Il Tempo è un quotidiano interventista di Roma fondato il 12 dicembre 1917 da Filippo Naldi, in diretta concorrenza con il «Messaggero» quale era appartenente al gruppo editoriale rivale Pontremoli-Della Torre.
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"Spettacolo triste", Elettra Lamborghini rompe il silenzio sulla sorella Ginevra
Ieri 27-09-22, 23:14

"Spettacolo triste", Elettra Lamborghini rompe il silenzio sulla sorella Ginevra

Aveva rifiutato di entrare nel merito dei commenti velenosi sentiti nella casa del Grande Fratello Vip, e aveva diffidato la sorella a parlare di lei nel reality di Canale 5. Ma alla fine Elettra Lamborghini ha rotto il silenzio e ha affidato a una lunga story pubblicata su Instagram la sua versione sul rapporto con Ginevra Lamborghini. "Chi mi conosce sa che nonostante io sia una persona molto estroversa e stravagante, sono anche molto riservata, nella mia sfera relazione, famiglia ed amicizie. Tendo a proteggere le cose che amo di più dai social, sotto gli occhi di gente che non sa nulla ed anzi rosica" premette la cantante ed ereditiera.   Elettra ricorda l'"infanzia molto bella e sana, cosi come anche la mia adolescenza, nonostante io abbia preso la mia strada molto presto ed abbia iniziato a viaggiare già da giovane. Non mi sognerei mai di incolpare i miei genitori anzi, li ringrazio per la persona ferma e determinata che sono oggi. E tengo a precisare che con gli altri componenti della famiglia ho sempre avuto un bellissimo rapporto, che tutt'ora ho". "Oltre a cadere dal pero rimango anche senza parole. A questo punto spero e mi auguro che ci sia un copione o qualcuno dietro", è il sospetto di Lamborghini che ricorda le due diffide a Ginevra e al programma, chiedendo "di astenersi a parlare di me, con una reazione positiva da parte sua dicendo che assolutamente non avrebbe toccato l'argomento perché non interessata. La seconda diffida (quella della seconda puntata) è stata un richiamo. Visto quello ciò di cui si è parlato già dalla prima puntata con tanto di immagini da me mai divulgate ed assolutamente da me non approvate, immagino l'obiettivo non sia di riappacificarsi ma sia un altro".   "Il silenzio spesso vale piu di mille parole - ha aggiunto -. Non parlerò ulteriormente di questo teatrino. Lavoro in televisione da anni e non penso che sia il luogo dove parlarne, tutto il resto è gossip... o in questo caso uno spettacolo triste". Elettra si rivolge poi direttamente a Ginevra: "Se avessi voluto essere cattiva avrei potuto tranquillamente fare uscire dichiarazioni e parlare durante tutti questi anni ma non l'ho mai fatto...". "Andare in televisione a mettermi in cattiva luce non penso sia rispettoso nei miei confronti ". "Detto ciò, tra le altre bugie, non ho mai ricevuto alcuna lettera personale da parte sua, oltre a quella che ha inviato al mio legale in risposta alla mia prima diffida... Ma se l'avessi ricevuta l'avrei sicuramente letta. I modi sono sempre stati altri, forse ragione per la quale ad oggi non ci sia stato alcun chiarimento. Non ho piu niente da dire riguardo alla questione, dormite tranquilli se pensate che andrò li a fare dello show", conclude. Ginevra nel corso del GfVip non ha mancato di parlare del suo rapporto con Elettra sottolineando come il rapporto tra le due si fosse guastato nel tempo.   
Zelensky si congratula con Meloni. Lei “Conta sul nostro sostegno”
Ieri 27-09-22, 23:06

Zelensky si congratula con Meloni. Lei “Conta sul nostro sostegno”

MILANO (ITALPRESS) – “Congratulazioni a Giorgia Meloni e al suo partito per la vittoria alle elezioni politiche italiane”. Lo ha scritto su Twitter in italiano il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. “Apprezziamo il sostegno costante dell'Italia all'Ucraina nella lotta contro l'aggressione russa. Contiamo su una proficua collaborazione con il nuovo governo italiano”, ha aggiunto il leader ucraino. “Caro Zelensky, sai che puoi contare sul nostro leale sostegno alla causa della libertà del popolo ucraino”. Così, la leader di Fdi, Giorgia Meloni, risponde su Twitter, al presidente ucraino che sullo stesso social le aveva fatto le congratulazioni per il successo elettorale. “Sii forte e mantieni salda la tua fede”, aggiunge Meloni.(ITALPRESS). Photo Credits: www.agenziafotogramma.it
"Non deluderemo l'Italia", Meloni al lavoro: le prime misure del governo
Ieri 27-09-22, 22:55

"Non deluderemo l'Italia", Meloni al lavoro: le prime misure del governo

Sorriso smagliante, volto disteso e una giacca rosso fuoco. Giorgia Meloni per il secondo giorno consecutivo resta in silenzio, sceglie quindi il basso profilo senza frasi sensazionaliste e lavora a testa bassa per dare forma al governo del quale molto probabilmente sarà a capo. A guidare la leader di Fratelli d'Italia quel motto pronunciato a notte fonda quando le urne le hanno consegnato lo scettro di primo partito. "L'Italia ci ha dato una importante responsabilità, non la deluderemo", la promessa.   La giornata Meloni la passa prima a Montecitorio, dove vede i fedelissimi, e nel pomeriggio si dirige sulla 500 bianca nella sede del partito. Lontano dalle domande dei cronisti, Giorgia entra dal retro, lasciando Antonio Tajani varcare la soglia dell'ingresso principale. Quello con Forza Italia è il primo incontro che Meloni ha con uno degli alleati, mentre l'altro azionista di maggioranza, Matteo Salvini, è impegnato con il Consiglio federale in via Bellerio a Milano. Bocche cucite sui contenuti del confronto, inverosimile non pensare che faccia a faccia, Meloni e Tajani non abbiano parlato della prossima squadra di governo. I nodi da sciogliere sono diversi, ma su un punto - filtra dalla riunione - si sarebbe trovata la quadra: Tajani presidente della Camera e Roberto Calderoli titolare del Senato. Si ipotizza, secondo voci di corridoio, anche di affidare a Tajani e Salvini la carica di vicepremier. In questo modo gli Esteri sarebbero affidati a un tecnico. L'ipotesi più accreditata è quella dell'ambasciatore Stefano Pontecorvo o di Elisabetta Belloni (attualmente a capo del Dis). Per Forza Italia si aprirebbero le porte del dicastero dell'Istruzione - la candidata è Licia Ronzulli - e quello delle Politiche Ue, con Anna Maria Bernini pronta a coprire l'incarico. In questo caso Raffaele Fitto, sarebbe pronto a guidare gli Affari regionali o il Sud.   A Francesco Lollobrigida il Mit e a Giovanbattista Fazzolari l'attuazione del programma. Confermato il 'niet' di Meloni a Salvini al ministero dell'Interno. Il Viminale dovrebbe essere consegnato al prefetto di Roma, Matteo Piantedosi, o a Lamberto Giannini, attuale capo della polizia. Il leader leghista andrebbe all'Agricoltura. In aggiunta la Lega prenderebbe la Giustizia con Giulia Bongiorno e sarebbero - secondo i rumors - riconfermati Massimo Garavaglia al Turismo, Giancarlo Giorgetti al Mise ed Erika Stefani alle Disabilità. Ragionamenti in corso poi sul Mef - già accostato al membro del board della Bce Fabio Panetta - che potrebbe essere 'sdoppiato'. In tal caso un candidato al Tesoro sarebbe il responsabile economico di Fdi, Maurizio Leo. Guido Crosetto potrebbe invece conquistare la Difesa o in alternativa ricoprire uno dei posti da sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Alla Sanità si fa invece il nome di un esperto lontano dalle etichette, soprattutto in vista dell'autunno quando potrebbe riacutizzarsi la pandemia da Covid.   Oltre alla girandola di nomi, Meloni è impegnata anche a scrivere l'agenda del suo esecutivo. I primi atti che saranno portati in Consiglio dei ministri - è il ragionamento - devono soddisfare le emergenze che stanno piegando il Paese e sostenere gli italiani. Taglio del cuneo fiscale e 'mitigazione' delle bollette dell'energia i primi passi che la leader di Fdi e premier vorrà compiere appena varcata la porta di palazzo Chigi. E la manovra? Voci di corridoio parlano di una squadra messa al lavoro già quando sono state sciolte le Camere per 'non farsi trovare impreparati'. Come recita l'ordine di scuderia.
"Perché non ha festeggiato", Giuli e il retroscena sulla vittoria di Meloni
Ieri 27-09-22, 22:36

