Agi

Fondata nel 1950 da Giulio de Marzio e Walter Prosperetti, e controllata dall'ENI dal 1965, ha sede a Roma ed ha redazioni in 15 capoluoghi di provincia italiani ed una sede estera presso l'Unione europea a Bruxelles. Trasmette quotidianamente dei notiziari su cronaca, politica, economia, finanza, cultura, spettacolo, sport per i mezzi d'informazione e per le aziende.
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Il rischio che il virus cinese arrivi in Italia
Estero
Oggi 27-01-20, 09:09

Il rischio che il virus cinese arrivi in Italia

I tre casi di 2019-nCoV registrati in Francia sono ancora i primi e unici importati dalla Cina e confermati in Europa, ma secondo la stima dell'Inserm, l'Istituto nazionale francese di Sanità e ricerca medica, (scaricabile a questo link) il rischio che ci sia almeno un altro caso in Europa oltre questo è alto. Ed è maggiore dell'80% se dovessero essere arrivati in Europa 50 malati dalla Cina. I Paesi in vcui più alta è la probabilità che si verifichino dei contagi sono il Regno Unito e la Germania, a conferma delle stime fatte all'indomani dell'esplosione dell'epiodemia. È possibile che i casi siano già stati importati in altri Paesi europei oltre alla Francia, e che non sono stati ancora segnalati a causa di un ritardo tra l'arrivo delle persone infette e la conferma che si tratti del coronavirus sotto accusa.  Ad esempio, i 3 casi confermati in Francia il 24 gennaio erano arrivati  il 18 (due casi) e il 22 (un caso). I risultati della proiezione si basano sui dati disponibili e sulle stime delle province colpite in Cina e rappresentano flussi di viaggio origine-destinazione da queste province, così come il divieto di viaggio imposto nell'Hubei. Tuttavia, le stime sono sensibili ai diversi comportamenti dei viaggiatori e alle pratiche di sorveglianza attiva messe in atto nei Paesi europei.  Il rischio di importazione è più elevato nel Regno Unito (25%) e Germania (16%). La Francia avrebbe una probabilità pari al 13% di ricevere un altro caso. Italia (11%) e Spagna (9,5%) si classificano al quarto e quinto posto nel rischio. Per i primi 5 Paesi a maggior rischio di importazione, sono gli aeroporti i più probabili punti di ingresso e in alcune nazioni - come Germania e Italia - è probabile che si verifichino importazioni in più aeroporti, mentre in altri il rischio è principalmente concentrato negli aeroporti che servono la capitale (ad esempio nel Regno Unito, dove Londra contribuisce all'83% del rischio, e in Francia, dove Parigi contribuisce al 94% del rischio).
M5s muore dove è nato: in Emilia Romagna, dice Pizzarotti
Politica
Oggi 27-01-20, 08:53

M5s muore dove è nato: in Emilia Romagna, dice Pizzarotti

"Il Movimento è nato in Emilia-Romagna nel 2007 e qui riceve oggi un colpo mortale”. È senza appello il giudizio del sindaco di Parma Federico Pizzarotti, dissidente della prima ora ed escluso quasi subito dal Movimento, in un'intervista a la Repubblica. Ma secondo Pizzarotti “Chi vive qui questa cosa la sentiva”. Ad avviso del sindaco, “il Movimento ha fatto fatica a trovare i candidati, ha fatto una campagna elettorale inesistente, soprattutto non aveva più niente da dire. Nessun tema da portare avanti, nessuno slogan da proporre”. E il motivo, secondo il primo cittadino di Parma, è che i 5 Stelle “sono stati al governo con tutto e il contrario di tutto. Senza combinare niente”. Ad esempio? “Il reddito di cittadinanza non è servito a far aumentare i posti di lavoro, come avevano promesso. Vede, aver annunciato di aver abolito la povertà dimostra come non abbiano il senso della misura e il senso delle istituzioni”, risponde Pizzarotti. E se nel 2010 nel Movimento “c'erano una carica e un entusiasmo magnifici, ma non è che non ci fossero già le beghe”, oggi la differenza risiede nel fatto che “i parlamentari non hanno nessuna intenzione di andare a casa”. “Cercheranno in ogni modo di restare attaccati a questo governo – conclude drastico il sindaco – e intanto elaborare una strategia di sopravvivenza. Perché se andassero al voto politico adesso, scomparirebbero”.
Il primo presidente donna della Regione Calabria
Politica
Oggi 27-01-20, 07:58

Il primo presidente donna della Regione Calabria

Jole Santelli cambia il corso di 50 anni di regionalismo in Calabria: la parlamentare di Forza Italia è la prima presidente donna nella storia della Regione. Il successo alle Regionali è l'ultima tappa di una carriera politica che per la Santelli è stata tutta nel segno del centrodestra e in particolare di Forza Italia, sempre al fianco del leader Silvio Berlusconi. Una tappa maturata quasi a sorpresa, perché la sua candidatura alla presidenza della Regione per il centrodestra ha preso forma solo nei giorni immediatamente precedenti la scadenza del termine per la presentazione delle liste: per settimane si era assistito a un autentico braccio di ferro tra Forza Italia e Lega sul nome del primo papabile candidato, il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, stoppato dai salviniani per la situazione di dissesto finanziario al municipio cosentino. Chi è Iole Santelli Nata a Cosenza 51 anni fa, la Santelli attualmente è deputata e coordinatrice regionale di Forza Italia. Laureata in Giurisprudenza all'Università la Sapienza di Roma, di professione avvocato, con pratiche forensi negli studi di Tina Lagostena Bassi e di Cesare Previti, la Santelli è stata eletta per la prima volta al Parlamento nel 2001, quando è diventata deputata con Forza Italia, partito nel quale milita dal 1994, ed è stata rieletta in ogni successiva tornata elettorale delle Politiche, per complessive cinque legislature, compresa quella in corso, nella quale riveste anche la carica di vicepresidente della Commissione antimafia.  Per lei, in passato, anche incarichi di governo, visto che è stata sottosegretario alla Giustizia (dal 2001 al 2006) nel secondo e terzo governo Berlusconi, e sottosegretario al Lavoro e Politiche sociali nel governo guidato da Enrico Letta. La Santelli, inoltre, è stata anche vicesindaco e assessore al Comune di Cosenza nella Giunta guidata da Mario Occhiuto dal 28 giugno 2016 fino al 9 dicembre scorso, quando si è dimessa per le polemiche legate alla sua candidatura alle Regionali dopo che era tramontata la candidatura dello stesso Occhiuto. Nel corso della campagna elettorale, ha pubblicamente dichiarato di essere malata di tumore e di essere in cura al reparto di Oncologia dell'ospedale di Paola (Cosenza), spiegando di aver "chiesto un parere al mio oncologo, che mi ha rassicurato", esprimendo la ferma intenzione "di combattere la malattia" e anzi invitando i calabresi "ad avere fiducia nei medici che lavorano nelle nostre strutture sanitarie". Alle Regionali, la Santelli è stata sostenuta da sei liste ("Jole Santelli presidente", Forza Italia, Casa delle Libertà, Lega, Fratelli d'Italia e Udc): per lanciare la sua corsa alla presidenza della Regione, sono scesi in Calabria tutti i leader dei partiti di centrodestra, Silvio Berlusconi per la chiusura e, più volte, Matteo Salvini e Giorgia Meloni. In campagna elettorale Santelli, di fatto l'unica candidata presidente di chiara matrice politica, ha battuto molto sul concetto di "squadra" per governare la Calabria "perché la logica dell'uomo solo al comando si è rivelata dannosa" e sulla necessità di lavorare in primo luogo per "valorizzare l'identità e creare una nuova reputazione della nostra terra". 
Morte di una leggenda
Sport
Oggi 27-01-20, 07:36

