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Chi sono i tre leader alle elezioni in Spagna: la scommessa di Sánchez, il piano di Feijóo...
Oggi 07-10-26, 10:39
AGI - Uno lotta per sopravvivere politicamente, un altro cerca di arrivare finalmente al governo, il terzo vuole diventare indispensabile per una maggioranza di destra. Pedro Sánchez, Alberto Núñez Feijóo e Santiago Abascal affrontano le elezioni spagnole del 29 novembre con obiettivi diversi e destini intrecciati: il premier socialista tenta un'altra rimonta, il leader del Partito popolare vuole trasformare il vantaggio nei sondaggi nelle chiavi della Moncloa e il capo di Vox punta a far pesare la crescita dell'estrema destra per entrare nell'esecutivo. Sanchez tenta l'ennesima rimonta Per Sánchez, 54 anni, al potere dal 2018, anticipare il voto è una delle scommesse più rischiose di una carriera costruita su mosse inattese e ritorni quando sembrava ormai politicamente finito. Da quando ha assunto la guida del Partito socialista nel 2014, è riuscito più volte a ribaltare pronostici sfavorevoli. Ora, però, arriva all'appuntamento indebolito soprattutto dagli scandali di corruzione, mentre tutti i sondaggi prevedono una sconfitta contro Feijóo. Il premier deve inoltre fare i conti con le difficoltà dei suoi alleati a sinistra: uno spazio politico che nel 2023 si era presentato unito e che oggi appare diviso e fragile. Per confermare la coalizione non gli basterebbe quindi un buon risultato del Psoe. "Non c'è alcun sondaggio che dia una possibilità anche solo remota che Sánchez possa riproporre il governo" di coalizione, sostiene Pablo Simón, politologo dell'Università Carlos III di Madrid. Secondo l'analista, la strategia del premier consiste nel "concentrare tutto il voto utile della sinistra" per "finire come prima forza politica", davanti al Pp, anche senza la garanzia di poter governare. Economista di formazione, Sánchez rivendica il proprio ruolo internazionale e il buon andamento dell'economia spagnola. Per mobilitare l'elettorato progressista punta anche sulle misure per facilitare l'accesso alla casa, in risposta all'ondata di proteste. Ma lo fa dopo la pesante sconfitta parlamentare della scorsa settimana, quando il Congresso ha bocciato i suoi provvedimenti contro l'emergenza abitativa, mentre cresce la pressione delle piazze a Madrid e in altre città. Feijoo a un passo dalla Moncloa Dall'altra parte, Feijóo vuole completare l'operazione fallita nel 2023. Arrivato sulla scena nazionale dopo aver dominato per oltre un decennio la politica della Galizia, il leader conservatore aveva portato il Pp alla vittoria elettorale senza però riuscire a raccogliere i sostegni necessari per governare. Sánchez, invece, aveva costruito una maggioranza parlamentare che gli aveva consentito di restare alla Moncloa. "Sono pronto", ripete oggi Feijóo, 65 anni, che rivendica un profilo pragmatico e affronta il voto con il suo partito in testa alle intenzioni di voto. Il vantaggio, tuttavia, non equivale a una maggioranza assoluta: per formare un governo potrebbe essere necessario il sostegno di Vox. "Qualunque cosa faccia il Pp, non può arrivare alla Moncloa senza il concorso di Vox", afferma Simón, ricordando che le due formazioni governano già insieme in diverse regioni. Inizialmente molto critico verso il partito di Abascal, Feijóo ha progressivamente attenuato le proprie posizioni e assicurato che rispetterà il verdetto delle urne, lasciando aperta la porta a un'intesa. Abascal punta alla vicepresidenza È su questa prospettiva che punta Abascal. "A novembre noi spagnoli abbiamo l'opportunità di liberarci per sempre di questa mafia criminale", dichiara il leader di Vox, che definisce Sánchez "un traditore" e sostiene che dovrebbe essere processato. Cinquantenne, ex militante del Pp, Abascal guida una formazione nata nel 2013 che ha restituito all'estrema destra un peso significativo nella politica spagnola, dopo decenni di marginalità seguiti alla fine della dittatura franchista nel 1975. Il suo bersaglio non è soltanto la sinistra: in passato ha ripetutamente attaccato anche i popolari, liquidandoli come la "destrina codarda". Ora i sondaggi gli offrono una prospettiva favorevole. Vox resta la terza forza politica ed è il partito che cresce di più, una dinamica che potrebbe rafforzarne il potere negoziale nei confronti di Feijóo. Abascal "ogni tanto si guarda allo specchio e si vede vicepresidente", ironizza Paloma Román, politologa dell'Università Complutense di Madrid, convinta che Vox vorrà entrare in un governo con il Pp. Divenuto popolare soprattutto per l'opposizione frontale all'indipendentismo catalano, il partito concentra ora la propria iniziativa sul contrasto all'immigrazione. Abascal ha usato gli arrivi massicci nell'enclave nordafricana di Ceuta per attaccare il governo e ha già indicato la condizione che intende imporre alla destra: "La priorità nazionale, affinché gli spagnoli non siano discriminati nella propria terra".
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