"Perché non ha festeggiato", Giuli e il retroscena sulla vittoria di Meloni

La forza di Giorgia Meloni sta anche nel modo in cui sta ha capito perfettamente che gli stilemi della politica sono cambiati. Alessandro Giuli nello studio di Giovanni Floris, a Dimartedì su La7, sottolinea alcuni segnali arrivati dopo la vittoria del centrodestra e il risultato clamoroso di Fratelli d'Italia alle elezioni del 25 settembre. "Guardate come non ha festeggiato la vittoria, perché siamo in guerra e perché c'è una crisi economica e sociale lancinante", spiega l'editorialista nella puntata di martedì 27 settembre sottolineando l'intelligenza politica della leader di FdI.    Il conduttore interviene, ricordando che quando Gianni Alemanno festeggiò la vittoria alle elezioni comunali di Roma si vide, nelle piazze, qualche saluto romano. "Ma vuoi che non usciva fuori il nostalgico?" ribatte Giuli in riferimento ai caroselli che non ci sono stati. Il fatto è che Meloni sta facendo un'opera di "bonifica a comunicativa e di sostanza" nella sua comunicazione politica. "È il segno non che è diventata establishment, ma che deve diventare sistema. Se vuoi governare devi pensare da governante", riassume il giornalista.   
Feltri su Salvini: "Ha perso consensi ma non è giusto dargli tutte le colpe"
Ieri 27-09-22, 22:32

Feltri su Salvini: "Ha perso consensi ma non è giusto dargli tutte le colpe"

Durante la puntata di Fuori dal Coro in onda su Rete 4, Vittorio Feltri analizza il delicato momento che sta vivendo Matteo Salvini all'interno della Lega. "Esistono pericoli per Salvini - spiega il direttore editoriale di Libero - la cui leadership viene messa in discussione in questi giorni. La cosa mi dispiace perché lui ha portato la Lega dal 4% al 34% alle Europee, è stato capace di una cosa prodigiosa. Non si capisce come mai, quando si è messo nel governo gialloverde e ha fatto bene da Ministro dell'Interno. Poi è nato un governo e un altro ancora, nel quale è entrato insieme non solo al Movimento Cinque Stelle che aveva lasciato per motivi polemici, ma anche con Forza Italia, questo va bene, e addirittura con gli ex Comunisti, il Partito Democatico. Questo ha sconcertato l'elettorato, che non ha capito più nulla e ha perso stima e fiducia in Salvini".   Poi Feltri parla dei rapporti di forza all'interno del centrodestra. "Tensioni con Meloni? Lei non c'entra in questa cosa, ha raccolto i voti che gli italiani le hanno dato e non può essere accusata di qualcosa. La Lega adesso ha tutto l'interesse di rimanere agganciata a Fratelli d'Italia per fare un governo che possa funzionare. Solamente in questo caso può rimontare di molti punti. Certo è che bisognerà che i leghisti importanti, come i governatori, sostengano Salvini altrimenti sarà costretto a mollare l'osso e tornare a casa. Ma non sarebbe giusto, quando le cose vanno bene il merito è di tutti, mentre se vanno male la colpa è solo sua e viene presi a calci nel c... ".   Infine il giornalista dà piena fiducia alla futura premier. "La Meloni troverà degli ostacoli sul suo cammino ma è impossibile che qualcuno possa impedirle di governare visto che ha una maggioranza straripante. Sono sicuro che col carattere che ha non fallirà assolutamente e sarà in grado di portare avanti il Paese in modo brillante. Non ci aspettiamo i miracoli, ma una conduzione seria dell'Italia sì e sono sicuro che non mi deluderà". 
"Atto di guerra", Rizzo choc sul sabotaggio del gasdotto: chi accusa
Ieri 27-09-22, 22:20

"Atto di guerra", Rizzo choc sul sabotaggio del gasdotto: chi accusa

Altro che sabotaggio dei russi nella guerra del gas, dietro c'è la manina degli Usa. Il segretario del Partito comunista Marco Rizzo su Twitter affronta il tema delle perdite di gas e delle esplosioni registrate nel gasdotto Nord Stream 2 nel Mar Baltico che rifornisce l'Europa settentrionale. "Gli Stati Uniti, esattamente come promesso da Biden, hanno deliberatamente causato danni per miliardi di euro all'economia dell'intera Unione Europea e della Germania. La vicenda del NordStream2 e del suo sabotaggio è un atto di guerra contro tutti i paesi europei", afferma Rizzo ribaltando le ipotesi fatte dalle Intelligence occidentali, che parlano di un attacco russo.    Le vaste perdite dal tratto dei gasdotti Nord Stream 1 e 2 vicino all'isola danese di Bornholm, nel Mar Baltico, sono dovute ad "atti deliberati" e "non a un incidente", ha affermato la premier danese, Mette Frederiksen, in conferenza stampa. Il ministro danese dell'Energia e del Clima, Dan Jorgensen, da parte sua ha stimato che le perdite dovrebbero durare "almeno una settimana", ovvero fino all'esaurimento del metano che fuoriesce dai tubi sottomarini. Le falle si sono aperte tra ieri e stamattina: la rete sismica nazionale svedese ha rilevato due chiare esplosioni nell'area interessata dalla fuga di gas. Secondo il governo federale tedesco la perdita di pressione in rapida successione nei due gasdotti non sarebbe una coincidenza, ma a danneggiarli potrebbero essere stati "attacchi mirati". Il Cremlino si dice "estremamente preoccupato", e non esclude alcuna "opzione" neanche il sabotaggio.   Decisamente diversa la posizione di Kiev, con Mykhailo Podolyak, consigliere del presidente ucraino Zelensky, che attacca su Twitter: "La 'fuga di gas' da Nord Stream 1 non è altro che un attacco terroristico pianificato dalla Russia e un atto di aggressione nei confronti dell'UE - scrive nero su bianco - La Russia vuole destabilizzare la situazione economica in Europa e provocare il panico pre-inverno. La migliore risposta e investimento per la sicurezza: carri armati per l'Ucraina. Soprattutto tedeschi...". Gli Stati Uniti, esattamente come promesso da Biden, hanno deliberatamente causato danni per miliardi di euro all'economia dell'intera Unione Europea e della Germania. La vicenda del NordStream2 e del suo sabotaggio è un atto di guerra contro tutti i paesi europei. pic.twitter.com/jjWs1fFE2W — Marco Rizzo (@MarcoRizzoPC) September 27, 2022
Travaglio non se fa una ragione: "Quel genio di Letta col M5s..." Strada spianata a Meloni
Ieri 27-09-22, 21:55

Travaglio non se fa una ragione: "Quel genio di Letta col M5s..." Strada spianata a Meloni

