Agi

Fondata nel 1950 da Giulio de Marzio e Walter Prosperetti, e controllata dall'ENI dal 1965, ha sede a Roma ed ha redazioni in 15 capoluoghi di provincia italiani ed una sede estera presso l'Unione europea a Bruxelles. Trasmette quotidianamente dei notiziari su cronaca, politica, economia, finanza, cultura, spettacolo, sport per i mezzi d'informazione e per le aziende.
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Ischia ancora nel fango. Trovati i corpi di una bimba e di un'anziana
Cronaca
Oggi 27-11-22, 14:45

Ischia ancora nel fango. Trovati i corpi di una bimba e di un'anziana

AGI - I corpi di una anziaan e di una bambina di 5/6 anni sono stati trovati nelle case di via Celario travolte all'alba di sabato da una frana a Casamicciola Terme, sull'isola di Ischia. La piccola portava un pigiamino rosa. Lo si apprende da fonti dei soccorritori. I genitori e il fratello della bimba sono nella lista dei dispersi, così come gli zii che abitavano poco distante, sempre in via Celario, la strada nella quale si è riversata la massa di acqua, fango, massi e detriti staccatisi dall'Epomeo.  "Per il governo l'emergenza deve essere superata, in questo senso si è dato incarico al ministero per la Protezione civile a dare vita a un gruppo di lavoro fra ministeri interessati per mitigare il rischio di frane e alluvioni legate al dissesto idrogeologico". Lo ha detto il ministro Nello Musumeci al termine del Cdm. Occorre dare "definitiva approvazione al piano nazionale per il cambiamento, avviato nel 2016, ma che aspetta ancora l'approvazione definitiva", ha aggiunto Musumeci. "La presidente Giorgia Meloni sarà a Ischia nei prossimi giorni, non appena le operazioni lo renderanno possibile. Andare adesso sarebbe una passerella". ha aggiunto Musumeci al termine del Cdm. Continua la ricerca dei dispersi Si scava senza sosta nel fango alla ricerca dei dispersi. Dopo una notte di intenso lavoro i soccorritori continuano a cercare tra detriti e macerie. Morte e paura. Un'isola ferita con persone sparite - la speranza è di trovarle ancora vive - sotto il fiume di fango che ha inghiottito anche vicoli, auto, giardini e cortili. Intanto, le forti raffiche di vento che sferzano l'isola non aiutano le operazioni.  "L'attività di ricerca dei dispersi prosegue e oggi è una giornata decisiva, perché il tempo ci consentirà di rafforzare e mettere in campo tutti gli uomini dei Vigili del fuoco e della Protezione civile, che sono sull'isola con mezzi adeguati". È questo l'auspicio del direttore della Protezione civile regionale della Campania, Italo Giulivo, che ha preso parte dal Ccs, riunito in mattinata in Prefettura a Napoli. In contemporanea, spiega Giulivo, "abbiamo deciso di avviare le attività per individuare e perimetrare la cosiddetta zona rossa, l'area interessata che deve essere evacuata preventivamente per poter valutare poi il rientro in sicurezza, qualora il quadro dei danni avvenuti ai fabbricati e al territorio sia tale da consentirlo". Sono vicino alla popolazione dell'Isola d'Ischia, colpita da un'alluvione. Prego per le vittime, per quanti soffrono e per tutti coloro che sono intervenuti in soccorso. — Papa Francesco (@Pontifex_it) November 27, 2022 "In giornata saranno quindi effettuati sopralluoghi con voli aerei, messi a disposizione sia dalla Guardia di Finanza che dalla Capitaneria di Porto e dall'Osservatorio Vesuviano che, con le proprie squadre di esperti, supporterà la Protezione civile nell'attivita' di individuazione delle nicchie di distacco delle frane dal Monte Epomeo, fino a individuare le aree arrivate a valle, provando a individuare quantitativi e volumi interessati", aggiunge. I dispersi Sette persone abitavano in via Celario, sotto il monte Epomeo, a Casamicciola Terme, piccolo comune di Ischia, dove ieri alle 5 si è staccato un costone e un fiume di fango, pietre e detriti ha travolto case e auto. Uno dei due corpi recuperati è di Eleonora Sirabella, 31 anni, di Casamicciola. Faceva la commessa in un negozio di abbigliamento e sognava di sposarsi con l'attuale compagno, un marinaio del posto, che è tra i dispersi. Non si hanno tracce di Nina, una donna bulgara che era sull'isola da due giorni e di un suo amico, anch'egli bulgaro. È ancora isolata e nella lista una donna di 93 anni la cui casa è circondata da almeno tre metri di fango. I vigili non riescono ad arrivarci, così come non riesce ad intervenire l'elicottero. Questa mattina a Ischia c'è ancore un forte vento, ma il cielo è limpido. Per tutta la notte i Vigili del Fuoco hanno lavorato con carabinieri, polizia e protezione civile, servendosi di generatori elettrici, per cercare di scavare nel fango che però è ancora denso. Non si è solidificato e questo provoca molte difficoltà anche ai cani molecolari, che purtroppo affondano e non riescono a rilevare la presenza di persone. Al porto ci sono i sommozzatori che scandagliano ogni centimetro delle acque. Si pensa che qualche corpo possa essere stato trascinato a mare dalla forza del fango.
I cinesi non devono sapere che il mondo va allo stadio senza mascherina
Estero
Oggi 27-11-22, 14:37

I cinesi non devono sapere che il mondo va allo stadio senza mascherina

AGI - La tv di Stato cinese sta tagliando le inquadrature ravvicinate dei tifosi senza mascherina mentre assistono alle partite dei Mondiali di calcio in Qatar, e questo nel momento in cui nel Paese si registrano proteste dovute alle nuove dure restrizioni anti Covid. La Cina è infatti ancora alle prese con il problema di debellare l'epidemia e lo fa attraverso misure come chiusure, quarantene lunghe, test di massa. L'emittente statale CCTV Sports, durante la partita Giappone-Costa Rica, ha sostituito le inquadrature ravvicinate di tifosi senza mascherine che sventolavano bandiere, con immagini di giocatori, personale dello stadio di calcio. CCTV Sports avrebbe mostrato inquadrature distanti della folla, in cui era difficile distinguere i singoli volti, e un numero minore di inquadrature dei tifosi rispetto alla trasmissione in diretta della stessa partita su piattaforme online come Douyin, la versione cinese di TikTok. Questo mentre ,ontano le proteste nelle città cinesi, con i manifestanti che per la prima volta prendono di mira direttamente il Partito comunista cinese e il presidente Xi Jinping. Shanghai e Pechino sono gli epicentri della protesta che monta anche in altre città, come Nanchino e Qingdao: le manifestazioni sono tornate, nonostante gli arresti già compiuti nella metropoli finanziaria cinese. A Pechino, secondo quanto riferito da uno studente dell'università Tsinghua, uno dei più prestigiosi atenei della capitale, tra i 200 e 300 studenti hanno protestato dopo l'affissione di un foglio bianco, nuovo simbolo delle proteste anti-lockdown. I video che circolano on line mostrano la rabbia dei cinesi contro le restrizioni che da quasi tre anni scandiscono la lotta al virus della Cina: per strada, a Urumqi Road a Shanghai, c'è anche chi chiede apertamente la fine del Partito comunista e le dimissioni del presidente Xi Jinping. Le nuove proteste giungono in seguito alla morte di 10 persone in un incendio in un edificio residenziale di Urumqi, capoluogo dello Xinjiang, imputato alle inflessibili politiche anti-Covid: nonostante, ufficialmente, le autorità neghino che la tragedia sia dovuta alle restrizioni anti-pandemia, a Urumqi i funzionari hanno emesso un inusuale comunicato di scuse, in seguito a forti proteste dei residenti nel capoluogo dello Xinjiang, dopo che video sui social hanno mostrato molte persone bloccate in casa a causa dei controlli anti-Covid. I morti di Urumqi sono stati ricordati anche da chi ha protestato a Shanghai, nella via intitolata alla città della regione autonoma cinese, dove vive la minoranza degli uiguri. "Ai nostri amici di Urumqi: vi amo come amo questa strada, come amo la mia famiglia", è uno degli slogan di solidarità scritto su un foglio appeso a un lampione, di cui è apparsa traccia sui social media cinesi. Un manifestante di Shanghai citato dalla Bbc, si è detto "sconvolto ed eccitato" dalle proteste anti-lockdown, mai spintesi fino a questo punto: non aveva mai visto proteste su così larga scala, in un segnale chiarissimo del livello di esasperazione dei cittadini verso le misure anti-pandemia in vigore. "Basta tamponi, vogliamo la libertà!" è stato un altro degli slogan scanditi dai manifestanti. Non è la prima volta che le proteste contro lo zero Covid sfociano in scontri tra cittadini e forze dell'ordine, e proprio Shanghai è stata al centro delle proteste più forti, nel corso dei due mesi di lockdown a cui la metropoli fu sottoposta ad aprile e maggio scorsi. Più recentemente le proteste hanno coinvolto anche il capoluogo del Tibet, Lhasa, dopo oltre ottanta giorni di lockdown, e la metropoli sud-orientale di Guangzhou. La Cina è nel pieno della peggiore ondata di contagi da Covid-19 dall'inizio della pandemia, con nuovi record segnati nei giorni scorsi. La Commissione Nazionale per la Sanità ha segnalato 3.648 casi di contagio da trasmissione locale, a cui si aggiungono 35.858 casi asintomatici: le metropoli di Guangzhou, Chongqing e Pechino sono le città dove si registrano i numeri più alti di contagi. Nonostante la cifre siano basse in linea generale, la politica dello zero Covid punta a sradicare il virus con tamponi di massa, lockdown improvvisi e indefiniti per milioni di persone anche su una manciata di contagi, e quarantena per chi entra in Cina dall'estero, e nessun segnale di un reale allentamento alle restrizioni. Lo stesso Xi ha definito "poco costosa" la linea dello zero Covid, nonostante le restrizioni abbiano affossato l'economia, e ha chiaramente affermato che la linea del governo rimarrà in vigore fino a quando non sarà raggiunta la "vittoria finale" sul virus.
Stato di emergenza per un anno a Ischia
Cronaca
Oggi 27-11-22, 14:20

