Agi

Fondata nel 1950 da Giulio de Marzio e Walter Prosperetti, e controllata dall'ENI dal 1965, ha sede a Roma ed ha redazioni in 15 capoluoghi di provincia italiani ed una sede estera presso l'Unione europea a Bruxelles. Trasmette quotidianamente dei notiziari su cronaca, politica, economia, finanza, cultura, spettacolo, sport per i mezzi d'informazione e per le aziende.
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Le rivendicazioni di Pechino sul Mar Cinese meridionale sono "completamente illegali", avverte Pompeo
Estero
Ieri 13-07-20, 23:51

Le rivendicazioni di Pechino sul Mar Cinese meridionale sono "completamente illegali", avverte Pompeo

La rivendicazioni di Pechino sul Mar cinese meridionale "sono completamente illegali, così come la sua campagna di bullismo per il controllo". Lo ha dichiarato il segretario di Stato americano Mike Pompeo in una nota. "Gli Stati Uniti difendono un Indo-Pacifico libero e aperto. Oggi stiamo rafforzando la politica degli Stati Uniti in una parte vitale e controversa di quella regione: il Mar Cinese Meridionale. Per essere chiari: le rivendicazioni di Pechino sulle risorse offshore in gran parte del Mar Cinese Meridionale sono completamente illegali, così come la sua campagna di bullismo per controllarle", avverte Pompeo. "Nel Mar Cinese Meridionale, cerchiamo di preservare la pace e la stabilità, difendere la libertà dei mari in modo coerente con il diritto internazionale, di mantenere il flusso commerciale senza ostacoli e di opporci a qualsiasi tentativo di usare la coercizione o la forza per risolvere le controversie. Condividiamo questi interessi profondi e duraturi con i nostri numerosi alleati e partner che hanno a lungo appoggiato un ordine internazionale basato sulle regole", prosegue la nota del dipartimento di Stato. "Questi interessi condivisi sono stati minacciati in un modo che non ha precedenti dalla Repubblica popolare cinese (Rpc). Pechino usa l'intimidazione per minare i diritti sovrani degli Stati costieri del sud-est asiatico nel Mar Cinese Meridionale, cacciarli via dalle risorse offshore, affermare il dominio unilaterale e sostituire il diritto internazionale con quello della 'ragione dalla parte dei forti'. L'approccio di Pechino è stato chiaro per anni. Nel 2010, l'allora ministro degli Esteri della Repubblica Popolare Cinese Yang Jiechi disse ai suoi omologhi dell'Asean che 'la Cina è un grande Paese e altri Paesi sono piccoli Paesi, e questo è solo un dato di fatto'. La visione del mondo predatrice della Rpc - conclude Pompeo - non ha posto nel 21esimo secolo"
I casi di coronavirus nel mondo hanno superato quota 13 milioni
Estero
Ieri 13-07-20, 23:40

I casi di coronavirus nel mondo hanno superato quota 13 milioni

I casi di coronavirus hanno superato i 13 milioni nel mondo, secondo i dati di Afp. I decessi sono oltre 569 mila. Anche secondo i dati di Johns Hopkins University sono state infettate oltre 13 milioni di persone nel mondo (13.006.764) mentre il morti sono 570.776. Il triste primato spetta agli Usa dove i casi sono 3,3 milioni.
Il Piemonte saluta e ringrazia la "Brigada Henry Reeve" di Cuba
Cronaca
Ieri 13-07-20, 22:58

Il Piemonte saluta e ringrazia la "Brigada Henry Reeve" di Cuba

Il Piemonte saluta e ringrazia i medici e gli infermieri della 'Brigada Henry Reeve' di Cuba, che negli ultimi tre mesi si sono occupati della cura dei malati Covid-19 nell'ospedale da campo allestito all'interno delle OGR, le ex Officine Grandi Riparazioni di Torino. Questa mattina, la consegna delle onorificenze al merito civile del Consiglio regionale prima della ripartenza.  "Gli operatori sanitari della Brigada Henry Reeve - ha spiegato il presidente del Consiglio regionale Stefano Allasia - hanno dato prova di eccezionale dedizione e altissima professionalità nel garantire la quotidiana assistenza sanitaria e nel fronteggiare la grave crisi epidemiologica che ha colpito la nostra Regione". "Hanno fatto delle Ogr - ha aggiunto - un forte e solido punto di riferimento per la cura dei malati piemontesi di Covid-19. Queste medaglie sono un segno di grata riconoscenza. La cooperazione tra Piemonte e Cuba è un'esperienza virtuosa che desideriamo si possa rinnovare in futuro sotto l'aspetto culturale ed economico, su questo non mancherà il nostro impegno".  Si calcola che nei circa tre mesi di impegno il personale della Henry Reeve abbia garantito oltre 4.300 prestazioni. La Brigada Henry Reeve impegnata a Torino è composta da venti medici, sedici infermieri, un divulgatore ed un logista. In totale aveva accumulato, prima di questa, settantuno missioni all'estero in quattro continenti. "Questa pandemia ci ha insegnato che il mondo è fragile - ha commentato tra la commozione José Carlos Rodriguez Ruiz, ambasciatore della Repubblica di Cuba in Italia - abbiamo imparato che bisogna unire le forze. Al di là delle frontiere e credere nella solidarietà. La patria non è un confine, la patria e l'umanità. Quando ci è arrivata la richiesta di aiuto abbiamo agito velocemente. La Brigata è rimasta qui tre mesi e ha creato un rapporto molto forte con il Piemonte. Ci sono molte cose che ci uniscono, abbiamo aperto una strada positiva che potremmo continuare a percorrere nel tempo". Per l'assessore alla Sanità della Regione Piemonte Luigi Icardi "i veri amici si vedono nel momento del bisogno. Quando medici e infermieri cubani tre mesi fa sono arrivati qui la nostra situazione era drammatica, con gli ospedali al collasso, avevamo attrezzature, ma mancava il personale. Questo aiuto per noi è stato fondamentale, un gesto che non potremo mai dimenticare. Siamo grati alla brigata cubana per quello che ha fatto, è stato un gioco di squadra internazionale che ci ha permesso di superare le emergenze". Intanto, il Consiglio comunale di Torino ha conferito oggi pomeriggio la Cittadinanza onoraria della Città di Torino al dottor Julio Guerra Izquierdo, medico cubano di 44 anni, specialista in nefrologia e medicina di comunità, capo della Brigada Medica, “in virtù dei meriti conseguiti, del coraggio, altruismo, umanità dimostrati e dell'importante impegno profuso per la popolazione torinese e dell'Italia intera".       La mozione di conferimento dell'onorificenza, prima firmataria Eleonora Artesio (Torino in Comune - La Sinistra)  è stata approvata all'unanimità, con 38 voti favorevoli. In questi quasi tre mesi di lavoro a Torino - recita l'atto del Consiglio -  il dottor Guerra Izquierdo ha guidato la sua equipe con volontà, professionalità e assoluta dedizione, oltre che una straordinaria umanità segnalata ripetutamente nelle lettere di ringraziamento scritte dai pazienti dimessi. Domani a Palazzo Civico, la cerimonia ufficiale di conferimento della Cittadinanza onoraria. 
Appello a Mattarella di accademici e magistrati sullo stato d'emergenza
Politica
Ieri 13-07-20, 22:33

