Agi

Fondata nel 1950 da Giulio de Marzio e Walter Prosperetti, e controllata dall'ENI dal 1965, ha sede a Roma ed ha redazioni in 15 capoluoghi di provincia italiani ed una sede estera presso l'Unione europea a Bruxelles. Trasmette quotidianamente dei notiziari su cronaca, politica, economia, finanza, cultura, spettacolo, sport per i mezzi d'informazione e per le aziende.
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Alla Lazio basta Pedro, superata 1-0 la Fiorentina
Sport
Ieri 27-10-21, 23:59

Alla Lazio basta Pedro, superata 1-0 la Fiorentina

AGI - La Lazio si lascia alle spalle il brutto ko di Verona e ritrova il sorriso davanti al proprio pubblico. All'Olimpico la squadra di Sarri batte 1-0 la Fiorentina grazie al sigillo di Pedro, il secondo stagionale. I capitolini salgono a quota 17 punti scavalcando la Juventus al sesto posto della classifica. Passo indietro invece per la formazione di Italiano, che dopo il successo con il Cagliari torna a perdere rimediando la quinta sconfitta stagionale.  Nonostante la prima occasione della gara sia per i biancocelesti con Immobile che mastica il mancino da buona posizione, l'atteggiamento dei viola è migliore e porta a spaventare più volte la formazione di casa, ma solo nelle intenzioni. A ridosso dell'intervallo è la squadra di Sarri a rendersi pericolosa con mancino da fuori di Lazzari, respinto in tuffo da Terracciano. Nella ripresa, al 52', arriva il vantaggio della Lazio ad opera di Pedro, che riceve da Milinkovic e lascia partire un mancino imprendibile per il portiere ospite. La Fiorentina tenta di reagire ma Reina praticamente non è mai costretto ad interventi rilevanti, così i biancocelesti difendono il vantaggio e al triplice fischio si mettono in tasca 3 punti importanti. 
Scuole chiuse a Roma dalle 16 di venerdì a domenica per il G20
Cronaca
Ieri 27-10-21, 23:15

Scuole chiuse a Roma dalle 16 di venerdì a domenica per il G20

AGI -  Scuole chiuse a Roma in vista del G20 che si terrà sabato 30 e domenica 31 nel quartiere dell'Eur. Lo prevede un'ordinanza del prefetto della Capitale Matteo Piantedosi. Tutti i plessi scolastici di ogni ordine e grado saranno chiusi per lo svolgimento della didattica e di ogni altra attività dalle 16 di venerdì 29 ottobre, così da permettere agli studenti di andare a scuola la mattina, alle 24 di domenica 31 ottobre. La misura è stata pensata al fine di evitare ripercussioni per il G20. Il provvedimento riguarderà circa 5 mila studenti per il venerdì pomeriggio, oltre a personale Ata e ai genitori, e 30 mila per il sabato mattina. L'obbiettivo è limitare il più possibile il flusso di persone visto che è stato calcolato che circa il 40% degli studenti si muovono da un Cap di provenienza a un Cap di destinazione nella Capitale. 
L'assistente regista di Rust ammette di non aver controllato l'arma di Baldwin
Estero
Ieri 27-10-21, 23:07

L'assistente regista di Rust ammette di non aver controllato l'arma di Baldwin

AGI - L'assistente alla regia di "Rust" David Halls, l'uomo che ha consegnato all'attore Alec Baldwin la pistola con cui ha ucciso per errore la direttrice della fotografia Halyna Hutchins sul set del film ha ammesso parlando con gli investigatori di non avere controllato bene quanti proiettili fossero contenuti nel tamburo. E' quanto risulta dal testo di un mandato di perquisizione secondo quanto riporta la Cnn. Secondo il testo riportato da Cnn, l'assistente ha controllato l'arma prima di darla all'attore, ma ricorda di avere visto solo 3 proiettili, di aver pensato che avrebbe dovuto controllare anche il resto del caricatore ma di non essere sicuro di averlo fatto girare completamente.      Da un altro analogo documento, risulta anche che Halls avesse gridato che l'arma era "fredda", che in gergo significa inoffensiva perché caricata a salve, prima di darla a Baldwin. Il mandato di perquisizione riguarda fra l'altro anche un furgone di scena, sul quale si trova una cassaforte che contiene le armi utilizzate nelle riprese: secondo la testimonianza dell'addetta alle armi, Hannah Reed- Gutierrez, solo poche persone ne conoscono la combinazione. L'"armiera" ha anche detto che i proiettili veri non sono permessi sul set, e che quelli che vengono utilizzati sono a salve e vengono lasciati su un carrello sul set, senza protezione. Altre testimonianze hanno escluso che ci fosse un clima litigioso sul set, nonostante il giorno prima ci fosse stato uno sciopero.
L'Inter torna a vincere, battuto l'Empoli 2-0
Sport
Ieri 27-10-21, 22:57

L'Inter torna a vincere, battuto l'Empoli 2-0

AGI - L'Inter torna a vincere dopo due turni di astinenza battendo a domicilio l'Empoli per 2-0. Decidono le reti di D'Ambrosio e Dimarco, che permettono ai nerazzurri di salire a quota 21 punti consolidando il terzo posto della classifica. Azzurri costretti all'inferiorità numerica per più di mezz'ora a causa del rosso diretto a Ricci. I ritmi della gara non sono particolarmente alti e la prima vera occasione da gol capita al 19' ai padroni di casa, con Luperto che prova di mancino da pochi metri, venendo murato provvidenzialmente da D'Ambrosio ad Handanovic battuto. I nerazzurri provano a rispondere una manciata di minuti più tardi con Dimarco, che tenta il mancino dalla distanza alzato in corner da Vicario. Al 34' arriva il vantaggio della squadra di Inzaghi, con D'Ambrosio che s'inserisce in area e con un gran colpo di testa su cross di Sanchez firma lo 0-1 interista. Nella ripresa al 52' viene espulso Ricci per un brutto fallo su Barella e l'Empoli resta in inferiorità numerica, rischiando d'incassare il raddoppio poco più tardi sul colpo di testa di Gagliardini che si stampa sul palo. Al 64' invece è un miracolo di Vicario a negare a Lautaro il raddoppio interista, respingendo con un riflesso un colpo di testa a botta sicura del ‘toro'. Passano però due minuti e il 2-0 dell'Inter arriva comunque grazie a Dimarco, che mette dentro in spaccata sul cross perfetto dello stesso Lautaro. Viene annullato il tris prima a Gagliardini (mano) poi a Sensi (fuorigioco), ma per l'economia del match cambia pochissimo. Vincono i nerazzurri di Inzaghi, costretto a vedere il match dalla tribuna per la squalifica.
Colpaccio del Sassuolo, battuta la Juventus al 95'
Sport
Ieri 27-10-21, 22:19

Colpaccio del Sassuolo, battuta la Juventus al 95'

