Agi

Fondata nel 1950 da Giulio de Marzio e Walter Prosperetti, e controllata dall'ENI dal 1965, ha sede a Roma ed ha redazioni in 15 capoluoghi di provincia italiani ed una sede estera presso l'Unione europea a Bruxelles. Trasmette quotidianamente dei notiziari su cronaca, politica, economia, finanza, cultura, spettacolo, sport per i mezzi d'informazione e per le aziende.
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La polizia del Congo annuncia l'arresto dei presunti assassini di Luca Attanasio
Estero
Ieri 18-01-22, 23:59

La polizia del Congo annuncia l'arresto dei presunti assassini di Luca Attanasio

AGI - La polizia del Congo ha annunciato l'arresto dei presunti assassini dell'ambasciatore Luca Attanasio, ucciso nel febbraio dell'anno scorso. Secondo quanto riferiscono su Twitter i giornalisti che hanno seguito la conferenza stampa sul posto, secondo la polizia l'idea iniziale era di rapire l'ambasciatore per ottenere un riscatto di 1 milione di dollari. #RDCLa police congolaise a présenté ce mardi 18 janvier au gouverneur militaire du Nord-Kivu, les présumés assassins de l'ambassadeur italien, #Luca Attanasio, assassiné en février 2021,et l'homme d'affaires, #Simba Ngezayo, tué en novembre 2020. @YesicaFisch pic.twitter.com/3vr5Twdu0O — Justin KABUMBA (@kabumba_justin) January 18, 2022 Il comandante della polizia nazionale della provincia di Goma, in Congo, ha oggi annunciato di avere arrestato una banda, chiamata Aspirant, composta di sei persone. Come ha detto all'Agi il giornalista di France24 Justin Kabumba, "solo due di loro sono i presunti assassini dell'ambasciatore Luca Attanasio, e uno di loro ha confessato". Un terzo componente del commando che uccise il diplomatico italiano resta ricercato, sarebbe il capo della banda. "Inizialmente, non era loro intenzione uccidere Attanasio - ha detto il giornalista, riferendo le parole della polizia durante la conferenza stampa - avevano programmato di rapirlo per chiedere un riscatto di un milione di dollari. Le cose sono andate male, il piano e' fallito e i rapitori hanno subito ucciso l'ambasciatore". #RDC: Les auteurs présumés de l'enlèvement suivi de la mort de l'ambassadeur Italien Lucas Atanasio et qui selon la police font partie du groupe rebelle de Balume Bakulu, espéraient avoir 1 millions USD comme rançon, a dit ce mardi responsable police à #Goma — Stanis Bujakera Tshiamala (@StanysBujakera) January 18, 2022 L'ambasciatore italiano nella Repubblica Democratica del Congo, Luca Attanasio, e un carabiniere della scorta, Vittorio Iacovacci, sono stati uccisi lo scorso febbraio in un attacco a un convoglio delle Nazioni Unite nel parco dei Virunga, nella parte est del Paese. Il diplomatico italiano era rimasto coinvolto in un'imboscata condotta da miliziani armati contro mezzi dell'Onu in transito su una strada a nord della città di Goma, capoluogo della provincia orientale congolese del Nord Kivu.
Nuovo incendio nel Bronx, un morto e 9 feriti
Estero
Ieri 18-01-22, 23:10

Nuovo incendio nel Bronx, un morto e 9 feriti

AGI - Un morto e nove feriti, tra cui tre poliziotti, sono il bilancio di un incendio che ha colpito di nuovo il Bronx, a nove giorni dal rogo che aveva provocato diciassette vittime, tra cui otto minori, tutte residenti in un palazzo di diciannove piani. Stavolta le fiamme hanno distrutto un edificio di tre piani, che poi e' collassato. La vittima è una donna di 82 anni. Un'altra persona e' ricoverata in ospedale. Tutti i feriti hanno avuto problemi respiratori legati all'inalazione di fumo. L'incendio potrebbe essere stato provocato da una fuga di gas.  
Juventus e Lazio volano ai quarti di Coppa Italia
Sport
Ieri 18-01-22, 23:05

Juventus e Lazio volano ai quarti di Coppa Italia

AGI - Alla Lazio servono i tempi supplementari per battere di misura l'Udinese e centrare la qualificazione ai quarti di finale di Coppa Italia. All'Olimpico la decide, neanche a dirlo, bomber Ciro Immobile, entrato in campo a 20 minuti dal 90' e autore del match point al 106'. Per la squadra di Maurizio Sarri ora ci sara' la sfida contro il Milan. I biancocelesti gestiscono il possesso e comandano le operazioni nella prima parte di gara, sfiorando il vantaggio al 12' con un colpo di testa di Muriqi, che stacca sul corner di Luis Alberto chiamando Silvestri ad un'ottima risposta. A poco a poco tentano di uscire dal guscio anche i friulani, che si rendono pericolosissimi al 39' sulla verticalizzazione di Pussetto per Success, chiuso provvidenzialmente da Marusic in spaccata. Nella ripresa parte meglio l'Udinese e al 59' spaventa ancora Reina con lo stesso Success, che tenta il destro da buona posizione ma viene murato dal portiere. La gara resta comunque in bilico e abbastanza bloccata, la Lazio fa fatica a trovare gli sbocchi giusti ma all'87' ha una clamorosa doppia opportunità con Milinkovic e Raul Moro, il primo respinto da un attento Silvestri, il secondo bloccato miracolosamente da Udogie sulla ribattuta. Lo 0-0 prolunga la sfida all'extra-time, in cui sono i friulani a creare la prima grande palla gol con Arslan, che pizzica il palo su calcio di punizione dopo una deviazione di Felipe Anderson. In apertura di secondo tempo supplementare, però,  la sblocca la squadra di Sarri con il solito Ciro Immobile, che la risolve con un delizioso pallonetto di mancino su lancio perfetto di Cataldi e spedisce i suoi ai quarti di finale.  La Juventus, invece, non sbaglia con la Sampdoria e vola senza troppi problemi ai quarti di finale di Coppa Italia. All'Allianz Stadium finisce 4-1 grazie alle reti di Cuadrado, Rugani, Dybala e Morata, mentre serve a poco la fiammata blucerchiata di Conti. La squadra di Allegri aspetta ora la vincente di Sassuolo-Cagliari. 
Chi è Roberta Metsola, nuova presidente del Parlamento europeo
Estero
Ieri 18-01-22, 21:23

Chi è Roberta Metsola, nuova presidente del Parlamento europeo

AGI - È la presidente più giovane del Parlamento europeo, la terza donna nella storia dell'Istituzione e arriva da uno Stato minuscolo dell'Ue. Con questi record è stata incoronata la maltese Roberta Metsola, eurodeputata del Ppe. È stata scelta il giorno del suo 43esimo compleanno, votata da una coalizione larghissima (458 su 690 votanti, ne bastavano 309) che ha agganciato alla maggioranza Ursula (nata dall'accordo Ppe, S&d e liberali di Renew) anche una fetta della destra, tra cui il Gruppo Ecr, di cui fa parte FdI, e la Lega (del Gruppo Id). Tuttavia almeno una trentina di deputati della sua coalizione (tra socialisti e liberali) ha preferito scegliere una tra le altre due candidate, Alice Bah Kuhnke, la svedese dei Verdi che ha ottenuto 101 voti (i membri del suo gruppo sono 73), e la spagnola della Sinistra, Sira Rego, che ha agguantato 57 voti (18 in più di quanto conti il suo gruppo). "Siamo i primi della generazione Erasmus, gli ultimi della generazione Walesa e Havel", ha dichiarato nel suo discorso di insediamento. "Non vediamo né l'Europa vecchia né quella nuova", ha affermato. Ma lei l'Europa la conosce molto bene. Qui è cresciuta, anche politicamente. Ancora studentessa, si è unita al partito nazionalista di Malta (centrodestra) e ha fatto una campagna per l'adesione del suo Paese all'Ue nel 2003. Un anno dopo, appena 25enne, ha tentato di essere eletta tra i primi eurodeputati maltesi. Non ce l'ha fatta. Ci ha riprovato nel 2009 e ha fallito di nuovo Anche il marito, il finlandese Ukko Metsola, è candidato nel suo Paese, senza più successo. Rinuncerà alla politica e ora lavora presso la Cruise Lines International Association (Clia) che rappresenta i crocieristi. Hanno quattro figli. Metsola su Twitter si definisce prima di tutto "madre".  "Mi ci sono voluti quasi dieci anni per diventare un'europarlamentare, avrei potuto rinunciare", ha ironizzato in seguito. Alla fine a Strasburgo ci è arrivata in seconda battuta nel 2013 quando il suo connazionale Simon Busuttil ha lasciato il posto per guidare l'opposizione a Malta. Nel frattempo però aveva studiato la gigantesca macchina dell'Unione. Dopo un dottorato in giurisprudenza, si è formata al Collegio d'Europa di Bruges, fucina delle èlite europee. Ha poi lavorato per la Rappresentanza permanente di Malta presso l'Ue e poi al servizio dell'Alto rappresentante dell'Unione per la Politica estera. Diventata la candidata di spicco del suo partito maltese, è stata rieletta nel 2014 e poi nel 2019, acquisendo responsabilità all'interno del Ppe, in particolare sui temi dell'immigrazione e della difesa della libertà della stampa. Nel 2020, è ancora una volta grazie a una partenza - quella di Mairead McGuinness nominata commissaria europeo per i Servizi finanziari - che diventa prima vice presidente del Parlamento europeo, offrendo alla piccola isola una posizione di primo piano. Nonostante il riconoscimento bipartisan della sua grande capacità di compromesso, è chiamata a rispondere - dal suo primo giorno di presidenza - delle sue posizioni anti-abortiste. Nel 2015, gli eurodeputati maltesi del Partito nazionalista hanno affermato che l'aborto rimaneva "una linea rossa" da non oltrepassare e che era fuori questione che l'Ue si occupasse di questo argomento. Lei, ovviamente, la pensava come loro. Ma da presidente ha già promesso un cambio di rotta. "La posizione del Parlamento europeo sarà la mia, la promuoverò dentro e fuori alla Camera", ha assicurato rispondendo alla ricorrente domanda dei giornalisti durante la sua prima conferenza stampa.  
Il giallo della donna trovata morta in un appartamento a Roma Sud
Cronaca
Ieri 18-01-22, 21:21