Stato di emergenza per un anno a Ischia

AGI -  È stato proclamato lo stato di emergenza per Ischia e durerà almeno un anno. Il Condiglio dei ministri ha scelto Simonetta Calcaterra come commissario straordinario e in sostitutuzione del sindaco nel Comune più colpito. Per l'attuazione dei primi interventi urgenti, di soccorso e assistenza alla popolazione e di ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture di reti strategiche, sono stati stanziati due milioni di euro a valere sul Fondo per le emergenze nazionali e saranno valutati gli ulteriori stanziamenti necessari per il completamento delle attività. Saranno prorogati gli adempimenti fiscali e contributivi fino a dicembre 2022, per i residenti a Ischia e per gli operatori economici dell'isola, mentre la proroga per il 2023 sarà disposta con norma di legge. Verrà anche prorogata la funzionalità della sezione distaccata di Ischia del Tribunale. L'annuncio è stato dato dal ministro per la Protezione Civile e per le Politiche del Mare, Nello Musumeci, al termine del Consiglio dei Ministri. "Credo che sia importante sapere che per il governo l'emergenza deve essere finalmente superata, parlo soprattutto delle calamità legate al dissesto idrogeologico. In questo senso si è dato incarico al ministero della Protezione Civile di dare vita a un gruppo di lavoro che coinvolga i rappresentanti dei dicasteri interessati alla pianificazione e alla gestione dei fondi, che non sono pochi, per mitigare il rischio derivante da frane, da alluvioni, comunque legate al dissesto idrogeologico" ha aggiunto Musumeci "Il governo ha sollecitato il gruppo preposto alla definitiva approvazione del piano nazionale per l'adattamento al cambiamento climatico" che, avviato nel 2016 e presentato informalmente qualche anno dopo, dovrà essere approvato definitivamente entro il 31 dicembre e di un piano per le isole minori proprio per evitare che in caso di emergenza i mezzi essenziali debbano arrivare da fuori piuttosto che trovarsi già sul luogo. Sono vicino alla popolazione dell'Isola d'Ischia, colpita da un'alluvione. Prego per le vittime, per quanti soffrono e per tutti coloro che sono intervenuti in soccorso. — Papa Francesco (@Pontifex_it) November 27, 2022 I ministri competenti effettueranno una ricognizione delle risorse finanziarie già esistenti per fronteggiare l'emergenza idrogeologica nazionale al fine di utilizzarle per intero, e del personale da dedicare a supporto dei Comuni, a cominciare dai più piccoli, si legge nella nota finale al termine del Cdm. Giorgia Meloni sarà a Ischia nei prossimi giorni, non appena le operazioni lo renderanno possibile: "Andare adesso sarebbe una passerella" ha detto Musumeci. Il Presidente del Consiglio ha rinnovato i sentimenti di vicinanza alle persone colpite e a tutta la comunità di Ischia. Inoltre, il Presidente ha espresso profonda gratitudine alle forze impegnate nei soccorsi, anzitutto i Vigili del fuoco, che stanno svolgendo senza sosta le operazioni di ricerca dei dispersi".
La carta Berrettini nel doppio di Davis era davvero quella giusta da giocare?
Sport
Oggi 27-11-22, 12:31

La carta Berrettini nel doppio di Davis era davvero quella giusta da giocare?

AGI - Forza Italia, il prossimo anno andrà meglio”. La consolatoria sintesi della finale di Davis mancata, con la sconfitta del doppio azzurro Berrettini-Fognini  (7-6-7/5 per il Canada, che oggi contro l'Australia cerca la prima vittoria della vita) è di Paolo Bertolucci alla fine della sua telecronaca su Sky sport. Lo stesso Bertolucci che il giorno precedente, quando si parlava di un possibile miracolo relativo alla discesa in campo del Berrettini-tifoso di Malaga, aveva commentato: “Berrettini in campo? Fantascienza”. E invece alla fine dell'incontro tra Musetti e Auger Aliassime, mezz'ora prima dell'inizio del doppio decisivo, quel film di fantascienza ha iniziato a diventare realtà con un colpo di scena da film giallo. Prima come possibilità sussurata dal direttore degli Internazionali d'Italia Sergio Palmieri in diretta Sky, e quindi ufficializzata: al fianco di Fognini non ci sarebbe stato il suo sodale di sempre Simone Bolelli, quello con cui aveva battuto gli Usa nei quarti (per non parlare del titolo agli Open d'Australia  nel 2015 ) e con cui forma una vera coppia di doppio, quella che in casi come questi fa la differenza. “Bolelli si è infortunato ieri, non si è allenato. Ho chiesto a #Berrettini se era pronto, mi ha detto di sì e si è allenato duramente. Sono orgoglioso dei miei ragazzi”#Volandri dopo il ko col Canada#DavisCup pic.twitter.com/L6zXm3TXt9 — Matteo Zorzoli (@teozorzoli) November 26, 2022 “Alle prese con un problema al polpaccio” (come genericamente recita il comunicato post match della Federtennis)  Bolelli, che in effetti aveva giocato il doppio precedente con una fascia alla gamba sinistra , sarebbe stato sostituito da Matteo, che era stato tre ore sugli spalti a tifare Sonego battendosi la mano sul cuore. Durante l'incontro di Musetti, sugli spalti, con la tuta della nazionale era però comparso Vincenzo Santopadre, il coach di Berrettini, che tornava in campo dopo un mese dall'Atp di Napoli, quando la fascite plantare lo aveva fermato in finale. Un mese di stop per un tennista top valgono dieci anni lontani dalla neve per uno sciatore della domenica, ma Berrettini, che alla vigilia quando si invocava un miracolo aveva dichiarato “giocherei anche con una gamba sola, ma in questo momento non sarei utile alla squadra”, generosamente non si è tirato indietro.  Alla notizia a sorpresa, Adriano Panatta che commentava il match su Raidue si diceva “perplesso”, Bertolucci sottolineava  “la tristezza negli occhi di Bolelli” sugli spalti (e una perfida regia si è divertita a inquadrare il suo volto perplesso ad ogni strafalcione di Berrettini). E, alimentando il giallo, l'inviata del Corriere della Sera Gaia Piccardi a poche ora dalla finale tra Australia e il fortunello Canada (ripescato dopo l'esclusione della Russia, campione 2021) fa notare che “Bolelli sabato mattina si è allenato” e soprattutto che “il risentimento al polpaccio può essere diplomatico e allo stesso credibile”. La perplessità domina anche in rete: mentre il doppio azzurro a sorpresa era in campo su Twitter  si scatenava l'inferno, con Berrettini trend topic, tra cinguettii che esaltavano il suo spirito di sacrificio e (parecchi) altri che giudicavano scellerata la scelta di capitan Volandri e con qualcuno che, con ipotesi degne di sceneggiatura da film giallo, ipotizzava che Berrettini fosse salito sull'aereo per Malaga già sapendo che sarebbe probabilmente sceso in campo. Ma, se è vero che Berrettini e Fognini nel 2018 hanno vinto il titolo di doppio all'Open di San Pietroburgo, da quel trionfo sono passati cinque anni e il mese di stop berrettiniano (insieme alla scelta di farlo giocare sul rovescio) ha fatto il resto. Matteo ce l'ha messa tutta tanto quanto può mettercela un campione reduce da dodici mesi costellati da infortuni vari. Ma poco mobile e fallosissimo non era ovviamente il Berrettini “the hammer” che conosciamo. Normale, dopo un mese lontano dai tornei e con un rientro impegnativo come il doppio decisivo per far tornare l'Italia in finale dopo 24 anni “La sconfitta brucia e sarebbe stupido dire il contrario” -  ha commentato Volandri a sogno svanito - quando è emerso il problema di Simone (pare alla fine del match contro gli Usa) Matteo si è allenato ed era pronto. Ho scelto lui perché è un giocatore abituato a giocare su questi palcoscenici. Ho cercato di sfruttare al meglio le potenzialità della mia squadra. Matteo era venuto qui con un altro ruolo, era impensabile che giocasse: poi è successo qualcosa di speciale, che mi rende ancora più fiero dell'intero team. Ogni volta che chiedo qualcosa, ognuno di loro fa tutto il possibile per accontentarmi”. Fognini, brillantissimo in campo ora è comprensibilmente “amareggiato e molto deluso” e ipotizza un addio alla Davis, Berrettini si è detto sicuro di passare in bianco la notte post sconfitta (“so di non aver giocato la mia miglior partita e so di poter fare molto di più. Ma ci ho provato. Sono sceso in campo con l'obiettivo di metterci il cuore e di fare il possibile, fino all'ultimo punto”). Ma se è vero che Bolelli non era in grado di giocare non sarebbe stato più saggio puntare su un Sonego in trance agonistica dopo le due vittorie di Davis contro Tiafoe e contro Shapovalov? Stanco forse dopo le tre ore di match, ma senza guai fisici e motivatissimo. Oppure su Musetti in cerca di riscatto? “Partiamo da Malaga con rimpianti e dubbi (sul polpaccio di Bolelli) scrive il Corriere. “Sono straconvinto che con Bolelli avremmo vinto questo match” ha chiosato Bertolucci a fine match. Lo siamo un po' tutti. Delusi da una scelta tecnica (tutta del capitano? Del capitano e di Berrettini voglioso di giocare? Di tutto lo staff?) che si è rivelata fatale (sarebbe belle conoscere il pensiero di Simone Bolelli…). Sarà per la prossima Davis, con la squadra al gran completo.
A Taiwan i Nazionalisti perdono le elezioni e si dimettono presidente e premier
Estero
Oggi 27-11-22, 11:52

