Libero è un quotidiano italiano fondato nel 2000 da Vittorio Feltri, e da lui nuovamente diretto dal 18 maggio 2016. A giugno 2016 contava una tiratura di quasi 95.000 copie con una diffusione cartacea di circa 40.000.
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**Spazio: P. Civile e Asi, escluso interessamento territorio italiano per caduta razzo cinese**
Oggi 09-05-21, 06:40

**Spazio: P. Civile e Asi, escluso interessamento territorio italiano per caduta razzo cinese**

Roma, 9 mag. (Adnkronos) - "Sulla base degli ultimi dati forniti dalla Agenzia Spaziale Italiana (Asi) al tavolo tecnico che ha seguito il rientro incontrollato in atmosfera del secondo stadio del lanciatore spaziale cinese “Lunga marcia 5B” è possibile escludere la caduta di uno o più frammenti del detrito spaziale sul nostro territorio", si spiega in una nota della Protezione Civile. "Il Capo Dipartimento della Protezione Civile, in accordo con Asi e con gli altri partecipanti al tavolo, ha pertanto dichiarato concluse le attività operative, chiudendo il Comitato Operativo che era attivo in stretta reperibilità e ringraziando tutte le componenti del Sistema Nazionale di Protezione Civile, i partecipanti al tavolo tecnico e le regioni direttamente interessate per l'impegno e l'attenzione profusi in questi giorni". "Il Dipartimento della Protezione Civile continuerà a seguire attraverso la Sala Situazione Italia, in stretto raccordo con l'Agenzia Spaziale Italiana, il rientro sulla Terra fino alla conclusione dell'evento", conclude la nota,
**Spazio: razzo cinese in caduta nell'Oceano Indiano vicino alle Maldive**
Oggi 09-05-21, 06:36

**Spazio: razzo cinese in caduta nell'Oceano Indiano vicino alle Maldive**

Roma, 9 mag. (Adnkronos) - Il secondo stadio del razzo cinese 'Lunga Marcia 5B è rientrato nell'atmosfera sull' Oceano Indiano, in un'area vicina alle isole Maldive, secondo quanto reso noto dall'agenzia spaziale cinese. Si è quindi verificato senza impatti il passaggio del detrito spaziale sulla traiettoria che interessava buona parte dell'Italia.
Dopo la comparsata in tv, la valanga di insulti. Achille Lauro travolto dalla critica: una pesantissima accusa
Oggi 09-05-21, 05:28

Dopo la comparsata in tv, la valanga di insulti. Achille Lauro travolto dalla critica: una pesantissima accusa

È un ossimoro tonante, è il politicamente corretto del politicamente scorretto. Anche solo accostare l'omofobia ad Achille Lauro, l'uomo che ha fatto del transgenderismo e della fluidità dell'identità sessuale una battaglia civile (e una strategia di marketing), è una discussione che ha un che di surreale. La foto a corredo del post pubblicato nella giornata di ieri da Achille Lauro (30 anni) sul suo profilo Instagram Ora, personalmente sulla parabola artistica di Achille Lauro copia sgualcita di David Bowie e Renato Zero, sulle sue esauste provocazioni e sul suo talento cantautorale, be', si potrebbe aprire un dibattito. Epperò, onestamente, accusare lui di essere omofobo è come accusare Martin Luther King di razzismo, il Papa di paganesimo o Susan Sontag di svilire anni di battaglie femministe. Eppure, è accaduto.     LEGITTIMA AUTODIFESA Dopo la partecipazione a Felicissima sera!, il programma Mediaset di Pio e Amedeo che ha fatto molto discutere per lo sketch sul «politicamente corretto» (con le parole "ne**" e "fr**o" sbattute in faccia al benpensantismo galoppante), Lauro pare abbia subito attacchi feroci sui social. Al punto che, dopo aver interpretato con una certa autoironia in tv il brano Rolls Royce trasformato per l'occasione in Fiat Punto, il cantante romano ha voluto entrare nel merito di un'autodifesa assai apprezzabile: «Nella mia interpretazione artistica la musica non è solo musica. È spettacolo, è uno stato d'animo, è un ideale, è libertà estrema, è il rifiuto nei confronti di coloro che credevano che io non fossi libero, o non fossi all'altezza, è conseguenza di anni di umiliazioni e vergogna. L'ho capito quando per un commento riferito alla solidarietà su lavoratori dello spettacolo mi hanno dato dell'omofobo, dopo anni che mi danno del fr*** ciò pensando di offendermi!». E ancora ha aggiunto: «Da anni investo denaro, tempo e impegno per la tutela dei diritti umani (...), per chiunque abbia bisogno di aiuto e per essere artefice e partecipe, nel mio piccolo, di una rivoluzione per cui la condizione sociale, culturale e umana delle classi deboli e discriminate possa cambiare (...) Lo faccio da quando non avevo una lira, perché sono cresciuto tra gli emarginati e i reietti, perché so che vuol dire sentirsi diverso, mai compreso, solo...».     Si tratta di una tranche di vie personale emersa dal confessionale della Rete che ci spiazza in senso nobile; anche se la leggenda del "figlio del popolo" e della disperazione, raccontata dall'erede di un alto magistrato e di un amministratore delegato suona un tantino esagerata. Ma, insomma, non si può dire, alla luce di tutto questo che Achille Lauro - al di là della sua musica - non sia persona dabbene e non lotti a favore delle minoranze, in uno sfarfallio continuo di pirotecnie musicali, cromatismi e difese finanche coreografiche del diverso.     APPROCCIO SINCERO E, anche se molti critici e alcuni colleghi, come lo stesso Renato Zero ebbero a che dire sullo slancio artistico di Lauro («Con le piume e le pailettes non giocavo certo a fare il clown della situazione ma cercavo di attirare l'attenzione su di me per permettere alle mie canzoni, che trattavano argomenti delicati e pesanti, di fare breccia»), è indubbio, nel ragazzo, un approccio sincero a questi temi. I tableau vivant di Lauro, i suoi piumaggi, il rimmel colato e mescolato ai pianti di sangue delle Madonnine di Civitavecchia di tutto il mondo possono essere sì un deja vu; ma riconducono comunque ad un'idea di denuncia sociale. Sicché due sono le reazioni da opporre a questi attacchi: ignorare gli haters di ogni latitudine (ma per chi vive di social ci rendiamo conto sia difficile) e Pio e Amedeo che prendono posizione: «Achille Lauro non odia i ric***i!». La provocazione che spazza tutte le altre...
"Si è ammalato di tumore al cervello". Maroni in convalescenza, il sospetto di Farina sulla "persecuzione dei pm"
Oggi 09-05-21, 04:39