Morte di una leggenda

E' stato uno dei pù grandi giocatori di basket di tutti i tempi ed è morto domenica insieme alla figlia tredicenne, Gianna, ed ad altre sette persone, compreso il pilota, nello schianto di un elicottero alle porte di Los Angeles, a Calabasas. Il 41enne Kobe Bryant, mitica guardia dei Lakers, stava accompagnando la figlia, promettente cestista, a un partita. L'incidente è avvenuto intorno alle 10 del mattino, probabilmente a causa della fitta nebbia. Oltre alla moglie Vanessa, Bryant lascia tre figlie: Natalia, Bianca e la piccola Capri, nata a giugno. Kobe aveva giocato 20 stagioni nei Lakers, vincendo cinque campionati Nba e 18 titoli All-Star prima di ritirarsi nel 2016. Era stato anche due volte oro olimpico, aiutando l'equipe statunitense delle star Nba a ottenere il titolo nel 2008 a Pechino e nel 2012 a Londra. Nel 2018 aveva anche vinto un Oscar per il cortometraggio, 'Dear Basketball'. Kobe Bryant aveva sempre amato gli spostamenti in elicottero e quando giocava per i Lakers usava il suo Sikorsky S-76 per trasferirsi dalla sua villa di Newport Beach fino allo Staples Center di Los Angeles: lo stesso modello a bordo del quale viaggiava al momento dello schianto. Dopo il suo ritiro, nel 2016, i Lakers avevano ritirato entrambe le maglie usate da Kobe Bryant, la 8 e ala 24, un onore mai riservato ad altri giocatori della franchigia californiana. Poche ore prima della tragedia, Bryant si era congratulato con LeBron James che a Philadelphia lo aveva superato nella classifica dei migliori realizzatori di tutti i tempi della storia Lakers issandosi al terzo posto assoluto della storia dell'Nba. "Grande rispetto per mio fratello King James", aveva twittato Kobe. Continuing to move the game forward @KingJames. Much respect my brother #33644 — Kobe Bryant (@kobebryant) January 26, 2020 Il cordoglio è stato unanime, dal mondo dello sport a quello della politica e della cultura. "Questa è una notizia terribile", ha twittato il presidente Donald Trump dopo aver appreso della scomparsa della leggenda del basket che lo aveva più volte criticato affermando che tycoon creava "divisione e rabbia" e ispirava "dissenso e odio". Kobe Bryant, despite being one of the truly great basketball players of all time, was just getting started in life. He loved his family so much, and had such strong passion for the future. The loss of his beautiful daughter, Gianna, makes this moment even more devastating.... — Donald J. Trump (@realDonaldTrump) January 26, 2020 "Era una leggenda sul campo" e la morte della figlia Gianna è ancora più straziante", ha osservato Barack Obama, legato a Kobe da una profonda amicizia. Kobe was a legend on the court and just getting started in what would have been just as meaningful a second act. To lose Gianna is even more heartbreaking to us as parents. Michelle and I send love and prayers to Vanessa and the entire Bryant family on an unthinkable day. — Barack Obama (@BarackObama) January 26, 2020 Figlio di un ex giocatore dell'Nba, Joe Bryant, Kobe è cresciuto in Italia e parlava fluentemente l'italiano. La cerimonia degli oscar della musica, i Grammy Awards, che si celebra nello Staples Center di Los Angeles dove Bryant ha giocato per 20 anni con i Laker, è stata dedicata al campione scomparso.
Il risultato delle elezioni in Emilia Romagna e Calabria sulle prime pagine dei quotidiani
Politica
Oggi 27-01-20, 07:00

Il risultato delle elezioni in Emilia Romagna e Calabria sulle prime pagine dei quotidiani

Il governatore uscente dell'Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, vince e si riconferma governatore per il secondo mandato battendo la candidata del centrodestra Lucia Borgonzoni. Il Pd riesce a fermare Salvini. E il segretario dem Nicola Zingaretti dice: "Ora il governo è più forte, ringrazio le Sardine". Crollano ovunque i Cinque Stelle. In Calabria invece è il centrodestra ad affermarsi con Jole Santelli (Forza Italia) e a vincere le regionali. Sconfitto l'imprenditore del tonno Filippo Callipo del centrosinistra. CORRIERE DELLA SERA Bonaccini vince, il Pd ferma Salvini Conte: in Emilia sconfitti gli slogan, il governo va avanti. Jole Santelli (Forza Italia) conquista la Calabria LA REPUBBLICA Salvini. La prima sconfitta In Emilia Romagna il candidato del centrosinistra Bonaccini stacca Lucia Borgonzoni. Crollano i 5Stelle. Affluenza in forte ripresa La destra conquista la Calabria con la vittoria di Jole Santelli Zingaretti: un immenso grazie alle Sardine LA STAMPA Emilia, Bonaccini batte la Lega Vantaggio negli exit-poll. Borgonzoni insegue a 3 punti. Crollano i grillini. Raddoppia l'affluenza. Le Sardine: merito nostro In Calabria trionfa il centrodestra con Santelli. Il premier Conte: così, il governo va avanti. Salvini: io ho fatto il possibile IL MESSAGGERO Bonaccini davanti alla Lega Exit Poll: in Emilia Romagna il centrosinistra al 47-51%, la candidata di Salvini al 44-48% Affluenza record e crollo M5S. In Calabria affermazione netta di Santelli (Fi) con il 49-53% IL GIORNALE Grillini affumicati Le sardine si mangiano i Cinque Stelle. Stop per Salvini, il Pd tiene l'Emilia-Romagna Calabria, trionfo del Centrodestra LIBERO QUOTIDIANO La Lega Primo Partito Nella rossa Emilia-Romagna Matteo fa il pieno di consensi ma il governatore della sinistra è in vantaggio sulla Borgonzoni. Al Sud l'azzurra Santelli umilia il candidato del Pd   IL FATTO QUOTIDIANO Sardine e 5s spingono Bonaccini Proiezioni: in Emilia Salvini insegue. ribaltone nella notte: il pidino partiva sotto e ieri ha rimontato. Calabria a destra IL FOGLIO La memoria viva dell'Europa Cacciati e uccisi dagli islamisti in Francia, non “graditi” in parte della Germania, costretti a chiudere le comunità a causa dei neonazisti in Svezia. Nel continente che deve loro tanto, ma che fu anche teatro della Shoah, hanno ancora un futuro gli ebrei? Storie e silenzi. Un'inchiesta e un libro IL SOLE 24 ORE Corsa al lavoro con 15 bonus Assunzioni agevolate. Zero contributi per tre anni: l'apprendistato nelle microimprese è la formula più conveniente. Sconti su misura per giovani, cassintegrati e disoccupati LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO Exit poll: l'Emilia resta rossa Non riesce la spallata da parte di Salvini. Per i Cinque Stelle un tracollo choc La Calabria premia il centrodestra: la forzista Santelli distanzia il re del tonno LA NAZIONE L'Emilia resta regione rossa Proiezioni: il Pd Bonaccini in testa, la leghista Borgonzoni nettamente staccata. Lega in calo rispetto alle europee Grillini al tappeto. Vola l'affluenza, esultano le Sardine. In Calabria l'azzurra Santelli travolge Callipo​ IL SECOLO XIX Emilia-Romagna, Bonaccini avanti Raddoppia l'affluenza, crolla il M5S Secondo gli exit poll il candidato del Pd ha respinto l'assalto della Lega. Conte: così, governo tranquillo IL TEMPO Salvini si schianta sul muro rosso Conquista con gli alleati la Calabria ma non riesce a strappare la roccaforte alla sinistra Matteo paga la debolezza della candidata: campanello d'allarme per l'uomo solo al comando  
L'Emilia Romagna ferma Salvini
Politica
Oggi 27-01-20, 06:42

