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Ucraina, è scaduta la tregua a Oleshky. Zelensky: "Pronto a incontrare Putin in Turchia"
Oggi 01-11-26, 22:39
AGI - Il cessate il fuoco in vigore da martedì scorso e localizzato attorno a Oleshky, città nel sud dell'Ucraina sotto occupazione russa, è terminato alle 22:59 ora locale (21:59 in Italia) di domenica 1 novembre, dopo diversi giorni di tregua che hanno consentito l'evacuazione degli abitanti. "Durante questo periodo, le parti hanno rispettato i propri impegni. Ciò ha reso possibile consegnare aiuti umanitari a Oleshky e aiutare i civili che desideravano lasciare la città in tutta sicurezza", ha dichiarato su Telegram il mediatore ucraino per i diritti umani, Dmytro Lubinets, aggiungendo che sta lavorando con la sua omologa russa, Yana Lantratova, a nuove "iniziative umanitarie". La tregua a Oleshky è stata la più lunga mai rispettata da entrambe le parti dall'inizio dell'invasione russa nel 2022. E ora si teme su quello che potrà accadere. Fonti ucraine sentite dall'Afp non hanno nascosto la preoccupazione che i combattimenti riprendano ancora più duri di prima. Le forze russe, posizionate sull'altra sponda del fiume Dnipro, avrebbero approfittato della calma degli ultimi giorni per radunare nuove truppe, trasportare scorte di munizioni e raccogliere informazioni sulle posizioni ucraine con droni di sorveglianza. Pare difficile dunque che sia raccolto l'appello rivolto oggi alle parti dal Papa. "La collaborazione che ha reso possibile questo doveroso gesto di umanità faccia crescere la volontà di dialogo e porti a nuove iniziative concrete di pace", ha auspicato Leone XIV. Era stato proprio il Pontefice a muoversi per primo per Oleshky, con telefonate al presidente russo Vladimir Putin e all'ucraino Volodymyr Zelensky. Poi è seguito l'impegno della first lady americana, Melania Trump. In Ucraina si teme il peggio dopo lo stop della tregua a Oleshky La cittadina un tempo ucraina è sotto controllo russo dal novembre del 2022, quanto le truppe di Mosca si ritirarono da Kherson ma non dallo strategico avamposto e ora linea del fronte sulla riva sinistra del fiume Dnipro. E non è stata l'unica sciagura che si è abbattuta su Oleshky, 24mila abitanti prima della guerra e poco più di duemila ora. Il centro abitato fu in gran parte sommerso dalle acque della diga Nova Kakhovka distrutta il 6 giugno del 2023. Da allora i beni di prima necessità sono iniziati a scarseggiare sempre di più, con l'unica via di accesso e rifornimento minata e sotto costante attacco di droni. Fino alla crisi deflagrata nelle ultime settimane. Gli aiuti umanitari Dopo le pressioni del Papa e di Melania Trump, è arrivato l'accordo su una sospensione temporanea delle ostilità, che ha retto oltre ogni pronostico. Giovedì mattina è giunto a Oleshky un convoglio con la commissaria russa per gli affari umanitari Yana Lantratova e il suo omologo ucraino Dmytro Lubinets. Terminata la distribuzione dei preziosi aiuti, sotto l'occhio delle telecamere della tv americana Newsmax per volere di Melania, il corteo di 25 autobus e nove ambulanze con gli sfollati è ripartito. I negoziati arrancano La prima tappa è stata ad Armiansk, sul Mar Nero, dove chi desiderava tornare in territorio ucraino è stato separato da chi voleva invece andare in Russia. Gli ucraini hanno preso un volo da Armiansk, sempre in Crimea, verso la Bielorussia e poi da lì hanno proseguito in pullman per il loro Paese. Né Mosca né Kiev hanno rivelato quante persone siano state portate via. Quel che si sa è che molti residenti volevano restare, anche se i combattimenti dovessero riprendere. E le premesse per un nuovo inferno ci sono tutte, nonostante il Cremlino oggi abbia valutato "positivamente" lo sforzo fatto. Zelensky: "Sono pronto a incontrare Putin in Turchia" Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si è detto pronto a incontrare l'omologo russo Vladimir Putin in Turchia, auspicando che Recep Tayyip Erdogan faciliti il vertice. "Siamo pronti per questo incontro in Turchia. So che il presidente Erdogan ha legami con Putin. Pertanto, sosteniamo l'incontro in Turchia", ha detto Zelensky in un'intervista alla Cnn turca, aggiungendo che l'obiettivo principale di un tale incontro sarebbe un cessate il fuoco lungo tutta la linea del fronte. "Abbiamo bisogno di segnali chiari da parte di Putin che indichino la sua disponibilità a porre fine alla guerra. E' importante che l'incontro trilaterale tra i team tecnici di Ucraina, Stati Uniti e Russia abbia effettivamente luogo e che le delegazioni lavorino in modo costruttivo". Zelensky: "Non rinunceremo ai nostri territori" Zelensky ha escluso che Kiev rinuncerà ai suoi territori nonostante le pretese avanzate dalla Russia. "Di certo non rinunceremo ai nostri territori, ma ovviamente la Russia li vuole", ha dichiarato. "Ce lo fanno sapere, in particolare tramite i mediatori americani. Pretendono che ci ritiriamo volontariamente da territori che loro stessi non sono riusciti a conquistare. Non è un'idea sensata. E' irrazionale", ha denunciato il leader di Kiev. Zelensky: "La Russia sta perdendo" Del resto sul fronte negoziale i passi sono lentissimi e l'intesa di Oleshky non giustifica alcun ottimismo. Anzi. Zelensky ha ammonito che "la Russia sta perdendo" sul terreno. A ottobre, ha detto, le Forze di difesa dell'Ucraina "hanno inflitto al nemico perdite record e hanno recuperato più territorio di quanto gli occupanti russi siano riusciti a conquistare". Dunque, Mosca dovrebbe "scegliere il cessate il fuoco e la diplomazia". A breve dovrebbe esserci l'atteso incontro trilaterale tra Ucraina, Russia e Stati Uniti ad Abu Dhabi. Ma nessuno si fa illusioni sul risultato. Ancora bombe in Ucraina Intanto la battaglia continua a infuriare, con le forze di Kiev sempre più temerarie nello spingersi in profondità nel territorio russo. Oggi è stata colpita una fabbrica a est di Mosca. E proseguono anche i bombardamenti di siti petroliferi russi, dopo la pausa di un paio di settimane su pressione del presidente americano Donald Trump e le sue accuse a Kiev di aver fatto alzare i prezzi mondiali del petrolio con gli attacchi alle raffinerie.
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