"Si è ammalato di tumore al cervello". Maroni in convalescenza, il sospetto di Farina sulla "persecuzione dei pm"

Ieri Roberto Maroni, dalla sua abitazione di Lozza (Varese), si è lanciato in un grido di gioia e di rabbia, ma solo con dita e tastiera, perché non è bene si agiti chi è in cura per un tumore al cervello. Ha scritto su Facebook: «Dopo 7 anni di tormento tutte le accuse strampalate contro di me sono finalmente cadute ed è emersa la verità: non ho mai abusato del mio ruolo di governatore della Lombardia. Chi in questi anni ha coperto di fango me e i miei collaboratori dovrebbe solo vergognarsi e chiedere scusa». La cosa nuova, e bella, è che l'ex ministro dell'Interno e governatore emerito della Lombardia si riaffaccia al mondo, dopo la delicata operazione del gennaio scorso, non per la propria personale assoluzione, quella è già stata certificata con la formula più ampia nello scorso novembre dalla Cassazione, ma per la conclamata innocenza di una sua collaboratrice sentenziata dal Gup in rito abbreviato. Maria Grazia Paturzo era intervenuta al processo come testimone, essendo parte dello staff di Maroni, e aveva osato negare di essere amante del suo capo, secondo lo stereotipo da commedia all'italiana che vige meno al cinema ma a quanto pare va forte nei Tribunali. Falsa testimonianza! A processo!, e al diavolo il rispetto dell'intimità altrui. Il filone principale del processo riguardava un viaggio a Tokyo (mai svoltosi) e le pressioni per dare un contratto ad un'altra signora in un istituto collegato con la regione. Maroni e diversi collaboratori furono condannati in primo e secondo a Milano. Sentenza ribaltata a Roma, pieno onore agli imputati, dopo oltre sei anni di torture. Che avevano portato Maroni a non ricandidarsi, come sarebbe stato scontato, alla guida della Lombardia. Restava questo serpente grigio. Assoluzione per la Paturzo con la formula-macigno «perché il fatto non sussiste» lo ha finalmente spiaccicato. Ma quel serpente grigio era già entrato nel cervello di Maroni. Dopo anni di titoli, accuse, udienze, condanne al carcere per sé e i propri consiglieri additati come farabutti e venduti, il tutto dovendo lottare contro fantasmi di accuse ridicole, alla fine può venir giù tutto, le difese in Cassazione vincono, ma quelle interiori alzano le mani, vieni avanti tumore, mangiami. Oltretutto stavolta c'era da lottare contro il fantasma anguillesco di accuse ridicole. Ferito però Maroni ieri si è rialzato. Un comandante è così, un leader politico deve avere questa dignità: sentire addosso il peso delle colpe addossate alla sua squadra, dispiacersi per le pene proprie ma più ancora per quelle altrui.     COMBATTENTE Maroni resta candidato sindaco per Varese, elezioni a settembre. Non vuole arrendersi. Al tumore, ovvio, sa già che, a 66 anni, dovrà combattere per decenni, ma sa che tanti ce la fanno e vuole essere se stesso. Soprattutto però la sua è una testimonianza e insieme una sfida. Sta in piedi. Anche se gli è stato imbastito contro un processo fotocopia del primo, stavolta non libera il posto inchinandosi al potere intimidente dell'apparato tribunalizio. Anche stavolta c'è di mezzo un presunto beneficiato e un'altra presunta amante. Rinviato a giudizio, come l'altra volta. La prima udienza del processo era programmata per il 28 aprile, ma è stata rinviata a luglio per l'incombenza di quella massa anomala già operata. Niente da fare, Roberto resta lì, a combattere, su tre fronti, che elenco in ordine di cattiveria dell'avversario: giudiziario, sanitario, politico. Il difensore di Maroni, Domenico Aiello, è impietoso e impetuoso: «C'è voluta la Cassazione per dire la parola fine lo scorso novembre a una sequenza di fatti e atti che - con la sentenza della Suprema Corte in mano - mi viene da definire se non persecutori male orientati sin dall'inizio. Un preconcetto ideologico che ha portato a una raccolta di vociferazioni da comari. Immondizia senza sostanza giuridica. Non si è trattato di errorini, di qualche sbaglio nella qualificazione del reato, di interpretazioni dubbie, ma di una catastrofe, altrimenti la Cassazione non avrebbe assolto Maroni & C. senza rinvio del processo a Milano». Anche stavolta l'amante... Qui Aiello sbotta:«Guardassero i magistrati le vicende sentimentali che proliferano e determinano carriere nei loro corridoi, invece di fantasticare su quelle altrui, esplorandole come fossero la Santa Inquisizione. Santa di che? Ieri una Gup coraggiosa ha tolto definitivamente il sasso di mano ai lapidatori dell'adultera».      Non c'era bisogno delle rivelazioni di Luca Palamara a Sandro Sallusti per sapere - dice Aiello - come non siano tanto i codici e la coscienza a determinare certe indagini. «Queste cose nei tribunali sono arcinote, ma il manto delle toghe copre pudicamente tutto». Ovvio che abbia ragione Matteo Salvini a dare una scossa risanatrice al sistema ormai corrotto fin nei vertici, a dispetto di tantissimi magistrati onesti ed equilibrati. Non è dall'interno che si può sperare un cambiamento tale da determinare una ripresa di fiducia nei cittadini che oggi, con una percentuale dell'88 per cento (vedi Libero di ieri), lo ritengono inaffidabile e ingiusto.      PROCURE A SENSO UNICO Sappiamo bene che per diritto divino la procura di Milano è affidata da decenni a Magistratura democratica, la corrente più di sinistra della magistratura. Ovvio che per devozione ambientale, sudditanza psicologica, non per malafede, ma per l'inerzia del gioco delle correnti togate, la giustizia abbia un occhio strabico e qualche volta inventivo specie a Milano contro gli oppositori politici. Questo abbiamo scritto a proposito delle inchieste su Attilio Fontana, e i magistrati hanno ricorso legittimamente alla querela. Ma come si fa a non essere critici davanti a storie come queste? Si ripetono ossessivamente accuse, le ipotesi di reato, sceneggiatura, cambiando solo i nomi delle figurine tranne quella di Maroni. È l'ineluttabilità del rito ambrosiano cui il leghista ha dedicato un libro. L'uomo sa scrivere. Parla benissimo della sua applicazione sociale e persino politica. Ecco cosa sostiene al capitolo 9 dal titolo «I cecchini della politica»: «Quando viene applicato in magistratura, il rito ambrosiano sconta un difetto molto grave: in linea generale non ha come risultato l'accertamento della verità, ma quello di mettere in piedi un processo sommario e violento, che porta all'inevitabile distruzione della dignità e della reputazione della persona coinvolta, alla sua condanna immediata emessa da giornali e tv, ancor prima che l'interessato riceva l'avviso di garanzia». Aggiunge: «Ho le spalle larghe, ho sopportato l'ingiustizia senza far casino, ma so che a tante persone innocenti questi abusi rovinano la vita. I magistrati che sbagliano dovranno essere chiamati a rispondere, prima o poi. Nell'attesa che questa politica esca dal letargo, con alcuni amici di buona volontà stiamo mettendo in cantiere iniziative interessanti ed ambiziose». Il referendum non è male. In attesa che un Parlamento sonnacchioso trovi il medesimo coraggio di Maroni nella sua dura convalescenza.    
"Se la parità non è solo uno slogan". Da Feltri una sonora lezione alla sinistra: cosa dovrebbe guardare oggi
Oggi 09-05-21, 04:37

