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Milioni di americani al voto per le Midterm. Trump: "Se stufi di me vado a fare il premier...
Oggi 03-11-26, 17:44
AGI - Gli Stati Uniti sono chiamati alle urne per le elezioni di metà mandato ("midterm"), un appuntamento cruciale per gli ultimi due anni di Donald Trump alla Casa Bianca, che si trova a fronteggiare i Democratici, determinati a riconquistare le leve del potere a Washington. A testimonianza dell'importanza di queste elezioni, quasi 58 milioni di elettori hanno già votato in anticipo: un record per le elezioni di metà mandato. Tra i Democratici resta viva la speranza di un'"onda blu" (il colore del partito), o addirittura di uno "tsunami", stando ai sondaggi che prevedono una loro vittoria alla Camera dei Rappresentanti, che verrà interamente rinnovata. Dal Maine all'Alaska, passando per Texas, Ohio e Kansas, i candidati democratici sono favoriti anche per la conquista del Senato - secondo gli ultimi sondaggi del Siena College per il New York Times - un esito che solo un anno fa sarebbe stato inimmaginabile. Nel frattempo, Donald Trump ha scatenato la guerra contro l'Iran e non è riuscito a ridurre il costo della vita; inoltre, è sotto attacco da parte dell'opposizione, che denuncia il suo arricchimento personale avvenuto dopo il suo ritorno alla Casa Bianca nel gennaio 2025. "Se gli americani dovessero stancarsi di me, mi trasferirò in Israele e diventerò primo ministro", ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump parlando al telefono con Fox News, sostenendo di godere di un consenso straordinario nello Stato ebraico. "Lì ho un indice di gradimento del 99%, un record", ha aggiunto. Midterm, le 10 sfide al Senato da tenere d'occhio secondo 'The Hill' I Democratici sono favoriti per conquistare il controllo del Senato, grazie al calo di popolarità di Trump, all'aumento dei prezzi e al malcontento degli elettori. I Repubblicani, tuttavia, dispongono di maggiori risorse economiche e puntano sull'incertezza dei sondaggi. North Carolina - Il dem Roy Cooper è favorito contro il repubblicano Michael Whatley, penalizzato dalla scarsa notorietà e dal ritiro del senatore uscente Thom Tillis. Ohio - L'ex senatore dem Sherrod Brown sfida Jon Husted. I sondaggi lo danno in vantaggio di 2 punti. Alaska - Mary Peltola, forte dei precedenti successi elettorali, sfida Dan Sullivan, criticato per l'aumento dei costi energetici e sanitari. Il vantaggio democratico è di circa 1,5 punti, ma la campagna è stata coinvolta in uno scandalo politico. Maine - Il democratico Troy Jackson è in vantaggio di quasi 6 punti su Susan Collins, senatrice esperta e capace di ribaltare i pronostici, che rivendica la propria indipendenza da Trump. Texas - James Talarico potrebbe conquistare un seggio democratico storico contro Ken Paxton. Le divisioni repubblicane e il sostegno dei finanziatori a Paxton rendono la sfida particolarmente combattuta. Michigan - Il democratico Abdul El-Sayed è avanti di 3,5 punti su Mike Rogers. Le divisioni interne ai Democratici e l'inaspettato endorsement repubblicano della deputata Haley Stevens complicano la campagna. Iowa - Il malcontento degli agricoltori per dazi, bassi prezzi agricoli e carburanti costosi offre un'opportunità al democratico Josh Turek contro Ashley Hinson. La competizione resta molto aperta. Kansas - Adam Hamilton potrebbe ottenere un risultato storico contro il repubblicano Roger Marshall, contestato per la gestione dei debiti sanitari dei pazienti. Hamilton è avanti di 2 punti. South Carolina - La morte improvvisa di Lindsey Graham ha aperto una difficile successione repubblicana. La candidata democratica Annie Andrews è alla pari nei sondaggi con Darline Graham, sostenuta da Trump. Minnesota - La democratica Peggy Flanagan affronta Michele Tafoya, repubblicana, in