzurro prova a forzare sulla candidatura di Occhiuto, il primo cittadino di Cosenza, nonché fratello di Roberto, parlamentare azzurro in orbita Carfagna. Salvini fa una smorfia, Meloni lo segue: “No, tutti tranne lui”. Ma gli Occhiuto, Mario e Roberto, pesano in regione e rappresentano un pezzo significativo di Forza Italia. Ma Salvini sbotta: “Rappresentano la vecchia Calabria. Andiamo a cercare situazione pulite. Fateci un altro nome”.Si riparte allora con la girandoli dei nomi. Il Cavaliere prende un foglio di carta e ci scrive su un nome: Jole Santelli. Quest’ultima è una figura storica di Forza Italia in Calabria, coordinatore regionale, oggi parlamentare, ma anche vicesindaco di Cosenza, ovvero vice di Occhiuto. La stessa Santelli che mercoledì a Montecitorio ha avuto un lungo colloquio con Maria Rosaria Rossi, un tempo appartenente al cerchio magico di villa San Martino. “E allora cosa cambia?”, si domanda Salvini.Il pranzo scivola via, sulla tavola arriva il gelato al pistacchio. ma Salvini, Meloni e Berlusconi decidono di riaggiornarsi alla prossima settimana. Occhiuto non s’ha da fare, su un altro profilo si può ragionare. Eppure la questione non appartiene ai destri della coalizione, che preferiscono tenersi a debita distanza dalla Calabria, ma è tutta interna agli azzurri. Si vocifera che il nome della Santelli potrebbe essere il punto caduta anche perché terrebbe dentro gli Occhiuto’s. Non a caso ieri in Transatlantico il deputato Roberto Occhiuto, fratello di Mario, confidava ad alcuni amici: “Certo, se fosse Jole cambierebbe tutto...”. Non è escluso però che nel gioco dei veti incrociati potrebbe rispuntare il nome di Caterina Chiaravalloti, magistrato e figlia d’arte, il padre Giuseppe è stato presidente della Regione Calabria fra il 2000 e il 2005. “Un nome specchiato”, continuano a ripetere in Lega.Ecco, sulla Calabria siamo ancora a carissimo amico. Sulle altre regioni che torneranno al voto si trova un accordo di massima. Ovvero, la candidatura della Campania spetterà agli azzurri, Marche e Puglia alla Meloni, la Toscana alla Lega, e la Liguria a Toti. Non a caso i tre, per evitare che si inizi a diffondere la notizia di una fumata nera sulla Calabria, vergano una nota di carattere generale che certifica la distanza fra le parti. Eccola: “C’è una crescente preoccupazione per il liquefarsi della maggioranza di governo, che però propone una manovra disastrosa a base di tasse e manette”. Fatta questa premessa e dopo un passaggio sui sondaggi che danno il centrodestra in netto vantaggio i tre tenori della coalizione entrano nel merito del confronto delle regionali: “Con grande spirito di coesione e di collaborazione, dopo un lungo e costruttivo confronto tra i leader, i tre partiti hanno raggiunto un accordo sui profili dei candidati governatori e sulla composizione delle liste per le Regioni che andranno al voto e che sarà perfezionato nei prossimi giorni”. Peccato che non abbiano comunicato i nomi dei profili. Forse lo faranno nei prossimi giorni. Forse. E la Calabria resta lì, immobile, senza alcun candidato, a cinquantuno giorni dall’apertura dei seggi.
Greta non si arrende: "Chi governa ignora ancora la crisi climatica. Dalla Cop25 qualcosa di concreo"
Ambiente e Natura
Ieri 06-12-19, 19:27

Greta non si arrende: "Chi governa ignora ancora la crisi climatica. Dalla Cop25 qualcosa di concreo"

