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Cronaca
Scontri ai cortei e appelli (nelle chat) alla violenza, 60 perquisizioni in 23 città
Oggi 31-10-26, 12:24
AGI - A meno di 24 ore dai cortei contro il carovita e dalle tensioni tra manifestanti e forze dell’ordine scattano 60 perquisizioni in 23 città. In azione Digos e polizia postale: sono stati perquisiti attivisti che "nelle chat e nelle piattaforme social avevano incitato a compiere violenze nelle recenti mobilitazioni". Lo rende noto la Polizia di Stato. “Undici poliziotti e due carabinieri” sono stati feriti, dice il sindacato di Polizia Coisp comunicando il bilancio delle manifestazioni di ieri in occasione dello sciopero generale proclamato dal sindacato Usb. Intanto a Bologna dove era stata 'occupata' la tangenziale (ma non ci sono stati scontri) sono stati identificate circa 300 persone. Lo fa sapere la Questura felsinea aggiungendo che è stato anche eseguito un fermo preventivo, "in applicazione della recente normativa in materia di prevenzione e sicurezza pubblica". Coisp: "Dopo i cortei undici feriti tra le forze dell'ordine" “Undici poliziotti e due carabinieri feriti, di cui un poliziotto con una frattura scomposta alla mano che dovrà essere sottoposto a intervento chirurgico: è il bilancio finale delle manifestazioni di ieri. Ancora una volta il prezzo della violenza nelle piazze lo hanno pagato le divise”, dichiara in una nota Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di Polizia Coisp. “Secondo i nostri dati – spiega Pianese – sono sei i poliziotti feriti a Mestre, quattro a Vicenza e uno a Torino, dove sono rimasti contusi anche due carabinieri. A Mestre, in particolare, un collega del Reparto Mobile di Padova ha riportato la frattura scomposta della mano con trenta giorni di prognosi e necessita di essere operato nei prossimi giorni. Da questo quadro emerge una modalità ormai ricorrente: le frange violente si separano dai cortei e si muovono in piccoli gruppi moltiplicando i punti di pressione per sfiancare i dispositivi di sicurezza". "L’obiettivo dichiarato è cercare lo scontro e forzare i blocchi per raggiungere i palazzi delle istituzioni, come si è visto a Roma con il tentativo di marciare verso il Parlamento e a Torino contro la Prefettura. I dispositivi hanno tenuto solo grazie all’equilibrio e alla professionalità delle forze dell’ordine impiegate in tutta Italia, che hanno respinto i tentativi di sfondamento e tutelato i manifestanti pacifici. Il nostro auspicio, ora, è che tutti i responsabili di questi attacchi vengano individuati e puniti senza sconti”. In migliaia in piazza tra manifestazioni pacifiche e scontri Il venerdì di proteste in tutta Italia ha toccato 70 città segnando una massiccia mobilitazione. La giornata di rabbia e rivendicazioni ha visto sfilare in strada decine di migliaia di lavoratori, studenti, pensionati e pure tante mamme. Tutti in strada contro il carovita e per dire “no al riarmo”. Non sono mancati tuttavia i disordini. A Roma, Torino, Mestre e Vicenza ci sono stati scontri tra manifestanti e forze dell’ordine. Massima tensione nella Capitale davanti al Colosseo e a Testaccio dove gli attivisti hanno tentato di forzare il cordone di polizia con l’intenzione raggiungere Montecitorio. Sassaiole contro le forze dell’ordine e idranti in azioni per disperdere i violenti. Tafferugli anche a Torino dove durante il corteo è stato scaricato letame davanti alla sede del Comune. “Tutti i dispositivi messi in campo si sono distinti per equilibrio ed efficacia, qualità che hanno permesso di tutelare un diritto fondamentale dei cittadini, quello di manifestare pacificamente, nonostante il tentativo di alcuni soggetti di provocare disordini e violenze", le parole del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.
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