A Taiwan i Nazionalisti perdono le elezioni e si dimettono presidente e premier

AGI - Terremoto politico a Taiwan, dove il Kuomintang, il Partito Nazionalista su posizioni concilianti con la Cina, trionfa alle elezioni locali, aggiudicandosi, a spoglio ancora in corso, 13 delle 22 tra città e contee dove si votava oggi. La presidente di Taiwan, Tsai Ing-wen, ha riconosciuto la sconfitta del suo partito, il Partito Democratico-Progressista, in serata, e ha annunciato le proprie dimissioni da leader del Dpp. Oltre a Tsai, anche il primo ministro di Taiwan, Su Tseng-chang, ha annunciato verbalmente le dimissioni, ma Tsai gli ha chiesto di rimanere per garantire la continuità dell'azione di governo. Tsai ha accettato "umilmente" i risultati delle elezioni locali e le decisioni del popolo di Taiwan, riferisce la Central News Agency di Taiwan, e si assume "tutte le responsabilità" della sconfitta, dimettendosi "con effetto immediato" dal vertice del Partito Democratico-progressista. Il Kuomintang si è affermato nella capitale, Taipei, con la vittoria del candidato Chiang Wan-an, "volto nuovo" del Partito Nazionalista e discendente di Chiang Kai-shek, il fondatore della Repubblica di Cina, a Taiwan, dopo la sconfitta nella guerra civile contro le truppe maoiste. Chiang ha annunciato la vittoria in serata, con il 42,46% dei voti ottenuti nella corsa al seggio più alto della capitale, davanti al 31,76% dei voti per il principale sfidante, l'ex ministro della Sanità e del Welfare, Chen Shih-chung, che ha guidato la lotta alla pandemia di Covid-19 a Taiwan, e sostenuto dalla stessa Tsai: Chen ha riconosciuto la sconfitta e si è congratulato con il giovane sfidante (44 anni il mese prossimo). Il Kuomintang si è affermato anche in altri importanti centri di Taiwan, tra cui New Taipei, Taichung e Taoyuan, mentre il Dpp ha vinto a Kaohsiung, la città portuale nel sud-ovest di Taiwan, a Tainan e in altre città minori e contee. Oltre alla sconfitta del suo partito, Tsai subisce anche il fallimento del referendum per l'abbassamento dell'età per il diritto di voto a 18 anni, visto con forte sospetto da Pechino, per il rischio che potesse aprire a ulteriori modifiche costituzionali in futuro: con il 98% dei seggi scrutinati, sono solo poco più di 5,4 milioni i sì all'abolizione dell'articolo 130 della Costituzione, sugli oltre 9,6 milioni di voti favorevoli richiesti. Per quanto concentrate su temi locali, le elezioni amministrative di oggi testano il polso politico di Taiwan a poco più di un anno dalle elezioni presidenziali e legislative di inizio 2024, e segnano un ritorno del Partito Nazionalista, dai toni più concilianti con Pechino rispetto alla linea dura adottata dal Dpp e dalla presidente di Taiwan. Le dimissioni di Tsai dal vertice del partito sono state rilanciate anche dall'agenzia cinese Xinhua, anche se la Cina non commenta, per ora, l'esito delle amministrative: Pechino non ha mai nascosto la propria intolleranza verso la presidente di Taiwan e il suo partito, che Pechino accusa di "separatismo". Durante il doppio mandato di Tsai alla guida di Taiwan, la Cina ha innalzato le pressioni economiche, diplomatiche e militari nei confronti dell'isola su cui rivendica la sovranità: le tensioni hanno toccato il culmine ad agosto scorso, dopo la visita a Taipei della speaker della Camera dei Rappresentanti Usa, Nancy Pelosi, a cui Pechino ha risposto con sette giorni di imponenti esercitazioni militari attorno all'isola e chiudendo diversi canali di comunicazione e cooperazione con gli Stati Uniti.
Negli Stati Uniti non si potranno più vendere telefonini Huawei
Estero
Oggi 27-11-22, 11:50

Negli Stati Uniti non si potranno più vendere telefonini Huawei

AGI - Huawei e ZTE, aziende cinesi del settore tecnologico, non potranno più vendere i loro prodotti negli Stati Uniti perché costuiscono un “rischio inaccettabile" per la sicurezza degli Stati Uniti. Vietata anche l'importazione delle loro apparecchiature su suolo americano. È quanto ha disposto l'autorità statunitense di regolamentazione delle telecomunicazioni (FCC), in un provvedimento (votato all'unanimità, dai due componenti repubblicani e dai due democratici) che coinvolge in tutto dodici aziende di Pechino. A vedersi negata l'autorizzazione alla commercializzazione, oltre a Huawei e ZTE, che già in passato sono state soggette a norme simili, anche Dahua e Hikvision, che forniscono apparecchiature di videosorveglianza, e Hytera, specializzata in apparecchiature radio. I prodotti già autorizzati dalla FCC continueranno ad essere autorizzati per il momento. Concretamente, il rischio è che le apparecchiature di queste aziende potrebbero essere utilizzate per interferire con le reti wireless di nuova generazione e raccogliere informazioni sensibili.  "Queste nuove regole sono una parte importante dello sforzo per proteggere il popolo americano dalle minacce alla sicurezza nazionale che coinvolgono le apparecchiature di telecomunicazione", ha dichiarato la presidente della FCC Jessica Rosenworcel. L'autorità di regolamentazione sta inoltre valutando una revisione delle autorizzazioni già concesse e delle procedure di revisione dei divieti annunciati.  La replica di Hikvision Tra le aziende nel mirino del regolamento, solo Hikvision ha replicato, sostenendo che i suoi prodotti non minacciano la sicurezza degli Stati Uniti. “Questa decisione della FCC non farà nulla per proteggere la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, ma farà molto per rendere più dannoso e più costoso per le piccole imprese statunitensi, le autorità locali, i distretti scolastici e i singoli consumatori proteggere se stessi, le loro case, aziende e proprietà", ha fatto sapere la società, aggiungendo che continuerà a servire i clienti statunitensi "nel pieno rispetto" delle normative statunitensi. Huawei e il governo cinese hanno a lungo negato le accuse di spionaggio e denunciato le sanzioni statunitensi contro le tecnologie cinesi.  "Oggi, la FCC compie un passo senza precedenti per salvaguardare le nostre reti e rafforzare la sicurezza nazionale americana", ha twittato venerdì Brendan Carr, commissario della FCC. Carr ha anche sottolineato l'unanimità della decisione e il fatto che sia stata la prima volta "nella storia della FCC che abbiamo votato per vietare l'autorizzazione delle comunicazioni e delle apparecchiature elettroniche sulla base di considerazioni di sicurezza nazionale”.  La linea dura di Trump condivisa da Biden In linea con quella del suo predecessore Donald Trump, l'amministrazione Biden ha adottato la linea dura contro i produttori cinesi di apparecchiature per le telecomunicazioni, sospettati di spiare per conto di Pechino. Nel 2019 l'ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva firmato un provvedimento (il Secure and Trusted Communications Networks Act), che obbligava i vettori di telecomunicazioni statunitensi a sostituire qualsiasi "apparecchiatura di rete straniera sospetta" dalle loro reti: quelle di Huawei e ZTE erano appunto considerate un rischio per la sicurezza nazionale. A maggio 2020, l'amministrazione Trump ha imposto ai subappaltatori di Huawei di chiedere l'approvazione per l'utilizzo di componenti statunitensi, bloccando di fatto la fornitura all'azienda di prodotti realizzati da aziende con sede negli Stati Uniti. La decisione ha penalizzato l'attività del gruppo, in particolare nel settore degli smartphone, dove Huawei è praticamente scomparsa dal mercato.  La stretta di Trump che imponeva la sostituzione di queste apparecchiature definite sospette si è riversata sulle casse delle aziende. Costi, 4,8 miliardi secondo le stime aggiornate della FCC. Il punto è questo. Il Secure and Trusted Communications Networks Act richiedeva alla FCC di stilare un programma (il Secure and Trusted Communications Networks Reimbursement Program) per indennizzare i vettori coinvolti nell'iniziativa. Il programma prevedeva l'accesso ad un fondo governativo di 8,3 miliardi di dollari per l'acquisto di nuove apparecchiature. Ma il Congresso ne ha stanziati solo 1,9 miliardi (le aziende sarebbero così rimborsate solo per il 40% dei costi). All'inizio del 2022 la FCC aveva ricevuto 181 domande di rimborso per un totale di 5,6 miliardi di dollari.  Sul fronte della sicurezza nazionale, dopo il Secure and Trusted Communications Networks Act di Trump, la stretta è proseguita. A marzo 2021, la FCC ha inserito sempre Huawei, ZTE, Hytera, Hangzhou Hikvision  e Dahua in una black list di aziende che rappresentavano un "rischio inaccettabile" per la sicurezza nazionale statunitense.  Sempre nel 2021, a giugno, l'agenzia aveva dichiarato di sostenere una proposta di divieto di approvazione per le aziende cinesi di apparecchiature per le telecomunicazioni. "Nonostante l'identificazione di problemi di sicurezza con le apparecchiature di telecomunicazione Huawei e ZTE già nel 2019, negli ultimi anni l'agenzia ha continuato a concedere l'approvazione a tali apparecchiature", aveva dichiarato Rosenworcel. "In altre parole, abbiamo lasciato aperte le opportunità per il loro utilizzo negli Stati Uniti attraverso il nostro processo di approvazione delle apparecchiature. Ora proponiamo di chiudere quella porta", aveva aggiunto. La decisione di vietare l'uso di queste apparecchiature ha destato preoccupazione tra gli operatori di telecomunicazioni più piccoli, che sono gli unici a utilizzare le apparecchiature di Huawei e ZTE nelle loro reti. Negli ultimi anni, anche Canada , Gran Bretagna e Australia hanno intensificato le restrizioni contro l'uso delle tecnologie 5G di Huawei e ZTE. 
"A Ischia c'è un'urbanizzazione che ha colpito e devastato tutto il territorio"
Cronaca
Oggi 27-11-22, 11:45

"A Ischia c'è un'urbanizzazione che ha colpito e devastato tutto il territorio"