Il giallo della donna trovata morta in un appartamento a Roma Sud

AGI - È un giallo la morte di una donna in un appartamento in zona San Paolo, a Roma. Il cadavere di una 41enne è stato ritrovato, dopo una segnalazione, dai sanitari del 118. Sul posto sono intervenuti i poliziotti del Reparto Volanti, la Squadra Mobile e gli agenti del commissariato San Paolo. Sul luogo del ritrovamento anche la Polizia Scientifica. Le indagini sono in corso. Non è esclusa nessuna pista.   
Da lunedì la Scozia toglie la maggior parte delle restrizioni anti-Covid
Estero
Ieri 18-01-22, 20:45

Da lunedì la Scozia toglie la maggior parte delle restrizioni anti-Covid

AGI - Da lunedì prossimo la Scozia allenterà la maggior parte delle misure anti-Covid ancora in vigore. Lo ha annunciato il governo in seguito a una riduzione "significativa" del numero di nuovi casi. Riapriranno le discoteche, potranno di nuovo essere organizzati grandi eventi all'interno e non ci saranno più restrizioni nei bar e nei ristoranti. I cittadini sono tuttavia stati invitati a restare prudenti, a continuare a lavorare da casa e a indossare le mascherine. I pass vaccinali restano comunque richiesti per i grandi eventi. La premier Nicola Sturgeon ha affermato che i dati "ci fanno essere fiduciosi sul fatto che abbiamo voltato pagina con l'ondata Omicron". Nel Paese sono in calo sia i ricoveri ordinari che quelli in terapia intensiva. 
Il 'doppio forno' di Salvini per il Quirinale
Politica
Ieri 18-01-22, 20:35

Il 'doppio forno' di Salvini per il Quirinale

AGI - Quando mancano cinque giorni alla prima 'chiama' dei 'grandi elettori', Silvio Berlusconi non molla la corsa per il Quirinale mentre Matteo Salvini continua a portare avanti, al momento in 'solitaria', la sua partita del 'doppio forno'. Dopo il chiarimento di ieri tra i due leader del centrodestra, il presidente di Forza Italia ha ripreso a fare telefonate alla ricerca di nuovi sostenitori alla sua candidatura che - sulla carta - è ferma ai circa 450 parlamentari e delegati regionali di centrodestra, (escludendo i possibili franchi tiratori), a fronte della maggioranza assoluta di 505 necessaria per aggiudicarsi l'elezione al quarto scrutinio. Sul fronte azzurro, si registrano le dichiarazioni di Vittorio Sgarbi che parla di un Cavaliere "triste" e pronto a mollare. Ma dalle parti di Arcore si smentisce la ricostruzione fornita dal 'telefonistà Sgarbi (che in questi giorni ha raccontato con dovizia di particolari le telefonate a potenziali grandi elettori, fatte al fianco del presidente di FI). Berlusconi intende misurarsi coi numeri, si garantisce, anche se non ha ancora deciso quando o come: se alla prima, terza o quarta votazione (in quest'ultimo caso basterà la maggioranza assoluta dei votanti per essere eletti). In ogni modo, non ci sarebbe allo stato alcuna intenzione del Cavaliere di rinunciare alla corsa, quantomeno prima di lunedì, giorno della prima 'chiamà. Dopo la telefonata di chiarimento di ieri, non ci sono stati altri contatti tra Berlusconi e Salvini. E allo stato dovrebbe essere confermato il vertice di giovedì, anche se non c'è alcuna convocazione. Da parte leghista, un 'big' suggerisce, invece, di non trascurare l'apertura in Europa, dove il partito di via Bellerio ha rotto l'isolamento, votando la popolare Roberta Metsola come presidente dell'Europarlamento, uscendo dall'angolo in cui era finito dalle elezioni del 2019 alleandosi con i partiti sovranisti ed euroscettici europei e non votando a favore della commissione guidata da Ursula von der Leyen. "La riuscita di questa mossa aumenta le chance di un'elezione di Draghi al Quirinale", confida il leghista di alto livello, "e la possibilità che noi sosteniamo un nuovo governo al 2023". Allo stato, perchè questo si verifichi, Salvini ha posto una condizione ben definita: la partecipazione dei leader o comunque dei parti "ai massimi livelli" al nuovo esecutivo. Per la verità, al momento l'opzione Draghi non è la preferita tra i leghisti. Salvini ha detto di essere "rassicurato" dal fatto che Draghi resti a Palazzo Chigi e ha definito come "complicata" l'ipotesi di un suo trasloco al Colle. Ma, nell'indicare i ministri che sarebbe "impensabile toccare" perchè strettamente legati all'attuazione del Pnrr, sembra aver cerchiato le caselle che al suo partito potrebbero interessare nell'ipotesi di formazione di un nuovo governo: Interno, Difesa, Giustizia, Lavoro. Salvini però porta avanti parallelamente anche l'altro forno: quello di una candidatura alternativa di centrodestra, da proporre nel caso in cui Berlusconi non insistesse con la sua corsa. I nomi delle possibili proposte circolano da alcuni giorni e sono quelli di Maria Elisabetta Casellati, Letizia Moratti, Marcello Pera, Pireferdinando Casini e Franco Frattini. Profili attorno ai quali il leghista pensa di intercettare il gradimento del partito di Matteo Renzi e, in alcuni casi, come Moratti e Frattini, anche del Movimento 5 stelle. "Incontro tutti e parlo con tutti, poi rivendico il diritto e dovere di fare una proposta di centrodestra", continua a dire Salvini, che ha contatti con Renzi e ha riaperto il canale con il presidente del M5s Giuseppe Conte, da almeno fine novembre. L'altro forno è proprio quello che ha fatto irritare il Cav ieri. L'annuncio da parte del leghista ha agitato non poco il fondatore del centrodestra. Il fatto che, ancora prima del vertice di centrodestra, Salvini abbia lanciato la proposta "convincente per tanti se non per tutti", anticipando che svelerà nome e metodo lunedì, dando per scontato che Berlusconi non sarà più in campo non è andata giù dalle parti di Arcore. Anche perchè il Cavaliere potrebbe anche rinunciare nel caso si rendesse conto della impossibilità della partita ma non è detto che faccia un passo indietro per lasciare spazio a una figura 'minorè del centrodestra. Altro forno che il capo leghista sembra agitare per accertarsi di essere della partita in ogni modo. Salvini dice chiaramente che la Lega è al governo e ci sarà. Sottinteso: non mollerà anche nel caso di un trasloco di Draghi al Colle. E sembra usare la candidatura avversa per avere potere di contrattazione nella definizione dell'esecutivo che verrà. La formula che indica - quella del governo dei leader - finora non ha incontrato il favore degli altri partiti di maggioranza che però hanno aperto all'ipotesi di un governo politico. In attesa di una decisione di Berlusconi è anche Giorgia Meloni. "La priorità è scegliere tutti insieme nel centrodestra", non fanno che ripetere dalle aperti di via della Scrofa. "Se Berlusconi scegliesse di non concorrere, se lui dovesse rinunciare, penso che comunque il centrodestra abbia il diritto e il dovere di avanzare una o più proposte, e in quel caso anche FdI farebbe la sua parte", ha rivendicato Meloni. "Oggi il nome che è emerso è quello di Berlusconi. Lui sostiene che ci siano altre persone pronte a sostenere la sua candidatura, è la verifica che dovremo fare. Giovedì nel vertice credo che si avranno le idee più chiare, e anche Berlusconi le avrà ma per me è fondamentale che il centrodestra sia compatto". E se alla fine si dovesse convergere su Draghi e con un accordo a 'pacchetto unicò su Colle ed eventuale patto di legislatura sul governo, come sembrano chiedere i partiti di maggioranza, il rischio è che Fratelli d'Italia resti fuori dalla partita.  
Da Lacoste a Peugeot, Djokovic ora rischia la fuga degli sponsor
Sport
Ieri 18-01-22, 20:14