“Stiamo scioperando da un anno ma chi governa ignora ancora la crisi climatica” e “non c’è una soluzione sostenibile”. Delusa ma non rassegnata, Greta Thunberg parla alla stampa, dopo essere arrivata a Madrid dove è in corso la Conferenza sul clima. Nove ore di viaggio in treno da Lisbona. “Andiamo avanti con la nostra azione”, avverte seria auspicando “sinceramente che dalla Cop25 venga fuori qualcosa di concreto”.Attesa in stazione da uno sciame di giornalisti, telecamere e microfoni da tutto il mondo, la giovane attivista svedese - che è accompagnata dal padre - scortata dalla polizia è scesa con sotto braccio il cartello con la scritta “Sciopero per il clima” che porta sempre con sè: dalle manifestazioni solitarie del venerdì cominciate nell’agosto 2018 davanti al parlamento svedese a quelle assieme al movimento di giovani di tutto il mondo da lei ispirati Fridays for future. Ironica, ha twittato ai suoi oltre tre milioni di follower di essere arrivata in Spagna aggiungendo: “Credo che nessuno mi abbia vista”.VIDEO - Il ritorno di Greta in Europa per la Cop25C’è stato anche chi ha avuto da ridire su questo viaggio che non sarebbe stato “a zero emissioni”, come invece fatto in barca a vela per raggiungere gli Usa e tornare, in quanto per 200 chilometri la locomotiva sarebbe stata a diesel.Greta ha fatto prima un salto nel quartiere fieristico che ospita la Conferenza delle parti dell’Onu sui cambiamenti climatici (Cop) che si conclude il 13 dicembre e dove si è festeggiato lo “Young and Future Generations Day”, un tema molto sentito quest’anno vista la mobilitazione dei ragazzi sul tema del clima. Dopo, la conferenza stampa nel centro sociale e culturale “La Casa Encendida” assieme ad altri tre attivisti sul palco dove ha catalizzato l’attenzione (tanto che Greta ha chiesto ai giornalisti di non fare domande solo a lei). Nel tardo pomeriggio si è unita ai giovani alla stazione Achoa per la “marcia del venerdì” sul clima.Greta è ormai un simbolo globale ed è tra i personaggi più gettonati anche sull’app per incontri amorosi Tinder, dove è sbarcata in massa la Generazione Z. I ragazzi sotto i 25 anni sono la maggioranza sulla piattaforma dove mostrano una notevole attenzione alle tematiche green.Alla Cop c’è molta attesa per il suo intervento, che sembra in agenda lunedì nell’ambito di un evento dell’Unesco. Nel settembre scorso, Greta e altri 15 ragazzi provenienti da 12 Stati del mondo hanno presentato uno storico reclamo al Comitato Onu sui Diritti dell’Infanzia per protestare contro l’inazione dei governi di fronte alla crisi del clima sostenendo che il fallimento degli Stati nell’affrontare la crisi costituisca una violazione dei diritti dei bambini e degli adolescenti.Obiettivo è incoraggiare un’azione urgente per ridurre il riscaldamento globale e mitigare l’impatto della crisi climatica. Come in altre occasioni, dalla Cop 24 in Polonia al summit sul clima del settembre scorso all’Onu, la sedicenne con la sindrome di Asperger dovrebbe nuovamente scuotere i 196 Paesi partecipanti chiedendo un’azione urgente.Si sta intanto concludendo la prima settimana di negoziazioni in cui gli sherpa cercano punti di accordo sui vari dossier per preparare i documenti da sottoporre nella seconda settimana ai ministri e capi di stato o di governo affinché arrivino a un’intesa. I nodi principali del negoziato iniziano ad emergere con le prime divergenze importanti sul tema del “Loss&Damage” cioè le perdite e i danni subiti dai Paesi più poveri che chiedono contributi a quelli ricchi mentre proseguono i negoziati informali sui meccanismi di mercato (previsti dall’articolo 6 dell’Accordo di Parigi del 2015) in modo da evitare il “doppio conteggio” delle riduzioni di emissioni di gas serra. C’è poi il tema della trasparenza.
Studente saudita spara nella base militare in Florida: tre vittime. Si indaga per terrorismo
USA e Americhe
Ieri 06-12-19, 19:01

Studente saudita spara nella base militare in Florida: tre vittime. Si indaga per terrorismo

L’autore della sparatoria nella base aeronavale statunitense di Pensacola, in Florida, era uno studente saudita. Le autorità stanno indagando per accertare se si tratti di un fatto di terrorismo, secondo quanto riportato dall’Ap. Dalle indagini emerge che il responsabile della sparatoria era sotto terapia psicologica ed era scontento dei suoi comandanti.Il bilancio è di tre morti, oltre all’assalitore, e sette feriti, tra cui i due agenti (non in pericolo di vita) che lo hanno neutralizzato. Lo sceriffo David Morgan, durante una conferenza stampa, non ha reso noto l’identità dello sparatore né ha detto se è un militare perché, ha spiegato, ci sono ancora indagini in corso, cui partecipa anche l’Fbi.L’episodio segue quello accaduto l’altro ieri, il 5 dicembre 2019, a Pearl Harbour, la storica base navale a 13 km da Honolulu, nelle Hawaii, dove un militare ha aperto il fuoco uccidendo due persone e ferendone una terza prima di togliersi la vita sparandosi alla testa.
Licenziato a 65 anni un operaio si è impiccato ad un albero
torino
Ieri 06-12-19, 18:58