L'Emilia Romagna ferma Salvini

L'invasione delle truppe di Salvini nei territori 'rossi' si arresta in Emilia Romagna, la 'Stalingrado d'Italia'. Bonaccini resiste con il 51% dei voti e la leghista Borgonzoni giunge al traguardo con 7 punti di distacco. Il voto disgiunto non è stato quindi determinante per il risultato finale. Decisivo, invece, il ritorno alle urne di molti elettori delusi: in Emilia Romagna l'affluenza rispetto a 5 anni fa è aumentata di quasi 30 punti. Il centrodestra strappa la Calabria al centrosinistra. Jole Santelli (FI) è la nuova Governatrice con il 55,8% dei voti. Il rivale di centrosinistra Callipo si ferma al 30%. Lo spoglio non è comunque ancora ultimato. Nessuna vittoria storica della Lega nella regione 'rossa', dove il Pd sembra tornare ad essere il primo partito, dopo il sorpasso subito alle scorse elezioni europee, anche se di misura con i leghisti che restano alle calcagna. Per i dem si tratta di una sorta di 'rinascita', un risveglio dopo le sconfitte (anche pesanti, come in Umbria) subite alle scorse tornate elettorali: è primo partito in Calabria, nonostante la vittoria del centrodestra con la candidata di Forza Itali. Una vittoria annunciata, quella della deputata azzurra, che fa tirare il fiato al partito di Silvio Berlusconi, sceso invece ai minimi storici in Emilia Romagna. Crollano i 5 stelle: sconfitta la 'terza via' voluta e difesa dall'ex capo politico Luigi Di Maio. Restano silenti i pentastellati, il reggente Vito Crimi parlerà solo questa mattina. È il candidato M5s in Emilia, Simone Benini, che incassa poco più del 3%, a metterci invece la faccia: "Il Movimento non sparisce", replica duro a Salvini che li aveva liquidati poco prima senza molti fronzoli. E anzi, queste elezioni regionali, per Benini, "danno forza al governo". Se infatti è vero che non ci sarà alcuna "citofonata" al premier Giuseppe Conte, come avevano preannunciato sia Salvini che Meloni in caso di vittoria, per dare lo sfratto al governo, è altrettanto vero che dalle urne escono nuovi e differenti equilibri nella maggioranza e a palazzo Chigi. Il 'nodo' tenuta dei 5 stelle dovrà essere affrontato, in vista della verifica, con il Pd che già rilancia con forza le proprie proposte. Salvini, che delle elezioni in Emilia Romagna ha fatto una battaglia politica tutta incentrata sulla sua leadership, subisce la prima vera sconfitta da quando guida il partito di via Bellerio. Certo, la Lega è oltre il 30% nella storica regione rossa, ma non basta a dare la spallata al Pd e, secondo i desiderata leghisti, al governo. Salvini, con netto anticipo sui primi dati ufficiali, scende nella sala stampa allestita nel comitato elettorale di Lucia Borgonzoni: faccia scura e stanca. Esulta per la vittoria in Calabria e non si dice affatto "sconfitto" per il risultato che si profila in Emilia Romagna. Anzi, "è stata una cavalcata emozionante". Per il 'capitano', del resto, è già una specie di vittoria che "la partita sia aperta", dice quando il distacco tra i due sfidanti è di misura. Del resto, quando il "popolo vota ha sempre ragione". Infine, si toglie un sassolino dalla scarpa, evidenziando la batosta subita dall'ex alleato: "Il Movimento 5 stelle è scomparso. E' evidente che domani a Roma qualcosa cambierà". Esulta Nicola Zingaretti: "Salvini ha perso. Il Pd è il pilastro del centrosinistra". Il leader dem non dimentica l'aiuto dato dalle Sardine, ed è a quei giovani che va il suo "immenso" ringraziamento. Infine non ha dubbi: il voto "rafforza il governo", ma ora "serve rigore sulle scelte da fare". Quanto ai 5 stelle, "prendano atto" del "nuovo bipolarismo" e scelgano una volta per tutte da che parte stare. Esulta anche Matteo Renzi per il risultato di Bonaccini. Ma ora, è l'esortazione del leader di Italia viva, "archiviata la campagna elettorale, tutti al lavoro". Grande soddisfazione in casa Forza Italia per il risultato in Calabria. Per Silvio Berlusconi è la conferma del "ruolo insostituibile" del suo partito, che non manca di definire "irrilevanti" i 5 stelle. Guarda il bicchiere mezzo pieno in Emilia anche Giorgia Meloni, secondo la quale in Emilia "un confronto combattuto è già una vittoria". Sul fronte dei voti di lista, il Movimento 5 Stelle rimane fuori dai giochi: i due candidati Governatori pentastellati ottengono il 3,4% in Emilia Romagna e il 7,3% in Calabria. Il Pd, nonostante le scissioni di Leu e Italia viva, è il primo partito sia in Emilia Romagna che in Calabria, ma rispetto alle regionali di 5 anni fa il calo è vistoso. Il Pd passa in Emilia Romagna dal 44,52% dei voti al 34,6% di oggi, cui bisogna aggiungere il 5,7% della lista Bonaccini Presidente. In Calabria il Pd ebbe il 23,68% ed oggi ha il 16,2%. La lista Oliverio Presidente ebbe il 12,44%, la lista Callipo Presidente oggi ha il 7%. La lista M5s scende in Emilia Romagna dal 13,26% del 2014 al 4,7% di oggi. In Calabria sale dal 4,89% del 2014 al 6,2% di oggi. Nel campo del centrodestra exploit delle liste di Lega e FdI. In Emilia Romagna la Lega passa dal 19,42% del 2014 al 32% di oggi. In Calabria la Lega ha oggi il 12,2% mentre nel 2014 non presentò un proprio simbolo. Fratelli d'Italia moltiplica i voti: in Emilia Romagna passa dal 2,47% all'8,6%, in Calabria dall'1,91 all'11,1%. Molto male la lista di Forza Italia in Emilia Romagna: nel 2014 ebbe l'8,36%, oggi il 2,6%. Meglio in Calabria: la lista di Forza Italia ha all'incirca pareggiato il risultato del 2014 intorno al 12,5%. Oggi va però aggiunto il 7,9% ottenuto dalla lista Santelli Presidente. Da sottolineare il risultato dell'Udc in Calabria al di sopra del 7%.
Come Salvini ha commentato il voto in Emilia Romagna e in Calabria
Politica
Oggi 27-01-20, 01:39

Come Salvini ha commentato il voto in Emilia Romagna e in Calabria

Matteo Salvini scende in sala stampa dopo la prima proiezione televisiva delle Regionali emiliano-romagnole. Maglioncino di lana color carta da zucchero, divisa degli ultimi giorni di campagna elettorale, il capo della Lega ringrazia gli elettori che sono andati a votare. "Di solito i politici non commentano exit poll, grazie a chi oggi ha votato", premette, citando la "lezione" di Giorgio Gaber, "libertà è partecipazione". "Avendoci messo sangue, anima, ascolto, e avendo fatto migliaia di chilometri, mi prendo un pezzettino di merito di aver ri-coinvolto tante persone", aggiunge. Poi il segretario leghista esulta per il risultato in Calabria, dove la candidata di FI sostenuta da tutto il centrodestra, Jole Santelli, è in netto vantaggio. Per quanto riguarda la battaglia delle battaglie, l'Emilia Romagna, Salvini evita la parola sconfitta. E a chi glielo chiede dice che "assolutamente no", non si sente sconfitto. Ma il distacco del governatore dem uscente Stefano Bonaccini sulla sfidante leghista Lucia Borgonzoni è un dato. Un risultato lontano dalle aspettative dei leghisti e dello stesso Salvini, che era convinto di vincere. Da sempre refrattario alle dichiarazioni senza risultati certi, il segretario leghista decide stavolta di presentarsi davanti alle telecamere molto presto, poco dopo la mezzanotte. Il capo di via Bellerio vuole "parlare ai suoi e metterci la faccia". "Chiunque vinca, quando il popolo vota, ha sempre ragione", scandisce, non mostrando delusione, ma 'accusando' il colpo. Definisce poi "emozionante" il fatto che la "partita sia ancora aperta" in una Regione roccaforte della sinistra e che la Lega sia il "primo partito". Ringrazia Borgonzoni, attaccata da tutti "perché donna". Ed esulta per il risultato di Santelli, per il raggiungimento del quale la Lega è stata "determinante".Il capo di via Bellerio è durissimo solo con il Movimento 5 stelle. Uno dei partiti che fanno parte della maggioranza di governo, sostiene, è "scomparso in Emilia Romagna e Calabria" e "domani qualcosa a Roma cambiera'", prevede, evocando possibili ripercussioni sul governo Conte. Infine, Salvini lascia la sala stampa con una promessa che ha il suono dell'avvertimento ai suoi avversari. "Se vinco sono felice, se perdo sono egualmente felice, anzi lavoro il doppio. Visto che c'e' qualcuno che da' la Lega morta da vent'anni, deve aspettare almeno i prossimi vent'anni per vedermi stufo e stanco".  
Come sono andate le elezioni regionali per Fratelli d'Italia e Forza Italia
Politica
Oggi 27-01-20, 01:31

