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I 5 stelle si avventano sui soldati morti
Oggi 31-10-26, 10:17
Sono sciacalli e della peggior specie. Siamo alla vergogna senza fine sui soldati italiani morti in Bosnia su quel maledetto elicottero.Non c’è rispetto per un lutto che è di tutta la Nazione.Quattro italiani morti. Non quattro numeri. Quattro nomi, quattro facce, quattro storie. Soldati della nostra Patria. Eppure c’è chi ha il coraggio di parlare. A vanvera. In pratica disprezzando il sacrificio di quei soldati: il sergente Simone Ruggia; il sergente Claudio Marchesi; e due ragazzi dell’Aviazione dell’Esercito, primo reggimento AVES Antares di Viterbo. Piloti, specialisti, gente che volava per mestiere per garantire la pace. Il tenente Franco Adriano Zecchillo. Medico, 23 anni all’ospedale di Legnano, uomo che per gli altri si faceva in quattro come lo ricordano i colleghi. La sergente Laura Procacci, premiata a luglio per il suo impegno sociale, volontaria della Croce Rossa Militare che aveva scelto di servire, non di apparire. Erano in Bosnia, a Gorice, distretto di Brcko.Missione EUFOR Althea. Non una guerra d’invasione. Una missione di pace europea a guida italiana dal 2004 per tenere in piedi gli accordi di Dayton e impedire che nei Balcani si torni a sparare. Un CH-47 Chinook precipitato, cause ancora da accertare. La Procura Militare di Roma ha aperto un fascicolo conoscitivo. Undici feriti, Crosetto volato subito lì, Meloni in silenzio al Circo Massimo, fiori, dolore, l’Italia che si stringe.E la sinistra? La sinistra no. La sinistra non sa cosa sia il silenzio. Non sa cosa sia il rispetto. La sinistra sciacalla. Alle 13:59 - segnatevi l’orario, perché è importante - mentre i corpi erano ancora in Bosnia e le famiglie venivano avvisate, il Movimento 5 Stelle diffonde una nota ufficiale: «Sicurezza del personale prioritario rispetto al riarmo». Hanno preso quattro bare e ci hanno appiccicato sopra un volantino contro il governo, contro Crosetto, contro la Difesa. Non un «ci stringiamo alle famiglie». Non un «onore ai caduti». Un attacco politico. Immediato, cinico, calcolato.Poi ci sono quelli che ancora peggio, da Bologna, mentre le bare tornano, bloccano tangenziali e autostrade per tre ore. Ieri pomeriggio hanno tenuto in ostaggio una città intera, 50.000 dicono loro, con le madri in rosso che insegnano ai figli ad aver paura dei poliziotti. Da una parte i militari che muoiono servendo la Patria all’estero, dall’altra quelli che in Italia insegnano a odiare le divise. Il colonnello Paglia, eroe di Nassiriya, ha detto la cosa più semplice e più vera di tutti oggi: «I militari servono la Patria, non i governi. Spero la politica capisca il sacrificio dei militari». E invece la politica di sinistra non capisce. Usa.La senatrice Rauti è stata l’unica ad avere il coraggio di chiamare le cose con il loro nome: «Da M5s sciacallaggio inaccettabile». Brava.Perché è esattamente questo: sciacallaggio. È lo stesso schema di sempre. Muore un carabiniere, è colpa dello Stato. Muore un militare in missione, è colpa del riarmo. C’è una tragedia, è subito occasione per dire che bisogna disarmare, smobilitare, tornare a casa. Mai una parola per dire grazie a chi rischia. Mai.Una domanda, cari signori del M5S e di tutta la sinistra radical-chic che oggi si riempie la bocca di pacifismo: voi dove eravate quando Zecchillo faceva il turno in ospedale a Legnano? Dove eravate quando Laura Procacci prendeva un premio per il suo impegno sociale?Dove eravate quando Ruggia e Marchesi si addestravano per portare aiuti e non bombe? Non c’eravate. Ci siete solo adesso, sulle loro bare, per fare un tweet.Questa non è politica. Questa è miseria morale. È l’ennesima dimostrazione che avete perso ogni contatto con l’Italia vera, quella che quando vede passare un feretro con il tricolore si ferma, si toglie il cappello e piange. Quella che al Villaggio della Difesa oggi ha lasciato fiori e biglietti. Quella Italia oggi è in lutto. Voi siete in campagna elettorale.Vergognatevi. Almeno davanti ai morti, vergognatevi.Onore a Simone, Claudio, Franco Adriano e Laura.L’Italia non vi dimenticherà. Nonostante loro.
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