Licenziato a 65 anni un operaio si è impiccato ad un albero

Dopo avere ricevuto una lettera di licenziamento dalla ditta per cui lavorava da anni, si è impiccato a un albero. La vittima, un operaio di 65 anni residente a Rivoli (Torino), aveva fatto perdere le proprie tracce da ieri pomeriggio. I carabinieri della stazione di Avigliana hanno trovato il suo cadavere nei boschi di Buttigliera Alta, nella bassa Valle di Susa.
Giusy Occhionero (Italia Viva) indagata per falso nell'inchiesta sull'ex radicale Nicosia
Ieri 06-12-19, 18:47

Giusy Occhionero (Italia Viva) indagata per falso nell'inchiesta sull'ex radicale Nicosia

La deputata di Italia Viva Giusy Occhionero è indagata dai pm di Palermo per falso in concorso. Nell’ipotesi di reato, avrebbe fatto passare l’ex radicale Antonello Nicosia, poi arrestato per mafia, per suo assistente, consentendogli di entrare nelle carceri.Il rapporto di collaborazione tra i due, però, sarebbe stato formalizzato solo successivamente. Alla parlamentare è stato notificato un avviso di garanzia.La parlamentare, che all’epoca dei fatti era esponente di Leu, era stata sentita nelle scorse settimane dal procuratore aggiunto di Palermo Paolo Guido e dai pm Gery Ferrara e Francesca Dessì nell’ambito dell’inchiesta che ha portato all’arresto di Nicosia, del boss di Sciacca Accursio Dimino e di due presunti favoreggiatori. Dall’indagine era emerso che, oltre a progettare estorsioni e omicidi, Nicosia entrava e usciva dalle carceri, incontrando anche capimafia detenuti al 41 bis, proprio grazie alla Occhionero.I due si erano conosciuti tramite i Radicali. Il 21 dicembre, dopo avuto con Nicosia solo contatti telefonici, Occhionero è arrivata a Palermo e ha incontrato l’esponente radicale con cui è andata immediatamente a fare una ispezione al carcere Pagliarelli. All’ingresso ha dichiarato che Nicosia era un suo collaboratore: circostanza, hanno accertato i pm anche attraverso indagini alla Camera, falsa. All’epoca, infatti nessun rapporto di lavoro era stato formalizzato.Il giorno successivo i due hanno fatto, con le stesse modalità, visite nelle carceri di Agrigento e Sciacca.Nicosia, che è stato arrestato per mafia, è ora indagato con la Occhionero per falso in concorso aggravato dall’avere favorito Cosa nostra. Alla parlamentare è stato anche notificato un invito a comparire per la prossima settimana.
Spinse un bimbo di 6 anni dal decimo piano, 18enne confessa: "L'ho fatto per andare in tv"
Ieri 06-12-19, 18:17

Spinse un bimbo di 6 anni dal decimo piano, 18enne confessa: "L'ho fatto per andare in tv"

Si è riconosciuto oggi colpevole in tribunale il 18enne, con problemi di squilibrio mentale, che il 4 agosto scorso scaraventò giù dalla terrazza al decimo piano della Tate Gallery, affollata di visitatori, un bambino di 6 anni che si trovava a Londra con la famiglia (residente in Francia) in un viaggio di turismo estivo.“L’ho fatto per andare in tv”, è stata la folle motivazione data dall’imputatoJonty Braveryal suo gesto Braverty sarà sottoposto a sentenza a stretto giro, come deciso un giudice della corte di Old Bailey, che nel frattempo ha disposto di lasciarlo in stato di detenzione.La vittima, spinto giù improvvisamente nella ressa mentre era in braccio ai genitori, s’è miracolosamente salvato precipitando su una tettoia all’altezza del quinto piano. Ha tuttavia subito un pesante trauma cranico con emorragia cerebrale e ha riportato danni fisici gravi a lungo termine.
L’emergenza migranti in Grecia, disumanità nel cuore dell’Europa
Ieri 06-12-19, 18:12

