s
Tutte le prime pagine di oggi su Giornalone.it
Kelany accelera sulla legge contro il separatismo religioso: “Norme non negoziabili”
Oggi 22-09-26, 10:40
Un principio simbolo della ferrea volontà di Fratelli d'Italia di rispondere alla crescente richiesta di sicurezza e di rispetto delle regole dei cittadini. Una norma che vuole mettere un freno all'Islam più estremo, quello che non nasconde la volontà di trasformare l'Occidente evoluto nel regno della Sharia. La proposta di legge che vede come prima firmataria Sara Kelany, deputato di FdI e responsabile nazionale del dipartimento immigrazione del partito fondato da Giorgia Meloni, ha avuto una chiara accelerata. "La legge è in esame in prima commissione alla Camera e siamo nella fase istruttoria - ha ricordato Sara Kelany -. È un provvedimento a cui Fratelli d'Italia tiene particolarmente e che è nel proprio bagaglio fin dalla scorsa legislatura, un impegno costante del partito. Ora siamo nelle condizioni di poterlo approvare rapidamente e andremo spediti, perché la dignità delle donne, la parità dei diritti e la sicurezza dei cittadini sono valori per noi non negoziabili". Ma vediamo, nello specifico, i punti fondamentali di questa norma contro il separatismo religioso. Partiamo dal primo, i finanziamenti, che devono e possono essere controllati. Non è una novità, anche se le sinistre non vogliono vedere questa evidenza, che vi siano Stati esteri che finanziano moschee in Europa. E lo fanno non per carità, ma per creare i presupposti per la nascita di un Islam politico in Occidente. Con la norma voluta da FdI ogni finanziamento sopra i cinquemila euro dovrà essere tracciato. È un concetto mutuato dalla legge francese, una regola di buon senso che però la sinistra non riesce ad accettare. Al secondo punto si prevede la chiusura temporanea delle strutture di culto quando all'interno di questi luoghi vengono diffusi messaggi di odio. Verrà così posto un argine a quei predicatori che, invece di parlare di pace, di tolleranza e di religione, inneggiano contro la nostra Costituzione e attaccano concetti per noi scontati come libertà, parità ed uguaglianza. Al terzo posto il divieto dell'uso del velo integrale nei luoghi pubblici. Una norma che già esiste in Egitto. Chi indossa il burqa o il niqab può creare due problemi. Il primo è relativo ad una questione di sicurezza, visto che non è possibile sapere chi si nasconde dietro il velo. Ma questa pratica barbara va proibita anche per difendere i diritti delle donne. Essere costrette a mostrare solo gli occhi non può essere considerato una tradizione pacifica. Non è un caso che, domenica, Giorgia Meloni abbia annunciato l'arrivo in Cdm di un provvedimento che istituisce per legge il numero massimo di studenti stranieri per classe e l'obbligo per i genitori di studenti stranieri con problemi gravi di inserimento scolastico di imparare l'italiano, e introduce il divieto di burqa e hijab a scuola. Due norme che seguono la stessa direzione: quella di ricordare come, chi viene in Italia, debba adeguarsi ai nostri usi. Tornando alla proposta di legge sul separatismo religioso, è di grande importanza l'aumento delle pene per chi organizza matrimoni combinati, una delle forme più subdole di fondamentalismo islamico. Infine, un capitolo della legge si concentra sul certificato di verginità, una pratica medioevale che deve essere stroncata. Nonostante una legge simile sia stata approvata in Francia da Macron, la sinistra, al solito, ha gridato allo scandalo. In sostanza, la famiglia di una ragazza, prima di essere data in sposa, chiede ad un medico di certificare che la componente femminile sia effettivamente vergine. Verranno puniti sia quei genitori che chiedono il certificato, sia il medico che lo emette.
CONTINUA A LEGGERE
8
0
0
