Agi

Fondata nel 1950 da Giulio de Marzio e Walter Prosperetti, e controllata dall'ENI dal 1965, ha sede a Roma ed ha redazioni in 15 capoluoghi di provincia italiani ed una sede estera presso l'Unione europea a Bruxelles. Trasmette quotidianamente dei notiziari su cronaca, politica, economia, finanza, cultura, spettacolo, sport per i mezzi d'informazione e per le aziende.
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Bombardamento russo su Sloviansk
Estero
Oggi 06-07-22, 00:09

Bombardamento russo su Sloviansk

AGI -  Il sindaco di Sloviansk, Vadym Liakh, ha denunciato un "massiccio" bombardamento russo nella città della regione di Donetsk, nell'Ucraina orientale. Sloviansk, situata non lontano da Lysychansk e Severodonotesk, finite in mano russa, era già stata pesantemente colpita sabato scorso.
Due ministri lasciano il governo Johnson. Che ora scricchiola
Estero
Ieri 05-07-22, 23:58

Due ministri lasciano il governo Johnson. Che ora scricchiola

AGI - Due pezzi da novanta del governo britannico abbandonano Boris Johnson al suo destino aprendo una crisi governativa di una tale portata che in molti, ormai, si chiedono se la carriera politica del più poliedrico dei primi ministri del Regno Unito non abbia le ore contate. È un vero e proprio tsunami quello provocato a Downing Street dalle dimissioni, all'unisono, del ministro dell'Economia, Rishi Sunak, e del ministro della Salute Sajid Javid. Lasciano scoperti due dicasteri cruciali, in un momento delicato della vita pubblica britannica, sia per via della crescita esponenziale del costo della vita sia per il notevole aumento dei casi di Covid nel Paese. Al di là dell'aspetto gestionale della cosa pubblica, è però l'intenzione del gesto a colpire: per Sunak e Javid, Boris Johnson non può continuare ad andare avanti. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la vicenda del vice capogruppo del partito Chris Pincher che, mercoledì scorso, ha aggredito sessualmente due uomini in un club privato alla presenza di colleghi e personaggi di spicco. Pare che le abitudini di Pincher fossero note negli ambienti conservatori ma Johnson lo aveva voluto comunque nominare in quanto suo fedelissimo. Solo due giorni fa, il primo ministro aveva dichiarato di non essere stato a conoscenza delle segnalazioni a carico di Pincher prima della nomina ma le sue parole sono state ampiamente contraddette sui media nazionali.  Dalle ricostruzioni, è emerso che non solo molti deputati conservatori si erano lamentati ufficialmente di Pincher ma addirittura la moglie del premier, Carrie, nel lontano 2017, quando ancora lavorava presso il quartier generale delle campagne elettorali del partito, aveva segnalato il comportamento inaccettabile del deputato. Ed è proprio l'ombra dell'ennesima menzogna che ha scatenato la reazione dei due ministri e di molti altri deputati. I risultati disastrosi delle ultime due elezioni di circoscrizione, le multe per le feste a Downing Street durante il lockdown e le accuse di mentire in parlamento hanno fatto sprofondare la credibilità di Boris Johnson all'interno del suo stesso partito. Per non parlare dei numerosi scandali sessuali e di come sono stati gestiti da Downing Street: Il caso di Imran Ahmad Khan, condannato a 18 mesi di carcere per aver aggredito sessualmente un quindicenne nel 2008; quello di David Warburton, sospeso da partito ad aprile a causa di ben tre accuse di molestie sessuali e sotto indagine da parte della Commissione per gli standard parlamentari per possibili violazioni delle regole di lobbying alla Camera dei Comuni e per non aver dichiarato un prestito di 100.000 sterline da un uomo d'affari russo. E ancora, Neil Parish, sospeso dal partito perché guardava filmati pornografici durante le sedute parlamentari e il controverso caso di un deputato di cui il nome non è noto, accusato di violenze sessuali fra il 2002 e il 2009, arrestato anche con l'accusa di abuso d'ufficio e cattiva condotta in un ufficio pubblico e uscito su cauzione ma ancora indagato dalla polizia. È difficile immaginare come Johnson possa continuare a governare dopo quest'ultima crisi. La sua credibilità è fortemente messa in discussione dai suoi ministri più importanti e i risultati elettorali sottolineano la sfiducia degli elettori. Si paventano due strade per il controverso primo ministro: o le dimissioni o le elezioni anticipate. Per dirla con le parole del leader dell'opposizione Keir Starmer "è chiaro che il governo sta collassando".  Rimpasto: Zahawi nuovo cancelliere, Barclay alla salute Il ministro dell'Educazione Nadhim Zahawi, iracheno di origine curda giunto nel Regno Unito quando aveva 9 anni, è stato nominato dal primo ministro britannico Boris Johnson nuovo cancelliere dello scacchiere dopo le dimissioni di Rishi Sunak. Nel governo inglese, quello del responsabile per l'economia è considerato il secondo posto più importante dopo quello dello stesso premier. Al ministero per la Salute, al posto dell'uscente Sajid Javid il premier ha incaricato Steve Barclay. Nuova segretaria di Stato per l'educazione è stata nominata Michelle Donelan. 
I rapporti tra Italia e Turchia ora sono più saldi su diversi fronti
Estero
Ieri 05-07-22, 23:40

I rapporti tra Italia e Turchia ora sono più saldi su diversi fronti

AGI - "Partner strategico, alleato Nato, Paese amico". Sono queste le parole con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan si è rivolto al premier italiano Mario Draghi al termine del terzo incontro interministeriale nella storia delle relazioni tra i due Paesi. Italia e Turchia puntano a rafforzare una cooperazione già forte espandendo gli orizzonti dell'impegno comune ed Erdogan e Draghi condividono la stessa linea su più temi, compresi i più caldi: Ucraina, migranti, Libia e corridoio dei grano. Erdogan ha subito sottolineato come l'incontro, il primo dal 2008, abbia costituito l'occasione per parlare "di tutte le possibilità che abbiamo per rafforzare le nostre relazioni" e ha garantito che dal punto di vista economico e commerciale "i rapporti migliorano di giorno in giorno" e quest'anno si supereranno facilmente i 25 miliardi di dollari di interscambio. Una discussione che è passata per temi "regionali e globali" tra due Paesi che condividono "la medesima appartenenza all'area del Mediterraneo" e rilanciano il progetto di aprire "una Università turco-italiana". Il presidente turco ha parlato anche di una cooperazione nell'ambito della Difesa in continua espansione e destinata ad essere approfondita nel prossimo futuro. A partire dal sistema di Difesa missilistico Samp-T, che Turchia, Italia e Francia hanno sviluppato insieme e su cui il presidente turco ha garantito che l'intesa tra i tre Paesi è totale e che si è giunti al "momento delle firme". Argomento a parte il terrorismo, Erdogan ha dichiarato di aver condiviso le idee della Turchia con Draghi e parla di una collaborazione con l'Italia. Non cita direttamente il Pkk che tante polemiche ha recentemente creato in ambito Nato, ma è probabile che dei separatisti curdi si sia parlato ed Erdogan abbia trovato in Draghi un interlocutore pragmatico e attento, lontano dall'intransigenza con cui il leader turco si è scontrato in Europa. E proprio l'Europa rimane sempre un obiettivo della Turchia. Obiettivo sempre più complesso da raggiungere, ma per cui Erdogan sa che troverà sempre un sostenitore nell'Italia, un partner "che rende più forte la nostra prospettiva di divenire Paese membro". Un sostegno che - il presidente turco è convinto - "è destinato a continuare." Italia e Turchia condividono la stessa visione sul conflitto in Ucraina. Erdogan e Draghi hanno parlato del corridoio del grano in termini prioritari, il premier italiano ha ringraziato Erdogan per il ruolo svolto nel negoziato tra Russia e Ucraina per sbloccare le derrate. Il presidente turco ha promesso che intensificherà gli sforzi per sbloccare i carichi di grano "nei prossimi 7-10 giorni". Assai interessante il capitolo relativo la collaborazione energetica tra Italia e Turchia. Ci si attendeva si parlasse del gas dei giacimenti di Israele o Azerbaigian e invece Erdogan parla del gas scoperto dalla Turchia al largo del Mar Nero, nel giacimento denominato Sakarya per lo sfruttamento del quale talia e Turchia "collaboreranno per la costruzione di un gasdotto" e puntano a sviluppare progetti comuni per raggiungere la sicurezza energetica". Intesa totale anche sulla Libia, che il leader turco ha confermato essere stata parte dell'agenda dell'incontro. Italia e Turchia puntano alla stabilità del Paese nordafricano. Lo ha detto Draghi chiaramente in conferenza stampa ed Erdogan ha detto di essere sulla stessa linea del premier e non avere "nulla da aggiungere". Capitolo a parte i migranti. Erdogan ha prospettato la possibilità che Italia e Turchia costituiscano un meccanismo congiunto per il controllo dei flussi migratori e accusato apertamente la Grecia per "una politica basata sui respingimenti" che ha spinto i migranti a cambiare rotta e ad andare verso l'Italia. "Atene ha iniziato a essere un pericolo per l'Italia. Siamo continuamente impegnati a salvare queste persone dal mare e l'Italia ha fatto lo stesso perché ha il nostro stesso problema", ha detto il presidente turco. Draghi ha evitato di entrare a gamba tesa su Atene, ma ha assicurato che ne discuterà con la controparte greca nei prossimi incontri in ambito Ue. Erdogan è ora atteso in Iran il prossimo 19 luglio. Trasferta complicata, i servizi segreti di Ankara hanno infatti recentemente arrestato presunti agenti iraniani impegnati in un piano per colpire cittadini israeliani in Turchia. Un'operazione che ha accelerato il riavvicinamento della Turchia allo stato ebraico, in corso da mesi. Una normalizzazione che potrebbe incrinare i rapporti tra Ankara e Teheran, ma che allo stesso tempo Erdogan potrebbe utilizzare per cercare di assumere un ruolo di mediatore nella annosa questione del nucleare iraniano. 
Wall Street recupera le perdite e chiude mista
Economia e Finanza
Ieri 05-07-22, 22:52

