Agi

Fondata nel 1950 da Giulio de Marzio e Walter Prosperetti, e controllata dall'ENI dal 1965, ha sede a Roma ed ha redazioni in 15 capoluoghi di provincia italiani ed una sede estera presso l'Unione europea a Bruxelles. Trasmette quotidianamente dei notiziari su cronaca, politica, economia, finanza, cultura, spettacolo, sport per i mezzi d'informazione e per le aziende.
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Bimbo di 2 anni muore annegato nella piscina della villetta di famiglia
Cronaca
Oggi 18-05-21, 14:39

Bimbo di 2 anni muore annegato nella piscina della villetta di famiglia

AGI -  Tragedia ieri sera nel Pescarese, dove un bimbo di 2 anni è morto annegato nella piscina della villetta di famiglia. È accaduto attorno alle 20 in via Maddalena, a Città Sant'Angelo. Stando ad una prima ricostruzione, il piccolo era in casa, quando i familiari l'hanno perso di vista e hanno cominciato a cercarlo Poco dopo la tragica scoperta: il bambino era finito nella piscina. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Montesilvano e il 118, ma i tentativi di salvare il piccolo sono stati inutili. La Procura di Pescara ha aperto un fascicolo sulla morte del bimbo. Sono indagati, come atto dovuto, i genitori del piccolo. L'ipotesi di reato è omicidio colposo. La pm titolare del fascicolo, Rosangela Di Stefano, ha inoltre disposto l'autopsia, che sarà eseguita domani dal medico legale, Davide Girolami. 
In Arabia Saudita assalto di vacanzieri dopo il "via libera"  ai viaggi per i vaccinati
Estero
Oggi 18-05-21, 14:15

In Arabia Saudita assalto di vacanzieri dopo il "via libera"  ai viaggi per i vaccinati

AGI - Centinaia di automobili si sono riversate nelle strade che collegano l'Arabia Saudita con Bahrein e Qatar formando lunghe code. Allo stesso modo migliaia di cittadini hanno raggiunto gli aeroporti del Paese, carichi di valigie, biglietti e prenotazioni all'estero. Sono visibili, insomma, gli effetti del "via libera" che Riad ha concesso ai vaccinati, e ai guariti da almeno sei mesi, dopo oltre un anno di restrizioni e chiusure per arginare la diffusione del virus.  A partire dallo scorso lunedì tutti i cittadini sauditi che sono immunizzati dal coronavirus possono infatti viaggiare all'estero con l'eccezione di 13 mete: Libia, Yemen, Armenia, Afghanistan, Siria, Iran, Somalia, Bielorussia, India, Libano, Turchia, Repubblica Democratica del Congo e Venezuela.  Il ponte "Re Fahd", di 25 chilometri, che unisce Arabia Saudita e Bahrein, chiuso da marzo 2020 a causa della pandemia da Covid-19, è stato letteralmente preso d'assalto. Secondo Arab News, invece, sono oltre 300 i veicoli hanno attraversato i confini con il Qatar, durante la prima mattinata di libertà.  Ben 385 voli internazionali, nelle prime 24 ore, sono decollati da nove aeroporti sauditi, tra cui Riad, Gedda e Dammam. La compagnia di bandiera del Regno, Saudia, ha reso noto che gli aerei erano diretti verso 43 destinazioni in 30 Paesi specificando che, nelle prossime settimane, opererà 178 voli di linea da Gedda e 153 da Riad ogni sette giorni. I primi due voli in assoluto erano diretti in India e Bangladesh mentre i primi atterraggi riguardavano aerei provenienti da Egitto e Indonesia. Il ministero dell'Interno dell'Arabia Saudita ha specificato che sono tre le categorie di cittadini a cui è permesso viaggiare: quelli che hanno ricevuto due dosi del vaccino, quelli che hanno ricevuto una singola dose almeno 14 giorni prima della partenza, e le persone che sono guarite dall'infezione negli ultimi sei mesi.
La Corte costituzionale tedesca ha respinto i ricorsi contro il Quantitative Easing
Estero
Oggi 18-05-21, 14:14

La Corte costituzionale tedesca ha respinto i ricorsi contro il Quantitative Easing

AGI - La Corte costituzionale tedesca ha respinto ulteriori ricorsi contro l'acquisto di titoli di Stato attraverso la Banca centrale europea, il cosiddetto Programma Pspp. I ricorsi presentati da Peter Gauweiler, ex esponente della Csu, e dal fondatore dell'Afd, Bernd Lucke, sono stati dichiarati “irricevibili” e immotivati, a quanto hanno comunicato i giudici di Karlsruhe. La querelle riguarda il programma di acquisto di obbligazioni lanciato nel 2015 e volto a stimolare l'economia. Un anno fa, nel maggio del 2020, la Corte di aveva sentenziato che il programma era parzialmente incostituzionale ed aveva chiesto alle autorità monetarie di dimostrare la proporzionalità di tali acquisti: in caso contrario, alla Bundesbank veniva vietato di partecipare agli acquisti.  In pratica, nel mirino c'era il “bazooka” lanciato da Mario Draghi quand'era presidente della Bce: per la corte costituzionale, la Banca centrale europea varando quel programma rischiava di andare oltre il proprio mandato.  Nel luglio successivo, il Bundestag aveva poi certificato con una larga maggioranza che i requisiti della sentenza di Karlsruhe erano stati implementati. Nondimeno, Lucke e Gauweiler non si erano dati per vinto: con il loro ricorso, hanno indotto la Corte a dare una valutazione riguardo al rispetto della sentenza precedente. Oggi i giudici costituzionali in sostanza affermano che il Bundestag e il governo federale non hanno superato il proprio mandato nel mettere in atto la sentenza del maggio 2020
Il treno sotto la Manica scampa al fallimento
Economia e Finanza
Oggi 18-05-21, 13:21

Il treno sotto la Manica scampa al fallimento

AGI - Eurostar, l'operatore dei treni che corrono sotto il tunnel della Manica, si è assicurato un mega finanziamento da 290 milioni di euro e riuscirà così a tenersi a galla in attesa che vengano completamente tolte le restrizioni di viaggio dovute al Covid-19. La società, che era stata sull'orlo del fallimento, ha sottolineato che i fondi forniti dagli azionisti e dalle banche riusciranno ad assicurare il suo futuro. La compagnia d'oltre Manica, che opera un solo volo giornaliero Londra-Bruxelles-Amsterdam al momento, doveva assolutamente trovare nuovi soldi prima della fine di maggio/inizio giugno per evitare il fallimento. Questo perché ha registrato un notevole calo di clienti, più di qualsiasi altro operatore ferroviario europeo o compagnia aerea concorrente. Eurostar soffre di essere percepita nel Regno Unito come una società statale francese, mentre in Francia è spesso vista come una società britannica perché ha sede a Londra. Non ha quindi potuto beneficiare di aiuti diretti o di prestiti garantiti dallo Stato, a differenza delle compagnie aeree. Il finanziamento trovato, pari a 250 milioni di sterline (290 milioni di euro), permetterà alla società "di soddisfare gli obblighi finanziari a breve e medio termine".  "Il forte impegno finanziario degli azionisti con le banche è il fattore chiave che ci permetterà, nell'immediato futuro, di aumentare l'attività poiché si prevedono miglioramenti nel controllo della pandemia di Covid-19", ha detto l'amministratore delegato di Eurostar, Jacques Damas. Il CEO di SNCF Voyageurs Christophe Fanichet ha accolto  "questo rifinanziamento, che è un passo importante per garantire la sostenibilità di Eurostar e viaggiare tra il continente e la Gran Bretagna. Ora la compagnia vede la luce alla fine del tunnel: aumenterà la sua offerta a due viaggi giornalieri di andata e ritorno sulla rotta Londra-Parigi il 27 maggio, per poi aggiungere un terzo servizio dalla fine di giugno. Aumenterà "gradualmente la frequenza nel corso dell'estate, dato che le restrizioni di viaggio dovrebbero essere allentate".  Prima della pandemia, Eurostar offriva tra 15 e 18 viaggi giornalieri Parigi-Londra e una decina su Londra-Bruxelles (tre dei quali erano appena stati estesi ad Amsterdam). Il direttore generale Jacques Damas intende ora intensificare le discussioni con i governi "per un allentamento controllato delle restrizioni di viaggio e per procedure di controllo transfrontaliere sicure e senza intoppi". L'accordo include 50 milioni di sterline di capitale dai suoi azionisti, 150 milioni di sterline di debito garantito da quegli stessi azionisti e 50 milioni di sterline di linee di credito esistenti ristrutturate. Oltre alla SNCF, Eurostar è posseduta al 40% dal consorzio Patina Rail - di cui il 30% è detenuto dalla Caisse de dépôt et placement du Québec e il 10% dal fondo britannico Hermes Infrastructure - e al 5% dalla SNCB belga. Questi azionisti hanno già contribuito con 210 milioni di euro. Allo stesso tempo, Eurostar si è impegnata a ridurre drasticamente i suoi costi, ha messo la sua forza lavoro in orario ridotto e ha già preso in prestito 400 milioni di sterline (450 milioni di euro), che sono stati utilizzati. Un altro obiettivo è la fusione di Eurostar con la compagnia franco-belga Thalys -società controllata al 60% dalla SNCF e al 40% dalla SNCB-, annunciata nell'autunno 2019 e auspicata per la fine dell'anno secondo Alain Krakovitch, il direttore generale di Voyages SNCF, il ramo che supervisiona i treni a lunga percorrenza, compreso il TGV. Anche Thalys ha sofferto della pandemia e per la prima volta nella sua storia sta cercando finanziamenti esterni quest'anno. La fusione Eurostar-Thalys dovrebbe permettere di "cercare delle sinergie", di risparmiare ottimizzando la rotazione dei treni o unificando i sistemi informatici e di distribuzione, ha spiegato recentemente Krakovitch all'AFP, con l'obiettivo di "svilupparsi nel Nord Europa".
Scoperti 400 chili di cocaina in un tir carico di carne di pollo
Cronaca
Oggi 18-05-21, 13:13