AGI - Il colpo di giornata lo piazza il Sassuolo all'Allianz Stadium, battendo al 95' la Juventus per 2-1. Decide il gol di Maxime Lopez a tempo scaduto, dopo che Mckennie era riuscito a pareggiare l'iniziale vantaggio di Frattesi. Dopo sei risultati utili consecutivi torna quindi a perdere la squadra di Allegri, costretta a restare ferma a quota 15 punti. Prestazione sontuosa invece della formazione di Dionisi, che si porta a 14 in classifica. I bianconeri partono subito forte portando grande pressione nella metà campo ospite, ma le diverse potenziali occasioni create vengono rese vane da posizioni irregolari.  Al 18' allora la prima vera chance della gara la creano i neroverdi, con Berardi che si libera al tiro dalla sua mattonella costringendo Perin a distendersi per deviare in corner. Al 37' invece è la Juve che va a centimetri dal vantaggio con Dybala, che colpisce un palo con un mancino velenoso dal limite dell'area. Vantaggio che trova però a sorpresa il Sassuolo proprio a ridosso dell'intervallo, quando Frattesi s'inserisce in area e sull'assist di Defrel piazza il colpo dello 0-1. Nella ripresa la squadra di Allegri carica a testa bassa e va vicinissima al pareggio in almeno tre occasioni con Cuadrado, Dybala e Chiesa che non trovano fortuna dalle parti di Consigli. Al 76' ci pensa Mckennie a ristabilire l'equilibrio con un colpo di testa imperioso sulla punizione calciata da Dybala, ma nel finale un clamoroso contropiede porta il Sassuolo al colpo da 3 punti, con Maxime Lopez che al 95' batte Perin regalando ai suoi un successo pesantissimo. 
Trovato il corpo della mamma che ha ucciso le sorelline
Cronaca
Ieri 27-10-21, 21:59

Trovato il corpo della mamma che ha ucciso le sorelline

AGI - È stato ritrovato il corpo senza vita della madre delle due bimbe di 11 e 3 anni trovate morte ieri in una casa di accoglienza di Verona. Il corpo della donna di origini cingalesi è stato trovato nel fiume Adige a pochi metri di distanza da dove nel primo pomeriggio era stato rinvenuto il suo telefonino.  Nella camera dove le due piccole sono state ritrovate non c'erano segni di lotta. Tutto era perfettamente in ordine, probabilmente le bambine sono state soffocate nel sonno.
Il caso della badante ingorda che si appropriò dell'eredità e finì in carcere
Cronaca
Ieri 27-10-21, 21:39

Il caso della badante ingorda che si appropriò dell'eredità e finì in carcere

AGI - La storia della badante che riceve in eredità una fortuna e però non si accontenta esce dai luoghi comuni e diventa realtà: il Tribunale di Termini Imerese (Palermo) ha condannato una donna, Giusta Sorrentino, a 6 anni di carcere. Assolti i tre coimputati: il figlio, Federico Traina, l'avvocato Giovanni Di Martino e il bancario Benedetto Aricò. Sorrentino dovrà pagare una provvisionale immediatamente esecutiva alla parte civile, assistita dall'avvocato Salvatore Sansone, di due milioni e 300 mila euro. Le accuse contro di lei sono di circonvenzione di incapace, autoriciclaggio, reimpiego di denaro di provenienza illecita. La Procura ha dimostrato che l'imputata si sarebbe appropriata del denaro destinato al figlio disabile di un imprenditore di Misilmeri (Palermo). Prima di morire, il genitore aveva deciso di affidare le fortune e il destino del ragazzo alla badante, che riteneva fidata: per ripagarla del servizio reso e della fedeltà le aveva lasciato in eredità la nuda proprietà di 31 immobili (di cui 11 fabbricati) e 450 mila euro. Non contenta, secondo la Guardia di Finanza, Sorrentino si sarebbe appropriata di tutto. 
La Sicilia non ha ancora finito di fare i conti con il maltempo e aspetta il medicane
Cronaca
Ieri 27-10-21, 21:30

La Sicilia non ha ancora finito di fare i conti con il maltempo e aspetta il medicane

AGI - Un medicane ("Mediterranean Hurricane", Uragano del Mediterrano) è a sud-est della Sicilia, pronto a flagellare l'isola per la seconda volta dopo l'ondata di maltempo che ha spazzato via tre vite umane e messo in ginocchio Catania e la sua provincia. Da Bruxelles, l'Unione Europea promette aiuti. Our thoughts are with all the people affected by the devastating floods in Sicily. Based on a request for emergency satellite mapping received from Italy, our Emergency Response Coordination Centre has activated the @CopernicusEMC. The EU stands ready to assist. #EUsolidarity https://t.co/swUuaDKlZR — European Commission (@EU_Commission) October 27, 2021 "Il nostro pensiero va a tutte le persone colpite dalle devastanti alluvioni in Sicilia. Sulla base di una richiesta di mappatura satellitare di emergenza pervenuta dall'Italia, il nostro Centro di coordinamento della risposta alle emergenze ha attivato il servizio di gestione delle emergenze di Copernicus. L'Ue è pronta a fornire assistenza" scrive la Commissione europea in un tweet. Il ciclone, secondo i meteorologi, potrebbe muoversi verso nord arrivando, tra la sera di giovedì e la mattina di venerdì sulle coste orientali della Sicilia e Calabria ionica con una potenza che, in mare, potrebbe determinare onde alte oltre 4 metri e mezzo. "Ci attendono ore che potrebbero essere complicate", ha detto il capo della protezione Civile, Fabrizio Curcio, giunto nel capoluogo etneo per toccare con mano la devastazione causata dal nubifragio.  La città sotto l'Etna è ferita, guardata bonariamente da un vulcano che qualche giorno prima aveva lanciato un nuovo sbuffo di cenere, l'ultimo in ordine di tempo in una eruzione che ai catanesi ha offerto oltre un anno di spettacolari parossismi. Non è arrivato da lì il colpo, e non era la fastidiosa, ma gestibile cenere, quella che questa volta è piovuta dal cielo con una forza violentissima. "Sono caduti millimetri di pioggia veramente impressionanti. Quei 600 mm che sono stati registrati - ha aggiunto Curcio - in alcuni casi, descrivono bene quello che è successo nel territorio. Eventi intensi e improvvisi, in un territorio che ha delle criticità". Si riferisce al dissesto idrogeologico? "Questo fatto che si chieda cosa era possibile fare prima... io dico parliamo pure del dissesto idrogeologico in generale, ma lo facciamo dopo avere affrontato questo evento". La giunta siciliana ha deliberato lo stato d'emergenza regionale e avanzato la richiesta al governo centrale del riconoscimento dello stato di calamità nazionale. La ricognizione dei danni - per la quale sono già stati attivati gli uffici regionali della Protezione civile, del Genio civile e degli Ispettorati agrari - sarà possibile solo dopo il cessato stato di allerta che potrebbe protrarsi fino a domenica. Scuole, impianti sportivi, edifici comunali, aree verdi e tribunale resteranno chiuse domani e dopodomani, e non solo nel Catanese. Sarà così anche nel Siracusano, e si attendono misure simili nel Messinese e nel Ragusano: tutta la costa orientale, insomma, è in attesa di capire se il ciclone arriverà e dove, con quale forza o se si 'sgonfierà' prima di abbattersi al suolo. "Non è finita. Noi siamo pronti - ha spiegato Curcio - si sta facendo il possibile, vediamo cosa succederà domani e dopodomani e verificheremo. C'è un Centro coordinamento soccorsi attivo, coordinato dal prefetto, con funzioni di monitoraggio territoriale. C'è una mobilitazione nazionale, anche con il direttore dell'emergenza dei vigili del fuoco ha già disposto l'invio di squadre da altre regioni. Il direttore regionale della Protezione civile si riserverà di chiamare altre forme di volontariato". 
L'affondamento della legge Zan e quello che potrebbe succedere nel voto per il Quirinale
Politica
Ieri 27-10-21, 21:12

