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La redazione di Report fa i capricci: “O Ranucci o ce ne andiamo”. L'ultimo diktat alla Rai
Oggi 31-08-26, 12:12
Continua la battaglia degli inviati di Report dopo la rimozione di Sigfrido Ranucci dalla conduzione e la scelta di affidarla al duo Giulia Presutti-Daniele Piervincenzi. “I giornalisti interni della redazione di Report, preso atto della decisione arbitraria, non ancora motivata dell'azienda, di sostituire Sigfrido Ranucci alla conduzione del programma, sostengono e condividono tutte le rivendicazioni espresse dal gruppo degli inviati, che hanno annunciato, in assenza di un ripensamento da parte della Rai, di essere pronti ad abbandonare il programma”, è quanto si legge nel comunicato dell'Assemblea dei giornalisti di Report che proclama "lo stato di agitazione e si riserva di mettere in atto ulteriori iniziative di lotta democratica, compreso lo sciopero". "Report - si legge nel comunicato dell'assemblea - non può esistere senza i suoi inviati e senza la sua redazione, produzione, filmaker e montatori che negli anni hanno maturato specifiche competenze e lavorano per garantire un prodotto di qualità, espressione autentica del servizio pubblico. Solo un più che solido vissuto professionale e l'autorevolezza conquistati sul campo possono infatti far fronte alle necessità di produzione e alle specificità investigative di una trasmissione complessa, delicata e di altissimo valore civile, come Report ha dimostrato di essere nel corso della sua lunga storia, offrendo al pubblico un contributo ispirato ai più autentici valori repubblicani". I giornalisti interni di Report, prosegue la nota, "non sono disposti, in alcun modo, ad accettare imposizioni calate dall'alto che, non rispondendo a questi criteri, sono ascrivibili a una matrice puramente politica che snatura totalmente la vocazione e il dna del programma. Esprimono, inoltre, sconcerto per il metodo usato dall'azienda nella scelta unilaterale e senza condivisione dei nuovi conduttori, annunciati alle agenzie di stampa prima che alla squadra. Chiedono all'azienda di correggere le decisioni prese che non sono accettabili per chi, professionalmente, si è sempre riconosciuto nell'identità e nei valori di Report e che potrebbero costringere a scelte lavorative diverse. Chiedono inoltre il diretto coinvolgimento della redazione nelle scelte aziendali, al fine di preservare autonomia e indipendenza di un presidio fondamentale del servizio pubblico. L'assemblea dei giornalisti indice dunque lo stato di agitazione e si riserva di mettere in atto ulteriori iniziative di lotta democratica, compreso lo sciopero" conclude il comunicato dell'assemblea dei giornalisti di Report.
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