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Garlasco, la "profezia" di Lovati: la Procura non chiuderà le indagini, ecco perché
Oggi 14-09-26, 15:31
Massimo Lovati non cambia idea, nemmeno da imputato: Alberto Stasi e Andrea Sempio sono entrambi innocenti. L'avvocato lo ha ribadito entrando alla prima udienza del processo per diffamazione aggravata contro Fabio ed Enrico Giarda, ex difensori del fidanzato di Chiara Poggi condannato in via definitiva a 16 anni per il delitto di Garlasco. "Sì", ha risposto secco l'ex legale di Sempio, indagato a Pavia per l'omicidio volontario pluriaggravato della 26enne uccisa il 13 agosto 2007, quando i cronisti gli hanno chiesto se fosse ancora convinto della sua innocenza. "Ma anche di quella di Stasi", ha aggiunto, ribadendo una posizione espressa da un anno e mezzo: da quando definì "una macchinazione orchestrata dalla difesa dello Studio Giarda" l'inchiesta del 2016-17 sul commesso di Vigevano. Sulla possibile citazione di Sempio come testimone, Lovati non ha sciolto la riserva: "Non è ancora citato, lo teniamo da parte e ci riserviamo di citarlo", ha detto. Sereno per l'accusa di diffamazione, ha anticipato "molti chiarimenti" nel corso del processo, capaci di "incidere" anche sull'inchiesta pavese guidata dal Procuratore Fabio Napoleone e dall'aggiunto Stefano Civardi. Non è la prima volta che il 73enne paga dazio per le sue esternazioni. In udienza è emerso che ha già risarcito gli eredi del professor Angelo Giarda - storico difensore di Stasi fino in Cassazione, oggi scomparso - dopo aver paragonato la manipolazione di un profilo genetico a "uno stupro". I figli Fabio ed Enrico hanno depositato davanti al giudice Gianluca De Rosa le prove di una transazione economica (cifra coperta da accordo di riservatezza) che portò al ritiro di una precedente querela contro Lovati e il collega Simone Grassi, difensore di Sempio nel 2017, entrambi finiti imputati dopo alcune frasi dette a Quarto Grado. Il processo, con i Giarda parte civile, è rinviato al 9 novembre per le prime testimonianze dei due fratelli. Per costruire la loro richiesta di risarcimento danni da oltre 100mila euro hanno depositato atti legati al filone principale su Sempio: la relazione della SKP di Luca Antonio Tartaglia che, nelle indagini difensive per Stasi nel 2016, acquisì senza consenso il profilo genetico del 38enne da una tazzina di caffè, un cucchiaino e una bottiglietta d'acqua, sollevando sospetti anche sulle telefonate di pochi secondi verso casa Poggi del 7-8 agosto 2007, una settimana prima del delitto, e sui suoi profili social. Consegnate le relazioni dei consulenti genetici di Stasi, Linarello e Fabbri, sulla compatibilità fra l'aplotipo Y di Sempio e il dna sulle unghie di Chiara Poggi - lo stesso terreno dell'incidente probatorio 2025 affidato alla perita Denise Albani. Tra le carte, il decreto di archiviazione della gip Anna Calabi per Angelo Giarda e Tartaglia, indagati nel 2020-21 su querela dello stesso Lovati per violazione della privacy e diffamazione: l'inchiesta dell'allora pm Fabio De Pasquale non ravvisò alcun reato. Entra anche un vecchio articolo del settimanale 'Oggi' secondo cui le analisi genetiche su Sempio sarebbero state svolte in Svizzera: notizia infondata, con querela al giornalista Giangavino Sulas (oggi defunto) e al direttore Umberto Brindani, ritirata dai legali di Stasi dopo una lettera di scuse. Il giudice non ha ammesso la testimonianza del direttore del laboratorio svizzero, Ezio Denti, chiesta dal legale di Lovati, Fabrizio Gallo, riservandosi invece sull'amica di Sempio presente al prelievo del dna dalla tazzina di caffè da parte della SKP. Lovati ha chiesto infine che il suo ex assistito venga sentito come indagato in procedimento connesso:il giudice deciderà solo a fine istruttoria. Il processo si intreccia con gli altri filoni del delitto di Garlasco: la valutazione tutt'ora in corso della Procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni, sulla revisione della condanna a Stasi; l'inchiesta di Brescia sulla corruzione dell'ex procuratore aggiunto di Pavia, Mario Venditti; e l'indagine pavese che dovrebbe chiudersi il 28 settembre. Secondo Lovati non avverrà: "Ci sarà una richiesta di proroga perché devono attendere la revisione di Alberto Stasi".
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