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Economia e Finanza
L'inflazione corre di nuovo e la Bce valuta un rialzo dei tassi
Oggi 01-09-26, 17:24
AGI - L'inflazione nell'Eurozona sale al livello massimo da tre anni e si attesta al 3,3% ad agosto 2026 su base annua, in aumento rispetto al 2,9% di luglio, trainata dall'aumento dei prezzi dell'energia legato al conflitto in corso da sei mesi in Medio Oriente. Uno scenario che pone la Bce di fronte a un bivio: restare ferma o procedere subito a un nuovo rialzo dei tassi già dalla riunione del Comitato di politica monetaria in programma il prossimo 10 settembre. Il meeting di luglio ha mantenuto i tassi invariati al 2,25%, dopo che a metà giugno il board aveva proceduto con un ritocco al rialzo dello 0,25%, il primo dopo tre anni. I tassi avevano segnato il loro massimo storico a ottobre 2023, quando il tasso di riferimento era salito al 4%, prima che iniziasse una serie progressiva di otto tagli. Dalle minute della riunione del 22 e 23 luglio scorsi è emerso che alcuni membri del Consiglio direttivo della Bce non si sarebbero opposti a un eventuale rialzo dei tassi già in quell'occasione, visto che i macro dati a disposizione già dopo il direttivo di giugno avevano confermato la necessità di un ulteriore inasprimento delle politiche monetarie. Drivers of the recent rise in inflation differ from those of the pandemic-era surge. This time the energy supply shock dominates, while demand and public policy stimulus have minor roles. Different drivers help explain why monetary policy responses differ https://t.co/Kstg283ePu pic.twitter.com/BzoMlde2gJ — European Central Bank (@ecb) September 1, 2026 Il peso dell'energia sull'inflazione I dati sull'inflazione di agosto, annota Moneyfarm, confermano il peso ancora rilevante dei prezzi dell'energia sulle prospettive dell'Eurozona. L'inflazione complessiva è tornata sopra il 3%, mentre la moderazione dell'inflazione core indica che le pressioni sui prezzi sottostanti non hanno seguito lo stesso andamento. "Per la Bce, la sfida sarà ora capire se il rincaro dell'energia rappresenti un fattore temporaneo o se possa tradursi in pressioni inflazionistiche più persistenti sull'economia nel suo complesso", spiega il Chief Investment Officer Richard Flax. Le attese degli analisti sulla Bce Più netta la posizione di Ulrike Kastens, Senior Economist di DWS: "Sebbene solo pochi membri della Bce si siano espressi pubblicamente sulle prospettive di politica monetaria nelle ultime settimane, continuiamo ad attenderci un rialzo del tasso sui depositi di 25 punti base, al 2,50%, la prossima settimana, poiché i rischi per le prospettive di inflazione restano orientati al rialzo". L'aggregatore Ecb Watch, dopo il dato sull'inflazione nell'eurozona, quota al 99% la possibilità di un rialzo dei tassi già a settembre e considera molto probabile un nuovo rialzo anche a ottobre. Anche la Fed sotto pressione L'inflazione è al centro dei pensieri anche della Fed. La scorsa settimana, nel suo intervento al simposio di Jackson Hole, il presidente Kevin Warsh ha avvertito che l'indice Pce, il preferito dalla banca centrale statunitense, resta "ancora troppo elevato". Gli analisti iniziano a valutare come più probabile un aumento dei tassi anche negli Usa, nonostante il presidente Donald Trump abbia scelto Warsh proprio con l'aspettativa che non avesse agito sulla leva dei tassi, punto sul quale l'inquilino della Casa Bianca si è ripetutamente scontrato con l'ex presidente della banca centrale Jerome Powell.
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