AGI - "A Ischia c'è un'urbanizzazione che ha colpito e devastato tutto il territorio". La tragedia provocata nell'isola dall'ondata di maltempo quindi "non è legata solo al cambiamento climatico ma riguarda anche la cura del territorio". Lo dice all'AGI il direttore dell'Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irpi), Tommaso Moramarco, riferendosi al fiume di fango che ha sommerso il Comune di Casamicciola. "Dovremmo rispettare molto di più il nostro territorio. Quello che si è verificato - spiega l'esperto - è certamente legato ad un evento estremo perché sono caduti 126 millimetri di pioggia in 6 ore, il dato più alto degli ultimi 20 anni, ma è stato anche colpito un territorio completamente urbanizzato. Il fenomeno è complesso e coinvolge fattori come il clima e il consumo del suolo attivo visto che Ischia è una meta super turistica".   In un ambiente a elevato rischio idrogeologico "è mancata la manutenzione dei corsi d'acqua, dei canaloni, questi sono aspetti molto importanti che - continua Moramarco - consentono di mitigare l'effetto degli eventi estremi. Quello che e' successo non e' solo un problema dell'isola di Ischia ma e' anche una questione da porre a livello nazionale ed europeo".  
A Odessa la guerra non ferma gli scacchi
Sport
Oggi 27-11-22, 10:49

A Odessa la guerra non ferma gli scacchi

AGI - "Odessa, come tutto il nostro Paese, vive e lotta. Nonostante tutto, non fermiamo la nostra vita: lavoriamo, studiamo, ci aiutiamo a vicenda e vinciamo". Tra bombe e paure, nella cittadina affacciata sul Mar Nero, si continua a giocare a scacchi. A raccontare questa resistenza sportiva è il capo della federazione scacchistica della regione ucraina, Vadym Morokhovsky, con un video sul suo profilo Facebook. Il presidente dell'associazione scacchistica cittadina, Igor Gorbunov, ha invece spiegato al sito ucraino Novyny.live come ora, a Odessa, i locali adibiti alle partite siano sempre più i rifugi e altri locali sottoterra usati per ripararsi dalle bombe. Gli unici posti dove sentirsi, in parte, più sicuri. Un esempio è quello dell'Università di agraria, situata dall'altra parte della strada rispetto al club degli scacchi, che ha fornito il suo seminterrato per questo scopo. Accogliere bambini, preparare i pezzi e sorvegliare che tutto si svolga senza pericoli. Quasi ogni giorno. Questa è la missione di insegnanti e genitori. "Per quasi sette mesi, o almeno fino a quando non c'era la possibilità di andare nei rifugi, gli allenatori lavoravano con i bambini esclusivamente online. Se prima della guerra si formavano nella nostra scuola oltre 250 bambini, ora ne entrano al massimo 70", ha spiegato Gorbunov. Solo a settembre, secondo quanto riporta il sito ucraino, si sono svolti a Odessa cinque tornei tra bambini di età dai 6 ai 14 anni. Sono tornei importanti perché servono ai piccoli giocatori per mantenere alto il loro livello di competitività. I campionati ucraini, nazionali e regionali, sono ovviamente sospesi. Organizzarli online non è possibile per via delle difficoltà logistiche ma anche per le regole anti-cheating, ovvero quelle che limitano la possibilità di imbrogliare ricorrendo ai suggerimenti dei motori scacchistici.  A cambiare sono anche le abitudini di gioco. Se l'allarme anti-aereo suona durante le competizioni, infatti, le partite vengono fermate in quel preciso momento. Vengono scattate foto sulle posizioni affinché sia possibile riprendere, una volta che la situazione si normalizza, nel migliore dei modi. Gli occhi dei ragazzi, tra una pausa e un'altra, ritornano così, ogni volta, a riflettere su posizioni, tattiche e strategie. Tutto in attesa che anche le scacchiere possano tornare a vedere la luce del sole.
Il commercio di pinne e carne di squalo è quasi del tutto vietato
Cronaca
Oggi 27-11-22, 09:13

Il commercio di pinne e carne di squalo è quasi del tutto vietato

AGI - Venerdì 25 novembre si è conclusa a Panama la 19esima conferenza mondiale della Convenzione sul commercio internazionale delle specie di flora e fauna selvatiche che sono minacciate di estinzione (Cites), summit in cui, per dieci giorni, i rappresentanti di circa 160 Stati hanno discusso e adottato misure tali da rendere il commercio che coinvolge le specie selvatiche “sostenibili, legali e tracciabili" più equilibrato mentre la compravendita illegale di queste piante e genere di animali costituisce, di fatto, “il terzo mercato più redditizio nel mondo”. A trattare il tema è stato diffusamente Le Monde. A rischio “è la perdita di biodiversità”, ha ricordato il segretario esecutivo di Cites Ivonne Higuero, chiudendo la Cop19. Nel corso delle assise sono state adottate 365 delibere decisive, numero record, in base alle quali si arriverà a proteggere “ulteriormente diverse centinaia di specie selvatiche, tra cui un centinaio di specie arboree, mediante la loro iscrizione su una delle tre appendici del regolamento della Cites - sulla quale figurano già più di 38.000 specie”. At @cites #COP19 nearly 200 countries voted to protect 50+ species of sharks from over-exploitation under global trade rules. As top predators, sharks are crucial to the food chain and the health of our oceans. More from @hbriggs at @bbcworld: https://t.co/BsLokU6vPo — ipbes (@IPBES) November 25, 2022 Ad esempio, un paragrafo dell'Allegato 1 vieta “qualsiasi transazione a fini commerciali” mentre “le importazioni e le esportazioni continuano ad essere autorizzate, ma sono regolate da sistemi di permessi e quote”. La Cop19 ha consentito di fare passi in avanti rispetto alla tutela di legno, tartarughe, rettili e persino uccelli canterini come il bulbul dalla testa gialla, progressi che includono nell'elenco anche 54 specie di squali requiem, sei nuove specie di squali martello, tant'è che ora “la quasi totalità degli squali commercializzati è sotto tutela della Cites, contro solo il 25% di prima”. Final Day of #CITESCoP19. Decisions being confirmed include: nearly 100 shark & ray species, 100+ tree species, frogs, songbirds, reptiles, turtles. Largest no. of decisions ever - likely to be around 365. Still time to catch the final moments: https://t.co/1OR7vKhc5U pic.twitter.com/cF5q36k6N2 — CITES (@CITES) November 25, 2022 Questa decisione considerata di per sé rivoluzionaria, “aiuterà a controllare l'insostenibile commercio globale di pinne e carne di squalo", ha dichiarato Barbara Slee, responsabile del programma di politica internazionale presso il Fondo internazionale per il benessere degli animali (Ifaw). Tra gli anfibi, infine, è stata particolarmente apprezzata la protezione accordata a tutte le specie di rane trasparenti mentre per la protezione degli elefanti il dibattito s'è concluso con un nulla di fatto: i quattro paesi (Sud Africa, Botswana, Namibia e Zimbabwe) che hanno chiesto la possibilità di vendere le scorte d'avorio non sono riusciti a convincere che la decisione non favorirebbe il bracconaggio in un momento in cui gli elefanti sono stati dichiarati “specie in pericolo”.
Kiev: "Dall'inizio della guerra sono morti più di 86 mila soldati russi"
Estero
Oggi 27-11-22, 08:04

Kiev: "Dall'inizio della guerra sono morti più di 86 mila soldati russi"

AGI - Sono 86.710 i militari russi che sono rimasti uccisi finora dall'avvio dell'invasione dell'Ucraina: lo ha riferito il ministero della Difesa di Kiev, precisando che Mosca ha perso anche 278 aerei, 261 elicotteri, oltre 2.900 carri armati e 5.848 veicoli corazzati da combattimento. Il Cremlino non ha mai dato conferma dei bilanci di morti e feriti. Energia e resistenza Intanto, il presidente dell'Ucraina, Volodymyr Zelensky, ha avvertito i suoi connazionali che se ci sarà un aumento dei consumi elettrici sarà necessario interrompere la distribuzione di corrente la sera. Nel suo discorso serale, Zelensky ha ricordato che la cosa principale è continuare a risparmiare energia, anche se la distribuzione è migliorata rispetto ai giorni scorsi e i disagi hanno riguardato la metà delle case della vigilia. "A Kiev e in 14 regioni ci sono ancora restrizioni per più di 100.000 abbonati in ciascuna delle regioni. Se il consumo aumenta la sera, il numero di disconnessioni potrebbe aumentare. Ciò dimostra ancora una volta quanto sia importante ora risparmiare energia e consumarla razionalmente", ha spiegato. 
Allerta arancione per il maltempo in Campania, Calabria e Sicilia
Cronaca
Oggi 27-11-22, 07:43

Allerta arancione per il maltempo in Campania, Calabria e Sicilia

AGI - Ancora maltempo sull'Italia con la protezione civile che ha emesso un'allerta arancione per la giornata di oggi, su settori della Campania - devastata dalla frana che ha colpito Ischia - Calabria e Sicilia. Allerta gialla sulla Basilicata. In particolare è stato prorogata fino alle 18 di questo pomeriggio l'allerta meteo dalla protezione civile della Regione Campania: è arancione sulla Piana Campana, Napoli, Isole, Area Vesuviana. Nel dettaglio rinforzeranno i venti e il moto ondoso. Sono previste ancora precipitazioni, anche a carattere di rovescio. L'avviso è giallo sul resto della regione. Inoltre sempre fino alle 18, su tutta la regione Campania, indipendentemente dalla zona, vige ancora una allerta per venti forti con raffiche e mare molto agitato lungo le coste esposte. "Attenzione massima - si legge nell'allerta della protezione civile regionale - va posta al rischio idrogeologico, anche diffuso, con possibili frane, instabilita' di versante, colate rapide di fango, caduta massi, allagamenti, esondazioni, innalzamento dei livelli idrometrici dei corsi d'acqua con fenomeni di inondazione delle aree limitrofe, scorrimento superficiale delle acque piovane nelle strade e coinvolgimento delle aree urbane depresse". La Protezione Civile della Regione Campania "richiama le autorita' competenti alla massima attenzione mantenendo attivi i Centri operativi comunali".  
Utenti di Twitter in fuga verso Mastodon: la rete social "non in vendita”
Economia e Finanza
Oggi 27-11-22, 07:17

