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Estero
Il direttore della Tour Eiffel si dimette dopo il caso delle dipendenti donne allontanate
Oggi 29-09-26, 16:46
AGI - La società che gestisce la Tour Eiffel (Sete) ha annunciato che il direttore, Patrick Branco Ruivo, lascerà l'incarico alla fine dell'anno, in seguito a una controversia riguardante l'allontanamento del personale femminile durante la visita di un gruppo religioso indù. Branco Ruivo, alla guida del celebre monumento parigino dal 2018, lascerà il suo posto a fine anno dopo che un'indagine interna ha rivelato come "carenze e disfunzioni operative" nell'organizzazione della visita abbiano portato all'allontanamento "inaccettabile" di alcune dipendenti. La richiesta choc del movimento spirituale indù Al centro della polemica, scoppiata a inizi settembre, c'è il Bochasanwasi Akshar Purushottam Swaminarayan Sanstha (Baps), movimento spirituale indù criticato da una parte della diaspora indiana per le sue posizioni considerate particolarmente conservatrici e nazionaliste. Gli esponenti del Baps hanno consacrato il loro primo grande tempio in Francia, a Bussy-Saint-Georges, vicino Parigi, presentandolo come un emblema della cultura indiana e dell'induismo. Il giorno precedente una sua delegazione aveva visitato la Tour Eiffel e il personale si è mobilitato, denunciando "consegne" ricevute che avevano portato all'esclusione delle dipendenti durante la visita, ed è stato ricevuto dalla direzione. Le proteste del personale della Tour Eiffel In un comunicato trasmesso al sindacato Cgt, il personale della Tour Eiffel ha denunciato "istruzioni professionali che hanno portato le lavoratrici a essere escluse, sostituite e rese invisibili a causa del loro sesso". Alcune dipendenti sono state invitate a lasciare la propria postazione e a ritirarsi in alcuni locali, in certi casi sostituite da uomini, e a tutte è stata data indicazione di non attraversare determinate zone durante la presenza della delegazione. I lavoratori hanno definito la situazione grave e contraria ai valori di uguaglianza e non discriminazione. La società che gestisce la Tour Eiffel (Sete) ha riconosciuto che la delegazione indù aveva chiesto di organizzare la visita limitando le interazioni con le donne, e ha ammesso che queste condizioni non avrebbero dovuto essere accettate, promettendo di trarne tutte le conseguenze. La Sete ha aggiunto di rammaricarsi profondamente per l'accaduto e di aver presentato le proprie scuse al personale e ai visitatori. La reazione della politica Il caso ha suscitato reazioni nel governo e tra i candidati alla presidenziale francese. La ministra per la Parità tra donne e uomini, Aurore Bergé, ha dichiarato che in Francia non si chiede alle donne di farsi da parte e che nessun dogma o religione è superiore alle leggi della Repubblica. Sulla stessa linea la candidata del Rassemblement National, Marine Le Pen, secondo cui la Francia non accetterà mai che la presenza delle donne venga limitata. L'ex premier Gabriel Attal ha affermato che in Francia nessuna cultura, credo o culto può dettare alle donne il proprio posto.
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