Come sono andate le elezioni regionali per Fratelli d'Italia e Forza Italia

Non è un caso che Berlusconi nel collegamento telefonico abbia rimarcato che quando Forza Italia esprime la possibilità di un candidato del centrodestra abbia possibilità di successo. È accaduto in Molise e in Basilicata, ora è la volta della Calabria dove la candidata azzurra, Santelli, ha vinto ampiamente sull'imprenditore del tonno, Callipo. "Abbiamo dimostrato di avere una classe dirigente di alto livello. Il centrodestra è una coalizione nella quale diamo un contributo di qualità e vogliamo continuare a dare un contributo di qualità", ha spiegato il vicepresidente azzurro Tajani. Per il Cavaliere, nonostante si profili una vittoria di Bonaccini in Emilia, "ora si apre una fase nuova". "Se la parola 'democrazia' ha ancora un senso dovrà cambiare il governo e la parola dovrà tornare agli italiani", ha spiegato sottolineando che "i dati impietosi condannano il M5s all'irrilevanza" e che "anche la sinistra non riesce più a intercettare e a parlare al suo tradizionale blocco sociale". Dunque per l'ex presidente del Consiglio "Forza Italia è insostituibile, ora può partire una rivoluzione. La Calabria diventerà il simbolo del riscatto del Sud". Forza Italia per ora si attesta intorno all'10% ma può sommare i dati delle liste civiche a sostegno della Santelli. L'altra faccia della medaglia della partita è però l'Emilia. Qui i risultati sono molto più bassi. Dunque la vittoria di Santelli, arrivata dopo le fibrillazioni interne al partito con le divisioni (rientrate) con i fratelli Occhiuto che hanno subito lo stop di Salvini alla candidatura, da fiato al partito azzurro. Ma l'ala moderata del partito - riferisce una fonte parlamentare - tornerà a sottolineare che quando Forza Italia va a traino della Lega perde quota. Fratelli d'Italia, invece, cresce viaggiando intorno al 10% sia in Calabria che in Emilia. Con l'obiettivo ora di cercare di monetizzare al più presto il consenso. Ecco il motivo per cui Giorgia Meloni tornerà a chiedere che si arrivi allo scioglimento delle Camere. Sostenendo che le forze parlamentari che rappresentano la maggioranza alla Camera e al Senato sono minoritarie rispetto a quanto è emerso nel Paese. La tesi è che "c'è troppa differenza, troppa distanza, tra quello che e' il sentimento del popolo e quelle che sono le scelte del palazzo". Per Meloni "il confronto combattuto in Emilia-Romagna, in una regione governata da sempre dalla sinistra, è già una vittoria perché è un risultato che fino a pochi anni fa sembrava irraggiungibile".  
Per Zingaretti quello dell'Emilia Romagna è "un risultato che rafforza il governo"
Politica
Oggi 27-01-20, 01:08

Per Zingaretti quello dell'Emilia Romagna è "un risultato che rafforza il governo"

"Il risultato" delle elezioni in Emilia Romagna "rafforza il governo perché Salvini ha parlato di dare una spallata al governo, volendo dare al voto un aspetto politico, e questo tentativo è fallito". Lo ha detto il segretario pd, Nicola Zingaretti commentando i primi dati riguardo alle elezioni regionali. "Ora non dobbiamo essere pigri e il governo deve rilanciare la sua azione su tasse, lavoro e su alcuni temi come la scuola, l'Università e puntare alla ripresa economica. Oggi c'è una maggioranza rincuorata da questa avventura".  
Testa a testa in Emilia Romagna. Il centrodestra vince nettamente in Calabria
Politica
Oggi 27-01-20, 01:01

Testa a testa in Emilia Romagna. Il centrodestra vince nettamente in Calabria

Da un testa a testa a una vittoria netta del centrosinistra sul centrodestra, fino a una vittoria di misura per Stefano Bonaccini. È ancora presto per poter delineare una fotografia nitida, tanto che le prime proiezioni sul voto in Emilia Romagna cambiano il quadro e se in un primo momento, sulla base degli exit poll, sembrava profilarsi una sfida all'ultimo voto tra il governatore uscente e la candidata leghista Lucia Borgonzoni, con le prime proiezioni la situazione sembra molto diversa e più definita, anche se c'è una differenza notevole tra le stesse proiezioni. Per quelle effettuate da Swg il distacco a favore di Bonaccini su Borgonzoni sarebbe di ben 8 punti, mentre per Opinio Rai il vantaggio del candidato del centrosinistra sarebbe di soli 3 punti percentuali. Quel che appare sostanzialmente certo è il tracollo del Movimento 5 stelle, il cui candidato Simone Benini non arriverebbe a toccare quota 5%. I l Pd, con Roberta Pinotti, si spinge a commentare: "Con tutta la prudenza del caso, se si confermassero questi dati, questa galoppata trionfale della Lega in Emilia Romagna non c'è stata". A sorpresa, Matteo Salvini, pur non essendoci dati definitivi, decide di presentarsi davanti ai giornalisti, assiepati nel comitato elettorale di Borgonzoni, e dopo non aver nascosto la soddisfazione per la vittoria - che sembra molto netta - del centrodestra in Calabria con la candidata Jole Santelli, pur predicando prudenza, sembra quasi riconoscere la sconfitta, quando spiega che per lui è gia' importante, è "già un'emozione che in Emilia ci sia una partita aperta". Insomma, il leader leghista decide di vedere il bicchiere mezzo pieno. E di sottolineare chi, invece, è il vero sconfitto: l'ex alleato di governo, il Movimento 5 stelle, tanto da osservare: "M5s scompare, e' evidente che da domani a Roma cambia qualcosa", riferendosi agli equilibri nel governo e nella maggioranza giallorossa. Il futuro della maggioranza Si capirà nelle prossime ore se effettivamente la maggioranza e il governo potranno tirare un sospiro di sollievo. In Emilia Romagna, la vera sfida visto che la calabria era data per persa dal centrosinistra, dalle prime proiezioni Bonaccini sarebbe in testa. In ogni caso da parte di Lega e Pd c'è cautela e prudenza, ma il dato sicuro che emerge è che a 'vincere' per ora e' il bipolarismo. La 'terza via', profetizzata da tempo da Di Maio, non sembra aver avuto successo nelle urne. Di Maio - la sua intenzione iniziale era quella di non presentarsi nemmeno alla corsa - ha lasciato la guida M5s a pochi giorni dal voto e l'accusa di chi ha da tempo criticato la sua linea e' che lo abbia fatto per non mettere la faccia sulla sconfitta. Sia in Emilia dove Benini non viene dato oltre il 5%, sia in Calabria dove il candidato Aiello viene dato sotto l'asticella utile dell'8%. Nella regione dove si profila la vittoria dell'azzurra Santelli sull'imprenditore del tonno Callipo, M5s alle politiche di marzo 2018 ottenne il 43,4% e alle europee di maggio 2019 il 26,7%. Dunque un vero e proprio crollo, anche se i pentastellati hanno sempre sostenuto che alle amministrative M5s paga sempre dazio.    I dati sull'affluenza È del 67,18% l'affluenza alle urne alle 23 per le regionali in Emilia Romagna, riferita a 275 comuni su un totale di 328. Rispetto alla precedente consultazione il dato è in significativa crescita: all'epoca era infatti del 37,17%.   #Affluenza ore 23 in #EmiliaRomagna (275/328 comuni): 67,18% REG14: 37,17%#MaratonaYouTrend — YouTrend (@you_trend) January 26, 2020 In Calabria, invece, l'affluenza alle 23 è del 43,27%, riferita a 328 sezioni su un totale di 404. Rispetto alla precedente consultazione il dato è molto simile: all'epoca era infatti del 43,65%.  
"Un'emozione ci sia partita aperta in Emilia Romagna", dice Salvini
Politica
Oggi 27-01-20, 00:27