Appello a Mattarella di accademici e magistrati sullo stato d'emergenza

AGI - "Desta particolare preoccupazione l'annunciata volontà del Governo Conte di prorogare al 31 dicembre 2020 lo stato di emergenza per la pandemia, tramite una semplice deliberazione del Consiglio dei Ministri o, peggio, un decreto del Presidente del Consiglio (dpcm)". Così Lettera 150 (www.lettera150.it), il think tank che riunisce circa 250 professori universitari, magistrati e intellettuali, che, nell'argomentare i rischi del nuovo intervento governativo, rivolge un appello al Capo dello Stato "perché non si verifichino rotture ingiustificate e gravi della legittimità costituzionale". Nel documento predisposto da Lettera 150 si legge: "Gravi sono le preoccupazioni, in particolare perché la proroga interferisce con le programmate elezioni regionali di settembre che potrebbero subire intralci se non addirittura rinvii, atteso che le scadenze per esse previste sono disposte da leggi ordinarie cui i Dpcm emergenziali potrebbero derogare". "Il Governo, nello smentire di avere già assunto la decisione, precisa che il provvedimento amministrativo farebbe comunque "un passaggio" in Parlamento. Il verbo "passare" è in questo caso inopportuno e privo di significato. Infatti, a prescindere dall'andamento della pandemia, la fase di così detta emergenza in senso giuridico è definitivamente conclusa per lasciare il posto ad una ordinaria situazione di allerta grave. Sono quindi necessari interventi anche urgenti, magari attraverso decreti legge, ma riconducibili alla ordinaria gestione legislativa parlamentare. "In altri termini - si aggiunge - è venuta meno, definitivamente, quella condizione che ha permesso, sino ad oggi, la sospensione di diritti costituzionali fondamentali. Lo stato di emergenza, infatti, è una grave circostanza imprevista che richiede misure immediate di intervento non compatibili con i normali tempi di elaborazione e proclamazione di leggi o provvedimenti amministrativi ordinari. La Corte Costituzionale ha chiarito che tra le condizioni per la legittimità degli interventi in stato di emergenza, in eccezione ai diritti e alle procedure costituzionali, vi deve essere soprattutto la temporaneità. Ciò significa che tali misure sono strettamente connesse, nell'immediatezza, alle conseguenze improvvise dell'evento calamitoso (pandemia) e che quindi non è costituzionalmente legittimo prolungare lo stato di emergenza a tempi e situazioni in cui si possa agire con i mezzi ordinari". "La sola idea che una proroga dello stato di emergenza possa non essere deliberata dal Parlamento, e anzi gli possa essere sottoposta solo per un "passaggio" dal contenuto e dalle finalità incomprensibili, è inconciliabile con il nostro ordinamento costituzionale", si sottolinea nel documento. "Il rischio è di espropriare il Parlamento dei suoi poteri legislativi, riducendolo a un semplice "consulente" governativo cui far "passare" in visione le norme che il Governo ha inteso introdurre. Si tratterebbe del primo tentativo dalla Costituzione in poi di instaurare un Governo dirigista e autoreferenziale. Lettera 150 rivolge un appello accorato al Capo dello Stato, garante della Costituzione, perché non si verifichino rotture ingiustificate e gravi della legittimità costituzionale", si conclude. 
Linea dura di Conte su Autostrade. Si prepara un braccio di ferro in Cdm
Politica
Ieri 13-07-20, 22:09

Linea dura di Conte su Autostrade. Si prepara un braccio di ferro in Cdm

AGI - Ci sarà un informativa in Cdm, in modo che "tutti i ministri possano essere a conoscenza del dossier". Non basta un decreto interministeriale firmato dal dicastero dei Trasporti e dal Mef, il premier Conte vuole un coinvolgimento di tutto il governo. In caso di revoca si dovrebbe procedere con il commissariamento e con un decreto legge che poi approderebbe in Parlamento. Il rischio che il governo possa spaccarsi (sia in Cdm che in Parlamento) è dietro l'angolo anche se la decisione finale non arriverà martedì. Anche il ministro De Micheli dovrebbe portare in Cdm una relazione, prefigurando le due strade, una che prevede la revoca e l'altra no, indicando quali potrebbero essere le conseguenze delle decisioni da prendere. Fonti parlamentari del Pd sottolineano che a questo punto deve essere il premier Conte ad indicare il percorso da seguire. "Noi non freniamo, né ostacoliamo. Chi vuole assumersi delle responsabilità lo faccia", osserva un 'big' dem. Italia viva è sulle barricate, i ministri renziani si schiereranno contro la revoca. Per Rosato Conte "sta cedendo al populismo". "Il populismo urla slogan, la politica propone soluzioni", dice Renzi che attacca: "Sapete perché non hanno mai scritto il documento di revoca? Perché ci sono scritti sopra i miliardi che devono dare a Benetton. Questo giochino rischia di costare ai nostri figli 20/30 miliardi". Il presidente del Consiglio intende in ogni caso chiudere al più presto il dossier e mantiene una linea dura: fuori i Benetton o c'è la revoca. Renzi e anche il Pd, secondo quanto sottolineano fonti parlamentari dem, puntano sull'ingresso di Cdp, convinti che le novità sull'azionariato possano ammorbidire la posizione del Movimento 5 stelle. La strada della 'nazionalizzazione' viene invocata insomma da più parti. "Sono fiducioso che anche nel Pd questa posizione di buon senso avrà seguito", osserva il leader di Iv chiamando in causa il partito del Nazareno. Ma il punto è che Conte e il Movimento 5 stelle insistono su tenere fuori i Benetton dalla partita. Intanto Atlantia crolla in Borsa a -15,19%. Per gli analisti con la prospettiva della revoca Aspi rischia default da 19 mld. "Se proprio lo Stato vuole tornare nella proprietà, l'unica possibilità è una operazione su Atlantia con un aumento di capitale e l'intervento di Cdp. Operazione trasparente, società quotata, progetto industriale globale. Non ci sono alternative serie e credibili", taglia corto Renzi. Mentre il segretario dem Zingaretti, premettendo che la lettera di Aspi "è deludente" non parla di revoca della concessione. Sottolinea "l'esigenza di un profondo cambio di indirizzo dell'Azienda basato su impegni rigorosi in materia di tariffe, sicurezza e investimenti, e su un assetto societario che veda lo Stato al centro di una nuova compagine azionaria che assicuri l'avvio di questa nuova fase". Aspi gioca a carte scoperte Sta di fatto che il dossier Autostrade è sempre più caldo. "Lo Stato non può essere socio di chi prende in giro le famiglie delle vittime", ha spiegato Conte al 'Fatto quotidiano'. I margini per trattare sulla quota dei Benetton sono ormai esigui. La proposta formulata da Autostrade per l'Italia "è l'esito di un confronto di un anno e recepisce le richieste dei rappresentanti dell'esecutivo", replica la concessionaria autostradale del gruppo Atlantia. La convinzione dell'azienda è che la partita sia tutta politica, da qui l'auspicio vengano assunte sulla base di "aspetti di tipo giuridico, tecnico, sociale ed economico".  Autostrade gioca a carte scoperte pubblicando l'offerta inviata all'esecutivo. "Se si decidesse sulla revoca ci sarebbero pronte altre soluzioni", mette in chiaro il premier da Berlino. E sulle eventuali dispute conseguenziali alla revoca il presidente del Consiglio è netto: "In una logica corretta di rapporti in equilibrio tra concedente pubblico e concessionario privato se c'è stato un problema di cattiva manutenzione, di inadempimenti, la responsabilità va sul management, soggetto ad azioni di responsabilità, no sulla cittadinanza che deve subire il ricatto di eventuali incertezze che avrebbero decisioni pubbliche sul concessionario privato". Ed ancora: no ad un dispendio di risorse pubbliche "agevolando gli interessi privati" e "se ci sono ponti e questi ponti crollano, dobbiamo saper sanzionare chi è responsabile di questo crollo". Si prospetta un braccio di ferro vero e proprio con il Movimento 5 stelle che spinge, forte della presa di posizione del premier, in un'unica direzione.  È prevista lo stesso giorno una riunione straordinaria del Cda di Atlantia. C'è chi nel governo avanza la tesi che l'azienda possa fare un passo indietro sulla concessione ma non sulla gestione, altre fonti sottolineano che nella partita possa rientrare anche l'atteggiamento sul Mes. La maggioranza rischia di spaccarsi Al momento l'unico dato è che il fronte rosso-giallo rischia di dividersi. Per questo motivo il governatore della Regione Lazio chiede "una posizione unitaria" e "la soluzione migliore nell'interesse del Paese e dei cittadini". Il Pd dunque non alza i toni, anche se da Morassut ad Astorre c'è la richiesta di una soluzione che passi dal governo e non venga portata avanti sulla base di pregiudizi. "Condividiamo ogni singola parola del premier Conte", mettono in chiaro i pentastellati che a questo punto si attendono una decisione netta da parte dell'esecutivo. Ma il rischio che il Consiglio dei ministri si trasformi in una conta c'è mentre tutta l'opposizione critica l'operato di Conte, con Matteo Salvini che annuncia una segnalazione alla Consob. Per il leader leghista le parole del presidente del Consiglio su Autostrade fanno "andare in fumo milioni e milioni di euro, mettendo in difficoltà tanti piccoli risparmiatori", perché "se un governo chiacchiera i risparmiatori poi ne pagano le conseguenze". Perché, ha aggiunto, "i risparmiatori che hanno i titoli di Atlantia in tasca sono anche operai e lavoratori, non sono i milionari e i Benetton".  Di Maio replica a Salvini: "Lega alleata di Benetton" "Oggi tutti dicono di essere favorevoli a togliere il controllo di Autostrade ai Benetton. Lo dicono anche quelle forze politiche che, quando hanno potuto, si sono messe di traverso. E mi riferisco in particolare ad una forza politica: la Lega di Matteo Salvini", dichiara il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, in un post in cui ripercorre la cronologia del rapporto Benetton-Lega. "Mentre noi chiedevamo di togliere le autostrade ai Benetton, lo ricordo bene, Salvini temporeggiava e c'era sempre un 'ma' o un 'però'' ad ostacolare il processo. Sempre un tentennamento", afferma Di Maio.  "I Benetton avevano nel governo un alleato su cui contare, visto che la Lega continuava a dichiarare di non voler procedere con la revoca, mentre noi facevamo il possibile per fare giustizia", prosegue di Maio, "trovo falso e ipocrita che oggi sia proprio Salvini a chiedere giustizia, definendoci ridicoli e bugiardi". 
Accordo tra Italia e Germania sulla struttura del Recovery Fund
Estero
Ieri 13-07-20, 21:46

