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Francia, oltre 2.500 fermi dopo le violenze. Macron: "Provo rabbia e vergogna. Da oggi nuo...
Oggi 19-10-26, 08:27
AGI - Dopo i disordini degli ultimi giorni, il ministro dell'Interno francese, Laurent Nunez, ha presentato le sue dimissioni al presidente Emmanuel Macron che le ha rifiutate. Lo ha reso noto l'Eliseo. In un comunicato, Macron ha ammesso che vi sono state "carenze nella preparazione e nell'attività di intelligence". E ha chiesto al ministro dell'Interno, Laurent Nunez, di "dispiegare al più presto sul territorio nuovi metodi d'azione contro i teppisti". Macron, dopo aver rifiutato le dimissioni offerte da Nunez, ha sollecitato il ministro ad agire con più forza. "Per porre fine ai fenomeni delle barricate e dei saccheggi, ha chiesto al ministro dell'Interno di mettere in atto il prima possibile nuove modalità d'azione sul campo per le forze di sicurezza interna nella lotta contro i rivoltosi", ha spiegato l'Eliseo. Ha anche "incaricato il ministro dell'Interno di adottare tutte le misure per garantire trasparenza sulle mancanze di prevenzione e intelligence che hanno portato alla violenza", ha proseguito la presidenza francese. Nunez sarà oggi a Marsiglia, dove secondo le autorità sabato 30.000 saccheggiatori hanno devastato diversi negozia della città. Intanto, si aggiorna il bilancio dei fermi: sono 350 le persone fermate a Parigi nei disordini di ieri e della notte, che si aggiungono alle quasi 2.400 persone sono state fermate" nel corso dei cortei di protesta contro il carovita in diverse città della Francia, da Parigi a Lione, da Lille a Marsiglia. Macron, "massima fermezza" Possibili divieti di raduno per proteggere città e negozi, fermezza contro i responsabili delle violenze e un confronto con giovani e parti sociali per rispondere alle rivendicazioni sul carovita e sul futuro degli studenti. È la linea annunciata dal presidente francese Emmanuel Macron in un discorso alla nazione tenuto ieri sera dopo le devastazioni durante la mobilitazione di ieri. "Saremo intransigenti. L'ascolto e il dialogo non significano ne' debolezza ne' impunità", ha avvertito, annunciando inoltre che oggi si recherà nei Paesi del Golfo per mettere in sicurezza gli approvvigionamenti energetici della Francia. "Guardando queste immagini, ci siamo tutti chiesti: che cosa hanno in testa? Come possono dei francesi fare questo alla Francia?", ha esordito Macron, citando l'incendio del municipio di Limoges e dell'ufficio del turismo di Lione, l'irruzione nel municipio di Marsiglia e l'attacco alla residenza del prefetto a Bordeaux. "Nulla lo giustifica. Nulla lo spiega. Nulla lo scusa", ha scandito. "Questa sera proviamo tutti rabbia e vergogna. Vedere le strade delle nostre città devastate in questo modo è insopportabile". Il capo dell'Eliseo - che ha parlato per otto minuti - ha espresso il sostegno della nazione alle forze dell'ordine, ai feriti e alle loro famiglie, ai sindaci e agli amministratori locali, oltre che ai commercianti, agli artigiani e agli operatori economici colpiti. "Alcuni hanno difeso da soli i propri negozi e le proprie vetrine di fronte ai delinquenti. Voglio dire loro che non saranno lasciati soli", ha assicurato. Oggi il primo ministro presiederà un'unità di crisi per mobilitare gli aiuti nel più breve tempo possibile
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