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Inter in semifinale, il gol di Darmian elimina l'Atalanta
Ieri 31-01-23, 23:01

Inter in semifinale, il gol di Darmian elimina l'Atalanta

MILANO (ITALPRESS) – L'Inter vola in semifinale grazie alla vittoria casalinga per 1-0 ai danni dell'Atalanta. A decidere la sfida è una rete di Darmian nella ripresa, con l'ex Milan che trova un gol da attaccante vero sfruttando al meglio un assist di Martinez. Prosegue, dunque, la corsa dei detentori del trofeo che si giocheranno l'accesso alla finale contro la vincente del quarto di finale tra Juventus e Lazio. La prima chance è per i padroni di casa. Al 21′, Scalvini allontana male e manda Barella al tiro ma Musso blocca. Al 29′ si accendono le proteste degli uomini di Inzaghi per un tocco di mano in area di Toloi su tiro di Martinez sul quale nè arbitro nè Var intervengono. Al 38′ Djimsiti evita guai ai suoi intervenendo di testa in anticipo su un bel cross dalla destra di Dumfries diretto sulla testa di un Lukaku ben posizionato. Al 41′ Calhanoglu si mette in proprio e va al tiro con il mancino dal limite dell'area, con la palla che centra il palo alla sinistra di Musso. Allo scadere della prima frazione, Zapata si divora il possibile vantaggio per la Dea quando manda alto di testa a pochi passi da Onana, vanificando una pennellata dalla sinistra di Maehle. Le due squadre vanno al riposo senza reti. La prima chance della ripresa è per gli ospiti e arriva al 9′. Onana smanaccia male un cross dalla destra lasciando la palla a Maehle che spara alto da ottima posizione. Un errore imperdonabile che viene punito al 12′. Darmian, travestito da attaccante, viene servito in area da Martinez, si porta la palla sul mancino e calcia con un preciso diagonale che infila Musso sul palo lontano per l'1-0. Al 19′ prova a rispondere Boga, che si prepara il sinistro dal limite e va alla conclusione ma la sfera esce di poco a lato. I cambi di Gasperini non incidono e i padroni di casa controllano il resto del match senza eccessivi grattacapi. Il risultato non cambierà più fino al fischio finale. In semifinale, i nerazzurri se la vedranno contro la vincente di Juventus-Lazio.– foto LivePhotoSport – (ITALPRESS)
“Nessuna preoccupazione”. Giordano fuori dal coro sullo sciopero di Cospito
Ieri 31-01-23, 23:01

“Nessuna preoccupazione”. Giordano fuori dal coro sullo sciopero di Cospito

Tra i tanti che chiedono di rivedere le restrizioni per Alfredo Cospito, l'anarchico detenuto al 41-bis e trasferito dal carcere di Sassari a quello di Milano, non c'è certamente Mario Giordano. Il giornalista apre l'edizione del 31 gennaio di Fuori dal coro, il programma televisivo del martedì sera che conduce su Rete4, con un'analisi dello sciopero della fame del terrorista: “Mi sta proprio qua questa questione. Io mi preoccupo della salute di una bambina, mi preoccupo per la salute di quelli che finiscono al pronto soccorso, abbiate pazienza ma è più forte di me, non riesco a preoccuparmi per la salute del terrorista anarchico Cospito. Non riesco a preoccuparmi, sono tutti angosciati perché ha smesso di mangiare, ma se ha smesso di mangiare e ha scelto di non farlo pazienza. Questo è uno che ha gambizzato un dirigente di industria, ha messo una bomba davanti ad una scuola di carabinieri, ha passato una vita a teorizzare la violenza contro lo Stato. Adesso per protestare contro lo Stato che lo tiene al carcere duro, il famoso 41-bis, ha smesso di mangiare, pazienza. Ha - chiosa Giordano - smesso di mangiare e che non mangi, io non mi preoccupo. Mi preoccupo di altro, non di lui”.   "Non riesco a preoccuparmi per la salute del terrorista anarchico Cospito"@mariogiordano5 a #Fuoridalcoro pic.twitter.com/XWU3CjDNQX — Fuori dal coro (@fuoridalcorotv) January 31, 2023
Atalanta eliminata, Darmian regala all'Inter la semifinale
Ieri 31-01-23, 22:56

Atalanta eliminata, Darmian regala all'Inter la semifinale

L' Inter supera l'Atalanta 1-0 a San Siro nei quarti di finale di Coppa Italia e si qualifica per la semifinale dove affronterà la vincente tra Juventus e Lazio. A decidere la sfida la rete di Darmian. Per la sfida di San Siro, Gasperini punta sull'esperienza di Zapata, al suo fianco piazza Pasalic e Boga e manda in panchina le due sorprese di questo campionato, Lookman e Hojlund. Mentre per Inzaghi la grande novità é il ritorno di Lukaku da titolare in coppia con Lautaro; in difesa non convocato Skriniar, spazio a Darmian e Acerbi. L'Atalanta ci prova al 6' ma sul corner di Koopmeiners, il colpo di testa di Zapata termina a lato. L'Inter prende poi in mano il pallino del gioco. Al 21' Scalvini allontana male un cross di Acerbi e Barella conclude di potenza ma trova Musso pronto alla presa. I nerazzurri al 28' chiedono un calcio di rigore per un tocco di mano di Toloi sul tiro di Lautaro Martinez, ma Chiffi e il Var lascia giustamente continuare. Nel finale di primo tempo il protagonista è Calhanoglu che al 37' ci prova con un destro potente dalla distanza che termina di poco alta sopra la traversa, e al 40' il turco ci prova ancora dalla distanza, di sinistro con il pallone che si stampa sul palo. Nel finale di tempo l'Atalanta risponde ancora con Zapata ma il colpo di testa del colombiano finisce ancora alto.         A inizio ripresa è pericoloso Gosens con una conclusione che sfiora l'incrocio. Al 54' risponde la squadra di Gasperini con Maelhe: sul cross di Boga, Onana respinge male ma il danese calcia alto da ottima posizione. Passano tre minuti e al 57' l'Inter passa in vantaggio: Calhanoglu trova Lautaro Martinez al limite dell'area, tocco immediato per Darmian che controlla e di destro a incrociare batte Musso per l'1-0. L'Atalanta accusa il colpo e al 61' rischia di subire ancora ma il tiro potente di Mkhitaryan dal limite termina di poco al lato. Gli ospiti provano a reagire al 65' con Boga al tiro potente ma che termina a lato. Gasperini inserisce Lookman e Hojlund per cercare il pari. Girandola di cambi anche per Inzaghi che alla fine chiude tutti i varchi e si porta a casa la semifinale per la quarta volta consecutiva.
Caso Cospito, Donzelli accusa il Pd. In Aula scoppia il caos
Ieri 31-01-23, 22:27