Marco Travaglio all'indomani del risultato elettorale torna a sparare a zero sul segretario del Pd, Enrico Letta, che ha spianato la strada alla vittoria del centrodestra e di Giorgia Meloni. E non si fa una ragione del mancato accordo elettorale con Giuseppe Conte. "Un avversario come Letta che prima l'ha legittimata poi ha imbastito tutta la campagna elettorale sul faccia a faccia sapendo di avere 20 punti di distacco, e soprattutto senza allearsi con i 5 stelle, le ha spianato la strada", spiega il direttore del Fatto quotidiano a Dimartedì, il programma di Giovanni Floris su La7. "Basta vedere i numeri al Senato, per 11 voti questo centrodestra ha la maggioranza, altrimenti non potrebbe essere incaricata Giorgia Meloni di fare il governo" argomenta nella puntata di martedì 27 settembre.    Insomma, solo "un genio poteva immaginare di non fare nemmeno un accordo tecnico" con Giuseppe Conte "in quei collegi in bilico soprattutto al sud, dove bastava qualche voto in più tra il Pd e i 5 Stelle per ribaltare la situazione, ma sono stati abbacinati dall'agenda Draghi, che poi non esiste. Anzi porta una certa iella...".   Il giornalista , come di consueto, passa a sparare a zero sulla classe dirigente espressa da Fratelli d'Italia, i cui esponenti "vengono o da Forza Italia o dalla Lega o da Alleanza Nazionale, poi da Futuro  e libertà di Fini...". "Ovviamente ci sono anche delle persone intonse e che probabilmente sono competenti, qualche sforzo Meloni l'ha fatto però io a vedere le liste di volti nuovi e interessanti ne ho visti ben pochi, ma ho visto tanto vecchiume.  Ho visto i Tremonti, i Fitto, le Casellati...".   
Giordano scatenato: "Ciao ciao Di Maio e Speranza" | VIDEO
Ieri 27-09-22, 21:44

Giordano scatenato: "Ciao ciao Di Maio e Speranza" | VIDEO

È il giorno dei festeggiamenti. Mario Giordano dedica ovviamente la sua introduzione della puntata di Fuori dal Coro su Rete 4 al trionfo del centrodestra alle elezioni. E si scatena senza freni. "Stamattina mi son svegliato e non ho trovato l'invasore come volevano farci credere - attacca il conduttore - ho trovato la vincitrice di elezioni democratiche. Una leader che, piaccia o non piaccia, è stata scelta dagli italiani con il loro libero voto. Va rispettato anche se c'è qualcuno che non vuole accettarlo".   "Le ultime settimane a guardare le televisioni - continua Giordano - tutti dicevano che se avesse vinto la Meloni sarebbe tornato il fascismo. Quindi dovremo mica vedere di nuovo i cinegiornali? Gli italiani non hanno creduto a questi appelli insensati e hanno scelto il loro governo. Ed è tutt'altro che fascismo ma la festa della democrazia".   Poi il saluto "accorato" al vecchio governo. "Di Maio non rappresenterà più l'Italia all'esterno. Non è stato neppure eletto, questo non è fascismo ma una liberazione. E non è forse una liberazione non avere più come ministro della Salute Roberto Speranza? Quello che ci aveva detto che avremmo avuto una sanità migliore dopo il Covid e invece è stato un disastro? Non è una liberazione poter dire "ciao ciao" al ministro Lamorgese che ha favorito l'immigrazione clandestina o che almeno non l'ha fermata? Ciao ciao... " e in studio parte il balletto sulle note del brano della Rappresentante di Lista.
Le ong già minacciano il governo Meloni: "Manderemo presto una nuova nave"
Ieri 27-09-22, 21:31

Le ong già minacciano il governo Meloni: "Manderemo presto una nuova nave"

Una nuova nave di soccorso si aggiungerà presto alla flotta civile nel Mediterraneo centrale. Il nuovo governo non si è ancora formato in Italia ma le ong hanno già iniziato a far sentire la loro voce di opposizione dopo la vittoria del centrodestra. Ad annunciarlo è Sea Watch presentando la nuova Sea Watch 5 che nascerà dalla trasformazione della Ocean Don, attualmente ancorata in Norvegia, in «una nave più veloce e capiente». «Questo significa che potremo soccorrere più persone e farlo più velocemente, che potremo salvare più vite», spiegano dall'ong che si prepara a scrivere «un nuovo capitolo della solidarietà con migranti e rifugiati».   Il processo di trasformazione della Ocean Don in una nave di ricerca e soccorso, però, è «lungo e costoso», spiegano gli attivisti lanciando un appello per sostenere i lavori con una donazione o diventando membri sostenitori. «Per mesi, la guerra in Ucraina e l'inflazione hanno messo in ombra gli eventi catastrofici nel Mediterraneo - dicono da Sea Watch - oggi dobbiamo ricordare ancora più forte che ogni giorno le persone annegano durante il loro viaggio verso l'Europa: più di 1.100 solo quest'anno. La Sea Watch 5 è la nostra risposta all'immobilismo dell'Unione Europea. Questa nave di salvataggio è un simbolo di solidarietà e coesione. Di sostegno e assistenza. Per perseverare e andare avanti».   Intanto, resta in stato di fermo a Reggio Calabria la Sea Watch 3: la decisione al termine di un'ispezione a bordo durata oltre 13 ore. «Il governo italiano continua la sua politica di deterrenza e blocchi amministrativi - dicono da Sea Watch - e anche i risultati elettorali in Italia non lasciano ben sperare per il futuro del soccorso in mare».
Protesta inarrestabile delle donne in Iran: così sventolano il velo in strada | VIDEO
Ieri 27-09-22, 21:21

Protesta inarrestabile delle donne in Iran: così sventolano il velo in strada | VIDEO

Inizia la dodicesima notte di proteste in Iran in seguito alla morte della giovane Mahsa Amini, che si trovava in carcere dopo un arresto per avere indossato il velo in modo non conforme alle regole della Repubblica islamica. Nonostante la dura repressione, che secondo le stime delle organizzazioni umanitarie ha già provocato 75 vittime, le manifestazioni organizzate dalle donne iraniane proseguono in diverse città, ma le restrizioni su Internet rendono difficile diffondere i video, segnalano gli organizzatori. Uno dei pochi a disposizione mostra una donna che si toglie il velo e agita le braccia in aria nel quartiere Narmak di Teheran; ma si vedono analoghi gesti di protesta anche a Sanandaj, nella provincia di origine di Amini, il Kurdistan, e un uomo che brucia uno striscione della Guida suprema iraniana, l'ayatollah Ali Khamenei, nella città meridionale di Shiraz, secondo quanto riportato da Iran International TV, che ha sede a Londra. Ed è virale sui sociale il video di alcune donne che in strada si tolgono il velo e lo sventolano in segno di protesta.    «L'Iran rimane sotto blackout internet/mobile, ma alcuni video continuano a uscire», ha dichiarato il Centro per i diritti umani in Iran, basato a New York. L'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Fars ha dichiarato che dalla morte di Amini, avvenuta il 16 settembre, sono state uccise «circa 60» persone, rispetto al bilancio ufficiale di 41 morti comunicato sabato dalle autorità.   Ma il gruppo Iran Human Rights (IHR), con sede a Oslo, ha dichiarato le vittime della repressione sono almeno 76. Gli arresti ufficiali sono stati oltre 1.200, secondo i dati di ieri: fra questi ci sono attiviste e attivisti, avvocati, giornalisti. Il ministro della Sanità Bahram Einollahi, citato dall'agenzia di stampa ufficiale IRNA, ha accusato i manifestanti di aver distrutto 72 ambulanze, mentre gli attivisti residenti all'estero affermano che le autorità hanno utilizzato le ambulanze per trasportare le forze di sicurezza.
Salvini, la leadership non è in discussione. Lega: per lui un ministero di peso
Ieri 27-09-22, 21:21