un contesto segnato da uno scandalo sui fondi pubblici. Il seggio resta probabilmente democratico, ma i Repubblicani intravedono un'opportunità di vittoria. Seggi già aperti in diversi Stati Si sono aperti alle 5 del mattino (le 11 in Italia) i primi seggi elettorali, nello Stato del Vermont. Sono oltre 250 milioni gli elettori chiamati alle urne. I seggi nei 50 Stati e nel Distretto di Columbia apriranno progressivamente, seguendo i sei fusi orari del Paese. Alle 6 del mattino sulla costa orientale degli Stati Uniti (le 12 in Italia) Connecticut, Indiana, Kentucky, Maine, New Hampshire, New Jersey, New York e Virginia. Gli orari di apertura possono tuttavia variare all'interno dei singoli Stati, dove alcuni seggi iniziano ad accogliere gli elettori più tardi. Seggi aperti anche in North Carolina, Ohio e West Virginia. Il peso del Congresso e del Senato Storicamente, il partito che detiene la Casa Bianca perde terreno al Congresso durante le elezioni di metà mandato, spesso considerate un referendum sull'operato del presidente. Il controllo della Camera offrirebbe ai democratici un maggiore peso sul bilancio federale, oltre alla possibilità di avviare inchieste parlamentari, in particolare in merito ad accuse di corruzione che coinvolgono Donald Trump e la sua cerchia. Un Senato a maggioranza democratica potrebbe bloccare le nomine presidenziali, un aspetto cruciale soprattutto nell'eventualità di un seggio vacante alla Corte Suprema. Tuttavia, pur partendo come favoriti, i democratici mantengono un cauto ottimismo, memori di sondaggi che, in passato, hanno spesso sottostimato la mobilitazione della base elettorale di Trump. La mobilitazione degli elettori Fino alle ultime ore di campagna elettorale, la parola d'ordine è stata "mobilitazione". È il caso di Jane Callum, incontrata dall'Afp nella periferia di Atlanta mentre era impegnata nel porta a porta a sostegno del senatore democratico Jon Ossoff, candidato alla rielezione in Georgia (nel sud-est). "Sento davvero l'obbligo di fare tutto ciò che è in mio potere per cambiare la direzione che il nostro Paese sta prendendo in questo momento, e per riportarlo più decisamente sul cammino della democrazia", ha spiegato l'insegnante in pensione, 77 anni. Le preoccupazioni repubblicane e il dopo Trump Sul fronte repubblicano, invece, nei giorni che hanno preceduto il voto ha prevalso un clima più cupo. "Non esagero quando dico che, se perdiamo il Texas, perdiamo l'America", ha dichiarato domenica Ken Paxton, candidato repubblicano al Senato, lanciando l'allarme durante un comizio a San Antonio. Qualunque siano i risultati di martedì, queste elezioni segneranno l'inizio della fine della carriera politica di Donald Trump, ma anche l'avvio di una corsa frenetica - sia tra i repubblicani che tra i democratici - per trovargli un successore nel 2028. Trump: "Fate finta che ci sia io sulla scheda" Donald Trump ha sostenuto che, se i democratici dovessero ottenere il controllo del Congresso nelle elezioni di metà mandato, gran parte dei progressi compiuti dalla sua amministrazione potrebbe essere vanificata. In un'intervista telefonica a Fox news, il presidente Usa ha fatto riferimento alle politiche da lui sostenute, tra cui l'eliminazione delle tasse sulle mance, sui benefici della previdenza sociale (Social Security) e sui compensi per il lavoro straordinario. "Tante cose che abbiamo realizzato rischiano di essere cancellate", ha ammonito, esortando gli elettori a immaginare che il suo nome sia presente sulla scheda elettorale, con l'obiettivo di incrementare l'affluenza alle urne. "Ogni volta che il mio nome è sulla scheda, vinco; otteniamo il 50% dei voti in più rispetto a quando non ci sono. Perciò, chiedo a tutti di fare finta che io sia sulla scheda", ha dichiarato.
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