Da Lacoste a Peugeot, Djokovic ora rischia la fuga degli sponsor

AGi - Djokovic non corre certo il rischio di dover scendere in campo, nei tornei dove sarà autorizzato a farlo, senza marchi. Non farà insomma la fine di Ivo Karlovic, il croato che per un lungo periodo della sua vita sportiva (Ivo è tuttora il recordman di ace: 10.247 messi a segno in carriera) gareggiò senza avere sponsor tecnico per una sostanziale mancanza di appeal che non lo rendeva idoneo, secondo gli uomini-marketing, a vestire i panni del testimonial. Ma su quali griffe potrà contare Nole dopo la cacciata dall'Australia, questo è oggi complicato prevederlo. Attualmente dei quattro top sponsor di Nole (Lacoste per l'abbigliamento, Asics per le calzature, la maison d'horologerie Hublot e Peugeot) solo Lacoste, con un comunicato ufficiale, ha annunciato che atleta a azienda dovranno “rileggere” quanto successo in Australia.Dagli altri, per il momento, nessuna comunicazione. Ma è facile ipotizzare che anche  l'altro marchio francese Peugeot, fusa di fatto con Fiat Chrysler in Stellantis, e in passato l'unico a fare di Nole un vero “attore”  (i più ricorderanno il video in cui un Nole bambino era “costretto”  a frequentare lezioni di violino, per poi dedicarsi ad un altro attrezzo, la racchetta) non avrà gradito il crollo dell'immagine del campione serbo. Specie a poche settimane dal secondo Slam dell'anno, il Roland Garros, dove Peugeot ha storicamente un ruolo pesante e che in accordo con il presidente Macron, deciso a “emmerder” i No Vax, ha deciso che a Parigi giocheranno soltanto i vaccinati. A fine 2021 Djokovic era  il 46° atleta più pagato del pianeta, secondo Forbes. Forte di accordi di sponsorizzazione per 30 milioni di dollari l'anno che erano la parte forte dei suoi guadagni complessivi: 38 milioni di dollari. Che Djokovic non sia mai stato ritenuto dal mercato un testimonial assoluto, di quelli che garantiscono un ritorno praticamente in automatico, è dato dal raffronto con altri due due campioni del tennis: Roger Federer e Naomi Osaka. Roger, l'anno scorso (sempre secondo Forbes) in un anno in cui ha giocato pochissimo e chiuso la stagione dopo la sconfitta patita a Wimbledon per mano di Hurkacz, ha incassato qualcosa come 90 milioni di dollari lordi. Si dirà: ma Roger è personaggio globale, nel mondo dello sport pochi reggono il confronto con lui: un Tiger Woods sano e senza guai giudiziari, Lebron James e Steph Curry, Cristiano Ronaldo e Messi dei tempi d'oro. Eppure Naomi Osaka, leader del tennis femminile, nel 2021 ha incassato 69,1 milioni di dollari, dei quali il 90% proviene da accordi sponsorizzazioni, tecnica e non. In un anno in cui di lei si è parlato soprattutto per la sua idiosincrasia alle interviste e la serpeggiante sindrome depressiva. Djokovic, l'anno scorso, ha vinto tre titoli dello Slam fallendo il successo nel quarto, lo Us Open, per mano di Medvedev, dopo una stagione vissuta all'insegna dell'inseguimento di un titolo (il Golden Slam, i quattro major più l'oro olimpico) che nella storia del tennis solo Steffi Graf è riuscita a raggiungere. Inseguimento che avrebbe avuto, da solo, il potere di fare di Nole il tennista più “guardato” del pianeta. E' possibile che il tempo possa, anche piuttosto rapidamente, relegare nel dimenticatoio i fatti di Melbourne. Ma è anche possibile che qualcuno decida di scindere la propria immagine da quella di Nole. Così come è possibile che qualcuno decida invece di replicare quanto fece, (trasformando un pericolosissimo danno d'immagine in un successo di comunicazione) nel 1990 un altro marchio nobile dell'industria francese: l'acqua Perrier. In una partita di bottigliette dedicata agli Stati Uniti, fu rinvenuto del benzene. Per ovviare al guaio fu diffuso un video in cui la bottiglietta panciuta più famosa del mondo veniva “processata” da una voce fuori campo. E si pentiva, lasciando scivolare dal tappo alcune timide lacrimucce di acqua. Visto che il simbolo di Lacoste è un coccodrillo, il videoclip riparatore sarebbe già pronto: con un coccodrillo che lacrima per il pentimento. E che altro potrebbe fare un coccodrillo?
In Francia, 464.769 casi Covid, è nuovo record assoluto
Estero
Ieri 18-01-22, 20:08

In Francia, 464.769 casi Covid, è nuovo record assoluto

 La Francia ha registrato 464.769 nuovi casi di Covid in 24 ore: non ce ne sono mai stati cosi' tanti in un solo giorno dall'inizio della pandemia.  Il primo ministro francese, Jean Castex, ha annunciato aiuti alle imprese con meno di 250 dipendenti per le restrizioni anti-Covid a cui sono state sottoposte fra dicembre e gennaio. Le imprese con meno di 250 dipendenti che "a dicembre e gennaio" hanno perso almeno il 30% del fatturato a causa delle restrizioni anti-Covid varate a fine 2021 per frenare la quinta ondata di Covid-19 avranno diritto a un "aiuto straordinario per il pagamento dei contributi previdenziali", per un importo pari al 20% della massa salariale, ha spiegato Castex in una brasserie parigina.
Il pasticcio del bollettino Covid di oggi
Cronaca
Ieri 18-01-22, 19:47

Il pasticcio del bollettino Covid di oggi

AGI - Errore nel bollettino quotidiano sui contagi in Italia, che oggi ha fatto segnare il nuovo record di sempre con 228.179 contagi. La Puglia viene accreditata di ben 28.589 casi, ma in realtà i positivi trovati nelle 24 ore sono 12.414: i restanti 16.175, a quanto si apprende da fonti del ministero della Salute, sono riconteggi di casi diagnosticati nella regione con tampone antigenico rapido dal primo gennaio 2022.  La correzione verrà apportata domani e comunque non avra' alcuna conseguenza sul calcolo settimanale dell'incidenza. I nuovi casi totali di oggi sono quindi 212.004, meno del record di oltre 220mila casi raggiunto proprio una settimana fa.   Problemi anche per quanto riguada i numeri dei decessi. I 434 decessi inseriti nel bollettino di oggi, record di questa quarta ondata e numero più alto dal 16 aprile, vanno in realtà corretti alla luce dei recuperi di dati arretrati della Regione Sicilia, come spesso accade ma oggi numericamente più rilevanti: le vittime registrate oggi ma in realtà avvenute nei giorni scorsi in Sicilia sono 72, di cui 50 il 16 e il 17 gennaio. Sottratti questi il dato odierno scenderebbe a 362, comunque alto ma appena superiore al precedente record, 360 morti, rimanendo quindi nella media dei giorni scorsi.
Cosa rischia il traffico aereo negli Usa con il lancio del 5G
Tecnologia
Ieri 18-01-22, 19:41

Cosa rischia il traffico aereo negli Usa con il lancio del 5G

AGI - Alla fine ha ceduto anche Verizon. Dopo At&t anche l'altro colosso della telefonia mobile Usa ha deciso per un nuovo rinvio dell'accensione delle sue antenne 5G nei pressi degli aeroporti statunitensi. American Airlines e United avevano avvertito che, con l'accensione delle torrette, ci potrebbero essere "gravi problemi operativi" al trasporto aereo. Con il 5G rischio "caos" Tutto ha inizio a inizio dicembre, quando alcune compagnie statunitensi hanno avvertito del potenziale "caos" che potrebbe derivare dall'istallazione delle antenne nelle aree di decollo e atterraggio, temendo "potenziali interferenze" tra le frequenze usate dalla nuova tecnologia di internet mobile e la strumentazione degli aerei. At&t in una nota si è detta "sconcertata" dai ritardi dell'autorità americana, la Faa, mentre la Casa Bianca ha fatto sapere che sono in corso discussioni tra Faa e le compagnie aeree per risolvere lo stallo. Le anomalie al momento sono state riscontrate dalla Faa sui Boeing 787-8, 787-9 e 787-10 e potrebbero riguardare diversi sistemi dell'aereo senza essere evidenti fino a quando il velivolo non sia a bassa quota durante l'avvicinamento. Quali rischi corrono gli aerei: le frequenze Già lo scorso dicembre Airbus e Boeing avevano avvertito l'autorità americana dell'aviazione (Faa) dei rischi per le apparecchiature degli aerei. Il motivo è che le frequenze utilizzate dal 5G sono vicine a quelle utilizzate dai radioaltimetri degli aerei, gli strumenti che forniscono la distanza presente tra il velivolo e il suolo. Agli operatori telefonici statunitensi è stata assegnata la banda di frequenza da 3,7 a 3,98 gigahertz (GHz) per il 5G, un diritto per il quale hanno pagato decine di miliardi di dollari. L'industria aerea teme però che questa frequenza interferisca con i dati dei radioaltimetri, essenziali per operazioni come l'atterraggio durante la notte o in condizioni di scarsa visibilità. Questi operano nello spettro da 4.2 a 4.4 GHz. Non c'è quindi alcun rischio di interferenza tra le frequenze, ma, viene spiegato dalle società, la potenza di trasmissione delle antenne 5G potrebbero rappresentare comunque un problema per alcuni altimetri. Un problema solo per gli Usa? "Questa non è una questione globale o europea, è davvero una questione specifica sull'uso del 5G e la sua implementazione negli Stati Uniti in termini di bande di frequenza e potenza", ha detto il capo di Airbus, Guillaume Faury, a inizio gennaio. In Europa la banda di frequenza principale per il 5G è stata delimitata tra 3,4 e 3,8 GHz, frequenze che sono meno simili a quelle dei radioaltimetri in uso negli Stati Uniti. In Corea del Sud, un paese all'avanguardia nella diffusione della tecnologia mobile, le frequenze 5G non vanno oltre i 3,7 GHz. Il Giappone, che permette ai suoi operatori di arrivare fino a 4,1 GHz, non prevede "nessuna misura di mitigazione sotto i 4 GHz", cioè nessuna restrizione nello spettro in cui si svolgeranno le operazioni 5G negli Stati Uniti, "e non ci sono state segnalazioni di interferenze", sostiene il Ctia, l'organizzazione che riunisce l'industria americana della telefonia mobile. Al momento la palla è nel campo delle autorita' americane, che potrebbero decidere un rinvio per tutti all'ultimo momento e cercare di risolvere l'impasse normativo e tecnico. 
Un anno fa i malati in ospedale per Covid erano il 4,6%, oggi appena lo 0,8%
Cronaca
Ieri 18-01-22, 19:34

