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Caos e degrado a Ceuta, Morelli documenta la crisi: “Un'invasione che pagano i cittadini”
Oggi 31-08-26, 13:51
Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e senatore della Lega Alessandro Morelli ha voluto vedere con i propri occhi la crisi migratoria che da fine luglio sta mettendo a dura prova Ceuta, l'exclave spagnola sulla costa nordafricana. In un video pubblicato sul proprio profilo Instagram, girato di notte a bordo di un'auto, Morelli mostra strade trasformate in accampamenti di fortuna: "Questa è Ceuta di notte: accampamenti improvvisati in mezzo alle strade e intere aree trasformate in una vera e propria tendopoli", ha scritto nel post che accompagna il filmato. "Sono venuto qui per vedere con i miei occhi la situazione dopo l'invasione di 70.000 clandestini a Ceuta, in Spagna, e raccontarvi quello che sta succedendo. Quando l'immigrazione è fuori controllo, queste sono le conseguenze. E a pagarle sono prima di tutto i cittadini". La crisi è esplosa il 30 luglio, quando in poche ore migliaia di persone, in gran parte giovani provenienti dal Marocco e da altri Paesi dell'Africa subsahariana, hanno forzato le barriere di confine approfittando di un allentamento dei controlli marocchini. Le autorità spagnole non hanno mai fornito un numero ufficiale definitivo degli ingressi di quei giorni, ma le stime parlano di decine di migliaia di persone entrate nell'exclave in un lasso di tempo brevissimo. La traversata, spesso tentata a nuoto lungo i moli di frontiera, si è rivelata fatale per decine di persone: il bilancio delle vittime recuperate dai sommozzatori della Guardia Civil è salito nei giorni successivi a quasi novanta. Madrid ha risposto schierando esercito e Guardia Civil per riportare le persone oltre confine, con rimpatri prima "volontari" - favoriti dalla scelta iniziale di non garantire acqua, cibo e alloggio - poi sempre più spesso forzati. Secondo il governo spagnolo, circa 25.000 persone sarebbero già rientrate in Marocco. Restano tuttavia a Ceuta, secondo le stime locali, diverse migliaia di migranti, molti nascosti nei boschi collinari intorno alla città per sfuggire ai controlli, altri accampati sulla spiaggia del Trampolín in ripari di fortuna. Solo a metà agosto l'esercito ha iniziato a montare tende dotate di servizi igienici in quattro punti dell'exclave, con una capienza che dovrebbe arrivare progressivamente a circa 4.000 posti: una risposta umanitaria arrivata con settimane di ritardo rispetto all'emergenza, e che non ha placato la protesta dei residenti, esasperati da una situazione che il presidente della città autonoma, Juan Jesús Vivas, ha definito ormai insostenibile. Tra i migranti rimasti, secondo i dati diffusi da Madrid, oltre duemila sarebbero minori non accompagnati, che restano ospitati nel centro di accoglienza CETI, ormai sovraffollato. La vicenda ha avuto ripercussioni anche sul piano diplomatico europeo, con un vertice straordinario dei ministri dell'Interno Ue e la valutazione, da parte del governo italiano, di una possibile sospensione temporanea di Schengen nei rapporti con la Spagna. View this post on Instagram A post shared by Alessandro Morelli (@alessandromorelliofficial)
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