Wall Street recupera le perdite e chiude mista

AGI - Wall Street recupera le perdite e chiude in ordine sparso la ripresa degli scambi dopo il lungo weekend dell'Independence Day. Dopo un avvio in calo, con gli investitori in ansia per una possibile recessione mentre le banche centrali varano politiche restrittive per contrastare la corsa dell'inflazione, un rimbalzo del settore tech ha tenuto sotto controllo le perdite e attenuato la disfatta dei titoli energetici dopo che i prezzi del petrolio sono scivolati a causa dei crescenti timori di una brusca frenata della crescita economica. Il Dow Jones cala dello 0,42% a 30.967,12 punti, lo S&P 500 sale dello 0,17% a 3.831,80 punti e il Nasdaq avanza dell'1,75% a 11.322,24 punti. Il comparto tech ha aiutato il rimbalzo a fine giornata dai minimi della sessione, con i titoli di Alphabet (+2,54%) e Meta Platforms (+2,97%) che hanno guidato i guadagni, nonostante Barclays abbia avvertito di una "tempesta perfetta" nella pubblicita' digitale in mezzo alla crescente concorrenza e al rallentamento della spesa per le inserzioni online. Anche i titoli dei semiconduttori hanno chiuso la giornata in positivo con l'impennata di Nvidia (+2,58%) e Advanced Micro Devices Inc (+3,83%) che ha contribuito a migliorare il sentiment sui titoli di chip sulla scia dei recenti risultati trimestrali di Micron Technology (+4,29%) che hanno segnalato venti contrari per la domanda di chip. L'inversione in una parte fondamentale della curva dei rendimenti dei Treasury che ha alimentato i timori di recessione si è ribaltata nel trading di fine giornata per contribuire a sollevare il sentiment. Il rendimento del Treasury a 2 anni è balzato brevemente al di sopra del tasso del titolo del Tesoro a 10 anni, segnando un'inversione chiave nella curva dei rendimenti che di solito segnala problemi all'orizzonte per l'economia. I timori di recessione hanno guadagnato slancio in seguito alle stime del Pil della Fed di Atlanta, che prevedevano un calo del 2% nel secondo trimestre. Dopo il calo dell'1,6% del Pil registrato nei primi tre mesi dell'anno, un altro calo collocherebbe l'economia in recessione tecnica. "Mentre gli investitori tornano dalle vacanze del 4 luglio, il sentiment rimane irregolare poiché gli investitori continuano il 'ping pong', tra i timori di una recessione e le preoccupazioni per un'inflazione troppo alta", ha affermato Stifel in una nota. I titoli energetici sono stati il principale ostacolo, trainati al ribasso dai prezzi del petrolio scesi di oltre l'8%. Halliburton, Apa ed Hess Corporation sono calate di oltre il 6%, mentre Occidental Petroleum è scesa di oltre il 2% anche se il Berkshire di Warren Buffet Hathaway ha aumentato la sua partecipazione in quest'ultima al 17,4%. Il crollo dei rendimenti dei Treasury ha pesato sui titoli bancari, a poco più di una settimana dall'inizio della stagione degli utili trimestrali delle principali banche di Wall Street. JPMorgan (-0,38%) riporterà i risultati il 14 luglio. Con l'aumento dei timori di recessione, gli angoli di crescita del mercato, compresi i titoli di consumo, hanno sovraperformato i settori in base alle aspettative che la Fed potrebbe non effettuare rialzi aggressivi dei tassi di interesse per tenere sotto controllo l'inflazione. Norwegian Cruise, Dollar Tree, Caesars Entertainment hanno sovraperformato, con quest'ultima in rialzo di oltre il 9%. Tra gli altri titoli, Ford Motor è sceso dell'1% dopo aver riferito che le vendite sono aumentate dell'1,8% a 483.688 nuovi veicoli nel secondo trimestre rispetto all'anno precedente, al di sotto delle stime per un aumento tra il 3,3% e il 5,1%. 
I sommersi e i salvati (perché non c'erano) dalla valanga di ghiaccio
Cronaca
Ieri 05-07-22, 20:38

I sommersi e i salvati (perché non c'erano) dalla valanga di ghiaccio

AGI - Sommersi e salvati. E' il giorno di chi si credeva disperso e invece era soltanto altrove e di chi protesta perché pensa che si possa fare di più per cercare le persone amate, ancora sotto alla Marmolada ferita. Il piazzale vuoto delle auto Le ricerche dei carabinieri cancellano una delle immagini finora più potenti di questa storia: le quattro auto parcheggiate vicino alla valanga che si pensava potessero appartenere a escursionisti coinvolti nel crollo. Invece dai 13 non pervenuti di ieri si scende a 5, tutti italiani e, nell'orrore di questi giorni, è la prima buona notizia. Alcuni dei riemersi, viene spiegato, erano stranieri “che non si erano resi conto della gravità della situazione e si sono fatti vivi solo poi coi loro consolati, altri invece sono stati rintracciati da parenti e amici”. Il piazzale ora è vuoto, le auto non ci sono più. Poi c'è un ragazzo di 30 anni ricoverato a Treviso, che non aveva documenti ed è in prognosi riservata. E' un salvato dalla sorte, i medici hanno fiducia nel suo recupero. Il suo nome ora trova speranza tra i 'feriti' che sono sette. "Perché non li hanno fermati?" Debora Campagnaro ha lì sotto la sorella Erica assieme al cognato Davide Miotti. Fa delle domande. “Perché non li hanno fermati visto che c'era l'acqua che scorreva sotto al ghiacciaio?. E perché si usano solo elicotteri e droni e non strumenti, disponibili nei Paesi nordici, per forare il ghiaccio?”. I soccorritori le rispondono indirettamente, durante il punto stampa, che “non resterà lasciato nulla di intentato” e che da dopodomani ripartiranno le ricerche a terra, con l'aiuto dei cani. Davide, fratello di Luca: “Era una guida alpina con trent'anni di esperienza individuale e portava amici e persone che volevano avvicinarsi alla montagna. Non sarebbe mai partito se avesse saputo di un minimo rischio o pericolo che andava segnalato, vista la situazione climatica”. La montagna proibita  Adessso la Marmolada diventa una montagna proibita e chissà per quanto. In queste ore hanno continuato a salirci curiosi e chi non si rassegnava a rinunciare alla sua bellezza nonostante l'ordinanza del Comune motivata dal pericolo di nuovi crolli. Tra i rischi il presidente del soccorso alpino, Maurizio Dellantonio ha messo in luce la presenza di bombe della prima guerra mondiale che, se non maneggiate con prudenza, potrebbero fare ancora paura. Liliana Bertoldi è la quarta identificata dopo Filippo Bari, Tommaso Carollo e Paolo Dani. E' in corso il riconoscimento di altre due vittime, cittadini della Repubblica Ceca. La foto profilo Facebook della donna di Levico Terme lascia di sasso: una croce tutta bianca, rivestita dalla neve con un luminoso ‘abito' di ghiaccio. Amore e morte per la montagna e sotto la montagna. 
Mattarella: con Maputo una preziosa collaborazione sull'energia grazie all'Eni
Politica
Ieri 05-07-22, 20:28

Mattarella: con Maputo una preziosa collaborazione sull'energia grazie all'Eni

AGI - Una collaborazione solida, di lungo periodo, che ha nell'energia e nella presenza di Eni un pilastro fondamentale ma che si allarga a tutti i settori dell'economia, della politica e della cultura. Sergio Mattarella incontra il presidente del Mozambico Filipe Jacinto Nyusi e rinsalda un legame che data da prima dell'indipendenza del Paese africano, si è concretizzato nel sostegno italiano alla pace che ha concluso trent'anni fa la guerra civile, prosegue da allora senza sosta con accordi bilaterali. "Nel suo percorso, il Mozambico potrà sempre fare affidamento sulla Repubblica Italiana quale partner leale e perseverante" ha assicurato il Presidente della Repubblica a un Paese che cerca di fronteggiare la minaccia del terrorismo fondamentalismo nel nord e guarda con preoccupazione ai cambiamenti climatici. L'oggi, l'urgenza, è quella di diversificare l'approvvigionamento di gas rispetto al passato, l'Italia può contare anche sul contributo del Mozambico, tanto da aver già portato la dipendenza dal gas russo dal 40% al 25% in pochissimi mesi. Un'operazione portata avanti con una diplomazia coordinata, tanto che proprio nelle ore in cui il Presidente è a Maputo, il premier Mario Draghi vola in Turchia. E Mattarella può far leva su un passato fatto di aiuti ad ampio spettro, tanto che Nyusi, dopo aver lodato l'impegno di Eni, ha ringraziato il nostro Paese che non si mostra amico "solo nei momenti di crisi" energetica ma sostiene la repubblica africana per avviare uno sviluppo completo e diversificato. "Desideriamo rafforzare la collaborazione perche' sentiamo il Mozambico vicino a noi anche per valori recati nella vita della Comunità internazionale" ha detto infatti il Capo dello Stato, per il quale "è importante la collaborazione che avviene sul piano energetico attraverso l'azione dell'ENI. Il prossimo avvio dell'esportazione di gas naturale liquefatto dall'impianto di Coral Sul, gestito da ENI, è un traguardo importante". Accanto a questo si coltiva la speranza che il rapporto "si possa allargare ad altri settori economici, coinvolgendo diverse aziende italiane che già lavorano e altre che possano impegnarsi" Un approccio globale, che per Mattarella deve improntare le relazioni tra Italia ed Europa e l'intera Africa, mettendo da parte le mire egemoniche di alcune potenze e favorendo una crescita complessiva e diffusa. In un continente dove la Cina estende la sua influenza con un approccio che fa parlare alcuni osservatori di neo-colonialismo e mentre la Russia invade un paese confinante, il Presidente della Repubblica ha proposto una visione diametralmente opposta: "non esistono più zone di influenza delle grandi potenze, perché il mondo ormai è senza distanze reali, è interconnesso, strettamente raccolto. La pretesa che vi siano zone d'influenza delle grandi potenze è fuori dalla realtà. Contrasta con il senso e il valore della pace che oggi intendiamo coltivare" ha spiegato. Perche' "non possiamo nè dobbiamo arrenderci al costume della guerra". "L'aggressione della Federazione Russa all'Ucraina vede il riemergere di dottrine, come il militarismo e l'imperialismo" ha notato il Capo dello Stato, ma esse sono già state "condannate dalla storia". Il rapporto con il Mozambico è un esempio del paradigma italiano della cooperazione: rapporti economici che danno frutti, certo, ma soprattutto uno scambio basato su "rispetto" e aiuto alla crescita istituzionale, culturale e sociale. A testimoniare l'impegno a 360 gradi, l'accordo 2022-2026 firmato oggi dal viceministro agli Esteri Marina Sereni, che porta a 85 milioni gli aiuti italiani nei settori della salute, dell'occupazione, dell'agricoltura, dello sviluppo urbano e dell'ambiente. Massimo impegno nell'ambiente e' stato infine sollecitato sia da Nyusi che da Mattarella, in un continente stretto dalla siccita' e dalle conseguenti migrazioni interne ed esterne. Il presidente della Repubblica ha fatto notare come la tragedia della Marmolada sia "elemento simbolico delle tante tragedie che il mutamento climatico non governato sta comportando in tante parti del mondo". E ha sottolineato come alcuni Paesi, troppi, non rispettino i patti firmati, l'ultimo dei quali a Glasgow. "Occorre quindi richiamare tutti a rispettare quegli impegni assunti in queste convenzioni internazionali - ha esortato - e a definire e assumere impegni ulteriori. Perché quello che l'esperienza dimostra, giorno per giorno, in tante parti del mondo, è che senza affrontare sistemicamente e seriamente, a fondo, i problemi che pone il cambiamento climatico, contrastandolo, sarà difficile garantire alle future generazioni una vita accettabile sulla Terra". 
In Lega e M5s c'è un escalation di malessere legata al governo
Politica
Ieri 05-07-22, 20:20