Accordo tra Italia e Germania sulla struttura del Recovery Fund

La risposta Ue alla profonda crisi economica, frutto della pandemia di coronavirus, deve essere "solida, forte, coordinata", "dobbiamo dire sì subito" al Recovery Fund. In vista del Consiglio straordinario di venerdì e sabato dei capi di Stato e di governo, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, dalla Germania, è tornato a esortare i leader europei a "essere all'altezza del momento storico" con una risposta "adeguata e tempestiva". "Anche i tempi sono importanti", ha sottolineato. Accanto a lui a Meseberg, la residenza di rappresentanza a nord di Berlino, la cancelliera tedesca Angela Merkel ha sottolineato come Italia e Germania siano "d'accordo nella struttura di fondo" del Recovery fund: "Penso che avremo un'intesa", ha aggiunto, ma ha poi ricordato che "le distanze sono ancora lontane. Non so ancora dire se un accordo ci sarà già questo venerdi'". Dopo Lisbona, Madrid e l'Aja, il presidente del Consiglio è arrivato all'ultima tappa del suo tour europeo in vista dell'appuntamento a Bruxelles di venerdì sabato quando per la prima volta dallo scoppio della pandemia i leader europei si rivedranno per cercare di raggiungere un accordo sul Recovery Fund e il quadro pluriennale Ue. Di fronte alle resistenze dei Paesi 'frugali' - Austria, Olanda, Svezia e Danimarca - Conte ha ricordato che "sono in gioco valori comuni, oltre che interessi comuni: Se lasciassimo correre la crisi, avremmo la completa distruzione del mercato unico, sarebbe inevitabile la frammentazione e questo non conviene a nessuno, sarebbe negativa per tutti". "Dobbiamo fare in modo che questa sia risposta sia effettiva, adeguata, ben vengano tutti i criteri di spesa, tutte le regole di governance ma questi criteri devono permettere effettivita' di reazione", ha proseguito Conte, definendo la proposta del presidente del Consiglio europeo Charles Michel "un buon punto di partenza che recepisce l'ambizione politica che deve contenere", ma "ci sono alcune criticita'" da affrontare.  Secondo la cancelliera tedesca, il presidente del consiglio Ue Charles Michel ha proposto che "i Paesi negozino con la Commissione su come i fondi debbano essere spesi, e alla fine il Consiglio deve decidere a maggioranza qualificata". "A me sembra una buona soluzione che potrei sostenere", ha affermato la leader tedesca, spezzando una lancia a favore di Conte, che "ha dimostrato di essere proattivo con la sua agenda di riforme". "Un programma di grande prospettiva che l'Italia ha già iniziato", gli ha fatto eco Conte, guardando a un "provvedimento normativo che introduce semplificazioni, tagli alla burocrazia, accelerazioni nella spesa per gli investimenti mai realizzato prima". "È il tempo della responsabilità e della solidarietà, dobbiamo mantenere alto il livello di ambizione politica, non dobbiamo dividerci su visioni nazionalistiche perché l'Europa deve offrire soluzioni ai suoi cittadini e non illusioni e paure, quello lo lasciamo ai movimenti che hanno marcata ispirazione nazionalistica", ha proseguito Conte, assicurando che "l'Italia è per criteri di spesa chiari e trasparenti. In un quadro europeo di solidarietà comune, non stiamo chiedendo fondi per utilizzarli in modo arbitrario, discrezionale sì ma non arbitrario. Stiamo lavorando a un piano di rilancio e vogliamo che ci sia un costante monitoraggio, coerenza tra programmi anticipati e la loro attuazione". Il tempo corre e di fronte al rischio di non raggiungere un'intesa questo fine settimana, il premier ha avvertito: "Se non ci riuscissimo, rischieremmo di trovarci in grandi difficolta', ritarderemmo i tempi di ripresa e di ritorno alla massima competitività dell'Ue". Quanto alle condizionalità invocate da alcuni, per il presidente del Consiglio "non è nell'interesse di nessuno, neppure di Paesi che non dovessero beneficiare del programma Next Generation Eu, introdurne al punto da rendere di scarso impatto pratico e a compromettere l'effettività del sostegno che può derivare da questo programma. Sarebbe una follia".
Vertice euroafricano sui migranti. Lamorgese: "Ogni mezzo contro i trafficanti"
Estero
Ieri 13-07-20, 21:04

Vertice euroafricano sui migranti. Lamorgese: "Ogni mezzo contro i trafficanti"

"Grazie all'intesa con la Commissione europea e la Presidenza di turno tedesca, l'Italia ha, per la prima volta, messo intorno ad un tavolo alcuni ministri dell'Interno di Paesi europei che si affacciano sul Mediterraneo e gli omologhi di alcuni Paesi del nord Africa da cui partono i flussi migratori più consistenti verso il nostro continente". Lo ha sottolineato il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, al termine della videoconferenza da Trieste promossa e organizzata dallo stessa titolare del Viminale, a cui hanno partecipato i commissari europei Ylva Johansson e Olivér Vàrhelyi, i ministri dell'Interno di Germania, Francia, Spagna e Malta e gli omologhi di Libia, Tunisia, Algeria, Marocco e Mauritania. "È stato un confronto proficuo - ha proseguito il ministro - che ci permette di rafforzare l'impegno reciproco nel prevenire e combattere il traffico dei migranti. Tutti i Paesi hanno anche condiviso la sfida che ci impone di garantire il rispetto dei diritti umani e la dignità delle persone, ridurre la sofferenza umana di chi è più esposto ad ogni ricatto". "Utilizzeremo tutti gli strumenti disponibili, compresi i partenariati bilaterali - ha concluso Lamorgese - per individuare e perseguire le reti criminali che sfruttano le persone più vulnerabili. Anche promuovendo una piu' stretta cooperazione di polizia per rafforzare gli strumenti operativi e le attività investigative. Oggi tutti insieme abbiamo avviato un importante percorso che ci vede protagonisti, europei ed africani, per tentare di governare il complesso fenomeno delle migrazioni". 
L'80% dei nuovi contagi da coronavirus si registra in soli 10 Paesi
Estero
Ieri 13-07-20, 20:28

L'80% dei nuovi contagi da coronavirus si registra in soli 10 Paesi

AGI - "Ieri sono stati segnalati all'Oms 230 mila nuovi casi di Covid-19. Quasi l'80% di questi casi è stato segnalato in dieci paesi e il 50% in soli due Paesi". Lo ha dichiarato il direttore generale dell'Organizzazione mondiale dalla sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus. "Sebbene il numero di decessi giornalieri rimanga relativamente stabile, c'è molto di cui preoccuparsi. Tutti i Paesi sono a rischio di virus, ma non tutti sono stati colpiti allo stesso modo", ha aggiunto. L'Oms ritiene che "non ci sarà un ritorno alla vecchia normalità per il prossimo futuro".  "I messaggi contrastanti dei leader stanno minando l'ingrediente più decisivo di ogni risposta alla pandemia: la fiducia", ha aggiunto Ghebreyesus, che invita i governi a comunicare chiaramente con i "loro cittadini e attuare una strategia globale incentrata sulla repressione della trasmissione e sul salvataggio di vite".  "Voglio essere schietto, troppi Paesi stanno andando nella direzione sbagliata. Il Covid-19 rimane il nemico pubblico numero uno, ma le azioni di molti governi e persone non riflettono questo", ha detto ancora Ghebreyesus, "l'unico obiettivo del virus è trovare persone da contagiare".
Autostrade a un passo dalla revoca della concessione, Atlantia crolla in Borsa
Economia e Finanza
Ieri 13-07-20, 20:09