L'affondamento della legge Zan e quello che potrebbe succedere nel voto per il Quirinale

AGI - Quelli che erano sospetti, sussurrati a mezza bocca nei corridoi di Palazzo madama, poche ore dopo l'affossamento del disegno di legge Zan al Senato, sono diventate certezze in casa Pd. A far mancare i voti al disegno di legge per il contrasto della violenza contro omosessuali, gay, lesbiche e transgender sono stati i renziani: lo dice a chiare lettere il 'padre' della legge, Alessandro Zan. E lo dice a chiare lettere un esponente di primo piano della segreteria dem, il responsabile Enti Locali Francesco Boccia. "Quello che è accaduto oggi è gravissimo perché questa tagliola doveva avere i numeri per essere bocciata. I numeri c'erano, ma il problema è una forza politica si è sfilata, Italia Viva, che ha cominciato a flirtare con i sovranisti, dicendo che i voti non c'erano al Senato e che bisognava trattare con il centrodestra", spiega Zan in una diretta Instagram. Già da quegli appelli di Italia Viva, i dem avevano capito che qualcosa non andava: "Dal centrodestra nessuno ci chiedeva di trattare", spiega ancora Zan. "Anzi, hanno detto: teniamo in piedi la tagliola, ma voi mediate pure. Come se si potesse mediare con una pistola puntata alla testa". Una 'trappola', dunque, nella quale lo stesso Zan intravede le prove generali di quanto potrebbe accadere alla quarta votazione per eleggere il presidente della Repubblica, di qui a pochi mesi. Al Senato, "si è giocata un'altra partita, quella per il Quirinale, sulla pelle nostra, sulla pelle di tanti cittadini che ci chiedevano una legge di civilta'", osserva Zan. E l'esponente dem non è il solo a sospettare che quanto andato in scena oggi, nell'Aula di Palazzo Madama, possa essere un 'test' per quanto accadrà a Camere riunite. "Sul ddl Zan oggi al Senato un colpo molto grave ai diritti e temo una prova generale per il quarto scrutinio per il Quirinale. È tempo che il campo progressista prenda piena coscienza della situazione", scrive su Twitter Pierluigi Bersani. Nelle intenzioni dei renziani, è questo il sospetto, ci sarebbe quello di far saltare il progetto di Nuovo Ulivo o campo largo accarezzato dal segretario Pd Enrico Letta e, contemporaneamente, eleggere il presidente della Repubblica assieme al centrodestra. Per questo nel Pd già c'è chi chiede di tagliare definitivamente i ponti con i renziani, così da non prestare il fianco a nuove trappole. "Per quanto mi riguarda, Italia viva con questa ennesima spregiudicatezza sui valori, conferma che è diventata come la Lega. Inutile aggiungere altro, non abbiamo più nulla da dirci", decide Francesco Boccia, responsabile Enti Locali del Pd molto vicino al segretario. E anche Goffredo Bettini, tra le righe di un comunicato, lancia un avvertimento: "La destra sovranista e le giravolte di tanti parlamentari che si definiscono liberali e riformisti hanno permesso di affossare un provvedimento di civiltà". Dunque, per Bettini, la colpa è di quei "liberali e riformisti" - formula che sottintende Matteo Renzi e Italia Viva - che hanno 'giocato' con la destra: "Il Pd, il segretario Enrico Letta e i suoi gruppi parlamentari hanno condotto una coraggiosa e indispensabile battaglia per i diritti di tutti. Ha difeso i principi fondamentali della legge Zan, aprendosi anche a un confronto teso ad ampliare i consensi. Non si faccia confusione con contorte autocritiche interne. La responsabilità è dei nostri avversari. Va resa manifesta e chiara agli occhi dell'opinione pubblica". Non c'è solo una questione di numeri, tuttavia, a rendere ancora più profonda la faglia che divide Italia Viva dal Pd. Le reazioni seguite al via libera alla 'tagliola' non sono sfuggite ai dirigenti dem: "Sembravano scritte dalla stessa mano", osservavano alcuni deputati nel pomeriggio a Montecitorio: "Erano tutte dello stesso tenore e contenevano tutte lo stesso concetto rivolto contro il Pd. Arroganza".  "Trova le differenze", il commento di Boccia: "Salvini, su ddl Zan sconfitta arroganza Pd e M5S; Faraone, arroganza Letta e divisioni M5s hanno fatto saltare legge". E chiosa l'esponente del Pd: "Spero solo che di fronte allo specchio e alla propria coscienza provino un po' di vergogna".
"Gioco a calcio e sono gay", coming out dall'Australia
Sport
Ieri 27-10-21, 20:27

"Gioco a calcio e sono gay", coming out dall'Australia

AGI - Il calciatore australiano Josh Cavallo ha rivelato la sua omosessualità, diventando il primo giocatore del campionato australiano (A-League) a farlo, e suscitando numerosi messaggi di sostegno in tutto il mondo sportivo. "Sono un giocatore di calcio e sono gay", ha detto Cavallo, 21 anni, sui social media. "Tutto quello che voglio è giocare a calcio ed essere trattato in modo equo", ha detto l'ex nazionale australiano Under 21. “Cercare di giocare al meglio delle proprie capacità e vivere una doppia vita è estenuante, è un'esperienza che non auguro a nessuno”, ha ammesso. Pochi calciatori professionisti si sono dichiarati pubblicamente gay e di solito lo fanno dopo aver smesso, per evitare commenti omofobici da parte degli spettatori. Il primo a farlo è stato l'inglese Justin Fashanu negli anni '90, ma si è suicidato nel 1998 dopo aver smesso di giocare e mentre viveva negli Stati Uniti. L'anno scorso un ente di beneficenza creato dalla sua famiglia ha pubblicato una lettera di un giocatore anonimo della Premier League che denunciava la mancanza di progressi nel calcio sull'argomento. Il giocatore ha definito la sua situazione "un incubo assoluto", aggiungendo di "sentirsi in trappola, la paura di dire la verità su chi sono non fa che peggiorare le cose". Lo stesso Cavallo ha rivelato che il caso di Fashanu era nella sua mente mentre considerava la possibilità di rivelare la sua omosessualità. "Ricordo di aver letto di Justin Fashanu come il primo calciatore professionista a rivelare la sua omosessualità negli anni '90 e il suo suicidio otto anni dopo, e mi ha fatto pensare", ha detto. Ha definito "immenso" il sostegno ricevuto dal suo club, l'Adelaide United, dai suoi compagni di squadra e dai funzionari di calcio australiani e ha detto che voleva essere un esempio per gli altri giocatori gay.   Proud of you @JoshuaCavallo ✊❤️ pic.twitter.com/VRU5Dda0s8 — Antoine Griezmann (@AntoGriezmann) October 27, 2021     Anche giocatori internazionali ed ex giocatori hanno espresso il loro sostegno. "Orgoglioso di te" ha twittato il francese Antoine Griezmann, che gioca per la Francia e l'Atlético Madrid.   Beautifully done. https://t.co/3NQmnd5Dl3 — Gary Lineker (@GaryLineker) October 27, 2021   "Bravo", lanciato anche sul social network Gary Lineker, l'ex giocatore inglese diventato opinionista. Diversi club europei come Arsenal, Juventus e Barcellona hanno anche elogiato Josh Cavallo per le sue dichiarazioni. Le reazioni si sono estese oltre il calcio con quella dell'ex cestista spagnolo Pau Gasol, ora membro del Comitato Olimpico Internazionale (CIO), che ha stimato, anche su Twitter, che "nel 2021 non dovrebbe essere una novità. Bravi per questo passo avanti per lo sport”.
La possibilità di fare cinque sostituzioni durante le partite di calcio è diventata permanente
Sport
Ieri 27-10-21, 20:05

