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BOSCHI DELLA DROGA, BLITZ DEI CARABINIERI: OTTO MAROCCHINI FERMATI, SEQUESTRATI KALASHNIKOV E ARMI DA GUERRA. LA GUERRA TRA BANDE SEMINA TERRORE NEL MILANESE
06-11-2026, 19:37
Maxioperazione tra Milano, Como e Varese. Gruppi criminali armati si contendono le piazze di spaccio a colpi di mitragliatore. Un plauso alla Procura di Milano e all’Arma dei Carabinieri. Boschi trasformati in piazze di spaccio, arsenali da guerra e bande rivali pronte a sparare per il controllo del traffico di droga. È lo scenario inquietante emerso dalla maxioperazione condotta dai Carabinieri, sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia della Procura di Milano. Otto cittadini marocchini sono stati fermati tra Limido Comasco, Sesto Calende e Corsico. Nel corso delle indagini, che hanno interessato anche le aree boschive di Pogliano Milanese e Arluno, sono stati sequestrati sostanze stupefacenti, munizioni, denaro e armi, tra cui un Kalashnikov AK-47. La pericolosità dei gruppi coinvolti emerge dall’assalto avvenuto il 15 ottobre a Parabiago. Secondo gli investigatori, un commando composto da dieci persone, almeno quattro delle quali armate di Kalashnikov, avrebbe esploso 19 colpi contro una banda rivale per conquistare il controllo di una piazza di spaccio. Nel decreto di fermo, il pubblico ministero antimafia Paolo Storari descrive la disponibilità di «un vero e proprio arsenale di armi da guerra ad alto impatto offensivo». Armi che rappresentano una minaccia concreta non soltanto per i gruppi rivali, ma anche per i cittadini e le forze dell’ordine. L’operazione ha coinvolto reparti altamente specializzati, tra cui il Gruppo intervento speciale (GIS), lo Squadrone Cacciatori di Sicilia e le unità cinofile. Un plauso convinto va all’Arma dei Carabinieri, che, con coraggio, professionalità e determinazione, ha inferto un duro colpo ai gruppi criminali armati. Un ringraziamento particolare va anche alla Procura della Repubblica di Milano e alla Direzione distrettuale antimafia per la complessa e delicata indagine che ha portato al fermo di otto cittadini marocchini, indagati nell’ambito di un’inchiesta sullo spaccio di stupefacenti e sulla disponibilità di armi da guerra. L’inchiesta coinvolge otto cittadini marocchini, la cui posizione sul territorio nazionale dovrà essere verificata individualmente. La gravità delle accuse impone, tuttavia, una risposta giudiziaria rigorosa. Chi viene condannato per gravi reati deve scontare la propria pena. Per i cittadini stranieri condannati, quando previsto dalla legge, deve seguire l’espulsione dal territorio nazionale. Non possiamo tollerare che i boschi lombardi diventino territori controllati da bande armate, dedite al traffico di droga e pronte ad affrontarsi a colpi di Kalashnikov. La Lombardia deve tornare ai cittadini, non agli spacciatori. Un sentito ringraziamento alla Procura di Milano e ai Carabinieri, che ogni giorno lavorano per difendere la legalità e la nostra sicurezza!
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