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Cultura e Spettacolo
Moglie di Matteotti ma non solo. Esce la biografia di Velia Titta, "Una vita piegata dalla storia"
Oggi 30-09-26, 08:53
AGI - Ci sono figure che la storia conserva in una luce riflessa. Il loro nome rimane, ma quasi sempre accanto a quello di qualcun altro, più noto e più ingombrante. È il caso di Velia Titta, per decenni consegnata alla memoria soprattutto come "la moglie di Giacomo Matteotti". Con "Velia Titta in Matteotti. 1890-1938. Una vita piegata dalla storia" (edito da Rubbettino), Alberto Aghemo, presidente della Fondazione Matteotti, prova a sottrarla al ruolo, tanto naturale quanto riduttivo, di vedova del martire antifascista e a restituirle una biografia propria. Una biografia oltre il ruolo di vedova È questa, in fondo, la ragione più profonda del libro. Non raccontare ancora una volta Matteotti attraverso la sua famiglia, ma raccontare Velia Titta attraverso se stessa: la sua formazione, la sua sensibilità letteraria, il rapporto con il marito, la maternità, la tragedia del 10 giugno 1924 e, soprattutto, i dodici anni che seguirono all'assassinio, quando la sua vita fu progressivamente trasformata dalla storia in una lunga esperienza di solitudine. Una vita piegata dalla storia Il sottotitolo, "Una vita piegata dalla storia", è particolarmente significativo. Velia non viene presentata soltanto come una vittima degli avvenimenti, ma come una persona che continua a pensare, scrivere, ricordare, scegliere e cercare una propria forma di resistenza dentro circostanze che sembrano averle tolto ogni possibilità di normalità. Aghemo costruisce la biografia intrecciando la vicenda personale con il contesto politico e culturale dell'Italia dei primi decenni del Novecento. L'intellettuale e la scrittrice Ne emerge il ritratto di un'intellettuale che scrive poesie e narrativa e che partecipa, con attenzione e sensibilità, alla vita culturale del proprio tempo. La parte finale del volume consente di lasciare spazio direttamente alla voce di Velia: vi compaiono poesie giovanili, lettere a Giacomo Matteotti, pagine del romanzo "L'idolatra" e alcune corrispondenze con figure come Gaetano Salvemini e Filippo Turati.
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