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Oggi il Consiglio europeo, sul tavolo i dossier su energia, bilancio Ue e Ucraina
Oggi 15-10-26, 04:45
AGI - Tanti temi pesanti sul tavolo e poche decisioni. Questo potrebbe essere, in sintesi, il quadro entro il quale oggi prenderà il via il Consiglio europeo di Bruxelles. Nella due giorni di riunioni, durante la quale i capi di Stato e di governo saranno chiamati ad affrontare temi urgenti e dossier più consolidati, la diplomazia non vede all'orizzonte "grandi decisioni". Il programma dei lavori Il programma di lavoro resta comunque serrato. Si inizia alle 10 con la relazione della presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, per poi passare ai prezzi dell'energia, agli squilibri macroeconomici e al prossimo bilancio Ue, fino ad arrivare alla cena dedicata all'allargamento e alle riforme interne. La seconda giornata sarà invece segnata dalla presenza del presidente ucraino Volodymyr Zelensky e dalla discussione su come continuare a sostenere Kiev. A seguire si parlerà di difesa, sicurezza e situazione in Medio Oriente. Durante il pranzo di venerdì, che chiuderà il Consiglio europeo, i leader affronteranno il tema della migrazione alla luce degli ultimi sviluppi a Ceuta, quando a fine luglio 80mila marocchini hanno sfondato la frontiera dell'enclave spagnola senza alcun tipo di blocco. Il nodo del bilancio europeo Tra i dossier più impegnativi, e su cui i Paesi si presentano maggiormente divisi, c'è quello relativo al prossimo bilancio europeo, a cinque giorni dalla presentazione della nego-box irlandese. Le posizioni dei due blocchi, i cosiddetti "frugali" e gli "Amici della Coesione", appaiono cristallizzate e l'orizzonte di un "accordo entro fine anno", tanto auspicato dal presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, sembra affievolirsi sempre di più. Tra i punti centrali figura l'individuazione di nuove risorse proprie, quantificate dalla Commissione in 450 miliardi di euro, che dovrebbero però essere operative già nel 2028. Energia e richiesta di flessibilità L'altro dossier caldo riguarda i prezzi dell'energia, che continuano a preoccupare i governi europei. È probabile che in questa sessione l'Italia porti al tavolo dei leader la richiesta di una maggiore flessibilità, alla luce dell'impatto dell'inflazione. Nella bozza delle conclusioni si legge che gli Stati membri chiederanno alla Commissione di formulare una serie di proposte che tengano conto, nell'ambito del negoziato sulla revisione del sistema Ets, della necessità di salvaguardare la tenuta dell'industria europea. La sfida della concorrenza cinese Sullo sfondo resta la Cina e l'accordo raggiunto dal commissario al Commercio Maros Sefcovic sul tetto alle importazioni di auto ibride. Di fronte a un deficit commerciale che ha raggiunto la cifra record di un miliardo di euro al giorno (in Italia il deficit con la Cina è pari a 46,3 miliardi l'anno, con un incremento del 67% negli ultimi due anni), l'auspicio degli Stati membri resta quello che intese analoghe siano raggiunte in tutti i settori a tutela delle produzioni europee. Il sostegno all'Ucraina Passando ai dossier di politica estera, dopo l'accordo Usa-Russia sul rilascio del diesel, ritenuto dai Ventisette un "ostacolo" alle sanzioni europee, torna centrale capire come e con quali strumenti garantire il sostegno finanziario all'Ucraina in mancanza di altri partner. Tornano così sul tavolo anche le ipotesi di utilizzo dei beni russi congelati, ma congelato resta anche il veto del Belgio al loro impiego. Fonti diplomatiche parlano di una "forma di cautela" e ritengono improbabili passi in avanti in questa fase. L'ipotesi di un mediatore europeo Si potrebbe inoltre tornare a parlare della necessità di un mediatore europeo nella fase dei negoziati di pace, proprio su richiesta del presidente ucraino. Al momento non circolano ipotesi di nomi; è più probabile che si inizi a ragionare sull'identikit della figura da individuare. La posizione di Giorgia Meloni La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nelle comunicazioni rese ieri al Senato, ha ribadito: "Continuo a chiedere che i Ventisette individuino una figura autorevole, con il mandato di tutti, capace di portare al tavolo la voce dell'Europa. E se su un nome non si trova convergenza, siamo pronti anche a valutare soluzioni diverse. Se ad esempio Francia, Germania e Gran Bretagna, nel famoso formato E3, ritengono di poter fare da sole meglio di quanto potremmo fare tutti insieme, almeno lo facciano a nome di tutti e con un mandato ufficiale dato da tutti". Visti ai cittadini russi e nuove restrizioni In questo ambito verrà discussa anche la proposta di alcuni Stati di vietare i visti turistici ai cittadini russi e introdurre un ban per gli ex combattenti. Una posizione che continua però a dividere le capitali e che, secondo alcune fonti, richiederà ulteriori valutazioni tecniche oltre che politiche. I vertici paralleli della premier La premier Meloni sarà inoltre protagonista di due riunioni a margine del Consiglio: quella sulla migrazione, che coinvolge 19 Paesi; quella sulla Coesione. Un vertice per misurare gli equilibri europei Tanti i dossier sul tavolo dei leader. Se su alcuni il consenso appare già a portata di mano, su altri il Consiglio europeo servirà soprattutto a fotografare gli equilibri tra le capitali, lasciando le scelte più difficili ai negoziati dei prossimi mesi.
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