Scoperti 400 chili di cocaina in un tir carico di carne di pollo

AGI  - Stipati in un container partito dal Brasile e destinati al Kosovo, dentro scatole destinate al trasporto di carne di pollo, c'erano oltre 400 chilogrammi di cocaina. Li hanno intercettati nel porto di Gioia Tauro i finanzieri del comando provinciale di Reggio Calabria che, grazie ad una complessa operazione internazionale, hanno messo le mani su carico ingente di "oro bianco", suddiviso in 400 panetti  ben mimetizzati. Le Fiamme Gialle calabresi hanno sequestrato la droga nel paese di destinazione grazie al supporto della polizia locale e di quella albanese. Un danno di oltre 100 milioni di euro per i trafficanti che speravano di smerciare lo stupefacente sulle piazze di spaccio dell'est Europa. Una sinergia proficua, che ha portato anche al fermo di 25 persone e l'arresto di sette di loro. Il carico era stato individuato dagli stessi finanzieri e dai funzionari dell'Agenzia delle Dogane di Gioia Tauro mediante le sofisticate tecnologie utilizzate quotidianamente per le verifiche sui milioni di containers che transitano sui moli  dello scalo calabrese, il più grande del Mediterraneo oltre che uno dei più importanti del mondo per il volume di merci  in transito da un capo all'altro del globo che vi fanno tappa. In particolare, la scansione radiogena del contenitore, una tecnica effettuata con i sistemi più evoluti che consente di scoprire anomalie della merce, ha consentito alle autorità italiane di individuare la droga, salpata dal porto di Santos (Brasile) e diretta ad una ditta con sede in Lipjan (Kosovo).  Gli inquirenti hanno deciso, a quel punto, di non procedere al sequestro e di seguire il tragitto del container sicuri di arrivare ai destinatari attivando i canali della collaborazione internazionale. Rogatoria internazionale Al fine di identificare i responsabili, la Procura della Repubblica di Reggio Calabria, diretta dal Procuratore Giovanni Bombardieri, coadiuvato dal suo aggiunto Calogero Gaetani Paci oltre che dal sostituto procuratore Francesco Ponzetta, ha disposto l'esecuzione di una consegna controllata internazionale, mediante l'emissione di una rogatoria nei confronti della Procura di Stato del Kosovo e della Procura Speciale di Albania. Così, ad attendere la droga nel porto di destinazione c'erano la polizia locale e a quella criminale albanese, oltre ai finanzieri italiani che, con il coordinamento della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga del Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell'Interno e del II Reparto del Comando Generale della Guardia di Finanza “Coordinamento informativo e relazioni internazionali”. La complessa operazione internazionale si è conclusa  ieri sera. La Guardia di Finanza e le  polizie albanese e  kosovara, dopo aver seguito il container per l'intero tragitto, hanno sequestrato la cocaina. Fra le persone sottoposte a fermo di polizia, operai, impiegati ed autisti dell'azienda destinataria. Per gli arrestati l'accusa è di traffico internazionale di stupefacenti. Non è il primo sequestro di droga o di merce illegale effettuato nel porto calabrese. Costruito negli anni settanta al servizio del quindo centro siderurgico nazionale mai realizzato, solo dopo diversi anni dal suo completamento il porto di Gioia Tauro ha trovato un ruolo nel transhipment. Nei containers, all'insaputa delle compagnie di navigazione, trovano spesso spazio merci illegali grazie alla complessità delle procedure di controllo delle tonnellate di materiale imbarcato e nonostante l'impiego dei ritrovati tecnologici più all'avanguardia.
Dopo i lockdown, torna la voglia di bere. E i barman scaldano i muscoli
Cronaca
Oggi 18-05-21, 12:02

Dopo i lockdown, torna la voglia di bere. E i barman scaldano i muscoli

AGI -  ​Nei ruggenti anni Venti dello scorso secolo, quando la spagnola era ormai alle spalle, nei locali regnava l'euforia e il gin divenne presto leggenda. In barba al proibizionismo, vennero inventati cocktail che fecero epoca ed erano a base del celebre distillato: il Southside ad esempio, per ricordare il quartiere di Chicago dominato da Al Capone, o il French 75 che deve il suo nome al tristemente famoso obice da 75 millimetri usato durante la Grande Guerra. Cento anni dopo, anche l'era post-Covid, scommettono i soliti bene informati, vedrà un exploit di nuove bevande e cocktail, complici le riaperture e la voglia degli italiani di rimettersi (letteralmente) in pista.  Nel frattempo, sono diventati ormai un'abitudine i canned cocktail o ready to drink: nati durante il lockdown, vengono consegnati in lattina o in bottiglia, o addirittura in bustine. Basta mescolare un po' e voilà, il bicchiere è servito. Hanno avuto una rapida espansione nell'ultimo anno, simbolo di piccole coccole auto-concesse durante gli interminabili mesi trascorsi forzatamente in casa, oppure per il momento del brindisi – detto anche ”aperizoom”– con gli amici e parenti tramite app e in video. Ma sono tuttora molto apprezzati, e si prevede anzi un aumento dei consumi. E così mentre l'estate si avvicina, i locali stanno riaprendo e il coprifuoco sembra (il “sembra” è rigorosamente scaramantico) destinato a diventare un lontano ricordo, i barman scaldano i muscoli e sperimentano nuove soluzioni. Sembra però che i millennial preferiscano andare sul sicuro, e puntino ai vintage cocktail, soprattutto quelli degli anni Ottanta. Via libera quindi al Negroni sbagliato, al Sex on the beach (a base di vodka, succo di mirtilli e succo d'arancia) o al Cosmopolitan, sempre a base di vodka (ma nello shaker ci va anche il cointreau). E un evergreen che dominerà la prossima estate, secondo un'indagine dell'IWRS (lndonesia Whiskey Research) sarà  sicuramente il whisky: anche in questo caso, sarà un omaggio agli anni Venti visto che uno dei cocktail più famosi di sempre è il Godfather (in onore dei “padrini” della mafia italo-americana), o anche più in là nel passato con l'Old Fashioned (servito per la prima volta nella seconda metà dell'Ottocento dal proprietario di una distilleria). Gli esperti del settore, secondo un recente sondaggio, sono convinti che la vera regina dell'estate sarà invece la tequila: bevuta a shot, ossia un preciso tipo di bicchiere piccolino e compatto con il quale si bevono liquori puri tutto d'un fiato, oppure come base per il famoso Margarita.  Non tutti sanno peraltro che tra poche settimane (precisamente il 24 luglio) si festeggerà l'International Tequila Day, una giornata intera dedicata al famoso distillato di agave, simbolo del Messico. Altro trend dell'estate saranno gli hard seltzer: prima del Covid, erano in forte ascesa ma ora con le riaperture stanno prendendo progressivamente quota questo tipo di bevande che amalgamano aromi agrumati, acqua gasata e una componente alcolica contenuta, di circa il 4 e il 6%. Sono i cocktail diciamo perfetti per chi è a dieta e vuole concedersi un piccolo peccato di gola, visto che hanno un basso apporto calorico. Secondo l'autorevole sito americano vinepair.com, questa categoria raggiungerà nei prossimi anni un giro di affari mondiale di oltre 14 miliardi di dollari, triplicando in pratica il suo attuale valore. Negli Stati Uniti,  proprio per la loro immagine salutista, e il gusto rinfrescante, sono da mesi al top della classifica. E spopoleranno presto anche in Italia, dove peraltro sono già molto richiesti. Last but not least, le celebri “bollicine” tutte italiane: il Prosecco doc non solo non ha conosciuto la crisi della pandemia visto che nel 2020  ha superato come produzione quota mezzo miliardo di bottiglie certificate. Ma per quest'anno c'è anche una new entry, il Prosecco rosé. Lanciato lo scorso novembre in Italia, ha già visto aumentare di ben sette volte le vendite a livello globale. Che altro dire? Cin cin. 
Il Pil dell'Italia cala meno della media dell'Eurozona
Economia e Finanza
Oggi 18-05-21, 11:21

Il Pil dell'Italia cala meno della media dell'Eurozona

AGI - Il Pil italiano quest'anno è calato meno della media dell'Eurozona. Nel primo trimestre del 2021, il Pil destagionalizzato è diminuito dello 0,6% nell'Eurozona e dello 0,4% nell'intera Ue, rispetto al trimestre precedente, secondo una stima rapida pubblicata da Eurostat, l'ufficio statistico dell'Unione europea. In Italia il calo è stato dello 0,4%.  Le flessioni seguono la contrazione rilevata nel quarto trimestre del 2020 (-0,7% nell'area euro e -0,5% nell'Ue) dopo un forte rimbalzo nel terzo trimestre del 2020 (+12,5% nell'area euro e +11,7% nell'Ue) e le diminuzioni più nette dall'inizio delle serie temporali nel 1995 osservate nel secondo trimestre del 2020 (-11,6% nell'area dell'euro e- 11,2% nell'Ue).
Medio Oriente, la trama diplomatica di Bergoglio
Cronaca
Oggi 18-05-21, 11:18

Medio Oriente, la trama diplomatica di Bergoglio

AGI -  Il richiamo è doppio. La foto in prima pagina sull'Osservatore Romano ha una luce ed espressioni caravaggeschi. Ma la scena è reale: due fratellini morti sotto le bombe di questa nuova guerra tra Israele e Hamas, nata in modo incomprensibile ed incomprensibilmente duratura. L'immagine è potente, il messaggio di disgusto esplicito. Anche Wojtyla, pensando una volta ad una guerra in Medioriente, parlò di disgusto di Dio per l'Uomo. Inoltre, e questo è il secondo richiamo, vengono in mente altri due paesi mediorientali: la Siria e l'Iraq. In Iraq Papa Francesco è stato poche settimane fa, a marzo, a predicar la pace e a bandir la guerra dalle rovine di Mosul. Il conflitto in Siria, agli inizi del pontificato, gli fece coniare l'espressione tremenda di “Terza guerra mondiale a pezzi”. Anche questo ricordo deve aver fatto sì che Papa Francesco intensificasse, in queste ore, le iniziative diplomatiche. La cronaca parla di due appuntamenti, uno telefonico e l'altro in presenza, molto vicini l'uno all'altro. Alle nove del mattino il Pontefice riceve la telefonata del presidente turco Erdogan, oggi per lo più considerato una sorta di paria nelle cancellerie occidentali ma ai tempi del conflitto siriano una pedina fondamentale per gli equilibri della regione mediorientale. Alle 9,30, vale a dire immediatamente dopo, entra nel so studio del Palazzo Apostolico il ministro degli esteri iraniano, Javad Zarif. L'Iran è anch'esso considerato ai margini della comunità internazionale da parte di numerose cancellerie, ma il vento pare stia cambiando: da Washington arrivano segnali distensivi, si parla anche di ridare vita all'accordo sullo sviluppo dell'energia nucleare di Teheran che fu concluso da Obama e cancellato da Trump.  Domenica, poi, proprio Bergoglio ha chiesto due cose ben distinte, vale a dire un nuovo impegno della comunità internazionale per far tacere le armi tra Israele e Hamas e la fine delle uccisioni dei civili. La morte dei bambini, poi, è qualcosa di incomprensibile e inaccettabile. Parole riprese esattamente e precisamente dall'Osservatore Romano a commento della copertina shock che apre l'edizione che esce successivamente. Ultimo tassello: di bambini morti ve ne sono stati diversi a Gaza. Anche la Gran Bretagna, adesso, chiede a Israele di limitarsi ad attacchi proporzionati nella forza e nei bersagli. Si tratta, questa crisi mediorientale, del primo scossone dopo la pausa forzata imposta dal coronavirus. Proprio il covid Bergoglio aveva sfidato, tra le altre cose, nel suo viaggio in Iraq. Quel viaggio ebbe un momento saliente nell'incontro, a Qom, con l'ayatollah Al Sistani, leader religioso sciita. Il Pontefice ne emerse molto rinfrancato: non solo per le garanzie data dall'anziano ayatollah alla locale comunità cristiana, ma per l'intesa interreligiosa in favore della pace che ne scaturiva. L'Iran è una repubblica islamica quasi totalmente sciita, e la cosa non è di importanza secondaria. Ugualmente non è secondario, nel valutare il colloquio telefonico tra Francesco e Erdogan, l'essere la Turchia paese in gran parte sunnita e l'essere essa portata, in caso di gravi crisi internazionali come l'attuale, ad intensificare un ruolo di iniziativa diplomatica insieme all'Arabia Saudita. Insomma, dopo il fallimento della mediazione egiziana tra Hamas ed Israele, forse vale la pena di giocare la carta dei paesi della Pace di Abramo. Anche gli Usa potrebbero gradire. Del resto i due appuntamenti con il presidente turco ed il ministro iraniano seguono di un paio di giorni il faccia a faccia sempre di Bergoglio con l'incaricato americano per le questioni climatiche, John Kerry. La coincidenza temprale colpisce, ma è impossibile farsi dire se i due interlocutori, oltre che al clima, abbiano dedicato la loro conversazione anche al Medioriente e ai suoi sviluppi. L'archivio però – e gli archivi in diplomazia hanno il loro interesse – parla di alcuni precedenti. John Kerry, che è cattolico oltre ad essere fidato collaboratore di Joe Biden, è stato segretario di stato di Obama ai tempi dell'accordo con l'Iran sul nucleare. E anche ai tempi della distensione con Cuba. Nell'agosto 2015, inaugurando la riaperta ambasciata Usa all'Avana ringraziò il Pontefice per l'avvio del disgelo tra le due nazioni. "Non è un caso che il pontefice verrà qui e poi negli Stati Uniti" precisò ricordando che di lì a un mese sarebbe volato all'Avana anche Francesco in persona. Insomma, i due si conoscono da tempo e collaborano in maniera fruttuosa, avendo anche una certa intesa su dossier internazionali scottanti. Nessuna conclusione affrettata è pertant ma un pensieroo autorizzata, sì.
Oltre 5 mila migranti entrano in Spagna dal Marocco, schierato l'esercito
Estero
Oggi 18-05-21, 09:46