L’emergenza migranti in Grecia, disumanità nel cuore dell’Europa

“A maggio nei campi c’erano 7 mila persone; oggi ce ne sono oltre 15 mila con 800 bambini non accompagnati. Non c’è così per loro speranza oggi. Si ferma in Grecia. Vivono in disagio e condizioni drammatiche. Un problema ed una vergogna per l’Europa…”.Le parole dell’elemosiniere di Papa Francesco, il cardinale Krajewski, dopo la visita a Lesbo di qualche giorno fa, sono abbastanza eloquenti e descrivono un’emergenza umanitaria che come Oxfam dal 2015 affrontiamo ogni giorno nelle isole greche,per fornire a chi è intrappolato qui, assistenza legale e informazioni a tutela dei propri diritti.Nel cuore di quella Fortezza Europa, che continua a negare come effetto dell’accordo con la Turchia, il diritto di asilo a migliaia di disperati, in buona parte donne e bambini, che lungo la rotta del Mediterraneo centrale, fuggono dalla guerra, in cerca della possibilità di ricostruirsi una vita.Intrappolati fino a 2 anni in un limbo senza dirittiNon importa se sono donne o bambini, non importa da dove vengono e perché sono stati costretti a fuggire da un Paese in macerie come la Siria.Alle persone che cercano protezione e un futuro in Grecia viene regolarmente negato l’accesso a una procedura di asilo equa.Una fotografia scattata dalnuovo rapportodiffuso oggi da Oxfam e Greek Council for Refugees(GCR),che evidenzia la negazione dei diritti di cui sono vittime migliaia di persone vulnerabili, traumatizzate dagli orrori della guerra, intrappolate in “hotspot” sovraffollati in condizioni disumane, dove non hanno accesso a tutela legale, supporto psicologico e alle informazioni minime per poter far valere i propri diritti.Basta guardare i dati.Dopo l’accordo Ue-Turchia, il numero di domande è schizzato alle stelle con una media di circa 5.500 richieste di protezione internazionale presentate ogni mese nel 2018, cinque volte di più rispetto al 2015.Solo a Lesbo, le domande di asilo sono triplicate tra il 2016 (5.000) e il 2018 (17.270). Ogni richiesta impiegava in media 8 mesi e mezzo per essere presa in carico l’anno scorso, ma si è arrivati e si arriva tutt’ora anche a 2 anni.A Lesbo 30 avvocati per 23 mila richieste di asiloGià perché nel 2019 la situazione non è certo migliorata, anzi.Al massimo durante l’anno a Lesbo erano presenti 30 avvocati, che fornivano consulenza legale gratuita ai richiedenti asilo, a fronte 23 mila nuovi arrivi.Calcolando che per la complessità delle normative e il numero di casi pendenti, ogni avvocato poteva farsi carico di 10 richieste alla settimana, si ha l’esatta misura di una situazione in cui parlare di negazione di diritti è un eufemismo. Ovvie quanto tragiche le conseguenze.A Moria metà dei migranti costretti all’aperto o in alloggi di fortunaNel campo di Moria a Lesbo - dopo che gli episodi che quest’estate hanno causato la morte di vittime innocenti - uomini, donne e bambini già vulnerabili vivono nella paura che nuovi episodi di violenza possano esplodere da un momento all’altro.Solo sull’isola tra agosto e settembre sono arrivate 8.500 persone su una popolazione di 85 mila abitanti, una media di 140 al giorno.A causa della mancanza di spazi all’interno del campo,nel freddo dell’inverno, quasi la metà delle persone si sono ritrovate costrette a vivere negli ultimi mesi nelle aree non ufficiali intorno all’hotspot, in tende improvvisate o direttamente all’aperto in mezzo alla sporcizia.E tra loro ci sono anche famiglie con bambini piccoli, mentre le strutture idriche e igieniche sono del tutto insufficienti, con una doccia per 230 persone e una toilette per 100 persone nella zona adiacente al campo.Un piano di centri di detenzione nelle isole per dissuadere gli arriviTutto questo continua ad avvenire sebbene la Grecia sia stata condannata in diversi casi davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo per la mancanza di informazioni fornite ai richiedenti asilo e la conseguente mancanza di soluzioni messe in campo per risolvere una situazione sempre più insostenibile. Ma invece di trovare una soluzione che non peggiori ulteriormente le cose, si sta assistendo a un inasprimento delle normative, dopo il voto del Parlamento greco di qualche settimana fa.Con il Governo che ha annunciato la realizzazione di veri centri di detenzione nelle isole per il 2020, che potrebbero intrappolare le persone nelle isole per periodi ancora più lunghi. Indebolendo così ulteriormente le garanzie fondamentali dei sistemi di accoglienza e di asilo. La detenzione generalizzata e prolungata viene così utilizzata come mezzo per dissuadere persone vulnerabili a raggiungere l’Europa.Nonostante bambini e famiglie in fuga da Paesi dilanianti dalla guerra, rappresentino la maggioranza dei disperati intrappolati in quest’inferno.L’Unione Europea si ricordi cosa significa tutelare la dignità delle personeDi fronte a questa situazione, sempre più paradossale,chiediamo perciòal governo greco e all’Unione europea di adottare immediatamente misure per garantire che le persone in cerca di protezione in Grecia abbiano accesso a una procedura di asilo equa, efficace e trasparente.La Grecia deve adempiere ai propri obblighi ai sensi della legislazione nazionale e dell’Ue, in materia di fornitura di informazioni e assistenza legale ai richiedenti asilo, assegnando finanziamenti supplementari e assumendo più avvocati, personale e interpreti.Servono, in altre parole, misure e stanziamento di fondi, in grado di restituire a decine di migliaia di disperati la speranza di essere arrivati in un continente, che ha ancora il senso di ciò che significa rispettare la dignità delle persone.Un concetto, una pratica, che sembra essersi smarrito assieme al nostro senso di umanità.
Questo spot di Natale ha fatto perdere 900 milioni di dollari a un'azienda
Ieri 06-12-19, 17:38