Caso Cospito, Donzelli accusa il Pd. In Aula scoppia il caos

Le parole di Giovanni Donzelli squarciano il silenzio di Montecitorio. L'Aula della Camera sta esaminando gli emendamenti presentati alla proposta di legge per l'istituzione della commissione Antimafia: tutti i gruppi sono d'accordo, il provvedimento sarà approvato all'unanimità. Non serve stare all'erta, quindi. Il coordinatore nazionale di FdI, però, interviene a gamba tesa. Il suo discorso è scritto, la tesi sta lì, nero su bianco: «C'è una nuova strada che sta tentando la mafia per fare cedere lo Stato sul 41- bis, un nuovo personaggio, un influencer che sta utilizzando per questo strumento, ed è il terrorista Cospito che sta utilizzando la mafia in questo momento per far cedere lo Stato sul 41-bis», attacca. I deputati del Pd cominciano a rumoreggiare, ma Donzelli va avanti e argomenta le sue parole. Citando alcuni «documenti che sono presenti al Ministero della Giustizia», racconta di un colloquio andato in scena, nel penitenziario di Sassari, il 28 dicembre scorso tra Cospito e Francesco Presta, «killer di rara freddezza, uno che ha messo in proprio una 'ndrina». Il boss della 'ndrangheta, racconta il deputato FdI, avrebbe esortato l'anarchico ad andare avanti nella sua battaglia contro il 41 bis, con lo sciopero della fame, «sarebbe importante che la questione arrivasse a livello europeo e magari ci levassero l'ergastolo ostativo», le parole di Presta riportate da Donzelli. Non solo. Il deputato FdI, vicinissimo a Giorgia Meloni, racconta anche di un altro colloquio avvenuto sempre nel carcere di Sassari, ma il 12 gennaio scorso. L'anarchico trasferito ieri nel carcere di Opera, a causa delle sue condizioni di salute, parlava con Francesco Di Maio, del clan dei Casalesi. «Diceva il boss dei Casalesi: "pezzetto dopo pezzetto, si arriverà al risultato, che sarebbe l'abolizione del 41- bis". E poi dopo andava avanti e rispondeva Cospito: "dev'essere una lotta contro il regime 41-bis e contro l'ergastolo ostativo, non deve essere una lotta solo per me. Per me, noi al 41- bis siamo tutti ugualì», racconta Donzelli che poi piazza la stoccata: «Non è l'unico incontro che ha avuto Cospito. Il 12 gennaio 2023, mentre parlava con i mafiosi - scandisce - Cospito incontrava anche i parlamentari Serracchiani, Verini, Lai e Orlando, che andavano a incoraggiarlo nella battaglia. Allora, voglio sapere - è la sua conclusione - se questa sinistra sta dalla parte dello Stato o dei terroristi con la mafia. Lo vogliamo sapere in quest'Aula oggi». Partono automatici gli applausi dei colleghi di FdI, mentre dai banchi delle opposizioni si levano le prime obiezioni. Peppe Provenzano, dal Pd, invita Donzelli a vergognarsi. Protestano anche Avs e Azione-Iv, fino a quando il dem Federico Fornaro invoca l'art. 58 del regolamento che prevede, quando un deputato viene accusato «di fatti che ledano la sua onorabilità» che il presidente della Camera nomini una Commissione che «giudichi la fondatezza della accusa». Il Pd iscrive tutti i deputati a parlare. Tutti invocano le scuse di Donzelli e la situazione esplosa a Montecitorio arriva ai piani alti di Palazzo Chigi. Giorgia Meloni sente sia Donzelli che Foti, poi il deputato FdI, difeso anche dal suo capogruppo, conferma di non voler arretrare: «Non devo chiedere scusa su niente, non ho detto niente di sconveniente. Andrò ben volentieri dal giurì d'onore», taglia corto. «È il Pd che non ha preso una posizione chiara sul 41 bis, con tutti i rischi che questo comporta» è la linea condivisa anche con Palazzo Chigi. Tra i deputati della Lega qualcuno rumoreggia: «L'intervento di Donzelli è stato assolutamente fuori luogo»; «FdI è ottimo per fare opposizione», è lo sfogo raccolto da LaPresse. Una telefonata di Matteo Salvini al deputato FdI serve ad esprimere solidarietà e ribadire compattezza. Intanto la conferenza dei capigruppo convocata per dirimere la questione non basta a placare il braccio di ferro in atto. Il presidente della Camera Lorenzo Fontana parla direttamente con Donzelli e Foti ma non può far altro che prendere atto dell'indisponibilità di Donzelli al passo indietro. Nel frattempo il voto sulla commissione Antimafia è bloccato. Le opposizioni - anche il M5S dopo una prima fase nella quale si era limitato ad esprimere la propria posizione di intransigenza sul 41 bis - continuano l'attacco. Non c'è solo l'accusa rivolta ai dem che sono andati a Sassari. Per Pd, Azione-Iv, Avs e M5S Donzelli, rivelando le interlocuzioni tra l'anarchico e la 'ndrangheta, ha svelato informazioni riservate, avute magari in virtù del suo ruolo di vicepresidente del Copasir. «È gravissimo, lasci», tuona Maria Elena Boschi. Donzelli, però, sul punto si difende subito: «Non è possibile che abbia avuto quelle informazioni che ho citato dal Copasir perché per gli atti che si consultano fuori dalle sedute c'è un registro apposito su cui si firma quando si consultano, e io non ho mai consultato alcun documento del Copasir». I documenti citati, spiega, «sono depositati al Ministero della Giustizia, non secretati e consultabili da qualsiasi deputato. Sono stati consegnati dal Dap. Se mai avessi usato il Copasir per quegli atti, giustamente avrei dovuto dare le dimissioni e seguire le conseguenze penali di aver rivelato il segreto», assucura. Anche in questo caso, però, le opposizioni non ci stanno. «A me non risulta che esista una procedura che renda accessibili a tutti i deputati le intercettazioni all'interno del carcere», replica Andrea Orlando. L'ex ministro della Giustizia spiega che un parlamentare può fare richiesta di accesso agli atti e deve essere il Guardasigilli, con un provvedimento motivato, a dare l'ok. «In ogni caso - aggiunge - oggi Donzelli ha reso pubblico un fatto che cambia il quadro: una saldatura tra anarchici e ndranghetisti, venga in aula il ministro dell'Interno per dire se strategia contro gli anarchici è funzionale». Giovedì nell'aula della Camera Matteo Piantedosi svolgerà un'informativa urgente sul tema insieme a Carlo Nordio e Antonio Tajani e nella stessa giornata sarà il Copasir ad occuparsi del dossier anarchici. In aula è Fontana a sbloccare la situazione. «Non è compito del presidente della Camera entrare nel merito politico delle dichiarazioni rese in questa aula», premette, ammettendo poi come le dichiarazioni di Donzelli prima e delle opposizioni poi abbiano leso il principio del rispetto reciproco. Sarà quindi il Giurì d'onore, assicura, a dirimere la questione, spiega. Il Pd chiede chiarezza ma accetta di riprendere i lavori e nel giro di una decina di minuti tutti gli articoli della legge di istituzione della commissione antimafia vengono approvati all'unanimità. Adesso sarà la commissione nominata da Fontana a esaminare il dossier e, anche se non è previsto un voto sulle conclusioni alle quali arriverà, la battaglia è assicurata.
“È di destra”. Rissa Orlando-Travaglio sul 41-bis, pure Gruber è spiazzata
Ieri 31-01-23, 22:26

