s
Tutte le prime pagine di oggi su Giornalone.it
“San ceto medio” non ce la fa più a pagare le tasse. Qui si gioca il voto
Oggi 03-09-26, 09:00
L'altro giorno su queste colonne scrivevamo che il programma elettorale del campo largo esiste anche se non c'è ed è molto chiaro: aumentare le tasse al già tartassato ceto medio. Oggi (ieri per te che leggi) Aldo Cazzullo nella sua rubrica delle lettere sul Corriere della Sera "conferma": il campo largo vuole aumentare tasse e spesa pubblica mentre va fatto esattamente il contrario sia per ragioni di insostenibilità, sia per far respirare San Ceto Medio e rilanciare l'economia, sia per irrobustire la spina dorsale della fragile democrazia italiana. Intendiamoci: non serve la conferma né di Cazzullo, né di Gruber o, che so, poniamo per "accoppatura" come dicono a Napoli, di Travaglio. Basta conoscere lo stato dell'arte del fisco e mettersi una mano sulla coscienza e l'altra sul portafogli per sapere che le tasse ben al di là del livello di guardia sono il problema numero 1 da affrontare. Ma, ecco il punto, il campo largo non solo non si pone il problema ma rappresenta la principale garanzia del suo strutturale peggioramento. Ecco perché la risposta che il giornalista ha dato a due lettori che chiedevano lumi sul programma elettorale del campo largo è particolarmente istruttiva: non finge, è cruda, dice le cose come stanno. Vale la pena ascoltare. Prima botta: "Ve lo dico io qual è il programma del centrosinistra: aumentare le tasse a chi già le paga, e aumentare ulteriormente la spesa pubblica". Seconda botta: "Leggo interviste inquietanti, secondo cui bisogna far pagare le tasse ai 'super ricchi' che superano gli 80 mila euro lordi". Capito? Chi sono mai questi ricconi italiani? Terza botta: "Un medico ospedaliero, un preside, un ufficiale delle forze dell'ordine". Gente che guadagna 3000 euro netti al mese, tendenti verso il basso e non verso l'alto, ma che per la sinistra sono dei super ricchi come se fossero Elon Musk. Come vi ho detto più volte e come ha sottolineato anche il direttore de Il Tempo proprio ieri, ancora una volta, nel suo fondo la questione fiscale è decisiva e la differenza tra il centrodestra e il campo largo lo è ancor di più ma va fatta risaltare: il governo Meloni ha tenuto i conti in ordine, ha contenuto la spesa pubblica devastata da Conte e dal Pd e non vuole aumentare le tasse, mentre il campo largo vuole fare esattamente il contrario e il suo programma elettorale, che mette tutti d'accordo come un sol uomo, è far pagare ancora di più il ceto medio spingendolo in una situazione di subalternità e di impoverimento. Una follia da ogni punto di vista: economico, sociale, politico. Perfino morale. Sì, morale perché le tasse esorbitanti, che tolgono più della metà dalle tasche e dai conti correnti di chi lavora, sono immorali e pregiudicano non solo la salute economica della società e il santo risparmio delle famiglie italiane ma, come ripeteva Einaudi, anche la stessa tenuta della democrazia. Infatti, il ceto medio, quello che una volta era chiamato borghesia, è l'anima stessa della vita civile e democratica perché con l'autonomia del lavoro media continuamente le due tentazioni che si alzano dal corpo sociale in tempi di crisi e decadenza: la reazione e la rivoluzione. Dare, dunque, al ceto di mezzo una reale rappresentanza politica e riconoscergli la giusta rappresentazione dello stato delle cose che effettivamente vanno fatte è un dovere del centrodestra che ha un solo compito: abbassare le tasse. Anche a sinistra, da Calenda a Renzi passando per Marattin (che non vuole che lo si collochi a sinistra e ha ragione), sanno bene che aumentare le tasse è pura follia e gravare ancor di più il peso sulle spalle del ceto medio è peggio di un crimine: è un errore. E cosa dicono? Dicono: ci siamo noi a controllare e a impedire. Sappiamo per esperienza storica che situazioni equivoche e pasticciate di questo tipo non vanno lontano e generano quello che Goya chiamava con i suoi disegni "il sonno della ragione genera mostri", dal governo Prodi I al governo Prodi II. Ma, soprattutto, sappiamo un'altra cosa decisiva: le cose che si dicono in campagna elettorale lasciano il tempo che trovano all'atto del governo ma sono comunque molto indicative e, nel caso in ispecie, chi è per l'aumento delle tasse potrebbe anche non riuscire ad aumentarle ma, ecco il punto, sicuramente non le abbasserà. Mentre San Ceto Medio, che si ammazza la schiena per sé e per gli altri, ha bisogno come il pane di pagare meno tasse per far respirare l'Italia intera. Qui si gioca la partita delle elezioni.
CONTINUA A LEGGERE
4
0
0
Guarda anche
Libero Quotidiano
Pd, "Facciamo un neo-diciottenne": un prestanome come premier
Libero Quotidiano