Salvini, la leadership non è in discussione. Lega: per lui un ministero di peso

 Non è stata una resa dei conti ma un confronto aperto, il Consiglio federale della Lega. La riunione, convocata da Matteo Salvini per discutere dell'esito del voto delle elezioni va avanti per quasi quattro ore. Il leader lascia la sede di via Bellerio in auto senza parlare, ma la richiesta che arriva dal federale è chiara: ruolo fondamentale per il segretario, di cui non viene messa in discussione la leadership, nel nuovo governo e autonomia al primo Consiglio dei ministri. Una sorta di messaggio in bottiglia spedito all'indirizzo di Roma, dove già nel pomeriggio la leader di FdI, Giorgia Meloni, e il coordinatore nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, si sono incontrati per discutere del nascituro nuovo governo di centrodestra. Un tema, quest'ultimo, che sarà al centro di un nuovo federale convocato dal partito di via Bellerio settimana prossima.   La costruzione insieme della squadra, coinvolgendo tutti gli alleati, è la linea del Carroccio. «Si deciderà con gli altri partiti ma la richiesta della Lega che esce dal direttivo federale è che il miglior modo per rilanciare la nostra azione politica è che il nostro segretario abbia un ministero di peso. Credo che convenga a tutti che queste richieste vengano esaudite», sottolinea il capogruppo alla Camera, Riccardo Molinari, al termine della riunione a cui ha preso parte anche l'omologo al Senato, Massimiliano Romeo.   In via Bellerio al faccia a faccia ci sono tutti i protagonisti attesi. Dallo staff di Salvini viene fatta circolare una foto dei presenti, tra cui i governatori Luca Zaia (Veneto), Massimiliano Fedriga (Friuli Venezia Giulia) e Attilio Fontana (Lombardia). Ma è al completo anche la squadra dei vicesegretari con Giancarlo Giorgetti, Lorenzo Fontana e Andrea Crippa. Ci sono poi i segretari regionali e anche il capogruppo di Identità e democrazia all'Europarlamento, Marco Zanni. Zaia, descritto come il più arrabbiato da chi ha partecipato alla riunione, punta i piedi sull'autonomia e insieme a Fedriga insiste sui congressi. Insomma, i mal di pancia non mancano ma la leadership del Capitano non è in discussione.
Il gas africano salverà l'Italia: non serve quello russo per superare l'inverno
Ieri 27-09-22, 21:06

Il gas africano salverà l'Italia: non serve quello russo per superare l'inverno

L'Italia avrà a disposizione forniture sufficienti di gas per superare l'inverno anche senza utilizzare le scorte russe. Lo riporta l'agenzia Bloomberg spiegando che il gas russo rappresenta ormai solo il 10% delle forniture italiane.   La quota di gas del 10% da Mosca potrebbe presto essere sostituito con Lng dal Nord Africa. Il BelPaese - riferiscono fonti vicine al dossier come riporta Bloomberg - dispone di scorte sufficienti grazie a forniture alternative di gas dal Nord Africa per compensare eventuali carenze nei mesi invernali se ci fosse da parte di Mosca uno stop immediato di tutte le esportazioni nel paese.   Maggiori consegne di gas attese dall'Algeria e dall'Egitto permetteranno coprire le restanti forniture che l'Italia riceve ancora dalla Russia. Roma inizialmente aveva nelle previsioni di arrivare l'indipendenza dal gas russo entro la primavera del 2025. Ma la tranquillità energetica potrà diventare un traguardo concreto si l'Italia aumenterà la sua capacità di rigassificazione per garantire i risultati di questo inverno anche nelle prossime stagioni invernali, hanno sempre spiegato fonti vicine al dossier.
"Italiani fascisti? Abbiamo sbagliato". Il dietrofront tedesco rovina i piani di Guber
Ieri 27-09-22, 20:57

"Italiani fascisti? Abbiamo sbagliato". Il dietrofront tedesco rovina i piani di Guber

Scena surreale a Otto e mezzo, il programma condotto da Lilli Gruber su La7. Tra gli ospiti della puntata di martedì 27 settembre c'è Giovanni Di Lorenzo, giornalista italiano naturalizzato tedesco, direttore di Die Zeit. Il quotidiano tedesco in un articolo online pubblicato all'indomani della vittoria di Giorgia Meloni alle elezioni politiche ha parlato di "Fascismo degli italiani perbene" e Di Lorenzo è chiamato a confermare il giudizio pesantissimo sull'affermazione del centrodestra e sul pericolo democratico in Italia.    "Lei ha parlato di fascismo degli italiani per bene, cosa vuol dire?" chiede la conduttrice. In realtà Di Lorenzo spiega che l'edizione online del quotidiano ha fatto un errore nel titolare così l'articolo perché l'autore "ha scritto proprio il contrario", dice il direttore gelando la conduttrice. "Gli italiani non sono né impazziti né sono diventati un popolo di fascisti" spiega il giornalista che ammette come in Italia resistano delle sacche di opinione pubblica nostalgiche del fascismo ma sono ovviamente residuali.   Di Lorenzo spiega che la reazione in Germania è stata molto cauta sul voto italiano. I vertici istituzionali tra cui il cancelliere Olaf Scholz "non si sono espressi in modo critico ma rispettano il voto dei cittadini italiani e dimostrano una grande curiosità per quello che verrà" dal governo di centrodestra scaturito dalle urne. 
Meloni lavora in silenzio: prossima uscita pubblica il 10 ottobre
Ieri 27-09-22, 20:47

Meloni lavora in silenzio: prossima uscita pubblica il 10 ottobre

Giorgia Meloni potrebbe "riapparire" ufficialmente in pubblico non prima del 10 ottobre. È quanto filtra dalle persone vicine alla futura premier, impegnata nello studio delle prossime mosse per formare il governo e dei primi problemi su cui intervenire per rimettere in sesto l'Italia. A parte le incursioni negli uffici dei gruppi parlamentari, nella sede del partito, e il conseguente andirivieni in auto da e per la propria abitazione, Meloni non si dovrebbe concedere uscite pubbliche, stando a quanto raccolto dall'Agi.   Le date delle scadenze istituzionali sono l'unica costante che appare al momento a disposizione per costruire un'agenda, sia pure di massima, della leader FdI e quella della proclamazione degli eletti per la 19esima legislatura sembra la data più a portata di mano. Come da tradizione per tutte le forze politiche, ci si potrebbe attendere a ridosso di quel giorno il classico incontro - di solito a porte chiuse - che si tiene tra ogni leader di partito e la rispettiva squadra, più o meno nutrita, a seconda dei casi, di deputati e senatori.   Il tweet pubblicato oggi sull'account Fratelli d'Italia era un determinato «al lavoro per l'Italia» insieme a un altrettanto eloquente «noi parleremo con i fatti» - corroborato dal «pronti a governare» che ha accompagnato la campagna elettorale - non ci sarebbe da stupirsi se la strategia seguita sin qui fosse destinata a proseguire nei prossimi giorni. Chi la conosce bene, dopo anni di militanza politica e parlamentare, descrive del resto la leader FdI come una donna abituata a lavorare sodo e dunque, chiusa la fase della campagna elettorale, ora si apre - anzi si riapre, precisa chi sottolinea la meticolosità del suo lavoro - quella dello studio dei dossier che attendono il prossimo governo. E della tessitura, vedi incontro a via della Scrofa con Antonio Tajani, per sistemare nomi e caselle.   La parola chiave adesso è «responsabilità», con il rispetto del timing istituzionale a fare da corollario. Nulla, dunque, che possa rischiare di apparire come un precorrere i tempi. Compresa, a quanto sembra, anche ogni ipotesi di sia pure circoscritti mini-tour in ambito Ue. Da un lato perché, spiegano sempre i bene informati, ciò finirebbe per sembrare una sorta di "autoinvestitura" che non rispetterebbe i passaggi istituzionali per la formazione del prossimo governo, dall'altro perché, in sostanza, quel lavoro di "bonifica" delle relazioni internazionali si considera già svolto. E lo step successivo, si fa osservare, è ormai quello dell'azione di governo del presidente e del suo esecutivo
"Due vicepremier", primi passi sul governo. Totoministri: tutti i nomi
Ieri 27-09-22, 20:37

