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Caditoie stile Wimbledon interrate o "tombate". Perché la Capitale si allaga
Oggi 12-09-26, 08:00
Anche i tombini parlano e ora hanno deciso di sbugiardare il Campidoglio. Ieri, su queste pagine, abbiamo pubblicato la vergognosa risposta ricevuta dall'assessorato capitolino ai Lavori pubblici a una semplice domanda: «Quanti tombini e caditoie ci sono a Roma?». L'abbiamo posta agli uffici, credendo fossero competenti in materia, per cercare di capire che lavoro fosse stato svolto in previsione dell'avvicinarsi dell'autunno e dei primi acquazzoni. La risposta è stata: «Non lo sappiamo, perché la gestione delle strade secondarie era dei Municipi». Come se, insomma, ai romani interessasse sapere la differenza tra strade primarie e secondarie e chi debba evitare di farle finire sott'acqua come accaduto l'altro ieri. E se i Municipi (di cui 14, lo ricordiamo, sono governati dalla sinistra) non sono in grado di mantenere in sicurezza le loro strade, il Campidoglio ha il dovere di sopperire alle loro mancanze visto che l'amministrazione Gualtieri non governa un colle chiamato Campidoglio, ma una città fatta di ben 7 colli, con un'estensione dal mare al lago di Bracciano. La domanda che abbiamo posto nasceva proprio dal dubbio che le pulizie di caditoie e tombini eseguite dai Lavori pubblici «negli ultimi 6/8 mesi», ovvero circa 2500, fossero un numero esiguo rispetto a quello degli scoli che, solo sulla Grande Viabilità, sono 55 mila, a loro volta una minima parte di quelli presenti sulle strade del Comune più grande d'Europa. Così, dopo aver quindi incassato la risposta degli uffici evidentemente "incompetenti", ieri mattina, con il sole splendente, ci siamo sparpagliati in vari quartieri, soprattutto quelli più colpiti dagli acquazzoni di giovedì, alla ricerca di tombini e caditoie che potessero raccontarci la verità e l'abbandono delle strade romane. E ne abbiamo trovati tanti disposti a parlare. Alcuni sono vecchie conoscenze del nostro quotidiano, addirittura ventennali, altri ci sono stati presentati dai lettori che ci mandano i loro scatti per documentare il degrado di strade e marciapiedi che percorrono ogni giorno. Ieri abbiamo ricordato all'Amministrazione che ha avuto tre mesi di sole per potersi dedicare alla messa in sicurezza delle strade. Ma non è stato fatto. Il «tombino in stile Wimbledon» di via Gregorio XI, per esempio, ci era stato segnalato a inizio luglio. E così è rimasto, con l'erbetta all'inglese che spunta dalla griglia. All'incrocio tra via di Porta Maggiore e viale Manzoni ce n'è un altro. Sono ormai lustri che raccontiamo, anno dopo anno, la sua cementificazione. E nessuno si è degnato di stapparlo nonostante i continui allagamenti. Ma l'elenco è lunghissimo, ne abbiamo decine e decine. Ecco le foto di quelli che avrebbero più cose da dire se solo non gli avessero "tappato" la bocca.
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