La possibilità di fare cinque sostituzioni durante le partite di calcio è diventata permanente

AGI - Via libera dal Consiglio di Amministrazione dell'IFAB ente che fissa le regole del calcio, alla possibilità di consentire alle squadre di utilizzare fino a cinque sostituti nelle competizioni nazionali e internazionli in modo permamente e non solo in casi di calamità dovute alla pandemia. A maggio di quest'anno, "a causa degli effetti del Covid 19 sul calcio mondiale, Ifab ha approvato un'ulteriore estensione della modifica temporanea (introdotta nel maggio 2020) dando a tutte le massime competizioni nazionali e internazionali in programma entro il 31 dicembre 2022 la possibilità di consentire alle squadre di utilizzare fino a cinque sostituti". Poi, "a seguito di una serie di richieste da parte di confederazioni, associazioni, leghe e altre parti interessate - si legge in una nota pubblicata sul sito di Ifap - a introdurre in modo permanente nelle Regole del Gioco questa opzione (edizione 2022/23), FAP-TAP oggi ha raccomandato che le competizioni dovrebbero essere in grado di decidere di aumentare il numero di sostituzioni in base alle esigenze del loro ambiente calcistico, mentre l'attuale numero di opportunità di sostituzione dovrebbe rimanere lo stesso". Niente da fare per quanto riguarda la richiesta della Conmebol di considerare un aumento del tempo di intervallo da 15 a 25 minuti. Su questo punto, diversi componenti del Consiglio hanno condiviso le loro preoccupazioni, in particolare quelle relative al potenziale impatto negativo sul benessere e la sicurezza dei giocatori che deriverebbe da un periodo più lungo di inattività. 
Giornalisti spiati con Pegasus? Governo Modi sotto inchiesta
Estero
Ieri 27-10-21, 20:03

Giornalisti spiati con Pegasus? Governo Modi sotto inchiesta

AGI - La Corte Suprema dell'India ha ordinato un'indagine indipendente per verificare se il governo di Modi abbia utilizzato il software di sorveglianza israeliano Pegasus per spiare illegalmente giornalisti, attivisti e oppositori politici. Il comitato deputato all'indagine sarà composto da tre esperti di sicurezza informatica e il suo lavoro sarà supervisionato da un giudice della Corte Suprema in pensione. “Lo Stato non può sempre ottenere un lasciapassare contro il controllo giudiziario, sollevando presunti problemi di sicurezza nazionale”, hanno spiegato i giudici.     La questione è molto delicata a prescindere dal fatto che l'invenzione dell'azienda Nso Group sia stata usata o meno contro giornalisti e oppositori politici, perché le leggi indiane non permettono l'hacking. Prima dell'ordine della Corte, c'erano state già diverse denunce di giornalisti e attivisti e indiani e analisi indipendenti dei media che avevano evidenziato l'uso dello spyware da parte dello Stato. Le storie avevano rivelato che centinaia di numeri di telefono indiani, tra cui quello del leader d'opposizione Rahul Gandhi, erano presenti nel registro da 50.000 contatti di Pegasus. Nuova Delhi però ha sempre rifiutato di confermare il suo legame con il software e di chiarire la propria posizione.
L'allarme bomba nella Gare du Nord di Parigi era falso
Estero
Ieri 27-10-21, 19:41

L'allarme bomba nella Gare du Nord di Parigi era falso

AGI - Allarme bomba rientrato alla Gare du Nord, a Parigi, dopo che la stazione era stata evacuata per un bagaglio sospetto lasciato a uno dei binari. Il traffico ferroviario, che era stato interrotto in entrata e in uscita, ha ripreso a circolare progressivamente, con disagi ancora segnalati.  La Gare du Nord e la stazione Magenta sono state completamente evacuate mentre sul posto sono arrivati gli artificieri. L'allarme bomba e il blocco del traffico sul posto ha avuto ripercussioni anche sugli Eurostar in partenza per Londra.
Pronte incriminazioni e manette sul set della tragedia
Estero
Ieri 27-10-21, 19:35

Pronte incriminazioni e manette sul set della tragedia

AGI - Uno o più arresti potrebbero essere eseguiti in base al risultato delle indagini sulla morte del direttore della fotografia Halyna Hutchins, 42 anni, uccisa giovedì sul set del film ‘Rust' dall'attore Alec Baldwin, che credeva di usare una pistola scarica. Lo hanno fatto capire sia la procuratrice distrettuale, Mary Carmack-Altwies, sia lo sceriffo della contea di Santa Fe, New Mexico, dove è avvenuta la tragedia. La procuratrice ha detto di “essere pronta” ad avviare le prime incriminazioni. “L'indagine va avanti - ha commentato lo sceriffo Adan Mendoza - e se arrivano conferme che un crimine è stato commesso, un arresto o alcuni arresti verranno fatti e saranno contestati i reati”. Baldwin, sconvolto dalla tragedia, sta collaborando con gli investigatori. Sott'accusa la superficialità con cui la troupe aveva gestito le armi di scena, considerate erroneamente scariche dall'attore. Tra le persone nel mirino dell'inchiesta, l'assistente alla regia Dave Halls, colui che aveva consegnato l'arma all'attore dicendogli che era una “cold gun”, cioè innocua. Baldwin, provando la scena davanti alla telecamera, aveva premuto il grilletto, uccidendo Hutchins, e ferendo il regista, Joel Souza. Halls, in passato, era già stato licenziato per aver sottovalutato il pericolo di un fucile usato sul set.
Focolaio di 46 persone contagiate dal Covid dopo le proteste
Cronaca
Ieri 27-10-21, 18:54