In Lega e M5s c'è un escalation di malessere legata al governo

AGI - Al Senato si discute della ratifica dei trattati, tra cui quello tra Italia e Francia, ci sarà un ordine del giorno della Lega sulla necessità che Parigi spinga per l'estradizione degli esponenti delle Brigate rosse; domani poi si voteranno le mozioni dei singoli partiti, tra cui quella sull'energia e potranno emergere spaccature, sia perché c'è quella promossa da Calenda per spingere sul nucleare, sia perché il Movimento 5 stelle potrebbe trovarsi isolato sulle ricette legate alle ricette che il governo deve portare avanti. Ma il caos per la maggioranza è alla Camera. E il primo nodo da sciogliere è l'iter sul dl aiuti. Il governo prende tempo, non si esclude ancora che domani possa blindare il provvedimento che deve essere convertito entro il 16 luglio, ma i Cinque stelle fanno muro (sul superbonus, sul tema del gas e non vogliono votare la norma sull'inceneritore di Roma) e per guadagnare qualche ora c'è chi ha pensato pure all'inversione dell'ordine dei lavori, in attesa dell'incontro tra il premier Draghi e il presidente M5s Conte. All'interno dell'esecutivo c'è la convinzione che dai vertici pentastellati siano arrivati comunque dei segnali distensivi, la trattativa sul metodo da portare avanti sul dl aiuti è la cartina di tornasole dell'intenzione di Draghi di evitare ulteriori frizioni ma la preoccupazione è che le spinte contrapposte all'interno dei partiti della maggioranza possano comunque causare un incidente in Parlamento. Perché la Lega, per esempio, non ha digerito l'attendismo del governo, "perché - il 'refrain' emerso anche nella riunione di gruppo a Palazzo Madama - a noi chiudono le porte e si da la sponda agli altri partiti?". Il malessere è generale e anche il tema del ddl concorrenza sta causando un cortocircuito tra l'esecutivo e le forze della maggioranza. Il partito dello stralcio dell'articolo 10 - quello sulle concessioni dei taxi - è il più numeroso in Parlamento ma il governo non intende procedere in questo modo, il viceministro Bellanova lo ha spiegato a chiare lettere. Una possibile 'exit strategy' sarebbe quella di bissare a Montecitorio quello che è successo a palazzo Madama sulle concessioni balneari. Ovvero di permettere all'esecutivo di prendere tempo, lasciando ai decreti attuativi ogni spazio di manovra possibile. Una strada che però non convince la Lega che punta a svuotare l'articolo, non intende dare all'esecutivo una delega in bianco, promette di non votare il provvedimento quando ci sarà il passaggio nell'Aula della Camera. "Così non va", ripete il leghista Rixi. Irritata anche Forza Italia che sottotraccia critica l'esecutivo, "ha perso il contatto con la realtà del Paese", il ragionamento. Ma il malessere cresce sempre di più soprattutto nel Movimento 5 stelle e nella Lega. Domani Conte porterà all'attenzione del premier un documento con le richieste pentastellate, si aspetta risposte vere soprattutto sul piano sociale, oltre che una difesa del superbonus e del reddito di cittadinanza. Anche Salvini attende di capire quale sarà l'esito delle trattative tra il presidente del Consiglio e l'avvocato pugliese. Perché tra gli 'ex lumbard' - spiegano fonti parlamentari - si è raggiunto il livello di guardia. "Così - si ragiona nel partito di via Bellerio - non si va avanti, di questo passo usciamo dal governo". Un mal di pancia espresso pure dal capogruppo della Lega al Senato Romeo, "responsabili sì ma fessi no", ha osservato. La 'lista' dell'agenda del Carroccio è lunga: pace fiscale, autonomia, flat tax, misure per frenare l'immigrazione clandestina, provvedimenti contro il caro inflazione, per promuovere il lavoro, per venire incontro alle esigenze delle categorie in sofferenze e delle famiglie italiane. Non c'è una 'dead-line' o un ultimatum, la partita si gioca sottotraccia. Ma raccontano che anche l'ala 'governista' del partito tanto 'governista' non lo è più dopo i risultati delle amministrative. Salvini ha cambiato strategia, non c'è più la linea dell'uomo solo al comando, a parlare davanti alle telecamere sono anche gli altri 'big'. E nell'incontro di ieri pure i presidenti di Regione che hanno subito delle sconfitte sul territorio avrebbero sottolineato che l'azione deve essere più incisiva perché il rischio è che alle Politiche sia proprio la Lega a pagarne il prezzo più grande. Pure la frase di Giorgetti riferita da chi era presente 'se volete io posso fare anche un passo indietro' sarebbe stata riferita per rimarcare che è la Lega con i suoi vertici a decidere cosa fare, il ministro dello Sviluppo insomma si è messo a disposizione del partito e non di sirene centriste che pure si sono fatte sentire per la costruzione della 'tela' pro-Draghi. Tra i leghisti quindi la tentazione dello strappo è sempre più presente. "Dobbiamo portare a casa qualcosa, altrimenti che ci stiamo a fare nel governo?", l'interrogativo che viene ripetuto dagli 'ex lumbard' sia alla Camera che al Senato. Una delle 'exit strategy' per ritrovare un 'feeling' con il governo sarebbe quella che Draghi aprisse ad una sorta di cabina di regia sull'agenda governativa e anche parlamentare. Perché l'obiettivo è quello di far intervenire Draghi per stoppare l'intenzione del Pd di andare avanti su cannabis e ius scholae. "Non faremo sconti", ha garantito ai suoi Salvini, parlando di "gravissima e inaccettabile provocazione" da parte della sinistra nel voler procedere in questa direzione. I leghisti annunciano barricate ma il pressing è indirizzato verso il capo dell'esecutivo. "Qui non siamo alla Bce, deve gestire tutta la maggioranza, non può lavarsene le mani", osserva un senatore. L'insofferenza verso il governo si percepisce da tempo nelle fila dei gruppi parlamentari pentastellate. "Se non c'è l'accordo sul superbonus non possiamo votare la fiducia", spiega un 'big' del Movimento 5 stelle. Il 'sentiment' prevalente resta quello di staccarsi qualora non venissero accolte le richieste M5s. Anche se non tutti propendono per questa tesi. "Come potremmo dire no al dl aiuti se contiene misure per 23 miliardi a sostegno degli italiani?", si chiedono diversi deputati del Movimento 5 stelle. Inoltre l'ipotesi di non mettere la fiducia potrebbe essere una strada per i pentastellati ancor più lastricata di ostacoli, osserva un altro deputato. "Come facciamo se gli emendamenti di Fratelli d'Italia fossero votati anche dagli altri partiti? Saremmo comunque messi all'angolo...", ragiona una pentastellata. Le prossime 48 ore saranno dunque decisive. E non solo per capire il rapporto tra Draghi e il Movimento 5 stelle che ha già convocato il Consiglio nazionale alle ore 13 come ulteriore strumento di pressione nei confronti del premier. Il Pd ha già fatto capire di non voler sostenere il governo da solo qualora i Cinque stelle decidessero di staccarsi. Ragionamenti che si colgono anche nella Lega. Il 'piano B' dei leghisti non sarebbe quello delle urne subito ma di un governo politico 'ponte'. "È chiaro che senza M5s - osserva un esponente di primo piano del partito di via Bellerio - non ci sarebbe più un esecutivo di unità nazionale e allora cambierebbero molte cose... Ma in ogni caso deve essere Draghi a sciogliere i nodi".
Mosca crea due corridoi nel Mar Nero e Mar D'Azov per il grano
Estero
Ieri 05-07-22, 20:06

