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Il Partito Islamico italiano riparte: mazze da cricket contro chi si oppone
Oggi 08-09-26, 14:15
C'è un partito che si sta formando in Italia. Un movimento del quale i giornali pettinati prossimi alla sinistra hanno scelto di non parlare. Noi de Il Tempo invece ne scriviamo da mesi, con preoccupazione. Perché il Nuovo Partito Islamico Italiano è una realtà, ancora embrionale, ma dannatamente pericolosa. Perché rischia di mettere in discussione i valori fondanti dell'Occidente e di far piombare l'Europa in un nuovo Medioevo. Una nuova conferma giunge daunavicenda raccontata dal quotidiano locale Il Mattino di Padova: la celebrazione della vittoria alle elezioni per la commissione stranieri e la spedizione punitiva di alcuni connazionali nei confronti di un pachistano. Che è stata puntualmente minimizzata. «Le mazze che sono state sequestrate servivano esclusivamente per andare a giocare a cricket – ha affermato il giornalista Palash Rahman - Sono convinto che gli avvocati difensori degli accusati dimostreranno la loro innocenza». Ma il clou dell'appuntamento serale è stato squisitamente politico. Da un lato l'ennesimo, sguaiato attacco all'esecutivo di centrodestra, dall'altro una sorta di manifesto programmatico. Noi islamici ci siamo e non abbiamo più alcuna intenzione di nasconderci. E vogliamo prenderci le istituzioni democratiche. «Siamo vittime della vecchia e nuova politica del centrodestra, diventata più incisiva da quando è al potere il governo di Giorgia Meloni- ha aggiunto Rahman - Non dimentichiamo che il prossimo anno si vota a Padova. Chi è contro di noi teme che tanti bengalesi si schierino a favore del centrosinistra anche con candidati all'interno delle liste del Pd. A tale proposito ricordo ancora una volta che non ci sarebbe niente di male se, già tra pochi anni, tanti di noi diventassero classe dirigente. D'altronde è successo con i sindaci di Londra e di New York e anche con Barack Obama, seppure quest'ultimo non sia asiatico. Perché non potrebbe succedere anche in Italia, in Veneto e specialmente a Padova, dove i bengalesi e i pachistani sono molto più numerosi dei 3.000 indicati dalla statistica locale?». Parole chiare, che non lasciano dubbi: dal Nordest, dallo zoccolo industriale e produttivo d'Italia, è partita la campagna elettorale del Nuovo Partito Islamico Italiano. «A Padova stanno preparando le liste del nuovo partito islamico. Sono pronti a prendersi la città–ha ricordato l'europarlamentare della Lega, Anna Maria Cisint - D'altronde, questo è quello che succede quando si concede troppo spazio all'islam radicale, quando si lasciano impuniti abusi e sopraffazioni proprio come quelli della moschea di via Turazza: il sindaco Giordani si è piegato alla loro illegalità e ora gli islamici sono pronti a sostituirlo. E c'è già il loro programma elettorale: più sussidi per gli stranieri, più moschee e cimiteri islamici». Sia chiaro, il caso di Padova non è affatto isolato. E per comprendere la dinamica che si sta sviluppando sul tema è sufficiente spostarsi di pochi chilometri, nella vicina Mestre. Qui la comunità islamica ha minacciato, letteralmente, di «bloccare la città» se non verranno avviati i lavori per l'edificazione della moschea. Con fondi provenienti da associazioni e gruppi tutt'altro che limpidi e trasparenti. Nel roboante silenzio della sinistra italiana che ha deciso di sposare i valori più estremi della Mezzaluna.
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