"Due vicepremier", primi passi sul governo. Totoministri: tutti i nomi

Nel centrodestra si fanno i primi passi per il nuovo governo. L'incontro tra Giorgia Meloni e Antonio Tajani è servito per un primo giro d'orizzonte, a partire dal tema dell'elezione dei presidenti delle Camere, anche se nell'incontro non si sarebbero fatti nomi, hanno spiegato fonti di FI, neanche riguardo all'esecutivo. «Lavoriamo per l'Italia», si è limitato a dire l'ex presidente del Parlamento europeo.   Una delle ipotesi sul tavolo - riferiscono fonti parlamentari del centrodestra - è che possano esserci due vicepremier, lo stesso Tajani e il segretario della Lega Salvini. I primi tasselli riguardano proprio le cariche di Montecitorio e palazzo Madama, con Calderoli e La Russa - più il primo che il secondo - che potrebbero succedere alla Casellati. Il presidente di Fdi non avrebbe escluso uno schema che possa assegnare una Camera all'opposizione.   Il vicepresidente di FI è tra i 'papabili' per quanto riguarda il dicastero degli Esteri mentre sarebbero in calo le quotazioni per la presidenza della Camera. Tre ministeri a Forza Italia? «Spero anche quattro...», ha detto quest'ultimo. Ma sui nomi resta il totale riserbo, a partire dal Viminale, la Lega continua a sperarci, Salvini punta a un dicastero di peso, parlerà con Meloni e la prossima settimana ci sarà un congresso federale della Lega proprio su questo tema. Per il sostituto di Di Maio tra i possibili candidati anche Pontecorvo, per gli Interni pure Piantedosi. Figure di spicco del centrodestra (da Rixi a Stefani e Bongiorno per la Lega, da Bernini a Ronzulli e Cattaneo per FI, da La Russa a Rampelli, da Nordio a Urso per Fdi) potrebbero far parte della squadra mentre per quanto riguarda i dicasteri chiave resta in piedi l'eventualità che al Mef possa andare un tecnico. Il presidente di Fdi sta studiando anche i dossier sul tavolo, a partire dalla legge di bilancio che entro il 15 ottobre dovrà essere inviata a Bruxelles. Potrebbe già arrivare un primo passaggio della revisione del reddito di cittadinanza con Fdi che punterà intanto ad un cambio del sistema dei controlli per capire chi ha diritto al sussidio e chi no e poi alla modifica dei criteri legati alle politiche attive sul lavoro.   Giovedì il governo Draghi presenterà in Consiglio dei ministri le stime della Nadef, i margini restano stretti (altre risorse potrebbero arrivare dalla revisione del superbonus) ma il premier lascerà l'onere di presentare la 'finanziaria' al successore. Solo che i tempi sono esigui e in Fdi, spiega un 'big', c'è la consapevolezza che servirà comunque un confronto con l'ex numero uno della Bce. Dovrebbe essere quest'ultimo ad essere presente al Consiglio europeo di ottobre, nel partito di via della Scrofa c'è chi ritiene che ci possa essere una accelerazione sui dossier internazionali, ma al momento non ci sarebbe alcun incontro previsto fino a quando la Meloni non avrà l'incarico. Verranno rispettati insomma tutti i passaggi istituzionali.   Per quanto riguarda i gruppi parlamentari c'è il tema anche dei capigruppo. Non è escluso che Fdi confermi i propri, ovvero Lollobrigida e Ciriani. Ipotesi di conferma anche per Castellone e Silvestri per il Movimento 5 stelle, ma c'è chi non esclude l'ex sindaco di Torino Appendino a Montecitorio e Patuanelli (o Floridia) al Senato. L'accordo tra Renzi e Calenda prevede la 'divisione' tra le due Camere: due figure femminili (Boschi, Bonetti e Gelmini le candidate) e resta aperta la partita pure per gli altri partiti. Il nuovo Parlamento potrebbe partire subito con il presidenzialismo. Fdi continua a rilanciare l'ipotesi Bicamerale o comunque la mano tesa con l'opposizione, al momento ha risposto presente il leader di Italia viva. 
Dress code per le allieve, assolto l'ex giudice Bellomo
Ieri 27-09-22, 20:27

Dress code per le allieve, assolto l'ex giudice Bellomo

Il giudice barese Francesco Bellomo, ex consigliere di Stato, è stato prosciolto «perchè il fatto non sussiste» dal gip di Bergamo per le accuse di stalking e violenza privata nei confronti di tre ex allieve della sua scuola di magistratura. Lo ha detto a LaPresse l'avvocato Beniamino Migliucci che assiste il giudice con il collega Gianluca D'Oria.  Bellomo era imputato anche per violenza privata nei confronti di un'altra ex allieva, ma il giudice ha riqualificato il reato in tentata violenza privata e inviato il fascicolo a Massa Cararra per competenza territoriale, dove sarebbe avvenuto il reato.   Si tratta dell'ultimo filone, nato a Bari ma poi trasferito a Bergamo un anno fa per competenza territoriale, delle inchieste che riguardano la scuola di specializzazione giuridica di Bellomo, che prepara gli allievi all'esame di magistratura. Bellomo concedeva ad alcune allieve di non pagare i corsi ma chiedeva in cambio di osservare un dress code in occasioni ufficiali.   Il filone milanese dell'inchiesta era stato archiviato, a Piacenza Bellomo era stato assolto. Archiviata, infine, la posizione dell'ex consigliere di Stato, indagato a Roma per calunnia nei confronti dell'ex premier Giuseppe Conte.
Sabotaggio al gasdotto, gli 007: "Attacco dal sottomarino russo Belgorod"
Ieri 27-09-22, 20:09

Sabotaggio al gasdotto, gli 007: "Attacco dal sottomarino russo Belgorod"

Le fuoriuscite di gas dai gasdotti Nord Stream 1 e 2 che rifornisco l'Europa del Nord attraverso il Mar Baltico e le esplosioni che si sono verificate fanno pensare a un attacco. "Ci sono notizie iniziali che indicano che sarebbe il risultato di un attacco o di una forma di sabotaggio, ma queste sono notizie iniziali e non le abbiamo ancora confermate" ha detto il segretario di Stato americano Antony Blinken aggiungendo che se il sabotaggio venisse "confermato, questo chiaramente non sarebbe nell'interesse di nessuno".   Sul Baltico è concentrata l'attenzione delle Intelligenze occidentali. Le esplosioni che hanno fatto schizzare alle stelle la tensione con la Russia "potrebbero essere conseguenza di esplosioni provocate da sommozzatori o da un sottomarino". A riportare le ipotesi di servizi segreti occidentale è Adnkronos secondo cui sono diversi i Paesi che stanno monitorando la situazione, dopo che ieri è stata registrata una improvvisa perdita di pressione nei gasdotti, a seguito di un danneggiamento avvenuto nella zona economica esclusiva danese, vicino all'isola di Bornholm.     Le fonti rilevano che, nell'ambito dell'attività di ricerca e monitoraggio del web, è emersa la presenza del sottomarino russo nucleare SSN classe Oscar II "Belgorod", al momento operativo nel Mar Bianco. Questo lascerebbe supporre che possano essere stati utilizzati dei veicoli subacquei autonomi attraverso un sottomarino ospite, che potrebbe essere il Belgorod.   Le stesse fonti fanno notare come un nuovo centro per lo sviluppo di veicoli sottomarini, appartenente alla Marina militare russa, si trova a San Pietroburgo e questi potrebbero essere adatti per colpire obbiettivi in profondità. E sommozzatori delle forze speciali russe ('spetnaz') sono dispiegati nel Mar Baltico. 
Consiglio Federale Lega “Piena fiducia a Salvini”
Ieri 27-09-22, 20:00