"Se la parità non è solo uno slogan". Da Feltri una sonora lezione alla sinistra: cosa dovrebbe guardare oggi

Le cronache famigliari, cioè delle nostre famiglie, siamo erroneamente convinti siano poco o niente interessanti, pertanto difficilmente esse trovano ospitalità sui giornali. Tuttavia, in alcuni casi, sono invece meritevoli di essere raccontate poiché significative, utili per ricostruire mentalità superate, epoche di cui abbiamo perso memoria. Ricordare il passato aiuta a capire il presente. Ecco perché oggi ho deciso di rendervi nota una vicenda risalente all'inizio del secolo scorso. Riguarda l'ambiente in cui crebbero mio padre e le sue due sorelle, i cui genitori erano nati entrambi nell'Ottocento. Allora soltanto i figli maschi avevano il diritto di studiare, le femmine al massimo potevano frequentare la scuola fino alla terza media, poi dovevano arrangiarsi, in quanto i genitori erano persuasi che fossero destinate a sposarsi e a fare le schiave di un marito. Cosicché solamente il mio papà, Angelo, ebbe modo di completare studi superiori regolari, le due ragazze, Narcisa, la più grande, e Armida, di qualche anno più giovane, vennero addestrate per compiere lavori domestici. Ma Narcisa aveva un temperamento da combattente, non si rassegnò al ruolo di sg**ra e pretese di guadagnarsi da vivere sgobbando per conto suo. Si fece prestare una carretta da un contadino e cominció a trasportare merci in vari negozi. Caricava qualsiasi cosa sul carro trainato da lei mediante le due stanghe, aiutata in questa attività dalla sorella minore.     Per due anni si sfiancò come un mulo finché non riuscì ad accantonare una somma di denaro sufficiente per riprendere gli studi. Si iscrisse alle magistrali e le terminò in un battibaleno, animata come era da sacro fuoco. Nessuno in casa le impedì di fare di testa sua. Quindi si trasferì a Pavia dove frequentò con successo la facoltà di pedagogia. A laurea conseguita, conquistò una cattedra e insegnò. Era talmente brava o, meglio, volonterosa, che a furia di schiaffoni obbligò anche Armida a studiare e a garantirsi un avvenire migliore di quello che si attendeva. In effetti, fu assunta all'ospedale Maggiore di Bergamo come capo dell'amministrazione. Narcisa nel giro di pochi anni fece carriera e divenne direttrice didattica. Mio padre invece era trionfalmente entrato alla Banca diocesana e percepiva uno stipendio discreto. Peccato che l'istituto di credito dei preti di lì a qualche anno fallì e lui rimase disoccupato. Mia nonna, Ester, non disse nulla al marito, Daniele, pertanto vendette una parte delle sue proprietà, ereditate dal babbo, e col ricavato dava l'equivalente dello stipendio perduto al suo erede affinché ogni mese potesse consegnare la busta col denaro a suo papà, il quale non si accorse mai che il figlio fosse rimasto senza impiego.     Non passò molto tempo prima che Angelo vincesse un concorso all'Amministrazione provinciale e si rimettesse alla scrivania nel ruolo di segretario aggiunto, qualifica non disprezzabile. Mia zia Armida morì a 70 anni, era tifosa dell'Atalanta oltre che lesbica, però per le sue preferenze sessuali nessuno osò mai criticarla, erano affari rigorosamente suoi. La zia Narcisa invece spirò a oltre 90 anni ancora in forma, aveva la postura di un generale dei carabinieri, impartiva ancora lezioni private di latino e italiano e, dal momento che mi sapeva direttore di quotidiani, mi trattava da collega, con rispetto. Quanto a mio nonno, egli campò fino a 87 anni senza mai distruggersi dalla fatica, ma vantandosi della abilità e dell'impegno della sua prole. La nonna lo raggiunse presto nella tomba, pure lei orgogliosa delle due ex bambine sue. Questa breve narrazione nel mio intento ha un unico scopo: quello di dimostrare che il femminismo d'antan, quello dei tempi che furono, era glorioso e merita di essere celebrato. Un femminismo di fatti e non di retorica bolsa per quanto ridondante. Le donne sono sempre state un esempio di forza e di carattere e quelle di oggi guardino a quelle di ieri, grandiose, esempi da imitare.  
"Addio siringa". In arrivo l'ultima rivoluzione sul vaccino, ecco come verranno somministrate le "nuove" dosi anti-Covid
Oggi 09-05-21, 04:17

