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Cronaca
Allerta saccheggi per le manifestazioni di sabato, perquisizioni a Bari e Como
Oggi 23-10-26, 10:22
AGI - Cresce l'allerta in vista di sabato 24 ottobre, quando sui social sono rilanciate convocazioni alle 15 in una ventina di città italiane, da Milano a Roma, da Bologna a Bari. Gli appelli, diffusi da sigle spontanee e canali online, arrivano dopo gli scontri e i saccheggi che il 17 ottobre hanno colpito il centro di Milano al termine della manifestazione contro il carovita, con cinquanta arresti e quaranta feriti tra agenti e manifestanti. A Milano, dove la convocazione più ricorrente è in piazza Duomo, le forze dell'ordine saranno affiancate da 500 paracadutisti della Folgore, previsti dal decreto sicurezza. Gli anarchici hanno annullato il loro corteo e i collettivi studenteschi hanno annunciato che non saranno in piazza. Intanto a Bari e a Como sono scattate le perquisizioni nei confronti di decine di giovani. Bari, perquisizioni per istigazione con finalità di terrorismo Un "folto gruppo di giovani" pronto a colpire e saccheggiare, sull'onda di quanto accaduto lo scorso fine settimana a Milano, diversi negozi del centro cittadino di Bari, tra via Sparano, via Melo, via Argiro e Corso Vittorio Emanuele. E sarebbero stati in procinto di procurarsi armi, materiale esplodente e arnesi da scasso, da utilizzare anche nei confronti delle forze dell'ordine. Per questo, da questa mattina, la polizia di Stato - sotto il coordinamento della Dda e della Procura dei minori di Bari - sta eseguendo perquisizioni e interrogatori delegati in tutta la provincia. Sono ipotizzati i reati di istigazione a delinquere finalizzata alla devastazione e saccheggio, con finalità di terrorismo, in concorso, e la detenzione di armi, munizioni ed esplosivi. In questi giorni, spiega la questura di Bari in un comunicato, la Digos "ha costantemente monitorato i principali social attraverso i quali i giovanissimi stavano organizzandosi per colpire, a partire dal pomeriggio odierno, i negozi dell'alta moda italiana e internazionale, oltre a negozi sportivi e di elettronica ubicati nel centro città". Como, una trentina di giovani indagati Una trentina di giovani tra i 14 e i 24 anni sono indagati a Como per istigazione a delinquere finalizzata al saccheggio. Nella notte sono scattate le perquisizioni della Digos a carico dei ragazzi, quasi tutti minorenni, protagonisti secondo i magistrati della 'chiamata alle armi' dei giorni scorsi che ha generato preoccupazione in città tanto da far chiudere in via preventiva già ieri i negozi ad alcuni commercianti per timore di una replica di quanto accaduto a Milano lo scorso fine settimana. Il 'passaparola' era corso sui telefoni e via social con allarmi che paventavano un 'assalto' agli esercizi commerciali nel centro della città. I ragazzi sono quasi tutti italiani, alcuni, una minoranza, di seconda generazione. Indagano la Procura, diretta da Massimo Astori, e la Procura dei Minori. Sala: non sono contrario ai militari a Milano "L'ho detto fin dal primo momento, nello scorso weekend il numero degli agenti in campo non era a mio giudizio sufficiente. Per questo non sono contrario alla presenza di un contingente di militari a Milano. Fondamentale, in questo passaggio, la saggia presa di posizione del presidente Mattarella che ha permesso di elaborare un dispositivo pienamente democratico, con le forze dell'ordine che rimangono al centro delle operazioni di controllo, per garantire la sicurezza del territorio. In questo specifico momento ne abbiamo bisogno". Così il sindaco di Milano Giuseppe Sala in una intervista al Corriere della Sera. "Possiamo discutere se i militari siano la risposta più adatta, ma io sono un pragmatico e dico: 'c'è un'alternativa?' Se c'è, ne parliamo. Ma se questa è l'unica alternativa che mi prospettano, come faccio a dire 'no, non va bene'? È chiaro che è una misura davvero temporanea: tra l'altro mi risulta che il decreto parli di tre mesi. Ma è anche vero che o il problema lo risolvi subito o non lo risolvi". "Lavorare sugli spazi e sui luoghi di aggregazione giovanile è molto importante - osserva ancora Sala - E non solo spazi. Più educatori, negli spazi frequentati dai ragazzi. Un ufficio giovani, che organizzi relazioni, forse oggi diventa necessario, come lo fu nel periodo dell'avanzata delle tossicodipendenze. Inoltre, senza retorica, bisogna rafforzare l'inclusione e il senso di appartenenza dei ragazzi di origine straniera. I fenomeni di rivolta giovanile, politica o impolitica che sia, si realizzano in società ricche. La forbice socioeconomica va allargandosi e non solo - osserva - l'ascensore sociale si è bloccato. Non è questione semplicemente di banlieue, qui, ma di interiorizzazione del ghetto. Le periferie sono più virtuali che fisiche. Ragazzi che ritengono che il patto sociale si sia rotto e si rifugiano in un altro mondo". "I social media stanno rovinando una generazione. Quattro ipermiliardari americani che si danno dell'oligarca l'un l'altro si stanno arricchendo in modo scandaloso e la nostra società raccoglie le macerie della loro distruzione. Sono stato sommerso da telefonate di amici con figli giovani che non volevano, per paura, uscire di casa. E, come me, tutti i sindaci delle città italiane. Non è pensabile che Zuckerberg e soci non rispondano di nulla. Ma è quello che vogliono: non rispondere di nulla". "Ho certamente vissuto momenti di maggior vicinanza ai sindaci da parte di chi governa. Non mi sembra - dice Sala nell'intervista - di dire una cosa nuova: a quattro anni dal suo insediamento, non ho mai avuto un confronto approfondito con questo governo. E l'ho chiesto più volte, questo credo sia chiaro a tutti. Ho visto che in Francia i sindaci delle città con manifestazioni violente come Parigi, Marsiglia e Lione sono stati ricevuti dal primo ministro francese. Evidentemente noi sindaci italiani siamo meno stimati", conclude.
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