Mosca crea due corridoi nel Mar Nero e Mar D'Azov per il grano

AGI -  La Russia ha creato due corridoi umanitari nel Mar Nero e nel Mar d'Azov per consentire in particolare l'export del grano: lo ha affermato il ministro della Difesa, Serghei Shoigu, secondo quanto riporta l'agenzia Ria Novosti. "Stiamo adottando una serie di misure per garantire la sicurezza della navigazione nelle acque del Mar Nero e del Mar d' Azov. Il pericolo di mine nelle acque del porto di Mariupol e' stato completamente eliminato", ha affermato Shoigu.  Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha avviato la procedura di ratifica dell'adesione di Svezia e Finlandia all'Alleanza atlantica. "Questo è veramente un momento storico per Finlandia, Svezia, per la Nato e per la sicurezza condivisa", ha affermato, aprendo la cerimonia di firma dei protocolli di adesione. "Le porte della Nato restano aperte per le democrazie europee che sono pronte e vogliono contribuire alla sicurezza condivisa. Con 32 Paesi intorno al tavolo, saremo ancora più forti e i nostri popoli saranno ancora più sicuri mentre affrontiamo la più grande crisi di sicurezza in decenni", ha aggiunto Stoltenberg in una dichiarazione prima dell'avvio della cerimonia ufficiale
Toni Valeruz: "Tragedia evitabile, bastava sedersi accanto alla fenditura"
Cronaca
Ieri 05-07-22, 19:08

Toni Valeruz: "Tragedia evitabile, bastava sedersi accanto alla fenditura"

AGI - Dalla sua Alba di Canazei, Toni Valeruz non smette mai di guardare le due 'sue' montagne più care: la Marmolada, la 'Regina delle Dolomiti' che ha scalato ben 900 volte in qualsiasi condizione meteo, e il Gran Vernel, la vetta che lo ha reso noto in tutto il mondo per le sue quaranta discese mozzafiato (e pericolose) con gli sci ai piedi su neve, ghiaccio e dribblando la roccia. Toni Valeruz, per tutti 'Tone', è l''uomo della Marmolada'. Ha concentrato la sua attività tra il 1978 ed il 1985. "La Marmolada mi ha fatto crescere, mi ha forgiato, ricordo ancora quella volta quando all'età di 7 anni, da solo, raggiunsi la vetta e una volta arrivato a valle, chiedermi: ma davvero sono salito fin lassù?", dice il grande alpinista nel corso di un'intervista esclusiva con l'AGI. "Il Gran Vernel, invece, mi ha fatto capire quali erano i miei limiti percorrendo otto vie diverse". Oggi Valeruz è un signore di 71 anni. Da Alba guarda verso i 3.343 metri della vetta di Punta Penia e pensa al suo passato ma soprattutto a quello che è accaduto domenica, quando poco dopo le ore 13,30 lo slittamento di una porzione del ghiacciaio della Marmolada, causa le elevate temperature, ha investito due cordate di escursionisti. Bilancio tragico, crudele, per una strage di escursionisti mai avvenuta sulla Marmolada: 7 vittime accertate, 8 persone ferite e ancora 5 dispersi dei quali, chissà, per tanto tempo non si avranno più notizie. Sulla Marmolada, interdetta a ogni attività escursionistica, i soccorritori stanno recuperando reperti (pezzi) di persone, oggetti, attrezzatura tecnica. Valeruz, piccato, parla di possibili responsabilità lanciando un pensiero che potrebbe far riflettere. "Questa immensa tragedia poteva essere evitata con un'azione di monitoraggio serio, con persone esperte e professionali in loco dotate di attrezzatura idonea che esiste in Italia e in Val di Fassa", sostiene, "l'esperto deve giudicare da dentro la montagna e non da fuori. Persone competenti in loco avrebbero captato che quella fenditura piena d'acqua si spostava giorno dopo giorno. Bastava sedersi accanto alla fenditura e non si rischiava nulla". Poi Valeruz entra sul tecnico di quello che è accaduto. "È falso parlare di crollo, quello che è accaduto è stato uno slittamento di una porzione di ghiaccio. Quella fenditura era gonfia d'acqua anche perché lo zero termico a mezzanotte da giorni era oltre i 4000 metri e l'acqua continuava a scorrere. Bisognava attivare un'azione di monitoraggio dentro la montagna con personale specializzato". Poi tiene a precisare: "La Marmolada non è una montagna pericolosa, ora, però, non nascano le crociate contro la montagna. L'alpinista sa che corre dei rischi, l'alpinista sa che è responsabile delle proprie azioni e che potrebbe anche morire". Raccontando il passato, l'alpinista fassano afferma: "Sono salito in vetta alla Marmolada con tutte le condizioni e in tutte le stagioni, nei decessi scorsi c'era tanta neve e ghiaccio anche in estate e quindi la via normale era molto meno impegnativa rispetto ad adesso". "La Marmolada oggi è irriconoscibile rispetto a 20 anni fa, ci sono i notevoli cambiamenti climatici, questo è il gioco geologico della terra ed è inutile ad andare a cercare responsabilità anche perché il ragionamento geologico e' diverso da quello umano", sostiene Tone. Scialpinista, alpinista, guida alpina e maestro di sci, Valeruz vanta un curriculum di tutto rispetto con oltre cento prime discese con gli sci dalle vette sia delle Alpi che delle Ande. "Nelle Ande ho fatto cinque discese interessanti, il Makalu (un Ottomila, ndr) da poco sotto la vetta, il monte Bianco dal versante della Brenva, la parete ovest del Cervino, la parete est dell'Eiger", dice orgoglioso", nella mia carriera non c'è mai stato un attimo nel quale ho dubitato: se decidevo di intraprendere un'escursione la concludevo". 
Sfuma il miracolo per Sinner a Wimbledon, Djokovic vince in 5 set
Sport
Ieri 05-07-22, 19:01

Sfuma il miracolo per Sinner a Wimbledon, Djokovic vince in 5 set

AGI - Miracolo sfumato sul centrale di Wimbledon per Jannik Sinner. Il 20enne tennista altoatesino si è trovato con merito in vantaggio due set a zero sul campione uscente Novak Djokovic e ha assaporato concretamente la possibilità della clamorosa vittoria nei quarti di finale. Un miracolo sfumato nei successivi tre set vinti dal serbo che ha concluso la partita col punteggio di 5-7 2-6 6-3 6-2 6-2. Una sconfitta che per Sinner sa tanto di vittoria perché, dopo aver battuto in quattro set negli ottavi il suo rivale generazionale Carlos Alcaraz, è stato sul punto di avere la meglio sul tennista n.1 del mondo (anche se la classifica Atp mai così assurda non dice questo). Una grande partita persa dopo quasi 4 erro di gioco che consacra l'altoatesino nell'Olimpio de tennis e preconizza per lui un futuro radioso. Primo set in cui Djokovic parte di slancio e Sinner subisce l'influenza della prima volta contro il tennista più forte del mondo (e forse si sempre). Ma l'altoatesino, che ancora non ha 21 anni, ha una testa da campione e non si lascia abbattere. Così, sotto di 4-1 nel primo set, evita di subire un nuovo break che porterebbe il serbo sul 5-1 e vince in rimonta 7-5. Gioca bene, sbaglia poco e niente l'azzurro, a differenza di un Djokovic irriconoscibile che serve male, sbaglia molto e quasi mai è incisivo con i suoi colpi. Ancora più incredibile il secondo set che Sinner vince 6-2 con un punteggio che non lascia dubbi sull'andamento del set e illude il pubblico (che spera di vedere cadere prima o poi l'inossidabile ed 'eterno' Djoker).  A questo punto ti aspetti la reazione del vecchio leone. E sei preoccupato. Giustamente preoccupato. Djokovic comincia a giocare, approfittando anche dell'inevitabile calo dell'avversario 20enne e strappa il servizio all'azzurro sul 2-1 e non lo molla più: 6-3 per i serbo. Si va al quarto e le sensazioni non sono buone. Djokovic è un animale che si nutre si agonismo e buone sensazioni. E di entrambe ce ne sono a bizzeffe nel terzo set. E così Sinner si vede sotto di 4-0 in un lampo. Senza demeritare in modo particolare, semplicemente perché Djoker è una categoria sopra a tutti (al momento solo Nadal al mondo gioca davvero alla pari con lui). L'altoatesino non molla e sul 2-5 e servizio del serbo ha due palle del contro-break, ma il serbo non concede nulla e si prende anche il quarto set col punteggio perentorio di 6-2 dopo 2 ore e 59 minuti, mentre Sinner rischia di farsi male cadendo malamente mentre cercava di recuperare una palla corta di Djokovic. Si va al quinto e la sensazione è che sia una storia già scritta. Sta a Sinner provare a cambiare il finale che sembra annunciato. Ma il destino è quel che è, diceva Mel Brooks in un suo film capolavoro, non c'è scampo più per me. Sull'1-1 due errori su colpi accessibili (volè e palla corta) consegnano al serbo al break che rompe l'equilibrio e indirizza set e partita. Di fatto la partita finisce qui. Djokovic va avanti senza più intoppi e strappa di nuovo il servizio all'avversario per chiudere in quasi 4 ore col punteggio di 6-2.
Cos'è TikTok shop e perché non arriverà (per ora) in Italia
Economia e Finanza
Ieri 05-07-22, 18:56