Utenti di Twitter in fuga verso Mastodon: la rete social "non in vendita”

AGI - Dopo l'acquisizione di Twitter da parte di Elon Musk, alcuni utenti, insoddisfatti o preoccupati per le misure annunciate dal nuovo capo, hanno deciso di migrare verso altre piattaforme. Dall'indignazione per il massiccio piano di licenziamenti all'interno del gruppo al timore di un'ondata di estremismo, per non parlare dell'opposizione al modello di abbonamento a pagamento voluto da Musk, i motivi di recriminazione sono numerosi. Dove stanno fuggendo i delusi di Twitter? Una delle mete è Mastodon, la rete "non in vendita”. Poco noto al grande pubblico fino alla fine di ottobre, il social sta vivendo un'impennata di popolarità tra gli internauti preoccupati per il futuro di Twitter. “A oggi - ha scritto sul suo blog Vincenzo Cosenza, esperto di tecnologie, social media, marketing, web3 e Metaverso - ha superato i 7 milioni di utenti registrati (gli attivi sono 2,5 milioni), molti dei quali guadagnati negli ultimi mesi”. At Mastodon, we present a vision of social media that cannot be bought and owned by any billionaire. Your ability to communicate online should not be at the whims of a single commercial company! — Mastodon (@joinmastodon) April 14, 2022 Secondo Carola Frediani, giornalista esperta di temi legati alla cybersicurezza, sono due in particolare le community che stanno migrando verso Mastodon, quella dei giornalisti (soprattutto internazionali o che seguono temi digitali) e quella della cybersicurezza internazionale. “L'istanza dedicata alla cyber dove mi trovo è passata da avere 180 account attivi un mese fa a 32mila”, scrive Frediani. Creata nel 2016 dallo sviluppatore tedesco Eugen Rochko, la piattaforma si presenta, si legge sul profilo di  Richko, come un "social network decentralizzato gratuito e open source" senza alcuna pubblicità. In concreto, permette a ogni utente di unirsi alla comunità di sua scelta in base ai propri interessi, con la comunità che stabilisce le proprie regole.  Mastodon, che dichiara di essere "non in vendita", di fatto è una rete di server indipendenti, chiamati anche istanze. I membri possono interagire a condizione che le regole di moderazione dei rispettivi server siano compatibili.  Diversi utenti, tentati dall'esperienza, dicono di essere scoraggiati dall'aspetto poco intuitivo della piattaforma, sottolineando in particolare la difficoltà di creare un account. Altri si rammaricano del fatto che la moderazione dei contenuti sia lasciata alla sola discrezione degli amministratori del gruppo, evidenziando il rischio di decisioni arbitrarie. “Le caratteristiche di Mastodon - ha scritto sempre Cosenza- lo rendono adatto ad un pubblico che dà molto valore all'assenza di pubblicità, di tracciamento e di un controllo centrale rispetto alla facilità di apprendimento e utilizzo. Si tratta di una nicchia, il cui nocciolo duro è costituito da ‘antagonisti del sistema' e appassionati di tecnologia. Tutti gli altri vengono inevitabilmente frenati da una curva di apprendimento poco ripida”. Le altre alternative Mastodon non è l'unica alternativa però. Altre piattaforme potenzialmente interessanti per chi vuole lasciare il microblogging dell'uccellino sono in fase di sviluppo. È il caso di Bluesky, il nuovo progetto del cofondatore di Twitter Jack Dorsey, che a fine ottobre ha dichiarato di avere 30mila utenti in lista d'attesa, o di Cohost, che promette che i dati personali dei suoi utenti non saranno mai venduti.  Piattaforme più consolidate, come Tumblr o l'applicazione di chat audio Clubhouse, hanno registrato un picco positivo, una ripresa di popolarità nelle discussioni online.  Per il momento, non c'è alcuna indicazione che queste alternative a Twitter siano però in grado di competere, e tanto meno di superare, il network dell'uccellino blu, che alla fine di giugno contava quasi 238 milioni di utenti attivi giornalieri. “Non credo - sostiene Vincenzo Cosenza - che Mastodon riuscirà ad attraversare il burrone, per dirla con Geoffrey Moore, ma forse stimolerà nuovi competitor (Tumblr ha annunciato che utilizzerà il protocollo ActivityPub) o forse lo stesso Twitter a fare meglio”.
Più di due milioni di famiglie vivono sotto la soglia di povertà
Cronaca
Oggi 27-11-22, 06:58

Più di due milioni di famiglie vivono sotto la soglia di povertà

AGI - Le famiglie che si trovano sotto la soglia di povertà in Italia sono circa due milioni". Queste sono le stime del presidente dell'Istat Giancarlo Blangiardo, intervenuto a Progress su Sky Tg24. "E abbiamo circa 5,6 milioni di soggetti che vivono dentro queste famiglie. Complessivamente, stiamo parlando del 7,5% delle famiglie italiane e del 9,4% delle persone residenti". Una dimensione considerevole, sottolinea il presidente dell'Istat, "ma quello che è decisamente più preoccupante è che negli ultimi anni, questi due numeri, ovvero le famiglie e gli individui che sono in condizioni di povertà sono fortemente cresciuti. E questo è allarmante". Riferendosi all'impatto del contesto politico ed economico attuale, con la guerra in Ucraina e la crisi energetica, Blangiardo ha spiegato che "in termini di tendenza, la crescita ha inizio dal 2011/12, è una decina anni che la tendenza putroppo, è in crescita. C'è stata una accentuazione nel 2020, anno del Covid e nel 2021 abbiamo avuto una relativa stabilità. Quest'anno abbiamo la sensazione che qualche misura, come ad esempio l'assegno universale, è valsa a non elimnare ma a contenere o ridurre leggermente l'effetto povertà soprattutto in quelle situazioni, mi riferisco soprattutto alle famiglie con i figli, che più direttamente vivono la condizione di disagio". Dall'inizio dell'anno,"ci sono state ulteriori 85mila richieste di aiuto, che hanno portato così a un milione e 750mila il numero delle persone che il Banco Alimentare sta aiutando", ha detto Giovanni Bruno, Presidente della Fondazione Banco Alimentare Onlus, intervenendo al programma su Sky. "è un dato piuttosto significativo - ha aggiunto - e le difficoltà quest'anno sono molte. Perché con il caro energia, ad esempio, anche le aziende sono in difficoltà a donare cibo e fondi. Quindi per noi, diventa ancora più importante il contributo del privato cittadino come sta avvenendo oggi. Per noi c'è stato un aumento dei costi di gestione del 45% e il 30% di donazioni in meno ma non perché le aziende non vogliono aiutarci, ma perchè si trovano in difficoltà". Per questo, ha sottolineato Bruno, "c'è bisogno della mano di tutti. Aggiungo che il discorso della povertà sta toccando fasce che prima non erano affette dal problema e ambiti più vicini a quella che prima era la normalità. Penso a studenti fuori sede a Milano, che dovendo pagarsi l'affitto hanno bisogno di aiuto per mangiare e famiglie che prima non avevano questo problema mentre adesso, sì. Abbiamo un impatto molto forte in termini di costi perchè non tutti immaginano che insieme al cibo, servono i mezzi e le attrezzature per conservare e consegnare gli alimenti con costi significativi. E quest'anno ci sono molte diffcoltà anche da parte delle aziende a donare le eccedenze".
Frana a Casamicciola, una donna morta e 11 dispersi. Il governo stanzia i primi 2 milioni di aiuti
Cronaca
Oggi 27-11-22, 00:04

Frana a Casamicciola, una donna morta e 11 dispersi. Il governo stanzia i primi 2 milioni di aiuti

AGI - E' di una vittima e una decina di dispersi, il bilancio provvisorio della frana che nella notte ha devastato Ischia e in particolare il comune di Casamicciola. Almeno tredici gli edifici crollati o danneggiati e molte le persone rimaste bloccate nelle abitazioni, senza corrente elettrica, o negli hotel. "Attualmente il decesso accertato è uno", ha ufficializzato il prefetto di Napoli, Claudio Palomba. Si tratta di una donna sulla cinquantina, dell'Europa dell'Est, sull'isola da anni perché sposata con un ischitano.  "Otto dispersi - ha aggiunto Palomba - sono stati trovati, tra cui un bambino e ne restano ancora una decina. Al momento abbiamo la segnalazione di un ferito, ma con un trauma di non particolare rilievo. Monitoriamo la zona presidiata da tutte le componenti della Protezione civile". Smentita dal ministro Mattea Piantedosi, la notizia diffusa in mattinata dal collega di governo Matteo Salvini, secondo il quale i morti accertati sarebbero stati 8. . Approntata intanto un 'zona rossa' per delimitare l'area più colpita dell'isola: "Sono 80 le persone che fanno parte di quella zona o immediatamente limitrofa che sono state già portate via stamattina presso il palazzetto dello sport - ha sottolineato ancora il prefetto - probabilmente si potrebbe arrivare a 150-200 persone entro stasera. Quasi tutte le famiglie della cosiddetta zona rossa dovrebbero essere collocate presso strutture alberghiere".   #Ischia #nubifragio, prosegue l'intervento dei #vigilidelfuoco per il soccorso alla popolazione. Difficoltà a raggiungere l'isola con motobarche ed elicotteri [#26novembre 10:30] pic.twitter.com/TAkmL2KURV — Vigili del Fuoco (@vigilidelfuoco) November 26, 2022 Si cercano dispersi e di definire meglio lo scenario - precisa il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio - Si va avanti a scavare nel fango e per tutta la notte si lavorerà con i fari", in una situazione difficile "per le condizioni meteoclimatiche".  Presto per fare una stima dei danni ma sicuramente la "colata di fango è stata distruttiva nella parte superiore e poi è andata a mare", ha continuato Curcio, rimasto a Napoli per coordinare i soccorsi.  #Ischia #nubifragio, continua l'intervento dei #vigilidelfuoco per il soccorso alla popolazione: giunte squadre in rinforzo con i traghetti. Nella clip la ricognizione aerea con l'elicottero sulla zona di Casamicciola [#26novembre 12:30] pic.twitter.com/wydBu2fQt8 — Vigili del Fuoco (@vigilidelfuoco) November 26, 2022 70 vigili del fuoco con i droni Sono 70 i vigili del fuoco sull'isola, che utilizzano anche droni e un elicottero per rilevare dispersi. Una famiglia di tre persone, padre, madre e un neonato, ritenuta dispersa, ha raggiunto l'ospedale ed è stata visitata. due gli uomini estratti vivi dal fango. Un ferito è ricoverato in ospedale. Il presidente della Campania, Vincenzo De Luca, ha già annunciato che verrà chiesto lo stato d'emergenza e nel frattempo la Fondazione Teatro San Carlo, in accordo con il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, e il sindaco, Gaetano Manfredi, anche in qualità di presidente della Fondazione, ha annullato la prima dell'opera 'Don Carlo' di Giuseppe Verdi prevista questa sera a Napoli. Continua a piovere con vento gelido che sferza i soccorritori mentre a Napoli infermieri e medici sono pronti a un piano di emergenza. Nel comune di Casamicciola quattro auto sono ribaltate sull'asse viario e non si è ancora riuscito a comprendere se dentro ci fossero persone "Il Governo è pronto a fare la sua parte", ha detto il vicepremier Antonio Tajani che da questa mattina è con Sangiuliano in prefettura per seguire l'evolversi della situazione. Anche il premier, Giorgia Meloni, ha voluto essere informata, chiamando il prefetto.
L'Argentina c'è, con il Messico finisce 2-0
Sport
Ieri 26-11-22, 22:29