“È di destra”. Rissa Orlando-Travaglio sul 41-bis, pure Gruber è spiazzata

Scontro tra Marco Travaglio e Andrea Orlando. Nel corso dell'edizione del 31 gennaio di Otto e mezzo, programma televisivo di La7 che vede Lilli Gruber alla conduzione va in scena un acceso botta e risposta tra il direttore de Il Fatto Quotidiano e il deputato del Partito Democratico, che risponde alle accuse del giornalista sul 41-bis: “Tendo ad escludere che Matteo Messina Denaro faccia uno sciopero della fame di 100 giorni, nel caso credo che il tema della vita umana si ponga, è stato posto anche quando ci fu la morte in carcere di Bernardo Provenzano, si proseguì il 41-bis non senza dilemmi e non senza perplessità. Non mi meraviglia che Travaglio la pensi in questa maniera, perché c'è un'idea dell'esecuzione della pena che accomuna destre diverse, anche quando casualmente si sono trovate su fronti diversi”.    “Travaglio è di destra?” chiede sorpresa Gruber, con Orlando che non arretra: “Su questo sì, non me ne voglia, non credo che si offenderà. Il 41-bis è stato previsto su una specifica fattispecie, quella dei boss che ordinavano dal carcere cosa fare all'esterno. Oggi è difficile pensare che gli anarchici abbiano la stessa capacità dei mafiosi di dare direttive da dentro il carcere. Cospito ha dato indicazioni con articoli che gli hanno fatto pubblicare, forse si poteva intervenire con una censura. Io non chiedo che Cospito vada in un resort, io sto chiedendo di valutare se è lo strumento migliore”.   Le parole sulla destra fanno perdere le staffe a Travaglio, che risponde per le rime all'onorevole del Pd: “Travaglio vuole che le leggi siano fatte e vengano rispettate, lei fa le leggi e vuole che siano derogate. Lei è stato ministro della Giustizia in due governi, poteva togliere il 41-bis a tutti i terroristi e lasciarlo ai mafiosi, perché parla adesso?”. “Penso che ci troviamo in situazioni oggettivamente diverse. Mi pare che gli anarchici abbiano un'organizzazione diversa. Fare una domanda non vuol dire diventare amici dei mafiosi e dei terroristi”, tenta di giustificarsi Orlando.  
Orlando sceglie Schlein e dà addosso a Bonaccini. Lotta fratricida nel Pd
Ieri 31-01-23, 22:15