Focolaio di 46 persone contagiate dal Covid dopo le proteste

AGI - Trieste,  -C'è un focolaio Covid a Trieste legato alle proteste contro il green pass. Sono 46 i casi "associati alle manifestazioni, 8 sono i portuali positivi, sette di Trieste e uno di Monfalcone". Lo riferisce all'AGI una fonte sanitaria. Di questi 46, 9 sono casi 'secondari' di conviventi di soggetti che hanno preso parte presidi e cortei. "Il numero è in rapida evoluzione" riferisce l'epidemiologo Fabio Barbone dell'Istituto Burlo Garofalo di Trieste. Uno dei portuali è ricoverato. Durante i moti di contestazione nessuna indossava la mascherina, come sarebbe indicato in casi di assembramento.    Il 'caso' Tuiach Codino biondo, stazza da pugile peso massimo quale effettivamente è, Fabio Tuiach è uno dei trascinatori della protesta triestina contro il green pass. Così quando ha comunicato sul suo profilo Facebook di avere contratto il Covid,  si è scatenata la vendetta dei sostenitori del certificato verde tra ilarità e invocazioni alla legge del contrappasso. Ma è davvero positivo al Covid? Due indizi fanno pensare che la sua sia solo una provocazione o un modo per giustificare il fatto che sia in malattia da martedì 19 ottobre. Il primo è che il presidente dell'Agenzie del Lavoro Portuale, Franco Mariani, ha detto all'AGI che “non risulta nessuna comunicazione della sua positività all'Agenzia, come sarebbe dovuto accadere”.  Il secondo è che, stando a quanto scrive il Corriere della Sera, è sceso in piazza dopo l'annuncio di essere stato infettato con sintomi quali “febbre a 39 e tosse”. Singolare, oltre che antiscientifica,  la spiegazione dell'origine del suo Covid: “Qualche giorno fa ero davanti agli idranti e sono rimasto fuori tutto il giorno bagnato. Credo che con la temperatura di Trieste a fine ottobre è impossibile non prendere un malanno in questi casi e infatti sono stato subito positivo al tampone di farmacia dopo la febbre”. Ha poi ribadito la sua tesi che “il Covid esiste solo nelle menti delle persone ipnotizzate” ammettendo però di curarsi “con vitamine e antinfiammatori”.
La Corte di Giustizia dell'Ue ha condannato la Polonia a una multa di un milione di euro al giorno
Estero
Ieri 27-10-21, 18:25

La Corte di Giustizia dell'Ue ha condannato la Polonia a una multa di un milione di euro al giorno

AGI - La Corte di giustizia dell'Unione europea ha condannato la Polonia a pagare alla Commissione europea una pena di un milione di euro al giorno per non aver sospeso l'applicazione delle disposizioni della normativa nazionale relative, in particolare, alle materie di competenza della Sezione disciplinare della Corte Suprema.  "L'osservanza delle misure cautelari disposte il 14 luglio 2021 è necessaria al fine di evitare un danno grave e irreparabile all'ordinamento giuridico dell'Unione europea e ai valori sui quali tale Unione si fonda, in particolare quello dello Stato di diritto", si legge in una nota della Corte. Il 14 febbraio 2020 è entrata in vigore la legge polacca che modifica la legge relativa all'organizzazione dei tribunali ordinari, la legge sulla Corte suprema e alcune altre leggi ("la legge modificativa"). In particolare, la Sezione disciplinare che secondo la Commissione limita l'indipendenza dei giudici polacchi.  Ritenendo che le disposizioni della normativa nazionale in vigore violino il diritto dell'Ue, la Commissione ha proposto un ricorso per inadempimento dinanzi alla Corte di giustizia il primo aprile 2021. In attesa della sentenza della Corte che chiude il procedimento, la Commissione ha chiesto alla Corte, nell'ambito del procedimento sommario, di condannare la Polonia ad adottare una serie di provvedimenti provvisori. Con ordinanza del 14 luglio 2021, l'allora vicepresidente del Tribunale ha accolto tutte le richieste della Commissione in attesa della pronuncia della sentenza definitiva. Ritenendo che la Polonia non avesse ottemperato agli obblighi derivanti da tale ordinanza, il 7 settembre 2021 la Commissione ha depositato un ricorso chiedendo che la Polonia fosse condannata al pagamento di una penalità giornaliera di importo tale da incoraggiare lo Stato membro ad attuare quanto prima le misure cautelari imposte dall'ordinanza cautelare.  Ritenendo che si fosse verificato un mutamento di circostanze a seguito della pronuncia dell'ordinanza del 14 luglio 2021, la Polonia, dal canto suo, ha presentato domanda di annullamento di tale ordinanza, spiega la Corte Ue in una nota. Con ordinanza del 6 ottobre 2021, l'allora vicepresidente della Corte ha respinto la domanda della Polonia.  Con la sua ordinanza, emessa in data odierna, il vicepresidente della Corte condanna la Polonia a versare alla Commissione una penalità di mora pari a un milione di euro al giorno, a decorrere dalla data in cui tale ordinanza è notificata alla Polonia e fino a quando tale Stato membro non adempie agli obblighi derivanti dall'ordinanza del 14 luglio 2021 o, in mancanza, fino alla data di pronuncia della sentenza definitiva. Il vicepresidente osserva, in primo luogo, che dagli atti non risulta che le misure adottate dalla Polonia sarebbero sufficienti per garantire l'attuazione delle misure provvisorie in questione. Sottolinea, in particolare, che la decisione di proseguire o meno l'esame delle cause pendenti in seno alla Camera disciplinare è adottata, a seconda dei casi, dal Presidente o dai membri di tale Camera, senza i provvedimenti adottati dal primo presidente della Corte suprema chiedendo loro di sospendere tale esame. Sulla base delle prove presentate da entrambe le parti, il vicepresidente ritiene che le disposizioni della legislazione polacca che attribuiscono la competenza alla Camera disciplinare nei casi di cui all'ordinanza del 14 luglio 2021 possano ancora essere applicate nell'ordinamento giuridico polacco. Inoltre, osserva che la Polonia non contesta le affermazioni della Commissione secondo cui non sarebbe stata adottata alcuna misura nazionale per attuare alcune delle misure imposte dall'ordinanza del 14 luglio 2021. Il vicepresidente ricorda inoltre che uno Stato membro non può eccepire disposizioni, pratiche o situazioni prevalenti nel suo ordinamento giuridico nazionale per giustificare l'inosservanza degli obblighi derivanti dal diritto dell'Unione e che tali obblighi sono vincolanti per tutte le loro autorità, compresi, per le materie di loro competenza, i tribunali. In tali circostanze, ritiene che appaia necessario rafforzare l'efficacia delle misure cautelari imposte dall'ordinanza 14 luglio 2021 prevedendo l'irrogazione di una penalità di mora alla Polonia al fine di dissuadere tale Stato membro dal ritardare l'adozione del suo comportamento in linea con quell'ordine. In merito all'importo della penalità di mora, il vicepresidente sottolinea, in primo luogo, che l'ordinanza del 14 luglio 2021 riguarda misure cautelari, la cui osservanza è necessaria per evitare un danno grave e irreparabile all'ordinamento giuridico dell'Unione europea e, di conseguenza, ai diritti che i singoli traggono dal diritto dell'Unione e dai valori su cui si fonda tale Unione, in particolare quello dello Stato di diritto. 
Il Senato approva la 'tagliola' sul ddl Zan, addio alla legge contro l'omofobia
Politica
Ieri 27-10-21, 18:07