Un anno fa i malati in ospedale per Covid erano il 4,6%, oggi appena lo 0,8%

AGI - L'ondata di variante Omicron in Italia ha fatto impennare i contagi a numeri mai visti prima, nemmeno nei momenti più drammatici della prima ondata, ma finora i ricoveri e le terapie intensive sono rimasti molto sotto i picchi della seconda ondata, quella numericamente più rilevante finora, grazie al fatto che il 90% della popolazione over 12 è vaccinata. E il tasso di malati ricoverati è crollato, dal 4,6% di un anno fa allo 0,8%. Se martedì 18 gennaio è il giorno del nuovo record di casi di sempre, 228.179, il confronto con lo stesso giorno dell'anno scorso fotografa insomma uno scenario diverse. Il 18 gennaio del 2021 la seconda ondata, che aveva lasciato sul terreno già oltre 50mila morti, era in netto calo: i nuovi casi furono 8.825, addirittura 220 mila in meno rispetto a oggi. Eppure le terapie intensive salivano di 41 unità, mentre oggi sono scese di 2, ed erano all'epoca 2.544 (avendo anche superato quota 4mila a novembre) mentre oggi sono 1.717. Con gli stessi ingressi giornalieri, circa 150. Anche i ricoveri ordinari salivano, di 127 unità, e arrivavano a 22.884 posti letto occupati: oggi, quando siamo probabilmente al picco, i ricoveri salgono di 220 unità, ma il totale è ancora al di sotto, 19.448. I decessi erano 377, ma calavano da settimane dopo aver superato quota mille, mentre oggi, quando siamo auspicabilmente in cima alla salita, sono stati 434, record della quarta ondata. Lo scenario, insomma, è completamente diverso: un fiume impressionante di contagi, con un impatto sugli ospedali simile, se non minore, di quando i positivi erano tre o quattro volte di meno. Effetto Omicron, di cui ormai sappiamo la (relativamente) minore severita', ma soprattutto effetto vaccini. Un dato parla più di tutti: il 18 gennaio 2021 i malati attivi, ossia i famosi "attualmente positivi" del bollettino, erano 547.051, di cui 25.428 in ospedale. Oggi sono addirittura 2.562.156, quasi 5 volte tanto, ma in ospedale i pazienti sono 21.163. In sostanza, l'anno scorso dei malati attivi il 4,6% era in ospedale, quest'anno lo 0,8%. E nemmeno l'obiezione negazionista per eccellenza, ossia che si fanno più tamponi (oggi oltre 1,4 milioni, altro record battuto, un anno fa 158.674) regge, perché il tasso di positività un anno fa era al 5,6% e oggi al 15,4%: non sono i tamponi a trascinare i casi ma il contrario, e il tasso così alto dimostra semmai che i casi reali sono molto di più di quelli che il sistema ormai riesce a diagnosticare. Tantissimi casi, ma un tasso di ricovero oltre 5 volte più basso.  
Per il New York Times Draghi al Quirinale può allungare l'età d'oro dell'Italia
Politica
Ieri 18-01-22, 19:32

Per il New York Times Draghi al Quirinale può allungare l'età d'oro dell'Italia

AGI - “Da quando ha assunto l'incarico lo scorso febbraio, Draghi ha reso stabile la volatile politica dell'Italia, reso fuori moda il populismo, rassicurato i mercati con una visione a lungo termine e grazie a dure misure contro il coronavirus”. E' il giudizio dato da Jason Horowitz, corrispondente dall'Italia per il New York Times, in una approfondita analisi della politica italiana, in vista dell'elezione del nuovo Presidente della Repubblica. Se venisse scelto per il Quirinale, continua il giornale newyorkese, "l'influenza di Draghi potrebbe allungare un'età d'oro di inusuale unità politica”. “Ma l'incertezza attorno al suo futuro - continua Horowitz - ha già messo in moto macchinazioni e ambizioni, spingendo l'Italia di nuovo indietro verso un pericoloso, e familiare, precipizio di instabilità”. Il rischio è di ritrovarsi un'“amministrazione meno efficace” e destinata a inciampare in “elezioni anticipate, che quasi nessuno vuole”. Il “caso politico”, continua l'analisi, potrebbe far “deragliare la migliore chance che l'Italia si ritrova da generazioni di avviare riforme moderne” e “mettere a rischio i miliardi di euro” del Recovery Fund. Il Paese deve ancora soddisfare le richieste di Bruxelles per poter accedere alle future tranches del ‘recovery'. A giugno, ricorda il New York Times, l'Italia deve dimostrare di essere in linea con i programmi per poter ricevere i 24 miliardi di euro promessi da Bruxelles. “Sapere che quel denaro è nelle mani di Draghi - scrive il Times - ha rassicurato i mercati mondiali e i leader dell'Unione Europea, e dato all'Italia la migliore occasione per modernizzare il Paese, come non si vedeva da decenni”. Nell'articolo viene riportato il commento di Vittorio Colao, ministro dell'Innovazione tecnologica, indicato tra i possibili successori di Draghi a Palazzo Chigi. Il premier, spiega Colao, “ha strategie a lungo termine ma ha un approccio molto, molto pragmatico sul breve”. Dopo aver sfiorato la candidatura di Silvio Berlusconi, il New York Times prende in considerazione una terza ipotesi: una conferma a tempo del presidente Sergio Mattarella, in modo da offrire a Draghi uno-due anni di tempo per gestire i fondi europei, e poi lasciarlo passare, primo premier della storia, da Palazzo Chigi direttamente al Quirinale. “Ma un anno o due anni di tempo - aggiunge Horowitz - sono un'eternità nella politica italiana in costante evoluzione”.
Nessuno vuole comprare il Casino dell'Aurora
Cronaca
Ieri 18-01-22, 19:18

Nessuno vuole comprare il Casino dell'Aurora

AGI - È andata deserta l'asta per il Casino dell'Aurora, villino cinquecentesco alle spalle di via Veneto di straordinario pregio storico-artistico. La procedura si è aperta alle ore 15 ma sul sito delle aste indette dal Tribunale di Roma si legge "gara chiusa, non aggiudicata" e tra le note "asta deserta". La villa contiene l'unico affresco esistente del Caravaggio e numerose pitture del Guercino e di altri artisti. La base di vendita era di 471 milioni di euro, il prezzo minimo 343 milioni, con possibili rilanci di minimo 1 milione. A contendersela avrebbero potuto essere alcuni tra i miliardari più celebri, a cominciare da Bill Gates e il sultano del Brunei che in passato avevano già tentato di acquistare la proprietà, invano. Il Casino dell'Aurora, all'interno dell'enorme Villa Ludovisi, che sorge su una collinetta fra via Veneto e Villa Medici, era in vendita sulla base di una valutazione stratosferica di 471 milioni di euro, ma l'offerta minima che il tribunale è obbligato ad accettare ammonta a 353 milioni. Il valore di questo vero gioiello del barocco romano rappresenta, secondo fonti concordanti, un quarto del budget annuale del Ministero della Cultura italiano. Per molti media stranieri si tratta di un'occasione d'oro per nuovi mecenati desiderosi di sbarcare in Italia: la comunicazione dell'asta telematica per la magnifica residenza di 2.800 metri quadrati, sei piani e un sontuoso giardino ha raggiunto oltre 20 mila indirizzi email collegati ai paperoni del pianeta, ma finora la lista dei partecipanti è rimasta segreta. La prospettiva che il palazzo di proprietà di una delle più note e potenti famiglie aristocratiche italiane finisca in mani straniere ha scatenato vive proteste nel mondo della cultura italiana che ha chiesto allo Stato di intervenire. Lo stesso intervento è stato sollecitato da una petizione lanciata su Change.org, intitolata ‘SOS Cultura in svendita', che ha raccolto 35 mila firme, affinchè l'Italia eserciti il diritto di acquisto. Secondo gli esperti d'arte, il solo affresco di Caravaggio, risalente al 1597, raffigurante Giove, Plutone e Nettuno al centro di un globo terrestre circondato dai segni dello zodiaco, ha un valore incalcolabile – stimato di un terzo circa il valore dell'intera proprietà – probabilmente maggiore di quello fissato per Villa Ludovisi.   Come previsto dalla legge, dopo l'aggiudicazione, il ministero dei Beni Culturali potrà dichiarare entro 60 giorni la propria intenzione di acquistare l'immobile allo stesso prezzo dell'offerta e così aggiudicarselo, evitando che l'unico affresco di Caravaggio finisca nelle mani di un privato. Se il mondo dell'arte e gli immobiliaristi italiani erano in effervescenza per la vendita record, l'asta doveva mettere la parola fine a un'annosa disputa ereditaria di una delle più influenti e ricche famiglie aristocratiche d'Italia, i Ludovisi-Boncompagni, che in questa villa avevano stabilito la loro residenza romana. Il palazzo era di proprietà del 77enne principe Nicolò Boncompagni Ludovisi, ma alla sua morte, l'8 marzo del 2018, c'è stato uno scontro ereditario tra la terza moglie del principe, la texana Rita Jenrette Boncompagni Ludovisi – una pittrice 72enne che posò per Playboy – e i figli nati dal primo matrimonio, ai quali lo stesso Nicolò aveva lasciato in dote parte dell'immobile. Dopo il pignoramento su una porzione di proprietà che nessuno degli eredi è in grado di rifondere economicamente, il tribunale di Roma ha deciso di mettere il bene all'asta.
L'allarme delle compagnie aeree Usa per il 5G vicino agli aeroporti
Tecnologia
Ieri 18-01-22, 19:18