Orlando sceglie Schlein e dà addosso a Bonaccini. Lotta fratricida nel Pd

Andrea Orlando sostiene apertamente Elly Schlein per la corsa nelle primarie del Partito Democratico. L'ex ministro della Giustizia è ospite della puntata del 31 gennaio di Otto e mezzo, talk show di La7 condotto da Lilli Gruber, ed esce allo scoperto sulla sfida interna in casa dem: “Mi sono convinto progressivamente, ho visto kermesse che somigliavano troppo a quelle che ho già visto nel mio partito, con qualche incidente di percorso. Ho visto una vaga somiglianza alle Leopolde di Matteo Renzi, una stagione che deve essere superata. Più che i nomi era discutere dei temi, si è invece preferita fare la solita questione delle primarie. Sul chi rinnova di più la risposta è abbastanza elementare, Schlein è la proposta più nuova e quella che si può chiamare più fuori da quelle che sono le scelte contestate dagli stessi protagonisti di questa vicenda”.     “Chi vincerà tra Schlein e Stefano Bonaccini?” chiede Gruber all'onorevole, che replica dando i suoi pronostici: “Sostenendo la Schlein spero che vinca la Schlein. Vedo una risposta sorprendente in molte realtà, poi un mese è un periodo lungo, in cui si possono realizzare delle belle sorprese”. Viene poi fatto notare ad Orlando che appoggerebbe Schlein perché Bonaccini è contro le correnti, mentre la candidata al femminile sarebbe un po' succube del potere interno. Una considerazione che innervosisce il deputato: “Quando mi candidai alle primarie c'era solo una corrente (quella di Renzi, ndr) e noi rischiavamo di essere espulsi dal partito ma non mi ricordo che Bonaccini avesse mosso grandi obiezioni. Nel 2018 di decine e decine di parlamentari che si schierarono con me alle primarie ne furono ricandidati 6 o 7, quelle sono correnti forti…”.  
"Finora c'è riuscita". Meloni promossa anche da Cacciari
Ieri 31-01-23, 22:08

"Finora c'è riuscita". Meloni promossa anche da Cacciari

Governo Meloni, è già tempo di fare i primi bilanci. La trasmissione "Cartabianca" in onda su Rai3 il 31 gennaio ha preso in esame anche l'andamento e i risultati raggiunti finora dall'esecutivo guidato dalla leader di Fratelli d'Italia. In studio c'era anche il filosofo Massimo Cacciari che ha elogiato il premier per i successi raggiunti in politica estera. Tra i primi obiettivi di Meloni c'era quello di farsi accreditare agli occhi di Europa e Stati Uniti. E c'è riuscita in pieno, come ha detto Cacciari a Berlinguer. "I primi cento giorni di governo? - si è chiesto Massimo Cacciari parlando con Bianca Berlinguer - Meloni aveva il problema di farsi accogliere dall'Europa e dagli Stati Uniti. Mi pare che ci sia riuscita. I binari su cui si può muovere il governo sono abbastanza obbligati in un Paese con un debito pubblico altissimo".       Di diverso avviso Lerner che ha, invece, criticato il governo. "Finora Meloni ha usato molto la retromarcia - ha detto Lerner durante Cartabianca - L'incognita è se applicheranno i provvedimenti di destra identitaria, dai migranti al reddito di cittadinanza. Tutti provvedimenti che fanno piacere solo a una parte dell'elettorato".
Meloni “In 100 giorni di Governo misure per Stato più equo e giusto”
Ieri 31-01-23, 21:55

Meloni “In 100 giorni di Governo misure per Stato più equo e giusto”

ROMA (ITALPRESS) – “Potevamo fare di più? Si può sempre fare di più, si deve sempre fare di più e meglio, ma io sono soddisfatta del fatto che non sia passato neanche un giorno, sabato, domenica e feste comprese, senza avere tentato di dare almeno una risposta. Sempre dalla parte dell'Italia”. Lo ha detto Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, in un video girato in occasione dei cento giorni del Governo e intitolato “100 azioni in 100 giorni”. “A 100 giorni dall'insediamento del nuovo governo – ha affermato – abbiamo deciso di fare il punto sul nostro lavoro. Ci siamo chiesti se avessimo fatto almeno una cosa utile ogni giorno. Le abbiamo raccolte tutte ed erano di più”. Meloni ha ricordato quelle che considera le principali “cento azioni”. “Abbiamo impresso un cambio di passo dello Stato nel contrasto all'illegalità”, ha detto, elencando i provvedimenti. “Abbiamo cominciato a difendere i nostri confini dai trafficanti di esseri umani” e “proiettato l'Italia come nazione di nuovo protagonista a livello internazionale”, ha evidenziato. Poi le altre azioni del governo, tra cui l'aver “contribuito a difendere la sicurezza energetica italiana”, l'aver “stabilito il principio che chi non può lavorare deve avere assistenza ma chi può lavorare deve avere lavoro”. “Abbiamo rafforzato la solidarietà verso i più fragili”, ha aggiunto Meloni, entrando ancora nel dettaglio dei provvedimenti. La premier ha anche rivendicato di aver “dato una mano a difendere il diritto alla casa”, di aver “cominciato a costruire uno Stato più amico di chi produce”, “cominciato a contrastare l'evasione fiscale dove si annida davvero” e “voluto rafforzare l'attenzione dello Stato verso i malati e il mondo della disabilità”. “Abbiamo voluto – ha poi aggiunto – stabilire il principio che ogni cittadino, territorio e comune deve avere la stessa attenzione” e “abbiamo ribadito che l'Italia intende difendere le sue infrastrutture, il suo marchio, le sue eccellenze”. Sui giovani, Meloni ha spiegato che il governo ha “iniziato un importante lavoro per rendere più moderni i luoghi che frequentano i nostri studenti” e “ribadito il principio che uguaglianza e merito sono uno il presupposto dell'altro”. “Abbiamo avviato – ha detto – una revisione profonda per rendere lo Stato più snello, comprensibile ed efficiente” e “immediatamente messo in campo risposte per le vittime di eventi come valanghe o terremoti”, ha sottolineato. “Abbiamo – ha aggiunto – dato vita a un importante piano di sostegno a chi mette al mondo figli”. – foto: agenziafotogramma.it (ITALPRESS).
Fedez fa ironia su Emanuela Orlandi, Corona lo annienta con una citazione
Ieri 31-01-23, 21:48

