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L'ultima di Alemanno: ora vuole le dimissioni della premier Meloni
Oggi 20-09-26, 08:46
Gianni Alemanno si è subito calato nei panni del "vannacciano". E dal Forum dell'Indipendenza italiana a Orvieto, prima senza mezzi termini ha "sollecitato" Meloni a "porre a termine un'esperienza di governo che non produce più nulla". Per poi aggiungere: "Il generale Vannacci ha detto con chiarezza che se Giorgia Meloni lo chiama, se si fa sentire, lui è disponibile a parlare e confrontarsi, lei è il leader del centrodestra, quindi sta a lei alzare il telefono e aprire un confronto con Futuro Nazionale". Confronto che, come ha evidenziato Alemanno, ieri non c'è stata l'occasione di organizzare. "Avevo proposto, almeno per avere un interlocutore di Fratelli d'Italia qui presente, che mandassero dei giornalisti del Secolo d'Italia, ormai diventato l'house organ di Fratelli d'Italia nonostante sia di proprietà della fondazione di Alleanza Nazionale, ma dopo vari tentennamenti non è neanche arrivata la risposta". Il messaggio è chiaro: "Noi chiediamo le elezioni e siamo pronti" e qui la seconda stoccata al governo Meloni "nonostante il tentativo di fare uno sgambetto a Futuro Nazionale moltiplicando in maniera vertiginosa e vergognosa il numero delle firme che bisogna raccogliere". Insomma un Alemanno in grande spolvero che con piglio da statista intima alla premier di dimettersi. Via, tutti a casa e andiamo a votare. I vannacciani si sa sono fatti così tutto d'un pezzo e per ora più che trovare i punti di contatto con il centrodestra stanno lucrando sulle differenze. Fra i motivi di incompatibilità tra la formazione di Vannacci e il centrodestra c'è anche la questione russo ucraina, che per ironia della sorte è anche il dossier che "divide" il campo largo. "Per noi ci sono dei punti inderogabili come quello del termine delle sanzioni alla Russia e degli aiuti all'Ucraina, una critica forte all'Unione Europea e un recupero forte dei nostri valori, soprattutto sul tema dell'immigrazione". Un altro elemento divisivo è il gruppo di appartenenza nel Parlamento europeo. "Giorgia Meloni deve decidere cosa vuole fare da grande: se vuole fare la conservatrice che si inserisce nel Ppe o stare nel grande movimento del sovranismo che sta montando in tutta Europa" ha sottolineato Alemanno. Poi c'è la questione di Afd che in Germania, dopo aver vinto in Sassonia, sta continuando a crescere nei sondaggi. "Non è un gruppo di pazzi neonazisti, come ci vogliono raccontare - ha spiegato l'ex sindaco di Roma - ma un partito che si pone realisticamente rispetto ai problemi della Germania" e che "il paese più forte dell'Europa manifesti questa tendenza ci deve dire con chiarezza che questa Unione Europea, così come è concepita, è insostenibile". Tra l'altro proprio oggi l'europarlamentare Marc Jongen di Afd sarà ospite alla due giorni di Futuro Nazionale a Orvieto.
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