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Cultura e Spettacolo
Pucci: "Il segreto dei teatri pieni? Non mi sono mai piegato alla sinistra"
Oggi 31-10-26, 08:26
Andrea Baccan, per tutti Pucci, questa sera si esibirà in un Unipol Dome esaurito in ogni ordine di posto, col suo spettacolo “Dove eravamo rimasti...?”. Per la verità quello del sold out ai suoi spettacoli non è una rarità..., «sono 35 anni che riempio teatri e palazzetti, segno che la mia comicità piace», ci racconta al telefono. Certo è che coi tempi che corrono riempire un’arena come quella fa sempre notizia. Eppure attorno alla sua figura sono nate polemiche, come per la partecipazione a Sanremo. Come vive questi momenti? «Con tranquillità. Nei miei spettacoli racconto la vita di tutti i giorni, di quello che accade a tutti noi. Sinceramente di quello che pensa la politica m’interessa poco. Il mio mestiere è far ridere. Lo faccio da 35 anni e visti i risultati...». Ma questo successo lo vive come una rivincita per quello che le è capitato? «No. Non cerco rivincite. Non devo dimostrare niente a nessuno. So quello che valgo». Lei sa, vero, che il suo problema è quello di avere il peccato originale che è quello... «...che non sono di sinistra. Sì lo so e non l’ho mai nascosto. Ma questo cosa c’entra con la comicità? Io ho le mie idee, ma quando salgo sul palco prendo in giro tutti». Difficile stare in un mondo, come quello dello spettacolo dove o sei di sinistra o non sei? «La cosa fondamentale è non snaturarsi mai. Se, per esempio, per andare in televisione, devi rinunciare al tuo modo di fare comicità, meglio non andarci. Io riempio i teatri perché ci sono persone che vogliono divertirsi e che comprendono che se fai una battuta su questo o su quello, non è che sei omofobo o razzista. Noi comici scherziamo su queste cose. Punto. Senza troppe dietrologie. Solo che se lo fa un comico di sinistra non dice niente nessuno e viene accettato, se lo fa uno come me, che di sinistra non è, allora non va bene...». Negli Stati Uniti il wokismo, dopo aver toccato vette di assurdità altissime, sta rientrando verso una sana normalità. Com’è la situazione qui da noi? «No. Da noi è ancora alto, altissimo, soprattutto in televisione. Fare battute scorrette è consentito solo a chi fa parte di qualche circolino woke. Fai parte della “setta”? allora puoi fare quello che vuoi. Ne sei esterno? Allora devi pesare le parole». Sta dicendo che a chi è nel circolino è consentito tutto? «Ma è così. Se un comico di sinistra (e quanti ce ne sono, ndr) fa una battuta anche volgare, pesante sulla presidente del Consiglio Meloni, tutti ridono e la cosa finisce lì. Se un comico che la pensa diversamente, fa una battuta su un leader della sinistra, ecco arrivare prima gli insulti e poi le querele...». Pucci, di cosa parla il suo spettacolo? «È uno spettacolo importante che parte dai miei 61 anni e dal fatto che ci si rende conto che ormai il giro di boa è andato e c’è più tempo nel passato che nel futuro. Io scherzo su questo tema e metto in fila i pro e i contro...». Ci dà una piccola anticipazione della serata? «Tra i “pro” ho scoperto che dopo i 60 anni l’Esselunga la spesa te la manda a casa gratis... mica male». E un contro? «Quando sei con gli amici ti rendi conto che prima parlavi di f... e adesso parli di medicine e integratori». Questa sera lei andrà in scena mentre la sua Inter affronterà il derby contro... l’altra squadra di Milano. «(sospira) Sarà una serata di grandi emozioni...».
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