Autostrade a un passo dalla revoca della concessione, Atlantia crolla in Borsa

Si avvia verso la fine la vicenda di Autostrade per l'Italia. Alle 11 del mattino di martedì è stato convocato il Consiglio dei ministri durante il quale il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, relazionerà sugli ultimi accadimenti e al termine ci sarà la discussione tra i vari ministri rappresentanti delle varie forze politiche. Le alternative sul tavolo sembrano ridursi con il passare dei giorni anche se, dalle indicazioni che emergono, non sarà il giorno risolutivo della vicenda. In un'intervista al Fatto Quotidiano, infatti, il premier sembra spazzare via l'ipotesi di un accordo con la famiglia Benetton: "Lo Stato non può essere socio di chi prende in giro le famiglie delle vittime", ha detto Conte facendo riferimento all'ipotesi di un ingresso di Cdp in Aspi. Le opzioni in ballo restano, al momento, revoca o uscita totale della famiglia veneta dal capitale di Autostrade per l'Italia. "Se c'è stato un problema di cattiva manutenzione, se ci sono stati problemi di inadempimenti, la responsabilità va sul management soggetto ad azione di responsabilità, non sulla cittadinanza che deve subire il ricatto di eventuali conseguenze ed incertezza che avrebbero le decisioni pubbliche sul concessionario privato. Non so se sono stato chiaro", ha ribadito il presidente del Consiglio a Meseberg, dopo l'incontro con Angela Merkel. In linea con il presidente del consiglio l'altro azionista di maggioranza del governo giallorosso, ovvero il Pd. Il segretario Nicola Zingaretti ha sottolineato che "i rilievi del presidente del Consiglio sono condivisibili. La lettera di Aspi al governo è deludente e conferma ulteriormente l'esigenza di un profondo cambio di indirizzo dell'azienda basato su impegni rigorosi in materia di tariffe, sicurezza e investimenti, e su un assetto societario che veda lo Stato al centro di una nuova compagine azionaria che assicuri l'avvio di questa nuova fase". Quali rischi per i risparmiatori? All'attacco del premier per l'intervista che ha fatto crollare il titolo Atlantia in Borsa (-15,19% a 11,36 euro) il leader della Lega Matteo Salvini per il quale la linea e le parole del presidente del Consiglio su Autostrade fanno "andare in fumo milioni e milioni di euro, mettendo in difficoltà tanti piccoli risparmiatori", perché "se un governo chiacchiera i risparmiatori poi ne pagano le conseguenze" annunciando una segnalazione alla Consob. Perché, ha aggiunto, "i risparmiatori che hanno i titoli di Atlantia in tasca sono anche operai e lavoratori, non sono i milionari e i Benetton". L'impatto sui risparmiatori di un'eventuale revoca è stato analizzato da alcuni analisti finanziari secondo cui c'è il rischio di un default da oltre 19 miliardi di euro. Autostrade per l'Italia infine ha reso pubblica l'ultima proposta al governo in cui, evidenzia la società, sono state recepite le richieste dell'esecutivo. Aspi auspica dunque che "le decisioni che verranno assunte siano basate solo ed esclusivamente su aspetti di tipo giuridico, tecnico, sociale ed economico e tengano conto del patrimonio industriale unico rappresentato dalla società e degli interessi dei suoi 7.000 lavoratori, dei 17.000 piccoli risparmiatori - che detengono una quota del debito - e delle migliaia di creditori commerciali e fornitori, che rappresentano una quota assolutamente rilevante del comparto produttivo del Paese". 
Negli Usa è allarme "Covid party". Il 30enne morto in Texas voleva "sperimentare"
Estero
Ieri 13-07-20, 18:16

Negli Usa è allarme "Covid party". Il 30enne morto in Texas voleva "sperimentare"

La morte del trentenne che voleva "sperimentare" se il coronavirus fosse reale o una "bufala" ha fatto scattare l'allarme in Texas e in altre zone degli Stati Uniti. Perché la vittima aveva partecipato a San Antonio a uno di quei "Covid party" organizzati un po' ovunque, dall'Alabama alla Florida, e aperti anche e soprattutto ai contagiati: il primo che prende il virus, vince un premio in denaro. Senza mascherina e rispetto del distanziamento di sicurezza, queste feste hanno contribuito a diffondere l'epidemia. Molte persone stanno mettendosi alla prova, trasformando i party in "esperimenti" per vedere se restano contagiati. In Michigan si sono registrati 43 nuovi casi tra i partecipanti a una di queste feste che si sono svolte per celebrare il 4 Luglio, giorno dell'Indipendenza americana. Le persone contagiate hanno un'età tra i 15 e i 25 anni. Altri casi positivi sono risultati tra i partecipanti del party a cui aveva partecipato il trentenne, di cui non è stata fornita l'identità. La vittima, poco prima di morire, aveva confessato a un'infermiera il suo errore: "Pensavo che questo virus fosse una truffa, ma non lo era". 
Coronavirus: calano i nuovi casi, 169 nelle ultime 24 ore. 13 decessi e 178 guariti
Cronaca
Ieri 13-07-20, 18:08

Coronavirus: calano i nuovi casi, 169 nelle ultime 24 ore. 13 decessi e 178 guariti

Tornano a scendere i casi nuovi di contagio da coronavirus: oggi sono 169, rispetto ai 234 di ieri, per un totale di 243.230 positivi. Crescono i decessi: 13, rispetto ai 9 di ieri, per un totale di 34.967 morti. Sono 178 i guariti (ieri 349) per un totale di 195.106.  Delle 169 persone risultate positive al coronavirus, 94 sono in Lombardia, seguita dal Lazio con 24 casi. E' quanto emerge dal bollettino diffuso dal ministero della Salute.
"Difendere con i denti gli asset geostrategici" in Libia, dice Di Maio
Estero
Ieri 13-07-20, 18:02

"Difendere con i denti gli asset geostrategici" in Libia, dice Di Maio

AGI - Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio prende posizione sulla situazione in Libia. "Vanno difesi con i denti" gli asset geostrategici italiani in Libia ha dichiarato il ministro in una intervista al Foglio. "Il nostro obiettivo è sempre stato quello di creare una soluzione politica globale per le parti libiche, condannando il ricorso all'azione militare. Per questo motivo in questi mesi abbiamo avuto il dialogo come unico strumento di iniziativa politica, e per fare questo abbiamo dovuto mantenere aperti i canali di comunicazione con tutte le parti libiche. Però questo non va confuso con l'equidistanza", ha spiegato Di Maio.  Il ministro sottolinea che "i nostri rapporti con Tripoli non si sono mai allentati, neppure nella fase più acuta della crisi. Lo dimostra la permanenza della nostra ambasciata a Tripoli, nella capitale libica, che è stato secondo me un importante segnale di sostegno al governo di accordo nazionale in un momento di grandissima difficoltà e grazie all'ambasciatore Buccino abbiamo potuto tenere aperto un dialogo autentico di cooperazione e direi di amicizia. A questo si aggiunge il fatto che, come mi è stato confermato a Tripoli lo scorso 24 giugno, in Libia c'è una grande voglia di Italia. Ora per il nostro paese si tratta di mettere a frutto questo capitale di credibilità. Io credo che lo stiamo facendo".  Borrell: "La situazione resta brutta" "La situazione in Libia resta brutta, continuiamo a vedere aperte violazioni dell'embargo. Il nostro messaggio è quello di rafforzare il regime delle sanzioni per dare attuazione della risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, il che farebbe aumentare l'efficacia della nostra operazione Irini". Lo dice l'alto rappresentante Ue Josep Borrell al termine della riunione dei ministri degli Esteri Ue.  "Siamo in continuo contatto con tutte le parti più rilevanti coinvolte e vedremo di più nelle prossime settimane e giorni. Chiediamo che si agisca secondo le conclusioni della conferenza di Berlino per cercare una soluzione politica", ha aggiunto Borrell.
"La proposta recepisce le richieste del governo", scrive Autostrade
Economia e Finanza
Ieri 13-07-20, 17:36