L'Argentina c'è, con il Messico finisce 2-0

AGI - L'Argentina batte il Messico nel segno di Lionel Messi e si rimette in carreggiata dopo il clamoroso ko al debutto contro l'Arabia Saudita. Al Lusail Iconic Stadium finisce 2-0 grazie ad un mancino chirurgico della 'pulce' e al bellissimo gol di Fernandez, che risolvono una partita tanto equilibrata quanto bloccata. In virtù di questo risultato si capovolge completamente la situazione nel Gruppo C: in testa c'è la Polonia a 4 punti, poi proprio l'albiceleste e i sauditi a quota 3 e i messicani dell'argentino 'Tata' Martino fermi a 1. Si deciderà quindi tutto nell'ultimo turno, che avrà in programma Polonia-Argentina e Messico-Arabia Saudita. In un primo tempo equilibratissimo e soprattutto molto combattuto nella zona centrale del campo, argentini e messicani danno vita ad una gara non particolarmente emozionante. Tant'è che nei primi 45 minuti di gioco non si conta praticamente nessuna occasione da gol degna di nota. Soltanto a ridosso dell'intervallo il Messico ci prova con un calcio di punizione di Vega dai 25 metri, bloccato in tuffo da un attento Emiliano Martinez. Ad inizio ripresa è invece Messi ad avere a disposizione una punizione invitante e da posizione più ravvicinata, calciata però male e terminata alta sopra la traversa. La 'pulce' si rifà però con gli interessi al 64', indirizzando un mancino dal limite dell'area direttamente all'angolino dove Ochoa non può arrivare. Il Messico non riesce a rialzare la testa e nel finale capitola definitivamente con il gol di Enzo Fernandez, entrato dalla panchina e protagonista con un meraviglioso destro a giro valso il definitivo 2-0. 
La Pagella degli 'italiani' ai mondiali. Doppio miracolo del portiere juventino Szczesny
Sport
Ieri 26-11-22, 22:18

La Pagella degli 'italiani' ai mondiali. Doppio miracolo del portiere juventino Szczesny

AGI - La Polonia supera per 2-0 l'Arabia Saudita. Szczesny protagonista con un rigore parato. L'Australia supera di misura la Tunisia per 1-0. Bene gli 'italiani' in campo Dylan Bronn, Ajdin Hrustic e Fran Karacic. TUNISIA-AUSTRALIA KARACIC (AUSTRALIA) 6,5: Dopo 16 anni dal 'tuma' Gilberto Martinez con la sua Costa Rica, un giocatore del Brescia riappare ad un mondiale. Nel primo tempo si appropria della corsia di destra dominando sul piano della corsa. Dalle ottime combinazioni con Lickie nascono situazioni pericolose per la difesa tunisina, ma i suoi cross non raggiungono mai i pochi compagni presenti in area avversaria. Nella ripresa calano le energie e da' il suo contributo ad alzare la muraglia difensiva. Sostituito al minuto 75. BRONN (TUNISIA) 6: Una partita tutto sommato positiva per il difensore della Salernitana che appare uno dei piu' lucidi di una Tunisia molto nervosa. Cerca di spronare i compagni ma non riceve alcuna risposta, specialmente da uno spaesato Drager che viene puntualmente saltato sulla fascia. Nel secondo tempo si sacrifica come terzino di destra vincendo molti contrasti, ma si vede che non e' ruolo congeniale alle sue caratteristiche. HRUSTIC (AUSTRALIA) 6: Il numero 10 dei socceroos recupera in extremis dalle noie fisiche che lo hanno limitato nella sua esperienza con la maglia del Verona. Gioca una mezz'ora di qualita' e con il suo ingresso gli australiani tornano a minacciare la retroguardia avversaria con dei contropiedi che potrebbero chiudere la partita. POLONIA-ARABIA SAUDITA SZCZESNY (POLONIA) 8: Inizia la sua straordinaria partita con una bella parata su Kanno, che smorza l'entusiasmo di un'indemoniata Arabia saudita. Nel finale di primo tempo compie un doppio miracolo: prima ipnotizza Al Dawsari parandogli il rigore e poi è strepitoso respingendo la ribattuta. Ancora decisivo nella ripresa su tiro ravvicinato sempre di Al Dawsari. Mette lo zampino anche sul gol del vantaggio della Polonia con una apprezzabile apertura di 30 metri. Difficile fare meglio di così. ZIELINSKI (POLONIA) 6,5: In un primo tempo sparagnino della nazionale polacca non riesce quasi mai ad innescare le due punte. Fatica ad entrare nel vivo del gioco a causa delle difficoltà che sta riscontrando nel ruolo di trequartista. In ogni caso la firma del primo gol napoletano al mondiale porta il suo nome: riceve un passaggio da Lewandowski e insacca a botta sicura il portiere arabo. Nel secondo tempo fa capire la sua importanza nel far transitare la palla dal centrocampo all'attacco, ma a sorpresa viene sostituito al minuto 62. KIWIOR (POLONIA) 6: Un'altra prestazione convincente per il classe 2000 dello Spezia. Parte molto aggressivo e viene ammonito al minuto 14, da quel momento in poi si dimostra solido e concentrato, pronto a fermare le avanzate di una coraggiosa Arabia Saudita. Si prende la responsabilità di giocare il pallone da dietro e rischia di combinarla grossa nella ripresa, quando si fa scippare la sfera al limite dell'area. Sicuramente i molti club che lo stanno monitorando saranno rimasti colpiti dalla sua personalità. MILIK (POLONIA) 6: Nel primo tempo è mangiato di continuo dai difensori arabi e viene sopraffatto dal loro impeto. Più vivace nella ripresa in cui riesce a scambiare con costanza con in compagno di reparto Lewandowski. Al 63mo sfugge alla marcatura del difensore e colpisce perfettamente di testa un cross dalla sinistra, che per sua sfortuna si stampa sulla traversa. La partita dello juventino finisce al minuto 71. GLIK (POLONIA) 6: Giocatore vecchio stampo, statico, giganteggia in area ma va in difficolta quando viene attirato fuori dalla sua zona di comfort. E' il leader della linea difensiva, ma lascia i compiti d'impostazione al giovane Kiwior. Vince i duelli in area che fanno la differenza sul risultato. BERESZYNSKI (POLONIA) 6: Spostato di fascia in questa seconda partita, il difensore della Sampdoria si disimpegna bene con una partita prettamente difensiva in cui tiene ottimamente la posizione. Nella ripresa e' piu' coraggioso e si vede maggiormente nell'altra metà di campo, senza mai incidere. Test superato. PIATEK (POLONIA) 6: 25 minuti di sacrificio per il centravanti della Salernitana alla sua prima uscita mondiale. Rincorre il pallone toccandolo poche volte.  FRANCIA-DANIMARCA THEO HERNANDEZ (FRANCIA) 6,5: Padrone della fascia mancina, corre senza mai fermarsi e seminando il panico con la partecipazione del compagno di squadra Mbappe. I due si trovano alla grande, come accade nell'azione del gol: il terzino rossonero arriva sul fondo e appoggia la palla a rimorchio per il fenomeno del PSG che di prima insacca la palla in rete. Meno lucido quando bisogna difendere, dove viene saltato con tanto di tunnel da Kristensen. RABIOT (FRANCIA) 6: Nel primo tempo è uno dei migliori in campo per i transalpini, recupera palloni e sfiora il gol con un bel colpo di testa. Il rendimento scende nella ripresa, quando in occasione del pareggio della Danimarca si perde la marcatura di Christensen. Il centrocampista bianconero prova a riscattarsi nel finale con una rovesciata che si spegne di poco al lato. MAEHLE (DANIMARCA) 6: L'esterno dell'Atalanta approccia al match molto timido e non va oltre il compitino. Salva un gol gia' fatto trovandosi al posto giusto nel momento giusto. I veri pericoli creati dalla Francia pero' arrivano dall'altra fascia. GIROUD (FRANCIA) 5,5: Dura un'ora la partita del centravanti del Milan che non riesce a ripetersi dopo la doppietta contro l'Australia. Solitamente molto funzionale alla manovra francese con i suoi movimenti che permettono di innescare gli esterni, oggi appare lento e poco fluido. Nonostante sia molto presente in area avversaria non riesce mai ad essere pericoloso in zona gol.  ARGENTINA-MESSICO DI MARIA (ARGENTINA) 6: Autore di un pessimo primo tempo, l'esterno bianconero appare scarico alla sua seconda uscita in questo mondiale. Nel secondo tempo la musica cambia e scende in campo con un altro piglio, comincia ad essere piu' propositivo con le sue accelerazioni e a dribblare con leggiadria. Mette a referto l'assist per il primo gol argentino. LOZANO (MESSICO) 6: Una minaccia costante per i difensori argentini, il Chucky del Napoli lotta da solo contro tutti senza trovare il supporto dei compagni. Prova qualche tiro pretenzioso ma senza creare pericoli dalle parti di Martinez. A meta' partita lo schema del Messico diventa palla lunga e sperare che Lozano faccia qualcosa. Isolato. LAUTARO MARTINEZ (ARGENTINA) 5: Soffre più di tutti la sterilità offensiva dell'Argentina nella prima ora di gioco. Poco coinvolto dai compagni, l'attaccante dell'Inter prova ad arretrare la sua posizione per toccare piu' palloni, ma allontanandosi ulteriormente dalle zone di campo in cui puo' essere letale. Anche sfortunato, esce e dopo un minuto l'Albiceleste passa in vantaggio con una scintilla di Messi. 
Kiev lancia un programma di export del grano per l'Africa e l'Asia
Estero
Ieri 26-11-22, 22:11