L'allarme delle compagnie aeree Usa per il 5G vicino agli aeroporti

AGI - Le compagnie aeree statunitensi sono preoccupate per il potenziale "caos" causato dalla diffusione del 5G negli Stati Uniti, una paura che deriva dal rischio di interferenze tra le frequenze utilizzate dalla tecnologia internet mobile e gli strumenti di bordo essenziali per l'atterraggio degli aerei. La stessa United ha avvertito che l'attuale piano di implementazione del wireless 5G negli Stati Uniti avrebbe un impatto negativo su circa 1,25 milioni di passeggeri United e almeno 15.000 voli all'anno e ha esortato l'amministrazione del presidente Joe Biden ad agire. Le frequenze utilizzate dal 5G sono vicine a quelle utilizzate dai radioaltimetri degli aerei. Agli operatori telefonici statunitensi è stata assegnata la banda di frequenza da 3,7 a 3,98 gigahertz (GHz) per il 5G, un diritto per il quale hanno pagato decine di miliardi di dollari L'industria aerea teme che questo interferisca con i dati dei radioaltimetri, un radar che misura la distanza tra l'aereo e il suolo, che sono essenziali per gli strumenti notturni come l'atterraggio o in condizioni di scarsa visibilità. Questi operano nello spettro da 4.2 a 4.4 GHz. Mentre non c'è quindi alcun rischio di interferenza diretta tra le frequenze, la potenza di trasmissione delle antenne 5G o parte delle emissioni dirette verso l'alto potrebbe rappresentare un problema per alcuni altimetri, proprio per il rischio di interferenza. Airbus e Boeing hanno avvertito le autorità statunitensi circa le "potenziali interferenze", e l'agenzia dell'aviazione americana (FAA) ha accettato di rinviare il lancio del 5G fino al 19 gennaio per garantire che il sistema fosse perfettamente sicuro. "Se c'è un rischio potenziale per i viaggiatori aerei, siamo obbligati a limitare l'attivitaàdi volo in questione fino a quando non possiamo dimostrare che è sicuro", ha detto. La FAA ha convalidato l'uso di due modelli di radioaltimetro e ha approvato 48 degli 88 aeroporti statunitensi più direttamente interessati dai rischi di interferenza 5G. In Europa, la banda di frequenza principale per il 5G è stata delimitata tra 3,4 e 3,8 GHz, frequenze che sono meno simili a quelle dei radioaltimetri in uso negli Stati Uniti. In Corea del Sud, un Paese all'avanguardia nella diffusione della tecnologia mobile, le frequenze 5G non vanno oltre i 3,7 GHz. Il Giappone, che permette ai suoi operatori di arrivare fino a 4,1 GHz, non prevede "nessuna misura di mitigazione sotto i 4 GHz - cioè nessuna restrizione nello spettro in cui si svolgeranno le operazioni 5G negli Stati Uniti - e non ci sono state segnalazioni di interferenze", sostiene il CTIA, l'organizzazione che riunisce l'industria americana della telefonia mobile. AT&T ha intanto cominicato che rinvierà "temporaneamente" l'accensione di un numero limitato di antenne 5G intorno ad alcune piste aeroportuali statunitensi. Lo ha comunicato in una nota la società: "Siamo sconcertati dall'incapacità della Faa (l'autorità americana di controllo dell'aviazione, ndr) di fare ciò che 40 Paesi hanno già fatto, ovvero distribuire in modo sicuro la tecnologia 5G senza interrompere i servizi di aviazione. Chiediamo che venga fatto in tempi rapidi", afferma la società telefonica statunitense. "Stiamo lanciando i nostri servizi 5G ovunque come previsto, con l'eccezione temporanea di questo numero limitato di torri", aggiunge. L'industria aerea andrà incontro a "gravi interruzioni operative" se le antenne 5G saranno accese negli Usa mercoledì. Lo ha scritto David Seymour, Coo di American Airlines, in una lettera ai propri dipendenti. "Fino a quando non ci sarà una soluzione tecnica a lungo termine prevediamo che sperimenteremo ritardi, deviazioni e cancellazioni, ben oltre il nostro controllo", afferma Seymour. Al momento Verizon, l'altro colosso delle telecomunicazioni che dovrà accendere le proprie antenne mercoledì, non ha deciso di rinviare..
Per combattere il caro bollette il governo è pronto a mettere in campo 8-10 miliardi
Economia e Finanza
Ieri 18-01-22, 19:15

Per combattere il caro bollette il governo è pronto a mettere in campo 8-10 miliardi

AGi - Il governo lavora al taglio delle bollette energetiche. Giovedì si dovrebbe tenere il consiglio dei ministri che dovrebbe varare le misure per dare una boccata d'ossigeno a cittadini e imprese. Il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, in audizione ha indicato tra gli 8 e i 10 miliardi le risorse che potrebbero essere reperite per mitigare gli aumenti.  Nella giornata di mercoledì 19 gennaio si terrà la prima riunione al Mise, in videoconferenza, del tavolo sull'energia presieduta dal ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti. L'incontro, al quale parteciperanno, tra gli altri, rappresentanti di Confindustria, Confindustria ceramica, Confindustria energia, Aicep, Federbeton, Assocarta, Assovetro, Assomet, Federacciai, Assofond, Federchimica, Federalimentare, Interconnector energy italia, Federlegno Arredo, Anima, Anfia, avrà al centro della discussione l'impatto dei costi dell'energia sul sistema produttivo. Molte imprese rischiano la chiusura a causa di rialzi dei prezzi, con il gas che rispetto ai livelli pre-pandemia è aumentato del 723%. Per questo, il governo cerca soluzioni con urgenza. Il segretario della Lega, Matteo Salvini, ha detto che "l'obiettivo è avere un decreto legge in Consiglio dei ministri già questa settimana" sostenendo la richiesta di Confindustria di un tavolo a palazzo Chigi. Nel corso dell'audizione, Cingolani ha evidenziato che, rispetto alle previsioni precedenti, difficilmente i prezzi del gas caleranno almeno nel breve termine. Allo stesso tempo ha affermato che "non possiamo continuare ogni trimestre a tirare fuori cash che mitiga solo una parte dell'aumento che di solito è a due zeri. Bisogna mettere a punto una strategia strutturale Ue", ha aggiunto. Al Mite si studiano possibili interventi grazie ai quali si potrebbero reperire tra gli 8 e i 10 miliardi di euro. Tre miliardi potrebbero arrivare dalla cartolarizzazione degli oneri Asos, 1,5 miliardi dalle aste Ets (Emission trading system), 1,5 miliardi dal taglio degli incentivi sul fotovoltaico (il cosiddetto Conto energia), tra uno e due miliardi dal taglio degli incentivi sull'idroelettrico, 1,5 miliardi dalla negoziazione a lungo termine delle rinnovabili. "Bisogna far passare l'idea che il caro bolletta non dipende dalla transizione energetica ma da congiunture correlate al prezzo del gas. Gli aumenti dei prezzi non dipendono dalla CO2 che pesa per il 20% ma dal costo della materia prima gas" che conta per l'80%, ha spiegato il ministro. Ribadita la posizione sul nucleare. "Noi non vogliamo fare centrali nucleari di seconda e terza generazione. La tassonomia prevede incentivi per reattori di nuova generazione". E confermata anche la linea sul gas che a oggi è essenziale per la transizione. "Non possiamo pensare di non appoggiare il gas in questo momento della transizione perchè altrimenti fermeremmo tutto. I tempi del phase-out del gas dipendono da quanto saremo bravi da mettere in atto il grande progetto di rinnovabili che abbiamo in corso", ha spiegato Cingolani. C'è poi il discorso della "valorizzazione dei giacimenti nazionale esistenti". L'Italia, ha osservato Cingolani, consuma "70 miliardi di metri cubi di gas all'anno e ne produciamo 4,5 miliardi dal nostro territorio. Tutto il resto è importato. Non vogliamo fare nuove trivelle ma ottimizzare giacimenti che già ci sono anche se non è una cosa immediata". Aumentando la produzione nazionale ci sarebbero vantaggi, con l'Iva che verrebbe pagata in Italia e con trasporti e stoccaggi che costerebbero meno. Inoltre, ha aggiunto il ministro, si potrebbe utilizzare una parte di questo "gas per accordi a prezzi controllati per favorire l'attività delle aziende. Sarebbe un'ipotesi limitata a uno-due anni. Ne stiamo discutendo con gli operatori che estraggono e vendono gas". Su un eventuale raddoppio del Tap, il responsabile del Mite ha precisato che non verrebbe posato un altro tubo ma si incrementerebbe "la portata" del gasdotto attuale. L'ipotesi è "allo studio", mentre l'EastMed (la pipeline che nelle intenzioni dovrebbe portare il gas dall'area del Mediterraneo orientale in Italia passando per Cipro e Creta) al momento "non è in agenda". Il ministro ha allontanato il pericolo di un blackout, paventato da alcuni parlamentari a causa dell'alta domanda di elettricità. "Se l'inverno permane a questo livello, credo si possa essere ottimisti. In Europa in alcuni Paesi ci potrebbero essere difficoltà. Francamente in Italia, a meno di un mese di febbraio glaciale, non corriamo questo rischio, anche se le riserve sono un pò meno piene. Qualche Paese nordeuropeo potrebbe avere qualche problema", ha concluso Cingolani, spiegando tuttavia di non poter prevedere il meteo. 
La 'tenaglia diplomatica' di Germania, Nato e Usa sull'Ucraina
Estero
Ieri 18-01-22, 18:59