"La proposta recepisce le richieste del governo", scrive Autostrade

AGI - "La proposta formulata è l'esito di un confronto di un anno e recepisce le richieste dei rappresentanti dell'esecutivo". Lo afferma Autostrade per l'Italia in una nota. La proposta formulata da Aspi l'11 luglio "è l'esito di un confronto negoziale iniziato circa un anno fa e che ha visto la società formulare diverse proposte, sempre migliorative, con oltre 10 lettere inviate all'Esecutivo. La missiva dello scorso sabato aderisce alle ultime richieste del governo, a riprova dell'impegno complessivo profuso dalla società verso l'interesse pubblico". La lettera fa seguito all'incontro tenutosi il 9 luglio presso il Mit - volto alla definizione della procedura del presunto grave inadempimento in corso - e recepisce le indicazioni ricevute in tale sede dai rappresentanti istituzionali. Nello specifico, in caso di accettazione della proposta, Aspi ha aumentato da 2,9 miliardi a 3,4 miliardi l'importo totalmente a proprio carico da destinare a riduzioni tariffarie, a interventi aggiuntivi di manutenzione e a interventi per la ricostruzione del viadotto sul Polcevera. Verrebbe inoltre recepito il regime tariffario regolato dalle delibere dell'Art, sulla base delle risultanze concordate al tavolo tecnico svoltosi al Mef, con l'impegno ad aggiornare il Piano Economico Finanziario entro 7 giorni dall'accettazione della nuova proposta. È stata formulata anche una proposta di ridefinizione dell'art. 9 della Concessione relativa alla regolamentazione dei casi di inadempimento e decadenza - previa verifica con esperti indipendenti con comprovata esperienza delle condizioni di bancabilita' del piano degli investimenti previsti - ed è stata comunicata la volontà di rinunciare a tutti i ricorsi presentati nei confronti della parte pubblica. La società ha inoltre dato disponibilità a valutare l'apertura del proprio capitale a investitori terzi pubblici e privati, a supporto del rilevantissimo piano degli investimenti previsto dal Piano di Trasformazione. La società non ha aderito invece alla richiesta di manleva formulata al tavolo a favore della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Mit e del Mef, a fronte di danni civili che potrebbero essere richiesti da terzi a tali istituzioni per loro eventuali responsabilità come conseguenza del tragico crollo del Viadotto sul Polcevera. Con ciò nella prospettiva che ciascuno risponda per le proprie responsabilità, ove fossero accertate, nell'ambito della distinzione dei ruoli tra Concedente e Concessionario. Autostrade per l'Italia "auspica che le decisioni che verranno assunte siano basate esclusivamente su aspetti di tipo giuridico, tecnico, sociale ed economico".
Fino a 66 mila euro di reddito annuo i soldi fanno la felicità
Economia e Finanza
Ieri 13-07-20, 17:11

Fino a 66 mila euro di reddito annuo i soldi fanno la felicità

AGI - Il denaro rende più felici ora rispetto agli anni '70, visto il crescente costo della vita che rende più difficile per le persone con reddito inferiore l'accesso a servizi di base. A sottolinearlo in un articolo pubblicato sulla rivista The Conversation gli esperti della San Diego State University, che hanno analizzato i fattori in grado di determinare il grado di benessere, e gli autori affermano che la felicità aumenta proporzionalmente con il guadagno, almeno fino a circa 66mila euro l'anno, dopo le entrate non fanno molta differenza. “Il detto sostiene che i soldi non diano la felicità – afferma Jean Twenge, docente di Psicologia presso la San Diego State University – ma il nostro studio dimostra una connessione profonda tra il denaro e il benessere”. Il team ha analizzato oltre 40mila adulti statunitensi di età pari o superiore a 30 anni e i dati si riferiscono al periodo compreso tra il 1972 e il 2016, per cui gli autori sostengono di aver avuto modo di verificare i cambiamenti temporali. La comparazione con gli Anni Settanta “Abbiamo analizzato le tendenze di felicità valutando gli obiettivi di classe – continua l'autrice – in particolare reddito e istruzione. Dai risultati emerge che negli anni '70 gli adulti con e senza un diploma universitario avevano circa il 40 percento di probabilità di dire di essere ‘molto felici', mentre nel 2010 solo il 29 percento dei non laureati si dichiarava ‘molto felice', rispetto al 40 percento dei laureati”. Gli esperti spiegano che le cifre sono molto simili anche per quanto riguarda il reddito, con una diminuzione della percezione di felicità tra coloro che guadagnavano meno negli anni '70 rispetto al nuovo millennio, mentre il colore della pelle poteva influire notevolmente. “Gli adulti che guadagnano da 140mila euro all'anno nel 2020 – continua Twenge – riportano percezione di felicità più elevata rispetto a chi guadagna tra 100mila euro annualmente. Questo perché la disparità di reddito è cresciuta: oggi, il CEO di un'azienda guadagna uno stipendio circa 271 volte più elevato rispetto a un lavoratore, mentre nel 1978 era circa 30 volte più elevato”. La docente aggiunge che una volta era possibile acquistare una casa e sostenere una famiglia con un'istruzione superiore, mentre ora è sempre più difficile visto il divario più netto tra agiati e meno agiati, con meno individui che rientrano nella fascia media. “Il costo di molte esigenze chiave – precisa l'autrice – compresa l'edilizia abitativa, l'istruzione e l'assistenza sanitaria, è aumentato, mentre i salari non si sono riallineati. Anche i tassi di matrimonio erano meno differenziati in base alla classe negli anni '70, mentre oggi le persone con livelli di reddito e istruzione più alti presentano probabilità maggiori di sposarsi, il che porta a una maggiore probabilità di essere ‘molto felici'”. I ricercatori spiegano che le persone non maritate avevano maggiori probabilità di incorrere in “morti da depressione”, causate da suicidi o overdose di droga. “Il divario di classe – conclude Twenge – potrebbe essere ancora più evidente a seguito della pandemia da COVID-19, dal punto di vista non solo economico ma anche psicologico. I politici stanno iniziando ad essere consapevoli di questo problema, sostenendo le iniziative che promuovono l'idea di un reddito di base. Speriamo che in futuro questa disparità possa appianarsi, dato che possono influire sul benessere e la felicità della nazione”.
Cala nel primo trimestre del 2020 l'export italiano. Regge l'alimentare, male l'auto
Economia e Finanza
Ieri 13-07-20, 16:59

Cala nel primo trimestre del 2020 l'export italiano. Regge l'alimentare, male l'auto

AGI - Cala nel primo trimestre 2020 l'export italiano ma alcuni settori fanno da traino, come alimentari e farmaceutico, e trascinano le performance delle Regioni. Alcuni comparti invece soffrono particolarmente come quello dell'Automotive. È la fotografia fatta dall'Istat e rielaborata con Sace sui dati riguardanti l'export regionale di beni verso il mondo nel primo trimestre 2020, in attesa di settembre, quando sarà presentata la nuova edizione del Rapporto annuale di Sace sull'export italiano con le previsioni sui trend delle vendite estere italiane per i prossimi 4 anni. Ecco i principali risultati. Peggiora il nord, positive le isole (ma pesano poco) È di -1,9% il dato relativo all'export a livello nazionale nel primo trimestre 2020 in confronto a quello dell'anno precedente ma in alcune Regioni si registra un livello più che positivo. E sono il Molise, la Liguria e le due isole maggiori. "Vanno leggermente peggio della media, anche se non stiamo parlando di grandi scostamenti, il nord-est (-2,5%) e il nord-ovest (-2,2%). Sono negative le performance del centro (-1,5%) e del Sud (-1,3%) ma un negativo inferiore alla media. Molto positiva è invece la performance delle isole (+7,5%)", sottolinea in una intervista all'AGI Alessandro Terzulli, capo economista di Sace e Vicepresidente GEI (Gruppo Economisti d'Impresa).Il sud e le isole, pur registrando dei buoni risultati, pesano però ancora poco nel complesso dell'export italiano. La Sicilia contribuisce infatti per l' 1,9%, la Sardegna per l'1,2%%.La Lombardia, prima regione esportatrice, contribuisce ha contribuito per quasi il 27% del totale dell'export nostrano.  Nei primi tre mesi del 2020, il Molise fa segnare un +57% delle esportazioni trainate dal settore dei mezzi di trasporto (più che raddoppiate), delle estrazioni e della farmaceutica . In Liguria il dato totale è +39% grazie al boost della cantieristica navale (settore mezzi di trasporto). La Sardegna fa +12,2% nelle esportazioni dove i prodotti raffinati, che pesano per l'80,7%, vedono un incremento del 14,5%. La Sicilia mette a segno +5,1%, trainata dal settore degli apparecchi elettrici (+78,6%) e legno, carta e stampa (51,4%). L'Emilia Romagna, pur registrando un dato negativo (-2,4%) è la Regione che ha mantenuto di più l'export negli alimentari e bevande, un settore, secondo Sace, "che nei mesi a venire, per le Regioni che sono specializzate in questi beni, trainerà la crescita".  Boom estrattivo e farmaceutico I settori che registrano le migliori performance sono quello estrattivo (che comprende l'estrazione vera e propria e la raffinazione dei prodotti del petrolio) e farmaceutico.  Per l'estrazione si registrano picchi rilevanti in Molise, Puglia e Calabria, pur associati a un peso del settore relativamente molto contenuto nell'export di queste Regioni. Se si parla di farmaceutico, c'è un aumento a livello di export del 24,1% a livello nazionale mentre è il Molise a registrare il miglior risultato a livello regionale, seguito dal Veneto e dall'Umbria.  "Il settore della farmaceutica sta andando bene già da diverso tempo nonostante non sia un settore tipico a vocazione italiana. Il motivo è che molte multinazionali estere hanno investito in Italia perché qui ci sono molte skills e, inoltre, abbiamo delle medie imprese italiane che sono particolarmente competitive che contribuiscono a questo buon risultato", sottolinea Terzulli.  Alimentari e bevande reggono Nel primo trimestre dell'anno il settore degli alimentari e delle bevande cresceva molto bene, registrando un +12,3% rispetto al primo trimestre del 2019 con performance positive per tutte le aree principali del paese soprattutto nel nord-est (+16,8%) e Sud e Isole (+11,6%).  A livello regionale, invece, è la Basilicata che segna la performance migliore in questo settore con +56,3% e questo si riflette sul fatto che si tratta di un'area particolarmente specializzata nell'agroalimentare. A seguire il Molise (+35,6%) e, in termini di esportazioni che hanno generato importi più considerevoli, l'Emilia Romagna che segna un +27,5%. La cantieristica navale spinge la Liguria Scorrendo le tabelle di Sace, Stando ai dati Istat elaborati dall'Ufficio Studi di Sace, balza all'occhio il risultato dei 'mezzi di trasporto' in Liguria. "In questa regione il settore della cantieristica navale ha un peso molto importante", spiega il capo economista di Sace. Nei primi mesi dell'anno, infatti, ci sono state movimentazioni occasionali particolarmente importanti verso gli Stati Uniti" legati al comparto delle navi da crociera.  Male il settore auto  Il settore degli autoveicoli resta il tallone d'Achille. Nel primo trimestre dell'anno segna -13,3%, veniva da una congiuntura difficile a livello mondiale ed è alle prese con dei temi strutturali non banali come la riconversione del parco auto. A pesare sulla performance del comparto è il risultato del nord-ovest, in particolare del Piemonte che fa -21% ma anche la Lombardia (-25%).    Si va verso il 2° peggior trimestre dal secondo dopoguerra "Il secondo trimestre sarà molto brutto e probabilmente sarà il peggiore dall'inizio del secondo dopoguerra. Ci aspettiamo, anche a livello regionale un dato negativo molto forte soprattutto per quanto riguarda le Regioni trainanti", spiega Terzulli. “I dati già diffusi dall'Istat per l'Italia complessivamente mostrano una contrazione dell'export di beni dell'11,8% tra gennaio e aprile rispetto agli stessi mesi del 2019”. Le prime tre regioni italiane per export sono la Lombardia (26,7%), l'Emilia Romagna (13,9%), Veneto (13,5%) e insieme pesano oltre la metà dell'export italiano nel primo trimestre 2020 (cioè il 54,1%). 
Il premier olandese Rutte gela lo spagnolo Sanchez: "Non sarà facile un accordo sul Recovery"
Estero
Ieri 13-07-20, 16:46

