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Cronaca
Nordio: "Siamo stati costretti a creare nuovi reati e inasprire le pene"
Oggi 22-10-26, 12:06
AGI - "E' vero che creiamo nuovi reati e inaspriamo le pene, ma siamo 'costretti' a farlo davanti a comportamenti nuovi, imprevisti e imprevedibili, che hanno un vuoto di tutela penale". Lo ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, intervenendo a SkyTg24 e rispondendo a una domanda su nuove fattispecie create dall'ultimo decreto sicurezza in seguito ai cortei di Milano. "Il nostro Codice penale risale al 1930, i 14 anni di oggi non sono certo paragonabili a quelli di centro anni fa e non sarebbe blasfemo abbassare l'età di imputabilità ma non abbiamo alcuna intenzione di farlo, non ne abbiamo neanche parlato", ha aggiunto il Guardasigilli. L'utilità del fermo preventivo "Il fermo preventivo non comporta la detenzione in carcere, ma è una delle poche forme di deterrenza utile in questi casi: vedere sui social se ci si dà appuntamento per devastazioni e saccheggi consente di prevenire che ciò accada proprio bloccando prima i ragazzi", ha affermato a SkyTg24 Carlo Nordio intervistato sull'ultimo decreto sicurezza. Libertà di manifestazione del pensiero Nel nuovo decreto sicurezza "non ci sono minimamente interventi che limitano la libertà di manifestazione del pensiero: il decreto anzi garantisce chi manifesta in modo pacifico", partendo dal presupposto che "il dissenso può e deve esprimersi anche in forma vivace ma non può mai tradursi in devastazione e saccheggio". Lo ha affermato il ministro della Giustizia. Arrestare i minori violenti "Ci sono dei momenti in cui è necessario mandare dietro le sbarre i minori violenti ma il sistema carcerario minorile in questo momento è effettivamente in sofferenza", ha detto a SkyTg24 il ministro della Giustizia, Carlo Nordio. "Proprio ieri - ha ricordato il guardasigilli - abbiamo fatto una riunione per cercare di risolvere il problema, sia stanziando quei pochi fondi che abbiamo per ampliare la capienza delle carceri minorili sia eventualmente per trovare accordi perché sezioni di carceri per maggiorenni possano essere destinati ai minori". Intervenire sul disagio giovanile "Certi fenomeni improvvisi e per certi aspetti anche imprevedibili - ha concluso il ministro - non si possono risolvere solo con le belle parole: tutti siamo dell'idea che bisogna intervenire sul disagio giovanile, siamo d'accordo che non bisogna lasciare spazio al razzismo, perché molti di questi ragazzi sono italianissimi e magari figli di buone famiglie, ma il problema c’è e forse è il più urgente da risolvere".
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