"Un'emozione ci sia partita aperta in Emilia Romagna", dice Salvini

"Lasciatemi dire che per me è un'emozione che dopo 70 anni ci sia una partita aperta". Così Matteo Salvini in conferenza stampa a Bologna commenta il testa a testa tra Bonaccini e Borgonzoni nelle elezioni regionali in Emilia Romagna. "Quando il popolo vota ha sempre ragione chiunque vinca". Poi il commento sul risultato deludente del Movimento 5 Stelle: "È evidente che domani cambia qualcosa". 
Anche Jordan piange Kobe Bryant: "Per me era un fratellino, mi mancherà"
Sport
Oggi 27-01-20, 00:19

Anche Jordan piange Kobe Bryant: "Per me era un fratellino, mi mancherà"

C'è anche quello della leggenda Michael Jordan tra i messaggi di cordoglio per la morte di Kobe Bryant, scomparso in un incidente con un elicottero insieme ad altre otto persone, tra cui la figlia di 13 anni, Gianna. "Sono sconvolto non ci sono parole per esprimere il dolore che provo. Per me Kobe è stato come un fratellino, parlavamo spesso, mi mancheranno tanto le nostre conversazioni. È stato un grande avversario, uno dei piu' grandi per forza creativa. Kobe è stato anche un padre amorevole che aveva trasmesso, con grande orgoglio, alla figlia la passione per il basket".  
Exit poll, testa a testa in Emilia, centrodestra avanti in Calabria
Politica
Ieri 26-01-20, 23:40

Exit poll, testa a testa in Emilia, centrodestra avanti in Calabria

Testa a testa in Emilia Romagna tra il candidato del centrosinistra, Stefano Bonaccini, e la candidata del centrodestra, Lucia Borgonzoni. In Calabria, invece, si profila una netta vittoria del centrodestra, con la candidata Jole Santelli che avrebbe un vantaggio di circa 20 punti sul candidato del centrosinistra Filippo Callipo. Si tratta dei primi exit poll, quindi di dati ancora troppo parziali. Ma se in Calabria il vento soffiava già da settimane a favore della candidata a governatore del centrodestra, in Emilia i sondaggi hanno avuto nelle ultime giornate un andamento altalenante, dando in un primo momento in vantaggio il governatore uscente, per poi subire un piccolo ribaltamento e vedere la candidata leghista primeggiare, anche se per pochi punti percentuali. Da segnalare, sin da subito, il risultato non certo eclatante che incasserebbero i 5 stelle: non piu' del 5% per il candidato pentastellato in Emilia, tra il 7 e l'11% in Calabria. A meno di un'ora dalla chiusura dei seggi, la fotografia, tutta in divenire, lascia prefigurare un duello all'ultimo voto nella regione storicamente 'rossa': al presidente uscente e ricandidato del centrosinistra, Stefano Bonaccini, esponente del Pd, gli exit poll assegnano una forbice del 47-51%, in vantaggio di circa 3 punti percentuali sulla sfidante, la leghista Lucia Borgonzoni, data tra il 44 e il 48%. Netto il distacco di entrambi sul candidato del Movimento 5 stelle, Simone Benini, che avrebbe una forchetta tra il 2 e il 5%.
Perché Kobe Bryant amava l'Italia
Estero
Ieri 26-01-20, 22:41

Perché Kobe Bryant amava l'Italia

Kobe Bryant amava l'Italia. E l'amava perché in quei sette anni passati nel nostro Paese, dai 6 ai 13 anni, aveva imparato, per davvero, a giocare a pallacanestro. Quello sì, il vero amore della sua vita. Nel marzo del 2019 venne chiamato a sorteggiare i gironi del mondiale di basket giocato poi alla fine dell'estate e, in un'intervista rilasciata alla FIBA aveva ricordato l'importanza di quegli anni: "Crescere dall'altra parte dell'oceano mi ha dato un incredibile vantaggio perché avevo imparato i fondamentali. Non come fare il giocoliere ma come muovermi senza palla e usare i blocchi, utilizzare entrambe le mani, passare la palla in maniera efficace". Metodi che in America non avrebbe trovato. "Facevamo solo una partitella a settimana, se eravamo fortunati". Chi ha giocato a basket sa quanto valgono queste parole.  Kobe non era capitato per caso nel nostro Paese. Suo padre, Joe, anche lui cestista, aveva deciso di venire a giocare in Europa portandosi dietro la famiglia. Quattro città dove il basket è, ancora oggi, più che una religione: Rieti, Reggio Calabria, Pistoia e Reggio Emilia. Kobe era piccolo ma giocava già con i più grandi. Nel torneo plasmon aveva 6 anni, gli altri 9. Il giornalista Andrea Barocci lo ha raccontate bene nel suo libro “Un italiano di nome Kobe”. E vale la lettura.  Nel 2016 fu intervistato da Radio Deejay esprimendosi in un italiano quasi perfetto. "Lo parlo poco, ogni tanto con le mie sorelle". L'occasione era quella di incontrare, in Italia, alcuni giovani fan per ricordare loro che "la cosa più importante è che quella che state facendo ora". Il concetto resta lo stesso, quello che lui aveva imparato da piccolo: "Le cose che sembrano piccole in questo momento, con grande lavoro, diventeranno tra due anni cose grandissime".  Il legame dell'Italia, così come quello per lo sport, lo aveva trasferito anche alle figlie. Natalia Diamante, Bianka Bella e Capri Kobe e Gianna Maria-Onore. Nomi che raccontano il nostro Paese e che ne evocano i luoghi. L'ultima Gianna, 13 anni, è morta con lui, nell'incidente in elicottero che lo ha ucciso a soli 41 anni.  Kobe and Gigi courtside breaking down the game pic.twitter.com/FxqSjVx6ew — ESPN (@espn) December 22, 2019
Kobe Bryant è morto in un incidente in elicottero
Estero
Ieri 26-01-20, 21:49

