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«Torna Beppe, è solo l'inizio», spuntano le 5 Stelle pirata. Nessun riciclato nel nuovo M5S, neanche l'ex sindaca Raggi
Oggi 10-09-26, 20:31
Grillo is back. Il ritorno del comico genovese spaventa, e non poco, Conte. La notizia, pubblicata da Il Tempo, occupa le chat a 5 Stelle. Nessuno si sbilancia. Nella dittatura pentastellata di Giuseppi, d'altronde, non si può “parlar male” del vertice, né dubitare del funzionamento dell'apparato. Allo stesso tempo, però, la volontà dell'"Elevato" di tornare affascina chi non si ritrova nella “svolta a sinistra” indicata dall'ex premier. Ripartire dalle origini, per più di qualche militante, sarebbe una priorità. Se i parlamentari restano fedeli all'attuale presidente e hanno come unico obiettivo riportarlo a Chigi, fra gli attivisti cresce il malumore verso una gestione ritenuta troppo “verticistica” e un progetto che ha ormai poco a che vedere con quello iniziale. Ecco perché l'idea del fondatore di lanciare una nuova proposta, basata su un nuovo ideale di welfare e sulle innovazioni della rete, potrebbe creare uno tsunami fra chi non si riconosce nell'offerta politica del vertice. Se, poi, Beppe dovesse riuscire a far inibire lo storico simbolo e, dunque, a bloccarne l'utilizzo alle politiche, i pericoli sarebbero ancora maggiori. L'attesa udienza, nonostante una serie di strani slittamenti, dovrebbe tenersi a novembre. L'entusiasmo, però, regna già sovrano tra chi, da tempo, sperava in un passo in avanti di chi ha creato il Movimento. I “Figli delle Stelle”, ovvero coloro che durante l'ultima assemblea di “Nova” contestarono il legale pugliese, ad esempio, pubblicano un post con i cinque astri accompagnati da un logo pirata, richiamante l'anime “One Piece”, con tanto di scritta: «E forse è solo l'inizio». Motivo per cui una «generazione cresciuta con l'idea che la politica possa essere partecipazione, rete, coraggio e cambiamento» non può e non deve disimpegnarsi. I corpi celesti della politica, a loro dire, «devono tornare a brillare» subito. Allo stesso modo, però, occorre dar voce «a chi non si è mai rassegnato alla politica dei palazzi». Un chiaro appello, dunque, a tenere lontani quei “big” esclusi dal nuovo corso e, adesso, in cerca di collocazione. Un messaggio che, per i ben informati, sarebbe già arrivato a San Fruttuoso. Grillo, riferiscono i fedelissimi, non vorrebbe riciclare nessuno, a partire da Virginia Raggi. Non è un caso che la sindaca della Capitale, un tempo prediletta del cabarettista, negli ultimi mesi sia ricomparsa agli eventi di Conte. Tutti, infatti, l'hanno notata sorridente alla presentazione del suo ultimo libro, con tanto di chiacchierata riservata. L'avvicinarsi delle politiche, d'altronde, fa venire l'acquolina in bocca a chiunque, in particolare a chi, con il superamento del limite del doppio mandato, potrebbe tornare a correre per Montecitorio. Ragione per la quale quelle Appendino in lacrime all'espulsione del loro storico riferimento dovrebbero restare in corsa per le poltrone e non posizionarsi, al contrario, dalla parte di chi offre solo un sogno da rilanciare. Detto ciò, il rianimato ispiratore del “Vaffa”, considerando la legge elettorale e il ritorno delle preferenze, ha bisogno di uomini e donne fidati per riempire le liste. Motivo per cui starebbe sondando non solo una serie di giovani promettenti, ma anche imprenditori dell'ICT, professionisti dei più svariati settori ed eccellenze, troppo spesso dimenticate dal mainstream. L'obiettivo è creare una nuova classe dirigente dal basso. E, in tal senso, il criterio di reclutamento, ci spiega un suo fedelissimo, sarebbe una nuova piattaforma che, a differenza di quella precedente, dovrebbe essere amministrata da più soggetti. La priorità, ci viene riferito, è una soltanto: evitare nuovi personalismi e soggetti che possano emulare Conte. Cosa succederà, invece, a quegli ex meno noti che, però, non hanno mai abbandonato la crociata degli albori? In questo caso, la decisione spetterà direttamente all'attore ligure che, però, fa sapere di non avere preclusioni, ma neanche intende offrire corsie privilegiate. Nella nuova casa, ci viene rivelato da chi frequenta certe stanze, la prima regola è riprendere quel principio sacrosanto dell'«uno vale uno».
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