La 'tenaglia diplomatica' di Germania, Nato e Usa sull'Ucraina

AGi - Una 'tenaglia diplomatica' per indurre Mosca ad allentare la tensione intorno all'Ucraina, con tutti i rischi che questa comporta. Una strategia fatta di duri avvertimenti e disponibilità ad un confronto aperto, con la Germania di Olaf Scholz a fare da apripista, il capo della Nato Jens Stoltenberg come catenaccio ed il segretario di Stato americano Antony Blinken in pressing. Il messaggio è chiaro: sì ad un "dialogo serio" con Mosca, ma nessun compromesso sui "principi fondamentali", come hanno spiegato a Berlino il cancelliere ed il numero uno dell'Alleanza atlantica appena un'ora dopo che nella capitale russa si era concluso il faccia a faccia tra la ministra degli Esteri tedesca Annalena Baerbock (che era già stata a Kiev a parlare con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky) ed il capo della diplomazia russa Serghey Lavrov. Il senso della giornata è riassunto nelle parole di Baerbock a Mosca: "Il tempo è scarso per riuscire ancora a salvare le trattative", ha detto a Mosca. "La Russia ha messo insieme al confine dell'Ucraina circa 100 mila soldati senza una ragione comprensibile, ed è difficile non percepirlo come una minaccia", ha incalzato poi la numero uno della diplomazia tedesca. Pertanto la richiesta rivolta al Cremlino e' di alleggerire la presa sull'Ucraina e di attenersi a quegli stessi "principi fondamentali" a cui si riferira' poco dopo lo stesso Stoltenberg. Uno di questi principi e' "l'inviolabilita' territoriale" di un Paese sovrano, per esempio. "Non abbiamo altra scelta che difendere le nostre regole comuni, anche se questo avrà un alto prezzo economico", ha scandito ancora Baerbock. Che nel confronto con Lavrov vi siano state anche "grandi differenze di vedute" è apparso anche evidente alla luce del fatto che la conferenza stampa con il russo è iniziata con oltre un'ora e mezzo di ritardo. Nondimeno prim'ancora dell'incontro a Mosca, la tedesca ha voluto chiarire che non ci sono pregiudiziali nei confronti della Russia: "Non c'è alternativa a relazioni buone e stabili tra Mosca e Berlino", ha detto la ministra, "e vorrei continuare a lavorare per questo obiettivo". Di contro, il mantra che lei e Scholz ripetono sempre è ci sara' "un alto prezzo" politico ed economico se davvero la Russia di Putin dovesse lanciare un'aggressione all'Ucraina. Uno di questi prezzi da pagare sarà lo stop al gasdotto Nord Stream 2, terminato ma ancora non messo in funzione. Su questo Lavrov continua a chiedere che la pipeline "non venga politicizzata", ma è chiaro che si tratta di una delle poche vere leve da parte della Germania. Lo stesso Scholz, nella sua breve dichiarazione dopo l'incontro con Stoltenberg, ipotizza "sanzioni" contro Nord Stream: "Tra gli Usa e la Germania ci siamo intesi su come procedere con il gasdotto", spiega il cancelliere, ivi compreso il fatto che "l'Ucraina continui a rimanere Paese di transito per il gas russo verso l'Europa occidentale". In cambio, la Germania da' assicurazioni che non ci saranno forniture di armamenti verso Kiev.   “Non esportiamo armi letali, questa posizione non è cambiata”, scandisce Scholz, e lo stesso concetto era stato espresso a Kiev da Baerbock. La quale insiste per la ripresa di vere e proprie trattative di pace: la Germania punta ad un nuovo incontro nel “formato Normandia” (Germania, Francia, Ucraina e Russia), “fondamentale per la sicurezza in Europa”. Da Lavrov sembra esserci un'apertura in questo senso: “La Russia non è parte in conflitto”. Un altro passo importante lo ha annunciato Stoltenberg: “Ho invitato i rappresentanti della Russia insieme ai 30 membri dell'Alleanza per altri colloqui”, ha spiegato Stoltenberg, secondo il quale in questi incontri del Consiglio Nato-Russia si potranno anche affrontare i temi come “la riduzione dei rischi nelle attività militari” ed il miglioramento dei canali di comunicazione. “Siamo pronti ad ascoltare il punto di vista” di Mosca, ripete ancora il segretario generale.    Da Washington arrivano segnali di sostegno alla strategia: il segretario di Stato Blinken è atteso oggi stesso a Kiev, dove vedrà Zelensky, per continuare il suo tour diplomatico giovedì a Berlino e a Ginevra, per colloqui a quattro con Germania, Gran Bretagna e Francia. Si tratta di una risposta indiretta allo stesso Lavrov – che Blinken vedrà il giorno dopo a Ginevra - il quale aveva detto che la Russia “ha bisogno di risposte dagli Usa sulle garanzie di sicurezza” per continuare i colloqui sull'Ucraina. Presumibilmente è di questo che hanno parlato l'americano ed il russo oggi al telefono: il segretario di Stato Blinken, così Washington, ha insistito sulla “via diplomatica” per mettere fine alle tensioni sull'Ucraina e ha definito “estremamente preoccupante” il rafforzamento della presenza militare russa “dentro e ai confini” del Paese.  Ma il Cremlino ancora non accenna ad allentare la presa militare: ieri Mosca ha cominciato a spostare truppe in Bielorussia per esercitazioni congiunte battezzate “Determinazione alleata” da tenersi a febbraio. Una mossa che in Occidente aumenta i timori che la Russia si stia preparando ad un'invasione, anche perché si terranno tra il confine occidentale bielorusso, le frontiere polacche e lituane ed il fianco meridionale del confine ucraino.
In Italia solo il 50% poveri ha un sostegno al reddito
Economia e Finanza
Ieri 18-01-22, 18:48

In Italia solo il 50% poveri ha un sostegno al reddito

AGI - "In Italia, solo il 50% dei lavoratori poveri percepisce una qualche prestazione di sostegno al reddito rispetto al 65% in media europea. In particolare, in Italia manca uno strumento per integrare i redditi dei lavoratori poveri, un in-work benefit (letteralmente trasferimento a chi lavora), che permetterebbe di aiutare chi si trova in situazione di difficoltà economica e incentiverebbe il lavoro regolare". Lo evidenza il Gruppo di lavoro 'Interventi e misure di contrasto alla povertà lavorativa' nella Relazione presentata oggi. Secondo gli esperti, "un in-work benefit in Italia dovrebbe assorbire gli '80 euro' (ora Bonus dipendenti) e la disoccupazione parziale per arrivare a uno strumento unico, di facile accesso e coerente con il resto del sistema (in particolare, Reddito di Cittadinanza, ma anche il nuovo Assegno Unico e Universale per i Figli)". La discussione sulla riforma fiscale in corso, secondo il gruppo di lavoro, rappresenta "il luogo ideale per il disegno preciso di questo tipo di strumento". "È opportuno promuovere in sede europea una revisione dell'indicatore" di povertà lavorativa "che estenda la platea di riferimento e meglio prenda in considerazione i redditi da lavoro individuali, incrociando retribuzioni individuali e redditi familiari". L'indicatore di povertà lavorativa utilizzato dall'Unione europea, spiegano gli esperti, "esclude i lavoratori con meno di sette mesi di lavoro durante l'anno e presuppone un'equa condivisione delle risorse all'interno della famiglia. Così facendo, l'indicatore Ue esclude i lavoratori che sono tra i più esposti al rischio di povertà e non permette di identificare se qualcuno è in grado di avere una vita dignitosa con i propri guadagni". "In un programma di lotta al lavoro povero, è possibile prevedere forme di accreditamento (o 'screditamento”') a fronte di comportamenti virtuosi (o, viceversa, di comportamenti non in linea con gli obblighi di legge)". Lo evidenza il Gruppo di lavoro 'Interventi e misure di contrasto alla povertà lavorativa' nella Relazione presentata oggi. "Nello stesso spirito - spiegano - è possibile immaginare campagne di informazione o strumenti specifici per aumentare la consapevolezza di imprese e lavoratori sul problema e la conoscenza dei potenziali strumenti per affrontarlo".
In Italia 228.179 casi Covid e 434 morti. Il tasso di positività stabile al 15,4%
Cronaca
Ieri 18-01-22, 18:41

In Italia 228.179 casi Covid e 434 morti. Il tasso di positività stabile al 15,4%

AGI - Nuovo record assoluto di casi e di tamponi: i nuovi contagi registrati in Italia il 18 gennaio 2021 sono 228.179, contro gli 83.403 delle 24 ore precedenti ma soprattutto i 220.532 di martedì scorso, giorno del precedente record, un piccolo rimbalzo dopo il calo dei giorni scorsi. Con 1.481.349 tamponi, mai così tanti, e il tasso di positività che rimane stabile rispetto a ieri, 15,4%. I decessi sono 434, picco della quarta ondata, mai così tanti dal 14 aprile scorso (ieri erano stati 287): il totale delle vittime sale a 141.825. In leggera diminuzione le terapie intensive, 2 in meno (ieri +26) con 150 ingressi del giorno, e sono 1.715 in tutto, mentre i ricoveri ordinari salgono di altre 220 unità (ieri +509), 19.448 in tutto. È quanto emerge dal bollettino quotidiano del ministero della Salute.  La regione con il maggior numero di casi di oggi è la Lombardia con 37.823, seguita da Puglia (+28.589), Veneto (+25.166), Campania (+21.670) e Piemonte (+18.095). I casi totali salgono a 9.018.425. I dimessi/guariti delle ultime 24 ore sono 220.811 (ieri 76.679) per un totale di 6.314.444, mentre gli attualmente positivi registrano 6.878 unità in più (ieri +6.421) arrivando al picco di 2.562.156. Di questi, 2.540.993 pazienti sono in isolamento domiciliare.
Ema: "Nessun rischio a somministrare il vaccino in gravidanza"
Estero
Ieri 18-01-22, 17:35