Fedez fa ironia su Emanuela Orlandi, Corona lo annienta con una citazione

Mauro Corona, scrittore ed alpinista, è ospite come di consueto di #Cartabianca, il programma televisivo del martedì sera di Rai3 che vede Bianca Berlinguer alla conduzione, con cui ingaggia il solito botta e risposta iniziale. “Guardo il Festival di Sanremo per curiosità, per vedere se c'è qualche artista di talento, soprattutto per vedere come si pone. Mi piacciono i cantanti fuori dagli schemi. Ma se io facessi un contro festival a Erto, lei, Bianca, verrebbe qui a cantare?” il primo argomento affrontato da Corona, ironico nei confronti della giornalista.     Altra tematica toccata da Corona è quella della battuta, molto poco simpatica, del rapper Fedez su Emanuela Orlandi, ragazza scomparsa a Roma quasi 40 anni fa: “Non si scherza su certe cose, a volte penso che, prima di parlare, si dovrebbe rileggere ‘L'arte di tacere' dell'Abate Dinouart”. Una sentenza senza possibilità di appello da parte del marito di Chiara Ferragni.   #Corona: "La battuta di Fedez su Emanuela Orlandi? Non si scherza su certe cose, a volte penso che, prima di parlare, si dovrebbe rileggere “L'arte di tacere” dell'Abate Dinouart"#cartabianca pic.twitter.com/P3q4MV2AC0 — #cartabianca (@Cartabiancarai3) January 31, 2023
Meloni "Varati provvedimenti per uno Stato che sia più equo e giusto"
Ieri 31-01-23, 21:44

Meloni "Varati provvedimenti per uno Stato che sia più equo e giusto"

Meloni "Varati provvedimenti per uno Stato che sia più equo e giusto"
Meloni "In 100 giorni cambio di passo su contrasto all'illegalità"
Ieri 31-01-23, 21:28

Meloni "In 100 giorni cambio di passo su contrasto all'illegalità"

Meloni "In 100 giorni cambio di passo su contrasto all'illegalità"
"Non siamo l'Iran". Caso Cospito, Sansonetti contro il 41 bis
Ieri 31-01-23, 21:26

"Non siamo l'Iran". Caso Cospito, Sansonetti contro il 41 bis

Anarchici, Alfredo Cospito e 41 bis. Al tema caldo di queste ore è stata dedicata la puntata di "Stasera Italia" in onda il 31 gennaio su Rete4. Piero Sansonetti va controcorrente e critica il regime di 41 bis a cui è sottoposto Alfredo Cospito. Secondo Sansonetti il carcere duro viola l'articolo 27 della Costituzione.     A #StaseraItalia, @PieroSansonetti spiega perchè è contrario al 41 bis pic.twitter.com/czdBR2jqhm — Stasera Italia (@StaseraItalia) January 31, 2023     "Con alcune leggi speciali viene violato l'articolo 27 della Costituzione - attacca Sansonetti - C'è scritto che sono vietati i trattamenti inumani. E' sbagliato chiudere una persona in una cella senza contatti, senza televisione, senza libri, senza poter parlare con nessuno magari per venti o trent'anni. E' appena morto un signore che stava al 41 bis ormai da trent'anni ed è morto senza poter nemmeno salutare sua moglie che l'ha visto quando era già in coma. Ma a voi sembra normale? Ma lo sapete che esiste un protocollo internazionale che prende il nome da Mandela e che proibisce l'isolamento per più di 15 giorni? Ma per quale motivo un Paese tranquillo, pacifico, democratico e ricco come l'Italia deve ricorrere a queste leggi? Siamo l'Italia non siamo l'Iran, non siamo la Turchia e non c'è alcuna ragione per tenere Cospito al 41 bis".         
“Se domani sciopera Messina Denaro che fate?”. Pd umiliato da Travaglio
Ieri 31-01-23, 21:21

“Se domani sciopera Messina Denaro che fate?”. Pd umiliato da Travaglio

Marco Travaglio, direttore de Il Fatto Quotidiano, è ospite dell'edizione del 31 gennaio di Otto e mezzo, talk show serale di La7 condotto da Lilli Gruber, e dice la sua sulla polemica riguardante la bagarre politica sul 41-bis e sulle condizioni dell'anarchico Alfredo Cospito: “È l'ennesimo episodio di un dramma che la politica italiana riesce a trasformare in una farsa, in una caciara, nella quale si perdono i fondamentali di un caso drammatico, comunque la si pensi. Lui mette in gioco la sua vita per contestare una legge dello Stato, il 41-bis. Non per farlo levare a sé stesso, ma per abolirlo e farlo levare a tutti, il che rende perfettamente credibile che lo festeggiassero in carcere anche gli altri mafiosi al 41-bis come lui. Ho grande simpatia per l'idea dell'anarchia, che non c'entra niente con il terrorismo anarco-insurrezionalista, Cospito rivendica di essere un praticante della lotta armato, ha gambizzato un dirigente della Ansaldo, ha messo una bomba per fare una strage di allievi della scuola dei carabinieri, per fortuna non ci è riuscito. È il classico curriculum da 41-bis, non so chi altro dobbiamo mettere sigillato in carcere se non chi compie stragi”.     “Ma qual è il problema dell'onorevole Andrea Orlando che va a trovare Cospito in carcere?” interviene a gamba tesa Gruber nel discorso del suo ospite, che risponde così: “Secondo me il parlamentare ha il dovere di andare a verificare le condizioni di salute dei carcerati e quelle delle carceri. Non capisco che cosa voglia il Pd, ma non lo capisco da quando è nato il Pd, non solo sul caso Cospito, ma su tutto. Capisco quelli che si battono contro il 41-bis, capisco se il Pd presentasse una proposta di legge per togliere tutti i terroristi dal 41-bis e lasciarci i mafiosi. Capirei se ci fosse una posizione chiara, qui dicono che sta male. È - sottolinea Travaglio - un atto politico assolutamente rispettabile, ma non è che lo Stato lo deve accontentare perché fa lo sciopero della fame”.     “Domani - avverte prima di concludere Travaglio - Matteo Messina Denaro e gli altri boss possono iniziare l'ennesimo sciopero della fame, visto che ne hanno fatti tanti contro il 41-bis e non se li è mai filati nessuno giustamente. Ci mancherebbe che lo Stato cedesse adesso che fa lo sciopero della fame. Non sta male perché lo torturano, sta male perché rifiuta il cibo e lo rifiuterà anche se glielo togliessero a lui il 41-bis, lui lo vuole abolito. C'è una somma ipocrisia in coloro che vogliono il 41-bis, tranne che per Cospito, e nello stesso tempo dicono che Cospito sta male e non dobbiamo farne un martire. Domani sono pronti a dire che se Messina Denaro sciopera contro il 41-bis dobbiamo accontentarlo per non farne un martire? È un'ipocrisia che non si capisce”.  
Giarrusso subito trombato dal Pd: il caso del tesseramento che ha scosso i dem
Ieri 31-01-23, 21:15