Il premier olandese Rutte gela lo spagnolo Sanchez: "Non sarà facile un accordo sul Recovery"

AGI - Il premier olandese, Mark Rutte, ha 'confidato' al suo omologo spagnolo, Pedro Sanchez, oggi in visita all'Aja, che "non sarà facile" raggiungere un accordo per il fondo europeo di ricostruzione post-pandemia del nuovo coronavirus. Rutte ha invitato Sanchez "a cercare una soluzione interna alla Spagna", a pochi giorni dal decisivo vertice europeo di venerdì e sabato in cui si proverà a portare a casa il Recovery fund. Sanchez fa parte del cosiddetto fronte Sud, con Portogallo e Italia, e Rutte rappresenta invece i Paesi frugali, poco propensi a elargire fondi senza precondizioni per gli Stati in difficoltà. Intanto sul fronte italiano si preannuncia un duro dibattito sul Mes. Forza Italia sta preparando una risoluzione da presentare mercoledì alla Camera quando il presidente del Consiglio Giuseppe Conte renderà le comunicazioni in vista del consiglio europeo, chiamato, nel fine settimana, a decidere sul 'Next generation Ue'. "La risoluzione che stiamo preparando con Renato Brunetta, sul Mes ribadirà il parere favorevole di Forza Italia", spiega la capogruppo di FI alla Camera, Mariastella Gelmini, contattata al telefono. Sempre domani Emma Bonino illustrerà alla stampa le risoluzioni a favore del Mes che Più Europa presenterà mercoledì, al Senato e alla Camera.  Sul Mes la maggioranza rischia di spaccarsi. Ma Bonino taglia corto: "Basta con questa storia che sul Mes cade il governo. Non si può continuare a rincorrere le stupidaggini dei 5 stelle, mettendo in discussione il Paese, giustificandosi con 'sennò cade il governo'. Io sono preoccupata che cada il Paese. Con questa scusa: quota 100 e i decreti sicurezza rimangono, Bonafede non si puo' toccare, sulla Libia continuiamo a finanziare i jihadisti. Questo governo va avanti a condizione di non fare nulla."  
Italia-Slovenia, Mattarella mano nella mano con Pahor: "La sofferenza sia patrimonio comune"
Politica
Ieri 13-07-20, 16:34

Italia-Slovenia, Mattarella mano nella mano con Pahor: "La sofferenza sia patrimonio comune"

Mano nella mano davanti alla Foiba di Basovizza. Mano nella mano, davanti al monumento che ricorda quattro antifascisti sloveni fucilati nel 1930 per ordine del Tribunale speciale fascista. Insieme, mentre consegnano le più alte onorificenze dei due Stati allo scrittore ultracentennnario Boris Pahor.  Vicini, ancora, mentre assistono alla sigla del memorandum d'intesa che restituisce il Narodni Dom alla minoranza slovena in Italia, e quando visitano quei luoghi distrutti dai fascisti esattamente cento anni fa, il 13 luglio del 1920. Sergio Mattarella e Borut Pahor hanno compiuto oggi a Trieste nuovi passi sul cammino della riconciliazione tra due popoli che nel corso del Novecento sono stati spesso avversari sul confine orientale. "La storia non si cancella e le esperienze dolorose, sofferte dalle popolazioni di queste terre, non si dimenticano", dice il presidente della Repubblica invitando tutti a guardare avanti senza dimenticare i drammi della storia. "Il tempo presente e l'avvenire chiamano al senso di responsabilità, a compiere una scelta tra fare di quelle sofferenze patite, da una parte e dall'altra, l'unico oggetto dei nostri pensieri, coltivando risentimento e rancore, oppure, al contrario, farne patrimonio comune, nel ricordo e nel rispetto, sviluppando collaborazione, amicizia, condivisione del futuro".  Mattarella non ha dubbi: "Sloveni e italiani sono decisamente per la seconda strada, rivolta al futuro, in nome dei valori oggi comuni: libertà, democrazia, pace", anche peché, osserva, il significato di frontiera come separazione "è ormai, per fortuna, superato per effetto della comune scelta di integrazione nell'Unione Europea".  Soddisfatto anche il presidente sloveno: "Oggi come disse qualcuno, viviamo quei sogni proibiti che si avverano, come se dopo cento anni tutte le stelle si fossero allineate. Ma non lo hanno fatto da sole, siamo stati noi a farlo", afferma.  La giornata è stata caratterizzata da una serie di gesti simbolici che in molti non hanno esitato a definire storici. Il primo - come detto - è stata la deposizione di una corona di fiori, con i nastri delle Bandiere dei due Paesi, a Basovizza. Pahor è stato il primo presidente di uno stato nato dalla disgregazione della Jugoslavia a visitare la Foiba dove hanno trovato la morte centinaia di italiani, vittime della dittatura titina.  Altro gesto di riconciliazione è stata la restituzione alla comunità slovena in Italia del Narodni dom: tornerà ad essere un luogo di cultura e di incontro senza divisioni. Commozione anche quando i due presidenti in Prefettura hanno insignito Boris Pahor delle massime onorificenze italiane e slovene.  L'intellettuale - 107 anni il prossimo agosto - è stato testimone dell'incendio del Narodni dom, prigioniero nei campi di concentramento nazisti e inviso per i suoi libri sulle Foibe dal regime di Tito. "Offro queste onorificenze a tutti i morti che ho conosciuto nel campo di concentramento e alle vittime del nazifascismo e della dittatura comunista", ha detto lo scrittore.
"Pezzi dello Stato hanno consegnato mio padre ai killer"
Cronaca
Ieri 13-07-20, 16:25

"Pezzi dello Stato hanno consegnato mio padre ai killer"

