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Estero
Mistero a Westminster Abbey: svelata l'identità del corpo nel sarcofago romano
Oggi 21-10-26, 12:35
AGI - Nei pressi dell'abbazia di Westminster Abbey, un sarcofago romano rinvenuto oltre 150 anni fa, ha ospitato per decenni i resti di un uomo, probabilmente un abate, o un monaco medievale di alto rango, per poi essere ridestinato a qualcun altro. A ipotizzare l'identita' iniziale del defunto uno studio, pubblicato sul Journal of the British Archaeological Association, condotto dagli scienziati dello Scottish Universities Environmental Research Centre. Il team, guidato da Warwick Rodwell, ha analizzato le spoglie, e il sarcofago, rinvenuto nel 1869. L'iscrizione romana e il mistero della croce latina Il sepolcro, riportano gli autori, era stato portato alla luce nel 1869. Il sarcofago riportava un'iscrizione dedicata a Valerius Amandinus, un facoltoso abitante della Britannia vissuto tra il 300 e il 400 d.C. Un elemento aveva pero' sempre incuriosito gli archeologi: sul coperchio era stata scolpita una grande croce latina, risalente a circa il X o XI secolo, molti secoli dopo la realizzazione del sarcofago. Il contenitore romano era quindi stato probabilmente riutilizzato per una sepoltura medievale. Le ipotesi sugli abati Aelfwig e Wuknoth La datazione al radiocarbonio di un campione osseo ha collocato la morte dell'uomo tra il 987 e il 1052 d.C., confermando che il sarcofago fu riutilizzato in epoca anglosassone. I ricercatori sostengono che lo scheletro iniziale appartenesse a Aelfwig, abate di Westminster morto intorno al 1020, oppure al suo successore Wulnoth, morto nel 1049. Aelfwig, sottolineano i ricercatori, era gia' monaco a Westminster prima di diventare abate. L'analisi dei resti, condotta nel 2025, ha contribuito a chiarire che l'uomo aveva tra 35 e 49 anni al momento del decesso, e un'altezza di circa 1,75 metri. Questi dati sono compatibili con un uomo appartenente ai ceti elevati dell'epoca. I dettagli della sepoltura Allo stesso tempo, all'interno del sarcofago e' stata individuata una traccia rettangolare lasciata dalla calce, probabilmente l'impronta di una bara di legno ormai completamente decomposta. Il sarcofago romano sarebbe quindi stato riutilizzato, mentre il suo coperchio sarebbe stato modificato aggiungendo la croce cristiana. Le analisi non permettono ancora di identificare con certezza il defunto. Tuttavia, concludono gli autori, i dati ottenuti restringono notevolmente il campo e offrono una nuova lettura di una sepoltura che testimonia il riuso di un manufatto romano nella Westminster medievale.
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