s
Tutte le prime pagine di oggi su Giornalone.it
Estero
Onu, il Pacifico ribolle. Arriva un "super El Nino"
Oggi 03-09-26, 11:28
AGI - Il mondo è entrato in una "zona di pericolo" determinata da un aumento senza precedenti degli eventi meteorologici estremi. È il duro monito lanciato dal segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, dopo la diffusione degli ultimi dati da parte dell'Organizzazione meteorologica mondiale (WMO). Secondo l'agenzia delle Nazioni Unite, gli effetti di questo fenomeno potrebbero rivelarsi i più intensi degli ultimi 70 anni e prolungarsi almeno fino al febbraio 2027. "El Niño si sta ingigantendo sotto i nostri occhi. La scienza non lascia spazio a dubbi: il pianeta si trova in acque inesplorate, e quelle acque si stanno riscaldando", ha dichiarato Guterres. Che cos'è El Niño e perché fa salire le temperature estreme El Niño è un fenomeno meteorologico naturale che si sviluppa nell'Oceano Pacifico: legato a un cambio nei regimi dei venti, permette alle acque calde di spostarsi verso est, liberando un'enorme quantità di calore nell'atmosfera. Modificando i modelli meteo a livello globale, spinge alcune regioni verso la siccità devastante e altre verso tifoni e inondazioni. Questo riscaldamento si somma inevitabilmente ai cambiamenti climatici di origine antropica. Nelle ultime settimane, nell'area centrale e orientale del Pacifico tropicale, le temperature della superficie del mare sono state di oltre 2 gradi superiori alla media, con proiezioni che indicano picchi vicini ai +4°C. La segretaria generale della WMO, Celeste Saulo, ha avvertito che "El Niño ha il potenziale per assestare un colpo enorme alle comunità e alle economie di tutto il mondo". Anomalie termiche preoccupanti sono registrate anche nell'Oceano Indiano, nell'Atlantico tropicale e lungo le coste dell'Australia, dove i sistemi marini rischiano grave inedia per la fauna e morie di pesci. Le conseguenze mondiali tra siccità, tifoni e inondazioni L'impatto sul clima globale si sta già manifestando con una spaccatura netta tra diverse aree del pianeta. Da un lato, condizioni molto più secche della norma colpiranno il Sud-Est asiatico, l'America Centrale e le regioni settentrionali del Sud America, aumentando vertiginosamente il rischio di siccità e incendi boschivi. In Indonesia, ad esempio, sono già bruciati oltre 107.000 ettari di territorio, mentre nel Canale di Panama il transito navale è stato ridotto di oltre il 10% per la mancanza di piogge. Sul fronte opposto, diverse regioni dovranno fare i conti con un forte aumento del rischio di inondazioni e tifoni. In Cina si prevede l'arrivo di ben sette tifoni lungo le coste, dopo i devastanti passaggi di Bavi, Noul, Maysak e Dolphin, che hanno già provocato vittime e costretto oltre un milione di persone all'evacuazione. Parallelamente, piogge ben superiori alla media sono previste in Africa orientale, nel Brasile meridionale e negli Stati Uniti meridionali. Sebbene la WMO preveda cambiamenti drastici nella distribuzione delle precipitazioni già nei prossimi mesi, le ripercussioni sul clima e sull'economia globale sono destinate a farsi sentire per buona parte del 2027.
CONTINUA A LEGGERE
5
0
0