Consiglio Federale Lega “Piena fiducia a Salvini”

MILANO (ITALPRESS) – “La Lega potrà recuperare il consenso grazie ai risultati che otterrà nel governo di centrodestra – e Matteo Salvini avrà un ruolo fondamentale – ripartendo anche dall'ascolto del territorio e dalla valorizzazione dei tanti amministratori a partire dai governatori”. E' quanto è emerso nella riunione del consiglio federale della Lega, durata quasi 4 ore in via Bellerio a Milano. Federale, appena terminato, che ha confermato piena fiducia a Salvini: oltre all'analisi del voto, è stata ribadita la necessità di continuare la stagione dei congressi per rinnovare tutte le cariche a cominciare dai segretari cittadini: quelli provinciali saranno celebrati entro dicembre e immediatamente a seguire si faranno i regionali. Al vertice hanno partecipato, tra gli altri, Giancarlo Giorgetti, i vicesegretari Andrea Crippa e Lorenzo Fontana, i capigruppo Riccardo Molinari, Massimiliano Romeo, Marco Zanni e i governatori Attilio Fontana, Massimiliano Fedriga, Maurizio Fugatti, Luca Zaia. Tra le priorità del partito: provvedimenti contro il caro-bollette, autonomia regionale e Quota41. In particolare, la Lega chiederà di inserire il tema dell'autonomia nel primo Consiglio dei Ministri. Settimana prossima ci sarà un altro consiglio federale per costruire insieme il governo di centrodestra.(ITALPRESS). Photo credits: xa1
Conte fa il pieno di voti al Sud grazie al Reddito: i numeri confermano tutto
Ieri 27-09-22, 19:51

Conte fa il pieno di voti al Sud grazie al Reddito: i numeri confermano tutto

Una tendenza chiaramente confermata dai numeri. Il Movimento 5 Stelle ha raccolto la maggior parte dei suoi voti nel Sud dell'Italia che è anche il territorio dove viene erogata la maggior parte degli assegni per il Reddito di Cittadinanza, tema sempre centrale nella campagna elettorale di Giuseppe Conte. «Chi tocca il reddito troverà in noi un argine insuperabile - ha ripetuto il leader dei Cinque Stelle - chi pensa di toccare il reddito dovrà fare i conti con noi». Un messaggio che ha colto nel segno in varie regioni del Mezzogiorno, dove l'astensionismo è stato comunque alto.   I dati dei voti per il M5S messi a confronto con i precettori del Reddito sono stati messi a confronto in uno studio del Sole 24 Ore.  E il legame tra i numeri appare chiaro. Ad esempio, ne collegio Campania 1 (provincia di Napoli) il Movimento ha avuto il 41,36% dei consensi affermandosi largamente come primo partito con 483.699 voti. Stesso risultato nel collegio Campania 2 (le altre province) dove il partito guidato da Giuseppe Conte ha preso il 27,59% con 311.834 voti. Sui 795.593 voti complessivi presi in Campania dai grillini sicuramente hanno inciso i 628.750 percettori del Reddito, che a luglio ammontava in media a 615,56 euro. Come accaduto nel 2018, il Movimento 5 Stelle si conferma primo partito a Napoli (43% dei voti) e anche stavolta il picco dei voti è stato raccolto nelle periferie e nei quartieri meno agiati del capoluogo e della sua provincia. Il Movimento 5 Stelle ha preso infatti il 64,91% delle preferenze a Scampia, a Barra il 61,04%, a San Giovanni a Teduccio il 60,34%, a Secondigliano il 59,16%. Napoli è anche la città italiana con il maggior numero di percettori del reddito di cittadinanza: 416.740 persone a luglio hanno avuto mediamente un assegno mensile di 636,72 euro. In Campania il risultato finale delle elezioni è di 11 collegi uninominali assegnati al Movimento 5 Stelle - tutti quelli di Napoli e provincia - e 10 al centrodestra. Passando alla Sicilia, seconda regione italiana con più persone che percepiscono il Reddito (516.056 con una media di 595 euro incassati ogni mese), il Movimento è il primo partito nei due collegi, con il 30,77% Sicilia 1 e il 25,92%. A Palermo i grillini sono il primo partito con 128.773 voti, (34,74%), una cifra inferiore rispetto ai 168.290 che hanno preso un assegno medio di 632,38 euro a luglio.   Nonostante la vittoria del centrodestra, anche in Puglia il primo partito è stato comunque il Movimento Cinque Stelle. Terza regione per numero di percettori del Reddito (241.648, media 550,49 euro), il partito di Giuseppe Conte ha avuto 487.348 voti, pari al 27,69%. Stessa situazione in Calabria, (172.043 persone incassano il Reddito con un assegno medio di 548,26 euro) dove il M5s ha preso 211.390 voti. affermandosi come primo partito con il 29,38%. In Basilicata, a fronte di 18.739 percettori (assegno medio di 511,29 euro) i voti sono stati 61.114 (25%), in Molise il partito ha preso il 24% dei voti. Rispetto agli 11.515 percettori del Rdc (importo medio di 525,23 euro) le preferenze raccolte sono state 29.506.
Ilary denuncia l'amico di Totti: "Basta bugia". Cosa detto in radio
Ieri 27-09-22, 19:41

Ilary denuncia l'amico di Totti: "Basta bugia". Cosa detto in radio

Dopo l'ultima intervista rilasciata da Alex Nuccetelli, Ilary Blasi non ce la fa più e risponde per vie legali: ha fatto sapere di volerlo denunciare. Il pr e body builder, nonché miglior amico dell'ex marito Francesco Totti, ha raccontato a nel programma radiofonico “Turchesando” su radio Cusano Campus, alcuni particolari della vita intima della coppia.   “Francesco è molto focoso – aveva detto Nuccetelli nell'intervista radiofonica- e una volta, parecchi anni fa, mi fece questa battuta: ‘Ma questa torna da Milano e mi dice che ha mal di testa', ed erano solo i primi mesi di relazione, non so come hanno proseguito per altri vent'anni". E poi ha aggiunto: “Non dico che Francesco sia stato totalmente un santo, ma in questi anni di difficoltà tra i due c'è stato un tacito accordo. Se lui ha avuto dieci storie e lei due o tre ma più durature non fa differenza”. Parole forti quelle di Nuccetelli, che ha proseguito: “Se tu rientri a casa e tua moglie ha sempre un diavolo per capello, per anni, considero lecito pensare di rifarsi una vita da un'altra parte. Poi ognuno procede per la propria vita e lo fa per il bene dei figli. Nel primo momento di debolezza mai visto dal proprio marito bisogna stargli accanto”.   Poi, nel corso dell'intervento, Alex ha affermato anche che, di contro, la nuova relazione dell'ex capitano della Roma procede a gonfie vele con Noemi Bocchi: “Stanno molto bene entrambi. Lei non ha cavalcato l'onda mediatica, si è comportata bene. Sono in sintonia e molto coesi”. Ad ogni modo, secondo il testimone, Francesco Totti avrebbe comunque provato a far funzionare il matrimonio: “Per Francesco è una fase complicata, non è un momento bello. La loro separazione sembra una tragedia. Ci sono degli attriti. Gli avvocati dovranno fare la loro parte e loro stessi devono cercare di mettersi una mano sulla coscienza. Se fosse dipeso da Francesco, questa storia non sarebbe finita. Puoi fare anche la scappatella ma il suo cuore sarebbe rimasto fedele sempre e solo alla famiglia”.   Inoltre ha commentato le dichiarazioni dello stesso Totti al ‘Corriere della Sera', sulla presunta scomparsa dei Rolex ad opera della ex moglie e sulle ingerenze della famiglia di lei nel menage domestico: "Gli orologi di Francesco li conosco, qualcuno l'ho comprato insieme a lui. Se ha denunciato una cosa del genere è perché è arrivato al limite della sopportazione. Non è da lui. So che ha passato momenti molto difficili in quella casa che era stata monopolizzata dalla famiglia Blasi. Fiorella, la madre di Totti, era stata estromessa. Sia lei che il padre e il fratello di Francesco frequentavano molto poco quella casa”. Dopo la messa in onda della trasmissione, Ilary Blasi ha ordinato al proprio avvocato di procedere contro Alex Nuccetelli a fronte della “perseverante opera di propagazione di notizie palesemente false e aventi contenuto diffamatorio”.
Bimbo caduto dal balcone, condannato a 18 anni il domestico
Ieri 27-09-22, 19:39