Cos'è TikTok shop e perché non arriverà (per ora) in Italia

AGI - TikTok ha abbandonato i piani per espandere la sua iniziativa di e-commerce in Europa, e quindi anche in Italia, e anche negli Stati Uniti. L'iniziativa dell'azienda cinese, denominata "TikTok Shop", era stata lanciata l'anno scorso nel Regno Unito, il suo primo mercato al di fuori dell'Asia. In base al nuovo modello, gli influencer trasmettevano in diretta vendendo prodotti attraverso un cestino arancione cliccabile sullo schermo dell'app. Ma, rivela il Financial Times, l'iniziativa ha incontrato non pochi problemi. In generale, le piattaforme di social media considerano il commercio in diretta come il futuro dello shopping. Esse percepiscono una commissione sulle vendite: questo modello si era rivelato redditizio per la società madre di TikTok, ByteDance, che ha visto le vendite sull'app cinese Douyin più che triplicare di anno in anno, vendendo piu' di 10 miliardi di prodotti. Al punto che anche i rivali YouTube e Instagram stavano sviluppando funzioni simili in Europa. TikTok aveva così previsto di lanciare la funzione in Germania, Francia, Italia e Spagna nella prima metà di quest'anno, prima di espandersi negli Stati Uniti nel 2022, ma i piani di espansione sono stati abbandonati dopo che il progetto del Regno Unito non ha raggiunto gli obiettivi e gli influencer hanno abbandonato il programma.  "Il mercato non è ancora pronto", ha dichiarato un dipendente di TikTok. "La consapevolezza e l'affezione da parte dei consumatori sono ancora basse e nascenti". Molti livestream di TikTok Shop hanno ottenuto scarsi risultati di vendita nonostante l'azienda offra sovvenzioni e incentivi in denaro per incoraggiare i marchi e gli influencer a vendere attraverso l'app. Il mese scorso, un'inchiesta del Financial Times ha rivelato l'esodo di massa del personale dal team ecommerce dell'azienda a Londra, che si è lamentato di una cultura lavorativa aggressiva imposta dalla leadership cinese dell'azienda. TikTok ha quindi dichiarato di non avere in programma l'introduzione di funzioni di shopping in Europa mentre il servizio è stato recentemente lanciato in Thailandia, Malesia e Vietnam ed e' disponibile in Indonesia dallo scorso anno.  La posizione di TikTok "Non abbiamo messo in pausa o ritardato il lancio di TikTok Shop in altri mercati europei, compresi Italia, Francia, Germania o Spagna". Lo precisa un portavoce dell'azienda, in merito alle notizie di un abbandono del loro piano per espandere l'iniziativa di e-commerce in Europa, e quindi anche nel nostro Paese, e anche negli Stati Uniti. "TikTok Shop" era stata lanciata l'anno scorso nel Regno Unito. In base al nuovo modello, gli influencer trasmettevano in diretta vendendo prodotti attraverso un cestino arancione cliccabile sullo schermo dell'app. Ma, ha rivelato il Financial Times, l'iniziativa ha incontrato non pochi problemi. Le stesse fonti interne all'azienda replicano invece che "il nostro obiettivo è stato e rimane quello di fare di TikTok Shop un successo nel Regno Unito, insieme ai merchant e ai brand con cui stiamo lavorando" e sottolineano che "anche se la futura espansione internazionale di TikTok Shop può essere stata discussa in astratto o come obiettivo a lungo termine, non ci sono mai stati piani concreti per il lancio nei mercati europei nel primo semestre di quest'anno".
Un bambino di 2 anni e mezzo è morto annegato a Santa Severa
Cronaca
Ieri 05-07-22, 17:57

Un bambino di 2 anni e mezzo è morto annegato a Santa Severa

AGI - Tragedia a Santa Severa su lungomare Pyrgi, vicino a Roma. Un bambino di 2 anni e mezzo è morto annegato in mare. Intervenuti i sanitari del 118, che hanno provato a rianimarlo, ma non c'è stato nulla da fare. Sul posto i carabinieri. Accertamenti in corso sulle cause della morte.   
Il pressing di Lega e M5s su Draghi per una nuova agenda di governo
Politica
Ieri 05-07-22, 17:48

Il pressing di Lega e M5s su Draghi per una nuova agenda di governo

AGI - Prima il viaggio a Canazei per accertarsi della situazione dopo il crollo della Marmolada, l'incontro con i vertici della protezione civile e i presidenti di Regioni, il cordoglio ai familiari delle vittime, la conferenza stampa. Poi nel tardo pomeriggio un Consiglio dei ministri per varare le misure contro siccità. Il premier Draghi tira dritto e di fronte alle fibrillazioni che arrivano dai partiti che sostengono il governo pensa alle emergenze da affrontare. Non mancano questa settimana i nodi da sciogliere. Legati soprattutto al ddl concorrenza - (in commissione sono mancati i pareri del governo, sull'articolo 10 è ancora scontro con la Lega che vuole lo stralcio) considerato che da domani comincerà lo sciopero dei taxi - e al dl aiuti il cui iter è ancora tutto da decidere. Il provvedimento tornerà in Commissione per un breve passaggio legato a rilievi tecnici ma è in corso una trattativa con il Movimento 5 stelle, la richiesta dei pentastellati è di potersi 'smarcare' sulla norma sull'inceneritore di Roma. L'esecutivo dovrebbe blindare il provvedimento ma il voto in Aula dovrebbe arrivare comunque dopo l'incontro tra il presidente M5s Conte e il premier Draghi previsto per mercoledì alle 16,30. Oggi è stato lo stesso ex presidente del Consiglio a suggerire il rinvio dell'appuntamento fissato per il pomeriggio, da qui lo slittamento pure del Consiglio nazionale. L'idea M5s di un appoggio esterno al governo è 'congelata', ogni tentazione di uno strappo rimandato ma cova sempre il fuoco sotto la cenere perché il 'sentiment' dei pentastellati resta lo stesso, la sensazione è di sentirsi sottorappresentati e invisi sia al governo che al resto della maggioranza. Conte ha chiesto ai dirigenti del Movimento 5 stelle di inviargli dei contributi per mettere a punto un documento che indicherà le battaglie dei pentastellati e le richieste sulle quali vorrebbe una sponda del premier. I fari non sono puntati sulla questione dell'invio delle armi né sulla proroga del superbonus, anche se su entrambe le questioni M5s si aspetta comunque un chiarimento. L'input principale che arriverà al governo sarà quello di spingere sull'acceleratore per il varo di un'agenda sociale, affinché arrivino misure per fronteggiare la crisi legata alla guerra in Ucraina, dal salario minimo ad interventi sul caro energia, alla difesa del reddito di cittadinanza. Ma sul dl aiuti potrebbe spaccarsi di nuovo il gruppo M5s, perché l'orientamento è quello di dire sì alla fiducia - qualora il governo decidesse di porre la questione - ma di astenersi al voto finale sul provvedimento. Una linea che però potrebbe scontentare chi, invece, vuole votare contro il decreto a causa del termovalorizzatore e chi, dall'altro canto, ritiene che distanziarsi dal resto della maggioranza potrebbe essere un autogol perché minerebbe limmagine dell'esecutivo. Conte in ogni caso mercoledì chiederà al premier rispetto per il Movimento 5 stelle perché resta il sospetto dei pentastellati che sia stato proprio l'ex numero uno della Bce a dare il via libera all'operazione di Di Maio della scissione. Chi sta preparando un'agenda da sottoporre al premier Draghi è anche la Lega. Oggi Salvini, dopo aver blindato la riconferma di Fontana alla regione Lombardia nell'incontro con assessori e consiglieri regionali, ha visto ministri, capigruppo, 'big' del partito e una rappresentanza dei presidenti di Regione per analizzare il voto delle amministrative. Il ragionamento è che gli elettori si sono sentiti traditi dal fatto che la Lega non è riuscita a far passare sul tavolo dell'esecutivo i provvedimenti cari al partito di via Bellerio. Da qui la volontà di far sì che la Lega possa essere ancora più incisiva nell'azione di governo e la richiesta ai membri dell'esecutivo di battersi affinché possa esserci un'accelerazione sulla pace fiscale, sul tema dell'autonomia, sul sostegno al ceto medio, alle categorie penalizzate come quella dei piccoli artigiani, ad una svolta sul tema dell'energia, a misure efficaci sul caro bollette e contro il rialzo dell'inflazione. L'ala governista ha comunque, secondo quanto viene riferito, sostenuto la necessità di evitare il fuoco amico sull'esecutivo. "Quando la Lega vincerà le elezioni farà quello che vuole", ha osservato Giorgetti ai giornalisti, "non decido io se la Lega deve restare al governo. È il Parlamento che dà la fiducia al Governo, non è il Governo che dà la fiducia a se stesso". Il responsabile dello Sviluppo ha rimarcato come non sia in discussione la leadership di Salvini. Del resto, nessuno nel vertice, secondo quanto viene riferito, ha chiesto una cabina di regia. L'obiettivo è quello di compattare il partito e di discutere sulle due possibili strade da qui alle elezioni: stare al governo per accreditarsi per il post Draghi e rischiare però di perdere ulteriori voti oppure uscire dall'esecutivo ma con il rischio di finire comunque nel cono d'ombra della Meloni? Ha prevalso la prima tesi ma l'obiettivo - viene rimarcato da fonti parlamentari del partito di via Bellerio - è quello di rivendicare che la Lega è il partito più numeroso della maggioranza e di farlo pesare. 
In Italia 132.274 nuovi casi covid  e positività su al 28,5%
Cronaca
Ieri 05-07-22, 17:43