AGI -  "Pezzi dello Stato hanno consegnato mio padre ai killer. Lui che aveva deciso di aiutare lo Stato per sconfiggere la mafia". Lui, Luigi Ilardo, era il capomafia della Provincia di Caltanissetta, cugino di Giuseppe "Piddu" Madonia. Dopo 11 anni di carcere per mafia nel 1993 aveva deciso di cambiare vita e fece ciò che nessuno aveva mai fatto prima (e neanche dopo): continuò a far finta di appartenere a cosa nostra ma lo fece come "infiltrato". Iniziò a collaborare con la Direzione Investigativa Antimafia (DIA), come confidente del colonnello dei carabinieri Michele Riccio, con il nome in codice "Oriente". "Il gioco è iniziato, colonnello". Disse Ilardo a Riccio, annunciando di esser stato reintegrato all'interno di cosa nostra, dopo aver ripreso i rapporti con i "picciotti". E con la sua (rischiosissima) decisione, "consegno'" Provenzano agli inquirenti, peccato che - nei fatti - nessuno all'epoca lo volle arrestare. A raccontare all'AGI Luigi Ilardo, è la figlia, Luana. Dopo anni di silenziosa sofferenza, Luana vuole "riscattare" la memoria del padre. "La sua collaborazione ha consentito agli inquirenti di assicurare alla giustizia, nel corso di 3 anni - commenta Luana Ilardo - boss di primissimo piano appartenenti a diverse famiglie mafiose delle province di Messina, Catania e Caltanissetta". Rivelò tutto quello che sapeva, "su mafia, politica e massoneria". Poi, il 10 maggio 1996, fu ucciso, a Catania. "Una talpa nelle istituzioni - racconta Luana Ilardo - rimasta ancora oggi senza nome, aveva svelato il suo ruolo di infiltrato. Qualcuno, all'interno dello Stato, aveva paura delle verità che mio padre stava rivelando". Tornando a Provenzano, grazie a Ilardo il 31 ottobre 1995 si sarebbe potuto catturare l'allora superlatitante. Catturarlo 11 anni prima del suo arresto, avvenuto poi l'11 aprile del 2006. "Mio padre era riuscito ad indicare agli inquirenti dove si sarebbe tenuto il summit di mafia con Provenzano, in una masseria di Mezzojuso. Accettò di partecipare con una cintura di microspie, rischiando la vita. Nonostante il rischio enorme che si era preso, però, i carabinieri del Ros, guidati da Mario Mori e da Mauro Obinu, decisero di non effettuare il blitz. E quindi, incredibilmente, di non arrestare Provenzano e gli altri". Ilardo non si arrese e continuò a fare da confidente al colonnello Riccio, fino al giorno in cui disse di voler intraprendere ufficialmente la collaborazione con la giustizia. Siamo ai primi di maggio del 1996, pochi giorni prima della sua morte. "Mio padre venne portato al Comando del R.O.S. a Roma dal colonello Riccio: fu a lui che aveva praticamente affidato la propria vita, tanto da dare il suo nome ad uno dei miei fratelli. Quel giorno erano presenti i magistrati Tinebra, Caselli e Principato. Disse tutto ciò che sapeva, ed era tantissimo ma si disse che le sue dichiarazioni sarebbero state verbalizzate in un successivo incontro a Palermo. Incredibilmente non vi fu il tempo". La sera del 10 maggio del 1996 Luigi Ilardo venne ucciso brutalmente, mentre si trovava sotto casa. "Lo abbracciai - racconta Luana - da quel giorno non fu più niente uguale e fummo completamente abbandonati da quello Stato a cui mio padre si era affidato. Da tutti, anzi quasi da tutti. Devo dire grazie al magistrato Pasquale Pacifico, ad Alessandro Scuderi ed al signor Pippo. È grazie a loro che venne riaperto il processo". Ad ordinare l'assassinio il cugino, "Piddu" Madonia e Vincenzo "Turi" Santapaola. Nella motivazione della sentenza emerge che, sullo sfondo del delitto, vi sono state le classiche false accuse, il tipico "mascariamento" siciliano, come il coinvolgimento di Ilardo nell'omicidio dell'avvocato Serafino Famà o il fatto che si fosse intascato i soldi di alcune estorsioni. È certo però che la condanna a morte di cosa nostra venne emessa quando quella "talpa" rivelò la collaborazione di Ilardo. Il collaboratore di giustizia Nino Giuffrè ha raccontato che la notizia fu persino recapitata a Bernardo Provenzano che "aveva deciso la sua uccisione, chiedendo a lui di occuparsene". Luana Ilardo sa bene che suo padre fosse un "uomo della mafia, ma non ne aveva l'indole, lo divenne soltanto perché nacque in quella famiglia. Se avesse avuto la fortuna di nascere in un'altra famiglia, avrebbe studiato per diventare un professionista. Magari la sua passione per i cavalli sarebbe diventata la sua professione". E per spiegare questo concetto, Luana precisa come "anche dal punto di vista delle imputazioni, mai mio padre venne accusato di omicidi o di altri feroci crimini. Mai". E "nella sua unica deposizione scritta, disse di volersi totalmente dissociare da idee che portarono, ad esempio, alla morte del piccolo Giuseppe Di Matteo o della moglie di Nitto Santapaola". Oggi Luana è una mamma che lotta per la memoria e la verità da raccontare alla figlia. "Credo nelle Istituzioni, nonostante tutto, perché ci sono tante persone per bene che ne fanno parte, di quelle veramente sane. A loro chiedo che a mio padre sia riconosciuto lo status di collaboratore. È assurdo che per la mafia sia il traditore e per lo Stato non sia collaboratore. Questo limbo, ad oggi infinito - spiega Luana Ilardo - non ha dato una giusta collocazione né a lui, né a noi figli, dando vita a infiniti pregiudizi con i quali ancora oggi conviviamo. Penso che le Istituzioni gli debbano almeno questo, un innegabile e documentato riconoscimento per ciò che ha fatto. Mentre a mia figlia voglio spiegare chi fosse realmente suo nonno e, con lei, voglio spiegarlo a tutti. Io amo mio padre più della mia stessa vita". 
I Washington Redskins cambieranno nome e logo
Estero
Ieri 13-07-20, 15:34

I Washington Redskins cambieranno nome e logo

 I Washington Redskins cambiano nome e logo. La squadra di football non avrà più riferimenti ai pellerossa, dopo anni di critiche per razzismo. In particolare, l'ultima ondata è arrivata con le manifestazioni anti-razziali scaturite dall'uccisione, per mano della polizia, di George Floyd. I Redskins, riporta Nbc News, non hanno ancora comunicato quale sarà il nuovo nome. A inizio mese, la squadra della Nfl aveva annunciato "una revisione profonda" dopo che lo sponsor dello stadio di Washington FedEx aveva preteso il cambio del nome. 
Nei parchi marini cinesi i delfini robot sostituiranno quelli veri
Estero
Ieri 13-07-20, 14:37

Nei parchi marini cinesi i delfini robot sostituiranno quelli veri

AGI - Un banco di delfini robot solcherà presto le acque dei parchi marini cinesi nel tentativo di limitare lo sfruttamento di questi mammiferi in via d'estinzione. L'esemplare robotico, che costerà quasi 23 milioni, ha le sembianze di un vero delfino, sarà in grado di interagire con i bambini e di fare cenni col capo. L'idea stata di un gruppo di imprenditori neozelandesi che si è avvalso del supporto di ricercatori statunitensi che hanno già lavorato in produzioni hollywoodiane “Grazie al controllo da remoto – spiegano al Guardian i creatori - i delfini robot possono emettere suoni e muoversi in modo assolutamente realistico”. E, continuano, offrono una valida alternativa al delfino in carne e ossa, vista soprattutto la pressione internazionale nel mettere fineallo sfruttamento dei delfini in cattività. L'industria dei parchi marini ha registrato un calo dei guadagni per oltre un decennio dovuto sia a principi etici che al costo degli animali vivi, eppure la voglia delle persone di conoscere più da vicino questi animali è ancora più forte che mai ", ha dichiarato Roger Holzberg, designer dei delfini robot ed ex direttore creativo della Walt Disney Company. In questo nuovo progetto, Holzberg sta lavorando a fianco di Walt Conti, responsabile di alcune delle creature marine più note del cinema - tra cui Free Willy e Flipper - per costruire gli animali. "Siamo convinti che sia arrivato il tempo di reinventare questo settore e che questo approccio possa rivelarsi più umano e allo stesso tempo più redditizio", ha aggiunto Holzberg.   I creatori hanno però uno scoglio non da poco da superare: il prezzo esorbitante di 23 milioni a robot. La sfida è quella di far comprendere ai potenziali clienti che alla lunga questi mammiferi robotici saranno più economici dei loro cugini animali. Li Wang, sviluppatore di Edge Innovation, la società neozelandese che si occupa del progetto, assicura che costano quattro volte di più rispetto ai delfini normali ma dureranno molto. "Dobbiamo convincerli che si tratta di un'attività redditizia, persino più redditizia degli animali vivi", ha dichiarato, aggiungendo che i robot non richiedono lo stesso costoso mantenimento e che la temperatura dell'acqua non deve esssere accuratamente calibrata come per i veri delfini. I delfini tursiopi vivono in media 30-50 anni in natura, ma in cattività difficilmente superano la soglia dei 20 anni. Prima dello scoppio della pandemia di Covid-19, in Cina erano in costruzione almeno 30 acquari erano in costruzione in Cina e almeno una grande società – la Red Star Macalline Group – si era impegnata per sostituire i delfini robot ai veri.   L'iniziativa ha trovato il favore dei sostenitori dei diritti degli animali. Elisa Allen - la direttrice britannica di People for the Ethical Treatment of Animals - ha auspicato che i delfini robot "sostituiranno quelli veri nei parchi marini di tutto il mondo". In natura, i delfini nuotano "fino a 40 miglia al giorno e vivono in gruppi familiari affiatati", ha detto, ma in cattività gli animali sono stati confinati in vasche di cemento riempite con acqua "trattata chimicamente" e costretti a interagire con estranei. "Nel 2020, la tecnologia all'avanguardia ci consente di sperimentare la natura senza danneggiarla", ha affermato Allen.    
Per Autostrade con la revoca rischio di default da oltre 19 miliardi
Economia e Finanza
Ieri 13-07-20, 14:02