Ema: "Nessun rischio a somministrare il vaccino in gravidanza"

AGI - "I vaccini mRna contro il Covid-19 non causano complicazioni durante la gravidanza per le future mamme e i loro bambini". È quanto sostiene la task force dell'Ema per il Covid-19 al termine di una revisione dettagliata di diversi studi che hanno coinvolto circa 65 mila gravidanze in diverse fasi. "La revisione non ha riscontrato alcun segno di un aumento del rischio di complicazioni della gravidanza, aborti spontanei, nascite pretermine o effetti avversi nei bambini non ancora nati dopo la vaccinazione con mRnra Covid-19. Nonostante alcune limitazioni nei dati, i risultati appaiono coerenti in tutti gli studi che esaminano questi risultati", spiega l'Ema in una nota. Ripetizione dei booster L'agenzia ha anche toccato molti altri punti tra cui quella delle dosi da inoculare ogni pochi mesi. "Ripetere i richiami a intervalli ridotti potrebbe portare alla riduzione dagli anticorpi prodotti da ogni somministrazione perché il nostro sistema immunitario ha bisogno di tempo per la risposta antigenica. Questo potrebbe rendere la vaccinazione meno efficiente". Queste le parole del capo della strategia vaccinale dell'Ema, Marco Cavaleri. "Se è necessario un secondo richiamo (quarta dose, ndr), ad esempio per alcune categorie, sarebbe opportuno sincronizzare la somministrazione con l'arrivo della stagione fredda come avviene con l'antifluenzale". Per poi aggiungere sulla quarta dose: "L'Ema non ha ancora analizzato dati sulla cosiddetta quarta dose e al momento non ci sono prove dai dati clinici o empirici sulla necessità e utilità della quarta dose nella popolazione generale e usando gli attuali vaccini". Discorso diverso invece per i più fragili: "Nelle persone con sistema immunitario gravemente indebolito e che hanno ricevuto tre dosi di vaccinazione primaria, sarebbe ragionevole che le autorità sanitarie prendano in considerazione la somministrazione di una quarta dose". Situazione resta preoccupante "I dati epidemiologici sull'Europa mostrano rapido aumento di casi Covid principalmente dovuto alla rapida diffusione della variante Omicron. La situazione nel Continente resta molto preoccupante soprattutto in vista dell'alto tasso di contagi che stanno evolvendo in malattie e che stanno aumentando la pressione sugli ospedali", sottolinea ancora Cavaleri.  
Cateno De Luca contro il Green pass in marcia sullo Stretto: "Sarò presidente"
Cronaca
Ieri 18-01-22, 17:21

Cateno De Luca contro il Green pass in marcia sullo Stretto: "Sarò presidente"

AGI - Rieccolo Cateno De Luca, detto 'Scateno'. Alla guerra dello Stretto come a inizio pandemia. Ma allora - in tempi pre-vaccino - per frenare gli arrivi, oggi per superare le regole che impediscono l'attraversamento della striscia di mare tra Calabria e Sicilia ai non vaccinati. Una battaglia che si inserisce nel gioco grande della conquista della presidenza della Regione e che, come ulteriore mossa per lo scacco al re di Palazzo d'Orleans, ha previsto le dimissioni da primo cittadino di Messina con effetto dalla mezzanotte del 6 febbraio. "Io sono oltre gli incontri tra Miccichè e Musumeci - ha spiegato davanti agli imbarcaderi - con la formalizzazione delle mie dimissioni da sindaco, ho tracciato il percorso per la mia marcia su Palermo. A certe faide io non partecipo. I tempi non me li faccio dettare da nessuno, finora li ho dettati io, ho avuto ragione e anche in questa occasione sarà così". A Catania si erano visti Gianfranco Micciché e Nello Musumeci. Praticamente una "seduta spiritica", per De Luca, "frutto di progetti in provetta che non tengono conto degli umori del popolo siciliano. Non so cosa abbiano stabilito, ma una cosa mi è chiara: hanno stabilito il funerale politico di Musumeci. Stanno parlando già del dopo Nello Musumeci".  De Luca non appare provato dalla seconda notte in tenda e dall'inizio dello sciopero della fame, con slogan del tipo "Basta con il sequestro di Stato!", urlati per invocare la modifica di "una norma ingiusta che non garantisce la continuità territoriale".  E l'ordinanza Musumeci? "Si è concentrato qui, senza pensare ai collegamenti aerei, perché sapeva che ci siamo noi...". Insomma per il sindaco dimissionario si tratta di un atto per neutralizzare la ribalta mediatica e di consensi del politico messinese. Una "gran fesseria", taglia corto: "In questo momento si può partire dalla Sicilia, ma non si può rientrare perché il presidente della Regione Calabria non ha fatto una ordinanza omologa a quella di Musumeci. Si parte da Messina, si va a Villa, ma da Villa non si può rientrare. Un viaggio solo andata... Musumeci, infatti, non ha normato, non ha potuto farlo, per la Calabria...". A dare manforte è arrivato a Messina anche il presidente dell'Ars, Gianfranco Miccichè: "Non sono qui per parlare di elezioni regionali. Del resto se lui si vuole candidare in questo modo, lo fa contro di noi, quindi non intendo rivelargli le nostre strategie... Continuo a dirglielo di non correre da solo. Faccia un passo indietro. Se ognuno di noi si candidasse, non si andrebbe da nessuna parte". Il leader siciliano di Forza Italia, prova a convincerlo: "Conosciamo le sue capacità, potrebbe fare parte del prossimo governo, lavorare per il prossimo sindaco di Messina... Ma invece di fare tutto insieme, stiamo facciamo tutto contro e regaliamo tutto alla sinistra... Sarebbe un peccato se una risorsa importante del centrodestra la si utilizzasse per distruggere la coalizione".  Intanto, sulla sponda di Villa San Giovanni, a dire dell'inquieto 'Scateno', c'è già gente che preme nervosa sulle banchine: "Non può partire e non può tornare a Messina e il prefetto nel frattempo ha dato disposizione ai proprietari dei traghetti di far passare secondo le modalità previste da Musumeci. Questa ordinanza, insomma, descrive il destino dei siciliani: scappare dalla Sicilia per non tornare più...". 
Ristoratore condannato all'ergastolo per il duplice omicidio dei due badanti scomparsi a Siracusa
Cronaca
Ieri 18-01-22, 16:58

Ristoratore condannato all'ergastolo per il duplice omicidio dei due badanti scomparsi a Siracusa

AGI - Il gup del Tribunale di Siracusa ha condannato all'ergastolo Giampiero Riccioli, 51 anni, il ristoratore siracusano accusato del duplice omicidio di 2 badanti campani, Alessandro Sabatino, 40 anni, e Luigi Cerreto, 23 anni. Le due vittime sparirono nella primavera del 2014, qualche giorno dopo essere arrivati a Siracusa per rispondere a un annuncio di lavoro pubblicato dall'imputato per l'assistenza all'anziano padre nella sua villa, in contrada Tivoli, alla periferia sud di Siracusa. I loro corpi non furono mai trovati e la procura di Siracusa, che aveva indagato il ristoratore, presentò richiesta di archiviazione al gip del Tribunale di Siracusa ma circa un anno fa l'indagine è stata avocata dalla procura generale di Catania.  +++Alessandro Sabatino e Luigi Cerreto: Condannato all'ergastolo Giampiero Riccioli, accusato di aver ucciso e fatto sparire i cadaveri dei due badanti casertani, scomparsi nel 2014. I corpi rinvenuti nel 2021 dalla PG di #Catania.+++#chilahvisto→ https://t.co/ineUdhcOvn pic.twitter.com/zL4jsA6epx — Chi l'ha visto? (@chilhavistorai3) January 18, 2022 I magistrati etnei hanno poi disposto la perquisizione della villa in contrada Tivoli e scavando nel sottosuolo sono stati trovati dei resti umani, dal cui esame è risultato che appartengono ai due badanti. L'autopsia ha svelato che sono stati prima legati e uccisi con dei colpi di arma da fuoco e così nel febbraio scorso Giampiero Riccioli è stato tratto in arresto. Secondo gli inquirenti, ci sarebbero stati dei contrasti tra le vittime ed il ristoratore, accusato dai badanti di maltrattamenti nei confronti del padre, al punto che avrebbero minacciato una denuncia alle forze dell'ordine ma sarebbero emersi anche dei contrasti di natura economica. La difesa ha chiesto, presentando una perizia di parte, l'infermità mentale del loro assistito, negata dal gip del Tribunale dopo la relazione di un consulente nominato dallo stesso giudice. La procura di Siracusa, al termine della requisitoria, aveva sollecitato l'ergastolo, la difesa, invece, si era espressa per l'assoluzione dell'imputato.  
L'odissea di Cathay Pacific dalle proteste a Hong Kong al Covid
Estero
Ieri 18-01-22, 16:33