Questo spot di Natale ha fatto perdere 900 milioni di dollari a un'azienda

Chi ha ideato questa campagna pubblicitaria ha fatto un grosso errore. La scena è questa: un marito regala a sua moglie una cyclette e la donna passa tutto lanno a registrare i suoi allenamenti condividendoli infine con il consorte. Il video ha scatenato le polemiche a sfondo sessuale e londata di critiche ha portato lazienda a perdere circa il 9 per cento del valore di mercato, ovvero oltre 900 milioni di dollari.
Zitta zitta, la Germania salva una banca con i soldi pubblici e l'ok europeo
Ieri 06-12-19, 17:06

Zitta zitta, la Germania salva una banca con i soldi pubblici e l'ok europeo

La decisione, sebbene largamente attesa, è destinata ad alimentare - e non a torto - le costanti polemiche sull’occhio di favore che Bruxelles sembra alle volte strizzare nei confronti di Berlino: la Commissione Europea ha dato il suo via libera al salvataggio pubblico di NordLB, la quarta landensbank tedesca controllata della Bassa Sassonia, con il Land della Sassonia Anhalt come socio di minoranza insieme ad alcune casse di risparmio, anch’esse a controllo pubblico.Secondo gli uffici guidati dalla responsabile dell’antitrust europeo Margrethe Vestager, la ricapitalizzazione con i soldi dei cittadini tedeschi non infrange le norme sul divieto di aiuti di Stato. Una decisione che lascia perplessi molti analisti, per quanto non desti alcuno stupore visti i segnali che già erano arrivati dalla Commissione e dalla Bce nelle settimane scorse, ma che rischia comunque di alimentare nuove polemiche, soprattutto sul fronte italiano.A dimostrazione di ciò, la portavoce della Commissione per la Concorrenza è già dovuta intervenire sulle insinuazioni di doppiopesismo: “La valutazione avviene caso per caso: nel caso di NordLB la Commissione ha esaminato i piani presentati dalla Germania e ha concluso che le operazioni saranno effettuate alle stesse condizioni che un operatore privato avrebbe accettato, quindi non rientrano tra gli aiuti di Stato”, ha detto riferendosi alla differenza di trattamento per Tercas.Breve sintesi: nel 2015 l’Antitrust Ue giudicò come aiuto di Stato l’intervento del Fitd, consorzio di banche private italiane, a sostegno di Tercas perché classificato come “obbligatorio” e non come volontario. Un intervento sconfessato integralmente dalla sentenza della Corte di Giustizia Ue ma troppo tardi: perché l’orientamento della Commissione aveva avuto ripercussioni sulle quattro banche (Etruria&Co.) comportando il sacrificio dei diritti dei creditori subordinati che poteva essere evitato.Acqua passata. Tornando in Germania, l’istituto di Hannover è entrato in grave difficoltà in seguito alla crisi del settore marittimo e dopo essersi liberata di due miliardi e mezzo di crediti deteriorati. Ora è in arrivo il solerte soccorso pubblico (il ministro delle finanze della Bassa Sassonia Reinhold Hilbers è già al lavoro per arrivare all’approvazione parlamentare la prossima settimana), grazie ai 2,8 miliardi da iniettare nell’istituto prima della fine dell’anno da parte dei lander tedeschi Bassa Sassonia e Sassonia Anhalt e del fondo interbancario delle landesbank tedesche (DSGV).Il land della Bassa Sassonia prevede di fornire garanzie patrimoniali che dovrebbero tradursi in un aumento di capitale di ulteriori 800 milioni.Secondo la Commissione, tuttavia,lo Stato viene remunerato per il suo intervento nella banca in misura pari a quello che un operatore privato accetterebbe in circostanze simili. In altre parole, si tratta di un’operazione a condizioni di mercato. Eppure una soluzione