Kiev lancia un programma di export del grano per l'Africa e l'Asia

AGI - Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha lanciato l'iniziativa 'Grano dall'Ucraina' con l'intento di aiutare Paesi dell'Africa e dell'Asia colpiti da carestie. Il progetto è stato presentato dal leader di Kiev durante la visita nella capitale ucraina dei premier e capi di Stato di Belgio, Lituania, Polonia e Ungheria in occasione del 90esimo anniversario dello Holodomor, la carestia che colpì gli ucraini nell'inverno 1932-'33. All'evento sono intervenuti online anche il presidente francese Emmanuel Macron, la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen e il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg. L'iniziativa promossa da Zelensky, cui partecipano anche organizzazioni umanitarie internazionali come il Wfp, punta a inviare fino a 60 navi cargo di grano nei Paesi piu' poveri dell'Africa, a cominciare da Etiopia, Yemen, Somalia e Sudan. L'iniziativa ucraina dimostra che la sicurezza alimentare globale "non sono solo parole vuote" per Kiev, ha sottolineato Zelensky, lanciando il progetto. Il leader di Kiev ha raccolto circa 150 milioni di dollari da oltre 20 Paesi, insieme all'Ue. "Intendiamo inviare almeno 60 navi cargo dai porti ucraini a Paesi che affrontano maggiormente la minaccia della carestia e della siccita'", ha proseguito il leader ucraino. 
Il Canada sfila la finale di Coppa Davis all'Italia
Sport
Ieri 26-11-22, 21:44

Il Canada sfila la finale di Coppa Davis all'Italia

AGI -  - Italia bella, coraggiosa e sfortunata cede il passo al Canada che si qualifica per la sua prima finale di Coppa Davis. La gara decisiva, il doppio, dopo la vittoria di Sonego su Shapovalov e la sconfitta di Musetti con Auger-Aliassime, ha costretto il ct Filippo Volandri a sostituire il titolare Simone Bolelli, infortunatosi al termine della gara di quarti di finale vinta con gli Usa, con Matteo Berrettini al fianco di Fabio Fognini. The 2022 Davis Cup Final is SET@TennisCanada v @TennisAustralia #DavisCup #byRakuten pic.twitter.com/KVH41P3PLC — Davis Cup (@DavisCup) November 26, 2022 Il romano, fermo ai box da ottobre, a Malaga solo per supportare i suoi compagni, ha risposto 'presente' al commissario tecnico e si è messo a disposizione. Purtroppo la lunga lontanaza dai campi e la condizione fisica ancora precaria ha reso iniqua la sfida, combattuta con tanto cuore. Fognini superlativo ha tenuto in piedi la squadra, ma i canadesi, Pospisil e Auger-Aliassime (schierato al posto di Shapovalov, stremato dopo il match con Sonego) hanno prevalso 7-6 7-5 portando il Canada in finale dove affrontera' l'Australia.
Riunione di famiglia per i Biden, candidatura vicina
Estero
Ieri 26-11-22, 20:52

Riunione di famiglia per i Biden, candidatura vicina

AGI - Il conto alla rovescia è cominciato nella quiete di Nantucket, l'isola davanti alla costa del Massachusetts dove la famiglia Biden è in vacanza. Il presidente Joe Biden e la moglie Jill hanno cominciato ad analizzare seriamente i pro e i contro di una candidatura alla ricerca del secondo mandato alla Casa Bianca. La decisione non verrà presa in questi giorni ma è da giovedì, riportano i media americani, che la questione viene analizzata ogni giorno in famiglia. I consiglieri spingono per la candidatura. Secondo il sito Bloomberg l'annuncio finale è considerato solo una formalità: sarà Biden 2024. La fonte della notizia non è un aspetto secondario: i Biden sono ospiti in una residenza che appartiene proprio al co-fondatore di Bloomberg David Rubenstein, grande amico della coppia presidenziale. Shop small today, America! pic.twitter.com/iHlbtFR9hO — President Biden (@POTUS) November 26, 2022 "Si candiderà - dice Michael LaRosa, ex consigliere della first lady - non vedo chi altri potrebbe farlo. Il presidente ha dimostrato di non essere solo un ottimo politico in campagna, ma anche uno che fa seguire i fatti". Anche questo non è un punto di vista secondario. LaRosa è ancora legato alla First lady, è possibile che ne conosca gli umori, ben sapendo quanto il giudizio di Jill sia stato decisivo nella candidatura nel 2019. La decisione verrà presa in questo mese, quello dedicato tradizionalmente alla famiglia, che si è aperto con la festa di Thankgsiving e si chiuderà con quella di Natale. A gennaio verrà fatto l'annuncio. "La mia intenzione - aveva detto il presidente a inizio novembre - è quella di correre di nuovo. Ma sono rispettoso del destino. E alla fine penso che questa sara' una decisione presa in famiglia". I Biden passano ore camminando lungo la spiaggia, andando nei ristoranti del posto e facendo un po' di shopping. Con loro ci sono i figli Ashley e soprattutto Hunter, il punto debole della questione, quello che sarà nei prossimi due anni il bersaglio di un'inchiesta dei Repubblicani alla Camera. Questo è un elemento che i Biden valuteranno con grande attenzione: fare campagna elettorale con lo stillicidio delle notizie riguardanti il figlio, dalle controverse consulenze in Ucraina e in Cina all'ipotesi di evasione fiscale, potrebbe essere molto faticoso. Biden vuole mettere in chiaro in famiglia che stavolta non sarà in discesa come nel 2020. Servirà grande compattezza. In più c'è il fattore età: Joe ha compiuto domenica 80 anni, traguardo che fa di lui il primo presidente ottuagenario della storia americana. Farebbe campagna a 82 e, se dovesse essere rieletto, lascerebbe a 86. "La sua età un po' è motivo di preoccupazione", ammette Wendy Beardsley, residente a Nantucket e sostenitrice democratica. I sondaggi segnano un leggero miglioramento, ma restano in calo rispetto a inizio mandato: l'indice di approvazione, secondo la media stilata dal sito FiveThirtyEight, è passato dal 53 per cento del 23 gennaio 2021 al 41,8 del 23 novembre. A favore della candidatura gioca il momento: il risultato delle elezioni di Midterm hanno rinforzato la sua posizione. L'assenza di un'alternativa pesa: i giornali propongoni nomi, ma nessuno convince, dal giovane talento Pete Buttigieg alla stessa vicepresidente Kamala Harris, dalla senatrice Amy Klobuchar alla governatrice del Michigan Gretchen Whitmer. Se ne avesse avuto bisogno, il soggiorno a Nantucket ha portato nuove certezze ai Biden: quando la first lady appare per lo shopping, le persone le urlano "we love you". Quando appare il presidente, gridano, "no red wave, no red wave", cioè "niente onda rossa", il colore dei Repubblicani. Elon Musk ha già annunciato il suo sostegno a Ron DeSantis e non a Donald Trump, ma questo serve solo a ricordare che sull'altro campo c'è già un candidato ufficiale, Trump, e uno ormai imminente. Ne manca uno. Nantucket, isola progressista dove però hanno casa anche Repubblicani come il candidato trumpiano ancora in corsa in Georgia Herschel Walker e quello battuto in Pennsylvania Mehmet Oz, ha già votato: vuole ancora Biden. Ora bisogna vedere cosa voterà la famiglia, e soprattutto la persona considerata quella con la maggiore influenza sul presidente: la moglie Jill. 
La Francia si qualifica agli ottavi, Mbappé stende la Danimarca 2-1
Sport
Ieri 26-11-22, 19:11

La Francia si qualifica agli ottavi, Mbappé stende la Danimarca 2-1

AGI - Una doppietta di uno scatenato Mbappé permette alla Francia di battere anche la Danimarca e di qualificarsi agli ottavi di finale di Qatar 2022 con una gara di anticipo. Alla squadra di Hjulmand non basta invece il gol del momentaneo pareggio di Christensen: se da una parte i bleus sono già certi del passaggio del turno, dall'altra i danesi dovranno per forza vincere l'ultima decisiva gara con l'Australia, momentaneamente a +2 in classifica al secondo posto. Più convinta la partenza dei bleus, che a ridosso del quarto d'ora creano la prima vera occasione da gol con un colpo di testa di Varane sugli sviluppi di un corner, salvato quasi sulla linea da Maehle. I transalpini continuano a fare la partita e prima della mezz'ora si fanno vedere altre due volte: prima con un colpo di testa di Rabiot parato da Schmeichel, poi con un destro di Kounde murato da Hojbjerg. I danesi provano a scuotersi al 36', quando una ripartenza fulminea porta alla conclusione Cornelius, il cui tentativo si spegne sul fondo. L'ultimo spunto prima dell'intervallo è ancora della Francia, stavolta con Mbappe che calcia alle stelle da buona posizione su assist di Dembele. Nella ripresa la squadra di Deschamps parte molto meglio e all'ora di gioco sblocca con Mbappe, appena dopo un'incredibile occasione sciupata da Griezmann: il talento del Psg chiude uno scambio con il milanista Theo, fulminando con il destro il portiere dopo una leggera deviazione di Christensen. Sarà proprio il difensore del Barcellona, giusto una manciata di minuti più tardi, a riportare tutto in equilibrio con un colpo di testa ravvicinato dopo una spizzata di Andersen sul corner di Eriksen. La Danimarca prende coraggio e al 73' sfiora anche il raddoppio con Lindstrom, che calcia di prima su un bel passaggio dalla sinistra trovando la parata di Lloris. La Francia però non si abbatte, si riaffaccia in avanti con Tchouameni e Rabiot e all'86' rimette la freccia per il sorpasso con il solito Mbappe, che si avventa sul cross di Griezmann firmando il 2-1 sotto porta e salendo in vetta alla classifica marcatori con tre centri alla pari di Valencia. 
Mattarella in Svizzera per spingere su un accordo complessivo con l'Europa
Politica
Ieri 26-11-22, 18:51