Il Senato approva la 'tagliola' sul ddl Zan, addio alla legge contro l'omofobia

AGI - La 'tagliola' si è abbattuta sul disegno di legge contro l'omotransfobia: 154 i voti a favore delle pregiudiziali poste da Fratelli d'Italia e Lega, 131 i contrari e due gli astenuti. Il disegno di legge torna così in Commissione Giustizia da dove, con ogni probabilità, non riemergerà più. "Chi per mesi, dopo l'approvazione alla Camera, ha seguito le sirene sovraniste che volevano affossare il Ddl Zan è il responsabile del voto di oggi al Senato. È stato tradito un patto politico che voleva far fare al Paese un passo di civiltà. Le responsabilità sono chiare", spiega Alessandro Zan, primo firmatario del disegno di legge. A votare compattamente contro il disegno di legge è stato il centrodestra, una scelta che ha provocato le dimissioni dagli organi interni del partito di Elio Vito, storico 'pasdaran' berlusconiano, da mesi in rotta con il Forza Italia sui temi dei diritti. Ma a far discutere è anche la strategia adotta dal Partito democratico. Il segretario Enrico Letta, due giorni fa, aveva dato incarico proprio a Zan di portare avanti le trattative con le altre forze politiche per valutare alcune modifiche. L'apertura della linea di dialogo, nelle speranze del segretario dem, avrebbe dovuto scongiurare la tagliola che, però, è stata ugualmente posta al Senato e, per di più, con voto segreto. Hanno quindi avuto campo libero i franchi tiratori e, alla fine, sarebbero stati 16 a 'tradire'. Complicato individuarne i nomi, anche se fra i parlamentari nel Partito democratico si guarda a chi, fra coloro che facevano parte dell'ex maggioranza renziana, ha mostrato immediatamente perplessità sulla linea scelta dal Nazareno. A conferma dei malumori presenti nel gruppo in Senato c'è una dichiarazione attribuita alla senatrice Valeria Fedeli, poi smentita così: “In merito a quanto riportato da un'agenzia di stampa a seguito del voto sul Ddl Zan, smentisco del tutto di aver mai parlato di dimissioni per qualcuno. La mia richiesta è ben diversa: serve a mio avviso un chiarimento e un confronto franco su quanto accaduto”. Dunque, dimissioni no, ma un chiarimento politico. Chi per mesi, dopo l'approvazione alla Camera, ha seguito le sirene sovraniste che volevano affossare il #ddlZan è il responsabile del voto di oggi al Senato. È stato tradito un patto politico che voleva far fare al Paese un passo di civiltà. Le responsabilità sono chiare. — Alessandro Zan (@ZanAlessandro) October 27, 2021 In ogni caso a Fedeli fa eco Andrea Marcucci, senatore Pd già capogruppo durante la segreteria di Matteo Renzi: "Sono amareggiato per l'esito del voto del Senato. Per mesi ho messo in guardia in tutti i modi per una gestione fallimentare del provvedimento. Alla positiva apertura del segretario Letta, non è seguita una linea volta a trovare un accordo. Credo che il Pd dovrà interrogarsi a fondo su quanto è avvenuto". Il segretario Enrico Letta, tuttavia, è netto nel rivendicare la bontà della legge e degli sforzi fatti in Parlamento per portarla avanti.  "Hanno voluto fermare il futuro. Hanno voluto riportare l'Italia indietro. Sì, oggi hanno vinto loro e i loro inguacchi, al Senato. Ma il Paese è da un'altra parte. E presto si vedrà", scrive su Twitter. dello stesso tenore la reazione del presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte: "Chi oggi gioisce per questo sabotaggio dovrebbe rendere conto al Paese che su questi temi ha già dimostrato di essere più avanti delle aule parlamentari". Un coro di entusiasmo si è infatti levato  dal centrodestra:  "Chi troppo vuole nulla stringe. È stata sconfitta l'arroganza", dice Ignazio La Russa dopo il voto.  “Il voto di oggi, che ha bocciato il pericoloso e liberticida ddl Zan, è la giusta e meritata punizione per l'arroganza della sinistra e il M5S, che hanno preteso che il Senato non dovesse discutere e modificare un testo palesemente sbagliato, afferma il capogruppo di Fratelli d'Italia al Senato, Luca Ciriani.  "Il ddl zan è affondato definitivamente. Evviva, vittoria. Grazie alla mia richiesta di non passaggio all'esame degli articoli e di voto segreto si è posto fine, definitivamente, al ddl Zan, affossato con ben 23 voti di scarto. Quando i professionisti scendono in campo è meglio che i dilettanti che restino in panchina", chiosa il vice presidente leghista del Senato, Roberto Calderoli.      
Il Transatlantico di Montecitorio riaprirà l'8 novembre
Politica
Ieri 27-10-21, 18:01

Il Transatlantico di Montecitorio riaprirà l'8 novembre

AGI - Il Transatlantico di Montecitorio riaprirà per i giornalisti il prossimo 8 novembre. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo della Camera dopo un anno e 5 mesi dalla chiusura per evitare assembramenti nel pieno della pandemia di covid. "Sono molto soddisfatto della riapertura del Transatlantico. È un bel passo avanti verso la normalità" ha commentato il presidente della Camera, Roberto Fico. Oltre al Transatlantico, riaprirà anche la buvette, il caffè della Camera dei deputati, con postazioni distanziate come da norme tanti Covid. Rimarrà in vigore l'obbligo di mascherina sia per l'Aula che per il Transatlantico. Le tribune rimarranno come postazioni di voto.  "Apprendo con piacere e molta soddisfazione la notizia della riapertura alla stampa del Transatlatico, luogo di confronto tra i politici e tra i politici e i giornalisti. Il Transatlantico di Montecitorio, centro essenziale del dibattito democratico, ha una storia, e questa storia deve essere valorizzata soprattutto in questi momenti critici per il nostro Paese" dice Pasquale Laurito, decano della Stampa parlamentare e autore della Velina Rossa.
In Sardegna per i prossimi tre anni non si potranno pescare ricci di mare
Cronaca
Ieri 27-10-21, 17:47

In Sardegna per i prossimi tre anni non si potranno pescare ricci di mare

AGI - In Sardegna i ricci di mare rischiano l'estinzione. Troppa domanda da parte delle strutture ricettive, alberghi e ristoranti, non solo sardi. Troppa la pesca indiscriminata. E così la Regione correi ai ripari: stop alla pesca del riccio di mare per i prossimi tre anni. Il Consiglio regionale ha approvato la proposta del consigliere oristanese e capogruppo di Fratelli d'Italia, Francesco Mura, primo firmatario. "È una proposta condivisa con il sistema dei pescatori professionisti che prima di tutti gli altri hanno avvertito il rischio di estinzione della specie”, ha commentato Mura. Il consigliere oristanese già lo scorso 12 febbraio, con il gruppo di Fratelli d'Italia aveva presentato una proposta di legge in materia. “La proposta di legge viene sostanzialmente inserita nella PL284 (la cosiddetta “legge omnibus”), avendo così effetto immediato”, chiarisce Mura, che aggiunge: “I pescatori professionisti verranno coinvolti nella pulizia dei fondali e la Sardegna avrà un mare più pulito e avrà salvato una speciale in fortissima difficoltà”. “Il crescente interesse commerciale per il riccio di mare”, si legge nel testo dell'emendamento, “ha determinato nell'ultimo decennio un massiccio prelievo sulla risorsa, che in molte aree del mare territoriale della Sardegna versa in uno stato di forte sofferenza, come evidenziato dalla ricerca scientifica e dagli stessi operatori”. “Tale condizione nel breve periodo determinerà il collasso della risorsa e l'estinzione commerciale della specie, come già accaduto in altre aree di distribuzione della stessa”, si legge ancora. “Le evidenze scientifiche suggeriscono una rivisitazione completa della raccolta del riccio di mare con un periodo importante di sospensione pluriennale della raccolta che permette il recupero degli stock compatibilmente con i lenti tempi di recupero della specie”. Nell'emendamento viene specificato che “durante il periodo di fermo,  agli operatori sarà richiesta la collaborazione per le attività di supporto al monitoraggio scientifico periodico della risorsa riccio di mare in corso di attuazione, per attività di pulizia dei fondali e in eventuali progetti di recupero ambientale, o la partecipazione ad altre attività, anche di formazione professionale, in un'ottica di orientamento la diversificazione dell'attività produttiva”. Per far fronte alla sospensione della pesca, è stato disposto uno stanziamento di 400 mila euro per l'anno 2021 e 1.200.000 euro per ciascuno degli anni 2022 e 2023. 
Medicane è a sud-est della Sicilia
Cronaca
Ieri 27-10-21, 17:25