Per Autostrade con la revoca rischio di default da oltre 19 miliardi

Un default da oltre 19 miliardi di euro. E' la previsione di alcuni analisti finanziari in caso scattasse la revoca della concessione ad Aspi e che giustificano così il crollo del titolo Atlantia in Borsa. In caso di revoca, l'effetto per Autostrade per l'Italia sarebbe quello di un immediato fallimento della società. Mancherebbero infatti, a causa dell'art. 35 del Decreto Milleproroghe (D.L. 162/2019), le risorse per il ripagamento di quasi 10 miliardi di debito complessivo. A catena l'impatto si ripercuoterebbe sul ripagamento di 9 miliardi di euro di debito di Atlantia (che controlla l'88% del capitale di Autostrade per l'Italia ed è garante inoltre di circa 5 miliardi di debito della controllata). Le conseguenze sui mercati L'ammontare di debito complessivo in default (oltre 19 miliardi) avrebbe serie conseguenze sui mercati obbligazionari e bancari europei visto che la maggior parte del debito è rappresentato da titoli quotati detenuti da grandi investitori di debito internazionali, oltre che da grandi istituzioni finanziarie europee ( Banca Europea per gli Investimenti) e italiane (Cassa Depositi e Prestiti, Banca Intesa, Unicredit,), oggetto anche di prestiti LTRO della Banca Centrale Europea.  Peraltro Autostrade per l'Italia ha anche emesso un prestito obbligazionario retail (per 750 milioni) detenuto da circa 17.000 piccoli risparmiatori italiani. Verrebbe così distrutto uno dei pochi gruppi italiani leader nel mondo, presente il 24 paesi. Il capitale della società è detenuto anche da grandi investitori esteri  Inoltre il capitale di Autostrade per l'Italia è detenuto da grandi investitori internazionali, come il gruppo assicurativo Allianz (7% del capitale assieme ai suoi partner), nonché il fondo sovrano cinese Silk Road Fund (5% del capitale), oltre che da Atlantia, società fra le "blue chips" della Borsa Italiana che conta oltre 40.000 azionisti, fra cui il fondo sovrano di Singapore GIC (8,1% del capitale), la Fondazione Cassa di Risparmio di Torino (4,8% del capitale) e i maggiori investitori istituzionali internazionali del mondo (prevalentemente società di gestione di USA, Gran Bretagna, Francia, Germania e Australia) e i risparmiatori italiani. Uno scenario che creerebbe un precedente unico, scoraggiando totalmente ogni nuovo investimento estero in Italia.
Per Zaky altri 45 giorni detenzione, Amnesty "Decisione atroce"
Estero
Ieri 13-07-20, 13:56

Per Zaky altri 45 giorni detenzione, Amnesty "Decisione atroce"

La detenzione preventiva di Patrick Zaky, lo studente egiziano fermato all'aeroporto del Cairo al suo rientro dall'Italia a inizio anno "è stata prorogata di altri 45 giorni". Lo rende noto Amnesty che la definisce una "decisione assurda, atroce, arbitraria e crudele". Il ricercatore  dell'Università di Bologna è in carcere da inizio febbraio per reati d'opinione. Attualmente si trova nel maxi complesso carcerario di Tora, alle porte del Cairo.  Nei giorni scorsi l'Egitto ha annunciato una grazia per 530 detenuti per decongestionare le carceri e Amnesty aveva sempre chiesto che il Governo italiano faccia pressione affinché lo studente dell'Alma Mater possa beneficiarne.
"Isolato ceppo serbo del coronavirus, è molto aggressivo", dice Zaia
Cronaca
Ieri 13-07-20, 12:55

"Isolato ceppo serbo del coronavirus, è molto aggressivo", dice Zaia

AGI - "Io senza dire niente a nessuno ho fatto sequenziare il virus serbo trovato sull'imprenditore vicentino che ha portato qui il virus dopo il viaggio di lavoro, sui suoi colleghi e sulla donna cinese di Padova. Il risultato è questo: nei quattro tamponi la carica virale era molto elevata, il virus è appartenente al cluster serbo ed è ben diverso da quello isolato in Veneto e in Italia. Si tratta di una mutazione sua". L'ha detto il governatore del Veneto Luca Zaia nel corso di un punto stampa straordinario in corso alla sede della Protezione civile di Marghera (Venezia). "Il virus non autoctono è diverso, ha la sua storia ed è piu' aggressivo" ha infine concluso.
Italia e Spagna pagheranno più cara la crisi da Covid-19
Economia e Finanza
Ieri 13-07-20, 12:46

Italia e Spagna pagheranno più cara la crisi da Covid-19

Italia e Spagna pagheranno più di altri paesi il conto del Coronavirus anche a livello economico. A stimarlo una ricerca di PwC, secondo cui il 60% delle persone nei due Paesi ha subito una contrazione delle proprie entrate (57% in Italia e 61% in Spagna); al tempo stesso il 42% degli italiani e fino al 56% degli spagnoli intervistati prevede di ridurre significativamente le proprie spese nei prossimi mesi e per loro la principale preoccupazione sono le prospettive lavorative (57% in Italia, 60% in Spagna vs 33% in Germania). Di contro, evidenzia la ricerca i paesi del Nord vedono i redditi delle famiglie meno colpiti dalla pandemia (solo il 34% in Germania dichiara di aver subito una diminuzione del proprio reddito, seguito da 38% in Olanda e 48% in Francia) e i consumatori ritengono di ridurre le proprie spese nei prossimi mesi sono limitati (25% in Germania, 30% in Olanda e 30% in Francia). Le fasi più acute della pandemia i consumi sono state caratterizzate dall'acquisto compulsivo di prodotti necessari - come generi alimentari e prodotti per la cura della casa e della persona - con un costante aumento della spesa media, sottolinea la GCIS Pulse Survey realizzata dal gruppo.  La spesa per grocery è aumentata per il 64% degli italiani (seguita, a distanza, dal 35% che ha aumentato spese di Entertainment & Media e dal 27% che ha aumentato spesa per food delivery o pickup), e la metà degli intervistati ha acquistato generi alimentari con minor frequenza rispetto a prima dell'emergenza (ma con carrelli più grandi). Andamento opposto invece avranno gli acquisto di beni non necessari come ad esempio l'abbigliamento: la categoria è stata tra le maggiormente penalizzate con il 58% del campione italiano che ha ridotto spese di abbigliamento e calzature, "ma quando i consumatori si sentiranno di nuovo al sicuro, è ipotizzabile e auspicabile un effetto di revenge spending". "Siamo di fronte a un forte momento di discontinuità che avrà ripercussioni sull'economia, sulle abitudini di consumo e sul paniere della spesa. Di fronte ad una crisi che ci auguriamo sia la più breve possibile e a una ripresa che potrebbe essere molto lunga, le aziende dovranno adattarsi ad una normalità "diversa" da quella pre-COVID, in cui le abitudini di consumo e le aspettative dei consumatori saranno cambiate - talvolta in modo temporaneo, talvolta in modo permanente - sia per la domanda di beni e servizi sia per i canali di acquisto. In generale, ci attendiamo dai consumatori una tendenza ad acquistare sempre piu' Made in Italy, anche in un'ottica di solidarietà collettiva. Parallelamente, tra le aziende si verificherà un aumento della collaborazione volta a far ripartire l'economia del nostro Paese, aiutando in primis le filiere produttive e le piccole e medie imprese", sottolinea Erika Andretta, partner PwC.