"Addio siringa". In arrivo l'ultima rivoluzione sul vaccino, ecco come verranno somministrate le "nuove" dosi anti-Covid

Un vaccino in pillole. È quello che stanno sperimentando i ricercatori della start up Nextbiomics al Policlinico Federico II di Napoli. L'innovazione sta nel fatto che per la somministrazione del vaccino anti-Covid non ci sarebbe più bisogno delle iniezioni, e quindi di postazioni dedicate con tutto il lavoro organizzativo che ne deriva. Potrebbe bastare una pillola.     "L'idea è nata per creare un vaccino quotidiano contro il Coronavirus, che riduca gli impatti sociali ed economici rispetto a quanto stiamo vedendo in questi mesi con aperture di centri vaccinali e migliaia di medici impiegati", spiega a Napolitoday Giovanni Sarnelli, docente di Gastroenterologia e Ceo della società. "Inoltre", aggiunge, "non ci sarebbero difficoltà di conservazione, cosa che invece si verifica con alcuni vaccini utilizzati oggi". Al momento lo studio risulta in una fase pre-clinica, con la sperimentazione sugli animali conclusa e con con dati confortanti. Ancora incerti, invece, i tempi per un possibile arrivo sul mercato del vaccino in pillole.     "I dati sono molto confortanti e abbiamo presentato richiesta di brevetto - prosegue Sarnelli - Sappiamo che la sperimentazione prevede un procedimento complesso, articolato in tre fasi. Non saprei dire quali possano essere i tempi anche perché è necessario l'intervento di case farmaceutiche. Di certo, con la pandemia i tempi della sperimentazione si sono accorciati di molto". E ancora: "Il nostro prodotto - afferma il docente - non utilizza un virus inattivato né una sequenza di dna. Noi abbiamo incorporato la proteina in una batterio buono, un probiotico già utilizzato in commercio, che utilizziamo come vettore per raggiungere il sistema immunitario dell'intestino".    
Non solo conduzione. L'impensabile scelta di Vespa (con tanto di cambio di vita): cosa ha deciso di fare
Oggi 09-05-21, 03:59

Non solo conduzione. L'impensabile scelta di Vespa (con tanto di cambio di vita): cosa ha deciso di fare

 Bruno Vespa, dopo la passione per i vini, entra anche nel mondo della ristorazione. Il conduttore di Porta a Porta ha deciso di aprire un ristorante a Manduria,in Puglia, laddove ha ristrutturato una vecchia masseria per poi produrci un vino bianco di qualità: il “Donna Augusta 2019”, dedicato alla moglie Augusta Iannini, che dopo 35 anni da magistrato e 8 al vertice dell'autorità del garante per la privacy, ha deciso di occuparsi a tempo pieno della Masseria Li Reni e curare l'azienda di famiglia: la ”Vespa Vignaioli per passione”, che coinvolge anche i figli Alessandro e Federico Vespa.         Il ristorante si chiamerà Santa Chiara a Li Reni perché si avvarrà di tutto lo staff di chef del Santa Chiara di Turi (Bari) “Il ristorante aprirà alla fine di maggio - dice lo stesso Bruno Vespa al Corriere -. Non è una sfida semplice, soprattutto in questo periodo, ma siamo sicuri della professionalità della nuova squadra. La lista dei vini sarà all'altezza: 100 etichette di tutte le regioni italiane, assieme a una selezione di Champagne”.         E che Vespa sia un buongustaio in fatto di bellezza lo rivela anche quando mesi fa in occasione del suo  libro dedicato alle donne, Bellissime! Le donne dei sogni italiani, dagli anni '50 a oggi, parlò di Belen: "Quando l'ho ospitata a Porta a Porta mi sono reso conto che la sua presenza avrebbe riempito lo studio anche se fosse rimasta zitta dal primo all'ultimo minuto. Questo non ha influito sulla mia conduzione. Però è stato sufficiente a ricordarmi che la bellezza può essere anche usata come un'arma di potere. Basta pensare a cosa ne fece Cleopatra". Un paragone che deve aver fatto molto piacere alla showgirl argentina.    
"L'uno dall'altra". Fabio Fazio e Mara Venier, gira una voce... Dalla Rai la più impensabili delle decisioni
Oggi 09-05-21, 03:32

"L'uno dall'altra". Fabio Fazio e Mara Venier, gira una voce... Dalla Rai la più impensabili delle decisioni