Oltre 5 mila migranti entrano in Spagna dal Marocco, schierato l'esercito

AGI - Continuano a giungere migranti nell'enclave spagnola in Marocco di Ceuta, dove lunedì si era registrato un numero di arrivi record, ben 5.000 tra cui circa 1.500 minori in 24 ore.  Diverse decine di migranti subsahariani hanno scavalcato la barriera di confine tra Spagna e Marocco a Melilla e sono riusciti ad entrare nella città in diversi gruppi. Nelle prime ore del giorno sono entrati anche dal mare, come del resto era già accaduto ieri. Schierato l'esercito Nella zona è stato dispiegato l'esercito per contenere le centinaia di persone che aspettano sull'altro lato della frontiera.  Sono già iniziati i rimpatri: il ministro per l'Inclusione, la sicurezza sociale e la migrazione, Josè Luis Escrivá, ha detto che vengono effettuati "a un ritmo significativo" e che gli accordi con il Marocco in materia di migrazione "sono molto chiari". Secondo il governo l'arrivo massiccio nelle ultime ore non ha nulla a che fare con la decisione della Spagna di consentire che venga curato in un ospedale di Logroño il capo del Fronte Polisario, Brahim Gali. Il ministro Escrivà ha riconosciuto che quanto accaduto nelle ultime ore "non era atteso", ma ha spiegato che il fenomeno è legato alla pandemia e all'ulteriore povertà che si è verificata nei Paesi sub-sahariani.
L'economia giapponese in contrazione dell'1,3% nel primo trimestre
Economia e Finanza
Oggi 18-05-21, 09:13

L'economia giapponese in contrazione dell'1,3% nel primo trimestre

AGI - L'economia giapponese si è contratta dell'1,3% nei primi tre mesi del 2021 dopo che il governo ha imposto restrizioni anti covid nelle principali città a causa dell'aumento dei contagi. Il calo, in linea con le aspettative, segue due trimestri in espansione ed è stato determinato da un rallentamento dei consumi. A gennaio è stato imposto un nuovo stato di emergenza con chiusure anticipate dei ristoranti.  "Il consumo personale è stato particolarmente colpito dalle misure di emergenza del Covid-19", ha affermato Naoya Oshikubo, economista senior di SuMi TRUST, in un'analisi pubblicata prima della diffusione dei dati ufficiali. Vi è però una nota positiva: "si prevede che gli investimenti di capitale privato continueranno a crescere poiché l'industria manifatturiera nel suo complesso rimane forte", ha detto Oshikubo. Secondo gli analisti, è probabile che il rallentamento economico continui, a seguito del terzo stato di emergenza imposto all'inizio di maggio in diverse parti del paese, comprese le città di Tokyo e Osaka. A complicare ulteriormente il quadro è la campagna vaccinale che a giudizio degli economisti procede troppo lentamente.
Il ciclone Tauktae si abbatte sull'India, naufraga un battello
Estero
Oggi 18-05-21, 09:11

Il ciclone Tauktae si abbatte sull'India, naufraga un battello

AGI - Naufragio al largo delle coste di Bombay: almeno 127 persone disperse, scomparse perchè l'imbarcazione su cui viaggiavano è andata a picco travolta dal passaggio del ciclone Tauktae. Lo ha reso noto la Marina di New Delhi, che ha schierato due navi ed elicotteri nelle ricerche. La nave, che trasportava 273 persone, ha iniziato ad andare alla deriva lunedì quando venti fortissimi si sono abbattuti sulla costa occidentale del subcontinente indiano. Nonostante le condizioni di mare estremamente difficili, 146 passeggeri sono stati tratti in salvo, ma decine sono dispersi. 
Notte di fuoco a Gaza ma si aprono spiragli per il cessate il fuoco
Estero
Oggi 18-05-21, 09:07

Notte di fuoco a Gaza ma si aprono spiragli per il cessate il fuoco

AGI - E' stata una nuova notte di fuoco a Gaza con una serie di raid israeliani, ma meno intensi rispetto ai giorni scorsi e accompagnati da una pausa di sei ore nel lancio di razzi palestinesi. Sembra essere l'indicazione di uno spiraglio per il cessate il fuoco a cui sta lavorando l'Egitto e che potrebbe concretizzarsi entro giovedì. Il pressing leggero di Biden Una cessazione delle ostilità è stata chiesta anche dal presidente Usa, Joe Biden, pressato in patria dall'ala 'liberal' dei democratici che gli contesta anche il 'via libera' alla vendita per di armi di precisione (tra cui bombe a guida laser dall'impatto devastante) per 735 milioni di dollari.          Biden non ha chiesto la fine immediata dei combattimenti, ma una tregua: ha sostanzialmente detto al premier, Benjamin Netanyahu, con cui ha parlato lunedì sera, che il tempo per l'operazione a Gaza sta per scadere. Gli israeliani sembrano intenzionati ad andare avanti ancora per 24/48 ore: hanno fatto sapere di aver distrutto nella notte altri 15 chilometri di tunnel sotterranei e che sono già stati eliminati "150 terroristi". L'esercito ha ribadito che dovrà colpire ancora i vertici di Hamas con altri raid per "almeno due giorni", poi potrebbe fermarsi.  Due giorni per la tregua I negoziati egiziani per mediare un cessate il fuoco tra Israele e i palestinesi a Gaza "sono vicini" a un risultato, ha riferito una fonte diplomatica alla stampa israeliana, sostenendo che una tregua dovrebbe essere siglata in "due giorni al massimo".  Per ora, comunque, il martellamento continua, e anche il lancio dei razzi: ancora stamane un'intensa 'grandinata' nel sud di Israele. Tshahal, l'esercito con la stella di David, ha fatto sapere di aver colpito obiettivi "terroristici" e di aver preso di mira ancora una volta la 'metro', la rete di tunnel sotterranea a Gaza City e Khan Younis. Meno razzi I palestinesi avevano lanciato razzi verso Israele nella serata, ma senza ulteriori attacchi fino all'alba, quando gli allarmi delle sirene sono tornati a suonare nelle comunità vicino a Gaza e nella città di Netivot. In totale, nell'arco dell'intera notte, ne sono stati lanciati 90, di cui Iron Dome ne ha intercettati "decine". All'alba, Idf, l'esercito israeliano, ha reso noto di aver colpito almeno una decina di lanciarazzi multipli, tra i quali sei che erano puntati verso Tel Aviv (oltre 65 quelli neutralizzati dall'inizio delle ostilità) e di aver distrutto altri 15 chilometri di tunnel sotterranei tra Gaza city e Khan Younis: è il quarto round di 'martellamento' sulla cosiddetta 'metro', la rete di galleria scavata dai miliziani palestinesi di cui Tsahal sostiene di aver giù distrutto un centinaio di chilometri. Nella notte hanno volato su Gaza 60 caccia, che hanno sganciato oltre 100 bombe su 65 obiettivi. Insomma, per adesso, il martellamento non si ferma, ma una tregua forse si avvicina.
Angela Merkel pensionata diventa "La Signora in giallo', ma è solo un libro
Estero
Oggi 18-05-21, 09:05