privata, all’inizio dell’anno, si era profilata: i gruppi privati di private equity Cerberus e Centerbridge avevano offerto un miliardo di dollari per rilevare il 49,8% di NordLb, ma è stata rifiutata dai vertici dell’istituto, contrari a una privatizzazione che avrebbe certamente ridotto la sua autonomia. Una consociata di Cerberus ha comunque rilevato i 2,6 miliardi di crediti deteriorati (operazione Big Ben). In questo modo il portafoglio di NPL (non performing loan) che alla fine del 2018 ammontava a 7,5 miliardi di euro è calato a 4,9 miliardi.L’esperto di politiche finanziarie del partito liberale Fdp Christian Grascha nei giorni scorsi ha messo in dubbio la sostenibilità economica di NordLB: “C’è il rischio diventi un pozzo senza fondo”, ha detto Grascha criticando anche il processo politico. “Approvare potenziali oneri aggiuntivi per il contribuente per circa 6,8 miliardi di euro in soli 14 giorni è un atto di arroganza parlamentare”. Il ministro Hilbers tuttavia nei giorni scorsi ha mostrato un cauto ottimismo, in attesa della decisione di Bruxelles che infatti non ha deluso le attese: niente burden sharing, gli obbligazionisti tedeschi sono salvi.
Una donna è stata rianimata dopo 6 ore di arresto cardiaco
Ieri 06-12-19, 17:02

Una donna è stata rianimata dopo 6 ore di arresto cardiaco

Un’escursione come tante quella che la britannica Audrey Mash il 3 novembre scorso ha deciso di fare insieme a suo marito,Rohan Schoeman. Entrambi residenti a Barcellona, sono partiti la mattina dalla Coma de Vaca a Núria. All’ora di pranzo, con le temperatura rigide dovute anche alla nevicata in atto, la donna ha iniziato ad accusare un malessere, del quale si è accorto anche il marito: prima il modo di parlare in modo strano ed incoerente, poi la perdita di coscienza. Ma il cattivo tempo non ha permesso ai soccorsi di arrivare prima delle 15.30, dopo esser stati chiamati dagli amici della coppia avvertiti dall’uomo. Il che ha fatto scendere a 18° la temperatura corporea della Mash.La storia, raccontata daThe Guardian, sembrerebbe terminare nel modo peggiore. La donna viene immediatamente trasportata in elicottero all’ospedale Valle d’Hebron di Barcellona, all’interno del quale è presente una macchina di ossigenazione a membrana extracorporea (Ecmo).Quando è collegato a un paziente, l’Ecmo assume il funzionamento del cuore e dei polmoni, ossigenando il sangue all’esterno del corpo e quindi reintroducendolo, consentendo a entrambi gli organi di riposare. L’Ecmo non era mai stato usato in Spagna per una procedura di rianimazione.Ma alle 21.45 la temperatura corporea di Mash era salita a 30 ° C e i medici hanno provato di nuovo a rianimarla, usando un defibrillatore.In realtà, l’ipotermia ha permesso al corpo della donna di non peggiorare. Come se lo avesse congelato. La dott.ssa Eduardo Argudo ha affermato che “se fosse stata in arresto cardiaco per così tanto tempo con una normale temperatura corporea, avremmo certificato la sua morte.Ma sapevamo che la grave ipotermia significava che avevamo la possibilità di salvarla grazie all’Ecmo”. Infatti, dopo 6 ore la donna è stata rianimata e dopo circa una settimana nel riparto di terapia intensiva, la donna è fuori pericolo.Il caso di Audrey Mash, seppur raro, non è l’unico dato che situazioni simili sono stati riscontrate nelle Alpi e in Scandinavia. Ciò che certo è che la donna tornerà al più presto alla vita normale ed alle sue passeggiate sulle montagne, per godersi ancora questa passione con suo marito.
Nathaly Caldonazzo: "Se Troisi non avesse fatto ‘Il Postino’ forse sarebbe ancora vivo”
Ieri 06-12-19, 16:57