La serata domenicale di Rai Tre è appannaggio di Fabio Fazio e Luciana Littizzetto con il talk Che Tempo Che Fa. Tra i grandi protagonisti di domani sera, domenica 9 maggio, tra le tante interviste in studio anche quella con Mara Venier, che la domenica pomeriggio registra sempre numeri pazzeschi con la sua Domenica In. Un invito che la Venier ha ricambiato, infatti Fazio nel pomeriggio si collegherà ‘a sorpresa' con la Venier nel finale di puntata del talk pomeridiano.        Oltre alla Venier a Che Tempo Che Fa ci sarà anche Woody Allen. Il regista Usa Woody Allen presenterà il suo ultimo film “Rifkin's Festival”, da lui scritto e diretto. Poi ci sarà come ospite anche il presidente del Parlamento europeo David Maria Sassoli.     Dalle 23 infatti, dopo la normale programmazione Fabio Fazio e Luciana Littizzetto passeranno al tavolo, dove si confronteranno con i consueti ospiti fissi Nino Frassica, Mago Forest e Filippa Lagerback tra gli altri. Intanto la Venier, domenica 30 maggio, avrà un doppio impegno. Questo è quanto emerge dai palinsesti di Rai Uno, che dovrebbero subire una modifica importante in occasione dell'ultima domenica del mese. Andrà infatti in onda la 63esima edizione dello Zecchino d'Oro, saltata dopo essere stata inizialmente prevista per lo scorso dicembre. A causa dell'emergenza coronavirus non se n'è fatto più nulla, ma a viale Mazzini non hanno voluto comunque abbandonare la manifestazione canora dedicata ai più piccoli. Un cambiamento che la Venier ha accettato molto volentieri per un programma storico della Rai.      
Matteo Berrettini in finale al Masters 1000 di Madrid: battuto Ruud in due set, ora Zverev
Ieri 08-05-21, 23:28

Matteo Berrettini in finale al Masters 1000 di Madrid: battuto Ruud in due set, ora Zverev

MADRID (SPAGNA) (ITALPRESS) – Il sogno di Matteo Berrettini prosegue: è finale al “Mutua Madrid Open”, terzo Masters 1000 stagionale, dotato di un montepremi pari a 2.614.465 euro, che si sta disputando sulla terra battuta della “Caja Magica” della capitale spagnola. Sul “Manolo Santana Stadium” il 25enne romano, numero 10 del mondo e ottavo favorito del seeding, riesce ad avere la meglio sul norvegese Casper Ruud: 6-4 6-4 il finale dopo un'ora e 22 minuti di gioco. Berrettini, che finora aveva battuto solo una volta Ruud a fronte di due sconfitte (l'ultima nei quarti degli scorsi Internazionali), affronterà domani per il titolo Alexander Zverev, capace di eliminare prima Nadal e poi Thiem: il tedesco ha battuto Berrettini nel 2018 a Roma e nel 2019 nella semifinale di Shanghai (fino ad oggi il miglior risultato dell'azzurro in un Masters 1000), di contro l'allievo di Vincenzo Santopadre si è imposto al Foro Italico due anni fa. Il numero uno azzurro andrà a caccia del quinto titolo nel circuito maggiore, il secondo stagionale dopo quello ottenuto un paio di settimane fa a Belgrado. (ITALPRESS)
Lazio, perso il treno Champions? Doppietta di Vlahovic, la Fiorentina è quasi salva
Ieri 08-05-21, 23:25

Lazio, perso il treno Champions? Doppietta di Vlahovic, la Fiorentina è quasi salva

FIRENZE (ITALPRESS) – La Fiorentina vince 2-0 contro la Lazio allo stadio Franchi, nella 35esima giornata di Serie A. Vlahovic è il mattatore dei viola: il serbo sigla la sua doppietta personale al 32′ del primo tempo e all'89' in chiusura, mettendo una bella ipoteca sulla salvezza. Rammarico per i biancocelesti, che subiscono un duro colpo nella lotta per la Champions.     Le due squadre arrivavano alla partita di Firenze con obiettivi opposti. Il match è acceso sin dal principio con un'occasione per parte a infiammare il gioco: il colpo di testa di Bonaventura, non abbastanza angolato; la conclusione di Correa, sventata dal miracolo di Dragowski a salvare la porta. La Lazio è anche sfortunata, Immobile centra l'ennesimo palo (ma era in fuorigioco) e qualche minuto dopo è Milenkovic a sbarrargli il passaggio. Al 32′ però è la Fiorentina a sbloccare il risultato per merito di Vlahovic, che deve solo spingere in rete l'1-0 servito dall'assist di Biraghi. La squadra di Inzaghi non smette di attaccare e va vicina al pareggio con il colpo di testa di Milinkovic-Savic, ma trova un altro grande intervento del portiere viola, che poi si ripete nuovamente sull'ennesima chance capitata sui piedi di Immobile.     I padroni di casa, prima di chiudere il primo tempo, erano andati vicini a raddoppiare con Pulgar: provvidenziale la deviazione di Acerbi. Nella ripresa la Lazio continua ad attaccare con forza, senza rendersi realmente pericolosa in area avversaria, mentre la squadra di Iachini protegge il risultato. Anzi, insiste per chiudere il match e al 65′ la manona di Reina salva sul solito Vlahovic, il migliore in campo. Il serbo suggella l'ottima prestazione con la doppietta personale all'89' a chiudere definitivamente i conti con un colpo di testa su calcio d'angolo. Espulso nel finale Pereira per doppia ammonizione. Una vittoria importante per la Fiorentina che può tirare un sospiro di sollievo sulla zona retrocessione. La Lazio invece compromette la sua rincorsa a un posto in Champions. (ITALPRESS)    
Zan: “Triste che si usi Ddl come bandiera ideologica per ottenere qualche consenso in più”
Ieri 08-05-21, 23:16

Zan: “Triste che si usi Ddl come bandiera ideologica per ottenere qualche consenso in più”

(Agenzia Vista) Milano, 8 Maggio 2021 “Gli esponenti del mondo dello spettacolo, della cultura, sono in qualche modo la voce avanzata di questo Paese ...
Zan: “La destra sostenga questo Ddl. Altre proposte sono tentativi di affossarlo”
Ieri 08-05-21, 23:05

