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Economia e Finanza
La Bce lascia i tassi invariati: l'annuncio e le cifre
Ieri 29-10-26, 17:58
AGI - Al direttivo Bce, per una volta, la politica ha preso il posto dei tassi di interesse e delle decisioni su inflazione e crescita. La presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, ha comunicato che si dimetterà dal suo incarico il 7 febbraio 2027. “Il successore sarà nominato dal Consiglio europeo secondo la procedura di nomina prevista dall’articolo 283 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea”, ha spiegato una nota dell’Eurotower aggiungendo che il Consiglio direttivo “ha ringraziato calorosamente la presidente Lagarde e le ha tributato una lunga standing ovation”. Verso il Wef e il nodo delle presidenziali francesi Secondo quanto rivelato qualche giorno fa da Reuters Lagarde potrebbe andare alla presidenza del World Economic Forum (Wef) già il mese prossimo. Le dimissioni sono una mossa che puntano a blindare la banca centrale nel caso in cui all’Eliseo dovesse arrivare Marine Le Pen, di estrema destra, da sempre euroscettica e con spiccate simpatie verso il presidente russo Vladimir Putin. Il mandato della Lagarde alla Bce avrebbe dovuto concludersi nell’ottobre 2027, le presidenziali in Francia si terranno il 18 aprile dell’anno prossimo. L’uscita anticipata offre ai leader dell’Unione Europea l’opportunità di scegliere un nuovo presidente della Bce prima delle elezioni presidenziali francesi e potrebbe spianare la strada a un accordo che coinvolgerebbe anche altri due ruoli di alto livello all’interno della Bce. Sempre che Lagarde invece di andare al Wec non cambi idea (recentemente ha escluso una corsa alle presidenziali) e decida di candidarsi all’Eliseo alla luce anche delle difficoltà finanziarie in cui oggi si trova la Francia. La scelta delle dimissioni “nasce dal mio desiderio di avere libertà di parola, libertà di espressione e la possibilità di intervenire su questioni che esulano dalla politica monetaria”, ha spiegato oggi Lagarde ai giornalisti al termine della conferenza stampa. “In qualità di presidente della Banca centrale europea siamo soggetti a vincoli precisi: abbiamo l’obbligo di mantenere la neutralità. I nostri commenti sulla situazione attuale si concentrano esclusivamente sulla politica monetaria. Ma oggi, guardando a diverse aree del mondo, non solo in Europa, credo che la mia voce e le mie azioni possano contribuire a sostenere principi che mi stanno molto a cuore. Uno di questi principi è che non credo di poter restare neutrale. In questo momento, non riesco a sentirmi a mio agio in tale neutralità. A me sta a cuore la verità. E vedo spesso la verità compromessa o smentita da rappresentazioni distorte”. Tassi fermi, quello sui depositi al 2,50% Tornando alla politica monetaria, l’Eurotower ha deciso di lasciare i tassi invariati: quelli sui depositi presso la banca centrale, sulle operazioni di rifinanziamento principali e sulle operazioni di rifinanziamento marginale rimarranno, rispettivamente, al 2,50%, al 2,65% e al 2,90%. “I prezzi dell’energia hanno continuato ad aumentare, comportando rischi al rialzo per le prospettive di inflazione e rischi al ribasso per le prospettive di crescita”, ha evidenziato l’Eurotower spiegando che durante il direttivo c’è stata una discussione sull’opportunità di un rialzo per poi concordare all’unanimità di non intervenire. Almeno per il momento. Per gli analisti probabile un rialzo dei tassi a dicembre Per Ann-Katrin Petersen, chief investment strategist for Germany, Austria, Switzerland and Eastern Europe di BlackRock, “oggi la Bce ha mantenuto la rotta, ma non riteniamo che questa pausa segni la fine dei rialzi dei tassi. La questione cruciale riguarda l’entità e la rapidità con cui la Bce dovrà procedere con i rialzi, nonché il grado di restrizione che la sua politica monetaria finirà per assumere. Tale decisione è resa complessa sia dall’evolversi dello shock nell’offerta di energia, sia dalle tensioni sui mercati obbligazionari”. Per questo Petersen ritiene “probabile un rialzo dei tassi al 2,75% nel mese di dicembre, qualora le pressioni sui prezzi derivanti dal settore energetico dovessero persistere”. Anche James Bilson, global fixed income strategist di Schroders si aspetta un nuovo rialzo (dopo quello di settembre) a dicembre: “Continuiamo ad aspettarci un ulteriore rialzo dei tassi da parte della Bce a dicembre, ma le probabilità di un altro aumento successivo si riducono di giorno in giorno, poiché l’attenzione finora concentrata quasi esclusivamente sull’inflazione si sta progressivamente estendendo anche agli effetti della politica monetaria sulla crescita economica”. Chi dopo Lagarde: le ipotesi sui successori “Non riteniamo”, evidenzia Andrzej Szczepaniak, senior european economist di Nomura “che la sostituzione di Lagarde comporterà differenze significative nel modo in cui la Bce conduce la politica monetaria. Circolano ipotesi su De Cos o Knot come probabili successori. Tuttavia, la Bce è un’istituzione politica e, sulla base dei precedenti, è probabile che, per effetto delle dinamiche politiche europee, alla fine venga scelto un candidato outsider come nuovo presidente”.
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