Bimbo caduto dal balcone, condannato a 18 anni il domestico

Il gup di Napoli ha condannato a 18 anni di carcere il 39enne Mariano Cannio, ritenuto responsabile dell'omicidio del piccolo Samuele, bimbo di 3 anni morto il 17 settembre 2021 dopo essere caduto dal balcone della sua abitazione in via Foria, a Napoli. Cannio svolgeva lavori domestici nella casa dei genitori di Samuele.   La condanna a 18 anni era stata chiesta dalla Procura di Napoli. Secondo la ricostruzione della Procura, Cannio lasciò cadere nel vuoto il bambino. Il 39enne spiegò agli investigatori di avere avuto un capogiro e di essere in cura presso un centro d'igiene mentale in quanto affetto da schizofrenia. Di questo aspetto non avrebbe fatto cenno alla famiglia del bimbo. Cannio è stato comunque ritenuto capace di intendere e di volere.   “Sono uscito fuori al balcone – avrebbe detto l'uomo nella deposizione  -, avendo sempre il piccolo in braccio, e appena uscito in prossimità della ringhiera ho avuto un capogiro. Mi sono affacciato dal balcone mentre avevo il bambino in braccio perché udivo delle voci provenire da sotto, a questo punto lasciavo cadere il bambino di sotto. In quel momento ho avuto un capogiro”.
Salvini stende Toscani: "È la democrazia..." Le rosicate dei 'comunisti col Rolex'
Ieri 27-09-22, 19:20

Salvini stende Toscani: "È la democrazia..." Le rosicate dei 'comunisti col Rolex'

"Si chiama democrazia caro comunista col Rolex!". Matteo Salvini risponde così alle affermazioni di Oliviero Toscani, il fotografo militante le cui parole dopo elezioni politiche che hanno visto il trionfo del centrodestra sono diventate un caso. "Per questo rosicante signore, tal Toscani Oliviero, gli italiani sono tutti 'Cog***ni e ignorantì perché alle elezioni hanno scelto me, la Lega e il Centrodestra unito. Si chiama democrazia caro comunista col Rolex! Bacioni, sorrisi e Maalox", ha scritto su Twitter il segretario della Lega.    Ma cosa ha detto il fotografo famoso per le campagne di Benetton? "Giorgia Meloni è uguale a Wanna Marchi, me la ricorda molto per come parla, per come è strabuzzata, per come urla, con quella volgarità lì. È la Wanna Marchi della politica. È riuscita a vendere la sua politica", ha detto Toscani che commenta così, con l'Adnkronos, l'affermazione di Fdi e del Centrodestra alle elezioni politiche. Posizioni ribadite anche nella trasmissione radiofonica La Zanzara condotta da Giuseppe Cruciani e David Parenzo, su Radio 24. "Non conosco una persona - dice Toscani - che abbia detto 'io voto oppure ho votato la Meloni'. Del resto nessuno pare che abbia votato Berlusconi. Insomma, saremo rappresentati benissimo nel mondo. Da Draghi alla Meloni, perfetto. Siamo proprio un Paese molto intelligente".   
Salute del cuore: in Italia dati allarmanti, puntare su prevenzione
Ieri 27-09-22, 19:07