Zan: “La destra sostenga questo Ddl. Altre proposte sono tentativi di affossarlo”

(Agenzia Vista) Milano, 8 Maggio 2021 “Stiamo parlando di una legge di civiltà, che peraltro non è una legge sulle minoranze, ma tutela tutti i cittad...
Vlahovic trascina la Fiorentina, battuta la Lazio 2-0
Ieri 08-05-21, 22:55

Vlahovic trascina la Fiorentina, battuta la Lazio 2-0

FIRENZE (ITALPRESS) – La Fiorentina vince 2-0 contro la Lazio allo stadio Franchi, nella 35esima giornata di Serie A. Vlahovic è il mattatore dei viola: il serbo sigla la sua doppietta personale al 32′ del primo tempo e all'89' in chiusura, mettendo una bella ipoteca sulla salvezza. Rammarico per i biancocelesti, che subiscono un duro colpo nella lotta per la Champions. Le due squadre arrivavano alla partita di Firenze con obiettivi opposti. Il match è acceso sin dal principio con un'occasione per parte a infiammare il gioco: il colpo di testa di Bonaventura, non abbastanza angolato; la conclusione di Correa, sventata dal miracolo di Dragowski a salvare la porta. La Lazio è anche sfortunata, Immobile centra l'ennesimo palo (ma era in fuorigioco) e qualche minuto dopo è Milenkovic a sbarrargli il passaggio. Al 32′ però è la Fiorentina a sbloccare il risultato per merito di Vlahovic, che deve solo spingere in rete l'1-0 servito dall'assist di Biraghi. La squadra di Inzaghi non smette di attaccare e va vicina al pareggio con il colpo di testa di Milinkovic-Savic, ma trova un altro grande intervento del portiere viola, che poi si ripete nuovamente sull'ennesima chance capitata sui piedi di Immobile. I padroni di casa, prima di chiudere il primo tempo, erano andati vicini a raddoppiare con Pulgar: provvidenziale la deviazione di Acerbi. Nella ripresa la Lazio continua ad attaccare con forza, senza rendersi realmente pericolosa in area avversaria, mentre la squadra di Iachini protegge il risultato. Anzi, insiste per chiudere il match e al 65′ la manona di Reina salva sul solito Vlahovic, il migliore in campo. Il serbo suggella l'ottima prestazione con la doppietta personale all'89' a chiudere definitivamente i conti con un colpo di testa su calcio d'angolo. Espulso nel finale Pereira per doppia ammonizione. Una vittoria importante per la Fiorentina che può tirare un sospiro di sollievo sulla zona retrocessione. La Lazio invece compromette la sua rincorsa a un posto in Champions.(ITALPRESS).
Berrettini batte Ruud, è in finale al Masters 1000 di Madrid
Ieri 08-05-21, 22:50

Berrettini batte Ruud, è in finale al Masters 1000 di Madrid

MADRID (SPAGNA) (ITALPRESS) – Il sogno di Matteo Berrettini prosegue: è finale al “Mutua Madrid Open”, terzo Masters 1000 stagionale, dotato di un montepremi pari a 2.614.465 euro, che si sta disputando sulla terra battuta della “Caja Magica” della capitale spagnola. Sul “Manolo Santana Stadium” il 25enne romano, numero 10 del mondo e ottavo favorito del seeding, riesce ad avere la meglio sul norvegese Casper Ruud: 6-4 6-4 il finale dopo un'ora e 22 minuti di gioco.Berrettini, che finora aveva battuto solo una volta Ruud a fronte di due sconfitte (l'ultima nei quarti degli scorsi Internazionali), affronterà domani per il titolo Alexander Zverev, capace di eliminare prima Nadal e poi Thiem: il tedesco ha battuto Berrettini nel 2018 a Roma e nel 2019 nella semifinale di Shanghai (fino ad oggi il miglior risultato dell'azzurro in un Masters 1000), di contro l'allievo di Vincenzo Santopadre si è imposto al Foro Italico due anni fa. Il numero uno azzurro andrà a caccia del quinto titolo nel circuito maggiore, il secondo stagionale dopo quello ottenuto un paio di settimane fa a Belgrado.(ITALPRESS). (ITALPRESS).
Si vaccina con Pfizer, morte fulminante un'ora dopo: il dramma nel parcheggio, Villorba sotto choc
Ieri 08-05-21, 22:06

Si vaccina con Pfizer, morte fulminante un'ora dopo: il dramma nel parcheggio, Villorba sotto choc

Un caso molto particolare si è verificato nel punto vaccinale di Villorba, in provincia di Treviso. Una donna anziana è morta a causa di un arresto cardiocircolatorio che l'ha colpita all'improvviso nel parcheggio. Il fatto si è verificato intorno alle 11 di oggi, sabato 8 maggio: la signora, 91 anni, era stata sottoposta un'ora prima alla seconda dose di vaccino Pfizer ed era in attesa che anche la figlia ricevesse la somministrazione della dose anti-Covid.      Purtroppo per l'anziana donna non c'è stato nulla da fare, nonostante l'immediata chiamata al 118 e l'attivazione del team del centro vaccinale di Villorba, che ha subito iniziato le manovre di soccorso. Il defibrillatore posizionato dalla stessa squadra ha purtroppo rilevato - così come per tutta la durata dell'intervento - un ritmo non defibrillabile. All'arrivo del 118 e del personale specializzato le manovre di rianimazione sono proseguite, ma senza successo.      Per approfondire le cause del decesso l'Ulss 2 ha disposto l'autopsia sul corpo della donna di 91 anni, che a prescindere da eventuali nessi causali con il vaccino presentava da tempo diverse patologie cardiovascolari e renali. Inutile il traporto al Pronto Soccorso di Treviso, dove è deceduta. Ovviamente la notizia ha avuto un forte impatto emotivo, ma considerata l'età molto avanzata della signora e i suoi problemi pregressi è difficile immaginare una correlazione con il vaccino Pfizer.     
Ronaldo regala una villa alla fidanzata. A Madrid. Trasferimento in vista?
Ieri 08-05-21, 22:00

Ronaldo regala una villa alla fidanzata. A Madrid. Trasferimento in vista?