In Italia 132.274 nuovi casi covid  e positività su al 28,5%

AGI - Continua a salire la curva epidemica in Italia. Sono 132.274 i nuovi casi di Covid nelle ultime 24 ore, contro i 36.282 precedenti ma soprattutto gli 83.555 di martedì scorso. Superata di nuovo, quindi, quota centomila, per la prima volta dall'8 febbraio scorso, mentre per trovare un numero più alto di quello odierno bisogna tornare al primo febbraio, quando i contagi furono 133.142. I tamponi sono 464.732 (ieri 129.908) con un tasso di positività che sale dal 27,9% al 28,5%. Anche i decessi sono in rialzo, 94 oggi (ieri 59). È quanto emerge dal bollettino quotidiano del ministero della Salute. Il numero delle vittime totali da inizio pandemia sale così a 168.698. In aumento le ospedalizzazioni: 20 in più le terapie intensive (ieri +12) che diventano così 323 in tutto con 53 ingressi del giorno, altro dato in evidente crescita. E 355 in più sono i ricoveri ordinari (ieri +436) per un totale di 8.003, il 21mo giorno consecutivo di incremento.  La regione con il maggior numero di casi odierni è la Lombardia con 19.037 contagi, seguita da Campania (+18.663), Lazio (+13.555), Veneto (+12.206), Puglia (+11.642) e Sicilia (+9.993). I casi totali dall'inizio della pandemia arrivano a 18.938.771. I dimessi/guariti delle ultime 24 ore sono 64.828 (ieri 27.590) per un totale che sale a 17.682.801. Gli attualmente positivi sono ben 68.093 in piu' (ieri +9.236) per un totale che arriva a 1.087.272. Di questi, 1.078.946 sono in isolamento domiciliare. 
Quadrante: i russi ora puntano su Slovyansk e Kramatorsk
Estero
Ieri 05-07-22, 17:24

Quadrante: i russi ora puntano su Slovyansk e Kramatorsk

AGI - Dopo aver conquistato Lysychansk (e, quindi l'intero Lugansk), le forze russe puntano su Slovyansk e Kramatorsk, i due principali centri dell'area del Donetsk ancora in mano ucraina. Vicino a Slovyansk, "il nemico lancia assalti in direzione della località di Mazanivka e ci riesce parzialmente", riferisce l'esercito ucraino. Secondo il governatore dell'Oblast, Pavlo Kirilenko, 10 persone - tra cui due bambini - sono morte domenica durante gli attacchi russi a Slovyansk e dintorni. Le forze di Kiev sembrano aver deciso di fissare la linea di difesa tra Siversk e Bakhmut, più a Sud. Gli ucraini "probabilmente si sono in gran parte ritirati in buon ordine, secondo un piano esistente", stima il ministero della Difesa britannico, che nell'ultimo bollettino di intelligence menziona una "possibilita' realistica" che possano stabilirsi su una linea del fronte più facilmente difendibile. L'American Institute for the Study of War (Isw) osserva da parte sua che i russi hanno "continuato le loro offensive a Est di Bakhmut per prepararsi ad avanzare verso Bakhmut e Siversk". Più a Nord, nei pressi di Kharkiv, gli ucraini continuano a respingere i tentativi di assalti delle forze di Mosca, che continuano a bombardare i dintorni della seconda città ucraina. Secondo le autorità locali, ieri sono morti almeno tre civili. Il fronte strategicamente più importante è però quello meridionale, dove sono in gioco i porti del Mar Nero. Gli ucraini continuano a contrattaccare e a recuperare terreno nella regione di Kherson, caduta in mano ai russi nella prima fase. Ad assumere la guida dell'Oblast, cruciale per gli approvvigionamenti idrici della Crimea, è stato oggi un funzionario dell'Fsb, i servizi di sicurezza russi: Serghei Elisseyev, fino a ieri primo vicegovernatore di Kaliningrad. 
Uniper come Lufthansa, così Berlino salva le imprese dell'energia
Economia e Finanza
Ieri 05-07-22, 16:48

Uniper come Lufthansa, così Berlino salva le imprese dell'energia

AGI - Mano tesa del governo tedesco al settore energetico fortemente penalizzato dall'acuirsi delle tensioni con Mosca: l'esecutivo guidato da Scholz sta infatti valutando la possibilità di presentare nei prossimi giorni una legge che gli consentirebbe di assumere partecipazioni nelle società fortemente penalizzate dall'impennata del costo importato del gas, attraverso un'iniezione di capitale. Proprio oggi i prezzi europei del gas sono arrivati ai massimi da quasi 4 mesi. Al Ttf, è salito del 6,8% a 174 euro/mwh. Il ragionamento che sta facendo Berlino è che qualora le compagnie energetiche venissero nazionalizzate, passerebbero sotto il controllo delle autorità tedesche garantendo la continuità delle forniture. Nei progetti dell'esecutivo, non è esclusa nemmeno l'ipotesi di porre le società energetiche sotto amministrazione fiduciaria nel caso in cui la sicurezza energetica del Paese venisse minacciata. Il caso più emblematico della crisi è rappresentato da Uniper, società con sede a Dusseldorf e che è considerato il maggiore importatore di gas russo in Germania: l'azienda è in grave difficoltà, addirittura a rischio di insolvenza, in quanto si trova a dover compensare la riduzione delle consegne di gas russo con costosi acquisti dell'ultimo minuto sul mercato globale. Il punto è che private delle forniture di Gazprom, le aziende energetiche tedesche in generale sono costrette a procurarsi il gas sul mercato spot a prezzi molto più alti. Tuttavia, non sono in grado di trasferire questi costi elevati ai loro clienti, la maggior parte dei quali riceve il gas con contratti a lungo termine che non possono essere rinegoziati. Ma Berlino non ha intenzione di attivare una clausola che consenta alle società del gas di trasferire i prezzi ai consumatori: per questo, sono sul tavolo altre ipotesi. Tra queste, quella al momento più accreditata è quella di compiere un salvataggio secondo il modello Lufthansa: durante la pandemia, per venire incontro alla compagnia aerea in serie difficoltà, Berlino acquisì il 20% delle azioni garantendo un'iniezione di capitale di 9 miliardi di euro. Lo Stato tedesco a quel punto assumerebbe partecipazioni in aziende in difficoltà "di infrastrutture critiche nel settore energetico". Per quanto riguarda il comparto energetico, l'urgenza di intervenire è ancora più accentuata dal rischio di un razionamento del gas il prossimo inverno per i clienti industriali qualora la Germania non riuscisse a riempire in modo veloce gli impianti di stoccaggio del gas. In realtà il settore energetico tedesco è in subbuglio da metà giugno, quando Gazprom, l'esportatore di gas controllato dallo Stato russo, ha ridotto del 60% il flusso di gas attraverso il gasdotto Nord Stream 1 sotto il Mar Baltico. L'11 e il 21 luglio il gasdotto verrà poi sottoposto a una manutenzione programmata ma molti nel governo temono che i flussi di gas non riprendano dopo il completamento delle riparazioni, a causa dell'inasprirsi della guerra economica tra Russia e Germania. Tornando al caso di Uniper, la stessa società ha dichiarato di essere in trattativa con il governo per un salvataggio: i colloqui riguardano "misure di stabilizzazione" che potrebbero includere garanzie, un aumento dell'attuale linea di credito concessa all'inizio dell'anno dalla banca statale KfW o appunto l'assunzione di una partecipazione statale nella società. Per gli analisti, 'salvare' Uniper costerebbe a Berlino circa 9 miliardi di euro, proprio come ha fatto con Lufthansa. Uniper non è l'unico caso: la Germania sta valutando anche la possibilità di nazionalizzare le unità di Gazprom e Rosneft nel Paese che assumono un'impronta significativa nella più grande economia europea. La prima gestisce impianti di stoccaggio del gas mentre la seconda rappresenta un quarto delle attività di raffineria della Germania. Secondo il quotidiano economico Handelsblatt, i piani di nazionalizzazione delle unità di Gazprom e Rosneft in Germania hanno già ricevuto l'approvazione della coalizione di governo. Ma causando anche alcuni mal di pancia a Mosca: il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha già fatto sapere che una procedura del genere andrebbe a suo giudizio contro i principi di diritto internazionale. La Germania, che dipende fortemente dall'energia russa, il mese scorso ha attivato un piano di emergenza per gestire le forniture di gas in vista del peggioramento delle relazioni con il Cremlino a seguito del conflitto ucraino e della risposta occidentale attraverso i diversi pacchetti di sanzioni. Berlino ha invitato sia le industrie che le famiglie a risparmiare energia e a ridurre i consumi. E qualora la situazione dovesse peggiorare, non è escluso un razionamento del gas: una mossa che devasterebbe l'economia tedesca e porterebbe alla perdita di migliaia di posti di lavoro. Il gas russo ha rappresentato il 55% delle importazioni di gas della Germania nel 2021 e il 40% delle importazioni di gas nel primo trimestre del 2022. Entro il 2024, secondo quanto dichiarato dal ministro dell'Economia Robert Habeck lo scorso mese di marzo, il Paese si è impegnato a porre fine all'uso del gas russo. Peraltro la Germania non è l'unico Paese a pensare di entrare nel capitale delle imprese energetiche: come ricorda il Financial Times, il Regno Unito si starebbe preparando a nazionalizzare temporaneamente l'unità britannica di Gazprom.
La fattura energetica italiana è a livelli da record
Economia e Finanza
Ieri 05-07-22, 16:40