Giarrusso subito trombato dal Pd: il caso del tesseramento che ha scosso i dem

Il Partito Democratico è pronto alla resa dei conti sul tesseramento, con un escluso eccellente. La soglia di galleggiamento è fissata a 200 mila tessere: al di sotto di questa asticella si potrebbe parlare di ‘flop' della campagna di tesseramento al Pd. Lo stop alle adesioni è scattato oggi alle 12,00, ma ci vorranno giorni perché dalle regioni arrivino tutti i dati. Non prima delle primarie, comunque. I pronostici, tuttavia, sembrano penalizzare i dem.      A parlare della situazione è Stefano Vaccari, deputato dem, intervistato dal sito dell'Ansa, che in particolare approfondisce la tematica legata a Dino Giarrusso, il cui intervento in appoggio a Stefano Bonaccini ha fatto tanto discutere: “Non può iscriversi chi risulta eletto in altri gruppi, e non solo dell'europarlamento, è l'articolo 15 sul tesseramento. Quindi non c'è nessun pericolo che Giarrusso prenda la tessera, lo dico anche ad Alessandro Gassmann. Luigi Di Maio e Vincenzo Spadafora? Non ho contezza di richieste in tal senso”. Evapora subito il tentativo di Giarrusso di aderire al Pd, che aspetta i dati definitivi per fare un bilancio sul tesseramento.  
"Adesso ci deve chiedere scusa". Bonaccini contro Donzelli
Ieri 31-01-23, 20:56

"Adesso ci deve chiedere scusa". Bonaccini contro Donzelli

Il caso Donzelli irrompe in Parlamento e in tutti i talk show televisivi. Non fa eccezione "Stasera Italia" che, nella puntata del 31 gennaio, ha affrontato il caso Cospito e lo scontro sulle parole pronunciate da Donzelli alla Camera dei deputati. Il presidente della Regione Emilia Romagna nonché candidato alla segreteria dem non usa mezze misure e chiede le scuse al deputato di Fratelli d'Italia.        Il presidente @sbonaccini sul caso Cospito: "Sono a favore del 41bis ma lo stato ha il dovere di non lasciare morire nessuno in carcere" #StaseraItalia pic.twitter.com/yTTJUmVNyj — Stasera Italia (@StaseraItalia) January 31, 2023     "Non si tratta di portare solidarietà -  dice Bonaccini in collegamento con Barbara Palombelli - Le parole di Donzelli sono vergognose. Accostare le parole terrorismo e mafia al Partito democratico è qualcosa che credo pretenda delle scuse. Che ritratti e si renda conto delle drammatiche parole che ha usato. Lo dice il presidente di una regione che ha vissuto la strage dell'Italicus e del 2 agosto. Abbiamo pagato un prezzo al terrorismo drammatico e indicibile. Ci vuole misura quando si usano parole così gravi e accuse così infamanti. Il Pd lotta contro le mafie e il terrorismo. E contro i terroristi bisogna usare una linea durissima. Io sono a favore del 41 bis ma lo Stato ha il dovere di non lasciar morire nessuno in carcere. Ma questa è un'altra questione".     
Basta con le intercettazioni sulla vita privata: il sondaggio è schiacciante
Ieri 31-01-23, 20:32

Basta con le intercettazioni sulla vita privata: il sondaggio è schiacciante

La questione intercettazioni tiene banco all'interno dell'opinione pubblica italiana. Ad occuparsi della questione è Swg, che ha realizzato sull'argomento un sondaggio per il Tg La7 condotto da Enrico Mentana. Secondo il 31% degli intervistati l'utilizzo delle intercettazioni nelle indagini della magistratura andrebbe esteso a tutti i reati, per il 28% va bene così com'è, per il 27% andrebbe limitato solo a reati di mafia e criminalità organizzata, con un 12% indeciso su cosa fare. Infine per un 2% degli intervistati andrebbero abolite del tutto.     Altra questione è quella della pubblicazione delle intercettazione sui media. Il 23% reputa che andrebbero vietate ogni tipo di pubblicazioni, il 54% pensa invece che vada vietata solo per le conversazioni che riguardano fatti privati non legati al presunto reato, con un 12% che vuole la pubblicazione consentita in ogni caso. Un'altra domanda posta da Swg è quella se l'intervistato ha mai avuto la certezza o il sospetto di essere stato intercettato almeno una volta nella vita. Il risultato è che tre italiani su dieci sospettano di essere stati intercettati almeno una volta nella vita. Il dato sale al 44% tra i 35 e i 44 anni, in particolare inoltre il 35% dei residenti al Sud risponde affermativamente al quesito.  
Attacchi anarchici, a Roma alzato il livello di sicurezza
Ieri 31-01-23, 20:12