L'ultima follia di Ronald o per la sua Georgina Rodriguez . Il calciatore non bada a spese se c’è da fare un regalo alla sua dolce ...
"Ora premiano la Meloni, ma...". Maria Giovanna Maglie, cosa non dicono i sondaggi: ribaltone-Salvini, "basta una mossa"
Ieri 08-05-21, 21:31

"Ora premiano la Meloni, ma...". Maria Giovanna Maglie, cosa non dicono i sondaggi: ribaltone-Salvini, "basta una mossa"

“I sondaggi al momento premiano Giorgia Meloni, ma se fossi in lei li prenderei con le pinze”. Così è intervenuta Maria Giovanna Maglie nella puntata di sabato 8 maggio di Stasera Italia, la trasmissione in onda su Rete4 che nel fine settimana viene condotta da Veronica Gentili. La giornalista e opinionista riconducibile al centrodestra ha risposto a una domanda diretta sugli attuali rapporti tra Giorgia Meloni e Matteo Salvini, descritti non propriamente idilliaci.      “Io credo che tutti hanno diritto di scegliere se stare dentro al governo o all'opposizione”, ha esordito la Maglie, che poi è arrivata dritta al punto: “La Meloni ha fatto benissimo a compiere la sua scelta, che per ora la premia nei sondaggi. E sottolineo per ora, perché abbiamo visto quanta volatilità ci sia in questo periodo nell'elettorato italiano. La Meloni deve sapere che se domani dovesse esserci qualche grosso successo dell'esecutivo, magari attribuibile anche a Salvini, allora subito si potrebbero ribaltare i sondaggi, che quindi prenderei con le pinze”.      Poi la Maglie ha espresso la sua opinione sulla scelta di Fdi di piazzarsi all'opposizione e di non seguire gli alleati di centrodestra al governo: “Io credo che sia stato un errore, se fosse entrato anche Fdi il centrodestra avrebbe potuto spingere di più. Già così ha fatto sì che non fossimo chiusi in casa fino a dopo la nostra morte. Io credo che la Meloni abbia sbagliato, però devo riconoscere che per il momento i risultati dei sondaggi la premiano”.     
Omofobia: Questura Milano, a manifestazione Ddl Zan 4mila persone
Ieri 08-05-21, 21:17

Omofobia: Questura Milano, a manifestazione Ddl Zan 4mila persone

Milano, 8 mag. (Adnkronos) - Il presidio all'Arco della Pace di Milano indetto dal movimento dei Sentinelli a favore l'approvazione del Ddl Zan ha visto la partecipazione di una punta massima di 4mila persone. Lo comunica la Questura di Milano. In occasione della manifestazione non sono state segnalate criticità, situazioni di conflittualità o di rilievo per l'ordine pubblico.
Afghanistan: Ermellino, 'dolore per esplosione a Kabul, attenzione Italia resti'
Ieri 08-05-21, 21:14

Afghanistan: Ermellino, 'dolore per esplosione a Kabul, attenzione Italia resti'

Roma, 8 mag. (Adnkronos) - "Apprendo con dolore la notizia dell'esplosione che oggi ha coinvolto una scuola femminile di Kabul uccidendo almeno 40 persone. Devo purtroppo constatare che il cuore dell'Afghanistan continua a sanguinare e questo ci obbliga a interrogarci seriamente sulle ormai prossime operazioni di ritiro". Lo dichiara Alessandra Ermellino deputata del gruppo misto e membro della commissione Esteri a Montecitorio. "Ma al di là presenza militare sul territorio, non possiamo smettere di guardare all'Afghanistan con attenzione e ribadisco che la complessa fase di transizione che attende il Paese dovrà necessariamente continuare a vederci coinvolti".
"Sta vincendo la Meloni". Coprifuoco, Telese dalla Gruber avvisa Salvini: "Qual è il suo vero problema"
Ieri 08-05-21, 21:10

"Sta vincendo la Meloni". Coprifuoco, Telese dalla Gruber avvisa Salvini: "Qual è il suo vero problema"

“Riaperture e diritti, qual è la vera destra?”. È questo il titolo scelto per la puntata di oggi, sabato 8 aprile, di Otto e Mezzo su La7. Lilli Gruber ha quindi deciso di dedicare un'intera discussione su Matteo Salvini, Giorgia Meloni e sullo scontro interno al centrodestra sul tema del coprifuoco, con Fratelli d'Italia che sta “invitando” gli alleati della Lega a votare i loro ordini del giorno per abolirlo. Ma il Carroccio sa di non poterlo fare, facendo parte del governo presieduto da Mario Draghi.      “Questo sta giocando a favore di Giorgia Meloni e di Fratelli d'Italia”, ha dichiarato Luca Telese dallo studio di Otto e Mezzo. “Ieri notavo che per buona parte del pomeriggio - ha continuato il giornalista di Tpi - le dichiarazioni di Lollobrigida contro Salvini hanno tenuto banco su tutte le agenzie. Ovvero lui diceva che se Salvini è davvero contro il coprifuoco allora deve votare l'odg di Fdi. Il problema del segretario leghista è che, finché politicizza il tema del coprifuoco, la gente dà contro alla Lega perché si chiede come mai non vota con Fdi per abolirlo”.      Poi Telese ha ribadito che se il problema diventa prettamente politico, “allora vince la Meloni”. Inoltre per il giornalista di Tpi c'è un altro aspetto da sottolineare sullo scontro interno al centrodestra: “In questo momento Fdi ha fatto crescere una generazioni di voci di cui Meloni sembra sempre più leader, lei media tra queste anime. Invece Salvini oscura i suoi stessi ministri: faccio l'esempio di Garavaglia, nessuno lo sente più perché deve essere allineato alla posizione del leader che è contro il governo di cui fa parte”.     
Ue: Bernini, 'Sure va esteso insieme a debito comune'
Ieri 08-05-21, 21:04

