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La mail che inguaia il Comune di Crans Montana: era stato avvisato sui rischi della schiuma
Oggi 07-09-26, 12:52
Il Comune di Crans-Montana sarebbe stato informato, con un certo anticipo, del rischio che la schiuma fonoassorbente installata nel bar Le Constellation potesse prendere fuoco. Lo si apprende da un'email attribuita a Rose-Marie Clavien, che ha ricoperto la delega all'edilizia nell'amministrazione locale tra il 2017 e il 2024, nella quale la donna avrebbe segnalato la pericolosità del materiale. Sentita in interrogatorio lo scorso 28 agosto, Clavien si sarebbe avvalsa della facoltà di non rispondere proprio su questo aspetto. La donna risulta la diciassettesima persona coinvolta, a vario titolo, nell'inchiesta sul rogo scoppiato la notte di Capodanno, costato la vita a 41 persone e che ne ha ferite 115. La notizia è stata riportata dal quotidiano elvetico Tages-Anzeiger. Il rischio legato al materiale che rivestiva il soffitto del locale, poi distrutto dalle fiamme il primo gennaio, non sarebbe stato ignoto neppure alla titolare del discobar, Jessica Moretti. Secondo quanto ricostruito, già nel dicembre 2019 la donna avrebbe inviato una comunicazione al personale raccomandando prudenza nell'uso delle candele con effetti pirotecnici, proprio per il timore che potessero innescare il rivestimento delle pareti. Una dinamica che, a distanza di sei anni, coinciderebbe con quanto poi realmente accaduto, con le conseguenze tragiche note. Nel corso delle indagini è stata sentita come testimone anche Simon A., ex collaboratrice del locale, ascoltata dagli inquirenti della Polizia Cantonale di Sion. Secondo la sua versione, la porta d'accesso al seminterrato sarebbe stata tenuta chiusa a chiave per volontà della gestione Moretti, al fine di evitare tensioni con i condomini dello stabile. La ex dipendente ha riferito che, in alcune occasioni, davanti a quella porta sarebbe stata posizionata una sedia, con l'evidente scopo di disincentivarne l'utilizzo come via d'uscita. La donna ha inoltre dichiarato di non aver mai ricevuto una formazione specifica in materia di sicurezza da parte della direzione del locale. Si tratta di elementi che, secondo quanto trapelato, troverebbero riscontro in altre deposizioni raccolte dagli inquirenti, andando a rafforzare uno dei filoni ritenuti più rilevanti dalla procuratrice Catherine Seppey e dalla pm Victoria Roth nell'ambito degli accertamenti a carico dei coniugi Moretti. Alcuni testimoni avrebbero riferito, in particolare, che l'uscita sarebbe stata bloccata con una catena. I legali di Jacques e Jessica Moretti, nel corso dell'udienza, avrebbero messo in dubbio l'attendibilità della testimone, ricordando che la coppia l'avrebbe in passato denunciata per un presunto ammanco di denaro dalla cassa del locale. Da parte sua, la donna ha replicato di aver a sua volta sporto denuncia, anni addietro, nei confronti di Jacques Moretti, sostenendo di essere stata sequestrata, senza tuttavia fornire dettagli sulle modalità dell'episodio. L'avvocato di Moretti ha ribattuto sottolineando che quella denuncia non avrebbe avuto alcun seguito giudiziario. La donna ha lavorato per la gestione del locale fino al 2021.
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