Nathaly Caldonazzo: "Se Troisi non avesse fatto ‘Il Postino’ forse sarebbe ancora vivo”

Ospite di Vieni da Me, la showgirl Nathaly Caldonazzo si è raccontata ai microfoni di Caterina Balivo, parlando della sua storia d’amore con Massimo Troisi e ripercorrendo il mese e mezzo in cui l’attore fu ricoverato in America e lei gli rimase sempre accanto in ospedale.“Eravamo io e lui da soli in America, avevo 24 anni. Chiamavo la famiglia ma alla fine nessuno venne per un motivo o per l’altro – ha dichiarato la Caldonazzo -. Ci fu un’operazione di urgenza al cuore. Purtroppo non andò bene. Lui con quel pigiama bianco e gli occhioni spauriti mi faceva tenerezza, mi sembrava Pulcinella”.Caldonazzo si chiede se la vicenda potesse avere un altro epilogo: “I dottori mi dissero che l’operazione era andata malissimo e non sapevano nemmeno se ce l’avesse fatta a tornare in Italia. Siamo tornati devastati, io pesavo 49 kg, lui forse un po’ di più. Decise di fareIl Postino, film bellissimo. Però se non l’avesse fatto forse sarebbe ancora vivo perché prima doveva fare un trapianto.Con luiè stato amore puro“. Visualizza questo post su Instagram“Mi mettevo le unghie dentro le mani per non piangere” @nathaly.caldonazzo racconta i momenti vissuti insieme a #MassimoTroisi prima della sua scomparsa #VieniDaMe @caterinabalivoUn post condiviso da Vieni da me (@vienidamerai) in data: 5 Dic 2019 alle ore 6:21 PST
È morto Mario Sossi, l'ex magistrato rapito dalle Brigate Rosse nel 1974
Ieri 06-12-19, 16:54

È morto Mario Sossi, l'ex magistrato rapito dalle Brigate Rosse nel 1974

È morto a Genova all’età di 87 anni l’ex magistrato e politico Mario Sossi. Pubblico ministero nel processo al “Gruppo XXII Ottobre”, nel 1974 venne tenuto sotto sequestro dalle Brigate Rosse per oltre un mese.Un gruppo di venti terroristi, con sette auto e un furgoncino, sequestrarono Sossi la sera del 18 aprile 1974 al suo rientro a casa in Via Forte San Giuliano a Genova, appena sceso dall’autobus della linea 42. Il sequestro fu chiamato dai brigatisti come “Operazione Girasole”.Le Brigate Rosse chiesero per la liberazione di Sossi il rilascio di otto terroristi del “Gruppo XXII Ottobre”e il loro trasporto in un paese amico, ma i paesi considerati potenziali benevoli ospitanti declinarono tutti l’asilo politico, prima Cuba, poi Algeria e Corea del Nord.Sossi venne liberato a Milano il 23 maggio 1974. Subito dopo la sua liberazione tornò da solo a Genova in treno e infine si presentò alla Guardia di Finanza della sua città. Il rapimento di Mario Sossi fu il primo caso in cui le Brigate Rosse mostrarono all’opinione pubblica italiana di poter compiere azioni ben più complesse come i sequestri di persone di personalità di spicco della magistratura e della scena politica.Alla figura di Mario Sossi è stata dedicata, nel 2014, la fiction televisivaIl giudice il cui portagonista è interpretato da Alessandro Preziosi.
Luoghi di culto belli ed ecosostenibili, così saranno nel futuro Un progetto tutto italiano che verrà presentato a Bruxelles
Ieri 06-12-19, 16:45

Luoghi di culto belli ed ecosostenibili, così saranno nel futuro Un progetto tutto italiano che verrà presentato a Bruxelles