Kobe Bryant è morto in un incidente in elicottero

Tragedia nel mondo dell'Nba e dello sport. La leggenda del basket, Kobe Bryant, è morto in un incidente di elicottero in California, nella contea di Los Angeles. Il 41enne, mitica guardia dei Lakers, era a bordo del suo elicottero privato con almeno altre tre persone più il pilota, e sono tutti morti. Il velivolo ha preso fuoco dopo lo schianto a terra. Secondo Tmz, il sito che ha dato la notizia, a bordo non c'era la moglie, Vanessa, nè alcuno dei suoi figli. Considerato uno dei migliori giocatori della storia del basket, Kobe Bryant ​è uno dei sette giocatori ad aver segnato oltre 30 mila punti carriera. L'incidente è avvenuto attorno intorno alle 10 del mattino, sulle colline di Calabasas, nella contea di los Angeles, nel sud della California.   Kobe Bryant aveva sempre amato gli spostamenti in elicottero e quando giocava per i Lakers usava il suo Sikorsky  S-76 per trasferirsi dalla sua villa di Newport Beach fino allo Staples Center di Los Angeles. Dopo il suo ritiro, nel 2016, i Lakers avevano ritirato entrambe le maglie usate da Kobe Bryant, la 8 e ala 24, un onore mai riservato ad altri giocatori della franchigia californiana.     La sua storia, in breve Il 22 gennaio del 2006 tutto il mondo del basket si fermò ad applaudire Kobe Bryant. Il giocatore dei Lakers aveva appena giocato una partita da 81 punti diventando il secondo nella storia della NBA a mettere a referto uno “score” così importante. Solo Wilt Chamberlain, nel 1962, aveva fatto meglio, segnandone 100. Ma quelli erano altri tempi. Kobe Bryant, 41 anni, morto oggi in un incidente in Elicottero in California ha fatto la storia del basket. E non solo quello della NBA dove ha militato per vent'anni vestendo un'unica maglia. Quella, appunto, dei Los Angeles Lakers, indossata in ben 1346 partite. Bryant è stato il quarto marcatore di tutti i tempi della massima lega americana, con 33.643 punti realizzati, appena scalzato dal trono da LeBron James, nella giornata di ieri. Ha vinto cinque titoli NBA e due ori olimpici, a Pechino e Londra, con la maglia degli Stati Uniti. Aveva iniziato a giocare a basket a 3 anni, imitando il padre, Joe, anch'egli giocatore di buon livello. Bryant parlava bene l'italiano perché dai 6 ai 13 anni aveva vissuto nel Belpaese. Aveva seguito il genitore ingaggiato da Rieti, Reggio Calabria, Pistoia e, soprattutto, Reggio Emilia dove, nelle giovanili, militò il piccolo Kobe. Tornato in america, Bryant, si fece notare negli anni dell'high school con la Lower Merion, situata in un sobborgo di Philadelphia dove l'ex stella NBA era nata. Il talento è tale da convincere gli scout delle franchigie americane a portarlo direttamente nella NBA facendogli saltare il College. Scelto nel 1996 dagli Charlotte Hornets al primo giro del drago venne immediatamente ceduto ai Los Angeles Lakers che, insieme al centro Shaquille O'Neal, portò ai massimi vertici del campionato. Era soprannominato Black Mamba per la sua capacità letale di far canestro e superare ogni difensore. Aveva annunciato il ritiro nel 2015 con una lettera che poi è diventata un cortometraggio animato, Dear Basketball, che il 4 marzo del 2018 vinse l'Oscar. Sposato con Vanessa Laine, lascia quattro figlie.
Alle 19 l'affluenza in Emilia Romagna sfiora il 60%. Più contenuta la crescita in Calabria
Cronaca
Ieri 26-01-20, 19:35

Alle 19 l'affluenza in Emilia Romagna sfiora il 60%. Più contenuta la crescita in Calabria

È del 59,47% l'affluenza alle urne alle 19 per le regionali in Emilia Romagna, riferita a 232 sezioni su un totale di 328. Rispetto alla precedente consultazione il dato è in significativa crescita: all'epoca era infatti del 31,43%. A mezzogiorno invece il dato registrato era pari al 23,44% contro il 10,77% del 2014. In Calabria, invece, l'affluenza alle 19 è del 35,08%, riferita a 299 sezioni su un totale di 404. Rispetto alla precedente consultazione il dato è in leggerissimo aumento: all'epoca era infatti del 34,36%. Una tendenza molto simile a quella già fatta registrare alle 12 quando il dato era del 10,14%, di poco superiore a quella dell'8,46% delle precedenti elezioni. Emilia Romagna Sono in tutto sette i candidati a presidente della Regione Emilia Romagna. Ma la vera sfida è tra Lega e Pd, ovvero tra il candidato del centrosinistra e governatore uscente, Stefano Bonaccini, e la candidata del centrodestra, la leghista Lucia Borgonzoni. È su di loro, infatti, che sono puntati i riflettori, per un 'duello' che avrà ripercussioni anche sulla politica nazionale. Sono oltre tre milioni e mezzo i cittadini emiliano-romagnoli che sono stati chiamati al voto, di cui circa 800 mila concentrati nel bolognese. Il sistema elettorale prevede l'elezione diretta del presidente attraverso un turno unico: vince chi ottiene un voto in più degli avversari, ovvero la maggioranza semplice dei voti. Le liste che appoggiano il candidato che risulterà vincitore ottengono un premio di maggioranza, pari ad almeno 27 seggi su 50 totali. È consentito il voto disgiunto: l'elettore potrà barrare la croce del candidato a governatore e scegliere una lista diversa da quelle che sostengono il candidato prescelto. Calabria Sono quattro i candidati che si sfidano per la guida della Regione Calabria. La coalizione di centrodestra parte favorita. Anche qui, come in Emilia Romagna, il vero 'duello' è a due, tra il candidato governatore del centrodestra, Jole Santelli, e il candidato del centrosinistra, l'imprenditore Pippo Callipo. I calabresi sono chiamati a scegliere il successore del governatore uscente Mario Oliverio del Pd, che i dem hanno deciso di non ricandidare e che, dopo una lunga battaglia interna, ha deciso di farsi da parte. Anche in Calabria, come in Emilia Romagna, si vota in un unico turno. Vince chi prende piu' voti, ovvero la maggioranza relativa. Per entrare in Consiglio regionale le coalizioni devono superare la soglia di sbarramento dell'8%, soglia che scende al 4% per le singole liste. La Calabria ha un sistema elettorale proporzionale, con un premio di maggioranza che assegna al vincitore almeno 16 consiglieri su 30. A differenza dell'Emilia Romagna, la legge elettorale calabrese non consente il voto disgiunto.
Coronavirus, in Italia aumentano i controlli e i medici a Fiumicino e Malpensa
Cronaca
Ieri 26-01-20, 19:15

Coronavirus, in Italia aumentano i controlli e i medici a Fiumicino e Malpensa

La paura per il coronavirus della Cina rimbalza in Italia, tra festeggiamenti per il Capodanno lunare annullati, anche per solidarietà con i malati, e un triste episodio di intolleranza che addirittura ha preso di mira una coppia di turisti cinesi. Finora, però, assicura il ministero della Salute, le verifiche sui casi sospetti segnalati in Italia si sono tutte rilevate negative. Intanto le autorità sanitarie restano in allerta e sono stati rafforzati i controlli con un aumento del personale medico negli aeroporti di Fiumicino e Malpensa. A deciderlo è stata la task-force istituita dal ministero della Salute riunitasi alla presenza del ministro Roberto Speranza e delle altre autorità coinvolte. La sospensione delle parate A Roma e a Milano la comunità cinese ha deciso di rinunciare alle parate in programma per domenica 2 febbraio rispettivamente a San Giovanni e a Via Sarpi per il Capodanno lunare in segno di solidarietà verso la Cina colpita dal coronavirus. "Siamo emotivamente coinvolti dall'epidemia che sta colpendo la Cina e per questo motivo abbiamo annullato la parata: il nostro Paese d'origine soffre e noi non possiamo festeggiare". Ha spiegato così la decisione di annullare la festa per il Capodanno cinese prevista per il 2 febbraio prossimo a Milano, Francesco Wu, membro del direttivo Confcommercio e rappresentante della più grande comunità cinese in Italia. Parlando con l'AGI, l'imprenditore ha spiegato che la sospensione - analoga a quella di Roma - è stata concordata questa mattina dopo una riunione tra le associazioni sino-italiane della città. Vi hanno partecipato una ventina di rappresentanti di 15 associazioni di Milano, nelle quali gli immigrati dal Paese del Dragone si riuniscono o a seconda della regione di provenienza, oppure in base agli scopi culturali o commerciali. "Dopo una breve discussione tutti hanno concordato nel sospendere la festa e usare i fondi per inviare mascherine e altro materiale sanitario nella zona colpita", ha spiegato. In queste ore la comunità milanese sta "prendendo contatti con i fornitori italiani per comprare i prodotti migliori e poi spedirli", ha fatto sapere ancora Wu. Molti dei cinesi di Milano hanno parenti che erano tornati nella madrepatria in occasione della festa più importante dell'anno "c'è sicuramente un po' di timore, ma da quanto sappiamo stanno tutti bene". Un caso di intolleranza in laguna L'altra faccia dell'allarme coronavirus è purtroppo rappresentato dai casi di intolleranza verso la comunità cinese e ora persino verso turisti giunti dalla Cina. Finora erano stati segnalati per lo più ristoranti cinesi vuoti e sguardi di diffidenza verso la comunità asiatica. Ora arriva la notizia che a Venezia una baby gang di adolescenti ha seguito, insultato e sputato contro una coppia di turisti cinesi mentre passeggiavano lungo la riva del Canale della Giudecca. Dalle comunità cinesi in Italia è stato rinnovato l'appello ad evitare allarmismi e psicosi e a manifestare solidarietà con chi combatte contro un virus che non fa distinzioni geografiche, né di razza. 
Gualtieri sarà il candidato del centrosinistra a Roma nelle suppletive di marzo
Politica
Ieri 26-01-20, 16:54