Angela Merkel pensionata diventa "La Signora in giallo', ma è solo un libro

AGI - Angela Merkel in giallo: non nel senso dei leggendari blazer monocolore che la cancelliera usa indossare da svariati decenni in tutte le occasioni pubbliche, ma nel senso di investigatrice sulle tracce di un pericoloso omicida. Ebbene sì: sul modello di Miss Marple o, appunto, della mitica "Signora in giallo" interpretata in televisione da Angela Lansbury. L'idea è dello scrittore tedesco David Safier e risponde all'inevitabile domanda che tutti si stanno facendo in queste settimane in Germania (e nel mondo): cosa farà Merkel dopo le elezioni federali di settembre, dopo che sarà scaduto il suo ultimo mandato alla cancelleria federale, dalla quale ha governato per ben sedici anni il Paese più grande e importante dell'Unione europea, superando per durata il grande Konrad Adenauer e raggiungendo il record di Helmut Kohl? Lei lo ha detto e ribadito in tutte le salse: non ambisce ad alcuna carica politica e neanche ad un importante ruolo nell'economia. Davvero farà la tranquilla pensionata nella sua amata Uckermark, quella parte del Brandeburgo nel quale da svariate decadi possiede una modesta dacia ove ha l'abitudine di rifugiarsi appena ha qualche giorno di liberta' dagli impegni nazionali ed internazionali? Davvero si limiterà alle passeggiate nei boschi e a preparare torte alla mela per suo marito, il fisico quantistico Joachim Sauer? Davvero si accontenta di seguire in televisione la nuova messinscena della "Traviata"? Appunto: impensabile. Cosa racconta il libro "Siamo nell'anno 2022", s'avvia il racconto di Safier, Angela si è trasferita nell'Uckermark da sei mesi, ma dopo la vita turbolenta a Berlino fa fatica ad abituarsi alla sonnecchiante vita di campagna. Ed ecco che accade il fatto che scatena fulmineamente la sua propensione all'azione: un delitto. Un mistero apparentemente incomprensibile. E' un aristocratico del luogo, tale Philipp von Baugenwitz, testè conosciuto durante una passeggiata nei boschi, ad essere rinvenuto cadavere in una cella del suo castello chiusa dall'interno, con indosso un'armatura da cavaliere. Avvelenato. Così "Miss Merkel" inizia la sua caccia al colpevole, con quel suo modo analitico (è ben noto che fino al giorno della caduta del Muro di Berlino il suo mestiere era quello di fisica presso l'Accademia della Scienza dell'allora Ddr), quel modo apparentemente placido ed in realtà implacabile con il quale ha affrontato nei decenni chissà quanti vertici internazionali, duelli a tu per tu con i maggiori leader del mondo, crisi internazionali, congressi di partito e sfiancanti campagne elettorali.  L'autore e i dettagli Va detto che Safier - scrittore nativo di Brema autore di vari bestseller - riempie la narrazione di gustosi riferimenti alla vita della cancelliera, giocando con intelligenza sulle contrapposizioni offerte da una storia cosi' ricca di eventi: dal fazzoletto avuto in dono dal Dalai Lama con il quale Merkel si asciuga dalla fronte il sudore mentre passeggia nei boschi al fatto che lei si rivolge a suo marito, l'austero scienziato Sauer, chiamandolo "Puffel" (fa noi forse di direbbe "Batuffolo"). Tra le varie una delle più notevoli è la circostanza che il cagnolino - regalatole, nel libro, dal marito, per superare la sua paura dei cani - si chiami nientemeno che Putin: perché è ben nota la storia - vera - del presidente russo che anni fa nella sua dacia sul Mar Nero provocatoriamente terrorizzò Merkel facendole praticamente saltare addosso il suo enorme cane nero di nome Koni. Un episodio celebre, che all'epoca una testata autorevole come Foreign Policy defini' "una forma di intimidazione". Ora, su questo dettaglio Safier gioca con immenso divertimento: a un certo punto il simpatico cagnolino fa i suoi bisogni, e quando l'ex cancelliera risparmia all'imponente bodyguard che l'accompagna l'onere di raccoglierne i "regalini" si limita a dire, con il suo proverbiale humour freddo, "non si preoccupi, sono abituata a rimettere a posto i danni di Putin". Safier lo ammette senza difficolta' di rischiare un corto circuito tra realtà e finzioni: "Se per caso verrà nominata commissaria straordinaria dell'Onu mi ritrovero' in un universo parallelo", afferma in un recente intervista, nella quale rivela però che è già al lavoro ad un seguito, dal titolo "Assassinio al cimitero". Le vendite I numeri gli danno ragione: attualmente "Miss Merkel - Omicidio nell'Uckermarck" è ai vertici delle classifiche librarie in Germania. Il che sorprende, o forse anche no: non solo la cancelliera è tutt'oggi la personalità politica di gran lunga più popolare della Germania, ma in più pochi metterebbero in dubbio che Merkel è un'icona dei nostri tempi (tanto da meritarsi un verbo tutto suo, "merkeln" - noi diremmo "merkelare" - che sta a significare l'attitudine a temporeggiare finché l'avversario non crolla e la Realpolitik non si volge a suo favore). Merkel-icona con i suoi blazer monocolori e con il suo linguaggio da scienziata, Merkel-icona che fa la spesa da sola al supermercato o fa la fila da Konopke, il più celebre chiosco di 'currywurst' di tutta Berlino. E ora Merkel-icona che indaga come la Miss Marple di Agatha Christie con tutto il suo fervore analitico sul piu' misterioso omicidio capitato in anni in questo ultimo lembo del Brandeburgo.
Biden: "Israele ha il diritto di difendersi, appoggiamo il cessate il fuoco"
Estero
Oggi 18-05-21, 07:45

Biden: "Israele ha il diritto di difendersi, appoggiamo il cessate il fuoco"

AGI - Telefonata tra il capo della Casa Bianca e il leader israeliano. Il presidente Usa chiede uno sforzo per proteggere i civili e l'impegno a riportare la calma a Gerusalemme. E' alta tensione in tutto il Medio Oriente: in serata sei razzi partono dal Libano senza raggiungere il territorio israeliano, si fa fuoco contro le postazioni da cui sono partiti. Non accenna a diminuire l'escalation di violenza tra Israele e Hamas, nonostante gli sforzi della diplomazia internazionale per arrivare a un cessate il fuoco. Il numero di vittime palestinesi a Gaza è salito a oltre 200, tra cui almeno 59 bambini; 38 mila sono gli sfollati a causa dei raid e 2.500 sono rimasti senza casa, ha denunciato l'Onu.      L'esercito israeliano ha annunciato l'uccisione dell'alto comandante della Jihad islamica Hassam Abu-Harbid, morto in un bombardamento che ha preso di mira la sua abitazione; il gruppo fondamentalista ha reagito minacciando di colpire la Knesset e il porto di Haifa. Lo Stato ebraico ha anche rivendicato di aver colpito le case di cinque alti esponenti di Hamas, di aver distrutto il principale centro operativo delle forze di sicurezza interna del Movimento islamico e di aver sventato un tentativo di attaccare lo Stato ebraico dal mare. "Le istruzioni sono di continuare a colpire obiettivi terroristici", ha sottolineato il premier Benjamin Netanyahu, al termine di una riunione del gabinetto di sicurezza, lodando l'operato delle forze armate (Idf).     Sirene hanno continuato a suonare, nel mirino Sderot, Ashkelon, Ashdod, Kissufim, Netivot e le comunità intorno alla Striscia di Gaza. Sono circa 3.350 i razzi sparati verso Israele dall'inizio dell'operazione "Guardiano delle Mura" la settimana scorsa; di questi circa 500 sono caduti nella stessa enclave. Dieci i morti finora, compreso un bimbo di sei anni, e oltre 300 i feriti.       Sul fronte diplomatico, l'attività è frenetica ma finora senza risultato: Washington ha bloccato per la terza volta una bozza di dichiarazione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu; dalla Casa Bianca, la portavoce ha rassicurato sugli sforzi dell'amministrazione di Joe Biden per raggiungere una de-escalation, sottolineando che sono oltre 60 le telefonate compiute con le controparti mediorientali.  Intanto da Ramallah, è arrivato l'appello del presidente palestinese Abu Mazen agli Usa per fermare "l'aggressione di Israele". Incontrando l'inviato americano, Hady Amr, il leader dell'Anp ha chiesto anche di "avviare iniziative per a una soluzione politica basata sulle risoluzioni delle Nazioni Unite e sul diritto internazionale".      A lavorare a una mediazione per un cessate il fuoco e' l'Egitto, coadiuavato da altri Paesi. Il ministro degli Esteri del Cairo, Sameh Shoukry, ha avuto un colloquio con il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, il quale ha sentito anche l'omologo saudita, Faisal bin Farhan al Saud. La cancelliera tedesca Angela Merkel ha sentito Netanyahu al quale ha espresso "solidarietà" riaffermando "il diritto" di Israele "ad autodifendersi" contro i razzi. A Parigi si sono incontrati il presidente francese, Emmanuel Macron, e l'omologo egiziano, Abdel Fattah al-Sisi: il capo dell'Eliseo ha annunciato che nei prossimi giorni lavorera' con il presidente egiziano e il re giordano su una proposta concreta di cessate il fuoco e un percorso possibile verso colloqui tra israeliani e palestinesi.      La situazione rimane tesa anche in Cisgiordania così come tra arabi ed ebrei in Israele: per domani, il comitato che rappresenta la minoranza araba nello Stato ebraico ha proclamato uno sciopero generale, una protesta sostenuta anche da Al Fatah, la fazione che fa capo ad Abu Mazen.
Giornata contro l'omofobia, bandiere arcobaleno in tutta Italia
Cronaca
Oggi 18-05-21, 07:00