Attacchi anarchici, a Roma alzato il livello di sicurezza

Attacchi degli anarchici, a Roma si alza il livello di sicurezza delle forze dell'ordine attorno ai luoghi ritenuti sensibili. Gli episodi dei giorni scorsi dimostrano che la situazione sta diventando di ora in ora sempre più delicata. Per questo le forze dell'ordine terranno ancora più presidiati i luoghi della Capitale che potrebbero diventare obiettivi delle proteste anarchiche.           Innalzata nella Capitale la sicurezza attorno a obiettivi e luoghi sensibili dopo le nuove mobilitazioni anarchiche in supporto di Alfredo Cospito che si svolgeranno nei prossimi giorni. Secondo quanto si apprende, sotto la lente degli investigatori del Nucleo Informativo dei carabinieri e dei poliziotti della Digos anche tutti i social e account di area anarchica dove vengono veicolati gli appuntamenti. Per sabato 4 febbraio è stato annunciato anche un corteo da Piazza Vittorio che, al momento, non è stato ancora autorizzato.
Ponte sullo Stretto, la data della prima pietra: la promessa di Salvini
Ieri 31-01-23, 20:04

Ponte sullo Stretto, la data della prima pietra: la promessa di Salvini

Matteo Salvini a tutto tondo a Porta a Porta. Il segretario della Lega è intervenuto nel corso della puntata del 31 gennaio del talk show televisivo di Rai1 condotto da Bruno Vespa e ha parlato in primis dell'operato del governo Meloni dopo 100 giorni di lavori: “Noi abbiamo deciso di sostenere il governo Draghi con compagni di viaggio difficili, come Pd e Movimento 5 Stelle, ed evidentemente la scelta di Meloni di stare all'opposzione ha pagato. Detto questo, Meloni in questi primi 100 giorni ha lavorato benissimo da premier, sono contento di quello che nel mio piccolo sono riuscito a fare come ministro e sono contento che i sondaggi stiano premiando la Lega. Ma io faccio il ministro e il mio compito è sbloccare opere pubbliche. Sono contento, da qualche settimana i sondaggi stanno premiando la Lega, è quella cresciuta di più”.     Salvini, guardando agli argomenti del suo ministero, fa una promessa per il Sud: “Fare il ponte sullo Stretto sarà più utile e conveniente che non farlo, per i siciliani che pagano ogni anno 6 miliardi di euro per la mancanza di collegamenti. Se tutto va come deve andare entro due anni potremo posare la prima pietra”. Poi un passaggio sulle autonomie: “Oggi ci sono già italiani di serie A e di serie B e l'autonomia non è in vigore. L'autonomia significa tagli agli sprechi e burocrazia e dà responsabilità a chi governa. Oggi l'Italia non dà a tutti le stese opportunità e quindi proviamo a scommettere su amministratori locali senza togliere niente e nessuno. L'autonomia conviene a tutti e nessuno perde un euro”.     Altra tematica toccata dal numero uno del Carroccio è quella delle elezioni regionali: “Tra 15 giorni votano 15 milioni di italiani e sono assolutamente fiducioso della conferma della Lega e del centrodestra in Lombardia che da 30 anni governano. E nel Lazio c'è tanta voglia di cambiamento, la situazione di decoro delle città, e non solo di Roma, e le liste di attesa in sanità meritano qualche cambiamenti. Le regionali - ha concluso Salvini - saranno anche un test di gradimento per quanto fatto dal governo in questi mesi”.
Papa “L'Africa sia protagonista del suo destino”
Ieri 31-01-23, 20:00

Papa “L'Africa sia protagonista del suo destino”

KINSHASA (CONGO) (ITALPRESS) – L'Africa “non è una miniera da sfruttare o un suolo da saccheggiare”. Lo ha detto Papa Francesco, a Kinshasa, aprendo la sua visita in Congo. Il Pontefice ha svolto il suo intervento nel giardino del Palais de la Nation dopo l'incontro con il presidente della Repubblica, Felix Tshisekedi. “Giù le mani dalla Repubblica Democratica del Congo, giù le mani dall'Africa. Basta soffocare l'Africa: non è una miniera da sfruttare o un suolo da saccheggiare – ha sottolineato il Papa -. Sia protagonista del suo destino. Il mondo faccia memoria dei disastri compiuti lungo i secoli a danno delle popolazioni locali e non dimentichi questo Paese e questo Continente. L'Africa, sorriso e speranza del mondo, conti di più: se ne parli maggiormente, abbia più peso e rappresentanza tra le Nazioni”.Francesco ha chiesto “una diplomazia dell'uomo per l'uomo, dei popoli per i popoli, che non dia spazio alle mire di espansione e all'aumento dei profitti, ma alle opportunità di crescita della gente”. “Guardando a questo popolo, si ha l'impressione che la Comunità internazionale si sia quasi rassegnata alla violenza che lo divora – ha sottolineato il Pontefice -. Non possiamo abituarci al sangue che in questo Paese scorre ormai da decenni, mietendo milioni di morti all'insaputa di tanti. Si conosca quanto qui accade. I processi di pace in corso, che incoraggio con tutte le forze, siano sostenuti coi fatti e gli impegni siano mantenuti”. – foto Agenziafotogramma.it – (ITALPRESS).
Donzelli, Nordio chiede la ricostruzione dei fatti. Poi informativa alla Camera
Ieri 31-01-23, 19:44

Donzelli, Nordio chiede la ricostruzione dei fatti. Poi informativa alla Camera

Le parole pronunciate alla Camera dal deputato di Fratelli d'Italia, Giovanni Donzelli, hanno scatenato un putiferio. Il deputato di FdI ha detto in Aula che lo scorso 12 gennaio Cospito, mentre parlava con i mafiosi, avrebbe incontrato anche i parlamentari Serracchiani, Verini, Lai e Orlando che andavano a incoraggiarlo nella sua battaglia contro il 41 bis le dichiarazioni di Donzelli hanno provocato un terremoto e si è registrato anche l'intervento del presidente della Camera Lorenzo Fontana e del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che ha già chiesto la ricostruzione dei fatti e ha annunciato una informativa urgente per mercoledì 1 febbraio alla Camera.         «Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha chiesto al capo di Gabinetto, Alberto Rizzo, di ricostruire con urgenza quanto accaduto in relazione alle circostanze riferite nell'assemblea parlamentare del 31 gennaio 2023 che riguarderebbero il regime speciale detentivo di cui all'art. 41 bis». È quanto si legge in una nota del ministero della Giustizia. Intanto mercoledì 1° febbraio alle 16, nell'aula della Camera dei deputati, si svolgerà «un'informativa urgente del governo sul caso Cospito». Lo ha annunciato in aula il presidente di turno Giorgio Mulè, in merito alle decisioni prese dalla conferenza dei capigruppo. A intervenire sarà proprio il ministro della Giustizia, Carlo Nordio
Llorente alla Roma e Pellegrini alla Lazio: dettagli e cifre degli acquisti
Ieri 31-01-23, 19:39