Gualtieri sarà il candidato del centrosinistra a Roma nelle suppletive di marzo

Il centro-sinistra ritrova l'unità su la candidatura alle suppletive di Roma del ministro Roberto Gualtieri. È quanto si apprende da fonti della maggioranza. La proposta, riferiscono le stesse fonti, è stata avanzata al ministro questa mattina e il ministro avrebbe accettato. Sulla figura di Gualtieri, dunque, hanno confluito Partito democratico, Italia viva, Articolo 1, Sinistra italiana, Socialisti italiani. "Roberto Gualtieri è la scelta piu' autorevole, unitaria e di apertura che il Pd e le altre forze di centrosinistra potessero mettere in campo per il collegio di Roma. Grazie". Lo scrive sul suo profilo Twitter il ministro ai Beni culturali, Dario Franceschini. Roberto Gualtieri è la scelta più autorevole, unitaria e di apertura che il Pd e le altre forze di centrosinistra potessero mettere in campo per il collegio di Roma. Grazie a @gualtierieurope — Dario Franceschini (@dariofrance) January 26, 2020
Violenti scontri a sud di Misurata, in Libia. Almeno 17 morti
Estero
Ieri 26-01-20, 16:31

Violenti scontri a sud di Misurata, in Libia. Almeno 17 morti

Almeno sette uomini delle forze vicine al Governo di accordo nazionale del premier libico, Fayez al Serraj, e un'altra decina delle truppe rivali, le forze al comando del generale Khalifa Haftar, sono morte nei violenti scontri avvenuti a sud di Misurata. Il governo riconosciuto dall'Onu ha accusato le truppe di Haftar di aver violato la tregua tra le parti e la richiesta di cessate il fuoco della Conferenza di Berlino. Gli scontri sono avvenuti vicino ai centri costieri di Al Hisha, Wed Zumzum e Abu Qurain a sud città-Stato, a sua volta situata a 200 chilometri a est di Tripoli. In questo senso la missione delle Nazioni Unite in Libia (Unsmil) ha confermato la continua violazione dell'embargo sulle armi da parte di diversi Paesi, compresi Paesi che hanno partecipato alla conferenza internazionale di Berlino, e ha rivelato l'arrivo di aeroplani che hanno rifornito le parti con combattenti stranieri, armi e sistemi avanzati. L'Unsmil "ha condannato fermamente i bombardamenti indiscriminati" che hanno fatto vittime anche fra i civili.  
Coronavirus, primo caso di contagio anche in Canada
Estero
Ieri 26-01-20, 16:08

Coronavirus, primo caso di contagio anche in Canada

Primo caso di contagio dal nuovo coronavirus della polmonite anche in Canada, a Toronto: l'uomo era stato recentemente a Wuhan, la città cinese dell'Hubei epicentro dell'epidemia, ed è stato messo in quarantena. I familiari, riferiscono i media locali, si sono posti in isolamento volontario. 
Germania: ministro Esteri, stop antisemitismo o rischio esodo degli ebrei
Estero
Ieri 26-01-20, 15:58

Germania: ministro Esteri, stop antisemitismo o rischio esodo degli ebrei

Se non verrà fermato l'antisemitismo risorgente in Germania c'è il rischio di un esodo di massa degli ebrei dal Paese. È il monito lanciato dal ministro tedesco degli Esteri, Heiko Maas, in un intervento pubblicato oggi dal settimanale 'Der Spiegel' in occasione del 75esimo anniversario della liberazione di Auschwitz. Maas ha stigmatizzato che "quotidianamente" si verificano episodi di intolleranza contro gli ebrei, e che almeno la metà degli ebrei tedeschi stanno valutando se lasciare il Paese. "Dobbiamo prendere contromisure urgenti subito per evitare che questa divenga un'amara realtà e che vi sia una partenza di massa degli ebrei dalla Germania", ha scritto Maas. Il governo di Berlino, ha anticipato il ministro, rafforzerà il contrasto dell'antisemitismo con provvedimenti contro i discorsi di odio e la disinformazione sui social media. I responsabili, ha affermato Maas, "dovranno sentire pienamente la forza della legge in tutta Europa". 
"Dio li perdoni". Storie inedite di deportati italiani nei lager nazisti
Cronaca
Ieri 26-01-20, 15:39