Giornata contro l'omofobia, bandiere arcobaleno in tutta Italia

AGI – Bandiere e panchine arcobaleno, illuminazione, manifestazioni, sit-in, eventi: in tutt'Italia si celebra la Giornata internazionale contro l'omofobia e la transfobia, con molte iniziative caratterizzate dalla  volontà di combattere la violenza e la discriminazione di genere. Ecco una panoramica di quanto accaduto in diverse regioni: Liguria Panchine arcobaleno inaugurate a Genova e a Lavagna ma con polemica. La prima si trova in piazza Palermo, nel municipio Medio Levante, guidato dal centrodestra, mentre l'altra è ubicata in piazza della Libertà, davanti al Comune di Lavagna. "Una panchina è solo una panchina, un gesto simbolico che assume significati differenti a seconda del contesto e degli obiettivi - sottolinea su facebook il Coordinamento Liguria Rainbow - vedere il Municipio Medio Levante rifarsi il trucco per apparire gay-friendly ci indigna. A queste destre illiberali e autoritarie è stato dato un pretesto per dirsi non omolesbobitransfobiche, mentre in Parlamento la strada per l'approvazione del ddl Zan è ancora lunga, in salita e piena di ostacoli, costruiti ad arte proprio dai partiti che reggono la maggioranza del sindaco di Genova, Marco Bucci, e del presidente del Municipio Medio Levante, Francesco Vesco". Per il Coordinamento, in questo caso si tratta di "pink washing" e "rainbow washing" del Municipio. Secondo Liguria Rainbow, queste panchine "possono essere un segno permanente in luoghi dove si pratica la difficile strada per i diritti e il rispetto di tutte e tutti, dove lo stesso si può inciampare ma c'è una collettività attenta a discuterne". Per questo, diverso è stato l'approccio del Coordinamento nei confronti di un'altra panchina arcobaleno inaugurata nelle scorse ore ai Giardini Luzzati: "Si tratta di uno spazio che vede ormai permanenti le nostre bandiere arcobaleno, luogo accogliente del Liguria Pride Village e di tante iniziative friendly". Sardegna A Cagliari le associazioni e i movimenti per i diritti civili celebrano stasera la Giornata internazionale contro l'Omofobia, la bifobia e la transfobia con l'evento di piazza 'Frocie alla Riscossa'. La scelta del nome per la manifestazione, che si terrà alle 18 al Bastione Saint Remy, è una provocazione, una risposta pubblica al quotidiano 'Libero' che in prima pagina aveva titolato 'Omosessuali alla riscossa'. "Abbiamo deciso di autonominarci frocie negli anni '70 e oggi siamo alla riscossa per rivendicare totalmente i nostri diritti", spiegano le promotrici del sit-in, sostenuto da una trentina di sigle, fra le quali il movimento 'Pride-Frocie alla Riscossa', Giulia Giornaliste Sardegna, Fridays for Future Cagliari, 'Non una di meno', '6000 Sardine Sardegna', gruppi universitari e partiti del centrosinistra. "Questo è soltanto il primo atto. Scenderemo in piazza per dare il pieno sostegno al disegno di legge Zan e per dar voce a tutte quelle realtà che ancora oggi subiscono discriminazioni e oppressioni a causa dell'orientamento sessuale, dell'identità di genere, del genere di appartenenza, della propria etnia o disabilita'". Veneto Il comune veneziano di Chioggia in occasione della Giornata Internazionale contro l'Omofobia ha lanciato il video "Vivere a colori". Si tratta di un'iniziativa lanciata sui principali social media da un'idea di Gianluca Frezzato (direttore artistico), Nicola Nicchetto (regista) e Samuele Barbetta (ballerino concorrente del cast 2021 della trasmissione "Amici di Maria De Filippi"). "Quando sei costretto a portare una maschera, ti senti solo e ti chiedi se sia giusto continuare a recitare, mentendo a chi ti ama. A volte lo fai per proteggere le persone che ti stanno attorno, a volte perchè hai solo paura - hanno spiegato Nicola Nicchetto e Gianluca Frezzato - solo la speranza può darti la forza di ascoltare il tuo vero io, per andare avanti e trovare una via d'uscita, che ti faccia abbattere il muro che ti sei costruito nel tuo mondo fatto di false verità. Quando finalmente decidi di parlare e abbatti quel muro, il mondo che ti sei costruito sparisce e inizi a vivere a colori. Il grigiore che ti portavi addosso sparisce e una nuova vita fatta di emozioni e di persone che ti amano per quello che sei sono lì ad aspettarti, per vivere davvero assieme a te". Il video è visibile nella pagina Facebook del Comune di Chioggia. La giunta comunale ha aderito anche quest'anno alla rete RE.A.DY , Rete Nazionale delle Regione e degli Enti locali per prevenire e superare l'omotransfobia che oggi (dalle 12 città aderenti del 2016) 210 partner. Toscana Dopo l'iniziativa di sabato che ha raccolto migliaia di partecipanti, la comunità arcobaleno toscana, in occasione della giornata mondiale contro l'Omofobia, scende nuovamente in piazza per lanciare un segnale alla politica e rivendicare maggiori diritti. I manifestanti si riuniscono alle 19 per un incontro con letture e canti. "Pretendiamo che il ddl Zan venga immediatamente calendarizzata e approvato in Senato - rivendicano le sigle organizzatrici Giovani Democratici Toscana, Arcigay Firenze Altre Sponde, L. E. D. Arcigay Livorno, Agedo Toscana, Ireos e Choreos - senza ulteriori modifiche e senza altri passi indietro, come successo già anni fa con la legge Cirinnà sulle unioni civili". Anche il Comune di Firenze porterà il suo sostegno patrocinando molti eventi, dal titolo collettivo 'Diritti di essere', in varie sedi delle città. "L'omofobia non è un'opinione, è violenza e discriminazione - commenta il sindaco Dario Nardella - Non un passo indietro, approvare subito il Ddl Zan. Nel suo discorso Mattarella parla di 'rifiuto assoluto di ogni forma di discriminazione e centralità del principio di uguaglianza'. Un messaggio chiaro e efficace che deve guidare tutti noi ogni giorno". Tra le iniziative organizzate dal Comune c'è l'inaugurazione di cinque panchine arcobaleno nei quartieri aderenti, dibattiti e incontri dedicati alla lotta contro l'Omofobia, eventi online contro la violenza e il bullismo. Questa mattina inoltre è stata esposta una bandiera arcobaleno a palazzo Medici Riccardi, sede della Città Metropolitana di Firenze, che ha rinnovato l'adesione a Re.a.dy, la Rete nazionale delle pubbliche amministrazioni anti discriminazioni per orientamento sessuale. Nel sito web della Metrocittà si può trovare anche il 'kit contro il bullismo omofobico' realizzato da Ireos, destinato a istruttori sportivi e insegnanti delle scuole. Piemonte Anche Torino dice no all'odio. Il Comune, con la Rete Ready (Rete Nazionale delle Regioni e degli Enti locali per prevenire e superare l'omotransfobia) aderisce alla Giornata Internazionale contro Omofobia, lesbofobia, transfobia e bifobia, con la campagna dal duplice claim. Due i canali con cui si articola la campagna, uno fisico con l'affissione di cartelloni e poster e l'altro digitale, attraverso la condivisione social di materiali a cui possono partecipare anche i cittadini. L'immagine scelta dal capoluogo piemontese è il murale realizzato nell'ambito del progetto B. ART dell'artista Millo (Camillo Giorgino), riprodotta su 400 manifesti affissi su tutto il territorio cittadino, sulle locandine poste nei punti informativi delle Circoscrizioni amministrative, e attraverso i social della Città. Sull'immagine, la scritta "Qui non c'è posto per parole d'odio". "Le parole d'odio - commenta Marco Alessandro Giusta, assessore comunale ai Diritti - pesano nella vita di tante persone, come catene che le tengono legate senza dar loro la possibilità di esprimersi, di essere se stesse, di contribuire alla vita sociale, culturale ed economica della nostra società. Non e' più tempo di sorridere, di far finta di niente: le parole umiliano, giustificano la violenza, talvolta uccidono". Emilia Romagna A Bologna la facciata di Palazzo Re Enzo è stata illuminata nella notte con i colori dell'arcobaleno. E una bandiera con le stesse tonalità, simbolo della comunità Lgbt, è esposta da questa mattina sul balcone dello stesso palazzo sede del Comune di Bologna. Con questa iniziativa l'amministrazione del capoluogo emiliano aderisce alla giornata internazionale contro l'Omofobia. Come partner della Rete Ready - la Rete italiana delle Regioni, Province autonome ed enti locali impegnati per prevenire, contrastare e superare le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere - il Comune di Bologna partecipa alla campagna delle città contro la discriminazione: "Io non uso parole d'odio e tu?" e "Qui non c'è posto per le parole d'odio". Attraverso questa iniziativa, si spiega in una nota, le amministrazioni pubbliche aderenti alla rete vogliono quindi lanciare un messaggio chiaro: i discorsi d'odio alimentano e giustificano fenomeni di violenza e vanno quindi contrastati. La campagna prevede la condivisione social di materiali a cui potranno partecipare anche i cittadini con una cornice per le foto profilo su Facebook Lombardia Questa sera la Villa Reale di Monza sarà illuminata con i colori dell'arcobaleno, in occasione della Giornata mondiale contro l'Omofobia. A deciderlo è stato all'unanimità il Consiglio comunale lo scorso febbraio, con un'apposita delibera. "L'Omofobia - aveva affermato il sindaco Dario Allevi - è figlia dell'ignoranza: va combattuta con l'educazione e pene più severe. E' una questione di diritti che riguarda tutti noi". All'Ospedale Niguarda di Milano invece è da segnalare l'iniziativa dell'Associazione Amici della Neonatologia, che ha donato ai bimbi ricoverati nella terapia intensiva delle cuffie arcobaleno lavorate a mano dall'Associazione Cuore di maglia. A Varese, viene inaugurata dal sindaco Davide Galimberti una panchina arcobaleno all'interno dei Giardini Estensi, con una targhetta con la scritta "Varese dice no all'Omofobia, alla bifobia e alla transfobia". "Qualsiasi tipo di discriminazione va sempre condannata - dichiara il sindaco di Varese Davide Galimberti - in nome dei principi di uguaglianza e nel pieno sviluppo dei diritti umani. Una società libera deve essere in grado di garantire lo sviluppo degli individui, anche nelle relazioni interpersonali e affettive. Con questa panchina Varese lancia un segnale per contrastare ogni forma di pregiudizio, nel rispetto dell'identità di ogni individuo
"Sul nucleare si troverà un accordo", ha detto Zarif a Di Maio
Estero
Oggi 18-05-21, 06:59

"Sul nucleare si troverà un accordo", ha detto Zarif a Di Maio

AGI - Rassicurare l'Italia sul buon esito dei negoziati sul nucleare iraniano a Vienna e riprendere le fila della cooperazione economico-commerciale con il nostro Paese, in vista della possibile revoca delle sanzioni americane a Teheran: sono stati i punti cardine della visita a Roma del ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, che alla Farnesina ha incontrato il collega Luigi Di Maio. Secondo quanto apprende l'AGI, il capo della diplomazia iraniana si è detto "ottimista" sul raggiungimento di un nuovo accordo sul nucleare nei colloqui indiretti avviati nella capitale austriaca con gli americani e a Di Maio ha ricordato la "potenzialità dei rapporti bilaterali", racchiusa tutta nei 30 miliardi di euro in contratti, annunciati dopo la sigla dell'accordo sul nucleare del 2015 (Jcpoa) e nell'Accordo quadro di finanziamento (Master Credit Agreement), con cui si apriva una linea di credito fino a 5 miliardi di euro per progetti e partnership in Iran in settori come infrastrutture, oil & gas e industria chimica, petrolchimica e metallurgica. Iniziative rimaste solo sulla carta, a causa della reintroduzione delle sanzioni americane, sulla cui revoca parziale si sta lavorando a Vienna per riportare sia Washington, che Teheran al pieno rispetto dell'intesa, stracciata dall'amministrazione Trump che ne uscì in modo unilaterale nel 2018. "L'Italia è rimasta in Iran" "L'Italia è tra i Paesi occidentali che meno di tutti hanno lasciato l'Iran", ha ricordato Zarif in un'intervista alla tv Irib, riferendo che l'omologo italiano ha espresso il desiderio di ritornare al livello dei rapporti commerciali a cui si era arrivati dopo la finalizzazione del Jcpoa e che vedevano il nostro Paese primo partner commerciale della Repubblica islamica in Europa. A riguardo, Di Maio ha sottolineato "l'urgenza" di arrivare a un compromesso in tempi rapidi a Vienna, "perché da questo dipende la rivitalizzazione di tanti altri ambiti, non solo quello dell'interscambio con l'Italia". Il futuro di Zarif Tra gli artefici del Jcpoa, Zarif - che è a fine mandato e avrebbe espresso l'intenzione di tornare a insegnare all'università - ha assicurato la controparte italiana che anche se un accordo a Vienna non verrà raggiunto prima delle presidenziali iraniane del 18 giugno, che porteranno a un cambio di governo, "la strada verso l'intesa è ormai tracciata", come ha detto la Guida Suprema dell'Iran, Ali Khamenei. L'Iran, come anche le cancellerie europee, russa e cinese impegnate nelle delicate trattative di Vienna, continua a lavorare per tenere separato il dossier nucleare da altri temi regionali e internazionali che potrebbero farlo deragliare: primo tra tutti, la recente escalation di ostilità tra israeliani e palestinesi. Il fatto che i negoziati sul nucleare nella capitale austriaca proseguano, secondo Teheran, è ancora "un buon segno". La situazione in Medio Oriente - dove la Repubblica islamica è schierata sia politicamente, che con forniture militari al fianco di Hamas contro Israele - è stata tra i temi in cima all'agenda nell'incontro con Di Maio, in cui si è però "registrata la differenza di posizioni tra i due Paesi". "Subito de-escalation" Nel condannare i lanci di razzi da Gaza e auspicando una proporzionalità di Israele nella risposta, il titolare della Farnesina ha riaffermato l'appello, affinché le parti adottino subito misure di de-escalation. Dal canto suo, ha riferito in una nota l'ambasciata iraniana a Roma, Zarif ha ricordato la condanna, arrivata ieri dall'Organizzazione della cooperazione islamica (Oic), delle "azioni razziste e bellicose del regime sionista". Infine, il tema dei diritti umani in Iran - su cui si erano concentrate polemiche e critiche alla vigilia della visita di Zarif a Roma - è stato affrontato da Di Maio, alla luce dell'impegno dell'Italia contro la pena di morte. Non è stato sollevato, però, nessun caso particolare, come quello del ricercatore iraniano-svedese Ahmadreza Djalali, che ha lavorato anche all'Università del Piemonte Orientale di Novara, e su cui pende una sentenza capitale per spionaggio.
Draghi chiude la partita sul coprifuoco e compatta la maggioranza
Politica
Oggi 18-05-21, 06:55