Mattarella in Svizzera per spingere su un accordo complessivo con l'Europa

AGI - Una relazione bilaterale stretta e la speranza di accordi organici con l'Europa. Sergio Mattarella arriva a Berna lunedì pomeriggio, accompagnato dalla figlia Laura, per una visita di Stato in Svizzera di tre giorni, a otto anni dall'ultima visita di Stato compiuta dal presidente Napolitano nel 2014. I rapporti bilaterali, la cooperazione nei fori multilaterali e una forte collaborazione scientifico culturale sono i punti chiave su cui si basa l'amicizia tra Roma e Berna, che hanno anche rapporti economici molto stretti con un fortissimo interscambio. E nonostante le resistenze dovute al dibattito interno alla confederazione elvetica, l'Italia è tra i paesi che spingono maggiormente per il raggiungimento di un accordo complessivo della Svizzera con l'Unione europea, che comprenda tutti gli accordi settoriali già in corso. Il Presidente della Repubblica giungerà lunedì pomeriggio a Berna e avrà come primo impegno, non a caso, un incontro al Centro Polifunzionale con la fortissima comunità italiana. Oltre 600.000 concittadini vivono da anni in Svizzera, molte le famiglie discendenti dai migranti del secolo scorso, molti i giovani studenti e ricercatori di una nuova forma di immigrazione legata agli scambi scientifici. Il presidente potrà portare ai transfrontalieri italiani che lavorano in Svizzera anche la buona notizia dell'avvio dell'iter di ratifica da parte italiana dell'accordo siglato nel 2020 sulla loro tassazione. Martedì Mattarella, accompagnato dal presidente della Confeerazione, il ticinese Ignazio Cassis, visiterà il museo Paul Klee, progettato da Renzo Piano, e la cattedrale gotica di Berna. Il pomeriggio sarà invece dedicato ai colloqui istituzionali. Dopo gli onori militari nella piazza Federale, il capo dello Stato, accompagnato dal viceministro Edmondo Cirielli, terrà una dichiarazione ufficiale insieme al presidente Cassis nel palazzo Bernerhof, poi si svolgeranno i colloqui ufficiali e verso le 17,30 si terrà una conferenza stampa dei due presidenti. La giornata si concluderà con il pranzo di Stato offerto dal presidente Cassis a Mattarella e alla delegazione italiana. Il giorno seguente i due presidenti si trasferiranno a Zurigo in treno per partecipare al convegno del Politecnico federale di Zurigo (Eth) sui temi dell'innovazione, un modo per sottolineare l'importanza che riveste l'orizzonte scientifico-tecnologico nel rapporto tra Roma e Berna. Ad accogliere Mattarella e Cassis il Presidente del Politecnico, Joel Mesot, e il Rettore, Gunther Dissertori, il Console Generale d'Italia a Zurigo, Gabriele Altana. I due presidenti svolgeranno un saluto a studenti e docenti, poi quattro ricercatori italiani terranno le presentazioni di altrettante ricerche. Il professor Stefano Brusoni parlerà di "Tecnologia e Innovazione, la dottoressa Viola Becattini di "Cultura, trasporto e stoccaggio CO2", la professoressa Paola Picotti di "Biomarcatori per la diagnosi del Parkinson" e il dottor Michele Gregorini di "Test PCR veloci, affidabili e a prezzi accessibili". Al termine si terrà una dimostrazione di progetti del Gruppo di bioingegneria del Politecnico Federale di Zurigo, diretto dal Professor Stanisa Raspapovic. Dopo una colazione offerta dal Presidente della Confederazione Svizzera, il Presidente della Repubblica rientrerà a Roma. 
Un uomo arrestato per aver perseguitato un parroco di Latina
Cronaca
Ieri 26-11-22, 18:13

Un uomo arrestato per aver perseguitato un parroco di Latina

AGI - Era arrivato a impedire addirittura la celebrazione delle messe e di altre attività parrocchiali. Un incubo per un sacerdote di Formia che ha visto arrestare il suo persecutore, un 36enne del posto. L'uomo è stato raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Cassino. E la polizia di Formia ha eseguito il provvedimento nei confronti del 36enne che vive in uno stato di disagio. Le sue incursioni in parrocchia e nei luoghi frequentati dal parroco erano diventate sempre più frequenti, al punto da destare grave preoccupazione nella comunità cristiana di Formia. E il religioso non era l'unico obiettivo del 36enne. L'uomo si è scagliato anche contro gli operatori dei servizi sociali del comune che si occupavano di lui. Aggressioni, minacce e insulti erano all'ordine del giorno. Ora il 36enne dovrà rispondere di atti persecutori e si trova nelle camere di sicurezza della questura di Latina in attesa di essere trasferito in carcere. 
Una giovane italiana fermata a Istanbul per la manifestazione del 25 novembre
Estero
Ieri 26-11-22, 17:54

Una giovane italiana fermata a Istanbul per la manifestazione del 25 novembre

AGI - Fra i fermati di ieri a Istanbul durante la manifestazione nella giornata internazionale sulla violenza contro le donne c'è una giovane italiana: lo fa sapere la Farnesina. L'ambasciata di Ankara e la sede diplomatica di Istanbul, spiegano al ministero degli Esteri, sono in continuo contatto con le autorità turche e con il padre della giovane. A lanciare l'allarme sul fermo di un paio di manifestanti straniere (oltre alla giovane italiana, c'è anche una donna proveniente dall'Azerbaigian) era stata poche ore prima delle conferma l'associazione turca Mor Dayanisma ("solidarietà viola" in turco), che aveva lanciato l'appello a diffondere la notizia e a esprimersi per il loro rilascio e contro l'espulsione dal Paese. Nonostante la manifestazione di ieri in piazza Taksim non fosse stata autorizzata, centinaia di persone si sono comunque riunite, rispondendo all'appello della "piattaforma per il 25 novembre", un insieme di movimenti femministi, per intonare in turco e curdo lo slogan delle proteste iraniane "Donna, vita, libertà". Controllate da un ingente spiegamento di forze di polizia, che cercava di impedire la manifestazione, le donne hanno risposto ricordando che avrebbero piuttosto dovuto intervenire contro gli autori delle violenze. Decine delle manifestanti sono state fermate, fra loro anche le due donne straniere. 
L'Arabia torna sulla terra, la Polonia passa 2-0
Sport
Ieri 26-11-22, 17:37

L'Arabia torna sulla terra, la Polonia passa 2-0

AGI - Dopo l'impresa con l'Argentina, l'Arabia Saudita non riesce in un altro colpaccio ed è costretta a piegarsi di fronte alla Polonia. All'Education City Stadium di Al Rayyan finisce 2-0 grazie al sigillo del centrocampista del Napoli Zielinski e al primo gol in un Mondiale di Lewandowski, ma soprattutto grazie alle parate del portiere juventino Szczesny, capace di neutralizzare un rigore ad Al Dawsari (sull'1-0) e rendersi protagonista di almeno altri due interventi provvidenziali. In attesa di Argentina-Messico, la squadra di Michniewicz sale in testa al Gruppo C a 4 punti, seguita a quota 3 proprio dagli arabi di Renard. Avvio di carattere da parte dei sauditi, che al 13' portano il primo pericolo dalle parti di Szczesny con un destro potente di Kanno, alzato sopra la traversa dal portiere della Juventus. La risposta polacca arriva soltanto a ridosso della mezz'ora, quando da un corner di Zielinski è Bielik a svettare di testa nel cuore dell'area, trovando il muro di Al Shehri appostato davanti ad Al Owais. Il risultato si sblocca al 39' proprio in favore della Polonia, sottotono fino a quel momento: Lewandowski controlla in qualche modo una palla su un'uscita del portiere saudita, dalla linea di fondo vede e serve Zielinski, che piazza un destro sotto la traversa per l'1-0. Prima dell'intervallo, però, un episodio discutibile in area biancorossa rischia subito di riequilibrare tutto: Al Shehri va a giù a contatto con Bielik, tocco del polacco che viene giudicato falloso da Var ed arbitro e punito quindi con il rigore. Dal dischetto Al Dawsari si lascia ipnotizzare da Szczesny, miracoloso anche sul tiro in ribattuta di Al Breik. Nonostante la grandissima occasione sprecata l'Arabia continua a premere anche ad inizio ripresa, creando un'altra palla gol al 55' con Al Dawsari, che prova a risolvere un batti e ribatti in area trovando ancora una risposta decisiva di un super Szczesny. Al 60' ci prova invece Al Buraikan sparando a lato da buona posizione, mentre dall'altra parte la Polonia va per due volte vicinissima al raddoppio con Milik e Lewandowski, che colpiscono rispettivamente una traversa ed un palo nel giro di tre minuti. Il bomber del Barcellona, però, si rifà nel finale trovando il gol che chiude i conti dopo un'ingenuità di Al Malki, che si fa sradicare il pallone dai piedi permettendogli di realizzare il 2-0. Qualche istante più tardi Lewandowski avrebbe anche la palla della doppietta, ma la fallisce davanti al portiere tentando uno scavetto.