"Dio li perdoni". Storie inedite di deportati italiani nei lager nazisti

"Abbiamo incontrato anche anime generosissime. Dio benedica costoro e tutti i buoni, perdoni i cattivi e i tristi". È l'ultima lettera di Renato Dalla Palma, poco più che ventenne, scritta pochi giorni prima di essere deportato al lager di Mauthausen nel febbraio 1945, e da lì al sottocampo di Gusen, chiamato "l'inferno degli inferni", dove morì in modo atroce neanche un mese dopo, probabilmente nella rete di gallerie sotterranee trasformate dalle SS in una sorta di immensa fabbrica di guerra lontana dalla luce del sole. Partigiano cattolico, era stato arrestato dalla polizia tedesca in seguito ad una delazione. Uno dei tanti, tantissimi, italiani finiti nei campi di concentramento nazisti. Almeno 27 mila deportati 'politici', più circa 8000 ebrei, finiti dall'Italia nel sistema dei lager gestiti dalle SS. Storie che oggi - allo scadere del 75esimo anniversario della liberazione di Auschwitz - riemergono nel tentativo di contrastare il progressivo oblio della memoria. Storie spesso inedite, molte delle quali, raccolte dall'Aned (Associazione nazionale ex deportati), si possono ora trovare nel sito mauthausen-memorial. Persone comuni precipitate, per mille motivi diversi, nel vortice degli orrori del Terzo Reich. Schegge di storie che servono oggi a ricomporre e tenere vivo il quadro più largo dello sterminio nazista. Operai, architetti, artigiani, intellettuali, amministratori locali, antifascisti, imprenditori, sportivi: gente comune, travolta dall'abisso del nazismo. Spesso per le proprie idee. Come Enrico Bracesco. Lavorava alla Breda di Sesto come capo attrezzista. Ma di notte trasportava armi e viveri alle brigate partigiane nella Brianza. Arrestato, trasferito a San Vittore, poi portato a Fossoli. Da lì il viaggio della morte verso Mauthausen: in una colonna di autocarri chiusa dai side-car tedeschi, poi a bordo di barconi sul Po fino a Verona, da cui raggiungerà il campo di Bolzano e infine su un carro bestiame fino al lager. Enrico, che durante un incidente l'anno primo aveva perso una gamba, è infine obbligato a marciare con le stampelle gli ultimi 5 chilometri fino al campo, dove viene "selezionato" per il castello di Hartheim, in quanto considerato "inabile al lavoro". Hartheim era uno dei più famigerati centri per la sperimentazione medica tedesca del progetto 'Aktion T4', il programma nazista di eutanasia che prevedeva la soppressione delle cosiddette "vite indegne di essere vissute". Nessun prigioniero ne è mai uscito vivo. Il documento ufficiale che certifica la morte di Enrico Bracesco porta la data del 15 dicembre 1944. O come Diego Biagini, operaio tessile di Prato, arrestato dopo lo sciopero generale dei primi di marzo '44. Ai familiari dissero "che era partito in un treno pieno di uomini". Matricola n. 56962, morì l'8 aprile 1944 nel 'Sanitaetslager' di Mauthausen. L'unico, in assoluto, la cui famiglia ottenne una comunicazione ufficiale dalle autorità tedesche, secondo la quale morì "a causa di un'incursione nemica". Una menzogna, assurda nella sua inutilità. Martiri venuti dalla vita quotidiana, spesso quelli che oggi noi chiameremmo "eroi borghesi". Tra questi il critico d'arte e studioso della storia dell'architettura Raffaello Giolli. Nel 1931 viene estromesso dall'insegnamento liceale perchè si rifiuta di prestarsi al giuramento fascista. Non a caso nel 1940 viene internato, insieme al figlio diciannovenne, in un campo di concentramento in Abruzzo e poi assegnato al domicilio coatto. Nonostante la sorveglianza, prende contatti con i partigiani e, tornato a Milano, cerca di organizzare la resistenza tra artisti e intellettuali. Nel settembre '44 la sua abitazione è perquisita, i suoi scritti sequestrati. Sottoposto a interrogatori durissimi, per evitare conseguenze ai familiari si getta da una finestra procurandosi fratture multiple. Anche per lui è l'inizio del viaggio della morte: dal carcere di Milano al campo di Bolzano, da qui a Gusen, dove per le terrificanti condizioni si ammala di polmonite. Come raccontò l'amico pittore Aldo Carpi, le Ss decisero di "disinfettarlo". Ossia fu gasato, il 6 gennaio 1945. Grandi architetti, come Giuseppe Pagano Pogatschnig. Storie che mostrano come da vite quotidiano si potesse scivolare, quasi senza accorgersene, nell'eroismo e poi nella morte. Fu direttore di riviste come La Casa Bella (poi Casabella), sulle cui pagine difese l'architettura razionalista contro il monumentalismo celebrativo fascista. Portano la sua firma l'istituto di Fisica dell'università di Roma e la sede della Bocconi a Milano. Arrestato il 9 novembre 1943 a Brescia, riuscirà a fuggirne in modo spettacolare insieme ad altri 260 detenuti, approfittando di un bombardamento. Finito di nuovo agli arresti per i suoi tentativi di riprendere contatto con la Resistenza, dopo un passaggio alla famigerata Villa Triste di Milano, si troverà a Mauthausen alla fine del novembre dell'anno dopo con cucito sul petto il triangolo rosso dei deportati politici: con i russi già sulla linea dell'orizzonte, stremato dalle percosse e dal lavoro nelle gallerie, muore il 22 aprile 1945, con la guerra che è quasi finita. L'ultimo struggente messaggio, consegnare ad un amico, era per sua moglie Paola: "è probabile che la nostra bella vita così intensamente felice sia definitivamente interrotta. Abbi forza. Non piangere troppo e sii fiera della mia vita generosa pensa a riprenderti, non abbandonarti alla malinconia. La vita di farà ancora sorridere e io ne sarò tanto felice. Bacia la bimba: essa possa vedere il nuovo mondo". Una vita di passioni, come quella di Guido Valota: suonava il violino, aveva lavorato alla Falck e poi alla Breda. La sua colpa era quella di conservare clandestinamente dei bigliettini su cui aveva segnato il denaro che riceveva e poi dava alle famiglie degli operai entrati in clandestinità. Guido il 14 marzo 1944 viene arrestato di notte, a casa, dai fascisti. Come racconterà il figlio Giuseppe, dopo l'usuale odissea tra San Vittore, Bergamo, l'aeroporto di Schwechat e le grotte di Moedling, durante la marcia della morte di 30 chilometri al giorno in direzione Mauthausen, senza cibo e trainando i carri delle masserizie dei tedeschi, Guido crolla: un nazista gli strappa tutte le matricole cucite sulla divisa, col tallone dello stivale gli strappa anche il braccialetto e lo finisce sparandogli un colpo alla nuca. Non era valso niente il fatto che alla Kommandatur la notte di Natale del '44 l'avessero costretto a suonare il violino in cambio di un pesce sotto sale. Che Guido dividerà in baracca insieme ai suoi compagni Sordini, Croci, Arrisari, Saladin e Cima. Fu la loro notte di Natale. Era invece marchiato col numero 57467 il diciottenne Danilo Veronesi, di Caprino Veronese. Aveva fatto del volantinaggio, poi insieme ad alcuni compagni, trovò dei fucili in una struttura militare abbandonata da nascondere in degli orti della zona, con l'idea di passarli poi ai partigiani. Nella notte tra l'1 e il 2 gennaio 1944, un reparto della brigata fascista 'Muti' fa un'incursione nel quartiere, minacciando padri e figli di fucilazione se non venivano immediatamente consegnate le armi. Di fronte alla certezza di una fine drammatica per tutti, Danilo svela il nascondiglio e consegna i fucili. Finito a San Vittore, e da lì deportato a Mauthausen e infine trasferito alle gallerie del sottocampo di Ebensee. "Era un ragazzo straordinario", racconterà molti anni dopo Roberto Castellani di Prato, compagno di prigionia, uno dei pochi italiani sopravvissuti. "Pensava sempre agli altri, li aiutava, chi cadeva in terra se lo caricava sulle spalle per riportarlo nel campo, senza guardare se era italiano, polacco o ebreo". Dopo un po' - siamo ancora nel '44 - Danilo si offre volontario per un tentativo di fuga. Avviene il 9 maggio: una corsa durata tre giorni, finita in una baracca distanti soli 15 chilometri dal campo. Viene scoperto da un guardiacaccia, che lo tramortisce colpendolo alla testa con una pala. Riportato al campo, dopo un interrogatorio e un pestaggio, il comandante del campo, Otto Reimer, gli aizza contro i cani di guardia. Danilo muore dilaniato. La mattina seguente il corpo straziato viene esposto sul piazzale centrale del campo davanti a tutti i deportati. Poi il cadavere viene gettato sui fili della recinzione elettrificata: forse Reimer voleva ingannare la storia, scrivendo sui registri del lager "suicidio per elettricità". Ma, alla fine, oggi è la storia a rendere giustizia a Danilo. E a Renato, Enrico, Giuseppe, Raffaello, Guido.  
Virus cinese: in Vietnam c'è il primo contagio di una persona mai stata in Cina
Estero
Ieri 26-01-20, 13:14

Virus cinese: in Vietnam c'è il primo contagio di una persona mai stata in Cina

In Vietnam l'Oms registra un caso di contagio di una persona che non è stata in Cina ed è stata contagiata da un parente che a sua volta non aveva viaggiato. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, uno dei due contagiati "non aveva una storia di viaggi in nessuna parte della Cina. Secondo le indagini preliminari, ciò costituisce una trasmissione del virus da umano a umano all'interno di una famiglia".  E' salito a 56 il numero dei morti per il coronavirus in Cina, dove sono circa 2.000 le persone contagiate. Il bilancio è stato aggiornato dalle autorità a poche ore dall'intervento del presidente Xi Jinping  che aveva parlato di allargamento dell'epidemia e di situazione grave.     Da domani le agenzie di viaggio cinesi non potranno più vendere prenotazioni di hotel o soggiorni di gruppo, un'altra delle misure adottate per cercare di limitare il contagio. Medici militari sono stati spediti a Wuhan, la città della Cina centrale dove è comparso il virus per la prima volta,  e adetto in quarantena come altre 17 città della provincia di Hubei, dove sono isolate quasi 60 milioni di persone.     Nelle ultume ore sono stati registrati quindici nuovi decessi, tra cui il primo a Shanghai, e sono stati confermati almeno 688 nuovi casi di infezione, per un totale di 1.975 nel paese, secondo la Commissione sanitaria nazionale.     La città di Shantou, più di mille chilometri a sud di Wuhan, ha deciso di attuare da oggi misure per limitare l'accesso per tutti i veicoli non essenziali. Questa megalopoli di più di 5 milioni di abitanti è la prima ad adottare questa misura in Cina. Le autorità di Tianjin, 15 milioni di residenti, da parte loro hanno annunciato la sospensione da lunedì dei collegamenti di autobus a lunga percorrenza, diventando la seconda città principale a intraprendere tale azione dopo Pechino. 
Emilia Romagna: boom affluenza alle 12, doppia rispetto al 2014
Cronaca
Ieri 26-01-20, 12:38

Emilia Romagna: boom affluenza alle 12, doppia rispetto al 2014

Si va verso un boom dell'affluenza alle regionali in Emilia Romagna. Il dato, ancora provvisorio, delle ore 12 (242 sezioni su 328) indica un'affluenza del 23,80%, contro il 10,98% alla stessa ora nelle precedenti consultazioni.