Llorente alla Roma e Pellegrini alla Lazio: dettagli e cifre degli acquisti

Il calciomercato della Roma e della Lazio si chiude con un acquisto a testa. La società giallorossa ha ufficializzato «l'acquisto dal Leeds United dello spagnolo Diego Llorente a titolo temporaneo fino al 30 giugno 2023, con diritto di opzione per il trasferimento a titolo definitivo». Tiago Pinto ha chiuso l'affare con un prestito gratuito, con 250mila euro di bonus in caso di qualificazione alla Champions League, con un diritto di riscatto fissato a 18m5 milioni di euro. Llorente, 29 anni, è cresciuto nel settore giovanile del Real Madrid e ha debuttato in prima squadra nel 2013, quando sulla panchina dei blancos sedeva José Mourinho. Prima dell'esperienza al Leeds United, ha indossato le maglie di Rayo Vallecano, Malaga e Real Sociedad. «Quando si è presentata l'opportunità di venire alla Roma non ci ho pensato due volte», ha dichiarato Llorente. «Essere qui rappresenta un grande passo in avanti per la mia carriera e voglio sfruttare questa occasione al massimo. Roma è bellissima, una città spettacolare, credo sia quasi impossibile trovare un posto migliore dove giocare a calcio. La Roma è in lotta su tutti i fronti per fare qualcosa di importante e io sono pronto a dare il mio contributo». Il nuovo calciatore giallorosso indosserà la maglia numero 14.   Colpo in extremis anche per la Lazio, che regala Luca Pellegrini a Maurizio Sarri. L'esterno di proprietà della Juventus ha trascorso i primi mesi della stagione in prestito all'Eintracht Francoforte, ma dopo una grande pressione e alcune rinunce economiche è riuscito a tornare in Italia, con il contratto con i biancocelesti firmato e depositato nell'ultima ora della finestra dei trasferimenti invernali. La Lazio prende il terzino sinistro in prestito gratuito, con un diritto di riscatto fissato a 15 milioni di euro. Grande sforzo della società biancoceleste, che ha chiuso l'operazione prima di cedere Mohamed Fares. 
Rampelli silenzia tutti sul “caso Donzelli”: smentita la teoria della vendetta
Ieri 31-01-23, 19:15

Rampelli silenzia tutti sul “caso Donzelli”: smentita la teoria della vendetta

Le parole di Giovanni Donzelli alla Camera hanno movimentato la giornata politica. «Vendetta contro Donzelli? Capisco la curiosità morbosa, ma davvero non c'è nulla. Ho solo interpretato alla lettera il regolamento…» ha chiuso così il caso in un'intervista all'Adnkronos il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli, finito al centro di alcune critiche per la gestione dell'Aula. Rampelli ha spento ogni polemica rispondendo a chi gli chiedeva perché non abbia censurato le parole del deputato di Più Europa Riccardo Magi, il quale oggi ha accusato Donzelli, esponente di Fratelli d'Italia proprio come Rampelli, di «analfabetismo istituzionale» per via delle affermazioni fatte dal parlamentare toscano durante il suo intervento sul caso di Alfredo Cospito.      Il gruppo di Fdi, del resto, aveva chiesto provvedimenti. A prendere la parola è stato Fabrizio Comba, del partito di Giorgia Meloni, il quale ha sollecitato il presidente di turno a redarguire Magi. Rampelli però ha spiegato che la presidenza «non ha ritenuto ingiuriosa l'affermazione di analfabetismo istituzionale» e ha invitato i parlamentari a proseguire il dibattito. Rampelli si è appellato al regolamento e ha respinto al mittente le accuse di chi ha parlato di piccola vendetta nei confronti di Donzelli, che proprio qualche giorno fa è stato nominato da Meloni nuovo commissario di Fdi a Roma al posto di Massimo Milani, molto vicino a Rampelli.  
"Putin non rispetta il trattato sul nucleare". Gli Usa lanciano l'allarme
Ieri 31-01-23, 19:14

"Putin non rispetta il trattato sul nucleare". Gli Usa lanciano l'allarme

Armi nucleari, muro contro muro tra Stati Uniti e Russia. L'amministrazione di Washington ha accusato il Cremlino di non rispettare il trattato "New Start" sulla proliferazione e il controllo delle armi nucleari. Gli Stati Uniti hanno accusato la Russia di non rispettare i suoi obblighi imposti dal trattato firmato nel 2010 sul controllo delle armi nucleari. Mosca, secondo Washington, non consentirebbe agli ispettori di visitare i suoi siti nucleari, come previsto dall'accordo.       Lo ha affermato un portavoce del Dipartimento di Stato americano, come riporta il Guardian. Il «rifiuto» della Russia di consentire le ispezioni «impedisce agli Stati Uniti di esercitare diritti importanti ai sensi del trattato e minaccia la fattibilità del controllo degli armamenti nucleari Usa-Russia», ha spiegato il portavoce. Il portavoce ha aggiunto che Mosca aveva un «percorso chiaro» per tornare alla conformità consentendo attività di ispezione e ha aggiunto che gli Stati Uniti rimangono pronti a lavorare con la Russia per attuare pienamente il trattato.
Fusa, pancia e coda, come comunicano i gatti
Ieri 31-01-23, 19:11

Fusa, pancia e coda, come comunicano i gatti

Fusa, pancia e coda, come comunicano i gatti