La fattura energetica italiana è a livelli da record

AGI - La fattura energetica italiana (quello che il éaese pagherà per avere energia, ndr) nel 2022 toccherà livelli record a 90 miliardi di euro, in aumento del 93%. È la stima di Unem secondo cui l'impennata è dovuta soprattutto all'aumento dei prezzi del gas per il quale l'Italia pagherà quest'anno 40,8 miliardi di euro dai 19,3 miliardi del 2021. "Le criticità del periodo - ha dichiarato il presidente Unem, Claudio Spinaci - si stanno riflettendo anche a livello nazionale, a partire dalla fattura energetica che quest'anno dovrebbe ammontare a 90 miliardi di euro, quasi il doppio di quella dello scorso anno e dei picchi del 2011-2012. Ciò è dovuto in larga parte al forte incremento dei costi del gas. Il gas naturale, prima fonte energetica in Italia dal 2016, da settembre dello scorso anno lo è diventata anche in termini di esborso, superando la fattura petrolifera che storicamente costituiva invece la componente più rilevante". "La partita è davvero importante e il Governo italiano si è preso la responsabilità di non aderire al patto sull'auto elettrica firmato da molti stati alla COP26 di Glasgow nel novembre scorso" ha detto il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti nel messaggio inviato all'assemblea di Unem, "Riteniamo sia necessario proporre alla Commissione europea una revisione del pacchetto 'Fit for 55' che in primis preveda l'applicazione del principio cardine della neutralità tecnologica". I consumi totali di energia in Italia dovrebbero aumentare nel 2022 in maniera inferiore all'1%, stima Unem sottolineando tuttavia che "nella seconda parte dell'anno potrebbe perdere slancio per una serie di cause legate al probabile rallentamento dell'economia e all'alta inflazione, a prescindere dall'elasticità ai prezzi". "È da notare - ha spiegato Spinaci - come il maggiore incremento è proprio per il carbone a fronte di un calo sia del gas che delle fonti rinnovabili. Quanto ai consumi dei prodotti autotrazione, sono tornati sui livelli pre-pandemia anche in anticipo rispetto a quanto avevamo previsto alla fine dello scorso anno, per una ripresa del trasporto privato a scapito di quello pubblico. Anche in questo caso potrebbe esserci un rallentamento a causa degli alti costi dei carburanti dovuto alla difficile congiuntura internazionale. Da questo punto di vista va detto che le compagnie hanno fatto quanto è stato possibile per contenere gli aumenti e lo dimostra l'andamento dello stacco con l'Europa". Da dove viene la crisi energetica "La crisi energetica, che sta colpendo l'Europa molto più degli Stati Uniti, nasce prima" dell'invasione russa dell'Ucraina "perché l'Europa ha trascurato la sicurezza energetica preferendo un approccio ideologico ed estremamente pericoloso" ha aggiunto Spinaci osservando che non si tratta di una crisi "congiunturale ma strutturale". "Alla base di questi repentini aumenti - ha dichiarato - gli squilibri preesistenti tra la domanda e l'offerta di energia che hanno rivelato tutte le fragilità della politica energetica dell'Europa che si è scoperta incapace di garantire approvvigionamenti sicuri e competitivi. Non si tratta di un problema congiunturale, come molti hanno sostenuto, ma strutturale e dunque richiede risposte di natura non solo emergenziale, ma soprattutto politiche di lungo termine che guardino con più attenzione al tema della sicurezza energetica, colpevolmente trascurata in questi ultimi anni". Le maggiori tensioni, ha ricordato Spinaci, "in una prima fase, hanno riguardato soprattutto il gas naturale il cui prezzo in Europa già a fine 2021, dunque ben prima della crisi Russia-Ucraina, era cresciuto di oltre il 400% rispetto a dicembre 2019, con aumenti più contenuti, ma comunque significativi, per petrolio (+24%) e carbone (+122%). Con la crisi Ucraina è partita una nuova fase che ha inciso in modo più evidente sul petrolio, il quale ha raggiunto livelli record nonostante le attese per un rallentamento della domanda legato alla guerra e alla ripresa della pandemia in Cina. Il Brent l'8 marzo ha toccato i 128 dollari/barile contro i 75 medi del secondo semestre 2021 (+70%), ripiegando nelle settimane successive ma oscillando costantemente nella forchetta 105-120 dollari/barile". 
I dispersi sul ghiacciaio della Marmolada sono cinque
Cronaca
Ieri 05-07-22, 16:16

I dispersi sul ghiacciaio della Marmolada sono cinque

AGI - Scende a cinque il numero dei dispersi nell'incidente sulla Marmolada. Lo riferiscono fonti della Procura di Trento. Le persone che non rientrano più nel computo dei dispersi sono escursionisti che in queste ore sono stati rintracciati. "Purtroppo abbiamo ancora parecchi dispersi, ma nella tragedia della Marmolada che da domenica non dà tregua a familiari e soccorritori c'è almeno una buona notizia: il paziente di Treviso non è più sconosciuto e ha ritrovato la mamma e il papà" ha riferito il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, annunciando l'identificazione da parte dei familiari del paziente portato all'Ospedale di Treviso dopo esser stato recuperato dal ghiacciaio domenica scorsa. "Ho deciso di fargli fare alcune foto  dopo aver parlato con due coppie di genitori ieri a Canazei nella sala dell'accoglienza dei famigliari dei dispersi - spiega il governatore - Ho chiesto immagini di particolari anatomici utili a un riconoscimento sulla base di quanto emerso nel dialogo. Il paziente ricoverato a Treviso ora ha un nome e un cognome". "Come ha informato la Ulss Marca trevigiana, continua ad essere in prognosi riservata - conclude il presidente - Mi auguro per lui una pronta guarigione insieme al tutti gli altri feriti in questa tragedia". È stata sospesa fino a data da destinarsi l'operatività dei tre tronconi della funivia da Malga Ciapela nel Bellunese fino ai 3.265 metri di Punta Rocca sulla Marmolada. Il massiccio della 'Regina delle Dolomiti' è interdetto a qualsiasi escursione al fine di consentire le operazione di ricerca dei dispersi. La funivia dal versante bellunese consente di raggiungere la Marmolada in 12 minuti. Su quello che resta del plateu della Marmolada è possibile sciare da dicembre ad aprile. 
Ritrovato vivo l'escursionista disperso nella Valgrande
Cronaca
Ieri 05-07-22, 15:13

Ritrovato vivo l'escursionista disperso nella Valgrande

AGI - È stato ritrovato e sta bene l'escursionista svizzero del quale si erano perse le tracce domenica scorsa nel Parco Nazionale della Valgrande. A dare l'allarme era stato il suo compagno di escursione non vedendolo arrivare alla stazione ferroviaria di Verbania Fondotoce dove si erano dati appuntamento per rientrare con il treno in Svizzera. L'escursionista era partito in compagnia del suo amico dalla valle Vigezzo per raggiungere il bivacco di Bocchetta di Campo, luogo in cui sabato i due hanno trascorso la notte, per poi separarsi con obiettivi diversi, accordandosi sul percorso da fare per rientrare a Cicogna. Scattato l'allarme, domenica sera un elicottero della Guardia di Finanza aveva effettuato una ricognizione ma le ricerche non avevano dato nessun riscontro. Le ricerche sono proseguite anche lunedì nonostante le condizioni del meteo avverse, con un elicottero VVF dotato di tecnologia "catcher" per l'intercettazione dei telefoni cellulari. Oggi squadre del Soccorso alpino, SAGF della Guardia di finanza, Vigili del Fuoco, carabinieri forestali sono state trasportate in quota da un elicottero dei Vigili del fuoco del nucleo elicotteri di Malpensa, e hanno battuto a terra i prati e i boschi che sovrastano gli alpeggi che si trovano tra le Corone di Ghina e Pogallo, Alpe Cavrua, l'Alpe Vogogno, Corte del Piano, dove si ipotizzava che il ragazzo potesse trovarsi. Una squadra fluviale dei Vigili del Fuoco ha inoltre percorso il letto del Rio Pogallino per escludere la presenza del disperso in acqua. Bonificate anche le aree con specialisti cinofili della Guardia di Finanza con cani da ricerca. Poco dopo mezzogiorno la notizia del ritrovamento del ragazzo nei pressi dell'alpeggio di Velina, provato ma in buone condizioni di salute, poi recuperato con elicottero del 118. 
Nick Kyrgios incriminato per lesioni all'ex fidanzata Chiara Passari
Sport
Ieri 05-07-22, 14:51

Nick Kyrgios incriminato per lesioni all'ex fidanzata Chiara Passari

AGI - Il tennista australiano Nick Kyrgios è stato incriminato per lesioni dopo la denuncia della sua ex fidanzata e il 2 agosto dovrà comparire davanti a un magistrato di Canberra. La notizie arriva mentre il numero 40 del mondo è impegnato a Wimbledon, dove ha raggiunto i quarti di finale battendo Nakashima. Il suo avvocato, Jason Moffett, ha fatto sapere che per ora non intende rilasciare commenti ma più avanti diffonderà un comunicato sulla vicenda. Secondo il Canberra Times, l'ex fidanzata Chiara Passari accusa il 27enne Kyrgios di averla malmenata e trascinata e il tennista rischia fino a due anni di carcere. I fatti risalirebbero a dicembre 2021, quando la ragazza aveva già accusato l'australiano di "averla lasciata sola per le strade di New York alle 4 di notte, senza telefono e portafogli" La stessa Passari pubblicò su Instagram anche degli screenshot di vecchie chat in cui Kyrgios tennista definendolo "orribile". Il 27enne dovrà comparire al Tribunale di Canberra il mese prossimo: notizia che arriva a poche ore di distanza dalla multa ricevuta a Wimbledon per le intemperanze durante la sfida con Tsitsipas (anche lui sanzionato), vinta dall'australiano. 
È morto l'escursionista spagnolo disperso nell'Agordino
Cronaca
Ieri 05-07-22, 14:50

È morto l'escursionista spagnolo disperso nell'Agordino

AGI - È stato ritrovato senza vita l'escursionista spagnolo, le cui ricerche erano partite lunedì dopo l'allarme lanciato dal fratello, dato che l'uomo non si era presentato al lavoro a Londra, dove risiedeva. Javier G.H., 30 anni, si trovava nell'Agordino (Belluno) al termine della traversata dell'Alta via numero 1, che stava percorrendo in solitario. Dopo 8 giorni di cammino, il primo luglio aveva pernottato al Rifugio Pramperet, partendo la mattina del 2 luglio alle 7 in direzione di Belluno, atteso invano per la sera in un albergo cittadino che aveva prenotato. Questa mattina, in base alle analisi fatte durante la prima giornata di ricerche, sono state individuate delle zone in cui sono state sbarcate le squadre trasportate in quota dall'elicottero di Dolomiti Emergency del Soccorso Alpino e Speologico del Veneto. L'elicottero ha poi proceduto a una ricognizione a tappeto lungo i canali verso la Valclusa, con a bordo un tecnico del Soccorso alpino di Belluno e uno del Soccorso alpino della Guardia di finanza. Ed è stato scendendo da uno di questi che, alle 9.40, in contemporanea con una squadra di soccorritori a piedi, è stato individuato il corpo del giovane, mentre dalla Cima Sud di Zità veniva anche agganciato il segnale del cellulare. All'origine dell'incidente mortale il fatto che Javier non aveva imboccato il sentiero corretto verso la Forcella Sud di Zità, ma aveva preso sbagliando la Costa del Barancion. Lì, secondo quanto ricostruito, sarebbe poi scivolato ruzzolando per una cinquantina di metri. Hanno preso parte alle ricerche oltre 30 persone e unità cinofile, del Soccorso alpino di Belluno, Agordo, Longarone e Feltre, del Soccorso alpino della Guardia di finanza di Auronzo e Cortina, dei Vigili del fuoco. 
La norma voluta dal Pd che può far chiudere i B&B a Venezia
Politica
Ieri 05-07-22, 14:24