Draghi chiude la partita sul coprifuoco e compatta la maggioranza

AGI - Ma per essere zona bianca bisogna sempre aspettare tre settimane con i dati positivi? E' stata questa la domanda avanzata dai presidenti di Regione al ministro Speranza, durante la conferenza unificata Stato-regioni. "Le regioni si stanno sbiancando...", la risposta del ministro della Salute. Friuli Venezia Giulia, Molise e Sardegna sanno le prime regioni ad essere colorate di bianco, poi potrebbe toccare ad Abruzzo, Veneto e Liguria. La maggioranza dei governatori è comunque rimasta soddisfatta dall'esito della cabina di regia (anche se si registra malessere per alcuni punti del nuovo decreto, soprattutto per la decisione di lasciare le piscine chiuse e di sospendere le attività delle discoteche). E così anche i partiti, anche se la Lega ha avanzato la possibilita' di posticipare il coprifuoco alle 24 o di permettere il ritorno a casa di chi è stato al ristorante. Anche FI e Iv hanno provato ad avanzare delle proposte ma il premier ha ribadito che questa è la strada giusta: occorre equilibrio, non è ancora possibile pensare ad un 'liberi tutti'. Draghi ha fatto prima parlare Locatelli e Brusaferro poi ha definito la strategia per uscire dalla pandemia. Insomma il presidente del Consiglio ha 'chiuso' la partita in 24 ore, frenando le spinte delle forze politiche della maggioranza. Anzi i ministri, spiega una fonte, hanno saputo che ci sarebbe stata la riunione del Consiglio per varare il nuovo dl in giornata solo in tarda mattinata. Ma il decisionismo del premier, come rimarca un'altra fonte, è visibile anche nella scelta di rendere applicabili subito le norme, considerato che domani mattina già saranno in Gazzetta ed entreranno in vigore da mercoledì. "Era tutto pronto...", sottolinea una fonte. Il Capo dell'esecutivo insomma dopo aver avuto alcuni colloqui informali con i rappresentanti dei partiti ha fatto la sintesi, optando per l'eliminazione subito del coprifuoco solo nelle zone bianche. E dando l'ok alla revisione dei parametri: conterà l'incidenza ma soprattutto l'Rt ospedaliero. Nelle zone gialle le misure 'light', legate sempre ad un costante rispetto delle regole come l'utilizzo della mascherina e del distanziamento, saranno parametrate all'accelerazione sui vaccini.  Al momento resta sospeso il tema delle vaccinazioni nei luoghi di vacanza (non se n'e' parlato nel confronto tra governo e regioni) ma intanto il green pass durera' un anno e potrebbe arrivare gia' dopo la prima dose del vaccino. Su input dello stesso premier che è arrivato alla riunione già con un cronoprogramma stabilito sul coprifuoco con tanto di step successivi: fin da subito alle 23, dal 7 giugno alle 24, cancellazione della norma dal 21. Soddisfatti quindi Pd, Iv e M5s e pure Salvini si è concentrato più che altro sulla necessità di anticipare la ripartenza delle piscine al chiuso, delle feste ai matrimoni e delle attività nelle discoteche e ha dato il via libera ad una decisione che nella cabina di regia è stata presa all'unanimità. "La scelta e' puntare sulla gradualita' delle misure, anche per capire quali sono le attivita' che piu' incidono sull'aumento dei contagi", la linea del presidente del Consiglio. “Non ci sono state fughe da parte di nessuno, anzi: rispetto al recente passato, in cui c'era chi addirittura non votava un provvedimento, c'e' stata una sostanziale unita'", ha sottolineato il capo delegazione M5s Patuanelli. "Saluteremo il coprifuoco nel giro di qualche settimana, finalmente abbiamo una data per il wedding, e i ristoranti al chiuso saranno aperti anche a cena dall'1 giugno. In Cdm è stato trovato un importante punto di equilibrio. Proseguiamo verso il ritorno alla normalità", riassume il ministro  Gelmini. Soddisfazione anche da parte del Cts che ha dato il via libera alla deroga per la partecipazione al pubblico nella partita della finale di Coppa Italia Atalanta-Juventus. "L'impegno del governo era quello di riaprire e di tornare alla normalità. E questo si sta realmente concretizzando", sottolinea il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.  "Nel Consiglio dei ministri di oggi è stato deciso che il coprifuoco da mercoledì verrà spostato alle 23.00. Poi, dal 7 giugno, ulteriormente posticipato a mezzanotte, fino all'eliminazione totale dal 21 giugno. Dal 1° giugno altro step importante: ristoranti aperti anche al chiuso la sera. Nei prossimi giorni riapriranno gradualmente anche i centri commerciali, le palestre e le piscine", ricorda.  "Ho detto più volte che avremmo fatto questo passo guardando i dati, quello è il riferimento al di là di ogni forma di propaganda. Oggi possiamo dire che questi dati ci consentono di alleggerire in maniera decisa le misure anti Covid. Vogliamo fare di tutto per salvare la stagione estiva e permettere agli operatori turistici di poter lavorare, creare economia. Dare a tutti l'opportunità di ripartire. Sono sicuro che gli italiani faranno tesoro di questa libertà ritrovata. Ancora una volta sapremo fare la differenza. Forza", conclude.
In Sardegna le vacanze su misura con 'l'amico del posto'
Cronaca
Oggi 18-05-21, 06:54

In Sardegna le vacanze su misura con 'l'amico del posto'

AGI  Una vacanza autentica e a prova d'imprevisto grazie all'amico del posto. In Sardegna si può, anche se non si conosce nessuno, grazie a Davide Fancellu che - in piena pandemia - si è inventato un servizio per i vacanzieri, ai quali vende esperienza, cioè la propria conoscenza di nativo dell'isola. La spiaggia paradisiaca conosciuta da pochi, cosa fare in caso di maltempo, le curiosità che non ci sono nelle guide e poi i servizi: navette, ristoranti, indicazioni stradali ed esperienze da non perdere. Questo offre Fancellu che proprio nel 2020, l'anno orribile per i viaggi, ha deciso di sfidare il Covid  e ha lanciato il suo progetto 'Dran, Travel Planner Family' per confezionare itinerari su misura per chi vuole scoprire la Sardegna più vera. La scorsa stagione è andata così bene che è nata una collaborazione con agenzie di viaggi e diversi tour operator. Il sito è in crescita, anche se sono i social, dove l'idea ha attecchito, l'habitat naturale di 'Dran, Travel Planner Family' che ha oltre 20 mila follower solo tra Instagram e Facebook. Il progetto è scaturito dalla passione per i viaggi e la natura di Davide e sua moglie Romina Fara, ma l'anno di svolta è stato il 2013. Lei aveva vinto un bando per un lavoro al consolato italiano di Melbourne, lui aveva scelto di raggiungerla in Australia. Il viaggio attorno al mondo Dopo un paio d'anni la coppia ha deciso di mollare tutto e realizzare il sogno di un viaggio per il mondo. Risparmi in tasca e zaino in spalla, i coniugi sono rimasti 6 mesi nel Sud-est asiatico e altrettanti in Sudamerica, per un totale di 42 Stati visitati. I viaggi sono proseguiti anche dopo l'arrivo dei due figli. Posti incantevoli, paesaggi mozzafiato, volti, tradizioni, esperienze uniche sempre immortalate da foto che poi finivano sulle pagine social della coppia i cui follower crescevano di scatto in scatto. E assieme alle visualizzazioni aumentavano le curiosità. "In tanti, sia italiani che stranieri, ci chiedevano consigli e suggerimenti su come arrivare o come trovare quello che vedevano sulle nostre pagine. Noi abbiamo sempre risposto e dato i nostri suggerimenti", racconta Davide Fancellu. Così, quando sono rientrati nella natia Sardegna, lui e sua moglie hanno avuto l'idea di far fruttare la loro esperienza di viaggiatori offrendo indicazioni sul luogo che meglio conoscono. Per questo Fancellu, laureato in biologia marina, ha seguito corsi specifici per confezionare e costruire offerte turistiche e poi ha lanciato il suo progetto. "Lo scorso anno ho avuto anche diversi clienti vip", tra questi l'ex tronista Claudio Sona, ma anche la modella e influencer Linda Morselli. Quest'ultima, assieme a delle amiche, "voleva fare un'esperienza autentica", così Dran, Travel Planner Family ha organizzato una giornata a Montresta (piccolissimo paese in provincia di Oristano), dove una signora del posto ha insegnato loro a fare la pasta tipica, i 'pipiriolos' e altre prelibatezze locali. Tutto filmato, fotografato e pubblicato sui loro seguitissimi profili. "Oggi vivo di questo e vedo il mio lavoro molto simile a quello di un sarto, io studio i percorsi adatti per ogni cliente. Come se cucissi loro addosso la vacanza", ha aggiunto Fancellu, che prima di proporre una bozza di itinerario, sottopone al turista un breve questionario per individuarne gusti, preferenze ed esigenze. Un totale di 15 domande per capire chi ha davanti. Una vacanza a prova di imprevisto: "Io offro sempre assistenza prima, dopo e durante il soggiorno", assicura Fancellu. "Non abbandono mai il cliente".
L'autonomia è un sogno, oltre la metà degli under35 vive con i genitori
Economia e Finanza
Oggi 18-05-21, 06:53

