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Da Coppedè a Balduina si va a caccia di fantasmi
Oggi 26-08-26, 09:00
Il timore che dietro a uno scricchiolio sospetto ci sia un fantasma non risparmia nessuno. Neanche i residenti di quartieri storicamente abitati da famiglie benestanti e, proprio per questo, forse meno inclini ad ammettere che gli studi e la cultura non spazzano via la paura degli spettri. Da Coppedè a Balduina piovono richieste di aiuto per trovare una risposta a fenomeni che lasciano di stucco e non sembrano avere spiegazioni razionali. Ogni mese almeno due cittadini si rivolgono ai "Ghost Hunters", cioè a quella squadra di ricercatori del paranormale che dal 2006 scende in campo per "catturare" anomalie e renderle oggettive. Come? Utilizzando strumenti capaci di intercettare suoni o immagini altrimenti difficili da captare. Non zaini protonici o trappole come nelle pellicole hollywoodiane, ma registratori audio ad alta sensibilità, rilevatori di campi elettromagnetici, termocamere a infrarossi e fotocamere ad alta risoluzione. «I cittadini ci chiamano perché vogliono capire ciò che accade nelle loro case o nei loro esercizi commerciali. Nel 98% dei casi si tratta di persone altamente suggestionabili o di resoconti troppo fantasiosi per far sì che alla segnalazione faccia seguito un nostro intervento. Ho imparato che più i fenomeni sono piccoli e più c'è la possibilità di intercettare l'anomalia, di cristallizzare l'invisibile. Penso a spostamenti di oggetti, avvistamenti di figure, voci o accensioni improvvise di bambole», spiega Daniele Cipriani, il fondatore dell'associazione che si occupa personalmente di decidere se e dove intervenire. Il primo step è quello del sopralluogo: i ricercatori si recano sul posto ed effettuano verifiche sugli impianti elettrici, sulle tubature e su eventuali cedimenti strutturali. Poi, se non emergono irregolarità, si passa alla ricerca, che si conclude quando «l'anomalia viene registrata», specifica Cipriani. Se c'è una bussola che orienta il gruppo dei "Ghost Hunters", infatti, è quella morale. «Ci tengo a dire che svolgiamo il nostro compito gratuitamente. Quando riusciamo a catturare il fenomeno, ci fermiamo. Non vorremmo mai speculare sull'ansia o sulla paura della gente», rimarca il ricercatore, che prende le distanze da chi «arriva a chiedere fino a 150 euro». Nessuna sentenza in tasca e zero sensazionalismi, quindi. Tant'è che gli esperti del paranormale rifuggono dall'etichetta "acchiappafantasmi", figlia del film cult "Ghostbusters", arrivato nei cinema nel 1984. Che i cittadini continuino a interpellare la squadra romana di cacciatori di spettri, tuttavia, è fuori discussione. «Nella Capitale svolgiamo rilevazioni con costanza. A Coppedè ci hanno chiamato per la presenza di una presunta bimba in casa, mentre una chiamata è partita da un appartamento in zona Balduina per i colpi sordi che si sentivano nei mobili», racconta ancora Cipriani, che ricorda infine quando nel 2011 ad arruolarli furono i vigilanti del Campidoglio: «Riscontrammo diverse anomalie: una maniglia calda al punto da credere che qualcuno l'avesse stretta a lungo e una figura umanoide con una specie di mantella riconducibile allo spirito di un frate vissuto lì in passato».
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Corriere dello Sport
