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Salvini gioca a tutto campo: "Sicurezza, lavoro, Europa: così la Lega tornerà ai vertici"
Oggi 01-11-26, 10:40
Quando dico a Matteo Salvini che, a mio giudizio, il congresso “aperto” del 24-25 ottobre 2026 gli ha giovato (è stato rieletto segretario della Lega con il 76 per cento dei voti, contro il 24 di Garavaglia), lui risponde subito: «L’ho voluto per questo. Volevo interrompere il continuo borbottio, il rumore di fondo degli ultimi mesi. Abbiamo fatto il congresso con due candidati, i delegati si sono espressi in maniera chiara e abbiamo istituito una segreteria politica per coinvolgere chi vorrà essere coinvolto. Dal congresso è emersa una salda, solida e determinante collocazione internazionale, ed è stata ribadita la centralità di temi come la vita e la famiglia. Abbiamo cambiato lo statuto e aggiornato il simbolo, che unisce il passato al presente e al futuro. Ci richiamiamo a quello che disse Umberto Bossi già trent’anni fa. C’è il nome Italia nel simbolo, un’Italia federale. Adesso tutti quelli che vogliono lavorare sanno qual è la direzione». Osservo che, per la prima volta, è stata approvata all’unanimità una mozione sulla questione settentrionale. «Quando, nel 1990, feci la mia prima tessera, c’era soltanto la Lega lombarda» mi spiega. «Poi ci siamo allargati al Centro, all’Italia intera, e abbiamo fatto le nostre alleanze internazionali. Questione settentrionale e questione meridionale sono diverse, ma entrambe decisive per lo sviluppo dell’Italia. Dobbiamo infatti estendere a tutto il paese la Zona economica speciale, che ha dato una buona prova al Sud. E, a proposito dell’attenzione riservata al Nord, abbiamo aperto in quest’area cantieri per più di 100 miliardi di euro: una cifra mai vista nel dopoguerra. E si sa che cosa portano all’economia gli investimenti nei lavori pubblici...». E aggiunge: «Ci sono 256 miliardi di cantieri finanziati nel corso di questa legislatura e poi altri, come la Tav e il Brennero, finanziati fino al 2032-2033». GLI INVESTIMENTI A proposito, il Ponte di Messina che fine fa?, chiedo. «Dopo il primo stop della Corte dei conti, abbiamo fatto tutti i passaggi che ci sono stati richiesti in Italia e in Europa» risponde Salvini. «Abbiamo presentato migliaia di pagine di tavole ingegneristiche. È un progetto al quale sta guardando il mondo intero. Mi stanno chiamando ogni giorno americani, francesi, giapponesi, danesi e spagnoli che sono coinvolti nel progetto, ma anche turchi e cinesi, per sapere quando si parte. Me ne parla l’ambasciatore americano, quello cinese e il commissario europeo ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, mi chiede quando potrà venire a vedere l’inizio dei lavori. È il ponte più studiato e osservato al mondo. Ci sono 50.000 operai candidati per lavorare». I tempi? «Se avremo l’ultimo nullaosta della Corte dei conti, partendo all’inizio del 2027 prevediamo la fine del 2033 - inizio 2034 per il passaggio dei primi treni e delle prime automobili.Così, se gli aerei non potranno più atterrare all’aeroporto di Catania per l’eruzione dell’Etna, non resterà più bloccata quella parte di Sicilia.» Torniamo alla Lega. Nei capitoli precedenti ho citato gli importanti risultati che nel 2019, alle elezioni europee, il partito ottenne in tutta Italia con la «Lega nazionale».Al congresso Giancarlo Giorgetti ha lamentato il disagio di alcune aree del Nord (ha fatto l’esempio di Bergamo), dove si è passati dal 50 per cento al 20. «Si può sempre fare meglio, e sto lavorando per tornare ai massimi che la Lega ha toccato solo in questi anni e con battaglie concrete e vincenti, tutt’altro che timide o moderate: su sicurezza, lavoro e pensioni, blocco contro le sciagurate politiche dell’Ue contro l’industria, la modernità, le auto. Aggiungo che se c’è qualcuno che potrebbe chiedere maggiore attenzione, andrebbe cercato semmai in Veneto, in Emilia, in Toscana o in Puglia, prima ancora che in Lombardia. Abbiamo cinque ministri lombardi su cinque e il governatore della regione da tanti anni. La Lombardia non è mai stata così rappresentata nelle istituzioni nazionali a questo livello e in Lombardia abbiamo oltre 30 miliardi di cantieri aperti e opere pubbliche finanziate, senza parlare delle prime straordinarie Olimpiadi lombarde della storia. Abbiamo anche il ministro dell’Economia, a disposizione di imprese e territori. Sono in Lega dal 1990, non ricordo una forza simile: se tutti lavorassero per raccontare ciò che di buono stiamo facendo, i lombardi sarebbero sicuramente più felici, informati e coinvolti.» (La freddezza di Salvini nei confronti di Giorgetti è palpabile. Conosceva la forte amicizia tra il ministro e Garavaglia, ma forse non si aspettava critiche così dirette). IL SUD ITALIA Salvini è convinto che «anche nelle regioni centro-meridionali, dalle Marche al Molise, all’Abruzzo, se si escludono le regioni amministrate dal Partito democratico, che non lo faranno per ragioni ideologiche, verranno chiesti spazi di autonomia in diversi settori. Prenda per esempio la Calabria sull’energia o la Calabria sulla sanità. Perché autonomia significa efficienza, modernità, competizione, merito. L’autonomia unirà il paese». Zaia sostiene che l’idea delle due o tre Leghe separate può avere un futuro... «È una questione archiviata» è la secca risposta. «Disarticolare il partito creerebbe confusione. C’è il massimo di autonomia a tutti i livelli, i candidati sul territorio non vengono scelti a Milano, ma localmente. Il candidato alle elezioni suppletive di metà novembre a Chieti per sostituire Alberto Bagnai è stato scelto a Chieti. Ho lasciato totale libertà di scelta in tanti comuni». (Sul futuro di Zaia nel partito, Salvini preferisce non pronunciarsi). Nella Lega non ci sono mai state correnti e al congresso è stato ribadito che non ci saranno. Nella segreteria di nove persone ci sarà posto per Garavaglia?, domando. «Se lui è d’accordo, sì» risponde Salvini. «Garavaglia si è esposto, al contrario di altri che hanno parlato per mesi e che poi, alla fine, non si sono esposti. Farò una segreteria territorialmente equilibrata, con almeno un sindaco e almeno il rappresentante di una regione. Poi, come sempre è avvenuto nella storia della Lega, chi ha preso un voto in più decide, sempre ascoltando tutti gli altri». LA POLITICA ESTERA Poi c’è la questione ucraina...«La nostra posizione è nota.Dall’inizio del conflitto diciamo che le armi non aiutano la pace» osserva Salvini. «Nonostante i nostri dubbi sugli aiuti militari, stando in una maggioranza in cui gli alleati la pensano in maniera diversa, abbiamo assicurato ogni tipo di sostegno all’Ucraina. L’Europa ha dato finora una pioggia di miliardi all’Ucraina. Si parla di prestito, ma saremmo degli ipocriti a immaginare che un paese distrutto dai bombardamenti possa restituirli. Gli aiuti e le sanzioni imposte dall’Europa, secondo alcuni, avrebbero dovuto far terminare il conflitto: non è successo, anzi. Adesso abbiamo ribadito, dopo quattro anni di guerra e centinaia di migliaia di morti, che forse lo scontro delle armi non è la via maestra. Bisogna attivare la via diplomatica. Vedo aprirsi spiragli nelle parole di Trump, di Putin e anche di Zelens’kyj, mentre alcune voci europee sono esclusivamente belligeranti. Eppure, mi aspetto che a un certo momento non ci sia più bisogno di spedire armi. Lo diciamo senza alcuna polemica: serve lavorare per garantire la pace e tutelare i cittadini italiani». E prosegue: «È immaginabile che la Russia stia per invadere qualche paese europeo e che dietro i disordini di Milano ci sia la regia russa? Più dell’invasione dei tank russi, mi preoccupa l’estremismo e il fanatismo dell’Islam politico: è quella la più grande minaccia all’Occidente, oggi. Ma davvero qualcuno può pensare che i maranza che arrivano dalla periferia di Milano per rubare le Nike siano stati mobilitati da Mosca? La Russia ha scatenato un conflitto di cui nessuno sentiva il bisogno ed è certamente dalla parte del torto, ma sono passati quasi cinque anni e, quindi, bisogna costringere Putin e Zelens’kyj a sedersi intorno a un tavolo. Su questo è d’accordo il 95 per cento delle persone con cui ho la fortuna di parlare, dal grande imprenditore al sindaco del piccolo comune. Non mi diverto a discutere con Tajani e Crosetto, ma ho il dovere di porre in discussione un tema sul quale tutta la Lega è compatta». Pensa di riuscire a trovare su questo punto un accomodamento con Giorgia Meloni?, chiedo.«Lo abbiamo sempre fatto in questi quattro anni di governo e continueremo a farlo» assicura Salvini. «Come sulla legge di bilancio: ciascuno ha la sua priorità, noi il lavoro (la pensione a 64 anni, con il superamento della legge Fornero) e la sicurezza (revocare la cittadinanza e il permesso di soggiorno agli stranieri che delinquono). Ma poi si trova la sintesi
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