L'autonomia è un sogno, oltre la metà degli under35 vive con i genitori

AGI - Il percorso verso l'autonomia resta, per molti giovani, un sogno nel cassetto. Il 50,3% degli under 35 vive infatti ancora con i propri genitori, mentre circa quattro giovani su dieci (38%) vivono da soli o con il proprio partner. Tra coloro che possono contare su un lavoro stabile, il 56,3% e' riuscito a creare un nucleo familiare, rispetto al 33% dei coetanei che non sono riusciti a farlo a causa di un lavoro discontinuo. D'altronde, nei cinque anni successivi al completamento degli studi, soltanto poco piu' di un italiano su tre (37%) puo' contare su un lavoro stabile, mentre il 26% e' un giovane precario con contratto a termine e un quarto degli under 35 (24%) risulta disoccupato. È quanto emerge dal Report realizzato dal Consiglio Nazionale del Giovani in collaborazione con Eures sulle condizioni e prospettive occupazionali, retributive e contributive degli under 35, che si pone l'obiettivo di analizzare la vulnerabilita' economico-occupazionale dei giovani e le dirette conseguenze del fenomeno della precarizzazione sulla loro visione del futuro. L'indagine condotta nel periodo di febbraio-aprile 2021 su un campione nazionale di 960 giovani della fascia 18-35 anni include anche una riflessione sulla riforma delle pensioni e sulle responsabilità attribuite dai giovani allo Stato, il cui ruolo dovrebbe essere centrale nei confronti delle criticita' dell'attuale sistema previdenziale. "Nel nostro Paese, la discontinuità lavorativa e' arrivata a rappresentare una condizione strutturale del mercato del lavoro e il fenomeno della precarizzazione, destinato ad aumentare alla luce della crisi post pandemica, investe inevitabilmente la qualità della vita con conseguenze significative sulla dimensione retributiva dei nostri giovani, anche a causa di un sistema pensionistico messo a rischio dalle passate generazioni", ha dichiarato Maria Cristina Pisani, presidente del Cng. "Per questo, soprattutto a fronte del dispiego delle tante risorse che il percorso pluriennale del Pnrr comporterà, chiediamo nuovi interventi normativi tra cui un tavolo di lavoro con il Governo sulla pensione di garanzia per i giovani e l'istituzione di un Osservatorio ad hoc che monitori gli impatti degli interventi, centrato su una strategia volta a ridurre la percentuale di neet, come indicato nell'Agenda 2030". "Non stupiscono gli esiti dell'indagine, ancor piu' nel contesto pandemico che ha impattato pesantemente sui settori a piu' ampia presenza giovanile", ha commentato Alessandro Fortuna, Consigliere di presidenza del Cng. "Dobbiamo dare risposte ai tanti ragazzi che un lavoro non lo trovano, che lo hanno perso, che sono precari, che accettano di essere sottopagati, che rinunciano alla prima casa perché consapevoli di non poter chiedere un mutuo, che non possono mettere al mondo un figlio, che sono convinti che non percepiranno una pensione dignitosa".  Solo il 6,5% degli under 35 ha figli. E il 33% non li vuole  La mancanza di certezze dal punto di vista occupazionale condiziona anche le scelte procreative degli under 35. Soltanto il 6,5 % dei giovani tra i 18 e i 35 anni afferma infatti di avere figli (8,8% tra i lavoratori stabili), mentre un terzo (33%) dichiara di non averne e di non volerne neanche negli anni a venire. Mancano, infatti, le condizioni per mettere su famiglia: solamente il 12% degli under 35 èproprietario della casa in cui abita. Uno su 10 (11%) ha provato ad acquistare un appartamento e il 7,8% è riuscito ad ottenere un mutuo, mentre a un terzo dei casi (3% del campione) il mutuo e' stato rifiutato. Il 40% dei giovani non prova nemmeno a chiederlo perche' consapevole della mancanza di requisiti.  Il 68% non sa come si calcola la pensione e il 44% la immagina dopo i 70 anni I giovani risultano poi disinformati sul tema pensioni: il 53% non conosce attraverso quale metodo venga calcolata la pensione per le nuove generazioni e sette giovani su dieci (68%) non conosce la propria situazione contributiva, non essendosi mai informato al riguardo. Inoltre, è profonda la sfiducia nei confronti dell'attuale sistema pensionistico. Circa la metà degli under 35 intervistati (44%) immagina che andrà in pensione dopo i 70 anni. Otto giovani su dieci vivono negativamente il pensiero delle condizioni materiali di vita consentite dalla futura pensione, esprimendo al riguardo paura (29%), frustrazione (24%) o rassegnazione (25%).  Nonostante la prevalente prefigurazione di una "pensione povera", nel campione intervistato i "favorevoli" alla cosiddetta riforma Fornero (38,3%) risultano sovrapponibili ai "contrari" (37,4%), mentre i "neutrali" sono pari al 18,6% (dichiarandosi "né d'accordo né in disaccordo). Provando a declinarne gli effetti "positivi", il principale vantaggio del passaggio al sistema contributivo e' indicato nel beneficio "contabile", ovvero nel risanamento delle casse dell'Inps (34,1%) o del Bilancio dello Stato (22,8%); soltanto il 10,3% del campione ritiene invece che tale riforma responsabilizzera' i giovani sulla costruzione del proprio futuro e il 15,8% che stimolera' nelle imprese una maggiore sensibilita' verso la situazione dei giovani. Sul fronte opposto, i principali effetti negativi prefigurati riguardano la diminuzione degli importi dell'assegno pensionistico (36,5%) e un incremento delle disuguaglianze tra pensioni alte e basse (32,1%); il 12,9% dei giovani ritiene invece che rafforzi il potere di ricatto delle imprese sui giovani e il 12,2% esprime la forte preoccupazione di una "deresponsabilizzazione" dello Stato. Per la quasi totalità dei giovani intervistati (94%), infine, è lo Stato che dovrebbe impegnare le proprie risorse per assicurare una pensione adeguata alle nuove generazioni. In particolare, piu' di otto giovani su dieci (83%) è favorevole all'introduzione dei "contributi figurativi" e il 75% all'introduzione di una pensione di garanzia non inferiore a una soglia minima (ad oggi stimata in 660 euro mensili). Per i giovani intervistati le risorse necessarie dovrebbero essere reperite attraverso un'attività di recupero dell'evasione fiscale (43%), oltre un terzo del campione auspica invece interventi redistributivi della ricchezza, in primis una tassazione piu' severa sui redditi alti (12%).    
Fininvest vende la quota in Mediobanca e incassa 174 milioni
Economia e Finanza
Ieri 17-05-21, 23:38

Fininvest vende la quota in Mediobanca e incassa 174 milioni

AGI -  Fininvest ha ceduto l'intera partecipazione detenuta in Mediobanca, pari a 17.713.785 azioni corrispondenti a circa il 2% del capitale sociale dell'istituto, per un controvalore di circa 174 milioni di euro. L'operazione - spiega una nota della finanziaria della famiglia Berlusconi - rientra in una logica di razionalizzazione e di ribilanciamento del proprio portafoglio di investimenti finanziari. La quota di Mediobanca venduta da Fininvest, secondo quanto apprende l'AGI da fonti vicine al dossier, è stata acquistata da Unicredit che ha svolto il ruolo di broker nell'eseguire l'ordine di vendita predisposto dalla finanziaria della famiglia Berlusconi. Resta da verificare se l'acquirente ultimo sia la stessa Unicredit oppure se l'istituto di Piazza Gae Aulenti abbia comprato questo pacchetto di Piazzetta Cuccia, pari a circa il 2% del capitale, in qualità di intermediario, per conto di un compratore terzo.  Fininvest ha ceduto l'intera partecipazione detenuta in Mediobanca, pari a 17.713.785 azioni corrispondenti a circa il 2% del capitale sociale dell'istituto, per un controvalore di circa 174 milioni di euro. L'operazione - spiega una nota della finanziaria della famiglia Berlusconi - rientra in una logica di razionalizzazione e di ribilanciamento del proprio portafoglio di investimenti finanziari. 
Pd e M5s trovano l'accordo per Napoli. Carta 'coperta' di Fratelli d'Italia per Roma
Politica
Ieri 17-05-21, 23:06

Pd e M5s trovano l'accordo per Napoli. Carta 'coperta' di Fratelli d'Italia per Roma

AGI - Il Pd e il Movimento 5 stelle fanno un passo avanti nell'alleanza a Napoli, con la soddisfazione di  Luigi Di Maio e di  Andrea Orlando che promuovono l'asse nel capoluogo campano. Ora si punterà al candidato che potrebbe essere l'ex ministro Manfredi. L'alleanza tra Pd e M5s alle prossime elezioni amministrative "credo debba essere la prospettiva e non come una questione occasionale, laddove non ci siano ostacoli insormontabili determinati anche dalla storia amministrativa delle singole città”, dice il ministro del Lavoro. "Dopo mesi di incontri sul territorio, dopo aver ascoltato il mondo delle imprese e la societa' civile, a Napoli abbiamo suggellato un ambizioso patto per le prossime amministrative. Il Movimento e il Pd correranno insieme, partendo dai temi e dall'ascolto dei cittadini. Adesso avanti, scegliamo un nome valido per la citta' di Napoli", afferma in una nota il ministro Di Maio. Sul 'caso Roma' affonda il coltello Matteo  Renzi: "Il Pd e il Movimento 5 Stelle - osserva il leader di Iv - hanno parlato per mesi di accordo ma non riescono a farlo. E Roma e' il simbolo di questo fallimento". Mentre Carlo Calenda ‘promuove' l'ipotesi di una candidatura nella Capitale del senatore azzurro Gasparri per il centrodestra. Circola pure il nome dell'avvocato Giulia Bongiorno. “Sarebbe una buona candidatura”, spiega un ‘big' di Fratelli d'Italia. Ma in realtà l'ex ministro non dovrebbe essere della partita.  Fdi, riferiscono fonti parlamentari, ha pronta una carta da gettare sul tavolo mercoledì. Un nome che – spiegano le stesse fonti – potrebbe trovare la convergenza degli altri partiti della coalizione. “Sarà una sorpresa. Non lo possiamo fare per non bruciarlo”, si aggiunge.Ma intanto soprattutto Lega e FI non abbandonano la pista Bertolaso, anche se l'ex numero uno della Protezione civile ha fatto sapere di non voler scendere in campo. "Su Bertolaso a Roma sono convinto che si possa ancora lavorare, sono fiducioso. Su Milano, dopo il no di Albertini, vedremo, ci sono tanti nomi. Troveremo il miglior candidato possibile. Lupi? E' un buon nome"”, ha spiegato il coordinatore di Fi  Antonio Tajani. Ancora non chiusa, dunque, la partita per quanto riguarda Milano. 
Draghi compatta la maggioranza ma per Fratelli d'Italia è un "liberticida"
Politica
Ieri 17-05-21, 20:58

Draghi compatta la maggioranza ma per Fratelli d'Italia è un "liberticida"