È un format tutto italiano quello che potrebbe rivoluzionare i luoghi di culto in un futuro non troppo lontano. Ideato da uno studio di architettura torinese, Fragomeli & Partners si propone di rendere più accoglienti chiese e moschee spesso relegate a luoghi poco adatti alla preghiera e all’accoglienza.“Il design contemporaneo di chiese, moschee, sinagoghe, spazi culturali e luoghi per la fede islamica, cristiana ed ebraica - spiega Fabrizio Fragomeli - è un tema che sta prendendo sempre più piede nel panorama architettonico europeo ma anche medio orientale e sta coinvolgendo sempre di più firme europee di fama internazionale”. Un interesse non nuovo per lo studio torinese. “Nutriamo da anni la passione per la progettazione dei luoghi di culto.Proveniamo da una cultura cristiana. Nel passato non sapevamo molto di cosa fossero l’ebraismo e l’islamismo. Tuttavia tra i nostri disegni e progetti ci sono anche sinagoghe e moschee. Ciò è possibile quando si ha un approccio architettonico, si tratta di porsi come fine quello di ordinare uno spazio, d’altronde, abbiamo disegnato anche banche senza essere dei banchieri”.Lo studio Fragomeli & Partners presenterà il suo progetto a Bruxelles nei prossimi mesi, in occasione di La Moda Veste la Pace, evento che si replica ogni anno al Parlamento Europeo.A scegliere il progetto è stata l’organizzazione no profit African Fashion Gate di Nicola Paparusso. “Abbiamo chiesto ad Angelica Morra e Fabrizio Fragomeli di presentare il progetto dei luoghi di culto - dice Paparusso -, perché attraverso la bellezza e l’originalità di questo esprimono al meglio la creatività ed il genio italico nella sua migliore accezione. Il loro valore, riconosciuto a livello internazionale, ha fatto sì che potessero esportare la bellezza italiana in giro per il mondo, liberandoci anche un po’ dallo stereotipo ingombrante della bellezza classica italiana. Non di solo Colosseo vive la nostra magnificenza architettonica, ma anche delle idee che questi signori hanno sfornato e continuano a pensare, giorno dopo giorno”.“Il nostro progetto - continua Angelica Morra - garantisce il pieno diritto di culto ai musulmani, ma rispettando tutte le condizioni di sicurezza, selezionando luoghi adatti e ponendo fine a soluzioni improprie come gli scantinati o i capannoni. I nuovi luoghi di preghiera e di culto da noi progettati, sono rispettosi delle norme, accessibili e aperti a tutti e prevedono l’esistenza di guide religiose con il ruolo di mediatori deputati ad assicurare l’attuazione dei principi costituzionali di civile convivenza, laicità dello Stato, legalità e parità dei diritti tra uomo e donna”.“African Fashion Gate la no profit che rappresento - conclude Paparusso -, lotta da anni per l’affermazione del principio di uguaglianza fra tutte le confessioni religiose e del diritto di ogni individuo a professare liberamente il proprio credo in un regime di pluralismo confessionale. Quello dei luoghi di culto in Europa non è solo un problema per i musulmani. In Italia, ad esempio, si contano oltre un milione e mezzo di musulmani. Accanto alla prevalente religione cattolica sono presenti stabilmente nella nostra nazione numerose comunità religiose di differente rilevo sociale e, in alcuni casi, riconducibili a diversi gruppi etnici. È tempo di pensare anche a loro”.
Trovato l'accordo sulle tasse. L'annuncio del ministro d'Inca
Ieri 06-12-19, 16:38

Trovato l'accordo sulle tasse. L'annuncio del ministro d'Inca

“Abbiamo chiuso su tutto”. Il ministro per i Rapporti per il Parlamento Federico D’Incà dà notizia della quadra trovata a Palazzo Chigi sulle microtasse contenute nella manovra. Fonti della maggioranza confermano che una mediazione è stata raggiunta e potrebbe tenersi a breve una conferenza stampa.Il ministro pentastellato è arrivato in Senato, dove in serata è convocata la Commissione Bilancio. Le opposizioni stanno occupando il tavolo della presidenza della commissione.Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri aveva trovato le coperture finanziarie per 400 milioni di euro per un rinvio della plastic tax, della sugar tax e dell’imposizione sulle auto aziendali, incrementando l’imposizione sui giochi. Sulla destinazione di queste risorse, però, si era aperto lo scontro nella maggioranza: Italia Viva chiedeva di cancellare le microtasse, il Pd di destinarsi al taglio del cuneo fiscale, i 5 stelle di assegnarle al corpo dei vigili del fuoco.Una delle ipotesi portate dal Tesoro, a quanto si apprende, era quella di rinviare sia la plastic tax che la sugar tax a luglio 2020.