Medicane è a sud-est della Sicilia

AGI - Il Centro Operativo di Sorveglianza Ambientale dell'Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) segnala che "durante la giornata di domani è previsto un ciclone medicane, attualmente presente a sud-est della Sicilia, che potrebbe muoversi verso nord arrivando, tra la sera di domani e la mattina di venerdì sulle coste della Sicilia Orientale e Calabria ionica". Sono previste, afferma l'Ispra, precipitazioni intense e forti mareggiate sulla costa, con onde aventi altezza significativa oltre 4.5 metri. I fenomeni di ciclone mediterraneo, afferma l'Ispra, stanno caratterizzando la stagione autunnale nel Mar Ionio, apparendo con sempre maggiore frequenza. Altri casi di intensi medicane nel Mar Ionio, che alla fine hanno impattato sulle coste della Grecia, sono avvenuti a settembre 2018 e a settembre del 2020.
In Italia casi Covid in aumento con 4.598 nuovi positivi e 50 morti, 1% positività
Cronaca
Ieri 27-10-21, 17:04

In Italia casi Covid in aumento con 4.598 nuovi positivi e 50 morti, 1% positività

AGI - Continua a crescere la curva epidemica in Italia. I nuovi casi nelle ultime 24 ore sono 4.598 contro i 4.054 precedenti. In calo i tamponi, 468.104 (ieri 639.745), con un tasso di positività che passa all'1% (+0,3% rispetto a ieri). I decessi sono 50 (ieri 48), per un totale di 131.954 vittime dall'inizio dell'epidemia. È quanto emerge dal bollettino quotidiano del ministero della Salute.  Invariate le terapie intensive, 341 come ieri, con 27 ingressi del giorno, mentre prosegue la crescita dei ricoveri ordinari, ormai in rialzo da alcuni giorni: sono 11 in più (ieeri +25) e 2.615 in tutto.  La regione con più nuovi casi di contagio è la Campania (+592), seguita da Veneto (+539), Lombardia (+513) e Lazio (+503). I casi complessivi, dall'inizio dell'epidemia, sono 4.752.368. In aumento il numero dei guariti, +4.226 per un totale di 4.545.049. Gli attuali positivi sono 319 in più rispetto a ieri, per un totale di 75.365, di cui 72.409 in isolamento domiciliare.
Bambino ucciso a bastonate, in appello ammessi nuovi testi
Cronaca
Ieri 27-10-21, 17:03

Bambino ucciso a bastonate, in appello ammessi nuovi testi

AGI - Saranno ascoltati i vicini di casa, un agente di polizia intervenuto in quel frangente, e sarà eseguito una perizia tecnica che stabilisca l'ora esatta della morte del bimbo. I giudici della seconda Corte d'Appello di Napoli hanno deciso di riaprire il dibattimento per la morte di Giuseppe Dorice, il bambino di 7 anni ucciso a bastonate dal patrigno Tony Essobti, nel gennaio 2019. L'uomo è stato condannato un anno dopo in primo grado all'ergastolo. Acquisita la lettera di scuse che ieri è stata fatta recapitare ai giudici dal suo avvocato Pietro Rossi. Sotto il profilo omissivo, per non essere intervenuta in difesa dei figli, è stata condannata a sei anni di reclusione anche la madre di Giuseppe e di altri due bambini, Valentina Casa. A proporre il processo di rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale sono stati il sostituto procuratore generale Anna Grillo e l'avvocato Rossi. Inizierà poi il 22 luglio 2022, davanti al tribunale Napoli Nord, il processo stralcio di questa drammatica vicenda. Sono infatti imputate per omessa denuncia le due maestre e l'ex preside della scuola frequentata dal bimbo ucciso e dalla sorellina di 12 anni, ferita da Essobti, che, secondo l'accusa, pur sapendo dei maltrattamenti, non hanno mai denunciato.
Come cambiano il traffico e i trasporti per il G20 di Roma
Cronaca
Ieri 27-10-21, 16:48