AGI - Alla fine, la cabina di regia sulle riaperture, voluta dal presidente del Consiglio, Mario Draghi, mette pace - dopo la querelle di questi mesi sull'agognato ritorno alla normalità dopo l'emergenza Covid - fra le forze di maggioranza, anche se qualche distinguo resta e le forze di opposizione chiedono di più. All'allentamento delle misure e all'addio, a breve, del coprifuoco, plaudono a stretto giro di posta il segretario del Pd, Enrico Letta e anche la Lega. "Bene! Il governo Draghi sceglie riaperture irreversibili, cioè graduali e basate sulle evidenze scientifiche. È la linea giusta. Quella che eviterà richiusure, farà ripartire l'economia e darà forza alla stagione turistica", scrive il leader Dem. "Soddisfazione da parte della Lega, nonostante le resistenze di qualcuno, per le nuove riaperture: dai centri commerciali alle palestre, per arrivare a tutti i bar e ristoranti dal primo giugno. Soddisfazione anche per il superamento del coprifuoco, che nelle zone bianche sarà realtà già dai prossimi giorni. Su alcuni fronti invece, dalle piscine al chiuso ai matrimoni e alle discoteche, lavoreremo per anticipare riaperture e ripartenze", riferiscono fonti del partito di via Bellerio. Il segretario della Lega Salvini ha incontrato la squadra di governo in video conferenza. “Avevamo chiesto di spostare il coprifuoco almeno dalle 24, avevamo chiesto la ripartenza del settore wedding dall'1 giugno: abbiamo ottenuto meno di quello che speravamo, ma questo non è un governo di centrodestra.Questo è un governo di unità nazionale, guidato ottimamente dal presidente Draghi, che con abilità ha dovuto trovare una sintesi tra noi e i chiusuristi che sostenevano il vecchio esecutivo delle zero riaperture e del disastro vaccini.Se oggi il dibattito è incentrato sulle date, senza mettere in dubbio la prospettiva delle riaperture, e le chiusure sono ormai definitivamente in soffitta, è soltanto merito del premier che ha impresso la svolta che chiedeva il centrodestra”, afferma Roberto Occhiuto, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. “Superamento del coprifuoco alle 22 sulla base dei dati scientifici. La curva dei contagi sta scendendo e così anche il numero dei decessi. Questa fase va gestita con responsabilità e senza inutili fughe in avanti, basando le nuove riaperture su dati certi e accompagnandole con sostegni concreti: come Movimento 5 stelle abbiamo sempre detto che se i dati fossero scesi e l'andamento della campagna vaccinale lo avesse permesso, avremmo rivisto le restrizioni il prima possibile. Oggi lo facciamo a dimostrazione che dichiarazioni estemporanee e prive di fondamento scientifico di una parte della politica sono state mere strumentalizzazioni", hanno sottolineato i parlamentari M5s che lavorano al 'tavolo' connesso alle riaperture "Il governo Draghi si conferma un governo di chiusure e divieti. Siamo in grande ritardo sulle riaperture. C'è ancora il coprifuoco che non ha nessuna utilità, invece l'Italia ha bisogno di tornare a lavorare per uscire dalla crisi economica prodotta dalla pandemia", ha detto il capogruppo di Fratelli d'Italia al Senato, Luca Ciriani,  nelle ore che hanno preceduto il Cdm. Ma il vero affondo è arrivato con il leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni:  "Il Governo Draghi respinge ancora una volta la proposta di Fratelli d'Italia di abolire subito e completamente il coprifuoco. C'è ben poco da gioire sulla scelta dell'esecutivo di limitarsi ad allentare solo un po' il guinzaglio che ha stretto al collo degli italiani. Una o due ore in più d'aria concesse agli italiani non alleggeriscono la gravità di un tale provvedimento arbitrario e liberticida, che sta mettendo in ginocchio interi comparti e creando danni irreparabili a settori trainanti come quello del turismo. Fratelli d'Italia non asseconderà mai questi provvedimenti che ledono le libertà costituzionali e continuerà a chiedere l'abolizione immediata del coprifuoco, una misura inutile a contrastare l'epidemia e un inaccettabile sopruso imposto a cittadini e imprese" "La Liguria sarà tra le prime in Italia senza coprifuoco. La nostra regione dovrebbe infatti tornare in zona bianca già dal 7 giugno, un momento che festeggeremo con una grande celebrazione perché è frutto di tanti sacrifici e di un grande lavoro", ha scritto su Facebook il presidente della Liguria, Giovanni Toti. "Intanto già nelle prossime ore si comincerà a tornare alla vita - prosegue - Da quanto comunicato nella cabina di regia, da domani il coprifuoco si sposterà alle 23. Dal primo giugno si potrà mangiare anche all'interno dei locali. Finalmente le palestre riapriranno il 24 maggio, le cerimonie il 15 giugno. Si poteva osare di più? Io credo di sì visti i dati, ma è comunque un importante passo nella giusta direzione e se i numeri continueranno a migliorare mi auguro che si possa accelerare ancora. L'Italia vuole ripartire, la Liguria sarà orgogliosa di guidare questa ripartenza". 
Il ct Mancini rinnova fino al 2026: "L'obiettivo è vincere l'Europeo, ma servirà anche fortuna"
Sport
Ieri 17-05-21, 19:57

Il ct Mancini rinnova fino al 2026: "L'obiettivo è vincere l'Europeo, ma servirà anche fortuna"

AGI - "Il fatto di essere riuscito a mettere insieme una squadra che piace mi dà molta soddisfazione e sono ottimista per il futuro. In un anno avremo l'Europeo, la fase finale di Nations League e il Mondiale, l'obiettivo è riuscire a vincere pur sapendo che non sarà semplice e che servirà anche un po' di fortuna". Lo ha detto Roberto Mancini, Ct della Nazionale che oggi ha rinnovato il contratto fino al 2026. L'avventura di 'Mancio' sulla panchina dell'Italia, è iniziata il 14 maggio 2018: firma del contratto che lo avrebbe legato per due anni agli Azzurri piu' rinnovo automatico in caso di qualificazione a EURO 2020. Il giorno dopo, ricorda la Figc, la prima uscita ufficiale a Coverciano, dove nei giorni seguenti sarebbe iniziato il suo primo raduno. L'esordio in panchina, 52 Ct della storia della Nazionale, è datato 28 maggio 2018, a San Gallo (Svizzera), nel match vinto 2-1 con l'Arabia Saudita; la prima in casa è invece il 4 giugno a Torino, 1-1 con l'Olanda. Da quel momento, Mancini ha rilanciato un'Italia reduce dalla delusione della mancata partecipazione al Mondiale in Russia permettendole di qualificarsi con un percorso netto al Campionato Europeo al via il prossimo 11 giugno e portandola alla Final Four della UEFA Nations League in programma a ottobre. Anche il cammino nelle qualificazioni alla Coppa del Mondo di Qatar 2022 è iniziato lo scorso marzo con tre successi nelle prime tre gare. In sintesi, in tre anni Mancini ha stabilito una lunga serie di numeri impressionanti, diventando il Ct con la miglior media punti nella storia azzurra, dopo aver stabilito il record di 11 vittorie consecutive nel 2019 che ha superato il precedente di Vittorio Pozzo (9) degli anni '30, delle 10 vittorie su 10 gare nelle qualificazioni europee, per la prima volta nella nostra storia. Con 70 punti è il Ct con il maggior numero di punti dopo 30 partite e quello con la percentuale più alta di vittorie: 70% (21 vittorie), davanti a Pozzo, Sacchi, Vicini e Lippi; eguaglia Lippi nella serie di imbattibilità a 25 gare (ultimo ko a settembre 2018, con il Portogallo a Lisbona), con la possibilità di raggiungere Pozzo, arrivato a 30 gare da imbattuto. Tra l'altro, l'Italia ha in corso una serie da 605' senza subire gol (6 gare intere) e si conferma una difesa di ferro: sole 3 reti subi'te nelle ultime 15 partite e per 18 volte su 30 ha chiuso con la porta inviolata. In questi 3 anni, il Ct ha convocato 76 calciatori, schierandone 65, tra i quali 32 esordienti. Bonucci è il calciatore piu' impiegato (24 presenze, 1.970' sui 2700' totali), 26.5 l'età media delle sua formazione tipo. I prossimi impegni per gli Azzurri prevedono due test amichevoli con San Marino (Sardegna Arena, Cagliari, 28 maggio ore 20.45) e Repubblica Ceca (Stadio Dall'Ara, Bologna, 4 giugno ore 20.45). Sarà la terza sfida della storia con San Marino dopo quelle del 1992 e del 2013, oltre al test non ufficiale con l'Italia Sperimentale del 2017. Si torna a giocare a Cagliari dopo 16 anni e sarà la sesta volta della Nazionale in Sardegna, la prima nella 'Sardegna Arenà dopo l'Amsicora e il S. Elia. Nella seconda amichevole, la Nazionale affronta la Repubblica Ceca: bilancio complessivo in perfetta parità: 2 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte; considerando anche la Cecoslovacchia, l'Italia conta in quel caso 9 vittorie a 8, compresa quella per 2-1 nei supplementari della Finale di Coppa del Mondo in Italia del 1934, oltre a 9 pareggi. Curioso precedente nel 1953: la vittoria dell'Italia per 3-0 a Genova il 13 dicembre, fu la prima partita della Nazionale trasmessa in tv, con telecronaca di Carlo Bacarelli. L'ultima amichevole prima del calcio d'inizio di Euro 2020 si giocherà a Bologna, che ospita gli Azzurri per la 22a volta, a distanza di quasi 3 anni dall'ultimo precedente nel settembre 2018. 
"I rapporti commerciali siano più equi", dice Draghi al premier cinese Li
Politica
Ieri 17-05-21, 19:53

"I rapporti commerciali siano più equi", dice Draghi al premier cinese Li

AGI - "Rafforzare e rendere più equi i rapporti economico-commerciali bilaterali" e "affrontare efficacemente" i temi su cui restano "ancora differenze di opinione". Questo il messaggio che il presidente del Consiglio Mario Draghi, ha consegnato al primo ministro cinese, Li Keqiang, durante un colloquio telefonico tra i due leader. La telefonata arriva a poche settimane di distanza dalla decisione della Commissione europea di sospendere l'approvazione del super accordo di investimenti siglato con Pechino alla fine dello scorso anno, un patto che prevedeva un importante piano di investimenti bilaterali e che era stato considerato un passaggio chiave nelle relazioni tra Unione e il colosso asiatico.   Al centro del colloquio tra Draghi e Li, fa sapere palazzo Chigi, la collaborazione bilaterale tra i due Paesi, "le relazioni UE-Cina e la cooperazione in ambito multilaterale, con particolare riferimento al contrasto alla pandemia, alla presidenza italiana del G20 e alla lotta al cambiamento climatico, anche alla luce della co-partnership italiana della COP26 insieme al Regno Unito e della Presidenza cinese della COP15 sulla biodiversità".  Draghi "ha in particolare sottolineato l'esigenza di rafforzare e rendere più equi i rapporti economico-commerciali bilaterali. Nella conversazione sono stati richiamati gli strumenti di dialogo già esistenti" e Draghi "ha auspicato possano essere efficacemente affrontate tematiche sulle quali esistono ancora differenze di opinione".  "La Cina è pronta a lavorare con l'Italia per promuovere la cooperazione nei campi del commercio, degli investimenti, dell'energia e dei cambiamenti climatici", ha detto Li Keqiang citato dall'agenzia Xinhua, sottolineando "l'importanza di espandere la cooperazione sul piano culturale e negli scambi tra persone, in vista dell'anno della Cultura e del Turismo tra Italia e Cina che si terra' l'anno prossimo, e di aumentare la cooperazione nella cornice del G20. "L'approfondimento delle relazioni e la cooperazione tra Cina e Italia", ha detto il premier cinese, "aiuterà a migliorare il benessere dei popoli dei due Paesi".  Da parte di Pechino è arrivata la richiesta esplicita di agire al più presto per far entrare in vigore l'accordo sugli investimenti siglato a dicembre con Bruxelles e congelato ai primi di maggio: la Cina auspica che le relazioni con l'Unione Europea proseguano "nella giusta direzione" e chiede di lavorare assieme perche' entri in vigore "al piu' presto" l'accordo sugli investimenti, fa filtrare Pechino. Cina e Unione Europea dovrebbero condurre le relazioni bilaterali "nella giusta direzione", mantenere una "mentalità aperta" nella cooperazione, e "risolvere le divergenze attraverso il dialogo e la coordinazione sulla base del rispetto reciproco", ha detto il premier cinese citato dall'agenzia Xinhua.   Sottolineando il contributo della cooperazione tra Cina e Unione Europea nella ripresa economica post-pandemia di Covid-19, il premier cinese ha ribadito che "entrambe le parti dovrebbero lavorare congiuntamente perche' entri in vigore l'accordo al più presto".  Il negoziato per il “Comprehensive Agreement on Investment” (CAI), l'accordo bilaterale per gli investimenti che apre il mercato cinese alle imprese dei paesi membri dell'UE, garantisce agli investitori europei un accesso molto importante alle imprese europee in diversi settori del mercato della Cina, come le telecomunicazioni, la finanza e il mercato di automobili elettriche e ibride. Ma le violazioni dei diritti umani in Cina, in particolare nei confronti della minoranza uigura nello Xinjiang, hanno causato una forte opposizione all'accordo che deve anche essere votato anche dal Parlamento europeo.