Salute del cuore: in Italia dati allarmanti, puntare su prevenzione

Milano, 27 set. (Adnkronos Salute) - In occasione dell'incontro "La prevenzione che sta a cuore. Malattie cardiovascolari e colesterolo nei pazienti ad alto rischio: agire prima, in modo intensivo e efficace, per ridurre la mortalità”, svoltosi a Milano alla vigilia della Giornata mondiale del cuore 2022 (29 settembre), è stata presentata l'indagine realizzata da Swg per Sanofi, nella quale si analizza il tasso di consapevolezza e conoscenza riguardo alle malattie cardiovascolari e alle conseguenze dell'ipercolesterolemia. Andrea Rizzi, Medical Head General Medicines di Sanofi Italia, pone l'accento sull'impegno concreto che la società mette nell'opera di sensibilizzazione relativamente alle patologie cardiovascolari: “In Sanofi siamo quotidianamente impegnati nello studio di soluzioni terapeutiche innovative e programmi per il miglioramento della qualità di vita e della sopravvivenza dei pazienti con malattie cardiovascolari. In Sanofi siamo al fianco delle associazioni che rappresentano i pazienti e della classe medica, per contribuire a ridurre drasticamente l'impatto in termini di mortalità e qualità della vita che le malattie cardiovascolari hanno ancora oggi, offrendo non solo risposte concrete in termini di cure e terapie e di gestione in ambito di prevenzione secondaria - con particolare attenzione ai pazienti ad alto rischio - ma anche occasioni di confronto e riflessione utili alla sensibilizzazione e all'informazione dell'opinione pubblica”. I dati emersi dall'indagine - condotta tramite la compilazione di un questionario online da parte di un campione di 1.202 cittadini italiani di età compresa tra i 45 e i 74 anni - rappresentano un'occasione preziosa per riflettere sui passi da compiere per migliorare concretamente la salute dei cittadini e la loro predisposizione alla prevenzione, poiché i numeri legati all'impatto delle patologie cardiovascolari in termini di mortalità sono ancora allarmanti. Il 34,8% dei decessi nel nostro Paese è imputabile a malattie cardiovascolari e parte di essi potrebbe essere evitabile con un'adeguata prevenzione e una solida aderenza terapeutica, come spiega Emanuela Folco, presidente Fondazione italiana per il cuore (Fipc): “Nel nostro Paese, oltre 1 decesso su 3 è imputabile alle patologie cardiovascolari, prima causa di morte sia per gli uomini (31,7%) che per le donne (37,7%). Chi sopravvive a un attacco cardiaco diventa un malato cronico. La malattia modifica la qualità della vita e comporta notevoli costi economici per la società. In Italia, la prevalenza di cittadini che vivono con invalidità cardiovascolare è pari al 4,4 per mille. Questo - ha proseguito Folco - è in parte attribuibile all'aumento dell'aspettativa di vita, con una popolazione sempre più anziana e quindi ‘fragile', nonché alla prevalenza dei fattori di rischio cardiovascolare, tra cui ipercolesterolemia. Dopo quasi tre anni di pandemia, vediamo ancora oggi come la percezione generale sia che le patologie cardiovascolari non occupino i primi posti tra le malattie da temere, dato in contrapposizione con quello che vediamo nella vita di tutti i giorni dove la mortalità per cause cardiovascolari occupa i primissimi posti". "Oggi è l'occasione per ribadire, ancora una volta, l'importanza di sensibilizzare il cittadino e il paziente a prendere a cuore la propria salute cardiovascolare a partire dalla prevenzione primaria, sottolineando come sempre la necessità di adottare corretti stili di vita e una sana alimentazione, ma anche e soprattutto secondaria laddove sia presente una condizione patologica che necessita di una presa in carico da parte dello specialista. Inoltre - ha concluso la presidente - l'aderenza terapeutica rappresenta un aspetto fondamentale: il paziente deve proseguire l'assunzione dei farmaci indicati dallo specialista con scrupolo e costanza, rispettando tutte le indicazioni e non sospendendo la terapia una volta intravisti i primi risultati positivi”. Preoccupa anche la scarsa consapevolezza del ruolo cruciale giocato dall'ipercoleserolemia nell'insorgere delle patologie cardiocircolatorie. Oltre il 40% degli intervistati, infatti, sottovaluta i rischi legati ad alti livelli di colesterolo, mentre circa 1 su 3 ritiene che il rischio di mortalità legato all'ipercolesterolemia debba preoccupare solo chi ha problemi cardiaci pregressi. Il 20% del campione non conosce i rischi derivanti da alti livelli di colesterolo, mentre per il 42% il controllo del livello del colesterolo dipende solamente dalla dieta alimentare e dall'attività fisica, trascurando quindi l'efficacia terapeutica. E ancora, meno di 1 su 2 (il 43% del campione) sa che è il colesterolo Ldl ad essere dannoso per la nostra salute. Giuseppe Ciancamerla, presidente dell'Associazione Conacuore, spiega: “Occorre superare il preconcetto che il colesterolo si combatta solo con la dieta. È chiaro che questo possa aiutare, ma l'ipercolesterolemia è una patologia, si chiama aterosclerosi, e va trattata con l'aiuto di uno specialista. Per questo occorre che i pazienti siano sempre più sensibilizzati sulla necessità di conoscere i vari tipi di colesterolo e i loro valori ottimali con l'aiuto delle carte del rischio, facili da leggere, e che correggano uno stile di vita non adeguato. Ancora di più se si parla di paziente ad alto rischio cardiovascolare, al fine di mantenere l'aderenza alla terapia e quindi contrastare la mortalità. Un evento traumatico sulla salute come un infarto può infatti avere effetti fisici, ma anche emotivi, devastanti. In alcuni casi, lo specialista ricopre un ruolo cardine perché chiamato a valutare il coinvolgimento di altre figure, attraverso un approccio multidisciplinare, per una presa in carico globale del paziente ad alto rischio”. Il 92% degli intervistati afferma che i problemi cardiocircolatori possono essere evitati con la prevenzione. A questa consolidata convinzione, però, non corrispondono azioni concrete: solo per il 17% del campione, infatti, è opportuno eseguire periodicamente visite di controllo, mentre solamente il 31% si è sottoposto ad una valutazione del rischio cardiovascolare negli ultimi 12 mesi. A non poter però sottrarsi a controlli regolari sono, più degli altri, i pazienti ad alto rischio cardiovascolare che rappresentano, in base alle linee guida internazionali, la vera e urgente priorità nell'ambito degli interventi preventivi. Lo sottolinea nel suo intervento il Professor Ciro Indolfi, presidente della Società italiana di cardiologia (Sic): “Il tema della prevenzione è di grande importanza per tutti noi, ma diventa cruciale quando si parla di paziente ad alto rischio cardiovascolare: chi è stato colpito da un evento cardiovascolare, infatti, corre un rischio elevato di andare incontro ad un nuovo infarto o Ictus negli anni successivi. Eventi che potrebbero essere sensibilmente ridotti - come ricordano le recenti linee guida della Società europea di cardiologia - se venissero sempre più implementate le strategie di prevenzione secondaria". "Proprio nella direzione di un trattamento precoce e rapido - ha aggiunto Indolfi - va l'abbassamento delle soglie di colesterolo Ldl per l'accesso ai nuovi farmaci anti-colesterolo Pcsk9, recentemente pubblicate in Gu da Aifa. Evidenze scientifiche dimostrano come il colesterolo Ldl sia causa delle patologie cardiovascolari, non un fattore di rischio, e come la sua riduzione, pertanto, rappresenti uno degli obiettivi principali per limitare eventi cardiovascolari quali l'infarto miocardico e contrastare la mortalità. Infatti, le linee guida della Società europea di cardiologia - ha concluso Indolfi - suggeriscono in prevenzione secondaria livelli di colesterolo Ldl inferiori a 55 mg/dl e, in alcuni pazienti particolarmente a rischio, livelli di Ldl-C ancora più bassi e inferiori a 40 mg/dl. Questi obiettivi così ambiziosi possono essere oggi raggiunti grazie agli inibitori della proteina Pcsk9, capaci di ridurre del 60% il livello di colesterolo Ldl, dimostrando un chiaro beneficio clinico nei pazienti con elevato rischio cardiovascolare. Un cambio di rotta, quello avviato per la prima volta in Italia rispetto ad altri Paesi europei, per la prevenzione secondaria delle malattie cardiovascolari”. Il paziente ad alto rischio cardiovascolare ha subìto uno o più eventi cardiovascolari ed è un paziente cronico che come tale va trattato. Sebbene sia spesso in terapia con farmaci orali come le statine ed ezetimibe, continua a registrare alti livelli di colesterolo Ldl. Per questo la sua gestione rappresenta oggi una delle principali complessità per i Sistemi sanitari nazionali, come evidenzia Giuseppe Di Tano, dell'Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri (Anmco): “Per una corretta e appropriata presa in carico e gestione dei pazienti con malattia cardiovascolare nota ad elevato rischio di eventi occorre mettere in campo diverse azioni, anche attraverso una più efficace sinergia tra cure primarie, ospedale e territorio. Il controllo dei fattori di rischio attraverso un intervento farmacologico incisivo e precoce, il monitoraggio costante delle condizioni cliniche, la sensibilizzazione del paziente, del suo ambito familiare-sociale e del caregiver sull'importanza dell'aderenza alla terapia e alle norme di stile di vita consigliate, sono elementi fondamentali in grado di contrastare il rischio di andare incontro a un nuovo episodio cardiovascolare". "Come nella prevenzione primaria, anche in quella secondaria è fondamentale promuovere l'engagement del paziente nel percorso di cura, così da favorire una maggiore proattività nella gestione della propria salute, in relazione con il Sistema sanitario. La mancata o inappropriata gestione dell'ipercolesterolemia porta, infatti, ad un peggioramento dello stato di salute e all'esposizione per il paziente ad un rischio di eventi elevato, con ripercussioni negative non solo sulla salute ma anche sul Ssn. Una condizione tanto silente quanto insidiosa come l'ipercolesterolemia va trattata in maniera incisiva e precoce. È per questo che va ‘aggredita' con un approccio ancora più energico rispetto a quanto fatto fino a ieri, così da garantire un efficace contenimento del rischio. Infine, la possibilità, come indicato dalle linee guida, di utilizzare un parametro oggettivo e facilmente ottenibile come la misurazione delle Ldl ematiche - conclude Di Tano - su cui modulare la terapia, mirando a raggiungere i livelli target richiesti, rappresenta una raccomandazione ineludibile a cui adeguarsi”.