La norma voluta dal Pd che può far chiudere i B&B a Venezia

AGI - Sono diversi i nodi che stanno rallentando alla Camera l'esame del decreto Aiuti e che stanno causando non poche fibrillazioni nella maggioranza. Tra le norme contestate, ad esempio, c'è quella relativa alla realizzazione di un termovalorizzatore a Roma, norma osteggiata dai 5 stelle, ma anche la stretta sul Reddito di cittadinanza, voluta da Lega e Forza Italia e inserita nel testo durante l'esame nelle commissioni Bilancio e Finanze. A suscitare forti perplessità è anche la norma che introduce una stretta sugli affitti brevi a Venezia, voluta dal Pd. Infine, altre modifiche sono richieste sul fronte superbonus. È in corso un confronto tra maggioranza e governo e non è escluso che si torni a intervenire sul testo alla ripresa dell'esame in Aula, apportando eventuali modifiche per dirimere alcuni dei nodi. La norma sugli affitti brevi nella Laguna dispone la possibilità per il Comune di Venezia di "integrare i propri strumenti urbanistici con specifiche disposizioni regolamentari per individuare, in modo differenziato per ambiti omogenei, con particolare riguardo al centro storico e alle isole della laguna veneziana, i limiti massimi e i presupposti per la destinazione degli immobili residenziali ad attività di locazione breve". Inoltre, il Comune può anche "stabilire, con specifiche disposizioni regolamentari, che lo svolgimento dell'attività" di locazioni brevi turistiche "per oltre 120 giorni, anche non consecutivi, di ogni anno solare, sia subordinato al mutamento di destinazione d'uso e categoria funzionale dell'immobile". L'emendamento approvato il 1 luglio dalle commissioni si pone come obiettivo di "favorire l'incremento dell'offerta di alloggi in locazione per uso residenziale di lunga durata, la residenzialità nel centro storico e di tutelare il patrimonio storico-artistico e ambientale di rilevanza mondiale la cui salvaguardia è obiettivo di preminente interesse nazionale". Le disposizioni regolamentari "individuano le previsioni limitative nel rispetto del principio di proporzionalità, trasparenza, non discriminazione, rotazione, tenuto conto della funzione di integrazione al reddito della locazione breve per i soggetti che svolgono tale attività in relazione a una sola unità immobiliare". In sostanza, si tratta di un freno agli affitti brevi di case vacanza e b&b. "L'emendamento approvato mira a trovare un punto di equilibrio tra l'esigenza di tutelare la residenza e il diritto a svolgere l'attività di locazione turistica. Al fine di favorire l'incremento dell'offerta di alloggi in locazione per uso residenziale di lunga durata, l'emendamento dà la facoltà, perciò non l'obbligo, al Comune di Venezia di intervenire, ha spiegato dopo l'approvazione dell'emendamento a sua prima firma il capogruppo dem in commissione Ambiente Nicola Pellicani. L'altra norma, contestata dai 5 stelle, riguarda il reddito di cittadinanza: si tratta di due emendamenti, a firma Lega e Forza Italia, approvati dalle commissioni che correggono le procedure per la proposta di lavoro connessa all'erogazione del reddito di cittadinanza. "L'offerta proposta direttamente da datori di lavoro privati, quindi senza passare dai Centri per l'impiego, sarà considerata 'congrua'. Chi la rifiuta può dire addio al sussidio. Si tratta di una misura fortemente voluta dalla Lega, ispirata alla cultura del lavoro e utile al reperimento di maggiore manodopera, soprattutto nel settore turistico-ricettivo", ha spiegato la leghista Rebecca Frassini. Mentre Paolo Zangrillo (Fi), primo firmatario dell'altra modifica, ha rivendicato "il duro colpo inferto al reddito di cittadinanza. Finalmente i datori di lavoro potranno proporre un'offerta diretta ai percettori del beneficio bypassando l'inefficace sistema dei centri per l'impiego e dei navigator. Una norma molto semplice che risolve due problemi: rispondere all'attuale carenza di forza lavoro in diversi settori e smascherare finalmente chi vuole solo un sussidio e non il lavoro". 
Un hacker ha rubato i dati personali di oltre un miliardo di cittadini cinesi
Estero
Ieri 05-07-22, 13:49

Un hacker ha rubato i dati personali di oltre un miliardo di cittadini cinesi

AGI - Un hacker ha dichiarato di avere sottratto informazioni personali di un miliardo di cittadini cinesi da un database della polizia di Shanghai, in quella che si profila come una delle maggiori violazioni di dati della storia. L'anonimo pirata informatico, che si identifica come "ChinaDan", ha postato la settimana scorsa sul forum di hacker "Breach Forums" l'offerta di vendita dei dati per dieci bitcoin, equivalenti a circa 200 mila dollari. Nei 23 terabyte di informazioni sottratte, che sembrano provenire da diverse fonti, sono contenuti, nomi, indirizzi, date di nascita, numeri dei documenti di identità, numeri telefonici e dettagli di rilevanza penale, secondo quanto postato dallo stesso pirata informatico. L'altissimo numero di cittadini cinesi di cui sarebbero stati violati i dati ha generato qualche scetticismo tra gli esperti sulla veridicità di quanto affermato dal misterioso pirata informatico, ma il problema della gestione dei dati è fortemente sentito in Cina, che ha varato misure per la loro protezione negli ultimi anni, e che mantiene una forte sorveglianza sui dati dei cittadini, ufficialmente per scopi di sicurezza. I dati riguardano cittadini da ogni zona della Cina, tra cui anche alcune sperdute aree del Tibet, dove vivono solo poche migliaia di persone. Il caso di oggi, per quanto di proporzioni enormi, qualora confermato, non è il primo grave furto di dati ad avvenire in Cina: già nel 2016 erano stati violati e pubblicati dati di persone in vista, tra cui il fondatore di Alibaba, Jack Ma. Le voci sul furto di dati informatici sono state oscurate online, e il relativo hashtag "Shanghai data leak" è stato censurato da Weibo, la popolare piattaforma cinese di microblogging. Secondo l'analista Robert Potter, cofondatore del gruppo di cybersicurezza Internet 2.0 citato dalla Afp, i dati sarebbero stati sottratti da un server di Alibaba Cloud, che sarebbe stato archiviato dalla polizia di Shanghai. 
Il colosso cinese che vende più auto elettriche di Tesla
Economia e Finanza
Ieri 05-07-22, 12:31

Il colosso cinese che vende più auto elettriche di Tesla

AGI - BYD, il colosso automobilistico cinese che è in parte di proprietà della Berkshire Hathaway di Warren Buffett, ha superato Tesla diventando il più grande produttore di veicoli elettrici al mondo per vendite, segnalando il crescente dominio della Cina sul settore. Secondo quanto riporta il Financial Times, il brand automobilistico, con sede a Shenzhen, ha venduto 641.000 veicoli nei primi sei mesi dell'anno, con un balzo di oltre il 300% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, a fronte dei 564.000 veicoli venduti da Tesla. L'azienda guidata da Elon Musk ha invece lamentato un secondo trimestre difficile alle interruzioni della catena di approvvigionamento e delle vendite in Cina, causate a sua volta dai lockdown per il Covid-19. L'ascesa di BYD, ricorda FT, "sottolinea il rafforzamento della posizione della Cina nel settore delle energie rinnovabili, che può basarsi su vantaggi di scala e di costo in gran parte della catena di fornitura di veicoli elettrici, batterie, energia eolica e solare". Non solo, ma BYD ha anche superato la sudcoreana LG come secondo produttore mondiale di batterie per veicoli elettrici, dietro alla cinese Contemporary Amperex Technology, nota come CATL. Secondo gli analisti, ciò è avvenuto in parte a causa delle interruzioni nello stabilimento Tesla di Shanghai, dopo che la città più popolosa della Cina è stata costretta a un lockdown di due mesi. Tesla, insieme a una serie di produttori cinesi di veicoli elettrici, tra cui Li Auto, Xpeng e Nio, sono stati colpiti più duramente di BYD, che ne ha beneficiato perché la maggior parte delle sue fabbriche non ha sede nelle regioni e nelle città che hanno subito le restrizioni più severe. Gli analisti considerano l'ascesa dell'industria automobilistica nazionale cinese come un precursore di un cambiamento nel mercato automobilistico globale, in quanto i produttori del paese del Dragone di auto elettriche iniziano a concentrarsi sui mercati di esportazione. Lo dimostra il fatto che l'anno scorso la Cina, il più grande mercato automobilistico del mondo, ha esportato più di mezzo milione di veicoli elettrici, piu' del doppio rispetto all'anno precedente. Tuttavia, ricorda il FT riportando il parere dei ricercatori del Mercator Institute for China Studies, un think tank con sede a Berlino, circa un terzo delle esportazioni cinesi in Europa era costituito da marchi europei di proprietà cinese, come Volvo e MG Motor, mentre solo il 2% rappresentava marchi cinesi. Quasi la metà proveniva da Tesla e il restante 14% da joint-venture europee in Cina.