Ue: Bernini, 'Sure va esteso insieme a debito comune'

Roma, 8 mag. (Adnkronos) - “La lotta alla disoccupazione e alle disuguaglianze deve essere la nuova bussola comunitaria dopo i passi avanti fatti per affrontare le conseguenze del Covid, e proprio in questa direzione vanno le parole di Draghi e di altri leader al termine del vertice di Oporto". Lo afferma in una nota la presidente dei senatori di Forza Italia Anna Maria Bernini. "Il programma Sure, primo passo per la creazione di un welfare europeo, non può ridursi a una misura temporanea, così come l'emissione di debito comunitario, che per resistere a nuove future crisi dovrà continuare insieme alle politiche espansive di bilancio. La strada della solidarietà è tracciata, e il no olandese stride fortemente con il significato speciale che Mattarella e molti altri presidenti hanno ritenuto di dare alla Giornata dell'Europa, che segna l'avvio della Conferenza sul Futuro”.
"Come Unomattina". Flavio Insinna, l'aiutino di Rai1 che il campione non sfrutta: un caso senza precedenti
Ieri 08-05-21, 20:53

"Come Unomattina". Flavio Insinna, l'aiutino di Rai1 che il campione non sfrutta: un caso senza precedenti

Alla ghigliottina della puntata de L'Eredità di oggi, sabato 8 maggio, un programma di Rai1 è finito tra gli indizi. Un caso a dir poco curioso e singolare: uno degli indizi era la parola “uno” mentre la risposta esatta era “mattina”. L'abbinamento conduceva quindi proprio al programma di Rai1 condotto da Monica Giandotti e Marco Frittella, che Flavio Insinna ha definito “uno dei nostri capolavori”. In questo modo ha colto l'occasione per mandare un saluto ai colleghi.  “Buon lavoro agli amici e alle amiche di Unomattina”, ha affermato in chiusura di puntata. Ma tornando alla ghigliottina, il campione Davide non è riuscito a indovinare la parola esatta - che era “mattina” - avendo dato come risposta “monaco”. Gli indizi a sua disposizione erano “uno”, “abito”, “fare”, metà” e “Ungaretti”: di conseguenza Insinna a malincuore ha dovuto comunicare al campione che la sua parola non era corretta.  Svanita, quindi, la possibilità di portare a casa il ricco montepremi di 47.500 euro: domani sera il campione Davide avrà però la possibilità di ritentare la fortuna, ovemai dovesse riuscire a difendere il suo titolo dai nuovi sfidanti. Infine Insinna ha chiuso con una battuta utilizzando proprio la parola “mattina”: “Non scappate, ho bisogno di voi mattina, pomeriggio e sera. Senza di voi sono perso”. 
Inter, una festa scudetto perfetta: pokerissimo alla Samp, la 200esima di Conte è una goduria
Ieri 08-05-21, 20:32

Inter, una festa scudetto perfetta: pokerissimo alla Samp, la 200esima di Conte è una goduria

MILANO (ITALPRESS) – L'Inter festeggia il 19esimo Scudetto con una goleada per 5-1 sulla Sampdoria nell'anticipo della trentacinquesima giornata di Serie A. Giornata di festa per i nerazzurri accolti dai tifosi nel pre partita e celebrati dalla classica passerella dei blucerchiati all'ingresso in campo. Conte tocca quota 200 panchine in Serie A e cambia sei elementi rispetto alla formazione schierata contro il Crotone nell'ultimo turno: spazio a D'Ambrosio, Ranocchia, Young, Vecino oltre a Gagliardini e Alexis Sanchez che si prendono la scena con tre gol e un assist nel primo tempo: due del cileno, uno dell'azzurro che sblocca il risultato dopo appena 4′.     Da un errore di Augello, nasce un'azione corale che porta alla spaccata vincente in area di Gagliardini, al terzo sigillo in questo campionato. Prima giocata da protagonista per l'ex Atalanta che al 26′ dà il via al 2-0 con un movimento tra le linee e un assist perfetto per Alexis Sanchez che a tu per tu con Audero non sbaglia. Alla prima occasione però la Sampdoria va in gol e lo fa con gli ex al 35′: Candreva, da cross dalla sinistra, impatta male col pallone, Handanovic legge male il tiro e respinge sui piedi di Keita Balde che a botta sicura e con la porta a disposizione non sbaglia. Ma è solo un episodio perchè un minuto dopo l'Inter torna a +2: Hakimi crossa in area, Sanchez con una conclusione chirurgica firma il 3-1.     Nella ripresa, Ranieri stravolge la squadra con quattro cambi: fuori Jankto, Thorsby, Tonelli e Ramirez; dentro Damsgaard, Verre, Yoshida, Ekdal. Due sostituzioni ma importanti per Conte che dà minutaggio a Radu e Pinamonti. E al 62′ c'è spazio anche per il classe 1999 nel tabellino: iniziativa del neo entrato Barella e palla dentro per Pinamonti che aggancia e fa 4-1. Risultato ancora più rotondo al 70′: Adrien Silva devia col braccio in area un tiro di Barella, l'arbitro col Var indica il dischetto e dagli undici metri Lautaro non sbaglia per il definitivo 5-1. (ITALPRESS)    
Kate Middleton e Meghan Markle, ora è sfida a colpi di figli
Ieri 08-05-21, 20:30

Kate Middleton e Meghan Markle, ora è sfida a colpi di figli

È un inno alla gioia la foto sorridente di Louis che oggi compie tre anni messa sui social da mamma Kate Middleton. Tanto più che si...