L'odissea di Cathay Pacific dalle proteste a Hong Kong al Covid

AGI - La compagnia aerea di bandiera di Hong Kong, Cathay Pacific, torna sotto i riflettori dopo i casi di due assistenti di volo che hanno violato le misure contro il Covid-19. I due sono accusati di avere "condotto attività non necessarie", per non avere rispettato l'isolamento domiciliare di ritorno dagli Stati Uniti, il 24 e il 25 dicembre scorsi, ed essere andati a fare shopping, incontrandosi anche con amici, mentre erano positivi alla variante Omicron, responsabile di almeno cinquanta contagi a Hong Kong. I due steward, intanto, sono stati licenziati e arrestati e successivamente rilasciati su cauzione: dovranno comparire in aula il 9 febbraio prossimo e rischiano una condanna fino a sei mesi di carcere e una multa di cinquemila dollari di Hong Kong (poco più di 563 euro). La vicenda è arrivata fino ai piani alti della politica cittadina, e oggi è intervenuta la stessa leader di Hong Kong, Carrie Lam, che ha definito la vicenda "un caso molto grave di inadempienza", annunciando indagini nei confronti di Cathay Pacific, accusata di rimandare a Hong Kong gli assistenti di volo su voli cargo vuoti per avere sconti sui periodi di quarantena. Cathay Pacific è ora nella bufera e deve difendersi dalle accuse di essere responsabile della diffusione della variante Omicron nella città. Casi come quello dei due assistenti di volo sono una "piccola minoranza", ha detto al personale il presidente di Cathay Pacific, Patrick Healy, e non devono fare passare in secondo piano la "notevole professionalità e disciplina" della maggioranza dei membri dell'equipaggio. Healy si è poi scusato per l'episodio, che ha innescato le restrizioni oggi in vigore a Hong Kong, tra cui la chiusura delle scuole elementari, e ha promesso la collaborazione della compagnia aerea con le indagini in corso. Il caso è l'ultimo di una serie di problemi a cui è andata incontro la compagnia aerea dall'inizio della pandemia di Covid-19, che ha reso sempre più complicato per il personale adeguarsi: da un calcolo riportato dall'Afp, nel solo 2021, il personale di bordo, complessivamente, ha trascorso 73 mila notti (quantificate in duecento anni) negli alberghi per la quarantena a Hong Kong. Lo scoppio della pandemia di Covid-19 ha messo a durissima prova tutte le compagnie aeree per il crollo dei viaggi aerei, ma il virus si è abbattuto con particolare intensità su Cathay Pacific. Nel primo anno della pandemia, la compagnia ha registrato perdite per 2,8 miliardi di dollari e tagliato migliaia di posti di lavoro, nonostante a giugno 2020 l'amministrazione guidata da Carrie Lam avesse approvato un piano di ricapitalizzazione da cinque miliardi di dollari (39 miliardi di dollari di Hong Kong). Il tentativo di salvataggio non ha contribuito a raddrizzare le sorti della compagnia aerea, e solo nei primi sei mesi del 2021, Cathay Pacific ha registrato un rosso da 972 milioni di dollari. La pandemia si eèandata ad aggiungere a guai precedenti. Gia' dal 2019, la compagnia aerea di bandiera non godeva delle simpatie dell'amministrazione di Hong Kong, per il rifiuto di sanzionare i propri dipendenti che avevano partecipato alle manifestazioni pro-democrazia: l'ente per l'aviazione cinese, ad agosto di quell'anno, aveva vietato ai membri dell'equipaggio che si erano uniti alle proteste di fare parte dell'organico per i voli da e per la Cina. I collegamenti aerei con la Cina sono una parte vitale delle attività di Cathay Pacific, e il gruppo si era detto "vincolato legalmente" dal seguire le disposizioni dell'ente per l'Aviazione Civile cinese, promettendo di punire i dipendenti che si erano uniti alle proteste: la vicenda si era, poi, conclusa con le dimissioni dell'allora amministratore delegato, Rupert Hogg, e con il licenziamento di ventisei assistenti di volo, in una situazione che è stata paragonata dagli stessi ex dipendenti della compagnia aerea di Hong Kong alla Rivoluzione Culturale, il periodo più radicale del maoismo in Cina, a cavallo tra gli anni Sessanta e gli anni Settanta. Le regole contro la diffusione della pandemia a Hong Kong, tra le più rigide al mondo, hanno, reso ancora più difficile la situazione locale. La settimana scorsa, l'amministrazione guidata da Carrie Lam ha vietato voli da e per otto Paesi, sui timori di diffusione della variante Omicron, contribuendo a svuotare l'aeroporto dell'hub finanziario asiatico, fino agli anni pre-Covid noto per essere uno dei più trafficati al mondo. Le restrizioni sono diventate sempre più pesanti per Cathay Pacific, in particolare per i voli da e per la Cina: l'equipaggio puo' salire a bordo degli aerei solo dopo la quarantena negli alberghi e quando torna a casa deve sottoporsi all'isolamento domiciliare, in una situazione difficilmente sostenibile. "L'equipaggio viaggia dall'hotel all'aereo, e dall'aereo all'hotel da mesi", ha dichiarato la rappresentante sindacale degli assistenti di volo, Grace Siu. In questo scenario, già profondamente segnato dalle restrizioni sui viaggi, non si vedono tempi migliori all'orizzonte per la compagnia. Dall'introduzione della legge sulla sicurezza nazionale nella città, è cominciato un esodo di personale straniero e locale sui timori innescati dal provvedimento: la legge prende in considerazione sia chi si trova al di fuori dei confini della regione amministrativa speciale (art. 38) sia le imprese, per gli ampi poteri conferiti dall'articolo 43 alle autorità della sicurezza nazionale di congelare asset e perquisire le aziende ritenute in violazione della legge imposta da Pechino per spegnere i movimenti pro-democrazia della città. Nel primo anno dall'introduzione della legge, sono stati oltre 89 mila i residenti di Hong Kong che hanno lasciato in maniera permanente la città - che oggi conta 7,39 milioni di abitanti, secondo calcoli dell'amministrazione di Hong Kong - sulla cui scelta potrebbero avere inciso anche le rigide politiche anti-pandemiche. Il trend non appare reversibile: mentre il resto del mondo torna ad aprirsi, si legge in uno studio della Camera di Commercio britannica a Hong Kong, "il rischio è che Hong Kong diventi sempre pià isolata come centro d'affari internazionale". A rendere ancora più incerto il clima per Cathay Pacific c'è poi l'emergere di una concorrenza sempre più agguerrita: la Greater Bay Airlines del magnate Billy Wong, in attesa dell'approvazione per i voli passeggeri da e per Hong Kong, sta prendendo in considerazione l'acquisto di trenta aeromobili da Airbus e Boeing, in quella che appare una sfida diretta a Cathay Pacific in un settore finora dominato dalla compagnia di bandiera di Hong Kong. 
La difesa di Boris Johnson sul party-gate: "Nessuno mi avvertì che era vietato"
Estero
Ieri 18-01-22, 16:29

La difesa di Boris Johnson sul party-gate: "Nessuno mi avvertì che era vietato"

AGI - Il premier britannico, Boris Johnson, ha "categoricamente" negato di essere stato avvertito che il party nei giardini di Downing Street nel maggior 2020 violava le misure anti-Covid. "Nessuno mi ha avvertito che fosse contrario alle regole, me ne sarei ricordato", ha affermato il capo di governo, nella bufera per il 'party-gate'.  Cummings attacca Bojo, "Sul party ha mentito a Parlamento" Dominic Cummings, un tempo braccio destro di Boris Johnson e adesso suo acerrimo nemico, ha accusato il premier di aver mentito al Parlamento riguardo il party del 20 maggio 2020 a Downing Street: ha assicurato infatti di aver discusso con il premier dell'evento e di avergli detto chiaramente che non si doveva tenere: "Devi mettere sotto controllo questo manicomio". E ha aggiunto di essere pronto a "dichiarare sotto giuramento" la veridicita' del suo racconto. Costretto a presentare le scuse ai Comuni, Johnson la scorsa settimana ha detto comunque che all'epoca riteneva che quel party fosse "un evento di lavoro", del resto socialmente distanziato. Adesso Cummings rivela che lui e un altro funzionario fecero presente anche a Martin Reynolds, il primo segretario privato di Johnson, l'uomo che aveva spedito gli inviti per il party, che l'evento violava le regole; e che quello gli rispose che si sarebbe consultato con BoJo. "I soli eventi del 20 maggio, non importa gli altri, significano che il premier ha mentito al Parlamento sui party", va all'attacco dunque Cummings. Ideatore della campagna britannica 'Vote Leave' per la Brexit, Cummings, da quando è stato cacciato da Downing Street - pare per dissidi con la moglie di Johnson, Carrie - ha giurato vendetta al premier. Chiedendo 'apertis verbis' la sua caduta, sta contribuendo alla debacle del premier alimentando goccia a goccia le rivelazioni sui party a base di alcool e formaggio a Downing Street, uno scandalo che sta mettendo in seria difficolta' il premier considerato che si svolsero in pieno lockdown. Resta da vedere se Cummings abbia altri segreti da rivelare. Da notare che il fatto che critichi Johnson sulla violazione del lockdown non è privo di un certa ironia. Lo stesso Cummings, infatti, nell'estate del 2020, infranse le regole (e fu anche scoperto) perché portò in auto la famiglia, da Londra a Durham, distante 400km, nonostante temesse di esser stato anche lui in contatto con il Covid.