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Bene Meloni e Salvini, a maggior ragione assurdo chi gioca a far perdere il centrodestra
21-09-2026, 07:44
Ieri a Fenix una Giorgia Meloni carica a pallettoni (non invidiamo chi dovrà sfidarla in campagna elettorale), oltre a regalare battute sferzanti su Conte & Schlein, ha messo sul tavolo due cose che la sinistra finge di non capire: il divieto del burqa a scuola e un tetto agli alunni stranieri. Altro che razzismo. Semmai, è salvaguardia della tenuta civile proprio per evitare derive di razzismo. Il burqa in classe non è "identità". È cancellazione. Annienta il volto, la voce, la possibilità stessa di essere riconosciuti. Una scuola laica non può educare chi arriva già nascosto. Quello di Meloni è un sacrosanto no alla sottomissione: quella che Oriana Fallaci chiamava Eurabia, quando ancora la chiamavano razzista per aver visto prima degli altri. Il tetto è l'altra faccia della stessa moneta. L'integrazione non è un mantra retorico. È un rapporto numerico. Se in una classe troppi non sono nemmeno in grado di parlare in italiano, non si integra nessuno: si disintegra la scuola e la società. Si crea il ghetto, si abbassa il livello, si scarica il costo sui bambini italiani e su quelli stranieri che vorrebbero davvero imparare. Il presupposto dell'integrazione è un numero ragionevolmente basso di chi arriva. La sinistra urla. Come sempre. Perché per loro l'immigrato è un totem, non una persona da inserire. Meloni ha ragione. No alla resa. Sì alla scuola italiana. Molto bene. E molto bene anche Matteo Salvini a Pontida, tonico e determinato, e sorretto da una militanza che chiaramente sta con lui. La mossa di ieri (un congresso straordinario da convocare in tempi rapidissimi) è particolarmente azzeccata: pone fine al chiacchiericcio, porterà alla luce (se ve ne saranno) alternative serie, e soprattutto taglia l'erba sotto i piedi a un controcanto interno funzionale solo alla stesura delle liste elettorali. Quello di Salvini è insieme un atto di forza e un'offerta politica alle energie migliori della Lega, ovunque collocate nel dibattito di partito. Dal congresso alle elezioni ci sarà da pedalare, non da logorarsi in manovre di corridoio. Per vincere - non dimentichiamolo - il centro destra ha bisogno anche di una Lega forte, e dunque tutta la coalizione deve puntare a un Carroccio rinvigorito e protagonista. La strada è finalmente quella giusta. A maggior ragione, appare più che mai surreale che gran parte della comunicazione di Futuro Nazionale sia rivolta oggettivamente contro il centrodestra. O Roberto Vannacci e i suoi non lo capiscono (non credo proprio), oppure è evidente che si stiano offrendo come utili idioti alle tv e ai giornali di sinistra. In questo senso, Futuro Nazionale è davvero l'ultima speranza: ma per il quartetto Conte-Schlein-Bonelli-Fratoianni.
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