Come cambiano il traffico e i trasporti per il G20 di Roma

AGI - Un grande dispiegamento di forze garantirà la sicurezza di Roma durante il summit del G20. Con tre manifestazioni in programma nel fine settimana si annunciano giorni di alta tensione per l'ordine pubblico. Oltre 5mila componenti delle forze dell'ordine sono impiegati nei giorni del 30 e del 31 ottobre nel quartiere romano dell'Eur, dove è stata predisposta un'area di massima sicurezza di oltre 10 chilometri quadrati. Un migliaio di agenti della Polizia Municipale presiede le strade del quartiere. Le misure di sicurezza prevedono l'utilizzo di check point, tiratori scelti sulle terrazze dei palazzi, elicotteri in volo con visori notturni e reparti speciali anti-terrorismo pronti all'azione. Ci saranno varchi d'accesso presidiati per garantire l'ingresso solo delle autorità del vertice e agli addetti ai lavori accreditati e tiratori scelti nei punti strategici. Le bonifiche scatteranno già da venerdì 29 ottobre con unità cinofile e artificieri. Ispezioni sono previste anche nel sottosuolo. Interessate dalle bonifiche anche altre zone della Capitale dove si recheranno i capi di Stato e di governo dei vari Paesi del G20.  Chiuse alcune stazioni della metro  Da sabato 30 ottobre e fino alle 6 di lunedì 1 novembre sono sospensi i servizi della metro B di Eur Magliana, Eur Palasport, Eur Fermi e Laurentina. Dalle 13 del 30 ottobre, chiuse anche tre stazioni delle fermate metro di Repubblica, Colosseo e Circo Massimo e l'accesso alla fermata metro di Termini che si trova al centro di piazza dei Cinquecento (gli altri accessi restano aperti). Sempre per le 13 di sabato 30 ottobre, la Questura ha disposto la chiusura degli accessi pedonali alla stazione ferroviaria di Roma Termini da piazza dei Cinquecento. In particolare: piazza dei Cinquecento – accesso sotterraneo collocato nel settore centrale della piazza, in prossimità del Centro Vaccinale, che conduce anche alla fermata della metropolitana; piazza dei Cinquecento – accesso sotterraneo collocato in piazza dei Cinquecento angolo via Giovanni Giolitti, che conduce anche alla fermata della metropolitana; piazza dei Cinquecento – tutti gli accessi vetrati dell'ingresso principale, sottostanti la pensilina, che conducono alla biglietteria centrale.I flussi pedonali in entrata ed uscita dalla stazione Termini potranno utilizzare gli accessi di via Marsala e di via Giovanni Giolitti. Viabilità Dalle 19 di venerdì 29 ottobre, e sino a domenica 31, è prevista la chiusura delle carreggiate centrali di via Cristoforo Colombo (in entrambe le direzioni) nel tratto tra via Laurentina e viale dell'Umanesimo. Sempre sulla Colombo, dalla stessa viene chiusa anche la corsia laterale, direzione Gra, dallo svincolo per lo Sheraton a viale America.  Sempre dal 29 ottobre sono previste altre chiusure in zona Eur: gli svincoli del viadotto della Magliana che portano sulla Colombo direzione Gra; viale dell'Artigianato; viale dell'Industria; viale dell'Agricoltura; viale della Civiltà del Lavoro (da viale Beethoven alla Colombo); viale Europa e viale America (entrambi da viale Beethoven alla Colombo); viale dell'Arte (da viale dell'Aeronautica a viale della Musica); viale Africa (da viale dell'Arte alla Colombo).Inoltre, da via Laurentina, non si potrà svoltare su viale della Musica (anche su viale della Musica scatteranno infatti delle chiusure).  Sempre su via Laurentina, all'altezza dell'incrocio con via Luigi Perna, ci sarà l'obbligo di svolta a destra. La Polizia Locale di Roma Capitale ha chiesto il temporaneo spostamento dei capolinea bus di piazzale dell'Agricoltura (da trasferire a piazzale Sturzo) e di viale America e piazza della Stazione Enrico Fermi (da portare a piazzale Nervi). Tra i divieti di sosta previsti, anche quello sulla corsia laterale della Colombo, direzione Eur, da via Alessandro Severo a via Varaldo. Divieti di sosta a partire dal 27 ottobre  Intorno all'area della "Nuvola", i primi divieti di sosta scattano da mercoledì 27 ottobre e riguardano viale Europa, tra la Colombo e viale Shakespeare; la laterale della Colombo, tra viale Europa e viale Asia; viale Asia, tra la Colombo e viale Shakespeare; viale Shakespeare, tra viale Europa e viale Asia. Chiusure per gli eventi collaterali Durante lo svolgimento del summit, sono previsti alcuni eventi collaterali, come visite e cerimonie. Anche questi avranno temporanee ricadute sulla viabilità. Ai Parioli ad esempio, dalle 21 di mercoledì 27 ottobre, divieti di sosta e fermata nell'area tra viale Rossini, via Aldrovandi, via delle Tre Madonne, via Bertoloni, via Mercadante, via Pinciana, via Paisiello, largo Asioli, piazzale Ferdowsi, via Omero, via Valmichi, piazzale Brasile, piazzale Paolina Borghese e via Emilio de Cavalieri. Ancora ai Parioli, dalle 10 di giovedì è prevista la chiusura della pista ciclabile di viale Rossini, tra via Bertoloni e via Ulisse Aldrovandi. Nella zona del Vaticano, invece, da giovedì 28 ottobre a sabato 30 ci sono divieti di sosta e fermata, e possibili chiusure, su via della Conciliazione, via della Traspontina, Borgo Sant'Angelo, piazza Pia. Il 29 ottobre sono previsti divieti di sosta e possibili chiusure nell'area di Palazzo Chigi e del Quirinale. Sabato 30 ototbre provvedimenti analoghi interessano la zona di piazza della Repubblica-via Cernaia-via Volturno-via delle Terme di Diocleziano-piazza dei Cinquecento e ancora il Quirinale. Domenica 31 ottobre, i divieti sono nell'area tra piazza Barberini, via del Tritone, via del Corso e tutte le strade che portano a Fontana di Trevi. I divieti di sosta scattano già diverse ore prima degli eventi. Ancora sabato 30 ottobre le possibili chiusure riguardano via della Stazione Vaticana, via della Stazione di San Pietro e via Aurelia, nel tratto compreso tra via di Porta Cavalleggeri e la rampa dell'Aurelia, inclusa tutta l'area di parcheggio centrale posta all'altezza del distributore che si trova a via Aurelia 2. Divieti di sosta anche a via di San Gregorio (direzione Porta Capena). Temporanee chiusure al traffico su via Aurelia Antica, tra via di Villa Betania e via delle Fornaci. Venerdì 29 e sabato 30, in centro, divieti di sosta sono previsti nell'area di Palazzo Farnese e di Villa Medici. Usati droni e dispositivi militari  Oltre ad un importante dispiegamento di uomini e mezzi, in occasione del summit, sono utilizzati droni e dispositivi a tecnologia militare. Lo ha stabilito la riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, presieduta dal prefetto Matteo Piantedosi, che si è tenuta per valutare gli interventi necessari a garantire una cornice di massima sicurezza all'evento internazionale. Oltre ai vertici provinciali delle Forze dell'ordine, all'incontro hanno partecipato la struttura di missione per il G20, l'Ispettorato di polizia di Palazzo Chigi, i rappresentanti delle Forze Armate, dell'Enav, dell'Enac e di Roma Capitale. Massima attenzione è rivolta alla tutela delle singole delegazioni internazionali sia negli impegni istituzionali che nei programmi collaterali che attendono le stesse, attuando nel contempo ogni accorgimento per limitare le ricadute sul normale svolgimento della vita cittadina.  Occhi puntati sulle manifestazioni Sono due le manifestazioni su cui si concentra l'attenzione delle forze dell'ordine. Entrambe sono previste nel pomeriggio di sabato 30 ottobre. A piazza San Giovanni a partire dalle 14 circa c'è il sit-in di Rifondazione Comunista per dire 'no' al governo Draghi. Programmato dalle 15 in poi invece il corteo di Usb che parte da piazzale Ostiense per dirigersi alla Bocca della Verità.
Lo sfogo di Chiara Ferragni dopo la "morte" del ddl Zan
Politica
Ieri 27-10-21, 16:36

Lo sfogo di Chiara Ferragni dopo la "morte" del ddl Zan

"Siamo governati da pagliacci senza palle". È lo sfogo di Chiara Ferragni su Instagram, subito dopo l'affossamento del disegno di legge Zan contro l'omotransfobia "Ci sono riusciti, hanno appena ucciso - continua l'influencer -  il ddl Zan. E con esso la speranza di diventare un Paese normale, civile, che tutela le minoranze dai violenti e non, come da oggi continuerà a essere, i violenti dalle sanzioni".  "Il Senato - spiega - ha appena votato a maggioranza in favore della tagliola, cioè di quella procedura che esiste solo in Senato e che consente di evitare la discussione di una legge. Lo hanno fatto. Hanno votato per impedire, dopo anni di discussioni, la discussione finale. L'ultimo passo. Quello che avrebbe portato a termine un cammino di civiltà che aveva superato tutti gli ostacoli. Tutti. Tranne questo che ha funzionato".