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L’Islanda prepara l’addio definitivo alla caccia alle balene
Oggi 10-09-26, 11:48
AGI - L'Islanda si prepara a chiudere definitivamente con la caccia commerciale alle balene. Il governo presenterà a febbraio un disegno di legge per vietarla in modo permanente, una svolta che, se approvata dal Parlamento, lascerebbe Norvegia e Giappone come gli unici Paesi al mondo a continuare questa attività su base commerciale. Lo ha annunciato il governo islandese. L'annuncio arriva mentre nelle acque islandesi è ancora in corso la stagione di caccia. Secondo i dati raccolti da Humane World for Animals e citati da Reuters, al 9 settembre sono state uccise 80 balenottere comuni su un limite massimo fissato quest'anno a 150 esemplari. La specie, principale obiettivo dell'industria baleniera islandese, è classificata come vulnerabile dall'International Union for Conservation of Nature. Il ritorno della caccia nel 2026 Il 2026 ha segnato anche il ritorno delle navi baleniere islandesi dopo due anni senza catture. Come ricorda RÚV, il servizio pubblico islandese, Hvalur 8 e Hvalur 9, le due imbarcazioni della Hvalur hf., unica società ancora attiva nel settore, sono tornate in mare a giugno. Nel 2024 e nel 2025 non era stata catturata alcuna balena, nonostante alla fine del 2024 l'allora governo avesse concesso una licenza valida per cinque anni. Anche raggiungere il tetto previsto per questa stagione appare ormai difficile. Dei 150 animali previsti dalla quota complessiva, 116 possono essere cacciati nelle acque occidentali e 34 in quelle orientali. Secondo Vísir, raggiungere le zone a est è però poco conveniente a causa della distanza dalla stazione di lavorazione di Hvalfjörður. Le polemiche sul benessere animale Il progetto di un divieto permanente non nasce soltanto dalla riduzione del mercato o dal calo dell'attività. Negli ultimi anni la caccia alle balene è diventata uno dei temi ambientali più controversi del Paese, soprattutto per le modalità con cui vengono uccisi gli animali. Nel 2023 il governo sospese temporaneamente la stagione dopo che MAST, l'autorità islandese per la sicurezza alimentare e veterinaria, aveva concluso che le modalità di caccia non rispettavano pienamente gli obiettivi della legge sul benessere animale. RÚV, il servizio pubblico radiotelevisivo islandese, riferì allora che in circa un quarto dei casi esaminati era stato necessario colpire le balene più di una volta. Uno degli episodi più discussi riguardò proprio Hvalur 8. Sempre secondo RÚV, nel settembre di quell'anno una balenottera comune, colpita inizialmente fuori dalla zona prevista, non morì subito e il secondo colpo arrivò quasi mezz'ora dopo. MAST considerò l'accaduto una grave violazione delle norme sul benessere animale e sospese temporaneamente la licenza dell'imbarcazione fino all'adozione di misure correttive. La svolta del governo e le resistenze politiche Il tema è tornato sul tavolo del governo quest'anno. Già in primavera la ministra delle Attività produttive, Hanna Katrín Friðriksson, aveva definito l'attuale legislazione sulla caccia alle balene ormai superata, annunciando l'intenzione di modificarla. RÚV riferiva allora che la ministra aveva escluso la possibilità di fermare semplicemente la stagione 2026, sottolineando la necessità di una base giuridica solida alla luce delle autorizzazioni pluriennali già concesse. Il governo ha ora scelto una strada più nettache potrebbe portare a un divieto permanente. La questione, tuttavia, resta politicamente più complessa di quanto possa sembrare. Il governo dispone della maggioranza parlamentare, ma all'interno della politica islandese la caccia conserva ancora sostenitori. In un confronto organizzato da Vísir il 3 settembre con esponenti dei partiti presenti in Parlamento, nessuno dei partecipanti si era dichiarato apertamente contrario alla pratica e alcuni avevano difeso la possibilità di proseguirla se considerata sostenibile. Le conseguenze internazionali La decisione islandese avrebbe infine conseguenze soprattutto simboliche sul piano internazionale. La Commissione baleniera internazionale ha introdotto nel 1986 una moratoria sulla caccia commerciale. La Norvegia l'ha ripresa nel 1993 e l'Islanda nel 2006, mentre il Giappone ha lasciato la Commissione nel 2019 tornando alla caccia commerciale nelle proprie acque territoriali e nella zona economica esclusiva. Secondo l'elenco delle catture della International Whaling Commission citato ancora da Reuters, negli ultimi anni sono stati questi tre Paesi a continuare la caccia commerciale alle balene. La moratoria non riguarda invece alcune forme di caccia di sussistenza praticate dalle popolazioni indigene, ad esempio in Groenlandia e Alaska, dove i prodotti derivati dalle balene mantengono un'importanza alimentare e culturale. Se il Parlamento di Reykjavik approverà il disegno di legge annunciato dal governo, la stagione attualmente in corso potrebbe quindi essere una delle ultime della lunga storia della caccia commerciale alle balene in Islanda. Una storia che sembrava essere ripartita soltanto pochi mesi fa, dopo due anni di stop, e che ora il governo vuole chiudere definitivamente.
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