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Estero
Urne aperte in Israele: affluenza al 66,7% alle ore 18, nove punti in più rispetto al 2022
Oggi 27-10-26, 18:48
AGI - Oggi Israele è chiamato a votare, le prime elezioni dall'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, nonché le prime dal 1988 a compimento di un intero mandato di quattro anni per il governo. Sono 7,3 milioni i cittadini aventi diritto di voto, tutti coloro che hanno più di 18 anni, su una popolazione di circa 10 milioni. Affluenza record Alle ore 18 l'affluenza alle urne in Israele ha raggiunto il 66,7%. Lo rende noto la Commissione elettorale centrale. Il dato registra un aumento del 9% rispetto alle elezioni del 2022. Alle ore 16 il dato era pari al l 55,7%, con un aumento di 8,2 punti percentuali rispetto allo stesso orario delle elezioni del 2022, quando aveva votato il 47,5% degli aventi diritto. Lo rende noto la Commissione elettorale centrale. Si tratta della più alta affluenza mai registrata dal 1973, ovvero da quando i dati dell'affluenza vengono rilevati. Il primo ministro israeliano e leader del Likud, Benjamin Netanyahu, ha espresso il proprio voto questa mattina presso un seggio a Gerusalemme Ovest, accompagnato dalla moglie Sara. Le elezioni in Israele "stanno procedendo bene". Lo ha affermato il capo dello Shin Bet, David Zini, dopo una visita al centro di comando della Commissione elettorale centrale presso la Knesset. Accompagnato dal presidente della Cec, il giudice della Corte Suprema Noam Sohlberg, e dal direttore generale ad interim Dean Livne, Zini ha compiuto un sopralluogo nei vari dipartimenti per osservare lo svolgimento delle elezioni in tutto il Paese. Chi può votare e le regole per gli israeliani all'estero Gli israeliani non possono votare all'estero, a eccezione dei diplomatici e dei loro familiari, dei militari di stanza oltreoceano e dei rappresentanti delle istituzioni nazionali che prestano servizio all'estero. Per questi è previsto un voto anticipato, avvenuto il 15 ottobre. In questa tornata elettorale sono poco meno di 5mila i diplomatici chiamati a esprimere il proprio voto all'estero. Le schede vengono chiuse in una doppia busta, inviate in Israele e conteggiate alla fine delle operazioni. Stessa procedura della doppia busta per i militari che votano nelle basi. Quando si svolgono le elezioni Le elezioni si svolgono il terzo martedì del mese di Heshvan dell'anno in cui termina il mandato della Knesset uscente (o il primo martedì del mese, qualora l'anno ebraico precedente sia stato un anno bisestile). Si tratta di un giorno feriale, che viene considerato festività nazionale per dare la più ampia possibilità di partecipazione elettorale, e le scuole sono tra i principali luoghi deputati a seggio. Come funziona il sistema elettorale israeliano Israele ha un sistema di rappresentanza proporzionale, con un unico collegio elettorale. Gli elettori indicano un partito, non un candidato. C'è una soglia di sbarramento minima del 3,25% per entrare alla Knesset, composta da 120 membri. Orari dei seggi e procedure di voto I seggi si aprono alle 7 e si chiudono alle 22. Nelle comunità più piccole, negli ospedali e nelle carceri l'orario sarà invece dalle 8 alle 20. Chi si trova in fila presso un seggio al momento della chiusura mantiene il diritto di votare, a condizione di rimanere in coda. Dallo scrutinio alla formazione del governo Il 4 novembre verranno ufficialmente confermati i risultati e sarà successivamente possibile presentare ricorso, fino al 18 novembre. Il presidente invita quindi tutti i leader dei partiti a consultazioni. A quel punto affida al leader con le maggiori probabilità l'incarico di formare il governo e lui ha 28 giorni, estendibili di altri 14, per riuscire a mettere insieme una maggioranza di 61 seggi. Se non ci riesce, il presidente può affidare l'incarico al leader di un altro partito. Qualora nessuno ci riesca, la Knesset viene sciolta e il Paese torna nuovamente alle urne.
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